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È di Tropea Luigi Bonavina, uno dei sette chirurghi più famosi del mondo

di PINO NANOFa un certo effetto leggere il nome di un italiano nella lista dei 7 migliori chirurghi del mondo. Ma la cosa che più ci colpisce è che la designazione di questo riconoscimento cosi solenne e ufficiale arriva da Boston, dalla più importante Associazione Chirurgica del mondo, l’ACS, l’American College of Surgeons, associazione medica professionale che riunisce insieme chirurghi e membri di équipe chirurgiche di ben 144 paesi diversi, fondata dal dottor Franklin H. Martin nel 1913, e che oggi vanta quasi 90 mila membri iscritti e più di 50 milioni di pazienti seguiti e monitorati.

Il nome del chirurgo italiano che quest’anno l’America College of Suregerons ha scelto di premiare come simbolo delle eccellenze mondiali del mondo chirurgico è il prof. Luigi Bonavina, classe 1955, italiano di Tropea, nato e cresciuto in Calabria e poi partito da Tropea all’età di diciotto anni, 1979, dopo il suo bel liceo al Galluppi, per fare Medicina a Padova.

Oggi lui, per la storia dell’ACS, è uno dei sette chirurghi più stimati del mondo, e nell’elenco che ne fa l’Associazione Americana occupa il primo posto di questa lista che ha già fatto il giro del mondo scientifico.

Non solo, ma all’Università di Milano viene “raccontato” come il primo chirurgo al mondo ad aver sperimentato un dispositivo antireflusso, applicato su un ragazzo milanese affetto di reflusso gastro-esofageo, un ‘collarino magnetico’, frutto della ricerca biomedica americana, che ha poi permesso al paziente di vivere una vita normale. 

Chirurgo da record. Oltre 3000 interventi di chirurgia generale e toracica maggiore, in elezione e in urgenza, con utilizzo sia delle tecniche operatorie tradizionali a cielo aperto che delle moderne biotecnologie e delle tecniche mininvasive laparoscopica, toracoscopica e transorale.

Il Prof. Luigi Bonavina oggi è Professore Ordinario di Chirurgia presso l’Università degli Studi di Milano e Direttore dell’Unità Operativa di Chirurgia Generale Universitaria e del Centro Esofago presso l’IRCCS Policlinico San Donato, uno dei centri di massima eccellenza chirurgica in Europa.

Laurea in Medicina all’Università degli Studi di Padova, e immediatamente dopo la specializzazione in Chirurgia Generale e in Chirurgia Toracica. 

Consegue il dottorato di ricerca negli Stati Uniti presso la University of Chicago e la Creighton University, dove ha conduce studi clinici e sperimentali inerenti la fisiopatologia e la chirurgia ricostruttiva delle prime vie digestive, e nel 1996 consegue il diploma dell’European Board of Surgery (UEMS).

A Milano lo considerano un guru del suo mondo. I suoi principali settori di interesse sono la chirurgia delle alte vie digestive, la chirurgia mininvasiva e oggi soprattutto la chirurgia oncologica. La sua attività clinica e di ricerca prevalente riguarda la chirurgia dell’esofago, in particolare il trattamento delle ernie iatali, del reflusso gastroesofageo, dell’esofago di Barrett, dei disturbi della motilità e del carcinoma esofageo. 

Viene indicato come uno dei massimi esperti di tecniche chirurgiche mininvasive e ibride per via toracoscopica, laparoscopica e trans-orale. Nel 2004 è nominato Consigliere del Capitolo Italiano dell’American College of Surgeons e Tesoriere della European Surgical Association. 

Oggi è coordinatore del comitato scientifico della Società Italiana di Comunicazione Scientifica e Sanitaria, e come membro dell’American College of Surgeons dal 1995 è Honorary Member. Ma è anche Presidente della European Foregut Society, membro fondatore dell’American Foregut Society e membro di numerose società scientifiche nazionali e internazionali (Académie Nationale de Chirurgie, European Surgical Association, International Society for Diseases of the Esophagus, Società Italiana di Chirurgia, Society for Surgery of the Alimentary Tract). 

Nel 2022 viene stato nominato membro onorario della Association of Laparoscopic Surgeons of Great Britain and Ireland. Fa parte del comitato scientifico permanente dell’OESO di cui è referente per l’Europa. E’ inoltre membro del consiglio direttivo della World Society of Emergency Surgery, Editor in Chief della rivista Open Access Surgery e Associate Editor (Upper GI Surgery) di Updates in Surgery, organo ufficiale della Società Italiana di Chirurgia.

Incluso nella lista Top Italian Scientists, è autore di 490 articoli scientifici citati su Pubmed, 6 monografie e oltre 50 capitoli di libri e numerose relazioni su invito a congressi nazionali e internazionali. Ma la cosa che più gli fa onore -raccontano di lui a San Donato Milanese- è l’aver contribuito alla redazione delle linee guida dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica sul cancro dell’esofago e delle linee guida rapide della European Association for Surgical Endoscopy sul trattamento chirurgico della malattia da reflusso gastroesofageo e delle ernie paraesofagee

Naturalmente a Tropea lo aspettano per tributargli onori che si devono ad ogni tropeano doc: «Siamo felici ed onorati – dice il sindaco Giovanni Macrì – del fatto che Tropea continui a dare i natali a personaggi illustri legati alla chirurgia. Il professore Luigi Bonavina, tra i 7 migliori chirurghi al mondo, destinatario della borsa di studio onoraria dell’American College of Surgeons (ACS), può ritenersi degno erede dei fratelli Pietro e Paolo Bojano (Vianeo), i chirurghi specializzati in rinoplastica più famosi del ‘500, considerati gli inventori universali della chirurgia plastica e, per questo, inclusi tra i Marcatori Identitari Distintivi (MID) che rendono unica la nostra regione nel mondo».

«Professionisti del calibro di Bonavina – aggiunge il sindaco di Tropea – contribuiscono ad alimentare la reputazione internazionale della nostra destinazione e della Calabria».

Tropea torna dunque ai vertici assoluti della storia della chirurgia.

«I fratelli Pietro e Paolo Vianeo – ricorda Giovanni Macrì – nel loro studio a Tropea, ricercato e frequentato all’epoca dalle corti di mezza Europa – è detto in una nota del Comune – hanno ricostruito nasi in tutto il Continente. Il loro metodo è stato definito da Tommaso Campanella magia tropiensium. La loro tecnica innovativa prevedeva l’utilizzo di lembi di pelle prelevati dall’interno del braccio sinistro; tanto da diventare un modello ed essere applicata nel resto dell’occidente». (pn)