CALABRIA, VIOLENZA SULLE DONNE: TROPPI
REATI SPIA: SERVE PREVENIRE, NON CURARE

di ANTONIETTA MARIA STRATI – La giornata internazionale contro la violenza sulle donne trova, anche in Calabria, una situazione alquanto inquietante. Difatti, pur in presenza di un elevato numero di casi di violenza, tutto lascia supporre che siano ancora moltissime le donne che non denunciano maltrattamenti e violenze soprattutto in ambito familiare. La nostra regione è sopra la media nazionale per i “reati spia” quali stalking e maltrattamenti contro familiari e conviventi e per i femminicidi; mentre è sotto la media nazionale per il reato di violenze sessuali.

Secondo i dati Istat sugli accessi ai pronto soccorso per motivi di violenza la Calabria è tra i più bassi indici di incidenza d’Italia, ma, secondo la stessa nota Istat, i dati della Calabria non sono correttamente pervenuti. L’indice di femminicidi (0,33), superiore a quello medio italiano, va considerato come un indicatore importante sia della diffusione del fenomeno e sia della insufficienza del sistema di prevenzione, sostegno e protezione della donna e dei figli/e.

È il quadro sconfortante emerso nel corso degli Stati Generali sulla violenza di genere, svoltosi nei giorni scorsi in Consiglio regionale. Ginestra è stato il titolo dato all’evento, teso a significare il concetto chiave della resilienza e del coraggio delle donne che si affrancano dalla morsa maschile.

Lo stesso presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, nel suo messaggio di apertura ha ribadito la necessità di «interventi preventivi e immediati, soprattutto quando si percepiscono segnali di pericolo» per fronteggiare la violenza sulle donne.

«Troppe volte le donne denunciano – ha detto – e le denunce vengono sottovalutate o si interviene a dramma consumato. Le leggi devono essere severe, ma anche efficacemente applicate. C’è bisogno che le Istituzioni valutino costantemente l’efficacia delle politiche e dei servizi messi in atto, perché solo attraverso una valutazione continua possiamo migliorare le nostre risposte».

Per Mancuso, poi, il testo di legge approvato in Senato «è un ottimo segnale, perché si individuano risorse destinate alla formazione di tutti i soggetti che sono coinvolti nelle dinamiche della violenza sulle donne, agendo anche sulla dimensione culturale, in un’ottica di prevenzione della violenza che risalga alla radice del problema».

«L’Italia – secondo l’indice di uguaglianza di genere 2023 dell’EIGE/ – ha recuperato terreno da molti punti di vista – ha proseguito il presidente del Consiglio regionale – ma contro la violenza sulle donne resta ancora molto da fare. I dati, o se vogliamo ‘numeri della vergogna’,  in possesso del Ministero dell’Interno sulla violenza alle donne sono allarmanti. Anche la Calabria, in queste tragiche statistiche, conta le sue vittime».

«Secondo il Viminale dal 2020 ad oggi si contano 17 femminicidi nella regione – ha detto ancora – di cui gli ultimi due nel 2023. E poi ci sono le violenze sessuali che contano numeri importanti, senza riferirsi al cosiddetto ‘numero oscuro’ rappresentato dalla miriade di episodi di soprusi e violenze che subiscono le donne e che non vengono denunciati alle autorità per paura, pudore, sudditanza. Ma che chiariscono quanto sia diffuso in Calabria un fenomeno che riflette il retaggio arcaico che vuole la donna succube del maschio».

Mancuso, infine, ha ribadito la disponibilità «del Consiglio regionale a mettere a disposizione, in questa battaglia di civiltà, le proprie prerogative legislative”, ma auspica “che ogni impegno su questo fronte possa trasformarsi in azioni tangibili».

«Come il ‘Protocollo d’intesa’ sostenuto da questa Presidenza – ha ricordato – da sottoscriversi nei prossimi giorni fra l’Aterp (Azienda per l’edilizia residenziale pubblica della Regione) e l’Osservatorio del Consiglio, per offrire soluzioni alloggiative alle donne vittime di violenza e ai loro figli, prevedendo la loro collocazione e il recupero di una quotidianità lontana dagli abusi. L’obiettivo è mettere a sistema un percorso virtuoso, per scongiurare tragedie familiari e dare continuità all’azione a tutela delle donne. Dobbiamo esigere un impegno deciso da parte di chi ha il potere di fare cambiamenti significativi».

«Dobbiamo realmente tendere la mano a queste donne che non hanno il coraggio – ha ribadito – i mezzi e spesso neanche la necessaria sensibilizzazione per dire basta alla violenza. È un dovere verso i nostri bambini, perché i maschietti non crescano come potenziali assassini né le femmine come vittime predestinate. Essere donna non può diventare una malattia mortale».

«Abbiamo voluto un grande laboratorio, con un orizzonte nazionale, capace di mettere a frutto esperienze, progetti e idee, per quanto ambiziosi. Se non si comincerà a lavorare in seria sinergia investendo sulla parità di genere, sull’educazione emotiva e sentimentale, coinvolgendo così come stiamo facendo oggi, il territorio, le scuole, le istituzioni, i mass-media, continueranno ad esserci vittime predestinate di uomini violenti», ha dichiarato la coordinatrice dell’Osservatorio regionale sulla violenza sulle donne, Giusy Pino.

 La sessione del mattino ha visto l’attuazione di 3 focus group, moderati per l’Osservatorio dal dott. Antonio Goiello, dalla dott.ssa Anna Briante e dall’avv. Giusy Spinella, e la larga partecipazione di esperti nazionali ed addetti ai lavori, dei Centri Antiviolenza e dei funzionari regionali. Gli esiti dei lavori hanno portato ad un’analisi di contesto e monitoraggio del fenomeno, all’individuazione di proposte sui modelli culturali da adottare per contrastare i diversi tipi di violenza agita sulle donne e alla mappatura degli strumenti esistenti e dei benefici economici per favorire l’autonomia e l’empowerment delle donne.

La sessione pomeridiana dei lavori ha visto inoltre la realizzazione di una tavola rotonda, condotta dall’avv. Lucia Lipari, componente dell’Osservatorio regionale sulla violenza di genere, che ha anticipato la sigla di un imminente protocollo d’intesa tra il Consiglio regionale, l’Osservatorio e l’Aterp, finalizzato allo sviluppo di azioni condivise e mirate al sostegno delle donne vittime di violenza e alla loro prole attraverso la concessione di unità abitative di residenza pubblica.

Nel corso dell’attività avviata da un testo in ricordo di Giulia Cecchetin letto da Maria Milasi e scritto da Lucia Lipari, si sono intervallati numerosi interventi di spessore, dal procuratore della Repubblica Giovanni Bombarbieri e il procuratore presso il tribunale dei minorenni reggino, Roberto Di Palma, da remoto la senatrice Susanna Donatella Campione della commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio, dal sindaco di Catanzaro Nicola Fiorita, la dott.ssa Vittoria Doretti per il Ministero della Salute, la dott.ssa Elisabetta Franzoia, responsabile pari opportunità Orfani di femminicidio, Monica Pietropaolo Pres. Ass. “Dai un pugno alla violenza”, dir. nazionale INPS, la prof.ssa Francesca Cuzzocrea per l’Università Magna Graecia, la presidente dell’osservatorio regionale per le discriminazioni sul lavoro, Ornella Cuzzupi, i garanti regionali Luca Muglia, Antonio Marziale e Anna Maria Stanganelli, la dott.ssa Daniela De Blasio per la Commissione Pari Opportunità regionale, il presidente di Confcommercio Lorenzo Labate.

Ornella Cuzzupi, ha ricordato come «questo Osservatorio è nato per rappresentare un punto di riferimento del mondo del lavoro calabrese, ai cui cambiamenti bisogna adeguarsi, facendo leva con l’informazione e la formazione delle aziende, per superare certe disdicevoli pratiche che ancora esistono, e vanno dagli ostacoli agli avanzamenti di carriera fino al licenziamento».

«Azioni – ha aggiunto – spesso nascoste dietro un muro d’omertà… le discriminazioni possono celarsi persino dietro alcuni incidenti sul lavoro”.  L’osservatorio ha di recente iniziato una collaborazione con l’Unar (ufficio nazionale contro le discriminazioni che fa capo alla presidenza del consiglio), una bozza di protocollo d’intesa mirata a contrastare in modo congiunto la discriminazione negli ambienti produttivi, portando la Calabria all’attenzione di palazzo Chigi».

La presidente della Commissione Legalità del Comune di Cosenza, Chiara Penna, intervenendo su delega del sindaco Franz Caruso, ha ribadito la necessità di «fare rete  per proporre azioni concrete e, soprattutto, per agire in via preventiva favorendo l’indipendenza economica delle donne, causa spesso di accettazione di stili di vita che favoriscono contesti maltrattanti».

«È questo quello che in soli due anni, su volontà precisa del sindaco, Franz Caruso, abbiamo cominciato a fare a Cosenza, ottenendo i primi risultati positivi», ha ricordato Penna, parlando in particolare della partecipazione «al tavolo tecnico “Empowerment ed imprenditoria femminile-Strumenti esistenti, benefici e modelli economici per favorire l’autonomia” – dove ho esposto l’esperienza  importantissima dello sportello spazio donna».

«Un progetto proposto dall’assessore Pina Incarnato, su cui ho lavorato anche io insieme all’assessore Veronica Buffone, avviato nel maggio 2022 con l’obiettivo di agevolare i percorsi di autonomia ed emancipazione delle donne in condizione di vulnerabilità, ovvero vittime di violenza economica. In questi mesi l’attività di empowerment dello sportello a sostegno delle donne che vivono una situazione di violenza economica, portata avanti in collaborazione con Spazio Donna Cosenza, gestito dal Moci Cosenza Aps e We World onlus, ha fatto emergere una forte richiesta di aiuto da parte di donne con varie difficoltà, non riconducibili immediatamente ad atteggiamenti di violenza psicologica e di prevaricazione perché spesso camuffati da comportamenti “culturalmente accettati”. La prevaricazione e la sopraffazione psicologica ed economica, infatti, sono forme infide di violenza di genere che occorre combattere per debellarle». (ams)

 

Giornata contro la violenza sulle donne, le iniziative in Calabria

Venerdì 25 novembre si celebra la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Per l’occasione, in Calabria sono numerose le iniziative organizzate da Associazioni, Università e istituzioni.

L’Università Mediterranea di Reggio Calabria ha realizzato un video sul proprio canale Youtube con il coinvolgimento degli studenti e delle studentesse dell’Ateneo e, nella serata del 24 e 25 novembre, l’Ateneo si illuminerà di arancione, simbolo di un futuro senza violenza.

Nella giornata del 25, infine, nelle varie strutture dell’Ateneo Reggino, ci sarà l’installazione di “scarpe rosse”, per non dimenticare le vittime di femminicidio e per dire no a ogni forma di discriminazione e violenza.

Anche a San Vincenzo La Costa si celebrerà la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne su iniziativa della Pro Loco, l’Amministrazione Comunale, il Centro Italiano Femminile (Cif) Cosenza e l’Associazione Sofema, con una tavola rotonda dal titolo Donne Iraniane e spose bambine, in programma alle 18.30 nella Sala Consiliare del Comune.

Il programma prevede i saluti: del Sindaco di San Vincenzo La Costa, Gregorio Iannotta; del Presidente della Pro Loco, Giovanni Terzo Pirri; del Presidente dell’Associazione Sofema, Marina Lento. Modera l’evento la scrittrice Manuela Molinaro.

A seguire gli interventi di: Emily Cavaliere, delegata alla cultura del Comune di San Vincenzo La Costa; Paola Ambrosio, presidente del Cif di Cosenza; Gianfranco Bria, assessore alla cultura del Comune di Montalto Uffugo e docente di diritto musulmano e dei paesi islamici all’Università “La Sapienza” di Roma; Simonetta Costanzo, Psicoanalista, criminologa e psicodioagnosta, membro Aipa (Associazione italiana di psicologia analitica) e Iaap (International Association for Analytical Psychology).

La Costanzo è docente inoltre di Psicologia sociale e dei gruppi presso l’Università della Calabria. Collabora pure con la cattedra di Psicopatologia forense presso “La Sapienza” di Roma. Nella circostanza ci sarà pure una testimonianza dello studente dell’Università della Calabria, Andrea D’Amato, esperto della lingua e cultura araba.

Rimanendo nella Provincia Cosentina, Confagricoltura Donna Calabria ripropone l’iniziativa delle Clementine antiviolenza, realizzata in collaborazione con il Soroptimist International d’Italia.

Nelle Piazze piazze italiane, in contemporanea in Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Umbria, Lazio, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia, le “clementine antiviolenza”, l’agrume simbolo della lotta contro la violenza di genere dopo l’uccisione di Fabiana Luzzi, studentessa di Corigliano Calabro massacrata dall’ex fidanzato in un agrumeto della piana di Sibari.

Per la Calabria sarà la sede di Confagricoltura Cosenza, in via Piave, a sostenere l’iniziativa – i cui proventi andranno a sostegno dei Centri Antiviolenza attivi sul territorio italiano – e ad accogliere quanti vorranno dare il proprio contributo.

Numerose le associazioni cittadine che hanno già dato la propria adesione – Lions Club Cosenza Castello Svevo, Xenìa Associazione Culturale, Ancri-Ass. Naz. Insigniti al Merito della Repubblica Italiana- sez. di Cosenza, Kiwanis Club Cosenza, InnerWheel Cosenza – e certamente altri lo faranno nei prossimi giorni.

A Reggio, il Panathlon ha promosso un concorso tra gli allievi del Liceo sportivo Alessandro Volta. La cerimonia di premiazione dei migliori elaborati scelti dalla giuria, si svolgerà venerdì prossimo nell’aula magna dell’Istituto, al rione Modena. L’evento è stato organizzato in sinergia con il Coni, il Circolo del Tennis Polimeni e la storica associazione ginnico-sportiva Fortitudo 1903.

I partecipanti dovranno presentare degli slogan in linea con la campagna di sensibilizzazione contro maltrattamenti, abusi e femminicidi.

La manifestazione si aprirà con i saluti della dirigente del Liceo Volta, Maria Rosa Monterosso e della vice-presidente della Giunta Regionale, Giuseppina Princi, Nel dibattito, che verrà moderato dalla presidente del Panathlon Reggio Irene Pignata, previsti gli interventi del presidente del Coni Calabria Maurizio Condipodero (tema: “donna e sport, una discriminazione mai sconfitta”), e della professoressa Ilda Tripodi , che, muovendosi tra cronaca e poesia, illustrerà storie di donne spesso prevaricate e mortificate.

Il presidente del circolo Polimeni, Ezio Privitera, parlerà delle iniziative sviluppate dal tennis in rosa per contrastare la violenza contro il mondo femminile, mentre il professor Riccardo Partinico presenterà un corso di difesa personale, con accorgimenti e indicazioni utili per difendersi dalle aggressioni.

Testimomial dell’evento, Maria Antonietta Rositani, la signora che, qualche anno fa, in via Frangipane, è sopravvissuta ad un tentativo di uccisione da parte dell’ex marito, il quale , dopo averla speronata, diede fuoco alla vettura con la donna ancora a bordo.

Lo slogan che risulterà vincitore del concorso sarà utilizzato dal Panathlon reggino per altri eventi che seguiranno fino al dieci dicembre, giornata mondiale dei diritti umani.

Per il 25 novembre, le consigliere comunali di Palazzo dei Bruzi hanno promosso una seduta aperta del civico consesso per sensibilizzare l’opinione pubblica ed aprire un importante e significativo momento di riflessione sui femminicidi – una vera e propria strage che conosce purtroppo una parabola in continua ascesa – ma anche su tutte le altre forme di violenza, maltrattamento e discriminazione che hanno come vittime le donne, al fine di creare le condizioni per una energica azione di contrasto volta al superamento di ogni forma di pregiudizio e con lo specifico obiettivo di educare le nuove generazioni alla cultura del rispetto.

L’iniziativa di tutte le consigliere comunali di Palazzo dei Bruzi (Antonietta Cozza, Caterina Savastano, Alessandra Bresciani, Chiara Penna, Daniela Puzzo, Ivana Lucanto, Assunta Mascaro, Concetta De Paola e Bianca Rende) è stata prontamente accolta con soddisfazione sia dal Sindaco Franz Caruso e dalle donne della Giunta municipale, che dal Presidente del Consiglio comunale, Giuseppe Mazzuca, che ha subito convocato la seduta aperta del Consiglio comunale, nella sala delle adunanze, per venerdì 25 novembre, alle ore 8,30. Al consiglio comunale aperto sono state invitate le scuole della città, ma anche le associazioni che in città hanno da tempo abbracciato la causa della lotta alla violenza sulle donne.

In concomitanza con la seduta di Consiglio, grazie alla sensibilità del nuovo Questore di Cosenza, Michele Maria Spina, in Piazza dei Bruzi sosterà, a partire, dalle ore 9,00 e fino alle 13,30, il Camper della Polizia di Stato Questo non è amore. Si tratta di un mezzo mobile della Questura di Cosenza che fa parte della campagna itinerante della Polizia di Stato finalizzata alla creazione di un contatto diretto tra le donne ed una equipe di operatori specializzati pronti a raccogliere le testimonianze dirette di chi, spesso, ha paura a denunciare o a varcare la soglia di un ufficio di Polizia.

Il camper, con a bordo l’equipe multidisciplinare di personale della Polizia di Stato composta da appartenenti agli uffici Sanitario, Squadra Mobile, Divisione Anticrimine e Ufficio Denunce, sarà pronto a fornire tutti i consigli utili ed un supporto qualificato alle donne vittime di violenza.

A questo proposito il sindaco Franz Caruso ha rivolto un particolare ringraziamento al nuovo Questore di Cosenza, Michele Maria Spina, «per la sensibilità dimostrata, nel solco dell’avviato percorso sinergico che – sono certo – caratterizzerà la nostra reciproca collaborazione e che avrà modo di esplicitarsi già in occasione della giornata del 25 novembre».

«L’escalation di violenza nei confronti delle donne nel nostro Paese – ha sottolineato il Sindaco Franz Caruso – sembra inarrestabile e non conoscere sosta. Lo dimostrano fatti recentissimi, a cominciare dal triplice femminicidio di Roma, che, una volta di più, devono indurre alla riflessione e soprattutto ad inculcare nelle giovani generazioni la cultura del rispetto verso le donne. Il seme del rispetto – ha proseguito Franz Caruso – va sparso a partire dall’età scolare ed è stato importante l’invito che come Amministrazione comunale e come Consiglio comunale è stato rivolto a tutte le scuole della città, affinché loro delegazioni, di studenti e docenti, partecipino venerdì 25 novembre alle iniziative che sono state organizzate di concerto anche con la Questura di Cosenza».

A Catanzaro, la Giunta guidata dal sindaco Nicola Fiorita ha organizzato un ricco cartellone di eventi che ha preso il via domenica con la gara casalinga del Catanzaro.

Quasi venti le iniziative in programma – patrocinate da Palazzo De Nobili –, di segno e natura diversi ma accomunati da un unico tema, purtroppo sempre di stretta attualità, che tiene insieme il tutto. Una quindicina tra associazioni, scuole, istituzioni, i soggetti promotori.

La settimana di eventi sarà all’insegna dell’hashtag #maipiùsole, elemento clou della campagna creativa ideata per l’occasione dall’associazione “lab32” che ancora una volta, come era già accaduto per l’isola pedonale, ha voluto offrire gratuitamente al Comune il suo contributo sul fronte della comunicazione.

«Non posso che ribadire quanto ho dichiarato qualche giorno fa – ha affermato l’assessore alla Cultura, Donatella Monteverdi – e cioè che siamo felici per il riscontro pronto e positivo all’invito che abbiamo rivolto al mondo delle associazioni di avviare un percorso condiviso in cui, senza che nessuno perda identità e autonomia di pensiero e iniziativa, le singole energie si facciano forza collettiva. È di quella forza che la città ha bisogno, di quella capacità di pensare insieme che trasforma la singola idea in visione. Per questo sento di dover ringraziare tutti coloro che hanno dato il loro contributo, compreso quelli che lo hanno fatto anche a prescindere dal patrocinio comunale. Il dato più vero e importante, infatti, è che tutti abbiamo remato nella medesima direzione».

Concetti, quelli espressi da Monteverdi, che si ritrovano anche nel commento di Carlo Diana, presidente di “lab32”.

«Abbiamo raccolto con entusiasmo l’invito del Comune di sviluppare la campagna creativa contro la violenza sulle donne – ha dichiarato –. Una creatività studiata in tempi molto rapidi e con grande passione dai miei compagni di viaggio Fabrizio Carpanzano e Paolo Maruca, professionisti della comunicazione. Tutto realizzato a titolo gratuito com’è nella natura non-profit di lab32, fondata sui valori della democraticità, pari opportunità, uguaglianza e sul rispetto dei diritti inviolabili della persona. La nostra associazione – conclude Carlo Diana – è contraria infatti ad ogni tipo di violenza e discriminazione e condivide pienamente le iniziative del Comune in difesa delle donne. È arrivato il momento di fare fronte comune e tutto l’anno, non solo il 25 novembre». (rcz)