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libro di Nanni Barbaro

REGGIO – Venerdì il webinar con il regista Mimmo Calopresti e Nanni Barbaro

Venerdì 11 dicembre, alle 18.30, sulla pagina Fb e Youtube di eCampus, è in programma un webinar con ospite il regista e sceneggiatore Mimmo CaloprestiNanni Barbaro.

L’evento rientra nell’ambito della rassegna editoriale online promossa dall’Università degli Studi eCampus e prevede la presentazione del libro Hopper si fermò ad Archi di Nanni Barbaro. Introduce il Rettore di eCampus,Enzo Siviero.

Nanni Barbaro ci trasporta con leggerezza tra la sua gente semplice ed una natura incontaminata, dipingendo attraverso l’arte dell’umorismo e la prontezza dei termini dialettali ricordi di gioventù e di amicizia. Sole e mare, sapori e momenti che tornano intatti a distanza di tempo, racconti unici e scintillanti di un piccolo centro, sdraiato davanti allo Stretto come nel dipinto di Hopper, “Hills, South Truro”, della copertina.

«Nanni Barbaro – scrive Calopresti – è un cristone, la prima volta che lo incontro zoppica, si appoggia su un bastone per camminare e avvicinandosi mi dice che gli è caduta una bara sul piede mentre preparava l’interramento. Lo dice con un sorriso ironico spiegandomi che quel tipo d’incidente fa parte degli inconvenienti del suo mestiere, perché lui fa il custode al cimitero di Archi. Mi fa ridere pensarlo mentre scrive i suoi racconti, tra un morto e l’altro. Mi mette di buon umore l’idea che, mentre scrive, il panorama davanti a sé sono le tombe di quel piccolo cimitero di paese». (Dalla Prefazione di Mimmo Calopresti).

«E due. Chi si è lasciato tentare dal divertimento del primo “Sulle sponde dello Stretto mi sono seduto e ho riso” sa come stringere a due mani questo delizioso secondo libretto, seguire la propria bramosia di lettore dentro le sue pagine incalzanti e farsi trasportare dalla medesima libido narrativa. L’effetto, come in ogni impresa letteraria che si rispetti, piccola o grande che sia, è di farti entrare in mondo raccontato con la leggerezza, solo apparente intendiamoci, del linguaggio comico, oppure intessuto dai fili della rievocazione che seleziona secondo le sue misteriose attitudini e che, sovente, si accompagna alla tenerezza con cui si guarda alle cose che non ci sono più». (Dalla Postfazione di Giuseppe Mate). (rrc)