Avviare un confronto costruttivo ed essenziale sul futuro della rete ospedaliera del capoluogo, con particolare riferimento alle scelte strategiche riguardanti l’ubicazione della nuova struttura ospedaliera cittadina e la valorizzazione del patrimonio sanitario esistente. È la richiesta avanzata dal Forum delle Associazioni Civiche di Catanzaro, organismo che raccoglie diverse realtà della società civile, dell’associazionismo e del volontariato locale, all’ingegnere Claudio Moroni.
A Scolacium standing ovation per “Nacque al mondo un sole – XI Canto”
Al Parco Archeologico di Scolacium si è celebrata una vera e propria liturgia laica con lo spettacolo “Nacque al mondo un sole – XI Canto”, produzione originale di Armonie d’Arte Festival, nata da un progetto del direttore artistico Chiara Giordano per celebrare gli 800 anni di San Francesco d’Assisi e la dimensione più ampia della spiritualità.
Un viaggio denso e vibrante che ha intrecciato l’anima francescana con l’universo ermetico e concettuale di Franco Battiato e la poesia senza tempo di Dante Alighieri. Al centro della scena, la presenza carismatica di Sergio Assisi: una prova attoriale ineccepibile, capace di governare una materia poetica altissima con straordinaria misura e intensità drammaturgica, senza facile retorica emotiva. La sua voce ha dato vita ai versi immortali dell’XI Canto del Paradiso e del Cantico delle Creature, per poi addentrarsi nell’esegesi spirituale di Battiato — da “L’oceano di silenzio” e “L’ombra della luce” fino a una struggente ed essenziale declamazione de “La cura”.
Ad avvolgere il testo, la trama musicale tessuta con estrema energia e precisione dal M° Francesco Costa alla guida dell’impeccabile Ensemble e Coro Lirico Siciliano, tra le note inedite di Vincenzo Palermo e Francesco Perri, la struggente melodia di Riz Ortolani (“Fratello sole, sorella luna”) e appunto le pagine più amate di Battiato. Un crescendo emozionale esploso nel finale sulle note de “L’era del cinghiale bianco” e “Centro di gravità permanente”, che ha trascinato il pubblico — accorso numeroso — in una standing ovation travolgente e interminabile.
Nel salutare la storica cornice di Scolacium per questo 2026, la fondatrice e direttrice artistica del Festival, Chiara Giordano, ha voluto tracciare un bilancio di profondo valore etico e culturale, sottolineando la visione che ha guidato l’intera programmazione:
«In questa notte che resta incisa sulla pelle, abbiamo voluto offrire una dimensione autentica tra spiritualità religiosa e laica, ponendo al centro l’interrogazione dell’uomo sul trascendente e sul rapporto fra materia e spirito. Un momento che assume un significato ancora più denso a conclusione di un’edizione che ha visto il tema lacerante della guerra fortemente presente attraverso l’ampia e partecipata sezione dedicata al mito e al teatro greco classico. Se la tragedia classica ci ha posto di fronte al dramma del conflitto e alle sue macerie, questo viaggio tra Francesco, Dante e Battiato ha rappresentato una possibile visione positiva: una ricerca di pace interiore e collettiva, un’elevazione del pensiero che travalichi i secoli. Armonie d’Arte si conferma così un faro di bellezza e di valore commerciale nel Mezzogiorno, capace di richiamare un pubblico maturo, consapevole e internazionale».
Dal palco anche un ringraziamento accorato allo staff operativo di Armonie d’Arte, ai mecenati e alla famiglia Poggi, che già da alcuni anni sostiene con passione questa impresa culturale.
Con questo capitolo indimenticabile, che arricchisce un palmarès lungo oltre un quarto di secolo, Armonie d’Arte chiude la parentesi a Scolacium ma prosegue il suo cammino, riaffermando la forza di una visione in cui la cultura è esperienza viva, etica ed estetica. Perché questa è la magia della grande arte, questa è “Armonie d’Arte, la Calabria che vale il viaggio”. (rcz)
Carcere minorile di Catanzaro, visita istituzionale dell’Amministrazione comunale insieme alla Camera Penale
A Lamezia concluso il ciclo di appuntamenti di “Cortili in Festa”
A Lamezia si è concluso il ciclo di appuntamenti di “Cortili in Festa: Attività di strada e animazione”, l’iniziativa realizzata nel mese di agosto da Arci Lamezia Terme Vibo Valentia APS nell’ambito del progetto “Intrecci – Abitiamo il Lametino”, con attività dedicate ai bambini e alle bambine che vivono nei quartieri interessati dal percorso di superamento del campo di Scordovillo.
Otto incontri, realizzati dall’11 al 25 agosto in diversi quartieri della città, che hanno registrato complessivamente 62 presenze di bambini e bambine. Le attività hanno coinvolto i nuovi contesti di residenza delle famiglie e hanno fatto tappa anche nel cortile della parrocchia San Francesco a Sambiase e nel cortile della parrocchia di San Giovanni Calabria, tornando in alcuni quartieri per dare continuità alle esperienze e alle relazioni avviate.
La scelta di portare animazione e attività educative direttamente nei nuovi contesti di residenza nasce da un’idea precisa: il passaggio da Scordovillo a una nuova casa prosegue nella costruzione quotidiana di relazioni con il quartiere e con le persone che lo abitano. Per questo “Cortili in Festa” ha raggiunto i bambini negli spazi vicini alle loro abitazioni, trasformando cortili e aree comuni in luoghi di gioco, incontro e socialità.
L’iniziativa si inserisce nel lavoro più ampio di “Intrecci – Abitiamo il Lametino”, che accompagna le persone lametine di origine rom nel percorso di superamento del campo di Scordovillo. L’ingresso in una nuova abitazione rappresenta una tappa fondamentale, alla quale si affianca un lavoro di accompagnamento sociale che riguarda l’autonomia delle famiglie, l’accesso ai servizi, i percorsi educativi e lavorativi e la possibilità di costruire progressivamente nuovi legami nei contesti di vita.
È proprio nei quartieri che questa nuova fase del percorso assume una dimensione concreta. Abitare significa conoscere gli spazi intorno alla propria casa, frequentarli, incontrare i vicini, creare nuovi punti di riferimento e sentirsi progressivamente parte della comunità. Il quartiere diventa così uno dei luoghi in cui il percorso di inclusione prende forma nella quotidianità. “Cortili in Festa” ha scelto di partire dai bambini, facendo del gioco e dell’animazione strumenti semplici e immediati per favorire l’incontro e accompagnare la nascita di nuove relazioni.
Le attività sono state pensate come occasioni aperte alla vita dei quartieri, capaci di mettere in relazione i bambini delle famiglie che hanno lasciato Scordovillo con i loro coetanei e con i luoghi della nuova quotidianità. Un approccio che permette di lavorare sull’inclusione mentre il cambiamento sta avvenendo, accompagnando il trasferimento con esperienze positive di partecipazione e condivisione.
Il calendario, avviato l’11 agosto e concluso il 25 agosto, ha attraversato diversi quartieri di Lamezia Terme, con alcuni appuntamenti ospitati nel cortile della parrocchia San Francesco a Sambiase e nel cortile della parrocchia di San Giovanni Calabria. La scelta di tornare più volte in alcuni contesti ha permesso di dare continuità alle attività e di rafforzare le occasioni di incontro.
Le 62 presenze complessive restituiscono il valore di un’attività diffusa sul territorio, costruita seguendo la geografia dei nuovi insediamenti e scegliendo di raggiungere le persone nei luoghi in cui stanno costruendo la propria quotidianità. Un modo per rendere i quartieri parte attiva del percorso di “Intrecci – Abitiamo il Lametino” e accompagnare l’uscita da Scordovillo attraverso esperienze capaci di generare relazioni e senso di appartenenza.
Con “Cortili in Festa”, il lavoro di accompagnamento entra così nella vita quotidiana dei nuovi contesti abitativi. Dopo il passaggio da Scordovillo alle nuove case, sono i quartieri uno degli spazi nei quali si costruisce la fase successiva del percorso: quella dell’incontro, delle relazioni e della partecipazione alla vita della comunità. Per i bambini questo può cominciare da un cortile, da un gioco condiviso, dalla possibilità di conoscere nuovi coetanei e di riconoscere nel proprio quartiere uno spazio in cui crescere insieme agli altri. Perché abitare significa avere una casa, ma anche sentirsi parte del quartiere e della città in cui quella casa si trova.
Il progetto è realizzato grazie ai fondi europei della Regione Calabria, nell’ambito della programmazione PR Calabria FESR FSE+ 2021–2027. (rcz)
A Lamezia si presenta il libro “Joanna degli incanti” di Simona Lo Iacono
Domani pomeriggio, alle 18.30, alla Libreria Ubik di Lamezia, sarà presentato il libro Joanna degli incanti, il nuovo romanzo di Simona Lo Iacono, pubblicato da Guanda.
A dialogare con Simona Lo Iacono sarà lo scrittore e saggista Raffaele Gaetano, mentre a moderare l’incontro sarà la giornalista Palma Serrao.
Ambientato nella Palermo del 1640, il romanzo prende le mosse da una vicenda realmente accaduta e racconta la storia di Joanna De Austa, una donna che vive in un’epoca in cui alle donne sono riservati ruoli e destini già stabiliti, ma che riesce a costruire un percorso profondamente diverso. (rcz)
Al Parco Archeologico di Gianmartino di Tiriolo visite guidate fino al 5 settembre\
Fino al 5 settembre resteranno aperti – sempre in via straordinaria– il Parco Archeologico Urbano di Gianmartino e il Museo Archeologico Regionale di Tiriolo.
A determinare la proroga è stata soprattutto la risposta del pubblico: la visita guidata del 20 agosto, condotta dall’archeologo Ricardo Stocco, ha richiamato un numero di visitatori superiore alle attese, con un interesse che Scherìa Comunità Cooperativa di Tiriolo, il Comune di Tiriolo e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio (SABAP) di Catanzaro e Crotone hanno scelto di accogliere, estendendo quindi il calendario delle aperture.
Per questo motivo è stato organizzato un secondo appuntamento con l’archeologo che, undici anni fa, diresse gli scavi che portarono alla scoperta del complesso: mercoledì 2 settembre 2026, dalle ore 18:00, Ricardo Stocco sarà nuovamente presente presso il sito di Gianmartino, per accompagnare i visitatori nella lettura del contesto e delle sue fasi di vita, sotto il coordinamento tecnico-organizzativo di Felice Scozzafava e Mariagrazia Merigelli, Responsabili del Progetto TirioloAntica della cooperativa Scheria.
Fino al 5 settembre resta inoltre visitabile la sala della tomba monumentale di Castaneto di Tiriolo, allestita nel Museo Archeologico Regionale. Le restanti sale del Museo resteranno chiuse in attesa dell’ormai prossimo completamento dei lavori di ammodernamento e restauro.
L’iniziativa, dedicata a chi in questo periodo si trova in Calabria -emigrati di rientro, turisti, famiglie e appassionati- resta un’occasione per visitare uno dei contesti archeologici più significativi della regione per l’età ellenistica (IV-III secolo a.C.). Il prolungamento delle aperture si inserisce nel percorso avviato nel 2016 da Scherìa, che gestisce il museo e il parco in un modello di collaborazione tra Cooperativa di Comunità, Amministrazione Comunale e Soprintendenza, e anticipa la riapertura definitiva delle restanti sale prevista al termine dei lavori. (rcz)
A Villaggio Mancuso dei cartelloni tradotti in inglese che raccontano la sua storia
A Villaggio Mancuso vi è una fila di tabelloni recanti la traduzione in diverse lingue della ormai nota storia di Villaggio Mancuso, scritta dalla lametina Antonietta Vincenzo, che campeggia nel centro del villaggio.
La curiosità e l’interesse dimostrati dai turisti stranieri verso questo racconto, ha indotto il promotore dell’iniziativa Mario Garofalo, presidente del Comitato “La Siletta”, a realizzare delle traduzioni in inglese, francese e tedesco, su dei pannelli posizionati in vari punti del villaggio, ben visibili ai visitatori, i quali numerosi si intrattengono volentieri a leggerne il testo, che inizia così: “Non si può parlare di Sila Piccola senza pensare a Villaggio Mancuso, perché la montagna catanzarese si identifica con questo luogo, un gioiello della natura che deve la sua massima valorizzazione ad un’idea di Eugenio Mancuso, giovane ed abile imprenditore catanzarese”.
L’autrice narra, dunque, con il suo inconfondibile stile fluido e avvincente, la storia di Villaggio Mancuso, inquadrando nel periodo storico della crisi economica del 1929 l’avventura del costruttore Mancuso, che si venne a trovare con un consistente quantitativo di legname invenduto proprio a causa della crisi e con una vasta area boschiva comprendente una segheria sul Colle della “Poverella”, nella Sila Piccola.
Il giovane pioniere pensò bene di sfruttare queste due risorse per farne i punti di forza di un’idea brillante che gli sfiorava la mente: costruire un villaggio con strutture in legno, tetti fortemente spioventi, dato il clima particolarmente nevoso, e strutture architettoniche che richiamassero lo stile delle case montane delle Dolomiti. Dal dire al fare il passo fu breve. “Ed ecco, così – scrive Antonietta Vincenzo – venire alla luce un villaggio fiabesco, incoronato dalla presenza del Grande Albergo delle Fate, situato sull’acrocoro della Poverella e inaugurato il 16 agosto 1931. L’Albergo della Fate venne scelto come location per numerosi set cinematografici, tra cui “Il lupo della Sila” con Amedeo Nazzari e Silvana Mangano. E fu meta di altri noti attori, come Raf Vallone, Sofia Loren, Vittorio Gassman, Giovanna Ralli, in occasione di premiazioni cinematografiche”.
Dichiarato “monumento storico nazionale”, il Grande Albergo delle Fate è stato incluso nel progetto ‘I luoghi del cuore” del FAI (Fondo Ambiente Italiano) per la valorizzazione dei beni culturali in Calabria.
Quattro anni fa, il noto organizzatore di eventi silani Mario Garofalo, a cui si deve anche l’iniziativa del murales dedicato a “Mamma Natuzza”, si è rivolto alla scrittrice lametina Antonietta Vincenzo, molto amata dalla comunità silana, per realizzare un altro progetto: l’installazione di un grande pannello di legno, recante le immagini e la storia di Villaggio Mancuso. E così l’idea di Garofalo si è concretizzata grazie alla raffinata penna della Vincenzo.
Sta riscuotendo un buon successo l’animazione estiva di Villaggio Mancuso, località turistica che da sempre è oggetto di attenzione da parte di artisti, registi e personaggi dello spettacolo. Quest’anno, in particolare, il villaggio ha visto la presenza di Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, che ha attraversato in bicicletta la Sila piccola, passando anche da villaggio Mancuso, Albi e Spineto.
L’estate di Villaggio Mancuso ha promosso un ricco tabellone di eventi, tra musica, balli, spettacoli e momenti di aggregazione per turisti e residenti, realizzati grazie al contributo di numerose realtà associative e commerciali del territorio. La rassegna si è conclusa il 22 agosto con l’esibizione del Gruppo 16 Elementi, comprendente anche artisti di Lamezia, che ha proposto un repertorio di cori calabresi. Le manifestazioni sono state offerte in forma gratuita, confermando la volontà e l’impegno degli organizzatori di valorizzare la convivialità, la cultura popolare e la conoscenza del territorio silano.
“Il Comitato Siletta – dice Mario Garofalo – è nato 5 anni fa con l’obiettivo di fare qualcosa di concreto per Villaggio Mancuso e per la Sila Piccola. Abbiamo portato avanti l’iniziativa dei medici volontari che in tutti i weekend dell’anno mettono a disposizione gratuitamente il proprio servizio per i numerosi frequentatori dell’altopiano e dei residenti. Abbiamo realizzato l’installazione della cartellonistica con le indicazioni dei posti da vedere in Sila, dai sentieri alle cascate, e la storia di Villaggio Mancuso scritta da Antonietta Vincenzo, tradotta in diverse lingue, così da poter essere letta e conosciuta dai molti turisti italiani e stranieri che arrivano nel nostro villaggio; abbiamo organizzato e sostenuto le luminarie natalizie per rendere il villaggio più bello e accogliente, le manifestazioni nel mese di agosto per allietare i pomeriggi dei villeggianti. Sono piccole cose – conclude – fatte con impegno e con l’aiuto di tante persone, ma pensiamo che possano contribuire a valorizzare e far conoscere sempre di più il nostro meraviglioso Villaggio Mancuso”. (rcz)
Presentato il nuovo calendario eventi 2026-2027 dell’Ente Fiera PalaColosimo di Catanzaro
Il Calendario degli Eventi 2026–2027
Catanzaro, CNA: «Bene i 2 milioni per le imprese. ora bandi semplici e tempi certi»
«Condividiamo e sosteniamo l’obiettivo dichiarato di sostenere il commercio di prossimità, l’artigianato tradizionale e innovativo, le imprese culturali e creative e i servizi innovativi». È quanto afferma la presidente di CNA Catanzaro, Giovanna Vono, commentando l’intervento da due milioni di euro messo in campo dall’Amministrazione comunale per sostenere la nascita, il consolidamento e il rilancio delle imprese nel centro storico e nei principali quartieri identitari della città.
La misura, contenuta nell’Operazione 8 della Strategia Urbana Integrata “Rigenerazione, coesione e sostenibilità per il futuro della città” e finanziata dal Programma regionale Calabria FESR FSE+ 2021-2027, raccoglie anche gli stimoli e le esigenze emersi nel corso dei tavoli di confronto con le associazioni di categoria, ai quali ha preso parte CNA.
Per la Confederazione degli artigiani, uno degli aspetti più significativi dell’intervento è la visione policentrica della città che ne è alla base. Ripensare Catanzaro come una città unica, superando la tradizionale separazione tra centro e periferia e valorizzando le specifiche identità dei quartieri, considerati cuori pulsanti di economia, socialità e cultura, rappresenta un passaggio fondamentale anche per costruire una nuova prospettiva di sviluppo economico.
«La rigenerazione deve essere anche economica e sociale, favorendo la nascita di nuove attività, rafforzando quelle esistenti e creando servizi capaci di rendere attrattivi i diversi ambiti della città», aggiunge Vono.
Allo stesso tempo, CNA richiama l’attenzione sulla necessità di predisporre bandi semplici, accessibili e veloci, soprattutto per le microimprese, accompagnati da tempi certi per l’erogazione dei contributi. Per la Confederazione, gli incentivi alle attività economiche devono inoltre inserirsi in una strategia più ampia, nella quale convergano interventi sul decoro urbano, sulla sicurezza, sui parcheggi e sulle politiche relative agli affitti.
«È fondamentale proseguire il confronto con le associazioni di categoria – sottolinea Vono –. Solo ascoltando chi vive ogni giorno le difficoltà di questi quartieri si possono costruire bandi realmente efficaci, capaci di premiare chi investe, chi assume giovani e chi garantisce servizi continuativi».
CNA Catanzaro conferma, infine, la propria disponibilità a supportare concretamente l’attuazione della misura.
«Come CNA Catanzaro – conclude la presidente – diamo fin da ora la nostra piena disponibilità a collaborare. Metteremo a disposizione i nostri uffici per attivare uno sportello informativo rivolto a tutti gli imprenditori e alle associazioni interessati a partecipare». (rcz)
A Soverato in scena “Verdi e Shakespeare – Trilogia della Brama”
Domani alle ore 22.00, all’Orto Botanico di Soverato, il percorso di Armonie d’Arte, ideato e diretto da Chiara Giordano, approda questa volta alla danza contemporanea che si confronta con due giganti della cultura occidentale: VERDI E SHAKESPEARE – Trilogia della Brama, nuova produzione 2026 della Compagnia Artemis Danza, in esclusiva per il Sud. Una creazione per 16 danzatori con coreografia, regia e luci di Monica Casadei, attore Savino Paparella, musiche di Giuseppe Verdi, elaborazioni musicali e musiche originali di Fabio Fiandrini, testi di Alessandro Gallo e costumi del Teatro Regio Parma.
Uno spettacolo di grande impatto, per ogni target, nel solco della riflessione posta dallaXXVI edizione di Armonie d’Arte: indagare le passioni profonde, anche smodate, ma fortemente presenti ancora oggi nei modelli psichici, culturali e sociali. Qui saranno la sete di potere di Macbeth, la sete di possesso di Otello, la sete di godimento di Falstaff a parlarci attraverso i corpi, la musica, le parole.
Una creazione firmata da una delle più interessanti e affermate coreografe e compagnie italiane attive sulla scena nazionale e internazionale.
Così l’estate di successo di questa XXVI edizione di Armonie d’Arte prosegue esprimendo una proposta culturale capace di coniugare la qualità artistica di più alto profilo della scena nazionale e internazionale, i grandi temi del dibattito globale attuale e la valorizzazione del territorio, altresì in un’ottica di offerta turistica, perché l’Orto Botanico soveratese è un’autentica fascinosa finestra sul mare.
Tornando allo spettacolo, Giuseppe Verdi si appassionò a Shakespeare sin dall’adolescenza e a più riprese, nel corso della sua carriera artistica, si rivolse al Bardo dell’Avon. Persino il suo congedo dal mondo del teatro, e dalla vita, avvenne con Shakespeare: ottuagenario, Verdi firmò la sua ultima opera, Falstaff, ispirandosi a Le allegre comari di Windsor e all’Enrico IV per presentare una disincantata presa di coscienza della natura farsesca del mondo celata dietro a ogni dramma.
Esattamente come Verdi aveva trovato in Shakespeare il suo punto di riferimento principale per raggiungere quella maestosa sintesi poetica tra musica e azione scenica, così Monica Casadei trova ora un filo coreografico per raccontare l’essenza della brama, il desiderio sfrenato di potere, la dissimulazione che rovescia il senso delle cose.
Infatti, dopo anni dedicati a indagare, attraverso il movimento, l’universo delle eroine pucciniane e verdiane, Casadei si cimenta con protagonisti maschili e in Trilogia della brama Verdi/Shakespeare sono appunto Otello, Macbeth e Falstaff a dominare la scena.
Ne scaturisce un viaggio danzato tra sfrenati appetiti e labirinti della mente, realizzato sulla partitura musicale originale affidata al compositore Fabio Fiandrini, sulla quale si innestano celebri arie verdiane, vere e proprie bussole dei sentimenti e dei pensieri dei protagonisti. I danzatori di Artemis, un pittore, un attore e un quartetto musicale restituiscono la “parola poetica” della musica e del teatro, facendo risuonare nei corpi le ossessioni, le emozioni, i rimorsi e i pentimenti dei protagonisti: la brama che consuma Otello e Macbeth, la vanagloria che illude Falstaff e che, mutando forma, continuano a riaffiorare anche nel nostro presente.
<<Armonie d’Arte desidera ogni volta parlare alle persone, non solo nella loro sensibilità estetica ma anche etica – afferma Chiara Giordano – e confida che ogni spettacolo lasci qualcosa nelle coscienze: il nostro tempo ha bisogno di condivisione sui grandi temi sentimentali, sociali, individuali e collettivi, e quindi lo spettacolo dal vivo, per quanto possibile, dovrebbe anche avere questa funzione, oltre ad esprimere la dimensione artistica, per quanto di qualità”. (rcz)






