di MICHELE DROSI – Nel corso dei mesi di dicembre e di gennaio la Gipsoteca “Giuseppe Maria Pisani”, a Serra San Bruno, ha allestito una mostra su “Il Presepe Serrese”, esponendo pastori e scarabattoli della tradizione, con sculture in terracotta dipinta create dagli artisti Raffaele Regio, Angelo Gabriele Valente e Alfonso Scrivo. E anche un bellissimo quadro risalente al 1738 di un pittore anonimo, recuperato nel fiume Ancinale e salvato nel 1959 da Giuseppe Maria Pisani, raffigurante la natività con i suoi protagonisti dipinti in uno stile, una raffinatezza, delle sfumature di colori che lasciano davvero estasiati e senza parole.
Regio, Valente e Scrivo, come si può notare ammirando le loro opere, si sono dedicati alla realizzazione di statuine per il presepe e lo hanno fatto con grande passione e con un certo successo, guadagnandosi un posto di rilievo nel mondo artistico della terracotta. Come testimoniano concretamente i loro tanti pezzi che sono entrati a fare parte di collezioni private e di quelle di tante Chiese.
Le loro dita, operando febbrilmente sotto l’impulso creativo con sicurezza e maestria, davano forma all’argilla per dare vita a suonatori di zampogna, pifferai, giovani e premurose donne con in testa la cesta dei doni, re magi, pastorelli che portavano le pecorelle e a tutte quelle figure tipiche che da sempre fanno parte della classica iconografia del presepe. Creazioni ricche di espressività e collocate nei vari luoghi ricostruiti con grande perizia e precisione e con quella immensa fantasia che dotava ogni presepe di quella originalità che lo rendeva un esemplare unico.
Questi artisti, naturalmente insieme a pochi altri, seguendo il proprio istinto naturale, hanno dedicato alla lavorazione dell’argilla intere giornate, creando centinaia e centinaia di statuine che, di anno in anno, andavano ad arricchire i presepi di piccole e grandi Chiese, di ricchi palazzi e di modeste case.
A quei tempi non c’era ancora l’uso della plastica e quindi i pastori dei presepi erano fatti con l’argilla, che veniva modellata e poi infornata per trasformarla in terracotta e successivamente dipinta e decorata, utilizzando dei pennellini, con colori sfavillanti. Prendevano corpo, così, tante statuine di diverse dimensioni che rappresentavano la vita quotidiana ed erano espressione di un verismo straordinario e inimitabile, sicuramente distante anni luce dai personaggi di plastica in vendita negli scaffali degli empori dei cinesi.
Raffaele Regio, Angelo Gabriele Valente e Alfonso Scrivo operavano in tempi difficili segnati da ristrettezze economiche nelle quali erano costretti ampi strati della popolazione. Questa condizione di miseria e di povertà emergeva in tante loro opere; certamente in quelle che si ispiravano al mondo contadino che, nella loro semplicità, risultavano aderenti alla storia sociale e civile delle nostre contrade rurali.
Queste terrecotte, pertanto, sono anche l’inno all’arte popolare, a quell’arte, cioè, che non conosce accademie e che scaturisce spontanea dall’estro dei veri figli del popolo, che in silenzio e lontano dai clamori, hanno saputo dare il meglio di se in tantissimi anni di paziente lavoro.
Grande apprezzamento, dunque, agli animatori della Gipsoteca “Giuseppe Maria Pisani” di Serra San Bruno, che con la loro meritoria iniziativa hanno saputo riproporre mirabilmente la tradizione e l’atmosfera del presepe, che conserva ancora intatto tutto il suo fascino e che, nella stagione del turbo consumismo e dei valori sempre più sfumati ed evanescenti, è forse l’unico segno che continua a dare un senso, un significato e una carica di emozioni al Santo Natale.