SAN FILI (CS) – Dal 20 al 22 gennaio in scena “Le Troiane”

Dal 20 al 22 gennaio, al Teatro Gambaro di San Fili, in scena lo spettacolo Le Troiane del Teatro Rossimona, diretto da Lindo Nudo.

Le Troiane, liberamente ispirato alla tragedia di Euripide, riporta l’attenzione sul tema della guerra per evidenziarne gli orrori e il crollo dei valori che i conflitti portano sempre con sé, ai nostri tempi come nella remota età delle vicende mitologiche.

Adattamento drammaturgico e regia sono di Lindo Nudo, che porta sul palcoscenico gli attori Salvatore Caira, Natalina Corina, Teresa Crocco, Ilaria Curcio, Corrado De Pasquale, Pietro Di Francesco, Marianna Esposito, Daniela Macario, Tonia Mingrone, Simone Rende, David Santoro e Serena Scigliano.

L’azione si svolge  nell’accampamento greco sulla spiaggia di Troia, tra la città e il mare. Sullo sfondo, nella luce crescente del giorno, si scorgono le mura di Troia, sotto la cappa di fumo degli incendi, in primo piano, sono le tende degli Achei, dove i vincitori stanno raccogliendo le donne troiane prigioniere, destinate a loro per sorteggio.

La guerra dunque, insieme agli orrori che ne costituiscono la tragica essenza, compone lo sfondo di un dramma ambientato in una Troia ormai devastata: il destino della città è  rappresentato da una polifonia di voci femminili che, straziate dal dolore per la perdita dei loro affetti più cari e della patria, danno vita a scene fra le più patetiche di tutto il teatro euripideo. (rcs)

SERSALE (CZ) – Successo per la commedia “Chista Foze Annata”

Il teatro in vernacolo è tornato a Sersale, con la commedia Chista Foze Annata, andata in scena lo scorso 26 dicembre all’Auditorium De Andrè.

Una iniziativa resa possibile grazie al  Circolo Arci-Uisp “Il Piacere di stare Insieme” di Sersale. Presenti il sindaco Carmine Capellupo e il vicesindaco Tommaso Berlingò.

Scritta in vernacolo, da Peppino Spadafora e Ivone Procopio, si tratta  di un’opera teatrale ricca di spunti assai eloquenti. Il Sindacato Libero Scrittori Italiani sezione Calabria, presieduto da Luigi Stanizzi, ha colto l’occasione per congratularsi con il gruppo teatrale, con l’Arci, gli autori, il regista, con tutti quelli che hanno contribuito per l’ottima riuscita dell’iniziativa apprezzata da centinaia di spettatori.
«La città di Sersale – ha precisato Luigi Stanizzi – si distingue nettamente da tanti centri Presilani per sensibilità culturale e operosità, grazie a operatori come Spadafora e diversi altri  che da tanti anni offrono il loro generoso contributo d’amore alla loro terra. Va riconosciuto il merito e l’impegno del sindaco Capellupo, del vicesindaco Berlingò, dell’assessore alla cultura Pettinato, dell’intera amministrazione quando decidono di sostenere in qualunque forma le attività culturali di questo importante e rinomato centro montano».
Il presidente del Circolo, prof. Antonio Mazza, ha sottolineato: «TeaTrarci, è soltanto una delle tante attività dell’Arci, alle quali nessuno si deve sentire estraneo, siamo tutti coinvolti e corresponsabili nella stessa misura e speriamo di mantenere vivo lo stesso entusiasmo, che ci ha caratterizzato e contraddistinto nel corso degli anni!».
Lo stesso entusiasmo, autentico, diretto e immediato, dei veri protagonisti della scena, sulla scena e per la scena, in ordine di apparizione: Serafina Borelli, nel ruolo di mamma, saggia, scrupolosa e responsabile; Monica Facciolo, in quello di sorella esigente e intempestiva; Antonio Schipani, di figlio maggiore; Cinzia Perri, di moglie affettuosa; Marco Perri, bambino prodigio; Antonella Rizzetta, in quello di giovane sposa in attesa; Gabriele Scalise, in quello di giovane marito, forse anche un po’ troppo apprensivo; Vincenzo Rizzo, nel ruolo di dipendente Enel; Lucia Borelli, di vicina di casa un po’ invadente; Mauro Perri, in quello di nipote furbetto e irresponsabile. Tutti comunque giovani talenti, artisti per vocazione e certamente anche stimati concittadini sersalesi, uniti dalla passione per il teatro! Compreso l’ormai affermata Manuela Lupia.
«Il tutto – ha rimarcato fra l’altro Pasquale Talarico, autore sersalese che mantiene un legame viscerale con la sua terra – in un clima di consolidato spirito di gruppo e di reciproco rispetto, che fa davvero tanto onore all’intera comunità sersalese, nonché alla scrupolosa regia di Peppino Spadafora, che gode del divino privilegio di essere sempre se stesso, autentico, diretto e immediato, a prescindere!». (rcz)

REGGIO – Il 21 gennaio al Teatro Cilea Marco Cavallo in “Amore sono un po’ incinta”

Il 21 gennaio, al Teatro “Francesco Cilea” di Reggio Calabria, in scena l’attore Marco Cavallaro in Amore sono un po’ incinta, per la stagione di Officina dell’Arte guidata da Peppe Piromalli.

A raccontare la difficoltà di essere oggi genitore, insieme all’istrionico Cavallaro (nel ruolo di Maurizio, meccanico quarantenne), i bravissimi attori Sara Valerio (Roberta, donna in carriera), Marco Maria Della Vecchia (Ugo, amico di Roberta) e Guido Goitre (Armandino, collega di Maurizio) protagonisti di una storia che  ha in serbo qualcosa di unico, imprevedibile e pieno di notti insonni.

«Pur non essendo padre, ho raccontato cosa vuol dire avere un figlio portando all’esasperazione alcuni aspetti colti dalle narrazioni di amici diventati genitori – ha spiegato  Cavallaro –. Il successo della commedia è che lo spettatore ci si ritrova e ride su una pièce molto veloce e coinvolgente. Il pubblico non solo viene catapultato in una normale quotidianità ma, è travolto dal cast di attori, dal reparto tecnico, dalla scenografia costruita da Lorenzo Zollo, dalla colonna sonora, dalla regia, dai costumi, dal testo, dalla voce fuori campo della bambina che è di Monica Ward, l’ormai conosciutissima Lisa Simpson. Unisci tutti questi elementi e lo spettacolo funziona e piace tanto».
Il vulcanico attore, regista e autore vanta anche di «essere figlio adottivo di Reggio» grazie all’Officina dell’Arte che gli «ha dato la possibilità di far conoscere i suoi lavori, apprezzati e portati non solo in giro per l’Italia ma anche all’estero».
«Essere in una stagione teatrale fatta col cuore e tanti sacrifici è un onore e anche, una responsabilità – ha concluso l’attore –. Piromalli è un mecenate del teatro, un uomo intelligente, divertente, che non si tira mai indietro e, soprattutto, crede in un sogno che porta avanti da solo. Non è facile programmare e realizzare una stagione teatrale senza aiuti: Peppe può contare solo sul pubblico. E poi è un collega straordinario: a Marzo, per due mesi, saremo in giro con la mia nuova commedia “Come fosse amore” che spero di portare il prossimo anno anche a Reggio, la mia seconda casa». (rrc)

CATANZARO – Domenica d’Incanto, “La Bella Addormentata” è già sold out

È già sold out La bella addormentata nel bosco, lo spettacolo che andrà in scena domenica 15 gennaio al Teatro Comunale di Catanzaro, alle 18.30.

Si tratta del nuovo appuntamento di Domenica d’Incanto, che vedrà protagonisti attori e allieve della compagnia diretta da Francesco Passafaro.

La Bella addormentata nel bosco” che non è solo la storia della principessa Aurora che si punge con il fuso di un arcolaio, ma è soprattutto la storia di Malefica (o Carabosse nella versione originale): una donna ferita, rifiutata dalla società, che decide di colpire il punto più debole della società stessa.

«Una storia senza tempo, messa in scena con lo stile del Teatro Incanto, adatta a tutta la famiglia – ha spiegato il direttore artistico, Francesco Passafaro –. Ed è proprio alle famiglie che vogliamo rivolgerci, vogliamo che siate tanti a occupare il teatro Comunale, e anche per questo i bambini sotto i 10 anni entrano gratuitamente. Vogliamo che i bambini vengano a teatro, che possano divertirsi in un luogo sano come il teatro e se glielo insegniamo da piccoli, continueranno a farlo anche da adulti».

«Tutto nasce dal nostro TeatroLAB, la nostra scuola di teatro, che è cresciuto enormemente in quantità e soprattutto in qualità, perché ci sono dei talenti che si fanno notare e poi la nostra compagnia dei Bimbi, che sono davvero delle piccole meraviglie – ha continuato ancora Passafaro –. Quest’anno abbiamo insegnanti di canto, di danza, di cinema, di “Theater Fitness” per essere pronti a tutto, quindi abbiamo pensato di realizzare 3 commedie musicali, La Bella addormentata nel bosco, La spada nella roccia e Aladdin, in un reinventare lo spettacolo per tutta la famiglia.  Questi spettacoli sono stati scelti per realizzare delle produzioni nuove, degli spettacoli da vedere tutti insieme, perché pensiamo che comunque a Teatro possa vincere il messaggio che la storia trasmette».

Una sfida, quella lanciata da Francesco Passafaro, per questa stagione che sembra essere stata molto apprezzata dal pubblico del Teatro Comunale che ha scelto di premiare l’impegno la determinazione nel superare i limiti di una programmazione prettamente amatoriale maturando con la produzione, con un altro sold out. Tutto pieno domenica, tanto che si torna in scena anche domenica 22 gennaio, sempre alla stessa ora: ci fono ancora dei posti, affrettatevi! (rcz)

CITTANOVA (RC) – Il 21 gennaio il Balletto di Mosca in “La Bella Addormentata”

Il 21 gennaio, al Teatro Gentile di Cittanova, in scena La Bella Addormentata del Balletto di Mosca.

Lo spettacolo rientra nell’ambito della 19esima stagione teatrale organizzata dall’Associazione Kalomena con il patrocinio dell’Amministrazione comunale.

«Con tale scelta  – viene spiegato in una nota –desideriamo confermare l’impegno dell’Associazione Kalomena che da sempre vuole mettere in risalto la capacità del teatro, della danza, della musica e dell’arte di veicolare messaggi di pace, di amore e di rispetto per la libertà e la dignità di ogni uomo e donna in ogni parte del mondo. Perché la cultura unisce il mondo. In un’epoca in cui sembra prevalere la spinta ad alzare muri, che serviranno solo a trasformare in prigionieri chi li costruisce, riteniamo invece fondamentale costruire ponti di dialogo tra culture, religioni, mondi diversi».

«Per questo, nel ripudiare ogni forma di guerra e di violenza – continua la nota – ribadiamo la condanna dell’invasione dell’Ucraina da parte delle truppe di Putin, siamo al fianco del popolo ucraino ed esprimiamo la propria vicinanza e solidarietà a tutte le vittime e tutti coloro che stanno soffrendo a causa della guerra».

La Bella Addormentata è un balletto in un prologo e due atti, con le musiche di Pyotr Ilych Tchaikovsky, con le coreografie che Marius Petipa, scenografie del Russian Classical Ballet, costumi e direzione artistica di Evgeniya Bespalova.

La Bella Addormentata è un incredibile capolavoro del balletto classico. La dimensione del sogno risveglia la magia delle fiabe, un mondo incantato di castelli, foreste, maledizioni e incantesimi. Solo un bacio dell’amor puro spezzerà il sortilegio. Quest’opera, consacrazione del romanticismo, basato sul racconto di Charles Perrault “La Belle au Bois Dormant”, integrato nello stile francese del XVIII secolo, è considerato una delle pièce che crea più interesse per il pubblico.

Questa rappresentazione è una grande sfida per i ballerini, specialmente nell’interpretazione del personaggio principale Princess Aurora, che richiede uno stile cristallino elegante e fragile. Eseguito dalle principali compagnie mondiali, questo capolavoro di Piotr Tchaikovsky è senza dubbio una delle pagine più belle dell’illustre compositore russo. Melodie eterne come “Rosa Adagio” e “Grande Valse Villageoise” rivelano il lirismo dell’autore. La relazione tra la musica di Čajkovskij e la coreografia di Marius Petipa è così perfetta che sarebbe difficile immaginare un’altra lettura della partitura. Pertanto, la musica e la coreografia in simbiosi geniale hanno reso questa pièce l’Opera più emblematica della danza classica. Questa produzione presenta un incredibile set di bellezza e realismo, costumi prodotti con dettagli sontuosi e barocchi, un ensemble di solisti e un corpo di ballo guidato da star del balletto russo.

«Il Russian Classical Ballet diretto da Evgeniya Bespalova si propone – conclude la nota – già dalla sua fondazione avvenuta nel 2005 nella città di Mosca, di conservare integralmente la tradizione del balletto classico russo. La compagnia è composta da un cast di ballerini diplomati nelle più prestigiose scuole coreografiche: Mosca, San Pietroburgo, Novosibirsk, Perm; Corpo di ballo e solisti, provenienti dalle principali Compagnie russe, danno corpo a questo ensemble, nel quale preparazione accademica ed esperienze internazionali si sposano con l’irriverenza di talenti emergenti nel panorama della danza classica moscovita». (rrc)

REGGIO – Al Teatro Cilea in scena “Mine Vaganti”

Giovedì 12 gennaio, al Teatro Francesco Cilea di Reggio Calabria, alle 21, in scena Mine Vaganti, uno spettacolo di Ferzan Ozpetek e con Francesco Pannofino, Iaia Forte, Erik Tonelli, Carmine Recano e con Simona Marchini.

Lo spettacolo apre la sesta edizione della rassegna Le maschere e i volti, organizzata dalla Polis Cultura.

«Nell’adattamento teatrale di Mine Vaganti – ha dichiarato il regista Ferzan Ozpetek – ho cercato di mantenere un impianto che lasci intatto lo spirito della pellicola.  Ho dovuto lavorare per sottrazioni, lasciando quell’essenziale intrigante, attraente, umoristico. Ho tralasciato circostanze che mi piacevano tanto, ma quello che il cinema   mostra,  il teatro nasconde, e così ho sacrificato scene e ne ho inventate altre, anche per dare nuova linfa all’allestimento».

Rimane invariata la famiglia Cantone, proprietaria di un grosso pastificio, con le sue radicate tradizioni culturali alto borghesi e un padre desideroso di lasciare in eredità la direzione dell’azienda ai due figli. Tutto precipita quando uno dei due si dichiara omosessuale, battendo sul tempo il minore tornato da Roma proprio per aprirsi ai suoi cari e vivere nella verità.

«Racconto storie di persone, di scelte sessuali, di fatica ad adeguarsi ad un cambiamento sociale ormai irreversibile. Qui la parte del pater familias è emblematica, oltre che drammatica e ironica allo stesso tempo. Le emozioni dei primi piani –  ha proseguito Ozpetek – hanno ceduto il posto a punteggiatura e parole. Il teatro può permettersi il lusso dei silenzi, ma devono essere esilaranti, altrimenti vanno riempiti con molte frasi e una modulazione forte, travolgente». 

«A teatro non ci si dovrebbe mai annoiare – ha concluso –. Sono partito da questo per evitare che lo spettacolo fosse lento. Ho optato per un ritmo continuo, che non si ferma, anche durante il cambio delle scene. Ho realizzato una commedia che mi farebbe piacere andare a vedere a teatro, dove lo spettatore è parte integrante della messa in scena e interagisce con gli attori, che spesso recitano in platea come se fossero nella piazza del paese e verso cui guardano quando parlano». (rrc)

CATANZARO – Mercoledì al Politeama “Mine vaganti”

È con lo spettacolo “Mine vaganti”  con la regia di  Ferzan Ozpetekche si apre la nuova stagione del Teatro Politeama di Catanzaro.

Dal cinema al palco, lo spettacolo, inserito nella rassegna Musica & Cinema, è realizzato da Nuovo Teatro, diretta da Marco Balsamo, in coproduzione con Fondazione Teatro della Toscana e vedrà salire sul palco una squadra di attori di assoluto livello capitanata da Francesco Pannofino, Iaia Forte, Erik Tonelli, Carmine Recano e Simona Marchini.

Una commedia vorticosa ed ironica, che tra dialoghi incalzanti e interazioni con il pubblico in sala, riesce a raccontare la nostra resistenza al cambiamento e a mettere a nudo quelle convenzioni che troppo spesso ci condizionano. Una prospettiva che si realizza con un cast corale e una progressione drammaturgica che ha il sapore di una favola dolce-amara, che fa riflettere con leggerezza e affronta il tabù della vergogna sociale della famiglia del Sud in cui tutto è plasticamente immobile. L’impianto scelto da Ozpetek lascia intatto lo spirito della pellicola premiata con 2 David di Donatello, 5 Nastri d’Argento e 4 Globi d’Oro. 

«Ho dovuto lavorare per sottrazioni, lasciando quell’essenziale intrigante, attraente, umoristico – racconta il regista –. Ho tralasciato circostanze che mi piacevano tanto, ma quello che il cinema mostra, il teatro nasconde, e così ho sacrificato scene e ne ho inventate altre, anche per dare nuova linfa all’allestimento». 

«L’ambientazione pure cambia – ha continuato –. Ora una vicenda del genere non potrebbe reggere nel Salento, perciò l’ho ambientata in una cittadina tipo Gragnano o lì vicino. In un posto dove un coming out ancora susciterebbe scandalo». «Rimane la famiglia Cantone – ha detto ancora – proprietaria di un grosso pastificio, con le sue radicate tradizioni culturali alto borghesi e un padre desideroso di lasciare in eredità la direzione dell’azienda ai due figli. Tutto precipita quando uno dei due si dichiara omosessuale, battendo sul tempo il minore tornato da Roma proprio per aprirsi ai suoi cari e vivere nella verità». 

«Le emozioni dei primi piani hanno ceduto il posto a punteggiatura e parole, il teatro può permettersi il lusso dei silenzi, ma devono essere esilaranti, altrimenti vanno riempiti con molte frasi e una modulazione forte, travolgente. A questo proposito – ha concluso Ozpetek – ho tratto spunto da personali esperienze, la piazza/pubblico è il cuore pulsante che scandisce i battiti della pièce». (rcz)

Enrico Brignano fa il pieno di pubblico e risate al Rende Teatro Festival

Enrico Brignano ha fatto tappa al Teatro Garden di Rende per il Rende Teatro Festival.

Un evento davvero unico e speciale, incluso nel progetto teatrale “Tirreno Festival” ideato e diretto da Alfredo De Luca, patrocinato dalla Regione Calabria e realizzato con la collaborazione della Show Net di Ruggero Pegna.

Dopo il tutto esaurito in poche ore dello spettacolo delle ore 21:00, per far fronte all’incredibile richiesta si è resa necessaria una seconda replica alle ore 17:00, andata anch’essa sold out in pochissimi minuti, per un totale di 2000 spettatori e molti altri rimasti senza biglietto. Vista la grandiosa risposta, è probabile un ritorno dello show già in estate al Teatro dei Ruderi di Diamante.

Un successo straordinario per l’amatissimo attore e comico romano, al centro di una scena suggestiva e abbondantemente illuminata nello stile dei grandi varietà televisivi, che ha ricambiato con due spettacoli davvero eccezionali, capaci di strappare risate continue e applausi convinti fino alla standing ovation finale in ognuna delle repliche. Un monologo mozzafiato, a tratto intervallato dalle apparizioni di surreali ballerini e musicisti e da altre trovate sceniche, che ha infiammato e trascinato tutti nel clima festoso di un teatro pervaso da un’allegria straripante e contagiosa.

Enrico Brignano in oltre due ore di autentico “one man show” ha sfoderato tutta la sua bravura e la sua classe da gigante del teatro comico italiano, portando il pubblico a ridere a crepapelle, spesso fino alle lacrime, tra racconti e aneddoti intrisi d’ironia e, a tratti, da una vena sarcastica irresistibile. Battute incalzanti, tirate fuori a raffica addosso a spettatori desiderosi di divertimento, hanno creato un feeling immediato e, sin da subito, letteralmente fatto “esplodere” il teatro in risate inarrestabili, collettive e a momenti quasi convulsive.

Dai tanti “no” ricevuti ai primi provini di attore in cui veniva sistematicamente bocciato, ai corteggiamenti sotto il Colosseo con la sua scomoda 500 disegnata da Giugiaro, magari con Radio Maria in sottofondo, fino ad irresistibili gag sui rapporti tra mariti e mogli, è stata una cura di puro e sano divertimento, una immersione nella grande comicità d’autore di uno degli attori più amati dal pubblico di tutte le età e target. Anche a Rende, si è avuta la conferma che l’ex allievo di Gigi Proietti oggi è un indiscutibile maestro della comicità e del miglior teatro leggero italiano.

Al termine, anch’egli visibilmente contento per il calore e l’accoglienza del pubblico arrivato da ogni angolo della Calabria, Brignano ha ringraziato tutti in modo sincero, formulando i migliori auguri per il nuovo anno e finanche esternando una forte e convinta condanna alla ‘ndrangheta che “offende tutti i calabresi, le mamme, le donne di questa regione”, invitando i giovani e, appunto, le donne in particolare, a “non arrendersi e combattere questo autentico cancro che attanaglia una terra bellissima e ricca di cultura, non caso culla della Magna Graecia!”. Strameritato il Premio del “Rende Teatro Festival” e, soprattutto, il clamoroso successo e l’abbraccio del numerosissimo pubblico. (rcs)

POLISTENA (RC) – In scena “Que Serà”

Domani sera, a Polistena, alle 21, all’Auditorium Comunale, in scena Que Serà, opera teatrale che è uno straordinario racconto di amicizia e di vita, un testo di Roberta Skerl, autrice teatrale attiva già da molti anni, per la regia di Paolo Triestino.

Lo spettacolo rientra nll’ambito della rassegna Il Teatro in Tutti i Sensi, la stagione teatrale curata da Dracma – Centro Sperimentale d’Arti Sceniche. Un cartellone che ha fatto tanto parlare di sé già in questi primi mesi di programmazione, registrando un grande successo di pubblico, oltre che l’apprezzamento di attori, registi, addetti ai lavori che lo hanno riconosciuto come uno tra i più interessanti su scala nazionale.

Oltre che regista, Triestino è anche uno degli attori in scena, forte di un curriculum che negli anni lo ha visto già diretto da registi del calibro di Monicelli, Lavia, Verdone, Pingitore, Archibugi, Dino Risi e altri. Accanto a lui: Edy Angelillo, anche lei al lavoro tra cinema e teatro con mostri sacri come Alberto Sordi, Duccio Camerini, Fausto Brizzi, e protagonista in tv in programmi come il Festival di Sanremo, Tale e Quale show, e fiction quali Un medico in famiglia, Don Matteo, Noi; ed Emanuele Barresi, attore, autore e regista, già al lavoro con Paolo Virzì, Silvio Soldini, Francesco Bruni e tanti altri.

L’opera si snoda lungo il rapporto d’amicizia che lega i tre protagonisti, Filippo, Giovanni e Ninni, amici da sempre e per sempre. In una cena d’estate tra profumi e note brasiliane, dove l’allegria non manca, tra parole, risate e pensieri ecco che all’improvviso tutto cambia, perché qualcosa di imprevisto, di molto imprevisto, accade, portandoci a chiedere così siamo disposti a fare per il nostro migliore amico.  Sulle note della celebre canzone di Chico Buarque de Hollanda, da cui Ivano Fossati ha tratto la versione italiana splendidamente interpretata da Fiorella Mannoia, “Que Serà” indaga sulla profondità dei legami, affrontando questioni delicate e cruciali con la leggerezza della commedia, tra ironia e poesia. (rrc)

CORIGLIANO ROSSANO – Al Castello Ducale “Create Duets” e “Fuga dal tango”

Si intitolano Create DuetsFuga dal tango, i due spettacoli della Compagnia Create Danza che andranno in scena domani, nel Salone degli Specchi del Castello Ducale di Corigliano Rossano.

Due spettacoli che rientrano nel post Festival di Ramificazioni, il primo festival della danza d’autore in Calabria. Create Duets andrà in scena alle 18, mentre alle 21 Fuga dal tango.

20 spettacoli, 14 compagnie di danza, tra le più prestigiose nel panorama nazionale e 6 città calabresi protagoniste: Corigliano – Rossano, Rende, Cosenza, Soverato, Polistena e Palmi. Sono, questi, alcuni dei numeri dell’edizione 2022 di Ramificazioni Festival, riconosciuto per il triennio dal Ministero della Cultura (MIC) e dedicato alla creatività contemporanea, alle arti visive e coreutiche, alla formazione e alla promozione della cultura della danza, dal basso.

Create duets è una trilogia dei duetti di repertorio della compagnia, che comprende Once my heart is laid, Cruda carnetrafitto da un raggio di sole. Once my heart is laida pièce che racconta l’amore romantico, la passione, la stanchezza e l’esaurirsi di un rapporto, nella continua aspettativa che una relazione continui immutata nel tempo e che ha conquistato, tra gli altri riconoscimenti, nazionali e internazionali, il 1° posto al Ballet Grand Prix 2022 di Vienna; Cruda Carne, nel quale il sentimento amoroso e l’atto violento si compenetrano da sempre, intrecciati al punto da serrarsi in un nodo inestricabile che costituisce il
“fattore molesto” della civiltà; e Trafitto da un raggio di sole, un lavoro introspettivo a tratti comico e divertente, una sorta di tragicommedia che è un tratto distintivo della nostra contemporaneità.

È una raccolta di 3 produzioni inedite, sul passo a due, firmate dal coreografo Filippo Stabile, quella che sarà portata in scena. Il filo conduttore della trilogia è il tema delle relazioni umane.

Fuga dal tango è, invece, la nuova produzione firmata dal coreografo Filippo Stabile che ha all’attivo tournèe mondiali in Cina, Giappone, Indonesia, Thailandia, Russia, Emirati Arabi, Africa, Etiopia, Europa, America Latina. Con le musiche dal vivo a cura del Maestro Fisarmonicista Pierfrancesco Pettinato. Interpretata dai Maestri e danzatori Carlo Mandolito, Alicia Russo, Filippo Stabile e Carola Puglisi(rcs)