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Le opere di Umberto Boccioni sbarcano a Catania

Le opere di Umberto Boccioni sbarcano a Catania

Le opere di Umberto Boccioni lasciano la Pinacoteca Civica di Reggio Calabria per far parte dell’esposizione Ri Evolution. I grandi rivoluzionari dell’arte italiana, dal futurismo alla Street art, in programma al Palazzo della Cultura di Catania dal 7 settembre, a cura di Raffaella BozziniGiuseppe Stagnitta con la supervisione storico-scientifica di Marco Di Capua.

L’esposizione è composta da oltre 130 opere, – molte delle quali per la prima volta in Sicilia – di 80 artisti italiani, tra i più importanti e significativi del XX Secolo, che hanno rivoluzionato la storia artistica e culturale internazionale. Un percorso tematico ed immersivo che attraverserà la storia dell’arte italiana dai primi del Novecento ai giorni nostri.

Con il patrocinio della Regione Sicilia, dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Catania e con la collaborazione scientifica e organizzativa di Edieuropa QUI arte contemporanea, Emergence Festival e di Dietro le Quinte arte contemporanea.

La mostra vuole ripercorrere il secolo più innovativo e rivoluzionario dell’arte italiana, offrendo uno sguardo articolato sui fenomeni di trasformazione del pensiero, dall’inizio del Novecento fino ad oggi, creando una continua dialettica dinamica tra passato e presente. Attraverso un percorso espositivo innovativo, che si articolerà in modo informale e svincolato dalle caratteristiche del proprio tempo, si passerà dal Futurismo all’Astrattismo, dall’Arte Povera a quella Cinetica, dalla Metafisica alla Transavanguardia per arrivare alla Street Art – spontanea e rivoluzionaria – attraverso un dialogo tra gli artisti, accomunati dal genio e

dall’originalità delle opere stesse.

La Mostra Umberto Boccioni. Un percorso, allestita per la prima volta al MArRC nella Piazza Paolo Orsi a cura di Marisa Cagliostro e Antonella Cucciniello,  (7 febbraio -8 marzo 2020), nei mesi seguenti e  in tempo di restrizioni Covid, è stata riallestita a cura di Marisa Cagliostro e Chiara Corazziere e con il contributo dell’Associazione Ulysses, presso la Pinacoteca civica di Reggio Calabria, grazie alla disponibilità dell’Assessore alla Cultura Irene Calabrò e del proprietario e collezionista d’arte  arch. Roberto Bilotti che ne ha rinnovato per oltre due anni il prestito.

La Mostra aveva l’intento, dopo oltre un quindicennio dall’ultima occasione espositiva in città sull’Artista, di presentare nella città che gli diede i natali da genitori romagnoli, un nuovo omaggio a Umberto Boccioni per continuare a celebrare la fortunata contingenza dovuta agli spostamenti per lavoro del padre.

È stata l’occasione per la città di poter godere di alcuni brani della sua opera originale per meglio comprenderne l’importanza nella storiografia artistica contemporanea e il suo personale contributo al sorgere e formarsi del Movimento futurista a fianco dei suoi maggiori esponenti firmatari del primo Manifesto di Marinetti nel 1909, con Balla, Severini, Russolo e altri contemporanei e proseliti.

Le cinque opere grafiche esposte, appartenenti originariamente alla Collezione privata americana Winston Malvin e poi pervenuti alla Collezione privata di Carlo Bilotti e quindi dei suoi eredi, costituiscono un piccolo ma fondamentale Corpus sino ad oggi inedito dal punto di vista critico ed espositivo che consente una più ampia visione del percorso grafico dell’artista nel primo decennio del Novecento. 

I cinque disegni, “La città sale”, “La risata” (che riporta sul retro uno schizzo di animale), entrambi bozzetti preparatori dei due celebri dipinti, “Studio di periferia” e i due “studi di Maria Sacchi”, insieme a “Sviluppo di una bottiglia nello spazio”, una delle poche sculture boccioniane sopravvissute, anch’essa della Collezione Bilotti, post 1913, il cui gesso fu, dopo la morte dell’artista e varie vicende, fortunosamente recuperato da una discarica milanese in pezzi colorati di rosso minio, e ricostruito per poi dare seguito ad alcune riproduzioni che si trovano in prestigiosi musei e collezioni private.

La Mostra su Umberto Boccioni ha attirato, nel lungo tempo della esposizione  reggina, tantissimi turisti che ben conoscevano la fama dell’Artista. La Pinacoteca ha così potuto far ammirare i suoi maggiori capolavori come i disegni di Antonello da Messina, il grande dipinto di Mattia Preti, le opere settecentesche del maestro Vincenzo Cannizzaro, cui nel frattempo è stata dedicata sempre da Ulysses una grande mostra, e i paesaggisti ottocenteschi insieme ad opere di artisti  più moderni come il futurista Enzo Benedetto.

Durante la mostra è stato proiettato il documentario “Sulle tracce del futurismo”prodotto dall’archivio Carlo Erba,Roma di Francesca Franco e Marco Rossi Lecce da un’idea di Marco Rossi Lecce in collaborazione con Enrico Crispolti.

Nel catalogo, edito nella Collana del MArRC, curato da Marisa Cagliostro, contributi di A. Dambruoso, R. Bilotti, V. Tebala, M. Cagliostro, C. Corazziere e apparati a cura di F. Carneri. (rrm)