Mare pulito: sabato 3 ottobre a Grisolia incontro delle associazioni ambientaliste

Le associazioni ambientaliste dell’Alto Tirreno Cosentino si danno appuntamento sabato prossimo a Grisolia, al lido Ultima Spiaggia, per un incontro sul mare pulito. In una nota firmata e diffusa da Italia Nostra Alto Tirreno Cosentino – Comitato difesa ambiente Diamante e Cirella – Associazione Culturale Artemis Grisolia  – Lipu Birdlife Calabria– Legambiente Belvedere M. –WWF Calabria Citra – Comitato Ambientale Presilano – Calabria Nuova Grisolia – Baticos (Bio distretto Alto Tirreno Cosentino) – Mare  Pulito Salviamo il Tirreno Cosentino si legge: «Lo possiamo dire con totale tranquillità, questa estate passata è stata un’estate all’insegna del mare sporco, inquinato in alcuni tratti, con fogna a cielo aperto e immondizie e schiume di vario colore  galleggianti ovunque .  Un mare che solo a tratti ed in particolari giornate risultava pulito. I più, tra operatori ed autorità   hanno avuto inizialmente  un atteggiamento negazionista, che non ha assolutamente contribuito a prendere davvero coscienza del problema ed approntare almeno gli interventi più urgenti e necessari a  gran voce richiesti dalla gente  da tutti i territori costieri nessuno escluso.

«Eppure – prosegue la nota – il 14 luglio 2020 otto associazioni ambientaliste ( Italia Nostra , Lipu,Forum Ambientalista, WWf, Legambiente, Casa dei Diritti Sociali Cosenza, Comitato Difesa Ambiente Diamante Cirella, Costa Nostra Curinga) avevano denunciato pubblicamente  la situazione di  criticità delle acque di balneazione e richiesto alle istituzioni interventi immediati per porre rimedio agli innumerevoli episodi di evidente alterazione delle acque del mare. Nulla è stato fatto.

«Le nostre richieste di intervento all’Arpacal per monitorare le varie situazioni documentate hanno avuto da parte del Direttore del Dipartimento di Cosenza una risposta assolutamente inadeguata. La Regione Calabria, Settore Tutela Acque e Contrasto Inquinamento non ha proprio risposto. Nel frattempo, tutte le associazioni ambientaliste nelle settimane di luglio ed agosto e fino ad oggi sono state inondate dalle proteste di cittadini e da foto che hanno evidenziato in lungo e largo le criticità del nostro mare. Abbiamo dato voce alle proteste e spazio a tutte le immagini pervenute. I negazionisti a tutti i costi, alla fine hanno dovuto arrendersi di fronte all’evidenza. E chi fino a ieri ci dava per allarmisti, oggi non si azzarda più a parlare. Abbiamo nel frattempo  nuovamente lanciato  l’appello ai Sindaci di tutti i paesi costieri di incontrarsi, di prendere in mano la situazione, essendo in pericolo l’ambiente marino e l’economia del settore turistico,  di guardare in faccia la realtà e di operare in sinergia con provvedimenti ed iniziative, perché il problema non è del singolo comune ma di tutti i territori. Sappiamo che il tempo del risanamento non è immediato, ma finora non abbiamo notato segnali veramente risolutivi.

«Le Associazioni Ambientaliste, i Comitati  chiedono alle Istituzioni interventi immediati per porre rimedio agli innumerevoli episodi di evidente alterazione delle acque di balneazione che hanno destato da tempo e destano  grande allarme in tutta la costiera Calabra. È ora di rimboccarsi davvero le maniche per il futuro dei nostri territori, basta con l’indifferenza e la sottovalutazione di un  problema che se non risolto per tempo può travolgere l’intera economia regionale.

«Si devono  immediatamente  mettere in atto politiche di controllo del territorio e del mare atte ad evitare scarichi abusivi e interventi per un efficiente funzionamento degli impianti di depurazione. Bisogna individuare immediatamente i comuni a rischio, marini e montani. Ci sono comuni che ancora non hanno il completo collettamento alla rete fognaria, villaggi turistici interi i cui scarichi fognari bisogna sapere con precisione dove sono collegati, paesi montani e non  che scaricano nei fiumi, nei canali e torrenti che portano a mare, i cui impianti di depurazione sono da controllare costantemente soprattutto nel periodo estivo, corsi d’acqua superficiali interessati da scarichi urbani  da vigilare costantemente, condotte sottomarine che scaricano ad una distanza e ad una profondità non adeguata , depuratori che pur se a norma non riescono a smaltire correttamente tutto il carico in arrivo durante il periodo estivo  essendo sotto stimati nelle proprie funzioni. Un depuratore costruito per un carico di fino a 60 mila utenze non può sopportare 150 mila utenze nel periodo estivo.

«Ed inoltre gli stabilimenti balneari, di cui bisogna verificare l’allaccio alla rete fognaria e per chi non è collegato capire e verificare dove scarica e quanto scarica. Ma non sono solo i depuratori che hanno bisogno di controlli continui. La costa tirrenica, anche nelle peggiori stagioni giunge fino a circa 1 milione di presenze. Un turismo non solo fatto da chi sceglie gli alberghi, ma anche di camperisti fai da te, sui quali il controllo il più delle volte sfugge alle autorità, con spettacoli indecorosi di scarichi abusivi. Così come sfuggono gli auto spurgo, che pur se limitati negli orari di spostamento dalla Prefettura di Cosenza con un divieto nelle ore notturne, non vengono tracciati nel carico e nello scarico.

«Anche la navigazione sfugge al controllo. Sappiamo che le Guardie Costiere hanno poche imbarcazioni per controllare il mare e questo determina che barche a motore possano spostarsi come meglio credono lungo tutta la costa, inquinando attorno alle isole di Cirella e Dino, ormeggiando sulle praterie di Posidonia, che vengono anche distrutte dallo strascico abusivo di pescherecci provenienti dai nostri porti e dalla stessa Campania. Basta uno strascico all’alba, per smuovere i fondali, distruggere la Posidonia e riportare a galla la melma che si deposita nei fondali, che in aggiunta alle naturali fluorescenze, portano a riva uno spettacolo indecoroso per un territorio che si dice a vocazione turistica». (rcs)

L’assessore De Caprio: tavolo permanente con sindaci calabresi per le aree da bonificare

L’assessore regionale all?Ambiente, Sergio De Caprio, ha annunciato la volontà di costituire un tavolo permanente con tutti i sindaci dei Comuni calabresi, nei cui territori ricadono aree da bonificare, da collegare in network con gli Enti locali delle altre regioni.

«Con l’intento  – ha evidenziato l’assessore – di rendere organica e permettere un’attività coordinata per i progetti di risanamento ambientale e per poter svolgere, nei confronti dei responsabili dell’inquinamento e del Governo, un’azione sinergica, per affermare il principio che chi inquina paga».

L’assessore De Caprio, infatti, ha relazionato al convegno sul tema Bonifiche e messe in sicurezza dei siti di discarica. Indirizzi, interventi e proposte delle Regioni per il risanamento del territorio organizzato da RemTech Expo, presentando le Linee programmatiche relative alle bonifiche delle aree contaminate della Regione Calabria.

Il webinair, moderato dal commissario alle Bonifiche, Generale Giuseppe Vadalà,  ha visto la partecipazione degli assessori all’ambiente delle Regioni  Emilia Romagna, Campania, Sicilia e Puglia, del sottosegretario del Ministero dell’ambiente Roberto Morassut  e del direttore dell’Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale (Ispra) Alessandro Bratti(rrm)

De Caprio illustra Il “Quadro di Azioni Prioritarie” a sostegno della biodiversità

«Uno strumento di lotta alla barbarie e di amore grande verso la natura e la bellezza». Così l’assessore regionale all’Ambiente, Sergio De Caprio ha definito il Quadro di Azioni Prioritarie, il documento di programmazione degli interventi a sostegno della biodiversità e più in generale dell’ambiente naturale, basato su un approccio integrato delle risorse economiche afferenti ai fondi comunitari Fesr, Feasr, Fse e Feamp.

Approvato in Giunta e in Consiglio regionale, dopo il parere favorevole dell’Unione Europea, il Quadro è stato dimensionato sui 92 milioni di euro e, per l’assessore De Caprio, «ora è necessario costruire, insieme al nostro Dipartimento, agli agricoltori, ai pescatori, agli allevatori, agli albergatori, ai ristoratori, agli enti locali, alle università, al nostro popolo i protocolli, imponendoci un livello alto di qualità dell’efficienza ecologica per rendere bellissimi e attrattivi i nostri territori».

All’incontro con la stampa sono intervenuti anche la dirigente generale del Dipartimento Ambiente Orsola Reillo e il dirigente del settore parchi e aree naturali protette Giovanni Aramini.

«Si rende necessario adottare il documento di indirizzo – ha spiegato De Caprio – finalizzato alla futura programmazione 2021-2027. Lo faremo coinvolgendo tutte i settori e le categorie preposte. Tutti insieme dobbiamo progettare immaginando una Calabria moderna, efficiente e improntata sull’efficienza ecologica».

«Questo è un sogno semplice  – ha aggiunto – che realizzeremo tutti insieme per trasformare tensioni e preoccupazioni in speranza».

Il dirigente Aramini, nell’illustrare nel dettaglio il programma ha dichiarato che “la Calabria è l’unica Regione d’Italia, insieme al Lazio, che ha già approvato questo importante strumento di tutela ambientale.

«La nostra – ha spiegato il dirigente Aramini – è una terra dal grande capitale naturale, basti pensare che dei 230 habitat riconosciuti dall’Unione Europea, ben 71 sono presenti in Calabria. Con questo piano l’Ue ci dà le risorse per intervenire sugli strumenti di tutela delle aree protette, attraverso misure dirette tra l’altro alla conoscenza, alla vigilanza e al sistema sanzionatorio, alla mitigazione dei rischi e alla valorizzazione delle aree di interesse».

«Tra l’altro – ha aggiunto – questo è un programma aperto al mondo dell’associazionismo con cui sarà importante dialogare e recepire suggerimenti. Per anni la Calabria è stata considerata esclusivamente una terra di mare. È un errore perché con tre parchi nazionali e uno regionale la dovremmo considerare piuttosto come una montagna che galleggia nel centro del Mediterraneo».

«Questo – ha infine sottolineato il dirigente generale Orsola Reillo – è uno strumento ‘abilitante’, vale a dire una pianificazione delle azioni prioritarie propedeutica alla futura spesa comunitaria delle aree protette calabresi. Dunque segna il futuro della nostra programmazione e culmina al termine di un percorso che ha visto prima l’approvazione del Piano da parte della Commissione Europea, poi della Giunta lo scorso giugno e del Consiglio regionale a luglio». (rrm)

Gli assessori Savaglio e De Caprio insieme per costruire percorsi di educazione civica e sostenibilità

Costruire percorsi di educazione civica e sostenibilità, partendo dalle Scuole. Sono questi gli obiettivi condivisi dall’assessore regionale all’Istruzione, Sandra Savaglio e dall’assessore regionale all’Ambiente, Sergio De Caprio, particolarmente sensibili sulla necessità di portare nelle scuole un messaggio forte di civismo e impegno nel rispetto dell’ambiente.

Ed è per questo che hanno lanciato un ciclo di webinar, rivolti ai docenti delle scuole calabresi, dedicati proprio al tema ambientale, che prenderanno il via domani, giovedì 28 maggio. Il primo incontro, previsto nell’ambito del progetto Follow Environment – Azioni a supporto della Rete dell’Educazione Ambientale per la Sostenibilità della Calabria, finanziato dalla Regione Calabria, vede la partecipazione di Michela Mayer, del Comitato scientifico italiano del Decennio Unesco per l’educazione ambientale e Giovanni Borgarello, responsabile dell’area scuola del Centro di Educazione Ambientali di Pracatinat (TO).

«Tra le tante azioni che prevediamo in tema di Ambiente – ha dichiarato l’assessore De Caprio – alta priorità ha per noi affiancarci alle generazioni anche giovanissime per creare occasioni di crescita, in un processo di cambiamento e di sviluppo di una coscienza ecologica che parta dai contesti educativi».

«“Sono molto felice di lavorare insieme con Sergio De Caprio – ha dichiarato l’assessore Savaglio – per avviare un piano educativo speciale dedicato ai temi della biodiversità, dell’educazione civica e sull’ambiente tout court. Il primo passo è formare e sensibilizzare docenti che si faranno portavoce del percorso all’interno della propria scuola e tra le scuole; motivare gli insegnanti e fornire loro strumenti per progettare e attivare laboratori utili a sviluppare abilità e competenze nel campo della sostenibilità».

«Lo spazio, per rendere curriculari queste proposte – ha concluso l’assessore regionale all’Istruzione – è offerto dall’obbligatorietà dell’insegnamento dell’educazione civica a scuola. Solo il primo passo, dicevo, che porterà anche alle Summer School che intendiamo organizzare per luglio, dove finalmente si potrà partecipare in presenza grazie all’opportunità di laboratori all’aperto: parchi e oasi ecologiche, partner coinvolti nel Progetto». (rcz)

L’assessore regionale De Caprio: tutta la Calabria sia una grande riserva naturale

L’assessore regionale all’Ambiente Sergio De Caprio ha incontrato, via Skype, i presidenti dei Parchi calabresi, ribadendo che l’impegno della Regione «è di sostenere gli Enti gestori del Sistema Parchi e della Comunità delle Aree Protette Regionali in un percorso di rilancio del territorio, che faccia di tutta la Calabria una grande e preziosa riserva naturale».

Si tratta, infatti, di un patrimonio di elevata valenza naturalistica che comprende, oltre ai parchi nazionali e regionali, anche un’Area Marina Protetta, tre Riserve Naturali Regionali, dieci Riserve Naturali Nazionali e 184 siti Natura 2000, con la presenza di 71 habitat di interesse comunitario e di 350 endemismi di specie vegetali e animali.

«L’obiettivo – ha precisato l’assessore regionale De Caprio – è di dare nuova linfa a una autentica comunità di  custodi di questo straordinario patrimonio a cielo aperto, perché possano lavorare con amore    alla sua conservazione e valorizzazione».

«Un ringraziamento, dunque – ha proseguito l’assessore regionale De Caprio – ai volontari delle Associazioni ambientaliste, ai sindaci, ai funzionari del Dipartimento Ambiente, alle Forze dell’Ordine e ai valorosi appartenenti al disciolto Corpo forestale dello Stato che, in questi anni, hanno difeso con impegno e dedizione la risorsa più preziosa per lo sviluppo dell’amato Popolo calabrese».

«Insieme, fianco a fianco – ha proseguito l’assessore regionale De Caprio – porteremo le riserve verso i cittadini – che costituiscono lo Stato Comunità – e le apriremo a chi verrà da altri luoghi per visitarle, per amarle, conoscerle davvero e nel profondo. Questo significa operare per la realizzazione della riserva naturale più bella – la nostra Calabria – e i nostri principali interlocutori, in questo cammino, saranno gli studenti e le loro famiglie. In particolare, gli studenti perché abbiano gli strumenti adeguati per trasmettere e tramandare la conoscenza e i segreti   della loro Terra».

Alla riunione, per i parchi Nazionali erano presenti Domenico Pappaterra (Parco del Pollino), Francesco Curcio (Parco della Sila) e Leo Autelitano (Parco d’Aspromonte); per i parchi regionali il commissario Giuseppe Pellegrino (Parco delle Serre) e il commissario straordinario Ilario Treccosti (ente Parchi Marini regionali)

.L’incontro – al quale hanno preso parte anche il dirigente generale del Dipartimento, Orsola Reillo, e il dirigente del Settore Parchi Giovanni Aramini – è stato anche l’occasione per fare il punto sui progetti già in avanzata fase di realizzazione, quali il progetto di marketing territoriale per promuovere, nei mercati internazionali, il sistema delle Aree protette; il sentiero Calabria e la ciclovia dei parchi.

Nel corso della riunione, i rappresentanti dei Parchi hanno poi sottolineato l’urgenza di individuare una nuova strategia capace di far fronte alle gravi difficoltà economiche generate dall’attuale emergenza sanitaria, al fine di garantire la ripartenza delle imprese dell’ambito del turismo naturalistico, che che forti potenzialità di crescita. (zc)

CATANZARO – Differenziata da record: la raccolta sfiora il 67%

Risultati green per la città di Catanzaro, la cui raccolta differenziata, nei primi sette mesi del 2019, sfiora il 67%, superiore a quelli relativi al 2018 (66%).

«Un risultato – ha commentato il sindaco di Catanzaro, Sergio Abramo – che sfiora le aspettative, il cui merito va, in primis, ai nostri cittadini».

«La partenza di un grande progetto di raccolta differenziata – ha proseguito il sindaco Abramo – quasi quattro anni fa, è stata una novità per i catanzaresi, eppure hanno risposto da subito con entusiasmo. Le politiche ambientali, del resto, sono sempre state a cuore alla nostra amministrazione. Per fare solo un esempio, Catanzaro è stata la prima città a dotarsi, già sei anni fa, di lampade LED per tutta l’illuminazione pubblica».

Nel 2013 in città non si differenziava nemmeno il 5%, due anni dopo non si era ancora arrivati al 10%. Dal 2016, dopo l’inizio della collaborazione con CONAI, la crescita è stata costante, e Catanzaro si è imposta come modello virtuoso non solo per la sua regione, ma per tutto il sud Italia: dal 2013 a oggi, infatti, il capoluogo della Calabria ha ottenuto una percentuale di crescita della raccolta pari al 1.699,73%.

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Risultati dal 2016 al 2018 del Comune di Catanzaro

«L’aiuto di CONAI – ha proseguito il sindaco Abramo – è stato fondamentale dal primo giorno dell’operazione: senza il Consorzio una campagna e un’attività di questo calibro non sarebbero state possibili. Il mio ringraziamento va a CONAI e a tutti coloro che ci hanno aiutato in questo percorso virtuoso, come la società che ha vinto l’appalto di gara, Sieco. Ma soprattutto, ancora una volta, il grazie dell’amministrazione di Catanzaro va ai cittadini e al loro impegno».

Dalla fine del 2015 CONAI ha supportato la fase di avvio della raccolta differenziata a Catanzaro attraverso attività di formazione, consegna dei kit per la differenziata alle utenze e suddivisione del territorio in cinque aree di intervento. Avviata inoltre, sempre grazie al supporto CONAI, una campagna di comunicazione dedicata rivolta a tutti i residenti del comune.

I risultati non si sono fatti attendere. L’obiettivo, ora, è raggiungere il 75% di differenziata.

«Casi di successo come quello di Catanzaro – ha commentato Giorgio Quagliolo, presidente CONAI – devono essere un esempio per tutti i comuni del sud Italia, un’area su cui continuiamo a lavorare con particolare attenzione. Dobbiamo imparare a considerare i rifiuti sempre più una risorsa economica e ambientale: in questo la collaborazione dei cittadini e delle amministrazioni comunali si rivela ogni giorno fondamentale. Una raccolta differenziata di qualità, del resto, è il primo passo verso un sistema di economia circolare che permetta un recupero degli imballaggi sempre più virtuoso».  (rcz)

EMERGENZA MALTEMPO: INTERROGAZIONE URGENTE DI SICLARI (FI) AL PREMIER CONTE

Il maltempo che ha investito la Calabria in queste ultime ore, provocando disagi e seri problemi alla popolazione, ha spinto il sen. Marco Siclari a un’interrogazione parlamentare urgente per avere dal premier Conte risposte che vadano verso una direzione chiara: prevenzione.
«Confermo – scrive il sen. Siclari – il mio totale schieramento a favore dei sindaci, non solo della mia Calabria che in questi giorni è stata più volta colpita e messa in ginocchio ma di tutti i comuni di Italia perché con l’arrivo della stagione delle piogge non possiamo più permettere che accadano tragedie o che intere città vengano distrutte per mancanza di interventi preventivi, per distrazioni politiche o menefreghismo o, ancora peggio, per ingiusta qualificazione dei codici di allerta che genera incomprensione di lettura da parte dei comuni
«Siamo stanchi di dover assistere solo alla gestione delle emergenze. I Comuni con le risorse risicate che hanno a disposizione non possono essere abbandonati a gestire tragedie e sciagure che si potrebbero, invece, prevenire ed evitare. Questo sistema di codici di allerta, diramata fin troppo spesso, ha mostrato delle lacune evidenti. È chiaro che se ogni giorno un sindaco si trova a dover diramare un allerta meteo, anche quando poi splende il sole,  prima o poi la stessa finirà per non sortire più alcun effetto sui cittadini che, come è accaduto in diverse occasioni, verrà considerata non attendibile.
«Al premier Conte chiederò se ha valutato, anche in virtù degli ultimi accadimenti che hanno visto la Calabria triste protagonista, come intervenire in tal senso e proporrò di rivedere l’intero sistema di allerta che, guardando ai fatti, sembra non essere efficiente e adeguato. Dobbiamo essere vicino alle istituzioni territoriali e non combatterle, se i sindaci hanno espresso dubbi circa il sistema di monitoraggio e avviso dell’allerta meteo, il segnale non va contrastato o ignorato, va accolto per lavorare a delle modifiche che, oggi più che mai, appaiono necessarie.
«Ribadisco, inoltre, al Ministro Costa che nessun torrente e nessun fiume nessuna collina in Italia, ha un sistema di monitoraggio all’accesso, per cui chiunque può accedere anche se sconsigliato dai sindaci e dagli enti preposti, per cui trovo ingiusto e inopportuno gridare al giustizialismo su queste basi prendendosela con i Sindaci. Che pretesa è quella di capire di chi è la responsabilità della mancata vigilanza? Il ministro Costa dovrebbe avere quest’istinto giustizialista su tutto, capire quali sono le esigenze del territorio calabrese e, almeno in questo momento, stare vicino alle famiglie delle vittime», ha concluso il senatore azzurro. (rp)