PAOLA (CS) – L’Associazione Antigone in visita al carcere

L’Associazione Antigone, che si occupa di carceri, giustizia, diritti umani e prevenzione della tortura, ha fatto visita al carcere di Paola. Da questa è stato rilevato che c’è carenza di personale penitenziario, oltre che scarsità di investimenti manutentivi in un Istituto «che si contraddistingue per le attività trattamentali realizzate sia all’interno che all’esterno dell’istituto».

L’Associazione è stata autorizzata dal ministero della Giustizia a visitare i 190 Istituti penitenziari presenti in Italia e, a decorrere dal 2007, Antigone redige un Report annuale sulle condizioni di detenzione in Italia, importante strumento di conoscenza per chiunque si avvicini alla realtà carceraria: media, studenti, esperti, forze politiche. Sono oltre 90 le Osservatrici e gli Osservatori di Antigone autorizzati a entrare nelle carceri con prerogative paragonabili a quelle dei parlamentari; alcuni possono farlo in tutto il territorio nazionale, altri solo nella loro regione di provenienza. 

La Casa Circondariale di Paola apre nel 1992, anche se la costruzione dell’edificio risale al 1982

L’Istituto si trova in un’area periferica rispetto al contesto cittadino e non è raggiungibile con i mezzi pubblici. È possibile arrivare in treno fino alla stazione centrale di Paola, ma per raggiungere il carcere è necessario utilizzare un taxi e ciò rappresenta una criticità rilevante poiché vanifica l’apertura del carcere all’ingresso di tirocinanti, studenti tutor e volontari stabili.

La struttura necessita di interventi di manutenzione costanti volti ad attenuare le infiltrazioni di umidità generate dalla salsedine marina. Soltanto 6 detenuti in art. 21 alle dipendenze dell’Amministrazione Penitenziaria sono impiegati nella Manutenzione Ordinaria del Fabbricato (Mof), cura del verde e lavori di igiene e pulizia degli spazi interni.  

Le persone detenute

La casa circondariale di Paola ospita 169 detenuti (capienza regolamentare 183) prevalentemente di nazionalità italiana, con una percentuale di stranieri che sfiora il 25% provenienti prevalentemente dall’Africa del Nord e dall’Europa dell’Est; solitamente giungono quasi tutti come secondo ingresso, a seguito di una precedente permanenza presso altro Istituto. 

Nella sezione a custodia attenuata la capienza è di 21 celle con una presenza attuale di 26 detenuti. Le altre quattro sezioni ordinarie sono distribuite su tre piani, ognuno dei quali è organizzato in due reparti. Al piano terra è presente il reparto di isolamento dove al momento della visita erano recluse due persone, e un ulteriore reparto attualmente in fase di ristrutturazione. Al primo e al secondo piano vi sono gli altri reparti, ognuno costituito da 25 celle all’interno delle quali sono collocati due detenuti. Sono garantite 8 ore di attività all’esterno delle camere di pernottamento che risentono tutte delle infiltrazioni di umidità ampiamente presenti in molti spazi dell’Istituto che abbisogna solo per alcuni ambienti anche di una ritinteggiatura delle pareti.

I detenuti svolgono colloqui con i familiari tutti i giorni, compreso il sabato, e soltanto una domenica al mese. Durante la visita il clima tra detenuti e personale penitenziario trattamentale e della sicurezza appare disteso e sereno.

Le attività e i corsi di formazione

La disponibilità di un teatro con una capienza di circa 150 posti a sedere, aule scolastiche accoglienti, attrezzate e adeguatamente riscaldate dotate altresì di apparecchi di climatizzazione fissi per la stagione estiva, ampi spazi esterni molto curati e ricchi di piante agevolano la possibilità di organizzare svariate attività trattamentali all’interno dell’istituto. Tra queste, il corso di formazione abilitante alla professione di pizzaiolo tenuto dall’Associazione Nazionale Pizzaioli Italiani e finanziato dal Dap, che dà diritto al rilascio di un attestato per la qualifica professionale è favorito dalla realizzazione di un ampio spazio laboratoriale nel quale è presente attrezzatura industriale necessaria alla preparazione e alla lavorazione della pizza, due forni, uno elettrico all’interno e uno a legna posto in un ampio spazio di socialità all’esterno.

Tra le svariate attività, alcune con rilascio di attestato abilitante, realizzate all’interno e all’esterno dell’istituto sono parse degne di nota: il corso di navigazione in barca a vela tenuto in collaborazione con il Club Nautico di Paola; il corso di educazione ambientale ‘Mare Pulito’ volto all’approfondimento delle tematiche legate alla raccolta differenziata; il corso di sensibilizzazione al contrasto dell’abbandono di animali domestici ‘Di Zampa in Zampa’; il corso sulla nutrizione ‘Vivere a colori’; il corso sulla professione di ‘bilanciaio’ impartito proprio da un detenuto che all’esterno svolgeva questo mestiere; i corsi di yoga e meditazione; il corso di badminton. 

Il lavoro

Dieci detenuti svolgono Lavori di Pubblica Utilità all’esterno del carcere grazie a Protocolli d’intesa sottoscritti con il Comune di Paola e con il Comune di San Lucido finalizzati alla cura dell’ambiente e delle spiagge. Tali numeri appaiono comunque piuttosto esigui in relazione all’importanza che riveste il lavoro nei percorsi di risocializzazione e reintegrazione nella società delle persone detenute e al problema dell’inserimento o reinserimento lavorativo di detenuti ed ex detenuti, caratterizzato sovente da scarse opportunità di successo. Soprattutto sul versante del lavoro vi sono significative potenzialità che per non andare disperse dovrebbero incontrare maggiore attenzione da parte delle istituzioni. (rcs)

Città Unica, Innova Rende: Un errore escludere Montalto

Innova Rende ha evidenziato come sia un errore escludere Montalto dal progetto della Città Unica di Cosenza.

«Restiamo perplessi nel leggere tali “proposte” che nulla hanno a che fare con il principio della gradualità, vero faro della buone pratiche amministrative, capace di indicare sia il sentiero che il punto di arrivo. È da tempo che suggeriamo di utilizzare, al fine di ridurre al minimo gli errori, tutti gli strumenti che il legislatore già mette a disposizione, su tutti, la sperimentazione dei servizi condivisi ed il piano strutturale associato tra più Comuni».

«Trasporti, gestione idrica e dei rifiuti – si legge in una nota – individuazione sito dove far nascere l’ospedale hub della Provincia di Cosenza, sviluppo urbanistico omogeneo e coerente con la morfologia del territorio, sono alcuni dei quesiti fondamentali ai quali è da tempo che la Politica non riesce a dare risposte esaustive. In questo ragionamento come si fa a non tenere conto del nuovo hub ferroviario che andrà a nascere nel Comune di Montalto Uffugo, tassello fondamentale di un’autentica visione espansiva e lungimirante, così come della prevista realizzazione di un ulteriore svincolo autostradale al confine tra Rende e la città del Leoncavallo?».
«Possibile – si legge ancora – che non venga concretamente coinvolta in questo processo l’Università della Calabria?
Sarebbe auspicabile, al contempo, realizzare un’operazione verità sulla situazione finanziaria degli enti coinvolti da tali interventi, per il rispetto dovuto ai tanti cittadini ed alle tante imprese contribuenti che meritano di conoscere lo stato di salute delle casse comunali.
Al riguardo, è nota a tutti la gravità della situazione economica-finanziaria della Città di Cosenza, la quale, ha un bilancio imbrigliato da un enorme debito pubblico».
«La Politica non può omettere di considerare quest’ultima delicatissima questione – continua Innova Rende – evitando di nascondersi dietro pericolosi slogan utili solo per ammaliare parte dell’opinione pubblica. Quanto alla situazione di Rende, considerata l’evidente crisi dell’attuale classe dirigente che governa il Comune, sentiamo il dovere morale e politico di appellarci alle forze istituzionali, politiche ed a tutti quei cittadini che condividono con noi l’amore per questa città».
«A questi ultimi lanciamo un monito – conclude la nota – riferito al come portare avanti le iniziative sia sul PSC, che sul futuro ruolo della Città di Rende all’interno dell’area urbana, temi decisivi per le sorti della nostra collettività: Attenzione a procedere per narcisismi e per strappi, a non sentire la necessità di dover mettere in campo concreti e generosi tentativi di condivisione, perché a nostro avviso alto è il rischio di indebolire il presente ed il futuro della nostra comunità e, di conseguenza, esporla nuovamente ad interessi poco nobili».(rcs)

Protocollo tra S. Giovanni in Fiore e prefettura di Cosenza per sicurezza urbana

Importante protocollo d’intesa è stato firmato tra il Comune di San Giovanni in Fiore e la Prefettura di Cosenza, per aumentare la sicurezza urbana.

«Grazie all’accordo raggiunto – ha spiegato la sindaca, Rosaria Succurro – e ad un apposito finanziamento ministeriale, tuteliamo ancora di più i minori, che sono la nostra priorità, preveniamo e contrastiamo lo spaccio di sostanze stupefacenti, ci mettiamo in rete con le forze dell’ordine e introduciamo nuovi strumenti di lotta ad ogni forma di criminalità e di illegalità. Facciamo un ulteriore passo in avanti nell’interesse dei cittadini e per il bene comune».

«Nell’ambito dell’accordo – hanno aggiunto il vicesindaco di San Giovanni in Fiore, Salvatore Cocchiero, e l’assessore comunale all’Istruzione, Antonello Martino – è tra l’altro prevista l’installazione di telecamere di videosorveglianza negli spazi urbani più frequentati, in luoghi di culto religioso e di interesse turistico e sportivo, come nei punti di accesso alla nostra città. L’obiettivo primario è proteggere i giovani e aumentare la sicurezza di tutti i sangiovannesi».

«La nostra attenzione per la legalità non si limita al potenziamento del controllo del territorio, per cui, peraltro, abbiamo già chiesto al ministero dell’Interno di assegnare a San Giovanni in Fiore un commissariato della Polizia, che riteniamo utilissimo. Da tempo, infatti, promuoviamo – ha concluso la sindaca Succurro – la cultura della cittadinanza attiva e consapevole, insieme alle scuole e alle associazioni cittadine, con iniziative culturali e di coinvolgimento delle nuove generazioni in progetti di crescita personale all’interno della nostra comunità». (rcs)

MALVITO (CS) – Il 12 febbraio il convegno “Madre Terra”

Il 12 febbraio, a Malvito, alle 17, nella Sala Ricevimenti “La Perla dell’Esaro”, è in programma il convegno Madre Terra: etica della cura come responsabilità individuale e collettiva, organizzato dall’Associazione Arci Paeseggiando Aps-Ets di Malvito. 

Il Convegno è propedeutico rispetto a numerose altre iniziative che saranno svolte all’interno di un Progetto  ad ampio spettro: Mangrovie: Rigener-Azioni e Sinapsi, finanziato Ministero del Lavoro e delle Politiche  Sociali e dalla Regione Calabria. Da troppi anni ci comportiamo come se gli allarmi lanciati, a livello globale,  sulle condizioni del nostro pianeta non ci appartenessero. L’Etica, legata soltanto a speculazioni filosofiche,  può salvare il Pianeta? È davvero un concetto così astratto? Il Convegno avrà un format snello, dinamico,  antropologico, esperienziale. L’argomento, complesso per sua natura, sarà sviluppato sotto diversi profili,  tutti interconnessi tra di loro e avrà un taglio essenzialmente pragmatico. 

Introdurranno il Presidente dell’Associazione Arci Paeseggiando Aps-Ets, Marisa Callisto, e Fabio Vaccaro, socio. 

I relatori saranno: Rev. Can. Aloia Don Massimo, dott. Giuseppe Pagliaro, psicologo, dott.ssa Ilenia Papa, Biologa Nutrizionista e il dott. Fortunato Amarelli, Amministratore delegato della Amarelli  Fabbrica di Liquirizia oltre che presidente della Confindustria Cosenza.

Scopo del Convegno e di tutto il Progetto è quello di sensibilizzare alle problematiche ambientali e dello sviluppo  sostenibile, al “saper essere” con riguardo alla dimensione etica della responsabilità individuale e collettiva,  alla “partecipazione” con riferimento alla cittadinanza attiva, al “saper fare” attraverso l’adozione e la gestione  di comportamenti e di stili di vita sostenibili che possano investire l’agricoltura e il turismo sostenibile  (ricerca di una interazione più equa tra industria turistica e comunità) e/o ecologico responsabile (incentrato  sulla valorizzazione e la tutela dell’ambiente naturale e paesaggistico), stimolare le governance locali nella  direzione di scelte incardinate all’interno di una programmazione sul territorio legata alla sostenibilità.” 

Si potrà concludere la serata partecipando alla cena conviviale per la quale è però necessario prenotarsi  rivolgendosi direttamente alla location ove verrà svolto il convegno. (rcs)

CARIATI (CS) – Da Regione 25 mila euro per l’Ambito Sociale Territoriale

Sono 25 mila euro la somma stanziata dalla Regione e destinata all’Ambito Sociale Territoriale di Cariati, comune capofila da destinare alle persone con Disturbi dello Spettro Autistico (Dsa).

L’obiettivo della misura è quello di favorire l’inclusione, la socializzazione ed il miglioramento della qualità della vita delle persone con bisogni speciali e abbattere il costo di frequenza dei servizi per le famiglie a basso reddito.

Lo ha reso noto la sindaca Filomena Greco, esprimendo soddisfazione, insieme all’assessore alle politiche sociali Rosaria Bianco, per questo ulteriore tassello che va ad aggiungersi alla serie di iniziative messe in campo nel sociale dall’Ambito.

Le famiglie potranno candidarsi ad ottenere le risorse per le spese relative ai servizi che applicano metodi educativi/comportamentali riconosciuti dall’Istituto Superiore di Sanità, entro il 20 febbraio. Le spese sono imputabili sia al 2022 che al 2023 per un importo massimo di 5 mila euro annui.

Per richiedere l’accesso al contributo bisogna essere residente in uno dei comuni componenti l’Ambito Territoriale di Cariati (Bocchigliero, Campana, Cariati, Mandatoriccio, Pietrapaola, Scala Coeli, Terravecchia); avere un ISEE (del nucleo familiare) inferiore o pari a 30 mila euro; avere una certificazione di diagnosi di disturbo dello spettro autistico rilasciata da una struttura pubblica.

Nel caso di più persone nello stesso nucleo familiare aventi diritto al contributo, è possibile presentare istanza per ciascuno di essi.

Le domande potranno essere presentate a mano, al protocollo del Comune di Cariati o a mezzo Pec scrivendo al protocollo.cariati@asmepec.it. Modulistica e avviso completo sono disponibili su tutti i siti istituzionale dei comuni dell’ambito. (rcs)

COSENZA – Inaugurata la mostra “Nice Party Nice People”

È stata inaugurata, al Bocs Museum di Cosenza, la personale Nice Party Nice Peole di Luca Sivelli e a cura dei docenti Aba Catanzaro Simona Caramia e Giuseppe Negro.

 L’esposizione, che sarà fruibile dal pubblico fino alla fine del mese di febbraio, è la terza iniziativa promossa dall’Accademia di Belle Arti di Catanzaro in collaborazione con il BoCS Museum di Cosenza, diretto da Marilena Cerzoso, e fa parte della quarta edizione del progetto “Ceilings”.

Al piano superiore del BoCS, quindi, fino a fine mese campeggerà, al centro di una delle sale, un grande acquario che prende vita grazie alle immagini proiettate da uno schermo. Nel video scorrono le immagini girate e montate dall’artista nel suo progetto di “scolarizzazione” dei pesci del suo acquario personale. Sono due i punti di osservazione identificati dall’artista: il primo è frontale rispetto allo schermo e utilizza l’acquario come una lente, il secondo è alle spalle del monitor per guardare il video riflesso nell’acquario avendo quasi la sensazione di guardare un ologramma: «È un’opera da attraversare – ha spiegato l’artista –. È un viaggio lungo un anno cominciato dal bisogno narcisistico di avere un acquario in casa. Osservando il comportamento dei pesci ho cominciato a riscontrare non pochi parallelismi con la nostra società, quindi ho deciso di creare una serie di eventi “in acquario” per i pesci per vedere la loro reazione. Ho creato una serata in discoteca, li ho portati al cinema, in un film di cui erano loro stessi i protagonisti, e ad una mostra fotografica per osservarne le reazioni e le interazioni con la loro immagine. Ho avvertito il loro stato di prigionia e la corrispondenza con alcuni aspetti del nostro vivere quotidiano».

Il sound design che accompagna l’installazione, accentuato da un set up immersivo che circonda l’acquario, è stato pensato e realizzato da Vladimir Costabile: «Quando Luca mi ha sottoposto il video che aveva realizzato – ha detto –, la prima idea è stata quella di vedere l’acquario come un microcosmo e mi sono domandato se fuori da quel microcosmo ci fosse possibilità di vita. Da qui, per andare fuori dal quel microcosmo, ho immaginato l’uso della psichedelia utilizzata assieme al concetto attualissimo di audio spaziale. Il tutto dà vita ad una riflessione: la psichedelia è ancora necessaria per poter evadere dal proprio acquario?».

Nell’audio, poi, sono inseriti alcuni “Easter eggs” come dialoghi e suoni presi da alcuni film famosi: da “Paura e delirio a Las Vegas” alla riedizione di “Nosferatu”, passando per “La grande abbuffata”.

Accanto all’installazione, Sivelli ha aggiunto altri due concept artistici che ampliano l’esperienza del visitatore coinvolgendolo su più livelli. L’artista ha dipinto tre tele a fondo bianco utilizzando i rifiuti organici dei pesci per riprodurre graficamente il pattern delle loro livree, quasi in un’operazione di mimesi, e ha riempito un contenitore con alcune alghe e piante infestanti da acquario disidratate che possono essere manipolate, toccate, “sentite” dal visitatore.

L’esposizione, che rientra a pieno titolo tra le molteplici iniziative fortemente volute dall’Accademia per celebrare i 50 anni di attività che ricorrono proprio nel 2023, è stata inaugurata alla presenza del direttore Virgilio Piccari: «Sivelli dimostra la valenza della ricerca artistica in questo periodo – ha detto –. Sono perciò davvero orgoglioso e felice di essere riuscito a convincerlo a realizzare un progetto come questo in cui dimostra quanto un artista, interrogandosi, trovi sempre nuove dimensioni. L’opera ci ha molto gratificato e soprattutto lo ha fatto la decisione di Sivelli di portare ulteriormente avanti questo progetto». (rcs)

 

Rende ha aderito all’Associazione Sindaci Sud Italia

Il Comune di Rende ha aderito all’Associazione Sindaci Sud Italia.

Lo ha reso noto l’assessora Marta Petrusewicz, spiegando che si tratta di «un’azione coerente e conseguente al ruolo che la città aveva assunto fin dal 2019, collocandosi tra le prime amministrazioni comunali del meridione ad aver aderito alla Rete Sindaci “Recovery Sud” nata dalla volontà, inizialmente, di cinquanta sindaci del Sud d’Italia di unirsi per fare fronte comune in merito alle risorse del Pnrr».

L’Associazione Sindaci Sud Italia rappresenta lo strumento per assicurare livelli di integrazione e coordinamento tra le funzioni che i diversi soggetti firmatari svolgono per garantire e organizzare una risposta istituzionale alla grave crisi di rappresentanza del Sud d’Italia e un effettivo perseguimento delle politiche e strategie programmatiche per utilizzare efficacemente le risorse finanziarie derivanti dal “Quadro Finanziario Pluriennale 2021-2027” dell’Unione Europea e dagli strumenti ad esso connessi quali “Next Generation EU” e le tre reti di sicurezza di prestiti, dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) dell’Italia e dal Piano Sud 2030, nonché da tutti gli eventuali altri strumenti finanziari posti in essere dall’Ue, dallo Stato e dalle Regioni, riconoscendosi parte integrante di un percorso di progressiva condivisione dei rischi per investimenti volti ad affrontare priorità comuni, a recuperare capacità produttiva, a migliorare le infrastutture materiali e immateriali, ad affrontare la transizione energetica e digitale per uno sviluppo sostenibile, per la riduzione dei divari e delle diseguaglianze.

Petrusewicz ha, poi, voluto soffermarsi sulla stringente necessità di fare rete tra enti in un momento storico delicato in cui far sentire forte il dissenso nei confronti di una riforma sulla autonomia differenziata che potrà solo peggiorare le diseguaglianze che condannano da decenni il meridione: 1l’azione congiunta delle municipalità meridionali è diventata ancora più urgente e doverosa in questi giorni, dopo che il Consiglio dei Ministri ha dato via libera al disegno di legge sull’Autonomia Differenziata, decisione che non possiamo che definire vergognosa».

«Il DdL “Autonomia”, trasferendo alle regioni le funzioni finora rimaste in capo allo Stato, sancisce di fatto e de jure, lo smantellamento della sanità pubblica, dell’istruzione pubblica, delle infrastrutture pubbliche. Per le regioni meridionali, ciò segnerà l’aumento di divari storici, per l’Italia – la fine della storia unitaria durata 160 anni. È il ritorno, assunto agli onori della legge, della visione secessionista della Padania, il trionfo dell’egoismo regionalista della peggior specie». (rcs)

COSENZA – Mercoledì il libro “Operazione Requiem”

Mercoledì pomeriggio, a Cosenza, alle 18.30, nella Sala Telesio dell’Hotel Royal, si presenta il libro “Operazione Requiem” di Rocco Giuseppe Greco.

L’evento rientra nell’ambito della rassegna “Cosenza che ama leggere e ascoltare buona musica”, promossa dall’Universias Vivariensis e altre associazioni.

Partecipano l’autore, l’editore Demetrio Guzzardi, e alcuni personaggi che aiuteranno a entrare in questo romanzo che vede protagonista “il commissario Rosita Puntillo e la lotta alla ‘ndrangheta nel Cosentino”.

Anche questa volta gli spazi musicali sono affidati all’Accademia musicale della Calabria “F.S. Salfi”; gli allievi della classe di flauto del maestro Eugenio Termine, Ilenia Nudo, Ludovica Sposato e Giovanni Cimino, aiuteranno i presenti a creare un clima di ascolto di un’opera letteraria di fantasia, ma ambientato in luoghi cosentini, seguendo il criterio della verosimiglianza. Il testo è la storia del commissario di pubblica sicurezza Rosita Puntillo, un poliziotto a cui piacciono più i funerali che i matrimoni. Il racconto sfoglia i vissuti di ordinaria quotidianità di una donna commissario, intrecciati al suo desiderio di quiete, che cerca ovunque e si ritrova a scandagliare principalmente due piste. In una fa da sentinella la morte, con tutto il suo armamentario di riti funebri, domande di senso, misteri. 

Nell’altra la fa da padrona la criminalità organizzata. Riesce a sgomberare il campo occupato dalla ‘ndrangheta, ma sulla pista, dove gravita la morte, per i troppi lati d’ombra, sbanda, entra in crisi e si arrende. 

La morte non si lascia arrestare. E del resto, come si può solo pensare di indagare la morte? Quando si indaga la morte uscirne vivi è davvero complesso. (rcs)

COSENZA – Al Museo dei Brettii e degli Enotri la mostra “Auschwitz, la memoria rende liberi”

Domani pomeriggio, a Cosenza, alle 17, al Museo dei Brettii e degli Enotri s’inaugura la mostra Auschwitz, la memoria rende liberi della fotografa Debora Cartisano.

La mostra, insieme alla collettiva “Gli artisti calabresi per la Shoah”, sarà visitabile fino al 27 febbraio secondo gli orari del Museo. L’evento rientra nell’ambito del calendario del Mese della Memoria, promosso dall’Amministrazione comunale per mantenere sempre vivo il ricordo della Shoah e desta l’attenzione, a futura memoria, su ogni forma di discriminazione, da quelle storiche a quelle ancora presenti in epoca moderna a causa dei regimi totalitari. (rcs)

COSENZA – Il mese delle memoria al Museo dei Bretti e degli Enotri

Proseguono le iniziative della seconda edizione del “Mese della memoria”, il programma di attività promosso dall’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Franz Caruso e frutto del coordinamento e della sinergia tra l’Assessore alla cultura della memoria democratica e della Legalità, Veronica Buffone, la consigliera delegata del Sindaco alla Cultura, Antonietta Cozza, e la Direttrice del Museo dei Brettii e degli Enotri, Marilena Cerzoso. Un programma che nei giorni scorsi è stato attenzionato anche dal Ministero della Cultura che ha pubblicato sul proprio sito il calendario con gli appuntamenti di Cosenza.

Tra gli appuntamenti più significativi del mese di febbraio, da segnalare domani la mostra fotografica “Auschwitz, la memoria rende liberi” della fotografa Deborah Cartisano, figlia di Lollò Cartisano, il fotografo sequestrato e ucciso dalla ‘ndrangheta agli inizi degli anni novanta. La mostra sarà inaugurata martedì 7 febbraio, alle ore 17,00, al Museo dei Brettii e degli Enotri, alla presenza della stessa curatrice, coordinatrice di “Libera” per la Locride.

Il reportage “Auschwitz, la memoria rende liberi” è stato realizzato da Deborah Cartisano durante un viaggio in Polonia. Le foto raccontano le intense emozioni provate durante la visita al Campo di sterminio di Auschwitz, dalle quali scaturisce il forte desiderio di contribuire alla memoria di quei tragici eventi, affinché non si ripetano più. Partendo dall’autoritratto di una giovane donna esposto nel Museo del Campo, ritrovato tra gli effetti personali degli internati, Deborah Cartisano ha pensato al racconto visivo di Auschwitz attraverso gli occhi di una prigioniera, vivendo la drammatica quotidianità di chi ha patito quella reclusione.

«Questo per me – spiega la fotografa nelle note che illustrano la mostra – è stato a volte insopportabile, ma la fotografia è stata come un filtro che mi ha protetto da queste emozioni, permettendomi di elaborarle in un secondo momento». Deborah Cartisano fotografa il silenzio di Auschwitz, un silenzio puro, reso visivamente dalla coltre di neve che ricopre tutto, ovatta il dolore, rappresentando una pausa da tutta la sofferenza provata. Ma la neve-silenzio chiede anche rispetto per questo dolore: di fronte ad esso bisogna saper dosare le parole. O semplicemente sapersi inchinare. (rcs)