Comincia la campagna elettorale: si vota a ottobre
Occhiuto ha firmato le dimissioni
Mancuso deve convocare l’ultimo Consiglio entro il 14

È già aria di campagna elettorale. Il Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto ha formalizzato ieri le sue dimissioni e ora tocca al Presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso convocare, entro il 14, l’ultima assemblea della legislatura. Tra i mugugni di quanti già hanno capito che non saranno rieletti e un’opposizione che non ha ancora le idee chiare sulla strategia da seguire per riconquistare la Cittadella di Germaneto, si avvia una fase di transizione dove tutti restano, comunque, al loro posto fino alla proclamazione del nuovo Consiglio regionale.
Se il centrodestra, ovviamente, fa quadrato intorno alla ricandidatura di Occhiuto, a sinistra c’è qualche perplessità sui nomi dello sfidante. Il segretario regionale Nicola irto, segretario regionale PD in Calabria, non è disponibile a scendere in campo. Per il PD la scelta dovrebbe ricadere tra il sindaco di Reggio Falcomatà (e in caso di elezione, anche solo a consigliere regionale in quanto “miglior perdente” nella competizione, si apre il capitolo di elezioni anticipate a Reggio) e il consigliere regionale Ernesto Alecci. Il candidato dei Cinquestelle, Pasquale Tridico, europarlamentare eletto in Calabria ed ex Presidente dell’INPS, non gode della simpatia della coalizione di sinistra e AVS lancia, informalmente, il proprio gradimento a Mimmo Lucano, europarlamentare e sindaco di Riace.
Si voterà, dunque, a ottobre e la finestra temporale dovrebbe essere a metà mese: sarà una campagna elettorale cortissima e difficile per tutti. (s)

Il bilancio della tre giorni forzista a Reggio
Tajani: «Si può fare davvero molto per il Sud»

Chiusa la tre giorni di Forza Italia che ha chiuso il tour “Radici del Sud”, è tempo di bilanci e di prospettive immediate.

Antonio Tajani, ministro degli Esteri, vicepremier e segretario di Forza Italia non ha dubbi sui risultati di tale assise: «Non sono venuto qui per un gesto di amicizia verso Occhiuto e Cannizzaro o per il partito in Calabria. Sono qui perché ero convinto che si dovessero accendere i riflettori internazionali su questa parte d’Italia, per far capire quali sono le potenzialità di questo nostro Meridione. Questa tre giorni ha dimostrato che si può fare veramente molto per il Sud».

Soddisfatto il deputato forzista Francesco Cannizzaro artefice e regista di questa tre giorni: «Ce la possiamo fare? – ha detto ai giornalisti e all’affollata platea del Kalura di Catona – Assolutamente sì, perché il Sud negli ultimi anni ha rialzato la testa. Il percorso è già tracciato, lo dobbiamo proseguire con contenuti, impegno e obiettivi. Quello che abbiamo fatto oggi non è stato tempo perso».
Chiuso il sipario degli Stati generali, ora si apre il capitolo elezioni.

Occhiuto lascia la Presidenza
ma rimane Commissario alla Sanità
L’opposizione – spiazzata – insorge

Roberto Occhiuto anche ieri alla seconda giornata degli Stati generali del Sud promossi da Forza Italia, ribadendo che formalizzerà le dimissioni nei prossimi giorni, ha ricevuto attestazioni di solidarietà dalla coalizione di centro-destra che appare compatta nel sostenere la decisione del Governatore. Ma le dimissioni da Presidente non comportano anche quelle da Commissario alla Sanità: la nomina proviene dal Consiglio dei ministri e può essere revocata solo dalla Presidente Meloni (cosa che la premier si guarderà bene di fare). Del resto da mesi Occhiuto aveva annunciato la fine del commissariamento con l’accettazione del ripianamento, ma il provvedimento ancora tarda ad arrivare. E le opposizioni insorgono anche per questa incongruità (che tale non è) del mantenimento dell’incarico di Commissario alla Sanità. Anzi attaccano ancora una volta Occhiuto sul nodo Sanità ancora da sciogliere con troppe criticità da risolvere. E sulla sanità, c’è da prevedere, ci impernierà la prossima campagna elettorale. La sinistra, spiazzata dalle dimissioni improvvise – ha poco tempo per decidere su chi puntare: Falcomatà o Tridico, o su outsider come il consigliere regionale Ernesto Alecci (già sindaco di Soverato) o Flavio Stasi (sindaco di Corigliano-Rossano)

Oggi terza e ultima giornata della assise azzurra, in diretta sulla rete: https://youtube.com/@forzaitalia?si=rTibNa8Ux1ZBuxXE

Occhiuto conferma le dimissioni
e lancia le elezioni: si voterà a ottobre?
«Non potevo tollerare mesi di immobilità»

Agli Stati generali del Sud di Forza Italia in corso a Catona (Reggio Calabria) con la regia del deputato azzurro Francesco Cannizzaro, tiene la scena da protagonista il presidente Roberto Occhiuto. Dimissionario e candidato, «attuale e futuro presidente» lo presenta Cannizzaro, e lo sostiene il ministro degli Esteri Antonio Tajani, giunto a Reggio con grandi esponenti forzisti (praticamente tutto lo stato maggiore). Occhiuto ha confermato che ufficializzerà le dimissioni la prossima settimana: entro 10 giorni il presidente del Consiglio regionale dovrà convocare l’assemblea per decretarne lo scioglimento. Si voterà a ottobre e Tajani annuncia che la rielezione di Occhiuto sarà il trampolino di lancio per le elezioni politiche del 2027.

Occhiuto ha spiegato che i tempi della giustizia non sono quelli della politica: la Regione è ingessata, ogni attività è praticamente immobile: «Non potevo aspettare dicembre per la conclusione delle indagini e l’auspicata archiviazione delle accuse contro di me».

Roberto Occhiuto: mi dimetto e mi ricandido
Non mi farò fermare da politicanti da strapazzo

Il Presidente Occhiuto annuncia le sue dimissioni, ma chiarisce subito che si ricandiderà lasciando ai calabresi di decidere il futuro della Calabria: «Ma perché quando qualcuno cerca di fare qualcosa di buono in questa Regione, tanti altri – che godono solo per il fallimento della Calabria – vorrebbero fermarlo? È quello che sta succedendo oggi in Calabria». In un video «vi porto a vedere quante opere si stanno realizzando e quante oggi si vorrebbero fermare. Chi vorrebbe fermarle, la magistratura? No, io non ce l’ho con la magistratura. Non cambio idea: ho sempre detto che in una Regione complicata come la Calabria i magistrati devono fare il loro lavoro serenamente. D’altra parte, io ho chiarito ogni cosa, non ho nulla da temere dall’inchiesta giudiziaria. Ce l’ho con tutti questi politici di secondo piano, tutti questi che in politica non hanno mai realizzato nulla per la Calabria in tanti anni. Ce l’ho con questi odiatori, con queste persone arrabbiate con la vita, che tifano per il fallimento della Calabria, che quasi sono contenti quando si parla male della Calabria. Ce l’ho con questi che utilizzano l’inchiesta giudiziaria come una clava per indebolire o per uccidere politicamente il presidente della Regione: non sarà così». (dg)