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La ministra Locatelli in visita a Melito Porto Salvo

La ministra Locatelli in visita a Melito Porto Salvo

di MARIA TERESA ORLANDO – Per celebrare la “giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo”, il Ministroper le disabilità Alessandra Locatelli, ha scelto la Calabria. Non un caso, né tanto meno una vetrina politica quanto il desiderio di toccare con mano una realtà virtuosa che da quindici anni si prende cura dei ragazzi affetti da autismo. All’incontro ha preso parte anche l’Onorevole Davide Faraone, la Senatrice Tilde Minasi, l’assessore regionale alle Politiche sociali Emma Staine, il Sindaco del Comune di Melito Salvatore Orlando, la Commissaria ad acta dell’Asp di Reggio Calabria Lucia De Furia, il Presidente AnGSA Calabria Vito Crea, il consulente del Ministro esperto di disabilità, Roberto Keller. Filo conduttore per tutti gli intervenuti è stata la volontà di attuare strategie condivise che possano garantire non soltanto una stabilità nei trattamenti terapeutici ma soprattutto il miglioramento della qualità della vita dei soggetti affetti da autismo. Sul tema della disabilità – ha ribadito il Ministro Alessandra Locatelli – c’è la massima attenzione a tutti i livelli istituzionali. In Calabria, come d’altronde in tante altre aree del nostro Paese – c’è ancora tanta strada da percorrere. Ho voluto conoscere questa realtà reggina, e devo ammettere di essere rimasta favorevolmente colpita dal modo in cui il Presidente della Fondazione abbia realizzato tutto questo. Sarebbe bello se questa realtà si replicasse anche in altre parti d’Italia”. La Fondazione Marino Onlus, situata nella piccola frazione Prunella di Melito Porto Salvo, certamente rappresenta un punto di riferimento per tanti giovani autistici del Centro e Sud Italia, ma soprattutto una sorta di “porto sicuro” per le loro famiglie. Dapprima sognata, ma poi pensata e realizzata in ogni piccolo dettaglio dal suo fondatore, l’ingegnere nucleare Giovanni Marino, porta incisi i fardelli di un padre che ha scelto di spendersi totalmente e dedicare la propria esistenza per il progetto di vita “dopo di noi”.

Giovanni Marino è il papà di Anthony e Giuseppe, di 42 e 34 anni, entrambi autistici. Per loro e per tutti i ragazzi che vivono la stessa condizione di disabilità, il fondatore ha oltrepassato i varchi più impervi della burocrazia in una terra dove ogni cosa stenta a decollare. Una sfida vinta. Una vittoria non solo per Anthony e Giuseppe ma per tutti i ragazzi che vivono in struttura e sono un po’ anche figli suoi.

«Abbiamo l’obbligo di lavorare in tre – ha ribadito il Ministro – chiamando all’appello il Terzo settore deputato alla intercettazione dei bisogni dei cittadini più vulnerabili e alla conseguente finalizzazione. Una rete operativa che chiaramente non può non avvalersi di tutti i soggetti istituzionali locali e nazionali, decisivi nella legittimazione di ogni percorso. In ultimo, a detta del capo del Dicastero per le disabilità “non vanno certamente omessi dal circuito i soggetti privati o semi-privati, che possono offrire grandi opportunità all’intero settore. È inoltre necessario arginare le lentezze coltivate negli anni passati per potere definitivamente ripartire verso una direzione d’intervento condivisa, che metta chiaramente al centro la persona con disabilità, della quale va salvaguardata la sua autonomia, la sua identità e la sua inclusione sociale e lavorativa». Difatti, risulta di assoluta priorità nell’agenda del Ministro Locatelli, la proposta di riforma alla Legge n.112/2016 (nota anche come “legge del dopo di noi”) nell’ottica di una sempre maggiore e totale inclusione delle persone con disabilità nella sfera lavorativa.  (mto)