CATANZARO – Luca Noto neopresidente dei Giovani imprenditori di Confindustria

È Luca Leone Noto, 31 anni, il nuovo presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Catanzaro. Noto succede ad Antonia Abramo e ricoprirà l’incarico per i prossimi 4 anni.

«L’attuale scenario economico regionale impone una seria riflessione sull’operatività del movimento giovanile – ha detto Noto -. Unitamente agli effetti inflazionistici attuali, registriamo una forte diminuzione del tasso di nuove imprese create dagli under40 sul territorio. Dai dati in nostro possesso, ben il 75% dei giovani presenti sul territorio preferisce avere la certezza di un lavoro pubblico o dipendente, piuttosto che intraprendere la carriera da imprenditore. A questa negatività, bisogna forzatamente aggiungere il forte flusso migratorio dei giovani al di fuori della Calabria, i quali, nella quasi totalità dei casi non rientrano nei propri territori di origine. In questo contesto, il ruolo dei Giovani Imprenditori diventa strategicamente rilevante, sia per promuovere la cultura di impresa ed il ruolo positivo dell’imprenditore, sia per attrarre i giovani che si sono formati al di fuori dei confini regionali, e che possono impattare positivamente sul futuro di questo territorio. Proprio per questo motivo, tutte le attività che porteremo avanti saranno sempre mosse da una forte responsabilità sociale, con il fine ultimo di contribuire positivamente allo sviluppo di questo territorio e di questa regione».

Assieme a lui è stato eletto anche il nuovo consiglio direttivo dei Giovani Imprenditori di Confindustria Catanzaro che coadiuverà il neopresidente nelle diverse azioni sul territorio che l’associazione ha programmato. L’assemblea ha eletto: Emanuele Abramo, Fabio Falvo, Emilia Ada Merante Critelli, Maria Noto, Andrea Scarpino e Angelo Vaccaro.

L’elezione di Noto e del nuovo direttivo dei Giovani Imprenditori catanzaresi ha visto la partecipazione di Riccardo Di Stefano, presidente nazionale dei Giovani Imprenditori di Confindustria. A salutare il neopresidente anche il Comune di Catanzaro, rappresentato dal sindaco, Nicola Fiorita, e dall’assessore alle Attività economiche, Antonio Borelli, il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, e il presidente della Camera di Commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia, Pietro Falbo.

Dopo l’elezione, il neopresidente ha illustrato il suo programma per il prossimo quadriennio nel corso di un incontro promosso dalla presidente uscente dei Giovani Imprenditori catanzaresi, Antonia Abramo, a cui hanno partecipato il presidente di Unindustria Calabria, Aldo Ferrara, e il presidente regionale dei Giovani Imprenditori, Umberto Barreca. Sette gli asset strategici individuati da Noto nel suo programma pensati per generare valore per gli stakeholders dell’associazione: Per i membri dell’associazione territoriale: preparando i giovani imprenditori ad affrontare il proprio ruolo in azienda, fornendo gli strumenti necessari per garantire la continuità aziendale; Per i giovani, gli studenti universitari, i Neet e i Professionisti: diffondendo i valori della libera iniziativa e della cultura d’impresa; Per Confindustria Senior: formando la classe dirigente del futuro e garantendo lo sviluppo dell’associazione nel lungo termine; Per le Imprese (sia start-up che tradizionali): consentendo lo sviluppo di competenze trasversali dei collaboratori delle imprese associate; Enti e istituzioni territoriali: stimolando il confronto, proponendo politiche di sviluppo coerenti con le esigenze delle aziende, con i valori associativi e le esigenze dei giovani imprenditori; Società civile: organizzando progetti aventi finalità sociali, sia in termini di sostegno economico che formativo.

Per Noto è arrivato anche il saluto e l’augurio di buon lavoro da parte di Aldo Ferrara: «L’elezione del presidente dei Giovani Imprenditori è sempre un momento di gioia per il nostro sistema perché significa immettere nuova energia. Quando si parla di giovani, si parla di futuro. Ma il futuro si costruisce nel presente: non a caso ad Antonia Abramo, che con grandi capacità e saggezza è riuscita a condurre il gruppo Giovani, succede Luca Noto, rappresentante di uno dei gruppi imprenditoriali più importanti della nostra regione, che con passione si approccerà al ruolo. Il ruolo di noi “adulti” è quello di accompagnare i giovani in una transizione generazionale. C’è, infine, una particolare emozione nell’accogliere l’elezione di Luca: quando io fui eletto presidente dei Giovani Imprenditori di Catanzaro, il padre di Luca, Floriano, ricopriva il ruolo che ricopro oggi io». (rcz)

CATANZARO – Ic Patari, Capellupo risponde alla Lega «Faccia tosta e strumentalizzazioni»

Il consigliere comunale Vincenzo Capellupo risponde alla Lega sulla vicenda Ic Patari.

«Se non fosse per gli argomenti che cambiano, il copione dei consiglieri leghisti al Comune di Catanzaro sarebbe così usurato da annoiare, forse, persino i loro elettori – dice in una nota – Questa volta, per fare sfoggio di faccia tosta e strumentalità, i seguaci del Carroccio scelgono l’Ic Patari Rodari, parlano di promessa non mantenuta da parte del sindaco e citano dagli atti quello che gli fa comodo, evitando il merito della questione e limitandosi a una propaganda a cui ormai non abbocca più nessuno».

«Non c’è alcun bisogno di riportare i virgolettati di Fiorita – continua – per provare che a settembre 2022 il sindaco si era impegnato sulla riqualificazione della scuola in tempi rapidi. E infatti, la rimodulazione dei finanziamenti Por, necessaria a garantirsi le risorse necessarie per un intervento che altrimenti sarebbe rimasto solo una pia intenzione, risale all’ottobre successivo. I leghisti avrebbero fatto più in fretta di così? Non lo sappiamo. Quello che è certo è che il dato nel loro comunicato-propaganda non appare. Così come non appare l’approvazione della scheda finanziaria per la riqualificazione della scuola, avvenuta nel febbraio 2023 e neppure l’inserimento dell’opera nel piano triennale delle opere pubbliche del marzo di quest’anno. È appena il caso di ricordare che parliamo di un intervento da 2milioni e mezzo di euro, per investire i quali il concetto di rapidità diventa relativo. Ma i leghisti, si sa, da dietro la loro tastiera del computer sono notoriamente rapidissimi nello scrivere un comunicato al giorno. Ma c’è di più e cioè che a fronte di una tale mole di lavoro amministrativo prodotta dall’organo politico di governo e dagli uffici, la Regione ha dato il suo benestare alla rimodulazione del fondi Por ad aprile 2023 e solo dopo è stato possibile avviare la fase della progettazione definitiva ed esecutiva dell’intervento».

«Altro che il nulla mischiato col niente di cui parlano i novelli seguaci di Alberto da Giussano – aggiunge Capellupo – Oggi è concretamente avviato il lavoro per progettare una importante riqualificazione dell’edificio esistente ma soprattutto la realizzazione di un nuovo corpo di fabbrica che consentirà la riorganizzazione definitiva e complessiva delle attività, evitando di dover ricorrere al reperimento di immobili privati come avveniva in passato, senza che i leghisti di oggi, alcuni di loro sostenitori delle maggioranze di ieri, avessero nulla da ridire. Ovviamente, ed l’ultima considerazione da portare all’attenzione dei cittadini, trattandosi di un appalto molto consistente e complesso, le varie fasi soggiacciono a procedure e tempistiche imposte dal vigente codice dei contratti, che porteranno plausibilmente al mese di ottobre prossimo per il completamento della progettazione e l’avvio contestuale della fase di appalto».

«Tutto questo, i leghisti lo etichettano come promessa non mantenuta – conclude – Anzi tradotta, ribadiamo, in nulla mischiato con niente. Evidentemente pensano che sarebbero riusciti a fare meglio. Noi pensiamo che la realtà sia invece un’altra cosa: è lavoro quotidiano ed è fatica e che i leghisti, nella loro quotidianità, riescano a malapena a vergare comunicati, peraltro facilmente confutabili». (rcz)

LAMEZIA TERME (CZ) – Le Città visibili in visita alla transumanza di Mesoraca

La transumanza (lo spostamento stagionale degli armenti lungo percorsi consolidati allo scopo di sfruttare razionalmente la disponibilità di foraggio) è una delle più antiche forme di economia naturale: affonda le sue radici nella preistoria e si sviluppa anche tramite i “tratturi”, vie erbose che documentano un rapporto equilibrato tra uomo e natura e un uso sostenibile delle risorse naturali. La nostra regione, proprio per la sua conformazione morfologica, ha fatto sì che siffatte condizioni favorissero, e spesso imponessero, forme itineranti di pastorizia.

La transumanza è stata inserita nel 2019 dall’Unesco nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale. Il consigliere regionale Antonio Montuoro ha recentemente depositato una proposta di legge alla Regione Calabria per il riconoscimento, la tutela e la valorizzazione della transumanza e dei tratturi quale patrimonio culturale regionale e pratica funzionale al presidio dei territori, alla loro valorizzazione, al ripristino delle connessioni ecologiche e alla conservazione delle tradizioni locali, che presto sarà vagliata dalle commissioni competenti.
Albeggia sullo splendido scenario della Sila Piccola… un fresco venticello accarezza il dondolante andamento delle mucche e i loro scampanellii nell’aria rosata e ci trasporta in un quadro di Giovanni Fattori e in un tempo lontano in cui il ritmo delle stagioni scandiva le giornate e il lavoro. A Mesoraca si celebra la tradizione della Transumanza e una piccola rappresentanza de Le Città Visibili partecipa a questo momento unico e indescrivibile, uno stacco dai ritmi frenetici del quotidiano.

È la giornata giusta per inaugurare la rinnovata Area di ristoro Ritorta di Villaggio Fratta a cui si accede lungo un suggestivo paesaggio di castagneti, pini larici e faggete, e che è situata vicino al percorso del fungo dove sono collocate delle simpatiche sculture in legno del piccolo re del bosco create dalle abili operose mani dell’associazione Villaggio Fratta, presieduta da Salvatore Aiello. Il Parco giochi annesso alla Ritorta riporta in vita una serie di giochi antichi che divertivano bambini che gioivano con poco e, tra giocattoli rudimentali e una fervida immaginazione, trascorrevano ore di svago e di allegria: “a vipara”, il mare di pietre, il calcio balilla, la fionda (qui “stirapetra”), a carriola, il canestro in equilibrio sui fili, il sentiero sulla lava… Sguardi nostalgici si spostano dall’uno all’altro e sguardi stupiti e curiosi si sentono attratti da questi strani divertimenti… Si diffondono profumi di succulente pietanze e c’è chi, come Pasquale Foresta, in diretta prepara le ricotte spiegandone il procedimento; più in là si approntano la pasta fresca, la porchetta, i crustoli, e tanto altro ancora.

In sottofondo si ode il caratteristico carillon del carrettino dei gelati, gustosissimi, di Carminuzzu Schipani, che mettono d’accordo i golosi di ogni età, di ieri e di oggi. Non ci sono aggettivi sufficienti per qualificare i componenti dell’Associazione Villaggio Fratta che si sono occupati di tutto: operosi, volenterosi, entusiasti, accoglienti, allegri, disponibili cuochi provetti e consolidati collaboratori fattivi e fidati de Le Città Visibili. Sono riusciti a rendere questa giornata celebrativa un articolato fenomeno connettivo socio culturale oltre che un’emozionante esperienza di suoni, scene e sapori richiamati dal passato.

Ringraziamo il consigliere regionale Montuoro per l’attenzione rivolta a questa importante tematica con l’auspicio che venga accolta favorevolmente la proposta di legge affinché la transumanza sia riconosciuta e valorizzata come patrimonio culturale della nostra Regione. La discussione è stata calendarizzata in terza commissione e i lavori si svolgeranno giovedì 6 luglio con la relazione dell’onorevole Montuoro. (rcz)

Musei provinciali, accolta la proposta dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro per la valorizzazione del Marca

È stata accolta, dalla Provincia di Cosenza, la proposta dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro per la valorizzazione del Marca. Il calendario delle iniziative è stato già stilato dall’Accademia e prenderà il via il prossimo 14 luglio con un primo evento speciale. 

Grande soddisfazione è stata espressa da Virgilio Piccari, direttore dell’Aba, sottolineando come «ci sia grande sensibilità e forte unione di intenti da parte delle Istituzioni in merito al tema della gestione e valorizzazione dei musei provinciali di Catanzaro. E sono orgoglioso che il programma prospettato dall’Accademia di Belle Arti alla Provincia di Catanzaro per ottimizzare il funzionamento degli spazi museali sia stato accolto in pieno dal presidente Amedeo Mormile».

«L’Accademia è felice di poter contribuire con le proprie professionalità – ha aggiunto – capacità ed esperienze a valorizzare la cultura e la bellezza nella città capoluogo di regione, per far sì che gli spazi museali e i grandi tesori che essi conservano si consolidino quale attrattore turistico di grande rilevanza per Catanzaro e la Calabria».

Il documento presentato dall’Accademia sarà il cardine sul quale si articolerà l’offerta culturale del Museo delle Arti di Catanzaro (Marca) per i prossimi 2 anni. Tutto ciò in attesa che sia definito il percorso per la nascita di una Fondazione (a cui parteciperà anche l’Accademia) che si occuperà di gestire tutta la rete museale di proprietà della Provincia.

La programmazione artistica pensata per il Marca – Museo delle Arti di Catanzaro si snoda intorno a un unico, ma quanto mai complesso nucleo tematico, che sarà indagato nel corso di due anni di attività e ricerca, attraverso mostre (personali, doppie personali e collettive), seminari, workshop, attività didattiche e di intrattenimento per il pubblico più eterogeneo. In linea con la Terza Missione, un must per le Istituzioni Afam Mur come l’Accademia, la sperimentazione incontrerà la necessità di abitare il territorio, di attraversarlo lasciando tracce, intessendo dialoghi con il tessuto sociale, affinché del patrimonio, della bellezza, della cultura possano partecipare tutti (o il più alto numero possibile di persone).

Tema della programmazione è: Accademie italiane oggi, una riflessione sul sistema del mondo delle Accademie – che storicamente è stato distante dal sistema dell’arte – per coglierne lo stato attuale, alla luce dei cambiamenti di sistema, apportato negli ultimi anni anche in relazione alle recenti graduatorie nazionali, alle nuove normative e revisioni di comparto in atto in questi ultimi mesi. (rcz)

MONTEPAONE – Il 24 luglio al via il Festival pianistico “Riflessi sonori”

Il 24 luglio, a Montepaone, a Palazzo Pirrò, prende il via la seconda edizione del festival pianistico Riflessi sonori, patrocinato dall’Amministrazione comunale con la collaborazione attiva e preziosa dell’Associazione commercianti di Montepaone e la direzione artistica del Maestro Davide Cerullo.

Numerosi i suoi concerti all’attivo, più volte solista con l’orchestra, vincitore di diversi premi in concorsi pianistici nazionali e internazionali, ha partecipato anche a tante masterclass con pianisti di fama mondiale e ha da sempre dimostrato una grande attenzione alla promozione culturale attraverso il linguaggio musicale.

«Riflessi sonori nasce dal desiderio di veicolare contenuti ed emozioni attraverso la musica» dichiara il Maestro Davide Cerullo.

«Il suono che il pianoforte emana incontra l’animo di chi ascolta e riflette tutta la sua forza, la sua intensità, in esso. I concerti che animeranno Palazzo Pirrò» continua, «saranno, quindi, occasione per vivere una esperienza travolgente, estatica, che fa della musica una dimensione vitale e imprescindibile per vivere con autenticità e consapevolezza la realtà che esperiamo ogni giorno. I capolavori della musica colta che verranno eseguiti saranno “solo” il mezzo, insieme al pianoforte, per godere di tutto ciò».

Il concerto di apertura del Festival, il 24 luglio, vedrà impegnato proprio il suo direttore artistico. Il Maestro Davide Cerullo aprirà i battenti con un programma d’eccezione.

A seguire, il 1° agosto, il concerto del Maestro Daniele Paolillo che, in piena carriera concertistica, risulta vincitore di numerosi concorsi, tra cui spiccano la vittoria del Premio delle arti (a soli 16 anni) e il piazzamento tra i 12 semifinalisti del concorso Ferruccio Busoni, tra i più importanti al mondo. La sua maturità musicale troverà espressione in un programma di sala che non può non rapire chi ascolta.

In chiusura, l’8 agosto, il Maestro Alessia Petrone, che calca prestigiosi palcoscenici ed è vincitrice di numerosi premi pianistici. Attualmente, frequenta il Master of Advanced Studies in Music, nella classe del Maestro Anna Kravtchenko, presso il conservatorio della Svizzera Italiana a Lugano Performance and Interpretation. Un concerto, il suo, che chiuderà con grande raffinatezza una rassegna pensata per rendere ragione al valore inestimabile della musica.

Il linguaggio musicale, infatti, rientra a pieno titolo nei beni socioculturali non misurabili in termini quantitativi. Scegliere di prestarle ascolto diventa un nobile investimento a lungo termine, necessario per la crescita individuale e comunitaria.

“Riflessi sonori” è in prima linea nella divulgazione di una idea di musica concepita come arricchimento conoscitivo e interiore e i concerti che ne costituiscono l’anima saranno la dimostrazione pratica di un progetto educativo e formativo ad ampio spettro.
Si invita la cittadinanza a partecipare e si ringraziano caldamente gli sponsor aderenti. (rcz)

 

 

A Conflenti il ricordo del giudice Francesco Ferlaino

A Conflenti si è ricordato il giudice Francesco Ferlaino con un convegno prganizzato dall’Associazione Confluentes sul tema Il senso del dovere. Giornata del ricordo in memoria del giudice Francesco Ferlaino e delle vittime di mafia.

L’iniziativa rientra nell’ambito del progetto Conflenti, borgo degli antichi mestieri e dei nuovi saperi-Laboratorio Cantiere della legalità e convivenza“. Sul tema si sono confrontati relatori d’eccezione per ricordare la figura del giudice assassinato dalla ‘ndrangheta a Lamezia Terme il 3 luglio 1975. A moderare l’incontro, il giornalista e scrittore Antonio Cannone.

In apertura, un minuto di raccoglimento per la recente scomparsa del medico originario di Conflenti, Vincenzo Passarelli, presidente dell’Aido e ricercatore del Cnr. Quindi, il saluto agli ospiti e al pubblico della presidente dell’Associazione Confluentes, Laura Folino che ha brevemente presentato il progetto borgo che riguarda, oltre al tema della legalità, anche laboratori sul dialetto e la poesia tradizionale, salute e alimentazione tradizionale, con iniziative che si svolgeranno durante l’anno. «Una giornata importante per Conflenti»,  l’ha definita il sindaco, Emilio D’Assisi, parlando del “«significato della memoria e dell’impegno nella lotta alla criminalità. Con questa iniziativa, si intende tutelare l’immagine migliore della nostra comunità e Ferlaino è stato uno dei simboli della legalità. Un grazie oltre che all’Associazione Conflentes, anche a Libramente per la realizzazione del murales dell’artista Massimo Sirelli che ritrae il giudice Ferlaino e la nipote».

Quest’ultima, Marina Ferlaino, presente in sala, ha accolto positivamente l’iniziativa portando il suo saluto al convegno con un messaggio di speranza, ringraziando l’artista per la raffigurazione e la «comunità di Conflenti per l’iniziativa e il ricordo del nonno». Recandosi a visitare personalmente l’opera di Sirelli. Il presidente del Consiglio comunale di Lamezia Terme, Giancarlo Nicotera ha evidenziato il «profondo legame tra Conflenti e Lamezia. Ferlaino era un punto di riferimento di alto spessore. La criminalità – ha affermato Nicotera – si sconfigge a partire dai piccoli gesti, dal reclamare i diritti ma anche dall’osservare i doveri. Dobbiamo aver fiducia nel lavoro delle forze dell’ordine, nei magistrati impegnati in prima linea. Per questo li ringraziamo sempre e abbiamo la consapevolezza dei loro sforzi».

In tema di senso del dovere e vittime di mafia, un contributo particolarmente sentito, è stato quello di Walter Aversa, figlio del sovrintendente Salvatore Aversa e di Lucia Precenzano, anch’essi uccisi a Lamezia Terme dalle cosche.

«L’omicidio Ferlaino fu una grande scossa – ha affermato – si tratta di una morte, come quelle dei miei genitori, che hanno lasciato un vuoto enorme nelle famiglie ma allo stesso tempo hanno creato orgoglio nelle comunità e voi conflentesi dovete essere orgogliosi di aver avuto un concittadino così importante. Il ricordo di quanto hanno fatto per difendere il senso dello Stato deve essere d’insegnamento per le nuove generazioni».

Un dibattito via via sempre più seguito che ha visto l’autorevole e atteso intervento del procuratore della Repubblica di Lamezia Terme, Salvatore Curcio.

«Ferlaino è stato un esempio di martire della giustizia in un territorio, quello lametino, con una criminalità già allora che aveva smesso di vestire i panni della criminalità con la coppola e la lupara. Fu a Lamezia che si diede la stura per l’attività dei sequestri di persona. Vi era una fervida pratica dell’usura; e pensate che ancora oggi nessuno denuncia di essere vittima dell’usura. Negli ultimi 10 anni ci sono state solo quattro denunce. In quegli anni – ha aggiunto il capo della procura lametina – vi erano processi importanti come quello alla mafia siciliana per la strage di Ciaculli, indagini sui sequestri, sulle cosche lametine».

«Oggi – ha sottolineato Curcio – non si ha l’esatta comprensione del fenomeno ‘ndrangheta, c’è una bassa attenzione comunicativa. Bisogna che ci sia una rivoluzione culturale, a partire dal ruolo delle famiglie e della scuola. Queste vittime, che appunto definisco martiri, come Ferlaino, il giudice Scopelliti, Aversa, ci lasciano una grande eredità che noi dobbiamo raccogliere e coltivare». Altro intervento atteso, quello dell’onorevole Wanda Ferro, sottosegretario all’Interno.

L’esponente calabrese del Governo Meloni si è complimentata per l’iniziativa ricordando «l’impegno di Ferlaino nei processi alla mafia» e ribadendo la ferma volontà «di combattere ogni forma di criminalità. Non ci cono solo mafia tradizionale e ‘ndrangheta. C’è una mafia pugliese sempre più invasiva, ci sono le mafie albanesi, nigeriane che vanno combattute. E bisogna farlo anche sul piano dell’impegno di tutti i cittadini».

Ferro ha citato l’ultimo lavoro del giornalista Cannone, Quando la ‘ndrangheta sconfisse lo Stato, complimentandosi «per il l’impegno civile e per l’attenzione che dedica al tema della legalità. Apprendo – ha altresì dichiarato – della volontà di aprire un Centro studi dedicato e Ferlaino e una borsa di studio, io vi sono vicina e ci sono risorse che si possono attingere dal Viminale».

«Vedete – ha osservato infine Wanda Ferro – la mafia rappresenta una forte attrattiva economica in tanti territori e ci sono ampi legami con la massoneria deviata. Per questo occorre una rivoluzione culturale. Come Governo nella nuova Finanziaria abbiamo investito 90 milioni per un nuovo welfare». (rcz)

LAMEZIA TERME (CZ) – Un anno fa l’ordinazione di monsignor Serafino Parisi

Il 2 luglio 2022 a Santa Severina veniva consacrato Vescovo monsignor Serafino Parisi, scelto dal Papa a guidare la Diocesi di Lamezia Terme, dopo il trasferimento a Nicosia di monsignor Giuseppe Schillaci.
Di seguito il messaggio scritto dal vicario generale monsignor Tommaso Buccafurni per il vescovo Parisi.

«È stato un momento di gioia condiviso da tanti fedeli della nostra Diocesi e della Diocesi di Santa Severina e Crotone. Naturalmente la curiosità era più viva nei Lametini e quella curiosità e augurio si ripresentano a distanza di un anno dall’Ordinazione e dopo aver visto all’opera il nuovo Vescovo presente nelle varie comunità parrocchiali – scrive – È d’obbligo una domanda: cosa attende il popolo di Dio dal suo Vescovo? La nostra gente è sensibile alla fede e ai valori cristiani, per cui l’immagine del Buon Pastore è la più valida ad esprimere la speranza. Il popolo cristiano desidera familiarizzare col Vescovo Buon Pastore ed è lieto quando sente la sua voce e sa di essere conosciuto. Come afferma il Vangelo, le pecore ascoltano la sua voce e lo seguono, perché chiamate per nome».

Aggiunge il vicario: «Monsignor Serafino Parisi ha voluto incontrare subito le varie comunità, per comunicare le sue linee pastorali, ma soprattutto per ascoltare, per familiarizzare col popolo a lui affidato. L’incontro con i consigli pastorali delle varie vicarie ha permesso di vivere un’ora gioiosa, fraterna e propositiva. Le persone presenti hanno potuto manifestare il loro pensiero e le loro attese. Il Vescovo ha subito chiesto ai laici non di collaborare, ma di essere corresponsabili. Il popolo di Dio deve avere un ruolo attivo nel camminare insieme, nel vedere e affrontare le situazioni alla luce della fede, nel creare una chiesa coerente con quanto crede e favorire una società giusta ed accogliente. Punto di riferimento per monsignor Parisi è stata ed è la parola di Dio, la quale illumina la mente, annunzia e realizza il progetto di Dio. Questo è il motivo dell’istituzione della scuola biblica. Chi parla a nome di Dio come i catechisti, o le famiglie nella loro missione di primi educatori alla fede, devono possedere e vivere la rivelazione portata da Gesù Cristo. Il Vescovo è il padre che dispensa il cibo spirituale alla famiglia del Signore; in questo modo si favorisce una crescita della persona secondo il piano di Dio».

«Effetti pratici dell’ascolto sono visibili nell’attenzione verso gli ultimi. Il grande impegno della Caritas diocesana nell’accogliere le persone e fornire loro un pranzo quotidiano, oltre ad altri utili servizi, e l’istituzione dell’ambulatorio solidale, dove viene prestato gratuitamente un servizio medico ai bisognosi, indicano vivacità nel popolo di Dio. I laici avvertono la gioia di essere volontari a servizio del prossimo, sanno concedere del loro tempo nelle opere di bene e favoriscono il passaggio da una mentalità egoistica, tipica del nostro tempo, ad una coscienza comunitaria – chiude la nota – Si richiamano alcune realtà che in quest’anno o sono state istituite o riprese per dire che la nostra Chiesa è viva e che ci sono sacerdoti e laici di gran valore. Al nostro Vescovo l’augurio di trovare in noi sacerdoti e laici validi corresponsabili nel cammino sinodale». (rcz)

CATANZARO – All’avvocato-scrittore Francesco Russo medaglia celebrativa dei 60 anni di professione forense

Sessant’anni di professione forense. Li festeggia Francesco Russo, iscritto all’Ordine degli Avvocati dal Febbraio 1961. La medaglia celebrativa gli verrà consegnata sabato 8 Luglio 2023, alle ore 10, nell’Aula Magna della Corte d’Appello di Catanzaro, su iniziativa dell’Ordine Distrettuale degli Avvocati presieduto da Vincenzo Agosto. Alla cerimonia saranno presenti le massime autorità.

L’avvocato Francesco Russo noto anche come scrittore e politico, ha dedicato tanto tempo alla letteratura, in particolare greca e romana; è apprezzato cultore della Divina Commedia e della storia moderna. La sua principale opera di scrittore, il romanzo “I Numi di Sedara”. Il Sindacato Libero Scrittori Italiani sezione Calabria, presieduto da Luigi Stanizzi, da decenni rimarca le attività meritorie dell’avvocato Francesco Russo nel campo culturale.

«L’intellettuale avvocato Francesco Russo – mette in rilievo fra l’altro Luigi Stanizzi – ha ancora nel cassetto almeno tre opere letterarie inedite che, auspichiamo, possano al più presto venire alla luce perché trattano personalità di primissimo piano della nostra terra di Calabria, purtroppo trascurate da una talvolta distratta cultura imperante. E di Ciccio Russo, cosa che pochi conoscono – conclude il presidente Stanizzi – ad oggi rimane inedita anche un’opera musicale, valutata positivamente da diversi critici».

Per quanto riguarda la politica, negli Anni Settanta, fervente Mazziniano, Russo ha ricoperto cariche nel Partito Repubblicano. È stato assessore provinciale e sindaco di Soveria Simeri.

È iscritto all’albo professionale, come accennato, fin dal Febbraio 1961 ed è, pertanto, il decano degli avvocati del Foro di Catanzaro. Sabato prossimo celebrerà questo prodigioso obiettivo dei 60 anni in eccellente compagnia, con l’avvocato Vincenzo Marincola e il famosissimo penalista Nicola Cantafora. (rcz)

LAMEZIA – Presentato il libro di Giovanni Renda

Al Mulino delle Fate di Lamezia Terme è stato presentato il libro Anacleto e il paese degli asini volanti di Giovanni Renda.

La presentazione rientra nell’ambito della rassegna (E)state con le fate, una ricca carrellata di eventi culturali che fino a fine agosto avranno come teatro “l’Antico Mulino delle fate”.

Si tratta del primo libro di Renda, ingegnere e bioarchitetto e fondatore in Calabria dell’associazione “Borghi da rivivere”.

«Il libro, scritto sotto forma di fiaba – ha spiegato l’autore durante l’incontro, moderato dalla giornalista Giulia Veltri – nasce con l’intento di sensibilizzare amministratori e comunità sulla grande ricchezza di cui sono dotati i nostri borghi, costituita dalle antiche tradizioni, dalla bellezza intatta dei luoghi, dalle preziose attitudini che essi esprimono e però, spesso, ignorate e abbandonate, compromettendo così ogni opportunità di nuova crescita».

«Gli asini volanti – ha aggiunto – non sono altro che una metafora dei marcatori identitari, quella magia che è nei nostri luoghi e che attende solo di prendere vita nella realtà».

All’evento hanno preso parte anche Salvatore Tozzo, architetto e curatore della prefazione, che si è soffermato sul valore del testo: «Agile e semplice perché elaborato pensando ai bambini ma carico di valore simbolico e frutto della lunga esperienza vissuta da Giovanni Renda, da sempre conoscitore e promotore di strategie di sviluppo sostenibile».

Luca Passafaro, illustratore catanzarese oggi nel team degli studi di animazione Doghead di Firenze che curano le serie di Zerocalcare, ha dato vita con i suoi disegni ai personaggi e ai luoghi della fiaba: «Non ho fatto altro – ha spiegato – che assecondare il racconto di Giovanni Renda, creando un personaggio – Anacleto – dall’aspetto bonario e determinato».

«È stata un’esperienza bellissima – ha concluso – perché anche io ho preso coscienza della straordinaria bellezza, spesso ignorata dagli stessi calabresi, di cui la nostra regione è ricca». (rcz)

LAMEZIA TERME (CZ) – Il vescovo Parisi celebra i santi Pietro e Paolo

«Ecco cosa auguro al Presbiterio ed alla Chiesa di Lamezia nel giorno solenne dei Santi Pietro e Paolo: che possiamo diventare tutti padri nella fede, generare altri alla fede in Gesù Cristo, scommettere la nostra vita sulla fede che ci è stata regalata, sulla fede che abbiamo voluto scegliere come orientamento della nostra esistenza, sulla fede che dobbiamo agli altri regalare coinvolgendoci tutti nell’unico abbraccio tenero di Dio».

Così il Vescovo, monsignor Serafino Parisi, nel concludere l’omelia durante il Pontificale con il Clero celebrato in Cattedrale in occasione della festa Patronale dei Santi Pietro e Paolo.

«Facciamo tutti questa corsa a generare alla fede – ha aggiunto monsignor Parisi – Misuriamoci tutti nel correre per generare altri alla fede. Allora, quando qualcuno ci dirà “padre”, mostrerà la consapevolezza di essere giunto, in forza di quella testimonianza, alla vita, alla conoscenza di Gesù Cristo». Quindi, facendo riferimento al «bellissimo testo di Paolo scelto per la Liturgia di oggi», monsignor Parisi ha sottolineato che l’apostolo delle genti, nel rivolgersi a Timoteo «con tante espressioni familiari che si ripeteranno nella prima e nella seconda lettera, dice “figlio mio”: lo chiama figlio perché è stato Paolo a generarlo alla fede».

«Alla base di tutto – ha proseguito il Vescovo – c’è la fede che siamo chiamati costantemente a riscoprire, certamente come sacerdoti ma anche come semplici cristiani. La forza della fede in Cristo che ha convinto Paolo a trasformare il suo sguardo quando lì, sulla via di Damasco, lo incontra come luce che inizialmente lo acceca. Certamente quel bagliore fulmineo rende ciechi, però da quella cecità si acquista la modalità nuova di approccio al mondo ed alla storia: “Cadono dagli occhi come delle squame” e Paolo vede in modo nuovo. Quella luce, che prima aveva oscurato il mondo, il mondo di Paolo, ora gli fa vedere tutto in modo rinnovato. La fede è proprio questa capacità che il Signore ci dà di poter guardare il mondo con occhi nuovi. È lo sguardo che rinnovandosi ci rinnova» ed i sacerdoti, quindi, sono «chiamati ad annunciare la fede in Gesù Cristo morto e risorto come hanno fatto gli apostoli Paolo e Pietro nonostante le loro fragilità», perché si comprenda solo il primato della grazia di Dio.

Ad apertura della concelebrazione eucaristica, il vicario generale, monsignor Tommaso Buccafurni, nel porgere al Vescovo i saluti a nome di sacerdoti, diaconi e popolo santo di Dio, ha ricordato che Pietro e Paolo «sono stati conquistati da Cristo e con Lui hanno saputo evangelizzare i popoli. Hanno ascoltato Dio e il popolo ed hanno risposto alle esigenze della gente con la verità a la potenza di Dio. Sono un esempio per la nostra impostazione pastorale – ha aggiunto il Vicario generale – farci conquistare da Cristo per una presenza utile ad annunziare e vivere il progetto di Dio sull’umanità. Pietro e Paolo non hanno coltivato ambizioni personali; per loro solo Cristo è la vita e la ricchezza da custodire. L’amore è l’unico stile della Chiesa, la verità di Dio, il contenuto su cui costruire la vita umana, la speranza, il frutto del buon seme della predicazione».

«Oggi – ha concluso monsignor Buccafurni – celebriamo pure, anche se con un piccolo anticipo, il primo anniversario dell’ordinazione episcopale del nostro Vescovo. Celebrare è rivivere la gioia del giorno della consacrazione e rendere grazie al Signore per il dono offerto alla nostra Diocesi. Dio sceglie e manda e a chi sceglie concede le grazie per un proficuo lavoro nella sua Chiesa. Rendiamo perciò grazie al Signore per tutto il bene fatto, per le iniziative da Lei attuate con uno stile cordiale da entusiasmare la comunità. Il nostro grazie al Signore è anche preghiera perché la sua azione pastorale raccolga nel tempo abbondanti frutti spirituali». (rcz)