A ottobre torna la stagione dell’Officina dell’Arte di Reggio

Il 22 ottobre prende il via al Teatro “Francesco Cilea” di Reggio Calabria la nuova stagione teatrale dell’Officina dell’Arte, diretto da Peppe Piromalli, con otto spettacoli che vedrà arrivare in riva allo Stretto veri “cavalli di razza” del teatro, della televisione e del cinema.

«La nostra nuova stagione 2022-2023 è un cartellone vivo e aperto a target distinti di pubblico – ha dichiarato l’attore Piromalli – e anche quest’anno, abbiamo voluto fare un ulteriore omaggio alla città e a chi ancora oggi, è restio all’arte: un cartellone di qualità accessibile a tutti. Il teatro è un luogo di incontro, confronto, scambio di esperienze ma, soprattutto, di crescita e formazione. L’arte ci nutre ed è quello specchio attraverso il quale, ogni spettatore si scruta dando voce al proprio inconscio».

Ma andiamo nel dettaglio del programma che, come detto, alzerà il sipario della massima culla dell’arte reggina il 22 ottobre con la graffiante commedia “Il Test” che ha sbancato i botteghini spagnoli, da Barcellona a Madrid ed è arrivata in Italia con Roberto Ciufoli, Benedicta Boccoli, Simone Colombari e Sarah Biacchi; il 19 novembre torna in riva allo Stretto il mattatore Maurizio Battista con il suo ‘one man show’ “Tutti contro tutti”, il 10 dicembre il vulcanico Biagio Izzo con l’esilarante commedia “Tartassati dalle tasse”, il 21 gennaio la divertente commedia “Amore sono un po’ incinta” di e con Marco Cavallaro, Sara Valerio, Antonio Conte e Guido Goitre, il 17 febbraio la pièce “Non ci resta che ridere” con un poker di attori formato da Francesco Procopio, Enzo Casertano, Loredana Piedimonte, Giuseppe Cantore.

Il 17 marzo la commedia “O…tello O…Io” con un formidabile quartetto artistico Francesco Paolantoni, Stefano Sarcinelli, Susy del Giudice e Fabio Balsamo; il 22 aprile il varietà “C’è Costa per te” con il comico siciliano Antonello Costa, Annalisa Costa e il corpo di ballo; il 20 Maggio chiuderà la commedia “Boeing boeing”, entrata nel guinness dei primati come la pièce francese più rappresentata al mondo e che porterà sul palco gli attori Matteo Vacca, Marco Fiorini, Claudia Ferri, Ramona Gargano, Elisa Pazi e Martina Zuccarello.

«L’Officina dell’Arte punta sempre più in alto perché il nostro motto è: ‘divertire, emozionare, sognare’ – ha concluso Piromalli –. Tutte le mie energie fisiche ed economiche e la mia incrollabile passione e follia per il teatro, sono al servizio della felicità del mio pubblico». (rrc)

A Catonateatro in scena “Grease”

Questa sera, a Catona, alle 21.15, all’Arena Alberto Neri, in scena la Compagnia della Rancia in Grease, di Jim JacobsWarren Casey, con regia e adattamento di Saverio Marconi, traduzione di Michele Renzullo e liriche italiane di Franco Travaglio e Michele Renzullo.

Lo spettacolo rientra nell’ambito del Festival Catonateatro.

Una storia d’amore che nasce nelle “sere d’estate”, e poi tanto rock and roll, canzoni indimenticabili e coreografie travolgenti: sono gli ingredienti che hanno reso Grease, il musical più visto in più di 20 anni di repliche in Italia.

Grease Il Musical è una festa travolgente che dal 1997 accende le platee italiane, e ha dato il via alla musical-mania trasformandosi in un vero e proprio fenomeno di costume “pop”, un cult intergenerazionale che non è mai stato così attuale ed è amatissimo anche dalle nuove generazioni.

In oltre 20 anni di successi strabilianti in Italia, Grease Il Musical si è trasformato in una macchina da applausi, cambiando il modo di vivere l’esperienza di andare a teatro. Oggi è una magia coloratissima e luminosa che si ripete ogni sera, una festa da condividere con amici e famiglie, senza riuscire a restare fermi sulle poltrone ma scatenarsi a ballare: un inno all’amicizia, agli amori indimenticabili e assoluti dell’adolescenza, oltre che a un’epoca – gli anni ’50 – che oggi come allora rappresentano il simbolo di un mondo spensierato e di una fiducia incrollabile nel futuro.

«Si vedono tra il pubblico scatenarsi insieme almeno tre generazioni, – ha dichiarato il regista Saverio Marconi – ognuna innamorata di Grease per un motivo differente: la nostalgia del mondo perfetto degli anni Cinquanta, i ricordi legati al film campione di incassi del 1978 con John Travolta e Olivia Newton-John e alle indimenticabili canzoni, l’immedesimazione in una storia d’amore senza tempo, tra ciuffi ribelli modellati con la brillantina, giubbotti di pelle e sbarazzine gonne a ruota». (rrc)

 

Successo per la commedia “Fortuna con la C maiuscola” della Compagnia Vercillo

Grande successo, a San Mazzeo (Conflenti), per la commedia Fortuna con la C maiuscola della Compagnia Vercillo di Lamezia Terme organizzato dalla Comunità di San Mazzo insieme all’Amministrazione comunale di Conflenti e il parroco Adamo Castagnaro.

In una suggestiva cornice di montagna, ecco che alle ore 21, una luna splendente si è alzata in cielo per illuminare il palco che ospitava gli attori.

Contestualizzata al territorio, gli attori hanno riscaldato la serata con espressioni visive e linguistiche del vernacolo, proiettando il pubblico agli anni 60, con una morale però, ancora vibrante per il nostro oggi.

La 57° replica di una commedia “Fortuna con la C maiuscola”, liberamente tratta da Eduardo de Filippo che ancora una volta, è riuscita a divertire con un perfetto equilibrio tra comicità e morale, chiamando il pubblico quale complice di scena e di vita.

Ogni attore un suo carattere, ogni personaggio una sua identità ma è solo grazie alla magistrale regia di Raffaele Paonessa che tutti sono riusciti a comunicare fra loro, dialogando per passione teatrale ed emozione scenica.

A fine serata, dopo i ringraziamenti di rito, la compagnia lametina con il simbolo di una busta bianca vuota, consegnata agli organizzatori, ha devoluto il cachet di compenso per la prestazione artistica, quale contributo per i lavori in corso, alla parrocchia di Sant’Anna, della quale ricorrevano i festeggiamenti.

«Siamo felici – ha poi aggiunto il regista, Raffaele Paonessa – di aver portato il nostro teatro ma soprattutto il nome del nostro Gruppo, in un comune, quale quello di Conflenti, tanto caro proprio al nostro padre Giovanni Vercillo, così come il borgo di San Mazzeo, meta di escursioni che in passato hanno caratterizzato la nostra formazione parrocchiale».

«Il teatro accende riflettori di scena ma crediamo – ha continuato il regista – che debba spegnere la distrazione umana che spesso perde di vista le cose importanti per dedicarsi a quelli urgenti, dimenticando quanto sia necessario collocare al primo posto l’altro».

Come ha anche ricordato Don Adamo, padre Giovanni Vercillo ha insegnato a vivere in fraterna comunione e lo ha fatto fino alla fine, e soprattutto nel momento più difficile della malattia che ne ha spento il corpo ma mai lo spirito. E gli attori di Lamezia Terme, non dimenticano mai quel suo motto “omaggio al nulla provvisorio”, frase incorniciata nella stanza del sacerdote minimo.

Una serata, dunque, si nel segno della commedia napoletana dei fratelli de Filippo, ma anche e soprattutto, di amicizia fra le due comunità, che ha trovato suggello nella grande generosità gastronomica delle cuoche di San Mazzeo che hanno con l’arte delle loro preziose mani, coccolato la compagnia Vercillo intirizzita dal freddo ma riscaldata dall’affetto di tutti, grandi e piccini. (rcz)

TIRIOLO (CZ) – Lo spettacolo “Felicia, una donna contro la mafia”

Questa sera, a Tiriolo, alle 22, a Piazza Italia, è in programma lo spettacolo Felicia di Angelo Sicilia Francesca Prestìa, nell’ambito del Tarantella Power, il festival tematico dedicato alla musica tradizionale calabrese creato e diretto dall’Associazione Arpa e giunto alla 18esima edizione.

I pupi e le pupe siciliane con la cantastorie calabrese faranno riecheggiare nel centro storico antichi linguaggi e antiche bellezze artistiche. Loro, custodi di storia, identità e tradizioni trasformeranno un patrimonio disperso in un patrimonio diffuso attraverso la storia di una donna, Felicia Impastato, madre di Peppino, madre coraggio e simbolo della determinazione delle donne del Sud.

Lo spettacolo, scritto a quattro mani dal Sicilia e dalla Prestìa, coniuga la grande tradizione dei pupi siciliani con l’arte dei cantastorie meridionali. I due artisti hanno unito le loro arti per narrare con gli strumenti del teatro di figura e del cantu e cuntu le drammatiche storie delle donne meridionali che hanno combattuto contro le mafie. Gli spettacoli, nati dalla loro collaborazione, sono in un tour per tutta Italia dal 2020. (rcz)

PORTIGLIOLA (RC) – In scena “Pasolini – In qualche luogo dell’anima”

Domani sera, a Portigliola, alle 21.30, al Palatium Romano di Quote San Francesco, in scena Antonio Tallura con Pasolini – In qualche luogo dell’anima, nell’ambito della settima edizione del Festival del Teatro Classico “Tra Mito e Storia”.

Con il terzo appuntamento della manifestazione quest’anno curata dal Gal Terre Locridee e inserita nel programma di promozione della Locride in qualità di Capitale Italiana della Cultura 2025 e che si fregia della direzione artistica di Elisabetta Pozzi, tornerà a calcare il palco del Festival uno dei suoi più cari amici, l’attore locrese Antonio Tallura che, riproponendo la collaborazione con il regista Giuseppe Foderaro che l’anno scorso ci ha regalato un singolarissimo inferno dantesco in dialetto calabrese, celebra in questa occasione un’altra ricorrenza, quella dei 100 anni dalla nascita del regista e poeta Pier Paolo Pasolini, al quale rende omaggio con uno spettacolo costruito sulle parole di Oriana Fallaci, Franco Citti e Ninetto Davoli.

Una grande testimonianza che ci aiuterà a conoscere meglio un Pasolini la cui anima, strappata via con violenza dal suo corpo, si muoverà sulla scena ritrovando tra i suoi oggetti più cari una lettera a lui indirizzata. Grazie all’impianto scenico di Foderaro e alle luci di Daniele D’Angelo, il pubblico vedrà scorrere immagini che rievocheranno i momenti più importanti della vita del drammaturgo, le cui emozioni saranno trasformate in musica dal violoncello di Cecilia Caminiti e dalla chitarra di Giovanni Tallura.

Assieme ad Antonio Tallura, si muoveranno sulla scena giovani speranze del panorama attoriale locale come Marco De Leo, Federico Fimognari, Domenico Morabito, che renderanno con i loro interventi ancora più iconica ed emozionante la messa in scena.

Uno spettacolo unico nel suo genere, che indagherà una parentesi drammatica della storia del nostro Paese, rendendo giustizia a uno suoi figli più illustri in uno dei luoghi più incantevoli che il nostro territorio possa offrire. (rrc)

PIANOPOLI (CZ) – In scena “Prometeus. Dalla terra il fuoco”

Domani sera, a Pianopoli, alle 22, a Corso Roma, in scena lo spettacolo Prometeus. Dalla terra il fuoco, della Compagnia Teatrale Ba17 e la regia di Angelica Artemisia Pedatella.

Lo spettacolo ha la narrazione di uno straordinario Claudio Cavaliere e la performance ancora più incisiva degli artisti, Massimo Rotundo, Angela Gaetano, Sabrina Pugliese, Giada Guzzo, Rapahel Burgo, Giuliana Tenuta e le percussioni di Antonio Sala.

Ispirato a testimonianze raccolte dalla regista Angelica Artemisia Pedatella e alle storie vere frutto della ricerca sociologica e storica di Claudio Cavaliere, il testo porta in scena il mondo contadino con la sua verità anticonvenzionale e impressionante, lontana da ogni romanticismo e ugualmente accattivante, profondamente vera e costruita su un’urgenza narrativa che continua a riscuotere l’interesse delle persone e delle amministrazioni.

Convinta di questa scelta è il sindaco Valentina Cuda: «Quando ho visto il trailer dello spettacolo e conosciuto la realtà della Compagnia Teatrale BA17 ho subito condiviso con l’amministrazione e la Proloco l’intenzione di portare a Pianopoli questa storia. Credo fortemente nella necessità di offrire alla nostra gente prodotti culturali nuovi e di qualità e in questo evento ho trovato esattamente quello che mi sembra necessario offrire: la verità e l’entusiasmo. Questi artisti ci hanno conquistato fin dal primo colloquio con la regista».

«Il nostro comune – ha spiegato – ha una vocazione agricola che si sposa perfettamente alle tematiche di “Prometeus” ed è mia volontà portare su questo territorio produzioni di qualità, arricchendo la proposta culturale di questo Comune. La cultura è identità e come tale deve essere in cima alle preoccupazioni di un amministratore. “Prometeus” in qualche modo ce lo ricorda».

Concorde nel ritenere necessario arricchire con prodotti come “Prometeus” il territorio di Pianopoli anche il presidente della Proloco Claudio Stranieri che include la Compagnia BA17 tra le occasioni dell’estate 2022: «La Proloco di Pianopoli è sempre fortemente impegnata per garantire la necessaria collaborazione alla fruizione culturale di ogni opportunità che possa giungere su questo territorio. Indubbiamente le nostre radici sono assolutamente legate alla terra e ai suoi prodotti e “Pometeus” così racconta anche un pezzo della nostra storia e lo fa con un linguaggio che ci regala l’entusiasmo che nessuno deve mai perdere. L’arte dovrebbe continuare ad assolvere a questa funzione essenziale per il futuro di tutti: emozionarci».

Il fuoco di Prometeus dunque continua ad accendere i borghi della Calabria e ad emozionare il pubblico sul ritmo delle percussioni travolgenti di una storia che non smette di affascinare e regalare emozioni. (rcz)

PORTIGLIOLA (RC) – Sabato in scena l’Edipo a Colono

Sabato 6 agosto, a Portigliola, tra le rovine del Palatium romano di Quote San Francesco, alle 21.30, in scena l’Edipo a Colono con Mamadou Dioume.

Lo spettacolo è il secondo appuntamento del Festival del Teatro Classico “Tra Mito e Storia”, quest’anno curata dal GAL Terre Locridee e inserita nel programma di promozione della Locride in qualità di Capitale Italiana della Cultura 2025 e che si fregia della direzione artistica di Elisabetta Pozzi.

L’opera di Sofocle, adattata e diretta da Gina Merulla e con protagonista Mamadou Dioume promette di trasformare in una messa in scena moderna, arricchita da musica barocca in versione elettronica l’antico dramma greco, lasciandone tuttavia intatto il viaggio psicologico nel dolore, quello della fine verso gli inferi, della violenza, del tradimento anche tra fratelli e delle scelte sbagliate senza ritorno. Sul palco, dei ballerini interpreteranno con il linguaggio del corpo le vicende del protagonista, mentre gli attori catalizzeranno le attenzioni dello spettatore rappresentando il cuore palpitante di questa grandiosa tragedia.

Il forte impatto musicale, tratto, tra gli altri, da Antonio Vivaldi, Tommaso Albinoni e Johann Sebastian Bach, accompagnerà la platea per tutta la durata dello spettacolo, sottolineando ogni grido di sofferenza, ogni azione umana anche violenta e predatoria, fino alla successiva ricerca dell’espiazione di ogni colpa, che giunge spesso tardiva, come l’accettazione di sé stesso.

Uno spettacolo a suo modo sperimentale che ci trasformerà tutti in un Edipo alla disperata ricerca della propria identità.

Una messa in scena che saprà unire con sapienza antichità e modernità senza scordare lo scopo primigenio delle antiche rappresentazioni teatrali greche, quella catarsi tanto decantata da Aristotele che ci farà certamente uscire dal teatro con animo leggero e arricchiti nella mente e nello spirito. (rrc)

Catonateatro, in scena “My Fair Lady”

Domani sera, a Catonateatro, alle 21.15, all’Arena Albero Neri, in scena My fair Lady, un musical di Frederick Loewe su libretto di Alan Jay Lerner, tratto dall’opera teatrale di George Bernard Shaw.

Uno spettacolo con la regia di Gisella Calì, con Maria Fiamingo, Emanuele Puglia e con Aldo Toscano, Cosimo Coltraro, Claudia Bazzano, Bruno Gatto, Alessandro Chiaramonte, Alex Caramma, Lorenzo Cristofaro, Rosario Rizzo, Giorgio Terrana, Filomena Venturo, Federica Mauceri, Ilenia Giuffrida, Francesca Mirone, Carlotta Di Bella.

Così come la pièce di Shaw, il musical racconta della rozza fioraia cockney Eliza Doolittle che prende lezioni dal fonetista Henry Higgins per poter diventare una vera signora e aprire un negozio. Il progetto è il risultato di una scommessa tra il professor Higgins ed il colonnello Pickering, fatta dopo che il professore ha affermato di poter trasformare una qualunque popolana in una lady con pochi mesi di lezioni. Dopo laboriose ed estenuanti lezioni, volte a far perdere alla ragazza le terribili inflessioni dialettali, ed un primo fallito tentativo di presentare Eliza in società, il professor Higgins può finalmente considerare riuscita la sua opera allorchè Eliza ottiene l’universale ammirazione dell’alta società.

Per Higgins e Pickering l’esperimento sarebbe così concluso, ma Eliza ha ormai una nuova personalità che le impedisce di tornare alla sua vecchia vita e d’altra parte è ormai profondamente la-lupa-foto-antonio-parrinello.jpginnamorata del suo maestro. Vedendosi incompresa, abbandona la casa di Higgins, il quale, soltanto allora, s’accorge dell’importanza che la fanciulla ha per lui.

Il musical, diretto da Moss Hart, con costumi di Cecil Beaton e scene di Oliver Messel, debuttò a Broadway nel 1956 e fu un grande successo di critica e pubblico: My Fair Lady rimase in scena per 2717 repliche, diventando così il musical più longevo dell’epoca, e vinse sei Tony Award, tra cui miglior musical. Si rivelò uno straordinario successo anche a Londra, dove rimase in scena per 2281 repliche al Theatre Royal Drury Lane. In entrambe le produzioni i ruoli dei due protagonisti furono interpretati da Rex Harrison e una giovane Julie Andrews. Harrison tornò a recitare anche nell’adattamento cinematografico Premio Oscar di George Cukor del 1964, con Audrey Hepburn (doppiata nel canto da Marni Nixon) nel ruolo di Eliza. Il musical fu successivamente riproposto sulle scene londinesi e newyorchesi in numerosi revival e si guadagnò l’appellativo di “musical perfetto”. (rrc)

 

 

A Montauro Armonie d’Arte Festival presenta il “Trittico” in prima assoluta

Armonie d’Arte Festival si sposta a Montauro, al Grangia di Sant’Anna, per presentare in prima assoluta il Trittico dedicato a Pier Paolo Pasolini, in occasione dei 100 anni dalla nascita.

Domani, infatti, sono previsti tre eventi dedicati all’attore, regista e drammaturgo, che inizierà con Le ceneri di Pasolini, con i versi di Igor Esposito, voce recitante di Peppino Mazzotta e ideazione e regia di Francesco Saponaro.

Si tratta di un’installazione visiva e una traccia  sonora della durata di 11 minuti ripetuta in maniera ciclica.
Una tavola imbandita, per banchetto, e alle una scritta che segnala la distanza che intercorre tra il luogo dell’installazione e il luogo della morte di Pier Paolo Pasolini, Ostia Idroscalo. La mattina del 2 novembre 1975, sul litorale romano, in un campo incolto in via dell’idroscalo, una donna, Maria Teresa Lollobrigida, scopre il cadavere di un uomo. È Ninetto Davoli a riconoscerne il corpo.

A seguire, il Porno-Teo-Kolossal di Pasolini, con voce recitante di Anna Bonaiuto e la regia di Francesco Saponaro.

«L’avventura picaresca di Porno-Teo-Kolossal, trattamento cinematografico di Pier Paolo Pasolini scritto per Eduardo De Filippo, è ancora più avvincente se la si legge come la confessione di un insaziabile desiderio di incontro tra arte e vita che attendeva solo di essere trasferito e impressionato su pellicola, se quella tragica morte non ci avesse privato di un’occasione straordinaria – scrive Saponaro –. Quello tra Eduardo e Pasolini è un incontro fondato sulla lucida complementarità di due sguardi che continuano a raccontare l’Occidente con le sue grandezze e le sue barbare miserie».

«Leggendo il trattamento – scrive ancora – mi sono chiesto come restituire, con la semplicità di una voce che serve la parola, la medianica potenza di queste visioni senza incorrere nel fraintendimento di una mimesi rappresentativa.
Ho chiesto ad Anna Bonaiuto, straordinaria interprete del nostro miglior teatro, di incarnare la lingua intima che Pasolini usa in questa scrittura complessa, carica di un abbagliante impegno ideologico e di esiti definitivi e testamentari, che migra dal tessuto narrativo di impianto epico-picaresco ai dialoghi più popolari del dialetto napoletano».

«Nella voce della Bonaiuto – si legge – c’è l’approccio sincero e dichiarato di un innamoramento materno che ci dà la possibilità di partecipare all’imponente costruzione drammatica di una lunga sequenza di immagini che esplodono in tutta la loro caparbia violenza, appena mitigata dagli sguardi comici e teneri di Eduardo e del suo servo Ninetto, nel quale Pasolini porta a uno dei punti più alti la densità metaforico-lirica del suo linguaggio».

Chiude la giornata Pasolini vs Warhol? un talk show multimediale di Francesco Saponaro grazie ad Alessandro Del Puppo.

«Nel 1975 – ha spiegato Saponaro – Pier Paolo Pasolini viene invitato a scrivere un testo critico su Ladies and Gentlemen, una serie di ritratti di travestiti newyorkesi realizzata da Andy Warhol ed esposta tra ottobre e dicembre dello stesso anno in una grande mostra a Ferrara. Quel testo comparve soltanto sei mesi dopo, in una mostra semiclandestina aperta dopo la morte del poeta».

«Nel 1975 Pasolini è al tempo stesso attuale e postumo – ha spiegato –. Accusa Warhol di essere privo di dialettica rivoluzionaria, mentre Warhol agisce già nel campo della cronaca, del vissuto, in una spettacolare messinscena di trasgressioni e successo, arti visive e omosessualità. I due nella realtà non si conobbero mai personalmente, ma questo match intellettuale tra due giganti del XX secolo è al centro di una vicenda intricata e affascinante. Intorno ruotano galleristi e critici d’arte rampanti, denaro, rock, flash e polaroid, sesso e droga, artisti e ragazzi, da una galleria all’altra, da un letto all’altro, tutti stregati dalle stelle evanescenti degli anni settanta. Pasolini e Warhol incarnano visioni opposte e inconciliabili della contemporaneità».

«La voce di Pasolini – ha concluso – che interroga e contesta l’immaginario visivo di Warhol è la parabola di un umanesimo novecentesco che si imbatte in quel mondo nuovo che il poeta delle Ceneri non volle o non poté capire fino in fondo».

«La vita di Pasolini, il suo pensiero, la sua produzione artistica – ha spiegato Chiara Giordano, direttore artistico del Festival – testimoniano tutta la capacità di utilizzare il concetto di “transito” immateriale come valore di rinnovamento tematico, di consapevolezza identitaria, di creatività e di visione del futuro. In tal senso il Festival, nell’anniversario centenario della nascita, non poteva che proporne un percorso di lettura contemporanea». (rcz)

Cine-Festival a San Nicola Arcella grandi ospiti per la chiusura

Si è concluso sabato sera con la partecipazione di numerosi importanti ospiti il Cine Festival di San Nicola Arcella. Un evento sostenuto dalla Calabria Film Commission.

Giornate di incontri che hanno certificato il lavoro sul campo e le relazioni positive della Fondazione con le importanti figure presenti: dai registi, Pupi Avati, Michele Placido, Francesco Costabile, Giorgio Verdelli e Gianluca Ansanelli; alle attrici Laura Morante ed Isabella Ferrari, gli attori Adriano Giannini e Francesco Scianna, lo sceneggiatore  Nicola Guaglianone. Tutti concordi nell’evidenziare il ruolo forte della Film Commission, dal supporto alle produzioni, fino al sostegno alle tante manifestazioni (19 tra Festival e Rassegne) che animano la lunga estate 2022 della Calabria.

Eco positiva raccolta con favore dal Commissario straordinario Anton Giulio Grande che, nel corso delle serate incorniciate dalla bellezza paesaggistica di San Nicola Arcella, ha premiato Laura Morante, Alessandro Preziosi e Isabella Ferrari, con motivazioni culturali solide, relative alla carriera degli artisti e alla loro storia professionale. La fotografia finale sul palco del Festival, che  rappresenta una bella immagine per il cinema italiano e per i tanti progetti della Calabria Film Commission. (rs)