MENDICINO (CS) – Per Sguardi a sud va in scena Le Bureau de Porc

La rassegna di teatro contemporaneo “Sguardi a Sud” continua a incantare il pubblico con un viaggio straordinario nell’arte scenica. Con la direzione artistica di Mario Massaro, il patrocinio del Comune di Mendicino e il sostegno della Fondazione Carical, la kermesse si conferma un crocevia di creatività che si nutre di tradizione e innovazione. Domenica 19 novembre (ore 18), al Teatro comunale di Mendicino, andrà in scena “Le Bureau de Porc”. Uno spettacolo unico nel suo genere, scritto e diretto da Natale Filice, autore visionario in grado di combinare sapientemente le dimensioni del reale e del virtuale. Il protagonista della pièce teatrale Mario Massaro sarà affiancato sul palcoscenico da Elisa Ianni Palarchio e Mirko Iaquinta, che appariranno in video, regalando al pubblico un’esperienza visiva e sonora senza precedenti. Gianpaolo Palumbo e Valerio Massimo Filice daranno vita a scenografie virtuali mozzafiato grazie alla tecnica del videomapping, trasformando il palco in un mondo affascinante e surreale. Costumi firmati da Antonella Carbone e suggestivi contributi video di Antonio Arena completano un quadro artistico di straordinaria complessità. La multidisciplinarità delle arti è il cuore pulsante di questo spettacolo che promette di trasportare il pubblico in un vortice di emozioni e riflessioni.

Nella narrazione originale di Perrault, Barbablù è un uomo dal passato ombroso che, nonostante la sua storia di mogli scomparse, riesce a conquistare la figlia più giovane di una vicina. La trama prende una svolta cupa quando, prima di partire per un viaggio di lavoro, Barbablù consegna alla moglie un mazzo di chiavi che apre tutte le porte della casa, tranne una. La curiosità induce la giovane ad aprire la porta proibita; da qui, la terrificante scoperta della camera gli orrori. La vicenda culmina con il tentativo di Barbablù di punire la moglie per la sua indiscrezione, svelando così la brutalità dell’uomo.

La moderna interpretazione de “Le Bureau de Porc” si spinge oltre: la narrazione si sviluppa attraverso il filtro di uno studio televisivo che coinvolge conduttori e opinionisti nell’analisi della tragedia di Barbablù mettendo a nudo la realtà delle cronache con sguardo cinico, evidenziando una denuncia di facciata e il sensazionalismo mediatico.

Un ritratto allegorico che, nel contesto attuale, trova riscontri nella dura realtà di abusi e violenza. La ricchezza di Barbablù, simbolo di potere sfrenato, si scontra con la fragilità delle sue mogli, vittime di un male che permea la storia umana: la crudeltà alimentata dalla sete di controllo.

Mario Massaro, in duplice veste di attore e direttore artistico della rassegna Sguardi a Sud, ha dichiarato: «“Le Bureau de porc” è uno spettacolo che porta al centro della nostra attenzione la tematica della violenza di genere, usando a pretesto la fiaba di Perrault, narrata come una ricostruzione cronachistica da studio televisivo, con tanto di conduttore ed opinionisti esperti dei drammi del momento. Le Bureau de Porc è uno spettacolo che non fa sconti al tema del femminicidio e lo racconta, talvolta, con marcato realismo, ponendo di fronte agli occhi dello spettatore una verità narrativa che è in coscienza inaccettabile, ma che, purtroppo rispetta in pieno ciò che accade nel nostro Paese, a tutte le latitudini e in tutte le fasce d’età. Per il giovane spettatore può essere un’opportunità in più per discutere di educazione sentimentale, di rispetto reciproco, di rapporto tra uomo e donna che possa slegarsi dalla logica del possesso, di accettazione e normalizzazione del fallimento, di dialogo costruttivo tra due parti apparentemente opposte. Il 19 novembre, l’arte e la magia del teatro vi aspettano per un viaggio indimenticabile».

L’appuntamento con “Le Bureau de Porc” è un’occasione imperdibile per lasciarsi trasportare in un universo fatto di immagini, suoni ed emozioni, dove il teatro diventa un laboratorio di sogni e la scena si trasforma in un luogo magico da esplorare.

Al termine dello spettacolo, il Teatro comunale di Mendicino si tingerà di festa per celebrare i primi vent’anni della compagnia Porta Cenere. Una lunga e appassionante storia fatta di impegno, dedizione e amore per la scena, che ha saputo conquistare il cuore degli spettatori e lasciare un segno indelebile nel panorama teatrale calabrese e non solo. (rcs)

CASTROVILLARI (CS) – In scena “Fiore di campo”

Domani, sabato 18 e domenica 19 novembre,  alle 21 e alle 18, a Castrovillari, andrà in scena Fiore di campo di e con Angela Miceli e la regia di Rosy Parrotta.

Lo spettacolo rientra nell’ambito della rassegna Impollino dell’Associazione culturale Chimera. Sul palco, anche Giovanni Pisani, Marco Fioravante. Luci di Mario Parrotta.

𝐹𝑖𝑜𝑟𝑒 𝑠𝑖 𝑟𝑎𝑐𝑐𝑜𝑛𝑡𝑎, 𝑟𝑒𝑠𝑡𝑖𝑡𝑢𝑖𝑠𝑐𝑒 𝑎𝑙 𝑝𝑢𝑏𝑏𝑙𝑖𝑐𝑜 𝑙𝑎 𝑠𝑢𝑎 𝑠𝑡𝑜𝑟𝑖𝑎, 𝑖𝑛𝑡𝑖𝑚𝑎 𝑒 𝑝𝑒𝑟𝑠𝑜𝑛𝑎𝑙𝑒, 𝑓𝑢𝑜𝑟𝑖 𝑒 𝑑𝑒𝑛𝑡𝑟𝑜 𝑙𝑎 𝑠𝑐𝑒𝑛𝑎 𝑎𝑚𝑝𝑙𝑖𝑓𝑖𝑐𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑙𝑎 𝑓𝑜𝑟𝑧𝑎 𝑒 𝑙𝑎 𝑛𝑎𝑟𝑟𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑠𝑢𝑜 𝑝𝑎𝑠𝑠𝑎𝑡𝑜 𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑠𝑢𝑜 𝑝𝑟𝑒𝑠𝑒𝑛𝑡𝑒. 𝑁𝑎𝑟𝑟𝑎 𝑢𝑛𝑎 𝑠𝑡𝑜𝑟𝑖𝑎 𝑠𝑜𝑡𝑡𝑜 𝑚𝑜𝑙𝑡𝑖 𝑎𝑠𝑝𝑒𝑡𝑡𝑖 𝑣𝑒𝑟𝑎, 𝑖𝑛 𝑝𝑎𝑟𝑡𝑒 𝑙𝑎 𝑠𝑢𝑎, 𝑖𝑛 𝑝𝑎𝑟𝑡𝑒 𝑞𝑢𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑑𝑖 𝐴𝑛𝑔𝑒𝑙𝑎 𝑀𝑖𝑐𝑖𝑒𝑙𝑖, 𝑙’𝑎𝑢𝑡𝑟𝑖𝑐𝑒. 𝐹𝑖𝑜𝑟𝑒, 𝑛𝑜𝑛𝑜𝑠𝑡𝑎𝑛𝑡𝑒 𝑢𝑛’𝑒𝑡𝑎̀ 𝑐ℎ𝑒 ℎ𝑎 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑝𝑎𝑠𝑠𝑎𝑡𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑓𝑢𝑡𝑢𝑟𝑜, 𝑑𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑠𝑡𝑎𝑛𝑧𝑎 𝑑𝑖 𝑢𝑛𝑎 𝑠𝑡𝑟𝑢𝑡𝑡𝑢𝑟𝑎 𝑝𝑒𝑟 𝑎𝑛𝑧𝑖𝑎𝑛𝑖, 𝑡𝑟𝑎 𝑖 𝑠𝑢𝑜𝑖 𝑙𝑖𝑏𝑟𝑖, 𝑖 𝑠𝑢𝑜𝑖 𝑟𝑖𝑐𝑜𝑟𝑑𝑖, 𝑖 𝑠𝑢𝑜𝑖 𝑖𝑛𝑐𝑎𝑠𝑡𝑟𝑖 𝑑𝑖 𝑣𝑖𝑡𝑎, 𝑣𝑎 𝑐𝑜𝑚𝑢𝑛𝑞𝑢𝑒 𝑎𝑣𝑎𝑛𝑡𝑖, 𝑠𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑟𝑖𝑠𝑝𝑎𝑟𝑚𝑖𝑎𝑟𝑠𝑖, 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑟𝑖𝑐𝑒𝑟𝑐𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝑝𝑎𝑡ℎ𝑜𝑠 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑚𝑒𝑠𝑠𝑎 𝑖𝑛 𝑠𝑐𝑒𝑛𝑎. 𝐹𝑖𝑜𝑟𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑒̀ 𝑠𝑡𝑎𝑡𝑎 𝑑𝑎𝑝𝑝𝑟𝑖𝑚𝑎 𝑉𝑖𝑜𝑙𝑒’, 𝑝𝑜𝑖 𝑀𝑎𝑟𝑔ℎ𝑒𝑟𝑖𝑡𝑎 𝑏𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑣𝑖𝑡𝑎, 𝑑𝑖𝑣𝑒𝑛𝑡𝑎, 𝑎 𝑐ℎ𝑖𝑢𝑠𝑢𝑟𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑡𝑟𝑖𝑙𝑜𝑔𝑖𝑎 𝑑𝑒𝑑𝑖𝑐𝑎𝑡𝑎 𝑎𝑙𝑙𝑒 𝑑𝑜𝑛𝑛𝑒, 𝐹𝑖𝑜𝑟𝑒 𝑑𝑖 𝑐𝑎𝑚𝑝𝑜 𝑒 𝑛𝑒𝑙 𝑠𝑢𝑜 𝑟𝑎𝑐𝑐𝑜𝑛𝑡𝑜, 𝑎 𝑡𝑟𝑎𝑡𝑡𝑖 𝑖𝑟𝑜𝑛𝑖𝑐𝑜 𝑒 𝑙𝑒𝑔𝑔𝑒𝑟𝑜, 𝑎 𝑡𝑟𝑎𝑡𝑡𝑖 𝑐𝑎𝑡𝑎𝑟𝑡𝑖𝑐𝑜, 𝑙𝑎𝑠𝑐𝑖𝑎 𝑎𝑔𝑙𝑖 𝑎𝑙𝑡𝑟𝑖 𝑢𝑛 𝑖𝑛𝑛𝑜 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑣𝑖𝑡𝑎.

«Parlare di dolore non è facile. La delicatezza e la complessità del tema che tocca in modo personale e profondo la vita di ogni essere umano attraverso i modi della lacerazione, della disperazione e a volte perfino dell’annichilimento pone l’argomento in una sorta di esilio culturale. Il dolore è diventato quasi un tabù, anche se sempre più spettacolarizzato e gridato nelle piazze. Se da una parte è divenuto ospite televisivo e oggetto di curiosità, dall’altra, ovvero lontano dai riflettori, è consegnato ad un silenzio sempre più assordante. Il dolore nel privato viene taciuto, negato, rimosso. L’esibizione ha preso il posto dell’interpretazione». (rcs)

COSENZA – Il comico Filippo Giardina il 23 novembre al Cinema San Nicola

Spregiudicato, dissacrante e cinico, Filippo Giardina è ormai indiscutibilmente uno dei nomi di spicco della stand up comedy italiana.

Fautore di una satira libera e autentica, che affonda le radici nella tradizione letteraria e che si scaglia contro l’ipocrisia e la retorica, Giardina nei suoi spettacoli racconta le contraddizioni della società con il sarcasmo e la sagacia che lo contraddistinguono. Il one man show approderà a Cosenza giovedì 23 novembre al Cinema San Nicola.

L’evento è organizzato da L’AltroTeatro, cofinanziato con risorse Psc Piano di Sviluppo e Coesione 6.02.02 erogate ad esito dell’Avviso “Eventi di Promozione Culturale 2022” dalla Regione Calabria – Dipartimento Istruzione Formazione e Pari Opportunità – Settore Cultura. I biglietti sono acquistabili sul circuito Ticketone.

Dopo l’incredibile successo di Dieci con cui ha collezionato un sold-out dopo l’altro in club e teatri lungo tutto lo Stivale, il comico e autore romano porta in giro non solo in Italia ma anche in Europa Cabaret, il suo undicesimo monologo satirico che si può riassumere in un’unica parola: controcultura. Con questo termine ci si riferisce a quei movimenti culturali, filosofici, politici e religiosi che si oppongono alla cultura dominante della società. Questo è Cabaret. Smaschera un essere umano sempre più solo nel proprio delirio egoico, incastrato in una tecnologia aleatoria che dipinge un futuro angosciante e spersonalizzato. È un viaggio paradossale tra passato, presente e futuro condito da cattiverie gratuite e ingiustizie lessicali. Cabaret è un disincantato monologo di stand-up comedy che vuole prendere le distanze dalla comicità banale e improvvisata e rivendica l’appartenenza alla storica tradizione della letteratura orale.

«L’indignazione è passata dall’essere uno strumento di lotta e contestazione a uno mezzo per chiudersi nella propria bolla di convinzioni e certezze incrollabili. Il perbenismo e il bigottismo stanno diventando valori positivi e la libertà di espressione deve sottostare, impaurita, a una dilagante e infantile permalosità. Nel frattempo c’è la guerra e la sinistra annaspa tra vecchie categorie bollite e nuove fissazioni borghesi. Più il mondo va a picco più solo una risata potrà alleviare il dolore del lento, ma inevitabile, inabissamento». (rcs)

SAN FILI (CS) – Domenica a teatro con Antigone di Lalineasottile

Nuovo appuntamento per la stagione teatrale di San Fili la cui direzione artistica è a cura di Lindo Nudo. Per la rassegna “Tutti a teatro – Viaggio nei generi teatrali” arriva sul palcoscenico del Teatro Gambaro “Antigone una donna di Calabria” della compagnia Lalineasottile.

Un testo scritto a quattro mani da Franco Dionesalvi e Massimo Costabile, che ne cura anche la regia, e interpretato con grande intensità da Antonella Carbone. Uno spettacolo dedicato alle vittime di Cutro per come specificato nelle note di regia: «Questo testo è stato scritto 10 anni prima della tragedia di Cutro insieme all’amico Franco Dionesalvi – scrive Massimo Costabile – con cui ho condiviso un lavoro artistico di scrittura teatrale dal 1992. In ricordo di Franco ho voluto riscriverlo in forma di monologo».

Antigone, una donna del popolo, si ribella a Creonte, ‘u Ministru, che ha ordinato, dopo l’ennesimo naufragio in mare di una chiatta proveniente dall’Africa, che i corpi non dovranno essere recuperati. Non dovranno toccare il territorio calabrese ma restare in mare, cibo per i pesci, a dissuadere i migranti da altri tentativi di sbarco. Antigone ha visto un corpo vicino alla riva, lo raccoglie e, nel rispetto della pietas umana, vi dà sepoltura e senza paura affronta il castigo.

Il lavoro in lingua calabrese, curato da Mario Artese così come le musiche originali, non è una riscrittura della tragedia di Sofocle, spiega Costabile, ma una rivisitazione e un pretesto per parlare della storia tragica dei nuovi migranti. La pièce si arricchisce delle scenografie di Gino Veneruso e del disegno luci di Matteo Costabile.

“Antigone una donna di Calabria” è il terzo appuntamento della rassegna teatrale che nasce dalla collaborazione fra la compagnia fondata e diretta da Lindo Nudo e l’amministrazione comunale guidata da Linda Cribari che, per il secondo anno consecutivo, dà forma ad una stagione teatrale di alta qualità con il supporto tecnico di Asso-Artisti di Raffaele Iantorno.

Gli eventi riportati sono finanziati con risorse Psc Piano di Sviluppo e Coesione 6.02.02 erogate ad esito dell’Avviso “Programmi di Produzione Teatrale – Annualità 2023” dalla Regione Calabria – Dipartimento Istruzione Formazione e Pari Opportunità – Settore Cultura. (rcs)

CATANZARO – Al Teatro Comunale “Aggiungi un posto a tavola” fa pienone di famiglie

Un grande classico che non perde smalto e continua da “evergreen” a calcare i palcoscenici di tutta Italia. Nella versione del Teatro Incanto, firmata dal regista e attore (special guest in versione Onnipotente, e non solo), nonché direttore artistico del Teatro Comunale di Catanzaro, Francesco Passafaro, si rinnova la magia di una favola intergenerazionale che riesce nella mission di coinvolgere le famiglie, aggregando in un unico abbraccio i componenti di ogni età.

“Aggiungi un posto a tavola”, domenica 12 novembre, secondo appuntamento con la stagione “Domenica d’Incanto” ha registrato un importante sold out: un atto di fiducia per chi il teatro lo ama sul palcoscenico, oltre che dalla platea, dopo i difficili e critici anni del post-pandemia

«Per noi questa commedia ha un significato particolare – ha affermato Francesco Passafaro al termine dello spettacolo salutando e ringraziando il pubblico -. L’ultima volta che l’abbiamo portata in scena eravamo all’Auditorium ‘Casalinuovo’ e proprio lì, quella sera, abbiamo dato l’annuncio che avremmo ripreso il Teatro Comunale, un avamposto culturale. Lo era, e lo è di nuovo, un posto che vive 12 mesi all’anno, e grazie anche a voi che fate vivere ogni giorno questo posto, oggi rinasce di nuovo perché abbiamo resistito ai due anni della pandemia, grazie ad ognuno di voi».

Uno spettacolo colorato e vivace, movimentato dai quadri da musical strutturato con coreografie e cori, grazie anche alla scelta scenografica di utilizzare le proiezioni in trasparenza realizzate con Kalisfera – ­Service Audio/luci/video/palco del Comunale – ha saputo coinvolgere il pubblico. Anche aprendo uno squarcio di riflessione sui temi dell’accoglienza e della solidarietà, spingendo, Passafaro a dedicare questa straordinaria rappresentazione proprio alla pace che su questi valori si fonda, pensando alle guerre che continuano ad imperversare in Ucraina e in Medio oriente.

La storia, liberamente ispirata a “After me the deluge” di David Forrest, narra le avventure di Don Silvestro (Michele Grillone che non fa per nulla rimpiangere Gianluca Guidi), parroco di un paesino di montagna, che riceve un giorno un’inaspettata telefonata: Dio in persona lo incarica di costruire una nuova arca per salvare se stesso e tutto il suo paese dall’imminente secondo diluvio universale. Il giovane parroco, aiutato dai compaesani, riesce nella sua impresa, nonostante l’avido sindaco Crispino (Domenico Scarpino) che tenterà di ostacolarlo in ogni modo e l’arrivo di Consolazione (Marialaura Gabini) donna di facili costumi, che metterà a dura prova gli uomini del paese, ma che si innamorerà di Toto (Roberto Malta) e accetterà di sposarlo. Giunto il momento di salire sull’arca, un cardinale inviato da Roma convince la gente del paese a non seguire Don Silvestro, accusandolo di pazzia, cosicché sull’arca, sotto il diluvio, si ritrovano solo lui e Clementina (Francesca Guerra), la giovane figlia del sindaco da sempre perdutamente innamorata di lui.

Il giovane curato decide però di non abbandonare il suo paese e i suoi amici e Dio, vedendo fallire il suo progetto, fa smettere il diluvio. Per brindare al lieto fine Don Silvestro aggiunge un posto a tavola per… Lui!

Tutti bravi, in scena: Michele Grillone, Francesca Guerra, Elisa Condello, Roberto Malta, Domenico Scarpino, Marialaura Gabini; Martina Leone. E ancora: Domenico Vavala, Beatrice Loprete, Federica Trombetta, Gerarda Golfieri, Alice Saturnino, Antonia Marino, Silvia Frustaci, Fabrizio Fiorentino, Teresa Valentino, Mariarita Nicastro, Mario Scozzafava, Futura Peta, Carmen Antoci, Carmen Mirarchi, Daniela Filippis, Viviana Condello, Daniela Fazio, Alessia Brogneri.

Il prossimo appuntamento con la stagione “Domenica d’Incanto” è domenica 17 dicembre con “SSS – Spettatori sulla Scena”, sempre alle 18.30 sempre nel centro del centro storico. (rcz)

A Cosenza e Catanzaro la prima nazionale della Baroque Suite

Venerdì 17 e sabato 18 novembre, prima al Teatro Rendano di Cosenza e poi al Teatro Politeama di Catanzaro, andrà in scena, in prima nazionale, lo spettacolo Baroque Suite.

L’evento rientra nell’ambito di Ramificazioni Festival.

Baroque Suite è una coproduzione di Ramificazioni Festival e Orchestra Sinfonica Brutia, un atto unico per la danza contemporanea, le arti performative e la musica classica barocca, per la regia di Filippo Stabile. La Compagnia Create Danza di Cosenza incontra la Compagnia Colonna di Firenze  e la Damnedancers di Roma per una nuova e inedita creazione ispirata al Barocco Europeo, un connubio raffinato messo in risalto dalla musica dal vivo dell’Orchestra Sinfonica Brutia di Cosenzadiretta dal Maestro Patrizio Germone e con alcune incursioni di Musica Elettronica a cura del Maestro Francesco Perri. Un progetto che vede in scena 30 musicisti, la Soprano Tonia Langella e un corpo di ballo di 30 elementi, in cui passato, presente e futuro danzano riflettendosi nei lampi luminosi e nelle forme fluide tra la danza contemporanea, le danze urbane le arti performative aeree come la pole dance e il cerchio aereo.

L’aspetto fondamentale dello spettacolo è l’attenzione allo spettatore, al suo coinvolgimento emotivo, la sua partecipazione attiva. L’opera, ha la funzione specifica di suscitare un sentimento, di provocare una reazione, tutto concorre quindi alla presentazione, la luce, l’allestimento, l’effetto sorpresa e a volte persino la dissolvenza.

Il termine barocco viene applicato all’arte del seicento già a partire dal XVIII secolo, assumendo un significato dispregiativo indicando un’arte esagerata e bizzarra, anticlassica. Un significato che soltanto in tempi moderni viene in parte superato, riconoscendo il virtuosismo della produzione artistica barocca, la sua teatralità, il coinvolgimento attivo dello spettatore, la straordinaria ricchezza di forme e colori

L’arte barocca aveva il compito di toccare direttamente l’animo e i sentimenti della gente e per far questo era necessario che essa assumesse forme grandiose e monumentali. Proprio per questo motivo il progetto “Baroque Suite” ha l’ambizione di mantenere tutta l’essenza storica del Barocco immergendo il pubblico in uno spettacolo di suggestioni ed evocazioni in cui tutto diventa possibile, una piéce della durata di 55 minuti, che si configura come una proposta teatrale innovativa con caratteristiche coreografiche disruptive nel panorama teatrale, che vedrà danzatori e atleti di aerial nella stessa cornice, in scena sulle musiche di Vivaldi, Albinoni, Bach, Handel, Purcell, Lully. (rcz)

CROTONE – Record di abbonati al Teatro Apollo per la nuova stagione

Sabato 11 novembre debutterà ufficialmente, alle ore 20.30, sul palco del Teatro Apollo, la Rassegna “Crotone…Voglia di Teatro” con la divertente commedia partenopea “A che servono questi quattrini”.

Una farsa godibile prodotta dal Teatro di Napoli-Teatro Nazionale e La Pirandelliana che vede in scena una bella e affiatata compagnia composta da Nello Mascia, Valerio Santoro, Gennaro Di Biase, Chiara Baffi, Luciano Saltarelli, Fabrizio La Marca, diretti da Andrea Renzi, regista e interprete della celebre Compagnia Teatri Uniti assieme ai fondatori Toni Servillo, Mario Martone e il compianto Antonio Neiwiller.

“A che servono questi quattrini”, scritta nel 1940 da Armando Curcio fu in origine portata in scena al teatro Quirino di Roma l’8 maggio 1940 dalla compagnia di Eduardo De Filippo. La vicenda ruota intorno al Marchese Parascandolo detto il Professore che per dimostrare le sue teorie socratiche, bizzarre e controcorrente, ordisce un piano comicamente paradossale che svela l’inutilità del possesso del denaro. L’Italia di lì a poco sarebbe entrata nel conflitto della II Guerra Mondiale e il mondo post-capitalistico dell’alta finanza era di là da venire ma l’argomento, così esplicitamente indicato nel titolo, stuzzicò la curiosità del pubblico di allora tanto che, pochi anni dopo, nel 1942, la commedia venne trasposta sugli schermi cinematografici per la regia di Esodo Pratelli con Eduardo e Peppino De Filippo protagonisti e con, tra gli altri, Clelia Matania e Paolo Stoppa.

Conclusa la campagna abbonamenti che ha riscosso un successo oltre le aspettative. La ricca offerta del cartellone, ideato da Gianluigi Fabiano, ha fatto registrare una percentuale di vendita di abbonamenti, che ha superato il novanta per cento. Da qualche giorno, presso la biglietteria del Teatro Apollo e sul sito diyticket.it, sono in vendita i biglietti dei pochi posti disponibili rimasti per le singole rappresentazioni.

Nel frattempo, è stata già prevista una replica dello spettacolo “Balcone a 3 piazze” di Biagio Izzo. A grande richiesta la commedia, scritta da Mirko Setaro e Francesco Velonà, con la regia di Pino l’Abbate, andrà in scena anche giovedì 23 novembre, oltre la data già in abbonamento di venerdì 24 novembre, alle ore 20.30. Un doppio appuntamento per una commedia esilarante e adatta a tutte le età, costruita sugli equivoci in un intreccio di storie permeate di sano umorismo. Sul palco, con Izzo: Mario Porfito, Carla Ferraro, Roberto Giordano, Adele Vitale, Ciro Pauciullo.

Sul palco del Teatro Apollo sono ben undici gli appuntamenti previsti dalla Rassegna “Crotone… Voglia di Teatro”. Dopo il debutto di sabato 11 novembre con la commedia “A che servono questi quattrini”, il doppio appuntamento con la grande comicità di Biagio Izzo il 23 e il 24 novembre, la rassegna proseguirà martedì 5 dicembre, con la trasposizione teatrale del film cult “Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto” di Lina Wertmüller. Venerdì 19 gennaio 2024 appuntamento con la commedia di Eduardo De Filippo “Uomo e galantuomo” regia di Armando Pugliese con Geppy e Lorenzo Gleijeses; sabato 27 gennaio arriva il musical “La Leggenda di Belle e la Bestia”; giovedì 15 febbraio, la commedia francese di Coline Serreau “Tre uomini e una culla” con i divertenti Giorgio Lupano, Gabriele Pignotta, Attilio Fontana. Sabato 24 febbraio sarà la volta della pièce “Così è (se vi pare)” diretto da Geppy Gleijeses con Milena Vukotic, Pino Micol, Gianluca Ferrato; martedì 5 marzo, “Il Giocattolaio” con Francesca Chillemi e Kabir Tavani. Martedì 12 marzo l’intenso spettacolo “Il cacciatore di nazisti” con un grande Remo Girone. Mercoledì 24 aprile, un’altra grande interprete calcherà il placo del Teatro Apollo: Lunetta Savino in “La madre” diretta da Marcello Cotugno. Mercoledì 8 maggio, l’irriverente commedia di Dario Fo e Franca Rame “Coppia aperta… quasi spalancata” con Chiara Francini e Alessandro Federico. (rkr)

CATANZARO – Sold out per il secondo appuntamento di Domenica d’incanto

Un entusiasmante sold out per il secondo spettacolo della nuova stagione del “Teatro Incanto”. Domenica 12 novembre alle 18.30 appuntamento al Teatro Comunale, nel centro del centro storico di Catanzaro, con “Domenica d’Incanto”, il cartellone della compagnia diretta da Francesco Passafaro che dopo il successo de “The best family – ‘A famigghja d’e besti”, alza il sipario su un intramontabile commedia in due atti targata Garinei e Giovannini, scritta tra il 1973 e il 1974: “Aggiungi un posto a tavola”.

Anche in questa occasione il Teatro Incanto vuole stabilire un punto di contatto con il teatro in lingua, attraverso la commedia musicale: lo scopo è sempre quello di coinvolgere le famiglie, una parte fondamentale della nostra società che a volte viene ignorata dal marketing culturale.

«Una formica è solo una formica. Uno zero, una nullità. I granelli di sabbia per lei sono montagne, ma basta che abbia vicino le compagne e una formica smuove le montagne! Questa frase l’abbiamo “tatuata” sulle pareti del nostro Comunale quando abbiamo riaperto il Cinema Teatro più romantico della città e viene proprio da questa straordinaria commedia musicale che, il prossimo anno, compie 50 anni – spiega il direttore artistico, attore e regista, Francesco Passafaro – La storia di Don Silvestro che riceve la telefonata di Dio, in cui il Padreterno lo avvisa dell’imminente secondo diluvio universale, è famosissima, ma nasconde in sé molte più sorprese di quanto si potrebbe credere ad una prima, superficiale, lettura. In fondo è una storia di tolleranza, di solidarietà verso le minoranze, d’amore universale e platonico, di amicizia e fratellanza, il tutto reso in modo straordinario grazie all’innamoramento di Clementina per il sacerdote, alle incursioni di Toto, lo scemo del villaggio e Consolazione, la consolazione del paese, alle liti furibonde con il sindaco Crispino accompagnato dalla moglie Ortensia e sublimato dalle musiche memorabili di Armando Trovajoli».

Appuntamento in famiglia, quindi, per una “domenica d’incanto”, il 12 novembre alle 18.30. (rcz)

Ramificazioni fa una doppia tappa reggina: il 10 a Palmi, l’11 a Polistena

Prosegue con un calendario ricco di appuntamenti la nuova edizione di Ramificazioni Festival, il primo festival della danza d’autore in Calabria, rassegna itinerante che lungo 60 giorni di programmazione porta in scena il meglio del panorama nazionale e internazionale delle arti coreutiche.

Venerdì 10 novembre alle 21:00 al Teatro Manfroce di Palmi (Rc) va in scena “Cultus”, il nuovo spettacolo di Roberto Zappalà, con drammaturgia di Nello Calabrò. Zappalà è regista e coreografo divenuto ormai un’istituzione nel panorama della danza contemporanea in Italia e Europa, grazie anche al lavoro della sua compagnia, Zappalà Danza, con base a Catania, esempio e punto di riferimento per la danza in tutto il Sud Italia.

“Cultus” ritorna in Calabria, dopo essere stato presentato in anteprima site-specific la scorsa estate al Parco Archeologico di Scolacium per Armonie d’Arte Festival. Uno spettacolo in cui Zappalà ci presenta una danza ricca di contraddizioni creative, dai sapori carnali e delicati, musicali ma anche atonali, esplosivi ma anche poetici e intimi. A ispirare musicalmente questa nuova creazione sono le meravigliose atmosfere delle musiche di David Lang, le voci dell’opera “The Little Match Girl Passion” composta nel 2007, vincitrice del premio Pulitzer per la musica nel 2008. Voci che danno vita ad un lavoro di grande impatto sonoro, con atmosfere sacre originariamente ispirate alla fiaba della piccola fiammiferaia di Hans Christian Andersen e che certamente hanno un riferimento nella “Passione secondo Matteo” di Bach.

Un viaggio di varie tappe, transiti in movimento dove i corpi dei danzatori attraversano e si immergono nei vari stati dell’abbandono, della tenerezza, della gioia, dell’estasi. Della poesia. In “Cultus” la fisicità̀ della danza, il suo trascendere il referenziale, fa navigare lo spettatore in un luogo “fluido” dove perdere la cognizione del tempo e contemporaneamente sentirsi partecipi di qualcosa di appassionante, in un’unica esperienza sensoriale. I corpi dei danzatori, donne e uomini, si abbandonano ad un movimento continuo che porta in scena le “passioni” dei singoli e delle moltitudini. I biglietti per lo spettacolo sono acquistabili in prevendita online da: www.ramificazionifestival.it/event/cultus/

Sabato 11 novembre Ramificazioni Festival torna in scena all’Auditorium Comunale di Polistena (Rc), alle 21:00, con “Chat – Keep In Touch”, spettacolo portato in scena dalla Compagnia Cornelia. Una pièce energica e potente che esplora il cambiamento dei modi di vivere causato dall’utilizzo sfrenato dei social media. Un cambiamento che, secondo alcuni studi antropologici, sta causando anche una vera e propria trasformazione del corpo. La combinazione reale/virtuale si impossessa della postura e dei movimenti volontari, e così il corpo e la mente dei quattro performer sulla scena si sviluppano e si intrecciano all’interno di un meccanismo coreografico ossessivo che parte proprio dai movimenti delle loro mani ma che, gradualmente, tende ad irradiarsi in tutto il corpo.

La coreografia dello spettacolo è di Nicolas Grimaldi Capitello, sulla scena saranno i danzatori Samuele Arisci, Eva Campanaro, Sibilla Celesia e Marco Munno. I biglietti sono acquistabili in prevendita online su: www.ramificazionifestival.it/event/chat-keepin-touce/

Nella prossima settimana – venerdì 17 e sabato 18 novembre – Ramificazioni Festival si prepara alla prima assoluta di uno degli spettacoli apicali di questa edizione del festival: al Teatro Rendano di Cosenza prima e al Politeama di Catanzaro il giorno successivo, va in scena il debutto di “Baroque Suite”, una coproduzione di Ramificazioni Festival e Orchestra Sinfonica Brutia, un atto unico per la danza contemporanea, le arti performative e la musica classica barocca, che vede in scena – assieme all’Orchestra Sinfonica Brutia e alla solista cantante Tonia Langella – due compagnie di danza e una di discipline aeree: Create Danza (Calabria – Cosenza), Damnedancers (Roma), Compagnia Colonna (Firenze).

REGGIO CALABRIA – Un weekend di grandi spettacoli per il Globo Teatro Festival

Un weekend di grandi spettacoli in programma per il Globo Teatro Festival a Reggio Calabria. La rassegna, diretta da Maria Milasi e Americo Melchionda e organizzata dalla compagnia Officine Jonike Arti, propone due appuntamenti da non perdere nel fine settimana.

Sabato 11 novembre, alle ore 21.00, presso l’Auditorium “De Gasperi” dell’Istituto “Catanoso-De Gasperi”, andrà in scena “Giufà”, il nuovo lavoro dell’artista Carlo Gallo, autore e interprete insieme ad Alessio Totaro della produzione Teatro della Maruca. Le incredibili storie del celebre personaggio dei racconti orali arabi, adottato dalla tradizione popolare calabrese e siciliana, vengono presentate in una messa in scena divertente, frutto della rielaborazione di un artista e di una compagnia che si dedicano al recupero della memoria orale nella propria ricerca teatrale.

Giufà, ragazzino furbo e credulone, onesto e disonesto, triste e allegro, si caccia spesso nei guai, ma riesce quasi sempre a uscirne illeso. Le sue storie di sfortuna, sciocchezza e saggezza rivelano il suo atteggiamento irriverente, che sfugge alle convenzioni sociali e irride a qualsiasi autorità, alla paura, alla morte stessa. Una vocazione provocatoria che lo spettacolo sottolinea per restituire, in una clownesca interpretazione, tutto l’effetto catartico della sua figura.

Lo spettacolo viene proposto anche in matinée per gli alunni della scuola secondaria di primo grado “De Gasperi”, che avranno modo di confrontarsi con gli autori e attori, in un momento di formazione pensato dall’organizzazione del Festival per promuovere la cultura teatrale.

Si continua poi domenica 12 novembre alle ore 19.30, presso la sede del Centro Ace Medicina Solidale di Pellaro, con il reading poetico-musicale in doppia lingua, inglese e italiano, “Falling trees make no noise”, rielaborato dal libro “Acqua Pazza” di Charles Cameron Winning.

Prodotto da Zefiro, nuova realtà associativa di Reggio Calabria attiva nel settore musicale e culturale, lo spettacolo coniuga musica dal vivo, prosa e poesia, attraverso l’opera di una voce originale e interessante. Charles Winning, scozzese di nascita, reggino per scelta, è un artista che racconta in musica storie, un poeta che incrocia esperienze e le trasfigura in suono. L’autore indaga cosa si muove sotto l’apparente calma della superficie del mare, e dà vita a volti e misteri di una città immaginaria, un amalgama di due cittadine reali, una in Sicilia e l’altra in Calabria.

Lo spettacolo è una sperimentazione audace e coinvolgente, con la voce dello stesso Winning e dell’attore e regista Americo Melchionda, accompagnati da Alessio Lex Mauro, alla chitarra e al basso, e Domenico Crea, alle tastiere.

Il cartellone messo a punto da Officine Jonike Arti, promosso dal Comune di Reggio Calabria nell’ambito del progetto “ReggioFest2023: cultura diffusa” e finanziato a valere sul Fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo della Direzione Generale Spettacolo del Ministero della Cultura, continua con grande successo, confermato dall’ottimo riscontro del pubblico e dall’apprezzamento delle realtà culturali, associative e scolastiche della città con le quali attua proficue sinergie. (rrc)