Università Svelate, gli appuntamenti all’Unical, Mediterranea e Magna Graecia

Domani si svolge la seconda edizione di Università Svelate, la Giornata Nazionale delle Università, istituita dalla Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (Crui) e patrocinata dal Ministero dell’Università e della Ricerca. L’Università della Calabria, l’Università Mediterranea di Reggio e l’Università Magna Graecia di Catanzaro hanno aderito alla Giornata, con diversi appuntamenti.

L’edizione 2025, infatti, pone particolare attenzione allo scambio di saperi ed esperienze tra atenei e territori: per questo motivo, la giornata è promossa anche in collaborazione con l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci).

All’Unical, a partire dalla mattina, seminari e incontri aperti al pubblico animeranno il Campus, coinvolgendo scuole, istituzioni e cittadini in un dialogo attivo sul ruolo delle università nella crescita culturale, sociale ed economica del Paese.

«La nostra missione – ha dichiarato il Rettore Nicola Leone – non si esaurisce nella didattica e nella ricerca, ma si estende alla valorizzazione e condivisione del sapere con la società ed il territorio,  promuovendo la conoscenza come strumento di crescita e coesione. “Università Svelate” è un’espressione concreta di questo impegno: un’opportunità per aprire le porte del nostro Campus, rafforzando il legame con il tessuto sociale e produttivo, promuovendo la cultura come leva di innovazione e sviluppo».

Sono quattro gli eventi in programma all’Unical: alle 9, in Aula Magna, si terrà il seminario “Giovani, scienza e società”, che vedrà la partecipazione di numerosi istituti scolastici. Nella Sala mostre del Centro congressi, invece, sarà possibile fruire del workshop “Scienza per il territorio”. Alle 9.30, presso la Scuola superiore di Scienze delle amministrazioni pubbliche del dipartimento di Scienze politiche e sociali (Dispes), si terrà la tavola rotonda su “Innovazione e cambiamento organizzativo nella Pubblica amministrazione”, con la partecipazione di sindaci del territorio, organizzazioni sindacali, e rappresentanti di Camera di commercio, Inps e Agenzia delle entrate. Alle 15, nell’Aula multimediale del Cubo 20b, si svolgerà l’iniziativa “We say stop. Riflessioni per contrastare la violenza contro le donne”.

L’Umg propone, invece,  diverse iniziative di confronto attraverso le quali si intende svelare il ruolo dell’ateneo nel territorio di riferimento e in collaborazione con lo stesso con un incontro con la cittadinanza, le famiglie e i futuri studenti ed eventi aperti al pubblico organizzati con l’obiettivo di offrire un’opportunità unica di partecipazione.
La prima iniziativa dal titolo ‘Oggi porta un amico all’UMG’ è in programma alle 9 in Auditorium, e avrà come tema l’Università Magna Graecia per il territorio; il secondo, in programma sempre il 20 marzo, alle 15 nella Sala Concerti del Comune di Catanzaro svela il valore e l’importanza di ricerche scientifiche e di progetti in corso all’Umg di Catanzaro sull’invecchiamento della popolazione e ha come titolo ‘Buone abitudini, prevenzione e sicurezza a supporto della longevità’.

Alla Mediterranea, nell’Aula Magna Quistelli dalle 9 alle 12 si celebra la “Giornata Nazionale delle Università”, che quest’anno avrà come tema il rapporto fra l’Università e il territorio più prossimo, ovvero la città, l’idea è che anche “Università svelate 2025” rappresenti un momento per incontrare le famiglie e gli studenti.

In occasione dell’evento, si svolgerà il convegno “La formazione come strumento di contrasto alle vulnerabilità delle ragazze e dei ragazzi” che vedrà tra gli altri la partecipazione del Procuratore del Tribunale dei Minori Dott. Roberto P. Di Palma, dell’Avv. Giuseppe Falcomatà Sindaco della Città di Reggio Calabria, del Dott. Antonio Marziale Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Calabria, i lavori avranno inizio con l’ introduzione di Giuseppe Zimbalatti Rettore dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria. (rrc)

A Firenze si è parlato di Dante e di Cosenza

Il 12 marzo, a Firenze, presso il Gabinetto Vieusseux, si è parlato di Dante ma anche di Cosenza: il presidente dell’Accademia Cosentina e della Biblioteca Civica di Cosenza, professore Antonio d’Elia, ha svolto una Lectio Magistralis sulla mariologia dantesca. La Vergine Maria cuore pulsante del rinnovamento del Pellegrino-Poeta.

Non solo di Dante si è parlato al Gabinetto Scientifico-letterario Vieusseux, ma anche di Parrasio e Telesio, di San Francesco di Paola, di Campanella, di Alvaro, di Seminara e di tutti i grandi spiriti profetici della Calabria: unitamente a Dante, il centro della Lectio di Antonio d’Elia è stato Gioacchino da Fiore. Firenze ha risposto con grande moto dialogizzante e profonda attenzione, rispetto e passione: sì, passione, per quanto Cosenza ha narrato della sua storia e di Dante nella città del Padre della lingua italiana.

Un grande onore e un grande privilegio. Il quel luogo frequentato da Leopardi, Manzoni, Montale, Dostoevskij, solo per citare alcuni nomi, si è parlato anche della grande e amata Biblioteca Civica, figlia dell’inclita Accademia Cosentina: del suo rilancio ad un alto livello.

Il presidente della Biblioteca Civica e dell’Accademia Cosentina ha parlato, in quanto dantista, di Cosenza e di Dante: di Cosenza e della Sua Bibliotecaria di quasi 7 kilometri lineari di Testi rari e pregiati.

Per tramite del presidente d’Elia la Biblioteca Civica e l’Accademia nel segno di Dante e di Telesio e Parrasio hanno anche casa presso l’Arno: da qui un ulteriore passato per riqualificare a livello nazionale la Biblioteca Civica, la cui unica voce, quella cioè dei cosentini, è oltremodo combattiva per tramite della sua Accademia affinché la Civica riapra e ritorni a fornire il servizio di conoscenza che l’Accademia le ha conferito partorendola e governandola. (rrm)

L’OPINIONE / Giuseppe Romeo: Il riscatto di una terra non corre da promozioni di facciata

di GIUSEPPE ROMEO – Reggio Calabria non ce l’ha fatta a essere prescelta capitale della Cultura. È ovvio che dispiace come è giusto che sia per ogni calabrese. Ma è anche vero che il Friuli in silenzio è senza superbia esprime capacità e qualità che non sono vantate ma sono un fatto.

Ci manca l’umiltà di guardare alle nostre debolezze perché preferiamo credere di essere gli unici depositati di eccellenze o custodi di storia e di storie superiori ad altri luoghi e comunità. Ma così non è. Non bastano i Bronzi (peraltro statue ritrovate ma che non hanno alcun legame con la Calabria in termini di manufatti propri) per accreditare un luogo ne un bel lungomare come se la Promenade des Anglais o altri altrove non siano degni di lode. Credere che la Storia possa negare a luoghi come Aquileia (grande città romana dell’ultimo impero) Grado, Trieste e Nova Gorica o Udine e Pordenone una dignità propria è presunzione. Il riscatto di una terra non corre da promozioni di facciata, ma dall’intima connessione di un popolo con la sua storia e il suo vissuto quotidiano. Ciò è il carburante della C…ultura e non l’estemporaneità di un possibile vanto.

Leggere i commenti contro Pordenone Capitale della Cultura da parte di gruppi calabresi sui social e di corregionali che si sentono defraudati per la mancata nomina di Reggio Calabria e per i quali la differenza l’ha fatta, verosimilmente per alcuni, l’appartenenza del sindaco di Pordenone a un partito diverso da quello del sindaco di Reggio Calabria, mi sa molto di discrimine strumentale.

Ricordo che a fronte di altre candidature per Capitale del Libro mi sembra che, adottando lo stesso ragionamento, la scelta di Taurianova caduta su un sindaco espressione della maggioranza al governo doveva essere contestata dalle altre città con gli stessi argomenti… In verità noto un inaccettabile discrimine nei confronti di Pordenone da parte di chi non considera la città friulana per la cultura con la sua sensibilità verso i libri con eventi da anni dedicati, oltre a essere sede di una delle più prestigiose scuole italiane di Mba come Trieste.

Leggo commenti discriminatori che non considerano l’ordine, l’offerta come ospitalità e i dintorni di una terra, il Friuli, che dalla romanità alla Grande Guerra alla tristezza dell’esodo giuliano-dalmata ha dimostrato di avere una dignità da cui dovremmo imparare… Reggio è una gran bella città solo se misurata nel suo chilometro e se guardi verso il mare. L’importante è non guardare altrove. Se fossimo più umili e cercassimo di comprendere e condividere forse avremmo migliore sorte. Buttarla sul partito del sindaco è di una superficialità disarmante. Da calabrese vorrei una Reggio culturalmente che desse peso ai libri come fa Pordenone da anni con un evento conosciuto in tutta Italia che avesse una Università con l’offerta didattica di Trieste, che avesse una cura, anche fisica, del passato come la romanità di Aquileia, il ricordo e la dignità di sentirsi italiani come Gorizia. Umiltà e onore a Pordenone… E se fossimo solidali sarebbe già molto per provare noi a essere diversi e meno autocelebrativi.

Il riscatto di una terra non corre da promozioni di facciata, ma dall’intima connessione di un popolo con la sua storia e il suo vissuto quotidiano… (gr)

L’OPINIONE / Rocco Romeo: Il record della Calabria nelle ingiuste detenzioni

di ROCCO ROMEO – Lo sciopero recente dei magistrati contro la separazione delle carriere tra pubblici ministeri e giudici requirenti ha riacceso il dibattito sulla giustizia italiana. Nonostante la magistratura sia un ordine dello Stato protetto dalla Costituzione, la protesta ha visto un’adesione significativa, basandosi su un principio cardine del sistema attuale: l’unità della magistratura e la conseguente appartenenza di giudici e pm allo stesso ordine.

Uno degli slogan più usati dai magistrati in difesa dell’attuale assetto si rifà a una celebre frase dell’avvocato Franco Coppi«Non ho mai perso un processo a causa della comune appartenenza di giudice e pm allo stesso ordine». Una dichiarazione autorevole, certo, ma che non esaurisce il tema delle criticità legate alla commistione tra funzioni requirenti e giudicanti.

I numeri delle ingiuste detenzioni: un problema strutturale

Secondo un’analisi pubblicata dal Foglio, dal 2018 al 2024 lo Stato italiano ha dovuto sborsare 220 milioni di euro in risarcimenti per ingiusta detenzione. Si tratta di somme versate nei confronti di cittadini che, arrestati o sottoposti a misure cautelari, sono stati successivamente prosciolti o assolti dalle accuse. L’errore giudiziario è una componente inevitabile di qualsiasi sistema, ma la dimensione di questi numeri solleva interrogativi sulla gestione della custodia cautelare.

A destare particolare attenzione è il caso della Calabria: ben 78 milioni di euro, pari al 35% dell’intera cifra versata dallo Stato, sono stati destinati a risarcimenti in questa regione. Un dato impressionante se si considera che la Calabria conta appena 1,8 milioni di abitanti. Anche nel 2024 il trend si conferma: su 26,9 milioni complessivi di risarcimenti, 8,8 milioni (33%) sono stati erogati per detenuti ingiustamente incarcerati in Calabria.

Il legame tra ingiuste detenzioni e la gestione della giustizia

Molti degli errori giudiziari si concentrano su maxi-inchieste che hanno coinvolto centinaia di arresti. Tra i casi più eclatanti vi è quello che ha visto coinvolto l’ex presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, accusato di corruzione e abuso d’ufficio. Dopo un iter giudiziario travagliato, Oliverio è stato assolto con un giudizio che ha definito l’accusa come «evidente pregiudizio accusatorio». Tuttavia, il danno era ormai fatto: l’accusa aveva già messo fine alla sua carriera politica.

Un altro dato significativo riguarda la figura del procuratore Nicola Gratteri, che prima di guidare la procura di Napoli è stato a capo di quella di Reggio Calabria e di Catanzaro dal 2016 al 2023. Molti dei procedimenti che hanno portato a risarcimenti per ingiusta detenzione derivano proprio da indagini avviate sotto la sua direzione.

La separazione delle carriere: una soluzione possibile?

Il numero elevato di risarcimenti per errori giudiziari sembra rafforzare le argomentazioni di chi sostiene la necessità di una netta separazione tra la carriera del pubblico ministero e quella del giudice. Attualmente, il pm e il giudice fanno parte dello stesso ordine, vengono valutati dallo stesso organo (il Csm) e spesso appartengono alle stesse correnti. Questo potrebbe incidere sulla reale terzietà del giudice, soprattutto in quei casi in cui il peso mediatico dell’inchiesta spinge verso una decisione cautelare a favore dell’accusa.

L’introduzione della separazione delle carriere renderebbe il giudice un soggetto realmente terzo tra accusa e difesa, eliminando il rischio che il magistrato giudicante sia influenzato dal suo stesso percorso professionale o dalle dinamiche interne alla magistratura.

Conclusione

I dati sulle ingiuste detenzioni in Calabria rappresentano un campanello d’allarme che non può essere ignorato. Se da un lato l’errore giudiziario è inevitabile, dall’altro la concentrazione di tali errori in alcune aree e in determinati contesti giudiziari solleva dubbi sulla gestione della giustizia e sulla necessità di riforme strutturali. La separazione delle carriere potrebbe essere una delle risposte a questa problematica, garantendo un sistema giudiziario più equilibrato, in cui la tutela dei diritti fondamentali e la presunzione di innocenza siano sempre al centro dell’azione giudiziaria. (rr)

Crisi del Bergamotto, l’assessore Gallo: Situazione preoccupante

Si è parlato della crisi del Bergamotto di Reggio Calabria nel corso del tavolo tecnico tra l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, il direttore generale del dipartimento Agricoltura, Giuseppe Iiritano, e i rappresentanti regionali della Copagri, Confederazione produttori agricoli, unitamente ad una rappresentanza di coltivatori, svoltosi in Cittadella regionale.

A causa della sospensione delle attività da parte delle industrie estrattive, infatti, più del 50% dei frutti rimane invenduto sugli alberi. La mancata raccolta e commercializzazione, oltre a mettere in crisi le aziende, rischia di pregiudicare anche la futura produzione.

Dal presidente regionale Francesco Macrì, e dai vertici reggini del Copagri, Lentini e Arone, sono emerse diverse proposte: su tutte la necessità del ritiro presso le OP del prodotto per l’estrazione del succo, oppure – una strada più difficile, ma comunque perseguibile – la stipula di una convenzione con le industrie della trasformazione per l’estrazione e la conservazione dell’essenza.

«Riteniamo che la situazione venutasi a creare sia preoccupante, perché mette in crisi l’intero settore, oltre che svalutare un frutto prezioso e unico della nostra terra», ha commentato a margine l’assessore Gallo, aggiungendo come «assicuriamo ai produttori tutto il supporto della Regione per individuare soluzione concrete».

«Con gli uffici regionali – ha concluso – stiamo valutando le possibili strade da attuare nell’immediato, per garantire la massima raccolta e il conferimento del frutto al Consorzio. Saremo al fianco dei produttori e aperti a qualsiasi confronto, anche a livello nazionale, per superare il momento di crisi». (rcz)

Occhiuto visita sedi Konecta Rende e Crotone

Il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, ha visitato le sedi di Rende e Crotone della società Konecta che, attraverso il progetto di dematerializzazione delle cartelle cliniche, ideato dalla Regione Calabria, ha potuto assorbire i lavoratori dell’ex Abramo Customer Care.

Attualmente i neo assunti sono in fase di formazione ed attendono di iniziare l’attività per Konecta, che prevede già entro il primo anno di riuscire a digitalizzate 1 milione e 300 mila cartelle.

La vertenza Abramo Customer Care, che coinvolgeva circa 1000 lavoratori a rischio licenziamento, si è chiusa positivamente dopo un percorso lungo e complesso, frutto di tanto impegno e del grande lavoro di squadra che la Regione ha saputo mettere in campo, grazie anche alla sinergia preziosa con il governo e con tutte le organizzazioni sindacali.

Un accordo che ha permesso il passaggio dei lavoratori alla società Konecta, garantendo la piena continuità occupazionale e il mantenimento delle condizioni contrattuali.

In questo progetto la Regione Calabria ha investito 15 milioni di euro, ai quali si aggiungono 5 milioni messi dal governo nazionale per dematerializzare le nostre cartelle sanitarie.

«Sono felice, sono molto soddisfatto di come si sia conclusa questa delicatissima vertenza – ha dichiarato il presidente Occhiuto – che metteva a rischio circa 1000 posti di lavoro in Calabria. Si garantisce il diritto al lavoro a donne e uomini, e la serenità alle loro famiglie».

«Abbiamo ideato – ha proseguito – un modello innovativo, qualcuno i primi mesi mi definiva un visionario, per la riconversione e il reinserimento nel mercato dei lavoratori dei call center, un modello al quale adesso altri territori guardano con interesse».

«La Regione, in questa difficile e cruciale partita – ha sottolineato – non si è mai tirata indietro con tutte le sue articolazioni e ha potuto raggiungere questo importante risultato con il supporto del governo e delle organizzazioni sindacali».

«Per questo – ha aggiunto –desidero ringraziare ancora una volta il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, il capo di gabinetto di Palazzo Chigi, Gaetano Caputi, il sottosegretario di Stato con delega all’Innovazione, Alessio Butti, le strutture del ministro Adolfo Urso, Francesco Soro, ad dell’Istituto Poligrafico dello Stato, Pietro Labriola, ad di Tim, e Angelo Borrelli, capo del Dipartimento per la trasformazione digitale».

«Ringrazio, anche – ha proseguito – i vari soggetti istituzionali che hanno partecipato insieme a me a tutti i tavoli: il mio vicepresidente Filippo Pietropaolo che ha lavorato insieme al suo direttore generale, Tommaso Calabrò, alla convenzione del progetto della dematerializzazione con l’Istituto Poligrafico dello Stato, l’assessore al Lavoro, Giovanni Calabrese, che insieme al suo Dipartimento e ai direttori generali, Fortunato Varone e Maurizio Nicolai, ha prodotto diversi bandi a sportello propedeutici a questa soluzione, i miei preziosi consulenti Ettore Figliolia e Alessandro Ruben, che hanno seguito passaggi chiave di questa vicenda».

«Ringrazio, infine – ha concluso – Andrea Lubian, direttore generale Konecta Group, che ha creduto in questo progetto e che ha garantito – facendo un ulteriore sforzo organizzativo – che entro qualche settimana anche gli ex lavoratori a progetto di Abramo saranno assunti e faranno dunque parte della loro squadra». (rcz)

Smartwings lancia nuovo collegamento Lamezia-Praga per l’estate

Dal 30 maggio sarà attivo un nuovo servizio di linea giornaliero che collegherà Lamezia Terme (SUF) e Praga (PRG) per la stagione estiva 2025, grazie alla Compagnia Smartwings.

«Siamo entusiasti di collegare Lamezia Terme con Praga con voli diretti. Praga, la capitale della Repubblica Ceca, è considerata una delle città più belle d’Europa, offrendo esperienze straordinarie agli amanti della storia e della cultura. Smartwings proporrà tariffe vantaggiose, grazie ad aeromobili moderni, con un maggiore comfort e un’esperienza di volo superiore», ha dichiarato Michal Vana, direttore Commerciale di Smartwings.

«L’avvio di questo nuovo collegamento giornaliero tra Lamezia Terme e Praga rappresenta un traguardo significativo per il potenziamento della connettività internazionale della Calabria. Siamo lieti di rafforzare la nostra collaborazione con Smartwings, un vettore ben consolidato nel mercato europeo, per offrire ai passeggeri un collegamento diretto e conveniente con una delle capitali più affascinanti d’Europa. Questa nuova rotta non solo favorirà il turismo, ma promuoverà anche nuove opportunità di scambio culturale ed economico», ha affermato Marco Franchini, Amministratore Unico di Sacal SpA.

Fondata nel 1997 e con sede a Praga, Smartwings opera voli di linea e charter verso oltre 80 destinazioni in Europa, Asia e Africa. Lo scorso anno, il gruppo Smartwings ha trasportato 8,3 milioni di passeggeri, con un incremento del 20,1% rispetto all’anno precedente. Complessivamente, la compagnia ha operato 53.338 voli nel 2024, servendo 318 aeroporti in tutto il mondo.

Negli anni, la compagnia ha operato con successo voli charter tra Lamezia Terme e Praga, dimostrando l’elevata domanda per questa tratta. Forte di questi risultati, Smartwings ha deciso di trasformare il collegamento in un servizio di linea giornaliero, offrendo ai viaggiatori maggiore comodità e accessibilità.

Inoltre, per l’estate 2025, Smartwings opererà diversi voli charter tra Lamezia Terme e le principali città ceche, tra cui Brno, Pardubice e Ostrava, migliorando ulteriormente la connettività tra la Calabria e la Repubblica Ceca.

 I voli saranno operati con i moderni Airbus A220 e Boeing 737-800 (189 posti).

Questa nuova rotta stimolerà il turismo, il commercio e lo scambio culturale tra le due destinazioni, rendendo i viaggi tra il Sud Italia e l’Europa centrale più facili e accessibili.

I biglietti per la tratta Lamezia Terme–Praga sono già disponibili per la prenotazione sul sito web di Smartwings. (rcz)

Domenico Naccari e Arcangelo Badolati soci onorari della Società Operaia di Mutuo Soccorso di Palmi

Domenico Naccari, Console Onorario del Regno del Marocco, e il giornalista Arcangelo Badolati, sono soci onorari della Società Operaia di Mutuo Soccorso di Palmi.

Un riconoscimento che è stato conferito nel corso di un convegno introdotto dall’ avv. Luigi Cardone, il quale ha evidenziato che il prestigioso sodalizio il prossimo anno compirà 150 anni, e ha ricordato la figura di Francesco Isola che, proprietario del terreno ove oggi sorge la sede, ha fortemente voluto la costruzione dell’edificio. Ha moderato l’avvocato Giuseppe Saletta.

Ha portato i saluti il presidente Salvatore Saffioti, il quale ha rammentato che, oggi, la Società operaia si compone di 280 soci ed annovera al suo interno come soci onorari prestigiose figure della storia e della cultura palmese: il filosofo Domenico Antonio Cardone, gli scrittori Leonida Repaci e Luigi Parpagliolo,  il musicista Francesco Cilea, per citarne alcuni.

Nel corso del suo intervento, l’avv. Luigi Inturri ha ripercorso le tappe dell’ associazione, nata per migliorare le condizioni delle masse operaie e degli artigiani in un’epoca storica in cui i soci avevano difficoltà anche a pagare la quota sociale, è diventata nel corso degli anni punto di riferimento per la crescita culturale di Palmi e dei suoi figli più illustri rendendo note le motivazioni dei due riconoscimenti.

Più in particolare, al console Naccari con le seguenti motivazioni: «Avvocato patrocinante in Cassazione, già Consigliere Comunale di Roma, si è sempre distinto per il suo attaccamento alla Città di Palmi ed alla Calabria, realizzando eventi culturali tendenti a valorizzare i talenti ed i valori della propria regione. Grazie a lui è stata organizzata una visita in Campidoglio di questo sodalizio. Oggi, come Console Onorario del Regno del Marocco, si sta prodigando per tutelare i cittadini marocchini in Calabria e per creare collegamenti culturali sociali ed economici tra la Calabria ed il Marocco».

Ad Arcangelo Badolati. «giornalista di livello, oggi caposervizio del quotidiano “Gazzetta del Sud”, è autore di numerosi libri sul fenomeno delle criminalità organizzata in Calabria, da sempre legato visceralmente alla sua Palmi si è sempre speso per  “celebrare” le personalità la storia, l’arte e la cultura palmese con eventi che hanno visto la presenza di numerose autorità di fama nazionale»

I due premiati nel ringraziare per il prestigioso riconoscimento, hanno menzionato i tempi in cui esistevano i “signori” ed i “poveri”, non c’era la sanità pubblica e sodalizi come la società operaia erano fondamentali punti di riferimento per le classi meno abbienti.

L’incontro si è concluso con l’ impegno dei partecipanti di lavorare insieme per realizzare un importante evento nel prossimo anno per celebrare i 150 anni di storia del sodalizio.

Coldiretti Calabria alla mobilitazione di Parma

Ci saranno anche gli agricoltori di Coldiretti Calabria alla mobilitazione in programma domani mattina a Parma, per un’Europa più coraggiosa e a difesa del Made in Italy.

Assieme al presidente nazionale Ettore Prandini e al segretario generale Vincenzo Gesmundo, in piazza ci saranno, anche, i dirigenti provinciali e regionali e altre decine di migliaia provenienti da tutte le regioni d’Italia.

«Metteremo in evidenza  – ha dichiarato Franco Aceto, Presidente di Coldiretti Calabria – i limiti, le carenze, i ritardi, spesso la mancanza di coraggio, ma in nessun momento vogliamo che se ne metta in discussione l’esistenza».

«Non consentiamo che ciò vada perduto. Vogliamo un’Europa più forte e coraggiosa – ha concluso – che sappia dare risposte per la difesa del reddito degli agricoltori e per la tutela della salute dei cittadini e dei suoi popoli».

Quella di Parma, infatti, non è una scelta casuale: questa città rappresenta la nostra distintività, quella Food Valley nazionale che tutto il mondo ci invidia e dove vengono prodotte tante eccellenze. Parma è anche la sede dell’EFSA, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, che dovrà valutare le richieste di autorizzazione dei cibi cellulari fatti in laboratorio; il corteo raggiungerà proprio la sede  dell’Efsa.

Nel dibattito sui cibi creati in laboratorio, Coldiretti, da sempre impegnata nella trasparenza, nella qualità e nella sicurezza alimentare, non si oppone al progresso, ma chiede maggiore rigore scientifico nella valutazione dei nuovi alimenti per tutelare la salute dei cittadini, in linea con un approccio responsabile e coerente con i valori europei.

La comunità scientifica sul tema è concorde nel segnalare i rischi legati ai cibi ultraformulati, considerati l’anticamera dei cibi creati in laboratorio e sollecita ulteriori approfondimenti su sicurezza, valore nutrizionale e impatto sulla salute a lungo termine, ribadendo la necessità di procedere con prudenza.

Per l’occasione, Coldiretti ha anche lanciato la campagna digitale #facciamoluce, per informare i consumatori sui potenziali rischi di questi prodotti e promuovere un’alimentazione consapevole, radicata nella tradizione agricola italiana.

Attraverso sticker simbolici a forma di lampadina e contenuti mirati, l’iniziativa invita a riflettere su ciò che arriva sulle nostre tavole e a dare voce ai dubbi sollevati dalla comunità scientifica. Stiamo a fianco delle Istituzioni Europee, pur consapevoli che talora sono inadeguate-commenta Coldiretti.

L’Italia e non solo l’Italia, ha bisogno dell’Europa “come il pane”. (rrm)

In Regione riunito tavolo tecnico su dipendenze patologiche

Si è svolto, in Cittadella regionale, un nuovo tavolo tecnico per contrastare le dipendenze patologiche.

L’incontro fa seguito alla prima delle riunioni previste dal Tavolo Tecnico nato su impulso del Presidente Occhiuto per portare avanti nuove progettualità e servizi alla persona per contrastare la diffusione delle dipendenze da sostanze d’abuso legali e illegali e comportamentali, in special modo tra i giovani.

Presenti la Presidente della terza Commissione sanità del Consiglio Regionale, Pasqualina Straface, delegata dal Presidente Occhiuto alle dipendenze patologiche, il dirigente del settore salute mentale e dipendenze Francesco Lucia ed i rappresentanti delle comunità terapeutiche del Crea Calabria.

Nel corso del tavolo si è discusso di mettere in campo nuovi servizi territoriali, sperimentali, innovativi e di prossimità, che siano maggiormente fruibili e in grado di rispondere ai nuovi bisogni di aiuto che provengono dalla popolazione giovanile. L’obiettivo è quello di favorire un precoce aggancio di giovani coinvolti nella dipendenza, soprattutto nella fase di esordio al fine di scongiurare ogni rischio di cronicizzazione.

Aumentare il budget alle comunità terapeutiche da parte delle Asp per rafforzare l’azione di questi presidi di cura, riabilitazione e reinserimento sociale dei tossicodipendenti. Avviare la realizzazione dei servizi specialistici per la comorbilità psichiatrica e le alcol-dipendenze per colmare le attuali carenze. Proseguire con i progetti di contrasto al Gioco d’Azzardo Patologico attraverso gli interventi di prevenzione e trattamento delle persone già coinvolte dalla dipendenza che vengono portati avanti in stretta collaborazione tra i SerD e le comunità terapeutiche.

«In particolare – ha sottolineato la Straface, dicendosi molto soddisfatta di questo costante e organico lavoro che si sta portando avanti in Calabria e che pone questa regione al passo con altre regioni nel contrasto alle droghe e le altre dipendenze – per quanto riguarda la messa a disposizione delle risorse, il Presidente Occhiuto in ragione dell’opera svolta dalle comunità ha assunto l’impegno di una revisione dei budget e delle tariffe». (rcz)