;
Calabria.Live quotidiano mercoledì 8 luglio 2026

In cerca di normalità: decolla dall’Arena dello Stretto la Reggio del sindaco Francesco Cannizzaro

di  SANTO STRATI – uale città può permettersi di tenere l’insediamento del Consiglio comunale avendo come sfondo il mare dello Stretto? Reggio ovviamente. Una città alla disperata ricerca di normalità, che il nuovo sindaco Francesco (“Ciccio”) Cannizzaro vuole trasformare in una città più che normale, all’insegna della legalità, ma anche del decoro urbano, della pulizia, del viver bene. 

Reggio è una città disastrata da anni di malgoverno che non ha saputo sfruttare e utilizzare le tante opportunità che via via si sono presentate.  Una città dolente, diventata indolente che chiede solo di essere una città bellissima come preannuncia Cannizzaro, orgogliosa della sua storia millenaria e altrettanto vogliosa di poter mostrare il meglio di sé prima ai suoi cittadini, poi agli ospiti, ai forestieri, ai turisti che crescono in cifra esponenziale.

L’obiettivo del sindaco Cannizzaro non è impossibile, ma sicuramente pieno di asperità e risulterà difficilmente raggiungibile se non avverrà un miracolo di trasversalismo della politica: un superamento delle liti costanti maggioranza-minoranza senza risultati, una sorta di supercoalizione tra i tanti attori – vincenti e perdenti della tornata elettorale – con l’aspirazione di giungere al traguardo di un bene comune non più rinviabile. Non si tratta di fare inciuci, ma del rispetto reciproco che maggioranza e opposizione non devono far mancare, con l’obbligo per chi non governa di suggerire miglioramenti, proporre idee, controbattere con una dialettica franca e costruttiva percorsi e iniziative che portino, comunque, a uno sforzo collettivo proteso a realizzare e mantenere il “bene comune”. 

Quello che è mancato fino a oggi. Ci sono risorse e capitale umano straordinario non utilizzati, ci sono idee e progetti che non richiedono grandi investimenti, se non quelli di cervello e capacità operative.

L’idea del sindaco Cannizzaro di tenere la prima seduta del Consiglio comunale – lo abbiamo già scritto – è geniale: niente grigiori di un’aula pur maestosa e ricca di memoria, bensì niente pareti né tetti. Il mare e il cielo dello Stretto a far da cornice a un grande coinvolgimento popolare. Riuscito peraltro in pieno: forse mille o più persone hanno riempito i gradoni dell’Arena e sono rimasti fino alla fine, sentendosi a loro volta veri protagonisti della serata. 

L’obiettivo di Cannizzaro (un vero maestro nel raccogliere consenso) era di far sentire ai cittadini che la città è loro, non di chi la governa o la malgoverna: la città ai cittadini, offrendo però beni e servizi che non possono più essere da terzo mondo.

I cittadini di Reggio hanno mostrato questa legittima e ammirevole voglia di “normalità” che è possibile tornare ad avere soltanto esercitando legalità e buonsenso. Mostrando capacità e visione, perché i giovani devono smettere di andare via (seguiti a distanza da nonni, genitori e parenti) avendo le giuste opportunità di mettere a profitto per la propria collettività talento e competenze. E il discorso non vale solo per Reggio, bensì per tutta la Calabria.

Una terra che utilizza appena qualche decimale del suo straordinario patrimonio culturale, paesaggistico, artistico, e ancora meno del capitale umano – straordinario – di cui dispone ma che lascia andare via a rendere ancora più ricche le regioni del Nord e i Paesi esteri che hanno – con i nostri giovani laureati – risorse a costo zero: le spese di educazione e formazione le hanno affrontate le famiglie calabresi, spesso con costi e sacrifici enormi, poi vanificati da un distacco obbligato. Non per ulteriore formazione o specializzazione (e poi tornare) ma per assenza di opportunità.

Reggio era “bella e gentile” nel dopo terremoto e ha vissuto momenti importanti, fino a cadere nel girone infernale dell’indifferenza e dell’incapacità di immaginazione positiva per la sua gente. 

Oggi, la sfida – quasi impossibile ma non irrealizzabile – di Cannizzaro è questa: mostrare attenzione a ogni aspetto di vita della città e metterci la dovuta attenzione, la cura che fino a oggi non c’è più stata. Sia per quel che riguarda la vita quotidiana dei cittadini (acque, rifiuti, mobilità, imposte e tasse fuori controllo), etc sia per quel che concerne l’aspetto produttivo, quello che genera ricchezza. Mettersi a fianco delle imprese per costruire realtà che producono ricchezza e, soprattutto, occupazione diretta e indotto commerciale. Fare di Reggio una città di mare (non sul mare) con le sue straordinarie potenzialità turistiche e attrattive. Ma serve anche l’impegno dei cittadini per rendere bella e produttiva la città: le abitudini malsane (spazzatura lasciata dove capita, isole ecologiche ignorate per i rifiuti ingombranti, etc) e manutenzione e tutela del bello. A cominciare dalle statue del Lungomare lasciate a scolorirsi, devastate da incuria e mancata manutenzione.

Tutto questo il “politico” Cannizzaro lo sa e aver deciso di mollare il Parlamento per guidare una città tutto sommato recuperabile (“la più bella del mondo” ripete in ogni occasione il Sindaco) può sembrare a seconda dei punti di vista un gesto di amore o di opportunità. Non cambia se c’è – come sembra – la volontà di lasciare il segno, di rendere questa città orgoglio per chi ci vive e attrazione irrinunciabile per chi la osserva da lontano.

E allora la “festa” del 6 luglio all’Arena dello Stretto – onorata dalla presenza del vicepremier e ministro degli Esteri Tajani a sottolineare la presenza del Governo – diventa il trampolino per un riscatto ormai inderogabile. Reggio chiede di essere una città normale, ma pretende di poter mostrare i suoi tanti  aspetti positivi e di costruire il futuro dei suoi figli.

La serata dello Stretto non è stata una passerella di politici in cerca di consenso, bensì una pagina importante per la storia della Città che chiede di essere capita e consultata per le scelte future. 

La trasparenza del mare di Ulisse è stata prestata all’insediamento del nuovo Consiglio comunale. Un colpo di teatro – nel senso migliore del termine – che i reggini hanno mostrato di apprezzare molto. Ma da oggi la scena si sposta dal palco dell’Arena ai problemi quotidiani e a un impegno non indifferente non soltanto del Sindaco e della Giunta, bensì di tutto il Consiglio comunale, maggioranza e opposizione, che devono guardare, in positivo, al bene della città e dei suoi cittadini.

Le condizioni per il successo ci sono tutte e la politica del fare può mostrare che le cose si possono realizzare, se solo c’è la volontà e la capacità di agire. 

Non tutte le deleghe sono state assegnate: quella della Cultura, per esempio, non ha un assessorato, ma avrà – ha detto a Calabria.Live il Sindaco Cannizzaro – un consigliere delegato libero da altri impegni che possa rendere ancora più appetibile anche culturalmente parlando questa città. La cultura è uno dei volani più importanti per la crescita di un territorio – e qui si parla di Città metropolitana che non dev’essere più reggiocentrica – che mostra un patrimonio che tutti ci invidiano.

Reggio è una città di cultura, anche senza il titolo di Capitale appena sfiorato qualche anno fa, e ha risorse eccellenti che la possono mettere al centro della scena non soltanto italiana, ma internazionale.

È una città dove si respira cultura in ogni angolo ma ce lo hanno fatto dimenticare trasformando per esempio in un hamburgeria un patrimonio storico come il Teatro Siracusa o svilendo tanti altri luoghi che andranno restituiti alla città e ai suoi cittadini. 

L’agenda di Cannizzaro è molto impegnativa e, probabilmente non basteranno le 20 ore al giorno che lui pensa di dedicare al suo lavoro di Sindaco, ma ci sono le premesse per fare – e bene – molte cose. Non mancano le risorse, ma bisogna saperle spendere: i cittadini lo hanno capito da un pezzo, lo ha capito, da subito, anche il sindaco Cannizzaro.