ISOLA CAPO RIZZUTO (KR) – L’iniziativa “Domenica della riconoscenza”

S’intitola Domenica della riconoscenza l’iniziativa del parrucchiere di Isola Capo Rizzuto, Giuseppe Demeco che, ha ospitato nel suo salone operatori sanitari, carabinieri e volontari del Coc per un taglio gratuito.

Una iniziativa che è «una vetrina importante per il territorio, un riscatto meritato dopo anni di buio che ci hanno visto troppo spesso protagonisti in negativo sulle reti nazionali, con etichette che mai ci sono appartenute», si legge in una nota dell’Amministrazione comunale di Isola Capo Rizzuto, che ha attirato l’interesse della Rai per la trasmissione I fatti vostri di Giancarlo Magalli: le telecamere della trasmissione, infatti, oggi saranno in città dove in Piazza del Popolo verrà allestito una sorte di salone all’aperto con la famiglia Demeco protagonista, una sorta di replica della Domenica della Riconoscenza.

«Alle 11.15 circa – si legge in una nota dell’Amministrazione – dovrebbe avvenire il collegamento in diretta con l’inviato Massimo Proietto, altro orgoglio della nostra terra, che farà da tramite con la famosa “Piazza” italiana, situata nello studio 3 del centro di produzione Rai di via Teulada».  (rkr)

CROTONE – Sono nati 4 piccoli dell’ormai rara “Cicogna bianca”

Negli ultimi giorni, sulle rive del fiume Neto a Crotone, sono nati quattro piccoli della rara cicogna bianca. L’evento è stato immortalato dall’ornitologo crotonese Giuliano Monterosso che, ormai da sette anni, monitora in qualità di responsabile dei nidi le 5 piattaforme installate nella Valle del Neto dalla Lipu-Rende nell’ambito del progetto “Cicogna bianca Calabria”.

Il programma era stato avviato già nel 2003 proprio per favorire il ritorno e la nidificazione della specie, assente dal nostro Paese dal XVI secolo. Offrire un “nido” per le cicogne è prassi già in uso in alcuni Stati del nord Europa. Da qui l’idea di importare questo metodo anche in Calabria soprattutto su impulso di Roberto Santopaolo che è il responsabile Lipu per la provincia di Cosenza e a capo del progetto Cicogna bianca Calabria.

«Si tratta di particolari nidi artificiali – ha spiegato l’ornitologo cosentino – sono piattaforme circolari in legno (diametro 100-135 centimetri) installate, anziché sui comignoli e sui tetti delle case, così come avviene in alcune zone d’Europa, su pali e tralicci elettrici. Le cicogne “calabresi” non hanno ancora imparato ad avere abbastanza confidenza con l’uomo e quindi si è deciso per una allocazione delle piattaforme nido più problematica, ma evidentemente l’unica possibile».

«L’obiettivo delle piattaforme – ha spiegato l’ornitologo – è quello di fungere da richiamo per quelle coppie di cicogne che, durante la migrazione primaverile, attraversano il territorio del Marchesato. L’installazione delle piattaforme ha rappresentato sinora l’intervento più importante del progetto. Le suddette strutture vengono realizzate in economia a partire da bobine di E-Distribuzione (Ex Enel) le quali vengono smontate per poterne ricavare le flange esterne, ovvero le basi circolari. Sulla circonferenza esterna delle flange vengono praticati degli incavi per poterne fissare in maniera più stabile a vite delle asticelle in legno così da contenere il futuro nido. Contestualmente all’installazione delle piattaforme si è anche proceduto alla messa in sicurezza degli stessi tralicci tramite isolamento dei cavi elettrici per evitare il rischio di elettrocuzione».

Dal 2003 ad oggi (2020), la sezione Lipu di Rende, grazie alla collaborazione con E-Distribuzione, è riuscita ad installare 85 piattaforme artificiali e 18 sagome interessando 3 province (Cosenza, Catanzaro e Crotone) e 7 aree geografiche. Nell’ottobre del 2011 la sezione Lipu di Rende ha avviato, per la prima volta in Calabria, ma soprattutto in Italia, una sperimentazione molto originale ed unica nel suo genere per la Cicogna bianca: gli esemplari vengono attirati in migrazione tramite sagome tridimensionali in materiale plastico che vengono installate all’apice di tralicci elettrici come richiamo per le coppie che, durante la migrazione primaverile, attraversano il territorio calabrese.

Nel 2013 la specie ha nidificato per la prima volta alla foce del Neto (Crotone). A partire da questo evento storico per il territorio, i soci del Circolo “Ibis” hanno iniziato a monitorare, in stretta collaborazione con la sezione Lipu di Rende e il dott. Monterosso, i nidi presenti sul territorio. A tal proposito il Circolo “Ibis” vuole ricordare che la foce del Neto è zona umida di rilevante importanza naturalistica per la presenza di habitat naturali e specie di uccelli, rettili e anfibi tutelate dalla Comunità europea. Posta tra i comuni di Crotone e Strongoli, è Oasi di protezione della fauna, Sito di interesse comunitario (Sic) e Zona di protezione speciale (Zps).

«Questo meraviglioso spaccato del nostro territorio – ha commentato il presidente del circolo Ibis, Girolamo Parretta – continua a stupirci per la grande biodiversità che attrae e che ci fa riscoprire la sua importanza con eventi eccezionali, come quello accaduto nei giorni scorsi la nascita di questi piccoli esemplari di cicogna bianca. Ecco perché – conclude – è necessario concentrare ancora di più gli sforzi e le attenzioni da parte delle istituzioni preposte al fine di tutelare un bene inestimabile dal punto di vista naturalistico». (rkr)

CROTONE – L’11 giugno il convegno del Movimento Forense

È per l’11 giugno che il Movimento Forense di Crotone ha organizzato, in via telematica, alle 15.30, il convegno sulla Mediazione civile come mezzo alternativo di risoluzione delle controversie.

L’evento, organizzato in collaborazione con l’Università Niccolo Cusano di Crotone e patrocinato dalla Coa di Crotone, comincerà con i saluti di Tommaso Vallone, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Crotone, e sarà introdotto dall’avvocato Rosina Lombardo. Modera l’avvocato Salvatore Rocca, presidente del Movimento Forense Crotone.

Relazionano il notaio Claudio Bruno, il dott. Pasquale Penza, presidente Isco adr e la dott.ssa Elvira Giannattasio, formatore presso il Ministero di Giustizia. Sarà presente Leonardo Maria Rocca, direttore della Università Niccolò Cusano di Crotone.

L’Avv. Rocca, precisa e sottolinea che la normativa sulla mediazione civile e commerciale introdotta dal d.lgs 28/2010 in vigore dal 20.03.2010 e successivamente modificata dal d.l. 69/2013 convertito in legge 9/8/2013 n, 98 in vigore dal 21 settembre 2013, all’art 5 prevede la obbligatorietà dell’esperimento della procedura di mediazione per coloro i quali intendono esercitare in giudizio un’azione relativa ad una controversia in materia di condominio, diritti reali, divisioni, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato ,affitto di aziende, risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e sanitaria e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari.

L’esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale. L’improcedibilità deve essere eccepita dal convenuto, a pena di decadenza, o rilevata di Ufficio dal giudice, non oltre la prima udienza. Il giudice ove rilevi che la mediazione è già iniziata ma non ancora conclusa, fissa la successiva udienza dopo la scadenza del termine di cui all’art 6; allo stesso modo provvede quando la mediazione non è stata esperita, assegnando alle parti il termine di quindici giorni per la presentazione della domanda di mediazione. L’istanza di mediazione deve essere presentata ad una sede che corrisponda alla competenza territoriale del giudice che dovrebbe essere investito della causa. Vi è da dire che la norma di cui sopra condiziona la procedibilità della domanda giudiziale ,e non la instaurazione del processo, al tentativo di mediazione di guisa che ove si versi in materie soggette alla mediazione preventiva obbligatoria, in tutti i casi in cui vi sia l’introduzione di nuove domande, e quindi anche di domande riconvenzionali, è da ritenersi obbligatorio l’esperimento del tentativo di mediazione.

Ciò posto ci porta, in ogni caso, a dedurre che nella ipotesi in cui introdotta la domanda giudiziale senza il preventivo esperimento della procedura di mediazione ,si verifica una ipotesi di improcedibilità della domanda e non anche in una ipotesi di improponibilità della stessa, con la conseguenza che una volta sanata tale condizione (per iniziativa della parte o su ordine del giudice) il giudizio può validamente proseguire. Ciò non avviene, invece, nelle ipotesi in cui la legge commina al mancato esperimento del tentativo obbligatorio di conciliazione la proponibilità stessa della domanda giudiziale come nelle controversie in materia agraria; infatti l’art 46 della legge 203/82 prevede da parte del giudice la declaratoria di improponibilità e improcedibilità della domanda in assenza del preventivo tentativo obbligatorio di conciliazione da svolgersi dinanzi all’Ispettorato Agrario.

È importante evidenziare inoltre che il comma 6 dell’art 5, equipara l’istanza di mediazione alla domanda giudiziale ai fini della decorrenza dei termini di prescrizione e dell’impedimento della decadenza, con la precisazione che la domanda di mediazione impedisce la decadenza una sola volta. Pertanto, chi intende promuovere una domanda giudiziale in via principale o in riconvenzionale al fine di ottenere una pronunzia dichiarativa di acquisto della proprietà per usucapione di un bene immobile o di altro diritto reale di godimento su beni immobili, deve obbligatoriamente e preventivamente proporre dinanzi ad uno degli Organismi abilitati dal Ministero della Giustizia, domanda di mediazione.

L’art 11 del d.lgs 28/2010 come modificato dalla legge 98/2013 al comma 3 prevede che se è raggiunto l’accordo amichevole, si forma processo verbale che deve essere sottoscritto dalle parti e dal mediatore, il quale certifica l’autografia della sottoscrizione delle parti o la loro impossibilità di sottoscrivere. Se con l’accordo le parti concludono uno dei contratti o compiono uno degli atti previsti dall’art 2643 cod. civ., per procedere alla trascrizione dello stesso, la sottoscrizione del processo verbale deve essere autenticata da un pubblico ufficiale a ciò autorizzato. Il successivo art 12 riconosce efficacia esecutiva agli accordi di mediazione qualora tutte le parti aderenti alla procedura siano assistite da un avvocato. In tale circostanza saranno gli stessi avvocati ad attestare che l’accordo sottoscritto è conforme alle norme imperative e che non è contrario all’ordine pubblico. In questo caso l’accordo costituisce titolo esecutivo per l’espropriazione forzata, l’esecuzione per consegna o rilascio, l’esecuzione degli obblighi di fare e non fare, nonché per l’iscrizione dell’ipoteca giudiziale.

L’art 84 bis del d.l. 21 giugno 2013 n. 69 convertito in legge 9 agosto 2013 n. 98 ha introdotto una importante innovazione concernente l’art 2643 cod. civ., che viene modificato con l’aggiunta di un comma 12 bis, che consente la trascrizione presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari degli accordi di mediazione che accertano l’usucapione. In base alla predetta norma ,il verbale di mediazione purché sottoscritto da tutti gli avvocati delle parti e dal mediatore e con la indispensabile autentica delle firme da parte di un Notaio ,costituisce titolo idoneo alla trascrizione del trasferimento dell’immobile e ad accertare l’acquisto della proprietà in capo alla parte che vantandone titolo ha azionato la procedura di mediazione in contraddittorio con tutti coloro che risultavano essere formalmente proprietari.

Non vi è dubbio che il verbale di accordo raggiunto in sede di mediazione tra chi pretende di avere acquistato il bene per intervenuta usucapione e colui o coloro i quali risultavano essere i formali proprietari del bene stesso, non può che avere effetti negoziali. Di guisa che il diritto di proprietà che nasce da tale tipo di accordo non può essere a titolo originario ma solo ed unicamente a titolo derivato. La stessa norma nel statuire la trascrizione dell’accordo così intervenuto per rendere la necessaria pubblicità legale ,lo colloca tra quegli atti elencati nell’art 2643 cod. civ. i cui effetti della pubblicità sono regolati dai principi contenuti negli artt. 2644 e 2650 cod. civ. Di contra la sentenza con cui il giudice dichiara essersi verificata l’acquisizione per usucapione del bene viene trascritta a norma dell’art 2651 cod. civ.

La questione non è di poco conto atteso che nella ipotesi di accordo raggiunto in sede di mediazione e trascritto in virtù del comma 12 bis dell’art 2643 ,questo al pari di un qualsiasi altro atto negoziale è opponibile solo alle parti che hanno partecipato al negozio traslativo, mentre la sentenza dichiarativa dell’usucapione trascritta a norma dell’art 2651 cod. civ. ha efficacia erga omnes e per questo opponibile a tutti. Alla luce delle considerazioni innanzi esposte assume quindi grande rilevanza verificare gli effetti di una acquisizione di bene per usucapione ottenuto in forza di un accordo di conciliazione o in forza di sentenza. Appare utile e di grande attualità riportare qui di seguito le motivazioni contenute in una recente sentenza resa in data 12.11.2015, dalla Corte di Appello di Reggio Calabria secondo la quale la pronunzia giudiziale di accertamento dell’usucapione contiene un accertamento valevole “erga omnes” nel senso che la valutazione giuridica del rapporto operata dal giudice che ha pronunziato la sentenza, pur non esplicando tra la parte ed il terzo rimasto estraneo al giudizio la forza di giudicato nell’aspetto tipico considerato dall’art 2909 cod. civ. fa parte tuttavia di quell’affermazione di obiettiva verità i cui effetti anche i terzi sono tenuti a subire(Cass. 10435/2003, Cass, 7557/2003 conf. Trib. Catania 1/3/2012, Trib. di Roma 8.2.2012). Ciò detto è pur vero che nelle more il quadro normativo è mutato, avendo l’art 84 bis del d.l. 21 giugno 2013 n. 69, conv. in legge 9 agosto 2013 n. 98, modificato l’art 2643 cod. civ, nel senso da includere tra gli atti soggetti a trascrizione gli accordi di mediazione che accertano l’usucapione con la sottoscrizione del processo verbale autenticato da un pubblico ufficiale a ciò autorizzato.

La nuova disciplina, tuttavia, non è suscettibile di condurre ad una diversa soluzione della controversia, e ciò in quanto, sia che si ritenga che il comma 12 bis non abbia fatto altro che esplicitare una soluzione interpretativa già evincibile dal sistema, sia che si concluda che la norma sia del tutto innovativa e che il verbale di conciliazione sia divenuto solo ora trascrivibile, resta fermo che lo stesso non è comunque assimilabile, quanto agli effetti, alla sentenza di accertamento dell’usucapione, la cui trascrizione è disciplinata dall’art 2651 cod. civ. Ed infatti all’acquisto a titolo di usucapione accertato con sentenza, che come è noto è un acquisto a titolo originario, non si applica il principio della continuità delle trascrizioni sancito dall’art 2650 cod. civ. e la trascrizione della relativa sentenza, ai sensi dell’art 2651 cod. civ. ha valore di mera pubblicità notizia. (rkr)

CROTONE – Italia Nostra aderisce alla petizione per intitolare il Teatro Comunale al Maestro Scaramuzza

Italia Nostra, l’Associazione nazionale per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale della Nazione, ricorda, in occasione del 135esimo anniversario della nascita, il Maestro crotonese Vincenzo Scamaruzza.

Inoltre, l’Associazione ha aderito appello lanciato da Associazioni e cittadini al Comune di Crotone, che chiede di intitolare il Teatro Comunale all’artista, «con l’auspicio che tale rilevante bene culturale possa essere aperto quanto prima possibile».

«Solo così – si legge in una nota – potremo tributare all’illustre Maestro crotonese i più che meritati onori dopo lunghi anni di oblio da parte della sua città natale».

Italia Nostra, inoltre, non è nuova a iniziative rivolte all’artista crotonese: nel 2018, infatti, s’inaugurava il Parco Scamaruzza – un tempo il Parco delle Rose -, un giardino che la stessa Associazione aveva creato nel 1980 u un terreno degradato ed incolto, in collaborazione con le scuole cittadine e con il Comune, seguendo il “Principio di Sussidiarietà” – articolo118 della Costituzione Italiana. (rkr)

CROTONE – La città ha festeggiato Maria di Capo Colonna

Nonostante il lockdown ancora in corso, Crotone ha voluto, comunque, celebrare Maria di Capocolonna, con l’immancabile processione del Quadricello, rispettando tutte le disposizioni di prevenzione.

Una processione inusuale, quella di domenica, senza concorso di popolo, presieduta dall’Arcivescovo, mons. Angela Panzetta, che ha visto il Quadricello della Madonna di Capocolonna attraversare le vie della città di Crotone su un pickup, mentre ai fedeli, il Rettore don Serafino Parisi, ha chiesto di «on assembrarsi ma di attendere, preferibilmente, dai balconi il passaggio del quadricello, ornando gli stessi con luci e drappi e partecipando con il lancio di fiori e volantini».

La solenne Messa Crismale, svoltasi nella Basilica Cattedrale, è stata presieduta dall’Arcivescovo Panzetta. (rkr)

In diretta la processione del Quadricello della Madonna di Capocolonna

Posted by Arcidiocesi di Crotone- Santa Severina on Sunday, 31 May 2020

CROTONE – Rocca: riaprire i Tribunali in sicurezza

Per l’avvocato Salvatore Rocca, presidente del Movimento Forense di Crotone, «terminata la catastrofe sanitaria, adesso dobbiamo fronteggiare quella economica ed anche la catastrofe dei Diritti e della giustizia».

«Ad oggi, 2 Giugno festa della Repubblica – ha dichiarato l’avvocato Rocca – giustamente si pensa a riaprire palestre, parrucchieri, centri estetici, locali, cinema e teatri, dobbiamo purtroppo notare che la materia della Giustizia non appare neanche in fondo alla lista delle preoccupazioni e dell’agenda di governo. Bisogna sottolineare che nonostante tutti gli sforzi congiunti e l’encomiabile impegno posti in campo da Responsabili degli uffici, Istituzioni forensi, Magistratura e Personale in quasi tre mesi di emergenza, al momento non si contempla ancora la piena ripresa dell’Attività Giudiziaria, pur a fronte della ripresa di ogni altra attività».

«La criticità più acuta – ha proseguito Rocca – è rappresentata dalla circostanza che dal 12 maggio è ripresa la decorrenza dei termini processuali, prima sospesi per circa due mesi, ma nessuno ha pensato di coordinare tale previsione con quella della ripresa dell’indispensabile attività di supporto del personale amministrativo giudiziario, ancora paralizzato e inchiodato da circolari e direttive ministeriali che impongono formule di lavoro agile, incoerenti e ipocrite, che in realtà non consentono l’espletamento di alcuna attività».

«Le cancellerie – ha proseguito Rocca – e segreterie continuano ad essere inaccessibili, stante la possibilità di accedervi solo su richiesta di prenotazione a mezzo pec, telefono o sistemi internet di prenotazione, con conseguente difficoltà per i difensori di rispettare i termini. La situazione della Giustizia Italiana oramai insostenibile, che penalizza tutti gli attori della giustizia, avvocati, magistrati e lo stesso personale amministrativo, in enorme difficoltà per cercare di far fronte, a ranghi così ridotti, a tutte le richieste e gli adempimenti connessi al proprio ruolo».

«Il Governo, e ed in particolare il Ministero della Giustizia (dal Ministro al Capo Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi)  – ha concluso l’avvocato Rocca – devono immediatamente porre un rimedio a tale situazione insopportabile, non ci dobbiamo dimenticare che la “tutela dei diritti è il fondamento di uno Stato democratico e la compromissione di tale fondamento non può più essere ulteriormente tollerata». (rkr)

CIRÒ MARINA (KR) – Il 2 giugno riapre il Museo Civico Archeologico

A Cirò Marina, l’Associazione Frammenti, il 2 giugno riapre le porte del Museo Civico Archeologico.

Per la giornata del 2 giugno, l’orario sarà dalle 17.30 alle 19.30, mentre riaprirà tutte le sere dal 16 luglio al 31 agosto, e su eventuale prenotazione. Scrupolose le visite: almeno di un metro tra le persone e l’obbligo della mascherina; all’ingresso i visitatori potranno usufruire di gel igienizzante o di soluzioni idroalcoliche.

«Non ci saranno viaggiatori e turisti in prima battuta – si legge in una nota –. Dunque, i Cirotani e paesi limitrofi avranno il privilegio di riscoprire in esclusiva il proprio meraviglioso museo civico, contenitore
culturale di un territorio colmo di storia». (rkr)

ISOLA CAPO RIZZUTO (KR) – Si lavora per la riapertura de Le Castella

L’obiettivo è uno: riaprire il Castello aragonese di Le Castella. Ed è per questo che il Comune di Isola Capo Rizzuto ha ripreso i contatti con la Direzione Regionale Musei Calabria per lavorare e discutere sulla situazione del Castello con una videoconferenza, a cui hanno partecipato il vicesindaco Maria Grazia Micalizzi, con delega ai Beni Culturali, il consigliere Andrea Liò, presidente della 4° Commissione e il consigliere di minoranza Antonio Maida.

Obiettivo della conferenza, definire una bozza di accordo di valorizzazione del maniero, di cui si era già avviato un iter ma che poi, causa Covid, aveva subìto un forzato rallentamento. Un incontro produttivo, in cui i due Enti hanno preso impegni concreti per una più rapida riapertura dell’attrattiva turistica dell’intera regione Calabria.

«Non nascondiamo – si legge in una nota del Comune – le difficoltà che stiamo incontrando, hanno sottolineato i due enti, considerate le normative vigenti in materia di distanziamento sociale, ma l’impegno sarà massimo per garantire una visita in totale sicurezza. Nei prossimi giorni seguiranno altri incontri per definire l’accordo di valorizzazione e riaprire finalmente il Castello». (rkr)

CROTONE – La Camera di Commercio rinnova il Pid per i prossimi tre anni

La Camera di Commercio di Crotone rinnova, per il prossimo triennio, il progetto Pid – Punto Impresa Digitale, a seguito degli ottimi risultati raggiunti.

Il nuovo triennio 2020-2022 prevedere lo svolgimento di attività info-formative alle micro, piccole e medie imprese sui temi dell’innovazione digitale e delle opportunità legate alle nuove frontiere tecnologiche  e l’erogazione di voucher per acquisire competenze e/o beni e servizi digitali.

Inoltre, si vuole proseguire a incentivare l utilizzo dei due strumenti gratuiti alla base del progetto: self assessment online detto Selfi 4.0: questionario on-line di autovalutazione della maturità digitale. L’impresa può compilare  in completa autonomia il questionario e riceverà automaticamente ed in maniera assolutamente gratuita un report che riassumerà i livelli di digitalizzazione raggiunti in ciascun processo/area oggetto di valutazione; assessment guidato detto Zoom 4.0: valutazione guidata con il supporto delle Digital promoter del PID di Crotone. L’impresa otterrà, sempre gratuitamente, tutte le indicazioni sui percorsi di digitalizzazione in chiave Impresa 4.0 più opportuni da avviare e suggerimenti in merito alle tecnologie e/o alle strutture tecnologiche specializzate alle quali rivolgersi per implementare le soluzioni consigliate.

Grazie a Selfi 4.0 e Zoom 4.0 la Camera di commercio di Crotone mette a disposizione delle imprese degli strumenti gratuiti, validi e utili per valutare la maturità digitale e per fornire servizi di orientamento personalizzati verso strutture tecnologiche più specializzate, quali i Digital Innovation Hub e i Centri di competenza ad alta specializzazione.

In questo periodo di emergenza sanitaria legata al COVID 19, per rimanere affianco alle imprese, sarà possibile usufruire lo strumento ZOOM 4.0 comodamente da casa. Basterà prenotare un appuntamento telefonico con le digital promoter della Camera di commercio di Crotone.

«In questi ultimi tre anni la Camera di Commercio di Crotone ha lavorato alacremente sul tema del digitale e dell’innovazione tecnologica – ha commentato il presidente della Camera di commercio di Crotone, Alfio Pugliese –. L’attuale pandemia ha spinto l’Italia ad adeguarsi in  pochissimo tempo all’utilizzo delle nuove tecnologie del digitale, è ora che il nostro territorio proceda su tale percorso, già avviato nello scorso triennio. Diverse imprese della provincia di Crotone hanno fruito dei voucher messi a disposizione dall’Ente camerale, voucher che hanno consentito loro di introdurre tecnologie innovative in azienda. Siamo certi che il numero delle imprese interessate al digitale aumenterà, anche alla luce delle prospettive offerte dalle nuove tecnologie sia in termini di miglioramento di efficacia e di efficienza e sia alla luce dell’auspicata internazionalizzazione». (rkr)

CROTONE – Le proposte del Movimento Forense per aiutare gli avvocati in difficoltà

Il Movimento Forense di Crotone, guidato dall’avvocato Salvatore Rocca, nel corso di un convegno telematico, ha esposto diverse proposte per aiutare gli avvocati in difficoltà.

Come rilevato dal Movimento, che ha organizzato il convegno a cui hanno partecipato Massimiliano Cesali, presidente Nazionale Movimento Forense, gli avvocati Alberto ViganiAndrea BernardiniLeonardo Maria Rocca, dell’Università Niccolò Cusano, «la tragica emergenza sanitaria che sta colpendo l’Italia, di fatto paralizza gran parte dell’attività professionale forense ed altresì rende difficoltoso, se non impossibile, per gli avvocati incassare le proprie parcelle, in quanto, è comprensibile che molti assistiti non siano nella condizioni di poter onorare i pagamenti».

«È evidente che gli avvocati, in queste condizioni – si legge in una nota dell’avvocato Rocca – non sono in grado di provvedere al proprio sostentamento di sopravvivenza, e non possono più permettersi di attendere oltre il pagamento dei propri crediti maturati relativi alle prestazioni rese in regime di gratuito patrocinio o nelle difese d’ufficio, laddove siano a carico dello Stato».

«Nemmeno sono in grado di provvedere al pagamento dei contributi previdenziali – prosegue la nota – tant’è che il Movimento Forense ha già formulato nei confronti di Cassa Forense (con interessamento dei Ministeri Vigilanti) proposte di esenzione e sostegno al reddito; si è anche già rappresentata, agli Uffici competenti, la necessità di provvedere immediatamente alla liquidazione ed al pagamento dei compensi professionali spettanti ai difensori delle parti ammesse al patrocinio a spese dello Stato e ai difensori di ufficio di imputati irreperibili o insolvibili».

A queste misure, se ne aggiungono altre, a sostegno degli avvocati: pagamento da parte di Cassa Forense dei Crediti per il gratuito patrocinio/difese d’ufficio e/o compensazione con contributi previdenziali: «ferma l’opportunità di deliberare l’esenzione degli iscritti dal pagamento dei contributi minimi obbligatori per l’anno 2020, riconoscimento della facoltà per il difensore che abbia ottenuto la liquidazione giudiziale dei compensi professionali spettanti ai difensori delle parti ammesse al patrocinio a spese dello Stato e ai difensori di ufficio di imputati irreperibili o insolvibili, di chiedere: o il pagamento anticipato dei detti compensi da parte dell’ente di previdenza; o la compensazione di tali crediti con i contributi previdenziali dovuti; in ogni caso, con diritto da parte della Cassa di recuperare tali importi detraendoli dalle imposte dovute»;

Convenzioni per l’anticipazione del pagamento dei crediti suddetti: «in ogni caso, attivazione di nuove convenzioni, unitamente all’implementazione di quelle eventualmente già esistenti, con gruppi bancari e/o assicurativi aventi ad oggetto l’anticipazione delle somme liquidate dal Giudice per le attività svolte in regime di patrocinio a spese dello Stato e ai difensori di ufficio di imputati irreperibili o insolvibili, il tutto, stante il periodo di emergenza, a costi calmierati per gli avvocati, e senza la necessità di apertura di conto corrente e/o concessioni di fido e/o stipula di prodotti assicurativi o bancari, o altri oneri che in questo momento sarebbero vessatori ed insostenibili». (rkr)