Prende il via l’11 maggio, a Catanzaro, la rassegna culturale … Fondata sul lavoro, curata dalla Commissione e dell’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune e in programma fino al 1° giugno alla Biblioteca Comunale.
SOVERATO – Al via bando del Festival Giovani (e piccoli) Talenti
È online il bando per il Festival Giovani (e piccoli) Talenti, indetto dall’Istituto Maria Ausiliatrice di Soverato e giunto alla settima edizione.
Il Festival si rivolge a tutti i bambini e i ragazzi che hanno voglia di esprimere sé stessi e la propria ricca unicità, attraverso il linguaggio artistico-musicale. Tre, le categorie aperte ai potenziali concorrenti: canto, danza e musica strumentale.
«L’Istituto ha una missione educativa che mira alla formazione integrale dei giovani nel loro contesto di vita, considerando tutte le dimensioni della persona», ha dichiarato suor Roberta, coordinatrice didattica della scuola.
«Nella tradizione salesiana, Don Bosco e Madre Mazzarello hanno valorizzato le arti espressive, perché consentono ai giovani di esprimere sé stessi, di conoscersi, di relazionarsi con gli altri. In questa esperienza del Festival – ha continuato – molti ragazzi hanno occasione di superare la timidezza, di valorizzare i propri talenti, di socializzare e di entrare a contatto con il mondo degli adulti, anche dietro le quinte, in quella fase di preparazione e di condivisione che, spesso, è importante più del risultato stesso».
È, questa, la base di una pedagogia dell’ambiente ben in linea con la filosofia salesiana, nonché matrice costitutiva del Festival ideato e promosso dall’Istituto Maria Ausiliatrice.
Per iscriversi alle prove preselettive, è necessario prendere visione del bando presente sul sito www.ausiliatricesoverato.it, compilare l’apposito modulo scaricabile nella sezione “Giovani Talenti 2023” e inviarlo, debitamente compilato in ogni sua parte e firmato, all’indirizzo e-mail giovanitalentisoverato.fma@gmail.com entro il 22 maggio 2023.
Superate le preselezioni, tenute da professionisti del settore, i concorrenti si esibiranno a Soverato, presso l’Istituto Maria Ausiliatrice, nelle serate del 9 e 10 giugno. In palio il trofeo “Giovani Talenti” e altri riconoscimenti, che saranno resi noti in seguito.
L’espressione artistica rappresenta la manifestazione più autentica della nostra identità. Offrire l’opportunità, ai bambini e ai ragazzi, di prenderne coscienza e darle voce costituisce un tassello imprescindibile per intraprendere un sano percorso educativo e formativo volto a una crescita identitaria nella società.
#maiosaròsempreme, l’hashtag che fa da slogan all’evento e che insegna ad amare, a valorizzare e a condividere i propri talenti con entusiasmo e sportività: molto più di un Festival, quindi. (rcz)
LAMEZIA (CZ) – Il vescovo Parisi partecipa alla Notte dei licei al “Fiorentino”
«Ringrazio il Liceo classico, gli studi classici perché a me hanno consegnato la capacità critica, quella di poter leggere la realtà, interpretarla, poi anche servirla e, sostanzialmente, mi hanno insegnato, ed è quello che vi auguro, a saper obbedire e disobbedire, a saper guardare la realtà e scegliere liberamente e responsabilmente sino alla fine». Così il vescovo, monsignor Serafino Parisi, intervenendo al Liceo Classico-Artistico “Francesco Fiorentino” di Lamezia Terme nell’ambito dell’iniziativa “La notte nazionale del Liceo”.
«Questo è il bagaglio della cultura classica – ha aggiunto monsignor Parisi – con le analisi dei testi che ci hanno fatto soffrire, in quei tempi ormai andati, ed adesso trovo tanti compagni di viaggio per guardare la realtà, interpretarla criticamente e servirla, spero, con quella passione che al Liceo ho vissuto in un contesto molto felice e bello, in un contesto di amicizie, di relazioni che mi fanno compagnia e mi incoraggiano ad andare avanti ed è lo stesso augurio che con sincerità faccio ad ognuno di voi».
Precedentemente il Vescovo, partendo dal dialogo tra Ciro e Creso, tratto dalle storie di Erodoto, in cui si parla del rapporto tra pace e guerra, ha incentrato il suo intervento sul termine greco εἰρήνη (eirene, pace) «del quale – ha detto al riguardo monsignor Parisi – si discute molto sul piano dell’etimologia e qualcuno, con molte contestazioni di accademici con altri pregiudizi, lo fa derivare da una piccola radice che è ‘ar’ (da cui viene eirene) che vuol dire connettersi, cioè stabilire relazioni. Nelle lingue semitiche – ha aggiunto il Vescovo – il concetto è positivo, però non ha questo aspetto della relazione, ha piuttosto una visione di stabilità interiore, tanto è che anche oggi nel saluto arabo ‘salam’, ‘shalom’ è la pace, ma vuol dire salute, benessere, prosperità. Quindi, c’è un legame con se stesso ma anche con gli altri».
«Nella tradizione classica – ha proseguito monsignor Parisi – questo termine che è connettersi, cioè entrare in relazione, mi fa pensare all’aspetto positivo, costruttivo del termine pace che vuol dire fare lo sforzo costante di poter entrare in relazione con l’altro perché insieme possa essere percepita la realtà del benessere, della pace, della prosperità che si condivide e c’è anche l’aspetto di una connessione con se stessi».
Tornando al testo di Erodoto, il Vescovo, ha ricordato che nel dialogo di Creso con Ciro si “opponeva l’idea della guerra a quella della pace. Di per sé il contrario della pace non è guerra – ha aggiunto – anche se purtroppo è una realtà che stiamo vivendo soprattutto oggi che la guerra è vicino a noi e ci sono anche quelle che percepiamo di meno perché sono distanti da noi. Di fatto, per comprendere la pace, guardando al suo contrario, bisogna riflettere sul fatto che il contrario della pace, proprio per questo concetto di relazione, è la divisione. Ciò che divide è, di fatto, la negazione della possibilità stessa della pace”. Un tema, questo, come ha ricordato monsignor Parisi, attestato “sia dalla tradizione che veniva dall’esterno della Bibbia, sia dove si stabilivano delle alleanze, cioè dei contratti di relazione con gli altri popoli per convivere e questo avveniva anche per cose di poco conto. Ad esempio, se bisognava portare il gregge ad abbeverarsi ad una fonte d’acqua, per evitare di essere preso per un nemico che voleva occupare il territorio, si andava dal responsabile di quella comunità per chiedergli l’autorizzazione a farlo. La storia dice che questo modo di relazionarsi, anziché creare opposizione, cioè percepire l’altro come nemico, quando mi presento come uno che vuole stabilire con te una connessione, questo favorisce la mia stessa vita, favorisce la prosperità della mia e, quindi, della vita di quella collettività che si allarga sulla base di una relazione così pensata».
«Questo tema – ha aggiunto il Vescovo – era presente nell’Antico Testamento recuperato dalle vecchie ed antiche scuole di pensiero come tutto quello che era stato scritto nel codice di Hammurabi. Nel Nuovo Testamento, nell’esperienza di Gesù, la pace diventa addirittura un bene messianico. Cioè, la pace diventa quella stabilità dentro un contesto che non è possibile pensare diversamente se non in un contesto di relazioni, di carità, di agape, dentro un contesto di unanimità. Allora, il bene messianico della pace è uno stimolo a costruire ciò che crea relazioni che, alla fine, fanno stare bene tutti quanti noi».
«La pace – ha concluso monsignor Parisi – la vedrei così ed anche nel dibattito tra Creso e Ciro, lascerei stare pure la parola guerra, non la utilizzerei per le cose negative che evoca e che purtroppo porta giorno per giorno dentro le nostre case. Diventiamo costruttori di pace, dentro noi stessi, in una relazione riuscita con noi stessi e relazioni vere, calde, belle di amicizia con l’altro, e ci sarà la prosperità».
LAMEZIA – L’evento dedicato al pittore Giovambattista Molinaro
Domani pomeriggio, a Lamezia, alle 18, al Centro storico di Sambiase, si terrà l’incontro dedicato al pittore Giovambattista Molinaro.
L’evento rientra nell’ambito della rassegna …e le dita di melograno del movimento Dorian – La cultura rende giovani, diretto da Giovanni Mazzei, con la collaborazione dell’Associazione Culturale San Nicola, presieduta da Pino Morabito. Si tratta di una manifestazione che vuole dar valore a quelle mani e a quelle dita che stringendo una penna, impugnando un pennello o battendo i tasti di una macchina da scrivere hanno dato vita a splendide opere d’arte che meritano di essere ricordate con forza e vigore.
Il pittore sambiasino dopo il diploma presso il Liceo Artistico “Mattia Preti” di Reggio Calabria, visse un’intensa esperienza pittorica ed espositiva che lo condusse presso i più influenti centri artistici d’Italia e anche oltre. Giovambattista Molinaro rappresenta un simbolo culturale della città di Lamezia Terme, del quale vi è esigenza di riappropriarsi per rinforzare il senso di appartenenza al territorio stesso.
A tessere le fila del racconto biografico e artistico del Molinaro saranno: Elisa Longo, storica dell’arte, fra i fondatori dell’associazione Giovambattista Molinaro, Giovannino Borelli, musicista, insegnante e amico del pittore e Giuseppe Ciriaco, giovane studente di storia dell’arte e collezionista lametino. La serata sarà condotta da Giovanni Mazzei.
Tanti saranno anche gli interventi da parte del pubblico, nel quale siederà, inoltre, la nipote del Molinaro, la quale ha messo a disposizione alcune tele delle zio che saranno esposte per la primissima volta nel territorio lametino. Un momento di convivialità, a fine serata, ringrazierà il pubblico presente. (rcz)
CATANZARO – Giunta approva adozione del Piano urbano di mobilità sostenibile
La Giunta comunale di Catanzaro, guidata dal sindaco Nicola Fiorita, ha approvato, su proposta dello stesso primo cittadino e della vicesindaco con delega all’Urbanistica, Giusy Iemma, l’adozione del Pums – Piano Urbano di Mobilità Sostenibile.
Il Capoluogo è quindi una delle prime città che, in Calabria, hanno adottato lo strumento di pianificazione della mobilità urbana, oggi essenziale per tutte le azioni di programmazione e governo del territorio.
L’approvazione da parte dell’esecutivo ha concluso un complesso iter di predisposizione preliminare del Piano, che è stato oggetto di un’ampia consultazione con i principali attori che operano nell’ambito in cui in cui il piano stesso si colloca nonché alle approvazioni relative alla valutazione ambientale strategica da parte della Regione Calabria. Il Piano è stato redatto in collaborazione con l’Osservatorio Nazionale della Mobilità Sostenibile, istituito a supporto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, cui Catanzaro ha aderito, entrando nella rete delle Città italiane virtuose che hanno inteso approvare il Pums come strumento di pianificazione integrata sul territorio in raccordo alle politiche di sviluppo urbano in senso sostenibile, nel pieno rispetto degli obiettivi della Strategia di Agenda 2030 dell’Onu e in coerenza con le linee guida Eltis approvate dall’Unione Europea.
Il Pums è uno strumento strategico, che nasce per soddisfare i bisogni di mobilità degli individui e per migliorare la qualità della vita. La sua finalità è orientare le politiche e la programmazione della mobilità urbana nel breve, medio e lungo termine con un orizzonte di dieci anni. La pianificazione della mobilità urbana comprende un insieme correlato di azioni che si sviluppano e si coordinano con i piani urbanistici e ambientali del territorio, per far fronte alle esigenze di mobilità di una città a mobilità complessa e articolata sul territorio, com’è Catanzaro, con l’obiettivo di sviluppare un nuovo concetto di piano capace di affrontare le sfide e i problemi connessi al trasporto nelle aree urbane in maniera più sostenibile e integrata, e specificamente di interconnettere i diversi quartieri e centri nevralgici della Città in una visone unitaria.
Il Pums, superando il tradizionale approccio del vecchio Piano del Traffico, si integra con i diversi strumenti di programmazione e pianificazione territoriali in atto a Catanzaro, a cominciare dal redigendo Piano Strutturale. Definisce gli ambiti di intervento in materia di mobilità, individuando le priorità e gli strumenti di attuazione sui temi privilegiati della mobilità urbana: il traffico, la viabilità, il sistema dei parcheggi e degli impianti ettometrici, il raccordo con la metropolitana, la mobilità su ferro, le piste ciclabili, il trasporto collettivo, la movimentazione delle merci, la logistica, le azioni sulla sostenibilità ambientale e sulla digitalizzazione dei servizi, e così via. Per questo il Pums si ispira e promuove i princìpi di partecipazione attiva, integrazione, pianificazione/coordinamento, monitoraggio e valutazione e prevede un approccio integrato su tutte le forme di trasporto utili alla mobilità, pubbliche e private, passeggeri e merci, motorizzate e non motorizzate, di circolazione e sosta.
«L’approvazione della delibera sul Pums, a compimento un percorso avviato nel 2019 – ha commentato il sindaco Fiorita – è un passaggio cruciale della nostra azione di governo. La complessità della materia è tale che rischia di far perdere ai non addetti ai lavori la portata dello strumento di pianificazione che abbiamo adottato e sul quale ci siamo messi al lavoro sin dal nostro insediamento».
«Ma in realtà, semplificando, – ha aggiunto – basti pensare che a un’Amministrazione priva di Pums sarebbe impedita la partecipazione a qualsiasi pianificazione e programmazione di carattere regionale, nazionale e comunitaria. In altre parole, verrebbero meno i potenziali e principali canali di reperimento di quelle risorse indispensabili allo sviluppo e alla crescita della città, in un frangente in cui le casse dei Comuni vivono in generale le difficoltà che ben conosciamo».
«Peraltro – ha concluso il sindaco – si tratta di uno strumento le cui ricadute positive non guardano a scenari futuribili e ipotetici ma si muovono concretamente sin dal breve periodo anche se l’orizzonte temporale è complessivamente spalmato sul prossimo decennio». (rcz)
LAMEZIA – Successo per l’incontro-dibattito su “Cuore e Cervello”
Cuore e cervello, come conoscerli meglio per prevenire le patologie correlate a due degli organi più importanti del corpo umano. Questo il fil rouge dell’incontro – dibattito organizzato dal Lions club di Lamezia Terme presieduto da Donatella Amicarelli.
Un’iniziativa volta alla prevenzione sanitaria realizzata in collaborazione con la terza commissione del consiglio comunale di Lamezia e con l’associazione di promozione sociale “Senza nodi” guidata dalla giornalista Nadia Donato che ha anche moderato gli interventi.
L’evento, svoltosi, nella sala consiliare “Mons. Luisi” di via Perugini ha registrato la presenza di molte associazioni attive sul territorio ed impegnate in campo sociale e sanitario. Argomento clou dell’incontro, dunque, il cuore e il cervello, da conoscere approfonditamente per prevenire le patologie che ne minano o ne condizionano la funzionalità. Focus sulla prevenzione delle malattie cardiologiche e su quelle neurologiche perché non basta vivere a lungo, bisogna anche vivere bene.
A relazionare sulle “buone pratiche” di prevenzione il dottor Roberto Ceravolo, direttore Uoc cardiologia dell’ospedale “Giovanni Paolo II” e la dottoressa Caterina Ermio, direttore facente funzione Uoc neurologia del nosocomio lametino.
Per la sezione lametina del club service si è trattato di un’iniziativa di grande interesse inserita nel progetto “Insieme possiamo”, un percorso che prevede la collaborazione con altre associazioni che si occupano attivamente di prevenzione sanitaria.
«Questo tipo di incontri – ha ribadito Amicarelli – rientra nell’attività che da sempre distingue il club service impegnato nella salvaguardia della salute della popolazione. La finalità precipua è quella d’incontrare i cittadini, le associazioni impegnate sul campo, per confrontarsi con loro e raccoglierne le istanze, cercando interlocuzioni proficue con i vari soggetti presenti sul territorio per intercettare e possibilmente soddisfare i bisogni della comunità stessa».
A presenziare all’iniziativa del Lions club anche il sindaco Paolo Mascaro e il presidente del consiglio comunale Giancarlo Nicotera. I due amministratori si sono detti ben lieti che la sala consiliare, la casa di tutti i cittadini, sia stata scelta come luogo per discutere di prevenzione sanitaria, salute e benessere, tematiche pregnanti che coinvolgono tutta la collettività.
Don Francesco Farina, responsabile diocesano per la pastorale della Salute, ha plaudito all’iniziativa perché la persona deve stare bene nel corpo e nello spirito per potere essere d’aiuto al prossimo, oltre che essere un buon cittadino responsabile e rispettoso dei principi della convivenza pacifica e democratica. (rcz)
CATANZARO – Concluso il progetto “Orme”, dalla parte dei minori vittime di violenza assistita
Implementare uno spazio all’interno della Casa rifugio “Mondo Rosa”, dedicato esclusivamente ai minori e aumentare l’attenzione della comunità rispetto alla tematica della violenza assistita: questi due obiettivi hanno guidato l’elaborazione delle azioni previste nel progetto “Orme” del Centro calabrese di solidarietà concluso lo scorso 31 marzo. Dei casi ospitati dal 2012 a Mondo rosa, il 90% dei bambini è vittima di violenza assistita che, di per sé è una forma di violenza.
Per questo motivo, la Casa rifugio del Centro calabrese di solidarietà ha costruito un progetto finalizzato ad implementare una serie di servizi capace di mettere i minori al centro di un programma di empowerment e sostegno esattamente quanto le loro madri.
L’obiettivo, in questi anni, è stato dotare il territorio di un “porto sicuro” non solo per le donne, ma anche per i bambini stessi, evitando ripercussioni a livello psicologico (mancanza di autostima, disturbi d’ansia e aggressività, rallentamento nello sviluppo e problemi cognitivi) e delle relazioni sociali (i bambini che sono presenti durante le violenze del partner alia loro madre hanno più probabilità in futuro di essere vittime di violenza o di diventare essi stessi degli aggressori).
Il progetto ha permesso ad una realtà già consolidata, ma che necessita di essere potenziata di consolidarsi, anche attraverso uno spazio strutturato di ascolto psicologico, attraverso cui rilevare le condizioni di rischio individuali e familiari che possono accrescere ulteriormente la vulnerabilità del minore, mediante un approccio centrato su un sapere qualificato associato alla capacita di ascolto empatico, per cogliere i significati delle frammentarie manifestazioni del disagio infantile e dei racconti delle possibili vittime, senza andare oltre alla propria funzione. Sono stati coinvolti in maniera sinergica diversi attori (operatori sociali, sanitari, educatori, istituzioni scolastiche e strutture ricreative del territorio) in grado di rispondere efficacemente ai bisogni del minore.
Pertanto, l’intervento di presa in carico, finalizzato alla definizione di un programma di intervento personalizzato, ha consentito di rintracciare all’interno del contesto circostante stesso le risorse necessarie allo sviluppo della resilienza individuale e familiare del minore, disinnescando il potenziale dell’evento traumatico della violenza assistita. Tra le azioni previste anche la creazione di un laboratorio di sostegno scolastico: il progetto mira a sostenere i minori ospiti della Casa Rifugio anche a livello educativo e didattico, in modo da far emergere e sviluppare autonomie, abilità scolastiche e sociali. Gli educatori hanno sostenuto i minori contribuendo a superare le difficoltà di apprendimento, rimotivando, sviluppando l’autostima e potenziando le capacità personali.
Oltre a garantire concreto sostegno ed accoglienza alle donne vittime di violenza, anche minorenni, ed ai loro figli, “Mondo Rosa” ricopre un importante funzione di “catalizzatore” sociale, contribuendo quotidianamente alto sviluppo di politiche integrate, di un team multidisciplinare e multi professionale, di un dibattito in merito alla fenomenologia della violenza in tutte le sue forme e conseguenze.
Attraverso il progetto “Orme” è stato importante “sfruttare” questo ruolo per sensibilizzare la comunità sul tema della violenza assistita, mediante metodologie innovative di diffusione dei risultati.
Spiegare che la violenza assistita dai minori é una forma di violenza perpetrata ai loro danni è quindi uno degli obiettivi della battaglia (anche) culturale che il Progetto ha voluto promuovere. (rcz)
LAMEZIA T. – Si parla del libro di Drosi La disfatta e la rinascita
Oggi pomeriggio alle 17.30 a Lamezia Terme, al Chiostro del Caffè Letterario di piazzetta San Domenico, incontro con il giornalista e saggista Michele Drosi per parlare del suo libro La disfatta e la rinascita (Città del Sole edizioni). Discute con l’autore il giornalista Pasqualino Rettura. Partecipano Gennarino Masi (segretario cittadino del PD), Laura Gigliotti (della Direzione provinciale PD), Battista Paola (DIrezione provinciale PD), DOmenico Giampà (Segretario provinciale PD) e il consigliere regioonale e componente della Direzione nazionale PD Raffaele Mammoliti.
Il libro sta riscuotendo un notevole successo non solo in Calabria. «Siamo stati immersi in una lunga stagione di globalizzazione economica e finanziaria – si legge nelle note di presentazione del volume – nella quale la tendenza dominante è stata il neoliberismo. È il tempo ora della globalizzazione della sopravvivenza e non per il puro profitto, della globalizzazione comunitaria sul piano sanitario, sociale, ambientale, nella quale il riformismo socialista, democratico e liberale può essere, dopo l’esaurimento del socialismo classista, antagonista e autoreferenziale, il punto di riferimento culturale e ideologico. Può essere questo l’orizzonte a cui guardare per costruire un nuovo Partito Democratico socialista, riformista e garantista, più attrattivo e convincente, con un programma serio e puntuale, in grado di esaltare i nostri princìpi umanitari di fronte alle punte di razzismo mai sopite e ai populismi e sovranismi di ogni sorta, di riconnettere le lotte per l’uguaglianza sostanziale a quelle contro le discriminazioni e le urgenze del presente a una visione del futuro». (rcz)
Sede Concorso Regione, il consigliere Scarpino: Disturba silenzio di tutta la deputazione catanzarese
Il consigliere comunale di Catanzaro, Francesco Scarpino, è intervenuto in merito alla vicenda della sede del concorso della Regione, evidenziando come «disturba molto è il silenzio della deputazione catanzarese, di maggioranza e di opposizione, che pur essendo a conoscenza da mesi delle procedure concorsuali, non si sono nemmeno posti il problema dell’indebolimento delle prerogative del Capoluogo».
D’altronde, come ha spiegato lo stesso Scarpino, «non mi aspettavo niente di diverso» dalla scelta dell’assessore regionale, Filippo Pietroapolo, di difendere la sede di Rende per il concorso, «anche se non riesco a capire – ha detto – il senso di scegliere un parco acquatico privato».
Tuttavia, ciò che disturba è proprio il silenzio della deputazione catanzarese: «E chi dovrebbe difendere Catanzaro – ha chiesto – se non i consiglieri eletti nella nostra Circoscrizione? Non voglio con questo dire che abbiano avallato la discutibile scelta della Regione, ma sicuramente hanno dimostrato superficialità su una questione che non è un problema di “capannoni”, come ha lasciato intendere l’assessore».
«Ora si faccia tesoro di quanto accaduto – ha concluso – e la Regione faccia la sua parte nel garantire al Capoluogo delle strutture adeguate. Intanto, si definisca subito il futuro dell’Ente Fiera e lo si attrezzi per i suoi compiti principali (organizzazione di esposizioni, spettacoli, etc), ma anche per lo svolgimento di selezioni e altri eventi. E poi, come è stato ricordato dalla stampa locale, valutare la possibilità di realizzare accanto alla Cittadella il Centro Congressi che era stato previsto dal progetto del professore Portoghesi. Ci aspettiamo questi fatti». (rcz)
LAMEZIA – Il convegno di studi “Lamezia Terme: Città policentrica”
Domani pomeriggio, a Lamezia Terme, alle 17, nella Sala Consiliare “Mons. Renato Luisi”, si terrà il convegno studi Lamezia Terme: la città policentrica. Il complesso interparrocchiale di San Benedetto a centro di un nuovo spazio urbano.
La riflessione partirà dalla presentazione del libro La Chiesa di San Benedetto a Lamezia Terme dell’architetto Paolo Portoghesi.
Un illustre parterre di ospiti guiderà la discussione sulle prospettive di un nuovo centro urbano della città, naturalmente ponte tra il linguaggio della fede con la sua socialità umana ed il linguaggio civico con le sue peculiarità urbane.
Il policentrismo della città di Lamezia Terme, quale centro propagatore di opportunità e confronto in termini di condivisione e diramazione di idee, valori ed opportunità. (rcz)







