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Giuseppe Auddino

Elezioni regionali: M5S apre ai dem però serve sintesi sui nomi da scegliere

Dopo le dichiarazioni dell’ex ministro Boccia a proposito delle prossime elezioni regionali in Calabria, numerosi parlamentari del Movimento CInque Stelle hanno dichiarato la propria disponibilità a un’apertura nei confronti del Partito democratico, per una comune strategia.

In una nota, firmata da Anna Laura Orrico, Laura Ferrara, Elisa Scutellà, Elisabetta Barbuto, Federica Dieni, Alessandro Melicchio, Carmelo Massimo Misiti, Riccardo Tucci, Paolo Parentela, Giuseppe Auddino e Giuseppe D’Ippolito, i parlamentari hanno detto che «Le parole dell’ex ministro Francesco Boccia, attuale responsabile nazionale degli enti locali del Pd, espresse in riferimento alle prossime elezioni regionali in Calabria, vanno nella direzione già tracciata ormai da mesi dal M5S e portata avanti, coerentemente, nelle interlocuzioni che si sono susseguite».

Secondo i parlamentari occorre costruire «una grandecoalizione progressista capace di mettere insieme quelle anime politiche che vadano dal M5S al centrosinistra per finire al Polo civico. Ovvero, risorse ed esperienze che si rifanno ad una ben determinata area di valori e di politiche pubbliche. Bisogna, per questo, lavorare all’unità delle forze che si contrappongono all’idea di Calabria e di sviluppo della Calabria immaginata da forze politiche che hanno evidentemente fallito».

«C’è ancora tempo e spazio – secondo i parlamentari del M5S – per portare avanti un percorso virtuoso, inedito e credibile da presentare ai calabresi che difficilmente comprenderebbero divisioni e veti incrociati».

«Tuttavia – ha affermato il sen. Auddino – per realizzare questo progetto politico è necessaria una soluzione di sintesi, sia nell’approccio che nei nomi prospettati, pertanto nessun nome deciso unilateralmente può andar bene. D’altronde, per concretizzare un’alleanza strutturale questa deve essere consolidata non solo dalla condivisione di medesimi principi quanto dalla ricerca di quel buon senso che non può pregiudicare dal dialogo con tutte le forze che vogliono porsi in discontinuità con il passato». (rp)