MENDICINO (CS) – Per Sguardi a sud va in scena “Il profilo panciuto di Mister”

La storia del teatro è intrinsecamente legata alla capacità di toccare le corde più profonde dell’animo umano e “Sguardi a Sud”, la rassegna di teatro contemporaneo curata con passione e dedizione dalla compagnia Porta Cenere, si presenta come un appuntamento imperdibile per immergersi in narrazioni coinvolgenti, in grado di rapire la mente e il cuore degli spettatori. Sotto la magistrale direzione artistica di Mario Massaro, il palcoscenico di Sguardi a Sud si accende con una potenza straordinaria. L’ultima proposta da segnare in agenda è “Il profilo panciuto di Mister” di Daniele Mattera, in scena domenica 29 ottobre (ore 18), con Marisa Casciaro e Giada Claudia Grandinetti.

“Il profilo panciuto di Mister” è una pièce teatrale che affronta il tema universale della guerra e della sua devastante influenza sulle vite umane. La storia si ispira a una tragica notizia di cronaca: il 3 marzo 1944, oltre 600 persone persero la vita asfissiate nella Galleria delle Armi tra Balvano e Muro Lucano mentre viaggiavano sul treno Napoli – Bari 8017.

Attraverso la storia di tre personaggi, Lucia, Camilla e Mister, lo spettacolo esplora la complessità delle emozioni umane in un mondo postbellico. Ciascuno di loro ha una storia da raccontare. Uno stralcio di vita che si intreccia con profonde riflessioni sull’umanità e scatena una guerra interiore che attendeva solo il momento giusto per esplodere. Ma, come sottolinea lo spettacolo, la crisi, se riconosciuta e affrontata, può portare alla maieutica reciproca e alla consapevolezza di sé. Attraverso il confronto con le proprie fragilità, si scopre la vera forza che conduce alla pace.

Nel corso della notte, Lucia legge a Camilla alcuni frammenti di storie raccolti durante i suoi viaggi in treno, storie che rappresentano un simbolo di uguaglianza e di solidarietà umana. Nel frattempo, Mister porta con sé il dolore della perdita di sua figlia in un bombardamento, rappresentando il lato più doloroso e reale della guerra.

Ma quali sono le peculiarità di questi personaggi? Marisa Casciaro e Giada Claudia Grandinetti hanno dichiarato: «A primo impatto, Lucia appare con un carattere sognante e indagatore, mentre Camilla come una lavoratrice indefessa. In realtà, nello scorrere del testo, le parole si completano di attitudini che svelano le sfumature di due sensibilità che si cercano e si scoprono, prima di incontrarsi in un’amicizia profonda. Un’amicizia che unisce e dona quiete e diventa esempio di ricerca di pace in un modo di disattenzione e diffidenza. Lucia svela i suoi racconti a Camilla ma confessa anche le sue fragilità e riesce con la sua semplicità e con la sua innocente invadenza a condurre Camilla verso riflessioni profonde sulla varietà umana alla quale talvolta sembra voglia sottrarsi. Insieme, altra parola che potrebbe essere chiave rivelatrice dello spettacolo, le due donne mostrano di avere uno sguardo concreto sul mondo: Lucia attraverso il desiderio di indicare il piacere dell’ascolto, del dialogo, del passaggio comunicativo, della bellezza e gioia di vita, mentre Camilla con la forza costruttiva e concreta del lavoro e l’abbandono di idee disfattiste e vittimiste. La conoscenza che si approfondisce tra le due, anche attraverso lo scontro, svela la fine sensibilità di entrambe e la ricchezza di sfumature che ogni carattere può contenere».

Chi interpreterà il ruolo di Mister? «È una storia lunga e complessa. Nella prima versione dello spettacolo (risalente a circa 14 anni fa) – hanno osservato Marisa Casciaro e Giada Claudia Grandinetti- Mister è stato interpretato da Daniele Mattera, amico, regista e mentore, che purtroppo ci ha lasciate qualche anno fa, ma al quale non abbiamo mai smesso di sentirci legate da un filo emotivo intriso di memoria e gratitudine, nonché di affinità di anima. Abbiamo promesso a Daniele che avremmo fatto rivivere le sue opere. Il testo di questo spettacolo è suo. Con questa nuova versione abbiamo fatto molto di più: siamo riuscite a portarlo nuovamente in scena con noi. Come? Attraverso l’uso delle nuove tecnologie, più esattamente del videomapping. Quando ci è venuta in mente questa bizzarra, ma entusiasmante idea, sapevamo che non sarebbe stato facile. Noi amiamo le sfide e così abbiamo contattato il responsabile tecnico Eros Leale il quale ci ha indicato a sua volta Anselmo De Filippis (video-creator) che ha scorporato tutte le immagini di Mister con un certosino lavoro di editing di un vecchio video. Giampaolo Palumbo ha reso le immagini proiettabili attraverso una raffinata tecnica di videomapping. Il fonico Geppino Canonaco ha equilibrato suoni e voci. E così, come avviene nella favola de “I musicanti di Brema”, abbiamo formato una valida squadra e, unendo le diverse professionalità, siamo partiti verso la nostra meta, che ora può dirsi finalmente raggiunta».

“Il profilo panciuto di Mister” attinge a storie vere, amalgamando esperienze di uomini e donne provenienti da diverse parti del mondo con i ricordi dei membri della compagnia. Lo spettacolo si svolge su quattro sedie, l’unico “compartimento” in cui vivono i due personaggi femminili, un luogo che simboleggia la speranza di pace in contrasto con la realtà della guerra personificata da Mister. L’atmosfera eterea, sostenuta dalle note del “Flauto Magico” di Mozart, rappresenta il percorso simbolico dalla tenebra dell’ignoranza alla luce della consapevolezza.

Un viaggio emozionante e commovente conduce Camilla verso la luce della solidarietà. Ma il treno su cui si trovano i personaggi potrebbe anche condurli verso un disastro ferroviario, aprendo interrogativi sul loro destino. La risposta a questa domanda rimane un mistero che solo gli spettatori potranno scoprire.

“Il profilo panciuto di Mister” è una rappresentazione teatrale che testimonia la potenza della narrazione e della comprensione reciproca, promuovendo il dialogo e la solidarietà tra le persone in un mondo che spesso sembra diviso dalla discordia e dal conflitto. In questo contesto, il palcoscenico diventa uno strumento formidabile per la promozione della pace e della speranza.

Con il patrocinio Comune di Mendicino e il sostegno della Fondazione Carical, Sguardi a Sud è un esempio di come l’arte scenica possa trasformarsi in una potente arma di sensibilizzazione e riflessione. Questa kermesse è una vera e propria calamita, attirando l’attenzione di appassionati e curiosi, creando un vortice di emozioni inarrestabile.

Il direttore artistico di Sguardi a Sud Mario Massaro: «Sguardi a Sud si illumina con “Il profilo panciuto di Mister”, uno spettacolo che toccherà il cuore del pubblico, rivelando le cicatrici della guerra e il potere della pace. Attraverso questa intensa rappresentazione, celebriamo la resilienza dell’animo umano e la speranza che unisce le anime, sfidando le divisioni del mondo contemporaneo». (rcs)

COSENZA – Al Teatro dei Fliaci il reading music sul libro di Antonella Perrotta

Mercoledì 25 ottobre 2023 alle ore 17.30 presso la suggestiva sede del Teatro dei Fliaci in via Silvio Sesti n. 15 (già Via Sicilia), a Cosenza, Associazione Confluenze aps presenterà il reading music tratto dal romanzo “Malavuci” (edito da Ferrari Editore nel 2022), secondo romanzo che la scrittrice calabrese Antonella Perrotta ha pubblicato, dopo il successo d’esordio di “Giuè” del 2019.

La vicenda si svolge nell’anno 1919, in un immaginario borgo calabrese, San Zefiro, uguale a tanti altri borghi che popolano la nostra regione, dove spira sempre il vento, un vento che porta con sé le voci dei sanzefiresi, con la loro meschinità e cattiveria, con un falso e apparente perbenismo che tende all’omologazione, all’approvazione degli altri, a una finta normalità e che condanna il “diverso”, sia esso una fimminedda, una prostituta o una forestiera.

Lo sanno bene Antonio e Sasà, protagonisti di un dramma familiare raccontato con amara ironia. L’unico modo per sfuggire ad un destino di subdole persecuzioni è partire o rinchiudersi in sé stesso.

“Malavuci”, offre molti spunti di riflessione e sarà l’autrice stessa, in una forma molto accattivante, a leggerne le parti più significative, accompagnata dall’organetto di Antonio Grosso, sostituendosi al cantastorie da lei ideato per narrare, in modo un po’ distaccato, le vicende portate dal vento di San Zefiro, questo paesino sospeso nel tempo e che il tempo sgretolerà, lasciando solo qualche traccia della sua esistenza.

L’evento culturale sarà introdotto da Luca Di Pierno, direttore didattico del Teatro dei Fliaci; dialogherà con la scrittrice la conduttrice radiotelevisiva Adriana Paratore. Toccherà a Francesca Daniele, presidente dell’Associazione Confluenze Aps, trarre le conclusioni di quello che si preannuncia un interessante e coinvolgente pomeriggio di lettura, musica, parole, cultura. (rcs)

RENDE (CS) – Il 30 ottobre il debutto a teatro de “Il terrore dentro me”

di MARIACHIARA MONACO – Può un’opera teatrale rappresentare la ruvida realtà che ci circonda?
Probabilmente sì. È il caso de “Il terrore dentro me”, opera prima di Mattia Filice, giovane regista e sceneggiatore cinematografico e teatrale, che verrà portata sul palco il prossimo 30 ottobre, presso il Cinema Garden di Rende.

«Questo spettacolo è nato perché ho sempre visto il teatro come un quadrato mai smussato, come un qualcosa di molto formale – racconta – cerco sempre di sperimentare e di creare qualcosa di particolare, per questo motivo ho pensato ad un prodotto horror con delle piccole perle di drammaticità».

In un mondo ovattato, dove spesso le informazioni vengono filtrate e trasformate in aria per far volare palloncini intrisi di modernità, l’opera in questione si propone di fungere da ago, così da portare alla luce la veridicità delle immagini. Perché il terrore non è tangibile ma si vede, ci circonda e spesso è anche dentro di noi. Fratello della paura e cugino dell’ingiustizia, mette in crisi le certezze rassicuranti dello spettatore, ponendolo di fronte a una dissoluzione sempre più evidente e nauseante della morale condivisa.

Al centro c’è l’uomo, che diventa demone a causa delle numerose crepe sulla pelle e sul cuore, mostrando il suo lato più feroce, che però può essere esorcizzato e sconfitto attraverso una consapevolezza che ci accompagna fin da bambini, quella del bene che vince sempre sul male.

Lo spettacolo è antologico: si alterneranno sulla scena sei storie differenti, con personaggi differenti. Ad accomunarle sarà l’esplosione di un terrore estremamente reale e mondano, da far tremar le vene e i polsi.
«L’intento è quello di fare uno spettacolo horror, ma allo stesso tempo di sensibilizzare le persone che lo guardano».

Si tratta di un’opera che nasce dal desiderio d’inserire tematiche difficili in maniera efficace, emozionando e facendo riflettere, in una serata diversa da tutte le altre.

Ma com’è passare dal mondo cinematografico a quello teatrale?
«È stato difficile, anche la gestione degli attori è totalmente differente e all’inizio ho fatto un po’ di fatica. C’è stata poi la necessità di creare effetti visivi all’interno dell’opera, un’altra novità che ho deciso di mettere in campo coraggiosamente», racconta.

L’obiettivo è dare vita alle cose, un modus operandi presente in tutte le creature di Matteo, dall’ultimo fumetto “Sickaboom: la rivincita dei perdenti”, fino ai corti che ha girato in passato, seguendo lo stesso schema.
«All’inizio non volevo fare il regista, ma l’attore – confessa – la scintilla è scoccata appena ho visto “Shining” di Kubrick. Da lì è nata la passione per la creazione».

L’arte come Pharmakon, che allevia tutti i mali terreni e rende immortali.
«Vorrei essere ricordato per il mio contributo, positivo/negativo che sia, l’importante è che se ne parli. Creare nuove vite, tessere delle storie, per poi regalarle agli altri e renderle sempre accessibili».

Un professionista giovane, con tanti altri progetti che già bollono in pentola: «Non riesco mai a stare fermo – confessa – attualmente sono in produzione con un cortometraggio d’animazione in tecnica mista, insieme a me lavorano a questo progetto circa 25 persone, ovviamente li saluto e li ringrazio tutti uno per uno. Mentre a gennaio partirò per girare un documentario, ma non posso svelare ancora nulla».

Insomma, tante idee che prenderanno forma. Senza dimenticare “Il terrore dentro me”, così da poter viaggiare con la mente, pur restando con i piedi per terra. (mm)

LAMEZIA TERME (CZ) – “I 4 desideri di Santu Martinu” di Dario De Luca in scena al Grandinetti

Due strani viandanti, un cantastorie e un musico, venuti dal Medioevo o dal futuro, occupano uno spazio circolare per narrare una storia salace e iperbolica che appartiene all’umanità di ieri, di oggi e di domani: il desiderio di una donna e di un uomo portato a vette parossistiche e assurde di grande godibilità.

“I 4 desideri di Santu Martinu”, una produzione Scena Verticale, è una riscrittura, in dialetto calabrese, liberamente tratta da alcuni fabliaux anonimi medievali, e parte da uno spunto – quello dei desideri concessi per volontà soprannaturale e sprecati per stupidità o cattiveria – presente in tutte le letterature. In Occidente, nell’ambito fiabesco, questo tema lo si ritrova in La Fontaine, Perrault e nei fratelli Grimm.

Dario De Luca, riscoprendo la letteratura popolare oscena del XII e XIII secolo, presta corpo e voce a questo racconto folle e divertente. La lingua utilizzata è una lingua calabrese inventata per la scena: un pastiche suggestivo che, come un organismo vivente in continua evoluzione e cambiamento, risente delle decine di influenze dialettali ricevute dall’autore nel suo percorso artistico da autori e poeti calabresi del passato e contemporanei; con echi che vanno dalle lingue della pre-Sila a quelle delle Serre cosentine, fino a sonorità provenienti dai borghi calabro-lucani del Pollino.

Le musiche, messe in campo da Gianfranco De Franco, ci immergono in timbriche instabili e sfuggenti che odorano di caminetto e di vino; che evocano tarante e valzerini sghembi che furono e che saranno.

“I 4 desideri di Santu Martinu” si rifà a quei brevi racconti in versi, sorti alla fine del XII secolo, le cui origini vanno ricercate nella tradizione classica latina e greca. Vi si narravano storie comiche e spesso oscene in toni crudamente realistici o satirici. Il genere influenzò autori come Rabelais in Francia e Boccaccio in Italia.

L’evento è inserito nella rassegna Calabria Teatro promossa dalla compagnia teatrale I Vacantusi con la direzione artistica di Nico Morelli e Diego Ruiz, 𝑓𝑖𝑛𝑎𝑛𝑧𝑖𝑎𝑡a 𝑐𝑜𝑛 𝑅𝑖𝑠𝑜𝑟𝑠𝑒 𝑃𝑆𝐶 𝑃𝑖𝑎𝑛𝑜 𝑑𝑖 𝑆𝑣𝑖𝑙𝑢𝑝𝑝𝑜 𝑒 𝐶𝑜𝑒𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒 6.02.02. (rcz)

CATANZARO – Riparte la stagione del “Teatro Incanto”

Riparte la stagione del “Teatro Incanto” con l’obiettivo di fare teatro per tutto l’anno, e la voglia di riempire tante giornate con arte, cultura, emozioni e divertimento e con la necessità di sperimentare, improvvisare, inventare. La stagione “Domenica d’Incanto 2023” è un quadro colorato e allegro di tante tessere di uno stesso mosaico: ci sono gli spettacoli per bambini che piacciono ai grandi, ci sono i classici del teatro che la compagnia diretta da Francesco Passafaro ha portato in scena con passione e successo e che quest’anno ha deciso di rinnovare e rilanciare, e anche attualizzare (basta aspettare di vedere in scena “Napoli Milionaria” per capire). C’è questo e molto altro al Teatro Comunale, nel centro del centro storico di Catanzaro.

«Vogliamo far vivere il teatro tutto l’anno, estate e inverno, durante le festività e nella quotidianità che scorre, perché diventi luogo di incontro e socialità, occasione di confronto e riflessione, un luogo sicuro dove emozionarsi, divertirsi e intrattenersi, lasciando fuori le preoccupazioni, le tensioni e le paure della società che vive dietro lo schermo», afferma il direttore artistico del Teatro Incanto, l’attore e regista Francesco Passafaro nel presentare la stagione 2023-2024.

Teatro declinato e rivolto a tutte le generazioni, tanto che quest’anno il sabato è dedicato ai bambini con il Teatro Kids. «Dopo i sold out dello scorso anno e il grande successo in piazza d’estate, abbiamo pensato di voler fare di più – spiega ancora Passafaro – Abbiamo immaginato di vedere tutta la famiglia al Comunale: i genitori che si preparano, i nonni che trascorrono la domenica con i loro figli, i nipotini che non vedono l’ora di ricevere l’abbraccio dei loro affetti più cari. Si arriva a Teatro, al Comunale, si sceglie di prendere i popcorn e una bibita, si pensa di trascorrere due ore meravigliose, a tempo di musica e con delle scenografie splendide. Gli attori, piccoli e grandi, si sono impegnati molto, hanno messo tutto all’interno di questo spettacolo e sperano di coinvolgere gli spettatori, con la favola musicale più bella di sempre». E domani si parte proprio con “Aladin” alle ore 18.

Per la stagione di prosa, il “Teatro Incanto” ha preparato 7 spettacoli. Si parte domenica 22 ottobre, gli spettacoli sono sempre con inizio alle 18.30.

Domenica 22 ottobre 2023, “The Best Family – ‘A famigghja d’e besti”. In una commedia familiare coinvolgente, esploreremo dinamiche umane universali. Risate e tenerezza si intrecceranno in una trama commovente, ma ci saranno anche delle grandi sorprese che riguardano il modo di vivere dei nostri tempi. Regia e Testo di Francesco Passafaro.

Domenica 12 novembre 2023, “Aggiungi un posto a tavola”: Un musical coinvolgente che parla di amore, amicizia e speranza, portandovi in un viaggio emozionante e divertente. Testo Garinei e Giovannini, regia: F. Passafaro.

Domenica 17 dicembre 2023, “SSS Spettatori sulla scena 2”: Dopo il grandissimo successo della scorsa edizione, abbiamo voluto riproporre questo spettacolo particolare in cui gli spettatori possono interpretare sul palcoscenico il loro brano preferito, leggendolo oppure memoria. Uno spettacolo innovativo in cui il pubblico sarà il vero protagonista. Il confine tra palcoscenico e platea si dissolve in un’esperienza senza precedenti. Il Pubblico diventa protagonista.

Domenica 28 gennaio 2024, “Napoli milionaria!”: Un altro capolavoro di Eduardo De Filippo, che ti trascinerà nelle vicende di una Napoli piena di contraddizioni e personaggi indimenticabili. Testo di Edoardo De Filippo, regia di Francesco Passafaro.

Domenica 25 febbraio 2024, “Dui cambari e serbizzi… e u nunnu ‘mparaventu”: Un classico della commedia catanzarese, un’opera di Nino Gemelli, che ti catapulterà nella cultura e nelle tradizioni del luogo. Risate, situazioni esilaranti e una storia coinvolgente ti aspettano. Testo Nino Gemelli, regia Francesco Passafaro.

Domenica 28 aprile 2024, “Questi fantasmi!”: Un capolavoro senza tempo di Eduardo De Filippo, che ti condurrà in un mondo sospeso tra realtà e immaginazione. Profondi temi umani saranno affrontati con la maestria dello scrittore napoletano. Testo di Edoardo De Filippo, regia di Francesco Passafaro.

Domenica 16 maggio 2024. “Viva la Calabria!”. Un omaggio alle radici e alla cultura della Calabria, questa commedia sarà un viaggio attraverso le leggende, la musica e i personaggi storici della nostra regione. Testo e regia di Francesco Passafaro. (rcz)

MENDICINO (CS) – VI stagione Sguardi a Sud: un’esplosione di cultura e creatività

Il Teatro comunale di Mendicino si prepara ad alzare il sipario sulla sesta edizione di “Sguardi a Sud”. Un’opportunità unica per riscoprire l’incanto del teatro e della musica in uno dei borghi più suggestivi della nostra amata Regione. Attesa con trepidazione da appassionati di teatro, amanti della musica e giovani spettatori, la rassegna, curata magistralmente dalla compagnia teatrale Porta Cenere, con il patrocinio del Comune di Mendicino e il generoso sostegno della Fondazione Carical, promette di incantare il pubblico con una stagione ricca di sorprese e innovazione artistica.

Quest’anno, “Sguardi a Sud” ci stupirà con 13 appuntamenti che abbracciano tre dimensioni dell’arte: il teatro di prosa, la musica e il teatro ragazzi.

La stagione si aprirà domenica 1° ottobre (ore 18) con lo spettacolo “Fimmene!” della compagnia Astragali Teatro di Lecce. Un tributo vibrante alla cultura e alla storia del Salento. Una rappresentazione teatrale che promette di regalare al pubblico un’esperienza intensa e coinvolgente fin dal suo primo respiro. Questa performance è il risultato di un lavoro appassionato di ricerca sui canti popolari salentini a cura della cantante Anna Cinzia Villani. Autentiche testimonianze di vita ed emozioni delle donne del Salento che raccontano la quotidianità, l’amore, la nostalgia, la lotta e il desiderio. Da questi canti, nascono testi poetici e musicali, curati da Fabio Tolledi, che daranno vita a uno spettacolo indimenticabile. In scena, il talento e la passione di Anna Cinzia Villani, Roberta Quarta, Simonetta Rotundo, con la partecipazione speciale di Matteo Mele. Con una potente narrazione musicale e scenica, questo spettacolo accompagnerà il pubblico in un viaggio avvincente tra passato e presente.

Per quanto riguarda il teatro ragazzi, il 2 ottobre, la compagnia Astragali Teatro porterà in scena un omaggio a Italo Calvino. La magia di Marcovaldo prenderà vita sul palcoscenico con lo spettacolo “Le Stagioni in Città”. Questa produzione teatrale avvolgerà gli spettatori in un mondo affascinante, dove la quotidianità urbana si intreccia con la poesia e la struggente bellezza dei racconti di Calvino. A calcare il palcoscenico, saranno gli attori: Cosimo Guarini, Giovanna Kapodistria, Matteo Mele, Roberta Quarta e Simonetta Rotundo.

Una delle caratteristiche distintive di “Sguardi a Sud” è la sua ferma dedizione alla qualità. La rassegna accoglie compagnie teatrali nazionali e internazionali che nel corso degli anni hanno conquistato il plauso di pubblico e critica. Questa selezione attenta è ciò che fa davvero risplendere la kermesse nel panorama culturale italiano. Ed è così che la Calabria si dimostra ancora una volta faro di creatività e talento e il mondo dell’arte è pronto a rivolgere il suo sguardo verso Sud.

Il direttore artistico Mario Massaro ha dichiarato: «Anche quest’anno, abbiamo lavorato con passione e impegno per creare un programma che sia all’altezza delle aspettative del nostro affezionato pubblico e che, allo stesso tempo, continui a sorprenderlo. La varietà è stata la chiave di questa edizione. Vogliamo che “Sguardi a Sud” sia un luogo di incontro per tutti gli amanti delle arti performative. Abbiamo dedicato tre spettacoli al nostro pubblico giovane e curioso per il centenario della nascita di uno dei più grandi autori italiani del XX secolo, Italo Calvino. Oltre a “Le Stagioni in Città”, il 4 ottobre porteremo in scena “Le avventure di Giovannino” con Elisa Ianni Palarchio, mentre il 3 dicembre il Teatro comunale di Mendicino accoglierà “I figli di Babbo Natale”. Vi aspettiamo numerosi». (rcs)

LAMEZIA TERME (CZ) – I Vacantusi portano la rivolta dello schiavo contemporaneo sul palco del Teatro Grandinetti

Un lungo elenco di nomi scorre veloce, scandito dal ritmo affannoso del salto con la corda che Spartaco, con il suo elmo moderno, non interrompe fino alla fine dello spettacolo.

«È inferno» tuona dal palco. Sono i morti della Statale 106 Jonica che collega Reggio Calabria a Taranto: trecento negli ultimi dieci anni.

Spartaco percorre quella via crucis ogni giorno, interrogandosi sulla sua condizione di schiavo moderno. Il suo destino è legato a quel viaggio: lì è nato e da lì deve passare per raggiungere quel posto di lavoro che gli consente di sbarcare il lunario in una terra maledetta. È una storia universale.
«Tu perché non combatti?» chiede ai tanti che incontra lungo il percorso.

Spartaco vorrebbe fare l’attore, ma il contesto in cui vive non lascia spazio alle ambizioni. Il monologo procede a ritmo incalzante, ironico e tragico allo stesso tempo. La corda che sbatte sul palco è un pugno nello stomaco. Intorno sono solo lumini e copertoni, e il buio si intreccia con le storie e le speranze di chi eroicamente compie quel viaggio ogni giorno, portando avanti la propria lotta silenziosa e rassegnata.

Spartaco parla a sé stesso, al pubblico, a quelle vite incrociate sulla 106. Lo fa senza sconti e senza pause, scegliendo la lingua madre, il suo dialetto, per arrivare dritto al punto e al cuore della questione. Quella che racconta è un’amara verità.

Come l’eroe di epoca romana, che la leggenda vuole abbia compiuto imprese mirabili proprio in Calabria, si batte non solo per una strada più sicura, ma contro la ritrosia della gente a scendere in piazza e pretendere ciò che gli è dovuto.

Qualcuno ci prova davvero a cambiare le cose e a chiedere a gran voce la messa in sicurezza di quella strada della morte. È Franco Nisticò, politico calabrese, originario di Badolato, che, dopo essersi battuto con ogni mezzo per il miglioramento e l’ammodernamento della 106, per difendere i diritti di chi questa strada è costretto a farla ogni giorno, perde la vita al termine di un ultimo comizio tenutosi a Villa San Giovanni nel dicembre del 2009.

A lui è dedicato l’ultimo atto: un’asta con microfono coperta da un drappo e l’audio del suo intervento accorato.
Il sorriso amaro che ha accompagnato tutta l’esibizione si trasforma in tristezza. E la corda diventa una catena.
Sessanta minuti di spettacolo scorrono veloci e il pubblico è assolutamente rapito dal monologo. Una prova d’attore, ma anche fisica, perfetta per Francesco Galelli che recita senza fermare mai quella corda, unica protagonista sul palco. Non servono scenografie ad una storia come questa.

La scrittura scenica dello spettacolo è opera lodevole dello stesso Gallelli, con Luca Michienzi ed Anna Maria De Luca per il Teatro del Carro, Compagnia che punta da sempre a valorizzare autori calabresi e raccontare macro-storie di gente comune di Calabria, facendosi testimone di una terra difficile.
Il pubblico, numeroso in sala, applaude a lungo.

“Spartacu Strit Viu”, inserito nella rassegna Calabria Teatro, 𝑓𝑖𝑛𝑎𝑛𝑧𝑖𝑎𝑡a 𝑐𝑜𝑛 𝑅𝑖𝑠𝑜𝑟𝑠𝑒 𝑃𝑆𝐶 𝑃𝑖𝑎𝑛𝑜 𝑑𝑖 𝑆𝑣𝑖𝑙𝑢𝑝𝑝𝑜 𝑒 𝐶𝑜𝑒𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒 6.02.02, inaugura nel migliore dei modi la ricca stagione teatrale 2023-24 della Compagnia I Vacantusi che dà appuntamento a sabato 30 settembre alle 21 con lo spettacolo “Giangurgolo principe di Danimarca” di Libero Teatro firmato Max Mazzotta. (rcz)

LAMEZIA TERME (CZ) – Calabria all’infanzia, tre giorni di formazione dedicati al teatro per ragazzi

“Calabria all’infanzia. Teatro in vetrina”. Questo il nome dell’iniziativa che dal 21 al 24 settembre prossimi avrà luogo a Lamezia Terme con la partecipazione del critico teatrale Mario Bianchi e dell’attore e regista Roberto Anglisani. Finalità dell’iniziativa è quella di “confrontarsi sull’importanza del teatro per le nuove generazioni. Il teatro praticato e fruito è per i giovani e per gli insegnanti un importante strumento di crescita e confronto”.

Lo ribadiscono gli esperti promotori della tre giorni formativa che creeranno un focus su diverse tematiche come “le caratteristiche di chi si rivolge ai ragazzi con il teatro; le metodologie utilizzate dal ‘teatro ragazzi’ per avvicinarsi a giovani e giovanissimi; la necessità del teatro per l’infanzia”. Sono solo alcuni dei punti cardine su cui verteranno le tre giornate di condivisione e scambio culturale.

Mario Bianchi sarà al Chiostro di San Domenico venerdì 22 settembre alle 18 per aggiornare gli insegnanti e i genitori sulla propositività del “teatro ragazzi”.

La mattina di giovedì 21 alle 10 al Teatro comunale Grandinetti è previsto lo spettacolo “Topo Federico” di e con Roberto Anglisani a cura di Teatrop. Sabato 23 dalle 16 alle 19, al Piccolo di Teatrop in via Marconi, si terrà l’incontro sul tema “Incontro con le realtà regionali impegnate nel settore per scambi di idee sulle difficoltà e sulle prospettive del teatro ragazzi in Calabria”. (In collegamento Gessica Carbone, segretario generale di Assite).

A promuovere e organizzare le tre giornate con Bianchi e Anglisani è la compagnia lametina Teatrop fondata da Piero Bonaccurso, artista eclettico e poliedrico nella metà degli anni Settanta. La compagnia è ideatrice e promotrice di molteplici performance teatrali e format culturali che già da diversi anni hanno superato i confini calabresi per conquistare ampie e qualificate ribalte nazionali. Teatrop, di cui è direttore artistico Pierpaolo Bonaccurso, è riconosciuta come impresa di produzione teatrale finanziata con fondi ministeriali e della Regione Calabria. Tra le tante rassegne prodotte c’è il festival di teatro in strada “Teatroltre” che proprio nei giorni scorsi ha festosamente invaso le strade di Lamezia con il coinvolgimento di migliaia di spettatori.

La tre giorni “Calabria all’infanzia” rientra nel progetto Ama Teatro 2.0 finanziato dalla Regione Calabria. (rcz)

REGGIO CALABRIA – Globo Teatro Festival, una grande partenza per l’evento di Officine Jonike Arti

Il Globo Teatro Festival di Officine Jonike Arti ha preso il via lo scorso weekend con grande successo. La V edizione “Periferie connesse”, per la direzione artistica di Maria Milasi e Americo Melchionda, si è aperta con due importanti appuntamenti al Teatro “Zanotti Bianco” di Reggio Calabria.

Il festival, che promuove il teatro nelle sue varie forme e con proposte multidisciplinari nelle aree periferiche della città, è iniziato con due opere diverse e accattivanti che hanno visto partecipazione ed entusiasmo da parte del pubblico numeroso e attento.

In scena, per la prima volta in Calabria, lo spettacolo “Heroides” della nota compagnia Koreja, Teatro Stabile d’Innovazione del Salento per la ricerca e la sperimentazione; la rielaborazione dell’opera di Ovidio, interpretata da sei bravissime attrici, nel ruolo di figure mitiche la cui voce parla alla contemporaneità, ha trascinato ed emozionato gli spettatori in un vortice di racconti, canti e danze.

Un’apertura intensa, alla quale è seguita, la mise en espace di Officine Jonike Arti, “Creditori” di August Strindberg, un primo studio che sperimenta una nuova riscrittura tratta dall’opera del drammaturgo svedese. Gli ottimi interpreti, Arianna Ilari, Maria Milasi, Americo Melchionda, guidati dalla sapiente regia di Matteo Tarasco e accompagnati dalle musiche dal vivo di Antonio Aprile, hanno messo in scena un triangolo amoroso ironico e spietato, dove i tre personaggi intrecciano un gioco di tradimenti e finzioni, tutti debitori e creditori tra loro di sentimenti e verità.

Un prologo più che positivo che lascia soddisfatti i direttori artistici Milasi e Melchionda: «Abbiamo fatto scelte che potessero andare incontro al gusto di un pubblico vario, con l’intento di portare in città proposte teatrali di alto livello che rispecchiassero il teatro contemporaneo tratto da grandi autori. Il programma proseguirà fino a dicembre con un ricco cartellone».

Prossimo appuntamento, in ottobre, con “La guerra di Paulinuzzu Millarti”, di e con Andrea Puglisi, produzione Officine Jonike Arti, e “In alto mare” di Sławomir Mrożek, con Gianfranco Quero, Giulia De Luca, Francesco Natoli e Michelangelo Maria Zanghì, produzione Nutrimenti terrestri e Castello di Sancio; a novembre è la volta di “Giufà”, di e con Carlo Gallo e Alessio Totaro, produzione Teatro della Maruca; poi il reading poetico musicale “Falling trees make no noise”, di e con Charles Cameron Winning e Americo Melchionda, produzione Zefiro; si proseguirà con “Penelope” di Matteo Tarasco, con Teresa Timpano, produzione Scena nuda e Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria; e ancora la “Microconferenza su Karl Valentine”, di e con Maurizio Spicuzza e Isabella Sciortino, produzione Teatro Ditirammu; a dicembre spazio al teatro ragazzi con le matinée di “I figli di Babbo Natale”, tratto da Italo Calvino, con Elisa Ianni Palarchio e Mario Massaro, Mirco Iaquinta, produzione Porta Cenere.

Infine, uno spettacolo atteso e di rilievo: L’uomo è forte, tratto da Corrado Alvaro, regia di Americo Melchionda, con Americo Melchionda, Maria Milasi, Gianfranco Quero, Kristina Mracova, Andrea Puglisi, Letizia Trunfio, produzione Officine Jonike Arti.

In programma anche percorsi di formazione di settore e laboratori aperti a tutti: il workshop di scrittura creativa curato da Emanuele Milasi “Che cosa sono le nuvole”, il laboratorio di recitazione “Chi è di scena” a cura di Maurizio Spicuzza, Americo Melchionda, Maria Milasi e Krstina Mravcova e il laboratorio di arteterapia e pittura emozionale per bambini a cura di Luisa Malaspina.

Un festival a tutto tondo, promosso dal Comune di Reggio Calabria nell’ambito del progetto “ReggioFest2023: cultura diffusa” e finanziata a valere sul Fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo della Direzione Generale Spettacolo del Ministero della Cultura. (rrc)

LAMEZIA TERME (CZ) – TeatrOltre 2023, Carla Valle ricorda Piero Bonaccurso fondatore di Teatrop

di CARLA VALLE – Domani, 15 settembre 2023, inizia l’attesissimo festival di Teatroltre, teatro in strada, che si tiene da anni sul corso Numistrano. Sarà l’ultimo dono di Piero Bonaccurso alla sua città, alla quale ha voluto dedicare tutto il suo impegno in tanti anni di lavoro.

Il percorso per arrivare a questa meraviglia iniziò nel 1976, quando Gianni Piricò, Ivan Falvo D’Urso e Piero Bonaccurso decisero, molto incoscientemente, di fondare il Teatrop, trasformandolo da collettivo teatrale (fondato nel 1972) a compagnia sociale.

Anche io ho seguito le loro vicissitudini, e devo dire che è stata dura. Ostacoli di ogni tipo, problemi con le amministrazioni, critiche pesanti, mortificazioni.

Poi Piero è rimasto solo e ogni volta ha dovuto ricostruire e ricominciare. Lui è sempre andato dritto come una scheggia per conseguire i suoi obiettivi, sicuro di sé, di quello che voleva ottenere, di realizzare il sogno della sua vita.

TeatrOltre è la sintesi, la rappresentazione massima della sua visione: compagnie di vario genere che espandono nelle strade di Lamezia il profumo della loro magia, della bellezza dei colori, degli abiti, della gioia di vivere, del portamento elegante nella loro grande dignità umana e professionale. È poesia, ognuno la veda come vuole, ma questa è poesia.

Questa meravigliosa espressione dell’arte e della vita di tanti artisti che sgobbano come matti ogni giorno richiede una organizzazione complessa accuratamente realizzata dai componenti del Teatrop, che voglio nominare con grande affetto: Maurizio Grande, Fabio Butera, Marco Piricò, Giuseppe Ferrise, Greta Belometti e Pierpaolo Bonaccurso.

Lavorando con grande dedizione, hanno il merito di aver realizzato, in questa prima edizione senza Piero, l’idea di spettacolo che lui ha sempre avuto nella testa, e se sarà nascosto in qualche parte a mangiarsi un gelato, approverà, si farà due risate, si divertirà.

Ti abbiamo voluto tanto bene Piero; ci manchi per le emozioni, la commozione, le suggestioni e la gioia che ci hai dato con i tuoi spettacoli.

A noi tua famiglia manchi anche per altri motivi: per i tuoi gnocchi, più buoni di quelli che facevano le nostre madri; a Pierpaolo mancherà a Natale il tuo capretto, carne tenera e sughetto per condire le linguine; a tutti mancherà il tuo tiramisù, delicato e buonissimo come nessun altro.

Qualche mese prima di lasciarci improvvisamente, noi familiari siamo stati molto felici che Piero sia risalito sul palco di varie città italiane in uno spettacolo per ragazzi che ha riscosso molto successo. Alla fine, i ragazzini salivano sul palco, chi a stringergli la mano, chi a tirargli la giacca, chi più intraprendente, tentava di arrampicarsi sul suo pancione per arrivare a dargli un bacetto. Così ovunque. Noi lo vogliamo ricordare in questo modo: un uomo realizzato, tutto felice in mezzo ai ragazzini, in mezzo agli studenti dei laboratori, alla fine di ogni spettacolo a godersi il suo applauso.

Voglio ringraziare insieme a mio figlio Pierpaolo, a Greta e alla piccola Petra tutti coloro che hanno dimostrato tanto amore e stima per Piero. Siamo rimasti veramente travolti da tanta considerazione per questo ragazzone, per questo eterno bambino che in mezzo a tante difficoltà ha lavorato con grande onestà e rigore per dare un sorriso agli altri e a sé stesso. Si chiamava Pietro, come il nonno, ma tutti lo chiamavano Pierino. Non ho mai capito perché… Che la festa abbia inizio! (cv)