CATANZARO – Al Teatro Comunale domani appuntamento con Mary Poppins

Domani, sabato 23 marzo alle 18 e in replica alle 20, appuntamento al Teatro Comunale con Mary Poppins, nata dalla fervida immaginazione di Pamela Travers e resa un’icona grazie al genio creativo di Walt Disney. Lo spettacolo fa parte della rassegna dedicata ai più piccoli “Teatro Kids”.

Chi non ha canticchiato le indimenticabili canzoni come “Basta un poco di zucchero” o si è divincolato tentando di pronunciare rapidamente “Supercalifragilistichespiralidoso”?

Oggi, Mary Poppins – personaggio amatissimo da tutte le generazioni – è pronta a calcare nuovamente il palcoscenico del Teatro Comunale di Catanzaro, portando gioia e spensieratezza a tutti i bambini e offrendo spunti di riflessione per una magica avventura teatrale che unisce divertimento ed emozioni per tutta la famiglia. E il pubblico premia il teatro diretto dall’attore e regista Francesco Passafaro con un sold out, allo spettacolo delle 18, che ha portato la direzione a pensare ad una replica alle 20.

Il secondo spettacolo di sabato si aggiunge a tre repliche dedicate alle scuole in programma giovedì 21 e venerdì 22.

Perché tutto questo entusiasmo per la bambinaia più amata del cinema che ha il sorriso la dolcezza di Francesca Guerra? «Il teatro per bambini non è solo un intrattenimento, ma un veicolo potente per la crescita e lo sviluppo dei più piccoli. Attraverso spettacoli appositamente progettati per il loro pubblico giovane, il teatro offre un’esperienza educativa e formativa che va ben oltre il semplice divertimento. Ecco perché è una risorsa preziosa e un’opportunità unica per arricchire le vite dei giovani – spiega Francesco Passafaro – Uno degli aspetti più belli del teatro per bambini è la capacità di catturare e nutrire l’immaginazione dei più piccoli. Attraverso scenografie colorate, costumi fantasiosi e storie coinvolgenti, i bambini sono trasportati in mondi fantastici e avventurosi. Questa esperienza stimola la loro creatività e li incoraggia a esplorare nuovi mondi e idee. Gli spettacoli teatrali per bambini spesso affrontano temi importanti come l’amicizia, il rispetto, la diversità e l’accettazione. Attraverso queste storie, i bambini imparano ad identificarsi con i personaggi, a comprendere punti di vista diversi e a sviluppare un senso di empatia verso gli altri».

«Questo aiuta a creare individui più compassionevoli e comprensivi. E anche il nostro pubblico ha riconosciuto il valore del teatro per bambini come parte integrante dell’educazione e della crescita dei giovani. E ha deciso di sostenerci con la sua presenza», conclude Passafaro.

C’è ancora qualche posto disponibile per lo spettacolo delle 20 di sabato 23 marzo. Per prenotare il tuo biglietto per questa serata indimenticabile, chiama il 0961 741241 o visita il nostro sito web www.ilcomunalecz.it. (rcz)

POLISTENA (RC) – Lunedì e martedì in scena la vita di Giovanni Falcone

Lunedì 25 marzo alle 21 (e in replica martedì 26 alle 10 per gli studenti del liceo statale “G. Rechichi”), andrà in scena all’auditorium comunale lo spettacolo “Bum ha i piedi bruciati”, spettacolo basato sulla vita di Giovanni Falcone che viene realizzato con il patrocinio della Fondazione Falcone.

Lo spettacolo è scritto, diretto e interpretato da Dario Leone con le scene e luci di Massimo Guerci. L’ingresso è gratuito.

Bum ha i piedi bruciati, è uno spettacolo emozionante, divertente, commovente, che da alcuni anni gira l’Italia e l’Europa per contribuire alla diffusione della cultura della legalità, e si è guadagnato il rarissimo patrocinio della Fondazione Falcone di Palermo, presieduta da Maria Falcone, sorella del magistrato.

Nel 2022, lo spettacolo – inserito nel calendario ufficiale della Fondazione per le celebrazioni del trentennale della strage di Capaci – è stato in cartellone per una settimana al Teatro Franco Parenti di Milano, con un travolgente successo di pubblico, che lo ha premiato con il tutto esaurito ad ogni rappresentazione. L’Università Statale di Milano lo ha scelto, inoltre, per inaugurare la rassegna “Organizziamoci contro la criminalità organizzata”, alla presenza di Nando Dalla Chiesa, ospitandolo nell’Aula Magna, davanti a oltre mille studenti,.

Falcone era una persona allegra, ironica, innamorata della vita e della libertà, ed è questo che lo spettacolo di Leone, liberamente ispirato al libro di Luigi Garlando Per questo mi chiamo Giovanni, mette più in luce, con delicatezza e profondità, raccontando gli aspetti più intimi e quotidiani della vita di Falcone, facendoci conoscere l’uomo prima del magistrato, con una chiave di lettura empatica, coinvolgente, rivolta a un pubblico di tutte le età: agli adulti, che si troveranno a scoprire particolari sconosciuti e ai più giovani che potranno conoscere i momenti che hanno portato a uno degli avvenimenti più drammatici nella storia del nostro paese.

La vicenda è narrata attraverso gli occhi di un giovane padre palermitano, un piccolo negoziante il cui vissuto personale, la nascita del figlio, il lavoro in negozio, l’impotenza e lo sconforto di fronte al dilagare della criminalità organizzata che lui vede diffondersi lenta e silenziosa, inevitabilmente si intreccia agli episodi più eclatanti della vita del magistrato. Bum è un orango di peluche, il giocattolo preferito del figlio: per suo tramite, la storia inizia e si snoda alternando leggerezza e profondità, senza rinunciare a sorridere.

Tecnica e magia si fondono in uno spettacolo intenso, emozionante, appassionato, che colpisce il pubblico diritto al cuore. La scenografia è essenziale ma di grande impatto, con elementi mobili che assumono di volta in volta valenze diverse, trasformandosi in strade, palazzi, spiagge, aule di tribunale… così come le idee e le intuizioni di Falcone si trasformarono in efficaci strumenti di lotta alla mafia. (rrc)

CASTROLIBERO (CS) – Domenica uno spettacolo teatrale per celebrare Franco Basaglia

Domenica 24 marzo, alle ore 17.30 presso Palazzo Isabella Quintieri di Castrolibero, si terrà l’atto unico “Speranzella – I matti siete voi, Franco Basaglia docet” liberamente tratto da una storia-verità di Gisella Florio per la regia di Aurelia Carbone.

L’evento ha il patrocinio gratuito del Comune di Castrolibero e organizzato da Gisella Florio, della Commissione Cultrura di Castrolibero, scrittrice e autrice della commedia, in collaborazione con Aps Agorà Ets e la compagnia teatrale amatoriale InCastrolibero.

L’evento celebra i cento anni della nascita di Franco Basaglia, psichiatra veneziano, e dare risalto alla legge 180 del 13 maggio 1978 che da lui prese il nome e ne ispirò le linee guida.

La legge Basaglia chiuse i manicomi. Erano questi luoghi di detenzione in cui isolare dal resto del
corpo sociale le persone affette da disagio psichico. Promosse in alternativa un trattamento medico che partiva dal presupposto morale e scientifico che i malati mentali sono persone dotate di una propria identità e di diritti e come tali vanno trattati.

Più in particolare, la legge Basaglia prevedeva: divieto assoluto di costruire nuovi manicomi e graduale chiusura di quelli esistenti;il trattamento sanitario doveva essere volontario. Solo in alcuni casi particolari doveva essere obbligatorio; il malato doveva restare in ospedale solo per un breve periodo di tempo e solo a causa di situazioni di emergenza, difficilmente gestibili dalla persona stessa e dalla famiglia. Prima della legge 180 era vigente la legge 36 del 1904, per la quale erano internate nei manicomi le persone “affette per qualunque causa da alienazione mentale”.

Dopo un periodo di osservazione, i pazienti potevano essere ricoverati definitivamente, perdevano i diritti civili ed erano inseriti nel casellario penale.Nei manicomi si ritrovava chi era ai margini della società: dai malati di mente ai piccoli delinquenti, alle prostitute e anche gli omosessuali. In questi luoghi erano praticati elettroshock, contenzioni e punizioni corporali.

Basaglia partendo e utilizzando la sua formazione, medica-filosofica, voleva liberare i malati mentali dalle “celle di contenzione” nelle quali erano intrappolati, senza né personalità né dignità. In questo modo, riuscì a convincere i poteri forti che delegittimare le persone con disturbi psichici non è la strada giusta da percorrere. La prima cosa da fare, secondo Basaglia, è sospendere ogni forma di giudizio e considerare l’individuo nella sua interezza, partendo dalla storia di vita, dal ruolo sociale svolto, dalle emozioni e dal malessere, per poi procedere con la diagnosi e la terapia, evitando stigmatizzazioni inutili.

Franco Basaglia restituisce dignità alla malattia mentale, non considerando il paziente come un oggetto da aggiustare, ma una persona da accogliere, ascoltare, comprendere, da aiutare, e non da recludere o da nascondere. Speranzella è un atto unico tratto da una storia vera nata dalla penna eccelsa di Gisella Florio, autrice e scrittrice.

La regia è di Aurelia Carbone. Prima dello spettacolo interverranno Antonio Tiberi, Annamaria Di Rosa, Barbara Mantuano, Rossellina Pietramala. Saranno presenti, Nicoletta Perrotti assessore alla Cultura e Pasquale Villella presidente della Commissione Cultura del Comune di Castrolibero. A seguire un rinfresco per gli ospiti presenti.

Alessandro Giordano, Erica Fuoco, Federica Filice, Giovanni Conte saranno gli attori interpreti della commedia. (rcs)

REGGIO CALABRIA – Venerdì a Palazzo San Giorgio arriva “La primavera di Persefone”

Venerdì 22 marzo, alle ore 17,30, la sala del consiglio comunale di Reggio Calabria, a Palazzo San Giorgio, ospiterà un incontro – che si avvale del patrocinio del Comune di Reggio Calabria – dal titolo “La primavera di Persefone”, che unirà la riflessione e la performance teatrale.

Si tratta di un nuovo appuntamento nell’ambito del progetto “Solo tu”, la campagna di sensibilizzazione sulla cultura e il contrasto alla violenza di genere, promossa dalla Casa Rifugio “Angela Morabito” – Piccola Opera Papa Giovanni e curata dall’impresa teatrale “Scena Nuda”.

Il mito greco, sintesi del tema della violenza contro la donna, ma anche della speranza, che genera nuovi frutti proprio come la primavera (e, non a caso, l’evento si svolgerà proprio il 22 marzo, con l’arrivo della nuova stagione), sarà dunque il filo conduttore di questa tappa del progetto “Solo tu”.

Ad aprire l’incontro sarà un dibattito sul tema, appunto, della violenza di genere: dopo i saluti del sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, dell’assessora comunale al Welfare e politiche della famiglia, Minoranze linguistiche e identità territoriale, Lucia Anita Nucera, dell’assessora comunale all’Istruzione, Università e Pari opportunità, Anna Briante, e del presidente della Piccola Opera Papa Giovanni, Pietro Siclari, seguiranno gli interventi di Lucia Lipari, avvocata della Piccola Opera Papa Giovanni, Francesca Mallamaci, coordinatrice del Centro Antiviolenza e della Casa Rifugio “Angela Morabito” – Piccola Opera Papa Giovanni, Flavia Modica, sostituta procuratrice presso la Procura di Reggio Calabria, Maria Carmela Iannini, commissario straordinario dell’Aterp, e Marisa Cagliostro, presidente dell’associazione Ulysses.

Il dibattito, moderato dalla giornalista Paola Abenavoli, si intreccerà con il reading “Persefone”, una produzione di “Scena Nuda”, che vedrà protagonista Teresa Timpano: attraverso l’interpretazione dell’attrice e direttrice artistica della Compagnia reggina si attraverserà il mito di Persefone, la violenza che subisce e il suo ritorno sulla terra, che, in onore di questo evento, rifiorisce ogni anno in primavera, come metafora di rinascita.

Nuovo appuntamento, dunque, per il progetto “Solo tu”, iniziato lo scorso agosto, con un prologo teatrale a Gambarie, e proseguito con una serie di iniziative, che si concluderanno il prossimo 15 aprile. (rrc)

PALMI (RC) – Lunedì arriva al teatro Manfroce “Un sogno ad Istanbul”

Lunedì 25 marzo, alle 21.15 nell’ambito della rassegna Synergia 48, organizzata dell’associazione culturale Nicola Antonio Manfroce, presieduta da Antonio Gargano, andrà in scena al teatro Manfroce di Palmi lo spettacolo “Un sogno ad Istanbul” con Maddalena Crippa, Maximilian Nisi, Mario Incudine e Adriano Giraldi.

“Un sogno a Istanbul” racconta di Max, ingegnere austriaco inviato a Sarajevo per un sopralluogo nell’inverno del 1997, e di Maša conosciuta lì. Una donna splendida e inaccessibile, vedova e divorziata, due figlie che vivono lontane da lei. Un’attrazione potente che però rimane tale, almeno in quel frangente. Max torna, infatti, in patria e riuscirà a ritrovarla solo dopo tre anni. Maša sarà malata ma il loro tempo finalmente sarà arrivato e il loro viaggio inizierà.

Ispirato dal best seller di Paolo Rumiz “La cotogna di Istanbul” – La gialla cotogna di Istanbul è, infatti, la canzone d’amore che Maša cantava. Alberto Bassetti trae un testo teatrale ardente di grande forza e suggestione. La regia è di Alessio Pizzech.

La tematica dell’amore emerge come fulcro centrale, superando le barriere dell’impossibilità e scontrandosi con le dure realtà della guerra, della malattia e della morte.

«La narrazione – si legge nella sinossi dello spettacolo – si articola su diverse tappe, dall’incontro alla separazione fino al ricongiungimento, evidenziando il costante rinnovarsi e riaffermarsi del legame amoroso. La messa in scena di Alessio Pizzech, arricchita dalla presenza di quattro attori e di un cantastorie, regala al pubblico un’esperienza coinvolgente e emozionante. La musica di Mario Incudine accompagna la narrazione con note dolci e struggenti, conferendo ulteriore profondità alle dinamiche emotive dei personaggi. Maša e Max, rappresentanti di mondi culturali e geografici differenti, incarnano un amore che trascende le divisioni e le avversità, sostenuto dalla forza dei loro sentimenti reciproci».

«L’ambientazione nei Balcani, in un’Europa segnata dai conflitti e dalla complessità storica – continua – conferisce alla storia un forte impatto simbolico e universale. Maddalena Crippa e Maximilian Nisi, nei ruoli principali, offrono interpretazioni vibranti e coinvolgenti, dando vita a un duo artistico di grande intensità e profondità emotiva. Lo spettacolo, acclamato dal pubblico e dalla critica, si distingue per la sua capacità di trasmettere un messaggio universale sull’amore e sulla resilienza umana, invitando gli spettatori a riflettere sulle sfide e sulle gioie dell’esistenza umana». (rrc)

REGGIO CALABRIA – Venerdì al Cilea in scena lo spettacolo “Ma non avevamo detto per sempre?”

Venerdì 22 marzo, al Teatro Cilea di Reggio Calabria, andrà in scena lo spettacolo “Ma non avevamo detto per sempre?” che vede protagonisti Tiziana Foschi e Antonio Catania, per la regia di Antonio Pisu. Lo spettacolo è organizzato dall’Officina dell’arte di Peppe Piromalli.

Una coppia mal assortita: lei razionale e affidabile, lui artista incompreso con la testa tra le nuvole, dopo 30 anni di matrimonio provano a dirsi addio, tra gag comiche e riflessioni sull’amore perduto. Ci riusciranno?

Il testo, ispirato ad una commedia francese che ha riscosso un notevole successo in patria, arriva sulle nostre scene con la raffinata interpretazione di due attori capaci di stupirci nel rendere profondamente umani i personaggi, mentre affrontano i loro drammi con un disincanto a tratti sconfinante nel cinismo, senza mai strizzare l’occhio alla gag o all’effetto comico.

«Sarà un incredibile viaggio nelle nostre vite tra sorrisi e momenti di riflessione – spiega il direttore Peppe Piromalli – Antonio e Tiziana oltre ad essere amici dell’Officina dell’arte, sono due attori di alto livello artistico ed umano, abili ad interpretare qualsiasi personaggio esplorandone l’animo e consentendo al pubblico di farlo suo. Questa commedia è un’altra perla che si incastona in un gioiello che si fa sempre più grande e porta il nome dell’Officina dell’arte». (rrc)

RENDE (CS) – Il film Kissing Gorbaciov sbarca all’Unical

Mercoledì 20 marzo, alle 20.30, al Cinema Campus Unical, in piazza Vermicelli, ci sarà la proiezione esclusiva di Kissing Gorbaciov.

L’evento è una preview della quarta edizione di Aghia Sophia Fest, che si svolgerà, lungo le rive della splendida cornice del Lungofiume, a Cosenza Vecchia, i prossimi venerdì 24 e sabato 25 maggio.

La proiezione sarà anticipata con un aperitivo musicale tematico, in compagnia di Dario Della Rossa e Mattia Argieri nel foyer del Tau, in programma alle 19 e, poi, da un talk di presentazione del film, in collegamento diretto con i due registi. Dopo la proiezione, fino alla mezzanotte, ancora dj set e convivialità in quel del foyer del Tau.

Un piccolo paese del Salento, alcune rock band sovietiche, i Cccp e un viaggio di 8 giorni tra Mosca e Leningrado. L’incredibile storia di un tour tra due Mondi che non sarebbero stati più gli stessi.
Un film imperdibile, finalista ai Nastri d’Argento, una pellicola che riconnette i Cccp ancor prima della loro recente reunion berlinese.

Per maggiori informazioni 3282207753 oppure ilfilodisophia@gmail.com. Posti limitati, prenotazione obbligatoria al 3282207753 (anche whatsapp). Ingresso 5 euro (tessera associativa).  (rcs)

PALMI (RC) – Applausi a scena aperta per Remo Girone al Teatro Manfroce

Standing ovation per Remo Girone che sul palcoscenico del teatro Manfroce di Palmi ha vestito i panni di Simon Wiesenthal. Scomparso nel 2005, sopravvissuto ai lager, Simon Wiesenthal aveva dedicato il resto della sua esistenza a dare la caccia ai responsabili dei crimini del regime nazista, consegnandone alla giustizia oltre mille.

“Il Cacciatore di Nazisti” è appunto il titolo dell’opera teatrale scritta e diretta da Giorgio Gallione e ispirata alla sua storia. L’intenso monologo interpretato da Remo Girone, noto per il ruolo di Tano Cariddi nella celebre serie televisiva La piovra, è stato proposto nell’ambito della rassegna Synergia 48, organizzata dell’associazione culturale Nicola Antonio Manfroce, presieduta da Antonio Gargano, e finanziata con l’avviso pubblico Promozione eventi culturali 2022 della Regione Calabria.

Rivive con Simon Wiesenthal, la storia dei tanti civili sterminati nei lager nazisti. Tra questi 6 milioni di ebrei. La sua attività di ricerca ha rappresentato un antidoto al negazionismo e all’oblio e anche un contributo essenziale all’affermazione della giustizia. «Se vuoi curare la malaria devi vivere in mezzo alla zanzare, dunque sarei stato molto più utile in Europa dove ho scelto di restare», diceva. Così “il nuovo Don Chisciotte” o “il James Bond ebreo”, come fu definito, iniziò la sua caccia che fu anche una raccolta di testimonianza perché ricordare era ed è doveroso e necessario.

Nello spettacolo di Giorgio Gallione, interpretato dal magistrale Remo Girone, il racconto avviene a ritroso, pur restando costantemente ancorato alla realtà di una storia che non è completamente finita. La scena è il suo ufficio, che non è solo la stanza e un archivio del Centro di documentazione ebraica da lui fondato ma è anche lo scrigno del dolore e dell’ingiustizia. Lì Simon Wiesenthal/Remo Girone muove i suoi passi nella storia, avvalendosi di libri che legge e di storie che rievoca. Attraverso il celebre e universale diario di Anna Frank, attraverso il diario di Masha Rolnikaite spinta dal dovere urgente di raccontare, attraverso le lettere trovate e custodite e le testimonianze raccolte e documentate, incede il passo nella storia di Simon Wiesenthal/Remo Girone.

Un passo che si imbatte in Karl Silberbauer il sottoufficiale della Gestapo responsabile dell’arresto di Anna Frank, in Franz Stangl comandante dei campi di Treblinka e Sobibor estradato dal Brasile, e in Adolf Eichmann l’uomo che pianificò “la soluzione finale”. Estradato dall’Argentina fu imputato in uno dei processi più importanti del secolo conclusosi con la sua condanna a morte per “crimini contro l’umanità”.

«Quali tempi sono questi, quando discorrere d’alberi è quasi un delitto/perché su troppe stragi comporta silenzio!», questi sono solo alcuni versi della poesia “A coloro che verranno”. Il drammaturgo tedesco, fondatore del teatro epico, Bertolt Brecht la scrisse nel 1939 per lasciare alle generazioni future il testimone del monito degli orrori del nazismo. Un’azione necessaria anche per Simon Wiesenthal/Remo Girone che, attraverso questi versi durante lo spettacolo, propone un viaggio intenso ed emozionante chiamando il pubblico alla responsabilità della memoria. «Non si può affidare tutto ai libri, è necessario diventare testimonianza vivente. È il racconto orale a tenere viva la memoria», dice. Dunque lo spettacolo diventa un vero e proprio atto di affidamento al pubblico affinché non dimentichi e non consenta ad altri di dimenticare.

«La memoria è fondamentale. Ricordo – racconta Remo Girone – che a scuola la storia si fermava agli inizi della Seconda Guerra mondiale, non arrivava alla Shoah. Invece i giovani devono recarsi ad Auschwitz e devono conoscere l’orrore che è stato perpetrato. Dalla storia si deve imparare anche se non tutti imparano. Ogni spettacolo per me è un tributo a questo dovere di memoria ma è anche un tunnel oscuro e buio dentro il quale devo necessariamente avventurarmi. La figura di Simone Wiesenthal è stata per me una scoperta. Non solo il rigore e l’austerità della ricerca ma anche l’ironia e lo spirito di una persona che conosceva l’Italia e che amava il prosciutto e il vino. A Stradella mi capitò di conoscere il figlio di un deportato che era stato in baracca con lui e con il quale era rimasto in contatto. Un incontro che mi permise di conoscere anche questi aspetti di Simon Wiesenthal e che mi ha dato l’onore di essere iscritto all’Associazione nazionale dei deportati Italiani nei campi», racconta ancora Remo Girone che poi si sofferma sul suo rapporto con la Calabria.

«A questa terra ospitale e accoglienza mi lega la profonda amicizia avuta con Pino Sposato, che oggi non c’è più, e con i suoi fratelli di Crotone. Inoltre io sono nato in Africa, in Eritrea. Nel luogo in cui sono cresciuto c’è un solo negozio alimentare che era gestito da un calabrese che si chiamava Romeo. Io ero davvero molto amico del figlio Augusto che ricordo con tanto affetto», così conclude Remo Girone. (rrc)

REGGIO – Al via il Festival nazionale del cabaret “Facce da Bronzi”

Prende il via domani, al Castello Aragonese di Reggio, la decima edizione del Festival Nazionale del cabaret Facce da Bronzi, con la rassegna Musica e cabaret al castello e il concerto dell’Elisa Lorena TangoTrio” con Elisa Lorena (voce), Daniele Colistra (chitarra) e Pino Delfino (contrabasso).

La kermesse è stata ideata e prodotta dall’Associazione “Calabria dietro le quinte – Aps” con la direzione organizzativa di Giuseppe Mazzacuva, il patrocinio della Città Metropolitana di Reggio Calabria e del Comune di Reggio Calabria ed il sostegno della Regione Calabria nell’ambito dell’avviso “Attività culturali 2022” Pac 2014-2020 – azione 6.8.3.

Ad arricchire la manifestazione al Castello Aragonese, quinidi, spettacoli dal vivo con artisti nazionali, laboratori per bambini, degustazioni e di una prestigiosa mostra dal titolo Maschere in mostra, con le opere di Maschera Scenica APS e della Camera Regionale Arti e Moda Calabria “Unicram”.

Si prosegue, poi, venerdì 22 marzo alle 20.45 lo spettacolo di cabaret Chissù è de nostri (ingresso a pagamento) con il comico catanzarese Piero Procopio e a seguiredegustazione di prodotti tipici calabresi.

Attraverso una serie di divertenti monologhi, l’artista catanzarese racconterà alcune vicende quotidiane tipiche del Calabrese doc, tra rapporti di coppia complicati e funerali a dir poco coreografici, mettendo in luce pregi e difetti della nostra società con un pizzico di ironia. Insomma, un tuffo nei ricordi ma, allo stesso tempo, un’analisi attenta e ironica del quotidiano.

Sabato 23 marzo alle 20.45 (ingresso a pagamento) lo show di cabaret Definitivo 3 con il comico di “Zelig” Vincenzo Comunale, autore di quattro one man show: Quasi Adulto, Sono confuso, ma ho le idee chiare, Titolo Provvisorio e il più recente Definitivo3.

Con i suoi monologhi, Comunale spesso ribalta la realtà, evidenziandone le contraddizioni e proponendo punti di vista alternativi ma sempre originali. Lo spettatore è costantemente coinvolto, per essere parte attiva dello show. Se vuole parlare di Napoli, evita i luoghi comuni; se vuole parlare della sua generazione, evita discorsi retorici; se vuole parlare di cose che non conosce, evita.

Previsti, per il 23 marzo, un laboratorio creativo per i più piccoli dal titolo Il Castello delle maschere, che prevede la realizzazione di originali maschere utilizzando materiali da riciclo. (rrc)

CAULONIA (RC) – Domani all’Auditorium lo spettacolo “Storia di una capinera”

Domani, sabato 16 marzo all’Auditorium Casa della Pace “Angelo Frammartino” di Caulonia, alle ore 21, andrà in scena “Storia di una capinera”, che vedrà protagonisti Nadia De Luca ed Enrico Guarnieri. L’amministrazione comunale di Caulonia, guidata dal sindaco Francesco Cagliuso, e l’assessore alla cultura, Antonella Ierace, invitano al nuovo appuntamento della stagione teatrale di Caulonia targata Ama Calabria, associazione diretta da Francescantonio Pollice.

È la storia coinvolgente e commovente, che riporta alla purezza del Verismo, con Giovanni Verga che è riuscito a regalare al pubblico una delle narrazioni più belle della letteratura italiana, “Storia di una capinera”.

L’abilità di riuscire a trasporre il romanzo epistolare verghiano in uno spettacolo, grazie all’adattamento teatrale di Micaela Miano, sta anche nel suo regista Guglielmo Ferro, che riesce ad esprimere sul palcoscenico le stesse atmosfere veriste descritte con tanta minuzia da Verga. Le lettere attraverso cui prende vita il romanzo, sono quelle che scrive Maria, la protagonista, ad una sua compagna di convento, Marianna. Le parole scritte su carta prendono vita nell’opera teatrale, seguendo Maria lungo il suo percorso di crescita e di tormento.

Nella suggestiva Sicilia dell’Ottocento, si snodano le vite dei personaggi che la protagonista descrive nelle sue lettere. È Nadia De Luca a vestire i panni di Maria, prima innamorata della libertà e della natura, e poi preda di quell’amore impossibile per Nino, destinato a sposare un’altra donna. Enrico Guarnieri, sublime attore di teatro, sarà il padre di Maria, colui che contribuirà a costruire la sua prigione, animato dalla volontà di proteggere la propria famiglia.

Una storia che parla ai sentimenti più profondi degli spettatori, mostrando le più differenti sfaccettature che fanno parte dell’essere umano quando è innamorato. L’intimità di una vita che passa inosservata, viene messa alla lente d’ingrandimento, trasformando un’esistenza silenziosa in un racconto degno di essere guardato ed ascoltato.
Giovanni Verga usa Maria come metafora di una capinera che vide imprigionata in una gabbia. L’animale aveva gli occhi tristi, rinchiuso in quella prigione, ma non osava ribellarsi. Il perfetto quadro sociale e umano che nasce dalla penna dello scrittore verista, diviene tridimensionale grazie alla messa in scena teatrale. Questa sarà un’occasione per incontrare personaggi conosciuti solo tra le pagine di un libro.

“Storia di una capinera”, riesce a dare una rappresentazione fedele dell’opera di Verga, grazie ad un cast che, oltre ai protagonisti Nadia De Luca ed Enrico Guarnieri, è composto da Rosario Marco Amato, Verdiana Barbagallo, Federica Breci, Alessandra Falci, Elisa Franco, Loredana Marino, Liborio Natali, e che vede la partecipazione straordinaria di Emanuela Muni.

I biglietti per “Storia di una capinera” potranno essere acquistati presso la biglietteria dell’Auditorium Casa della Pace “Angelo Frammartino” di Caulonia, oppure s’invita a consultare il sito www.amaeventi.org, per l’acquisto on line. Per ulteriori informazioni ci si potrà rivolgere alla segreteria al numero telefonico 0968.24580 e 334.2293957 o contattando la mail info@amacalabria.org

L’evento è finanziato con risorse Psc Piano di Sviluppo e Coesione 6.02.02 erogate ad esito dell’Avviso “per il finanziamento di Programmi di Distribuzione Teatrale” dalla Regione Calabria – Dipartimento Istruzione Formazione e Pari Opportunità – Settore Cultura. (rrc)