Da Rosarno 60 quintali di arance e kiwi donati a Bergamo

La Calabria, si sa, ha un grandissimo cuore, e lo ha dimostrato, ancora una volta, in questo periodo di emergenza sanitaria, mandando a Bergamo 35 quintali di arance e 25 quintali di kiwi.

Un «gesto sentito e fortemente voluto da parte dell’Amministrazione comunale – scrive su Facebook il sindaco di Rosarno, Giuseppe Idà –  ad una delle comunità più colpite dall’emergenza».

«In momenti difficili come questi – ha proseguito il sindaco Idà – è ancor più importante sentirsi un’unica grande famiglia, superando qualsiasi contrapposizione e dimostrando affetto, altruismo, amicizia e grande solidarietà».

Un gesto, quello della città di Rosarno che «supera ogni contrapposizione tra Nord e Sud, e dimostra come l’Italia, anche nei momenti più difficili, riesca ad esprimere il meglio del suo essere grande comunità», e che ha raccolto il plauso del sindaco di Bergamo, Giorgio Gori.

Questo dono – fanno sapere dal Comune di Bergamo – saranno distribuiti dai volontari alle persone anziane su indicazione dei presidenti dei Centro per Tutte le Età, «punti di riferimento, preziosi all’interno dei quartieri della città» e alle famiglie più bisognose e fragili.

«Grazie alla città di Rosarno – scrive su Facebook Marcella Messina, assessore alle Politiche Sociali del Comune di Bergamo – al suo sindaco e a tutta la comunità. Grazie ai presidenti dei Centri per Tutte le Età della nostra città per la costante collaborazione e ai Volontari di BergamoxBergamo».

 

L’impegno di Acli Calabria per i cittadini: attivo il supporto psicologico

Acli Calabria, in questo momento difficile, non lascia da soli i calabresi, attivando il supporto psicologico gratuito tramite la Web Radio Acli e in collaborazione con la Cooperativa IdeAzione.

Si tratta di uno sportello a distanza che «si propone di offrire aiuto attraverso l’ascolto, il dialogo, il confronto a chi, in questo periodo, si ritrova a convivere con la paura, l’ansia, il timore, con l’astinenza dalle relazioni in presenza che privano del calore di un abbraccio, della profondità di uno sguardo, delle emozioni che solo la compresenza può far percepire».

Per accedere al servizio si può telefonare al 347.8446921, dal lunedì al venerdì dalle 15.00 alle 19.00. Uno psicologo del team di supporto sarà a disposizione gratuitamente. È possibile, inoltre, inviare un sms o un whatsapp, per prenotare un colloquio. (rrm)

 

L’assessore regionale Gallo: un incontro per evitare tracollo del settore vitivinicolo

In questa emergenza sanitaria, anche per il settore vitivinicolo si rischiano gravi conseguenze, ed è per questo che l’assessore regionale alle Politiche Agricole, Gianluca Gallo ha incontrato – in videoconferenza – Giacomo Giovinazzo, dirigente generale del Dipartimento Agricoltura, e Raffaele Librandi, presidente del Consorzio per la Tutela e la Valorizzazione dei Vini Doc “Cirò e Melissa”, Demetrio Stancati, presidente e socio del Consorzio di tutela dei Vini Dop “Terre di Cosenza” e Luigi Nola, presidente del Consorzio di tutela dei vini di Reggio Calabria “Vinum Reginuum”.

L’assessore Gallo, riconosciute ed apprezzate qualità e valore dei vini calabresi, ha posto l’accento sulla necessità di valorizzare le produzioni regionali in maniera adeguata, così come indicato anche dalla presidente Jole Santelli.

«Gli sforzi dei nostri produttori – ha dichiarato l’assessore regionale Gallo – nonostante la qualità garantita ai consumatori rischiano di essere vanificati da una crisi senza precedenti. È, per questo, necessario adoperarsi affinché questo segmento produttivo divenga sempre più nevralgico per l’economia calabrese. In questo momento di emergenza, poi, abbiamo l’obiettivo di tutelare la produzione vitivinicola ed i viticultori calabresi».

«In una fase successiva – ha proseguito l’assessore regionale Gallo –punteremo ad acquisire maggior competitività sui mercati, attraverso un’efficace azione di promozione, nell’ottica della vendita di un marchio identitario forte di buona Calabria».

Gallo ha, quindi, illustrato le possibili iniziative da assumere per dare concretezza alle misure urgenti: «già la settimana scorsa, anticipando il Governo, in Giunta abbiamo deliberato lo stato di crisi per tre settori dell’agroalimentare: florovivaistico, lattiero-caseario e agrituristico. Potremmo inserire il comparto vitivinicolo nello stato di crisi: le problematiche relative a questo settore si stanno manifestando in tutto il Paese e sembra che il Governo ne abbia preso consapevolezza. Ci aspettiamo ora che i prossimi provvedimenti governativi e ministeriali, diversamente da quanto sin qui accaduto, tengano in grande considerazione il settore vitivinicolo».

L’assessore ha inoltre reso noto che in una riunione tecnica tenutasi qualche ora prima tra il Ministero delle Politiche agricole ed i rappresentanti delle Regioni si era discusso dell’eventualità sia di prevedere dei fondi per l’attivazione della “distillazione di crisi”, cioè la possibilità per i produttori di distillare le eccedenze di produzione, sia del ricorso – ritenuto tuttavia al momento poco adeguato – alla “vendemmia verde”, consistente nella distruzione o eliminazione dei grappoli non ancora giunti a maturazione che, riducendo a zero la resa della relativa superficie viticola, concederebbe agli agricoltori la possibilità di beneficiare di un sostegno sotto forma di pagamento forfettario per ettaro. In coda, presa nota delle istanze dei rappresentanti del mondo vitivinicolo presenti alla riunione, l’assessore Gallo ha dato appuntamento ad un nuovo incontro, «in attesa delle determinazioni del Governo, pronti a mettere in campo, anche opportune azioni a livello regionale, da valutare in base alle economie sulla dotazione finanziaria dell’Ocm vino ed altri eventuali residui». (rcz)

Opi Cosenza: agli infermieri calabresi va riconosciuta l’indennità accessoria

Fausto Sposato, presidente dell’Ordine degli Infermieri di Cosenza, lancia un appello alla Regione Calabria e al presidente Jole Santelli, affinché «istituiscano un fondo ad hoc per contribuire ad una indennità suppletiva nei confronti di tutto il personale sanitario che, in queste settimane, non si sta risparmiando su turni di lavoro e impegno costante, senza soste, contro il Covid-19».

«L’Opi da tempo – ha proseguito il presidente Sposato – è al fianco di tutti gli infermieri ed i colleghi in prima linea. Supportiamo le loro azioni, le loro richieste e le loro preoccupazioni.  Purtroppo tra quelli più a rischio, come detto, vi sono proprio gli operatori sanitari. Tanti dei quali hanno contratto il virus, risultando positivi al tampone. Per questo motivo sentiamo il dovere di avanzare tale proposta al presidente della Giunta regionale che, per la gestione del Coronavirus, riveste anche il ruolo di commissario. Ringraziamo, tra l’altro, le tre sigle sindacali che solo qualche giorno fa hanno sollecitato il medesimo pensiero, così come diversi consiglieri regionali. Segno evidente che il lavoro degli infermieri, dei personale di supporto e delle intere professioni sanitarie è condiviso e apprezzato».

«Per il presidente Sposato la possibilità che sia riconosciuta una indennità suppletiva ed accessoria, “una tantum” sulla falsa riga del bonus Inps a partite iva ed imprese, deve essere ricondotta al budget sulla sanità.

«Sarebbe riconosciuto – ha proseguito il presidente Stancato – un premio al lavoro di questi giorni drammatici. Gli infermieri e tutti quelli impegnati nei centri Covid hanno messo a repentaglio oltre che la propria salute, anche quelle dei propri familiari».

«Da qui – ha proseguito il presidente Sposato – la “solidarietà a tutto il personale della casa di cura Villa Torano per una vicenda che dovrebbe insegnare molto ad ognuno di noi. La sanità, quella pubblica e quella privata, sta vivendo momenti paradossali: noi infermieri non ci tiriamo indietro, siamo orgogliosi del lavoro portato avanti e degli sforzi compiuti da ogni singola persona e siamo sempre più convinti che, insieme all’aiuto dei cittadini, andrà tutto bene, prima del previsto. Crediamoci». (rcs)

Siclari (FI): Senza contributi e accesso al credito si fallisce

Il senatore di Forza ItaliaMarco Siclari, ribadisce che «devono arrivare, da parte dello Stato, aiuti consistenti, sia per garantire l’accesso facile e veloce al credito sia come contributi a fondo perduto».

Per il senatore Siclari, infatti, «questa è l’unica soluzione per dare un sostegno concreto e reale alle imprese, impedendo che le stesse entrino in crisi in maniera irreversibile e falliscano. Senza contributo a fondo perduto e senza accesso facile al credito bancario a tasso zero e da restituire in lunghi periodi, le aziende italiane non si rialzeranno».

«Quasi tutte le aziende italiane – ha proseguito il senatore Siclari – sono già esposte con le banche ed un ulteriore e un nuovo indebitamento non aiuta le imprese, anzi verranno ulteriormente appesantite  considerando, inoltre che dopo la riapertura, a causa della prevista flessione degli incassi, sarà difficile restituire il debito contratto».

«Peraltro – ha proseguito il senatore Siclari – il sistema bancario ha dei parametri di finanziabilità molto rigorosi che impediranno un accesso facile e veloce al credito e questo rischia di lasciare fuori la maggior parte delle piccole e medie imprese che non avranno la possibilità di passare indenni da questa fase di crisi e di tentare di ripartire. Il fondo perduto è l’unica strada per risollevare l’apparato produttivo del Paese». (rp)

L’assessore regionale Gallo chiede misure per il comparso agroalimentare

L’assessore regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo, ha chiesto al ministro dell’Agricoltura, Teresa Bellenova, un sostegno per la promozione dei prodotti alimentari sui mercati.

«Nei momenti di crisi – ha dichiarato l’assessore regionale Gallo – bisogna ripartire dai punti di forza. E il settore economicamente più forte dell’Italia è storicamente quello dell’agricoltura».

«C’è bisogno – ha proseguito l’assessore regionale Gallo – di maggiore attenzione e di un aiuto immediato da parte del Governo. La Regione Calabria ha già deliberato lo stato di crisi per i comparti florovivaistico, lattiero-caseario e agrituristico, che anche altrove stanno subendo i danni maggiori derivati dall’emergenza Covid-19. Ad essi si è aggiunto anche il settore vitivinicolo, per il quale è necessaria un’immissione di liquidità per consentire il ristoro dei danni».

«Parliamo – ha proseguito l’assessore regionale Gallo – di un’immissione controllata e, naturalmente, verificata, e non di una somma da restituire nel giro di sette anni. Attendiamo fiduciosi misure del Governo, ma se queste dovessero mancare, bisogna far sì che l’Unione europea sia meno rigida nella gestione dei fondi comunitari».

Altro tema da affrontare attentamente, secondo l’assessore regionale calabrese, quello delle problematiche patite dal mondo della pesca, fonte di sostentamento per tanti lavoratori e famiglie calabresi.

«Bisogna intervenire in ambito Agea – ha proseguito l’assessore regionale Gallo – affinché tutti i legacci di natura burocratica e di altro tipo vengano superati rapidamente e si proceda a liberare tutte le risorse disponibili».

Infine, ma certo non per ultima quanto ad importanza, la questione legata al proliferare degli ungulati: «In Calabria, a fronte di una popolazione di meno di due milioni di abitanti, si contano oltre 300.000 cinghiali. È evidente, certo non da ora, come essi costituiscano un grave pericolo sia per la pubblica incolumità sia per l’agricoltura e l’allevamento. Per venirne fuori, occorrono risposte e strumenti emergenziali».

Il ministro Bellanova, dal canto suo, dopo aver preso nota di richieste e proposte, si è impegnata a definire di concerto con le Regioni azioni comuni, all’esito degli approfondimenti normativi e finanziari già avviati. (rcz)

 

Abate (M5S): Regionalizzazione delle opere idroelettrice e regime di salvaguardia

Rosa Silvana Abate, senatrice del Movimento 5 Stelle e nella Commissione Agricoltura, rende noto che, nel decreto Cura Italia è stato approvato, anche, il rinvio della regionalizzazione delle opere idroelettriche, con la possibilità di chiederla fino al 31 ottobre 2020.

Per la senatrice Abate si tratta di «un’opportunità che anche la Calabria deve cogliere per risparmiare sui costi dell’energia elettrica lavorando tutti insieme per rivedere anche la normativa sul regime di salvaguarda e il fattore “Omega”».

«Già un’attivista calabrese, la dottoressa Rosella Cerra – ha proseguito la senatrice Abate – aveva sollevato a marzo la necessità di un rinvio del termine di scadenza precedentemente fissato proprio a fine marzo dopo un confronto con alcuni politici e amministratori poiché aveva riscontrato un vero e proprio un vuoto informativo che necessitava di una maggiore riflessione e confronto con altre regioni che invece hanno avviato l’iter già da tempo. L’invito era rivolto direttamente alla governatrice Jole Santelli affinché chiedesse ella stessa un rinvio della data di scadenza fissata lo scorso anno dal DL “Semplificazioni” al 31 marzo 2020».

«Ma, intanto – ha proseguito la senatrice Abate – il lavoro del M5S è continuato presentato un emendamento al Decreto Cura Italia (n.125.0.8) per chiedere la necessaria proroga visto che la mobilitazione dei Consigli regionali per l’emergenza Covid-19, in questo momento, non avrebbe permetterebbe loro di legiferare con la dovuta accortezza».

«Accolto l’emendamento, dunque – ha proseguito la senatrice Abate – la data di scadenza slitta al 31 ottobre 2020. Nello specifico, questa forma di regionalizzazione è prevista nel DL n. 135 del febbraio 2019, il Decreto Semplificazioni che, all’articolo 11-quarter, prevedeva che: «alle regioni è demandata la disciplina con legge, entro il 13 febbraio 2020 e comunque non oltre il 31 marzo 2020, delle modalità e delle procedure di assegnazione. (…) Nelle concessioni di grandi derivazioni a scopo idroelettrico, le regioni possono disporre con legge l’obbligo per i concessionari di fornire annualmente e gratuitamente alle stesse regioni 220 kWh per ogni kW di potenza nominale media di concessione, per almeno il 50 per cento destinata a servizi pubblici e categorie di utenti dei territori provinciali interessati dalle derivazioni».

«Così come in precedenza già fatto dalla dottoressa Rosella Cerra – ha proseguito la senatrice Abate – giro anche io la mia richiesta alla Regione Calabria per conoscere lo stato della pratica. Con lei sapevamo che il Dipartimento per gli affari regionali e le autonomie aveva già avviato la richiesta di ricognizione sullo stadio di avanzamento delle iniziative legislative intraprese dalle regioni, le quali avrebbero dovuto riferire in merito entro la fine del mese di febbraio, tramite il Coordinamento tecnico interregionale competente in materia di energia».

«Alcune regioni del Nord – ha proseguito la senatrice Abate –hanno già presentato le proprie proposte pubblicate sui loro siti istituzionali. Ora più che interessante, soprattutto, è utile conoscere la posizione della nostra Regione anche in merito anche al fattore Omega, previsto in regime di salvaguardia, che pone una tassa sull’elettricità per i comuni della Calabria già in difficoltà di pagamento che è circa quattro volte quella che paga un comune della Lombardia nella stessa condizione di morosità».

«In Calabria, intanto – ha proseguito la senatrice Abate – aumentato le richieste e le concessioni di derivazione di acqua per la costruzione di centrali idroelettriche. Ultime concessioni in ordine di tempo sono pubblicate il 30 marzo 2020 sul Burc Calabria relative a tre concessione di piccola derivazione di acque pubbliche superficiali dal Fiume Soleo, in Agro del Comune di Petilia Policastro (KR), ad uso idroelettrico, per tre società del luogo, per la produzione di energia della potenza nominale media totale di 422,95 kW».

«In progetto – ha proseguito la senatrice Abate — c’è anche la centrale idroelettrica nella Valle del Trionto, la più grande della Calabria, con un investimento da 32 milioni ed una produzione di 40 megawatt. Insomma è un tema importante e determinante per la nostra Regione, ed ora abbiamo il tempo di approfondire e avviare una discussione che sia ampia e condivisa. Un’opportunità, questa offerta dalla regionalizzazione delle opere idroelettriche, che anche la Calabria deve cogliere per risparmiare sui costi dell’energia elettrica lavorando tutti insieme per rivedere anche la normativa sul regime di salvaguarda e il fattore “Omega”». (rp)

Estate: la crisi del turismo marino. Orsomarso e Nucera, due iniziative

L’assessore regionale al Turismo e alle Attività Economiche, Fausto Orsomarso, ha annunciato l’avvio di una serie di confronti e conference call con i rappresentanti di tutti i settori coinvolti, dalle imprese ricettive e alberghiere a quelle balneari, dai tour operator alle agenzie di viaggio.

Giovedì, inoltre, è previsto un incontro con i sindacati e venerdì con le associazioni di categoria.

«Diamo vita ad una vera e propria unità di crisi del settore –ha spiegato l’assessore regionale Orsomarso – le cui proposte arriveranno nella prossima settimana sul tavolo della task force economica presieduta dalla presidente Santelli. Noi guardiamo con fiducia alla possibilità di poter recuperare parte della stagione estiva 2020,  prevedendo una ripresa graduale almeno a metà giugno e adeguando le attività alle eventuali misure di distanziamento sociale che saranno ancora in atto».

«Non possiamo naturalmente decidere da soli – ha proseguito l’assessore regionale Orsomarso – ma anche in Calabria vogliamo supportare le proposte avanzate a livello nazionale, che prevedono la possibilità per gli operatori di accedere alle strutture balneari e alle spiagge per prepararle e attrezzarle in vista della ‘fase 2’ e la necessità di dare una chiara indicazione ai Comuni  affinché  vengano estese  le concessioni al 2033 per dare certezza alle imprese e consentire l’utilizzo degli strumenti del Dl liquidità».

«Inoltre – ha aggiunto l’assessore regionale Orsomarso –considerato che con ogni probabilità sarà ancora necessario evitare l’assembramento di persone, bisognerà pensare ad una nuova definizione dei distanziamenti, alla previsione degli eventi da consentire, ma anche il sostegno alle attività di sanificazione delle strutture e di informazione all’utenza. Naturalmente sono necessarie misure di sostegno, di carattere nazionale ed europeo, per consentire alle imprese del settore turistico e ricettivo di superare la crisi».

«La tutela della salute dei cittadini – ha proseguito l’assessore regionale Orsomarso – è il nostro interesse primario, ma non possiamo trascurare l’impatto dell’emergenza sanitaria sull’economia della Calabria, in questo caso su quella turistica e balneare, oltre che sulla necessità di recuperare il benessere psico-fisico dei cittadini dopo lunghe settimane di isolamento. Vogliamo garantire a tutti la possibilità di godere del nostro mare e delle nostre spiagge nel pieno rispetto delle misure sanitarie».

Giuseppe Nucera, imprenditore e presidente del Comitato La Calabria che vogliamo, ha ribadito che «gli stabilimenti rappresentano un importante settore per la rinascita non solo economica ma anche morale dell’Italia e della Calabria in particolare. Serve una deroga per dare il via ai lavori».

Negli ultimi giorni, infatti, il dibattito riguardo gli stabilimenti balneari ha coinvolto tutte le regioni d’Italia che si affacciano sul mare, e secondo Giuseppe Nucera la Calabria con i suoi quasi 800 chilometri di costa non può stare a guardare.

«Anche se l’emergenza Coronavirus – ha dichiarato Nucera –purtroppo ancora non rende chiare tempistiche e modalità di quello che sarà il ritorno alla normalità, bisogna iniziare a lavorare per farsi trovare pronti in vista dell’estate».

«Montaggio e manutenzione di uno stabilimento balneare – ha proseguito Giuseppe Nucera – richiedono un investimento in termini di tempo, risorse economiche e umane. Non si potrà aspettare l’ultimo secondo per dare il via libera ai lavori, altrimenti la stagione estiva sarà compromessa in partenza».

«In alcune regioni d’Italia, Liguria e Abbruzzo ad esempio – ha proseguito Nucera – i lavori di manutenzione sono già iniziati. Sono certo che anche in Calabria, attraverso un’apposita ordinanza della Regione, si possa iniziare presto a lavorare in vista della prossima estate. A tal proposito, oggi ho avuto un colloquio telefonico con l’assessore ai Lavori Pubblici della Regione Calabria, Domenica Catalfamo. A lei ho rappresentato l’urgenza e la drammaticità della situazione, che necessita di interventi immediati».

«Bisogna dare ai balneari – ha proseguito Nucera – la possibilità di ritornare nei propri stabilimenti per realizzare quei lavori in grado di rendere operative le strutture. In Calabria sono circa 2500 gli stabilimenti balneari, più di 20 mila le unità lavorative. Se per l’estate 2020 saranno confermate le prescrizioni della distanza di sicurezza tra persone, per garantire il mantenimento della forza lavoro del 2019 serve una deroga che conceda agli stabilimenti balneari maggiori spazi e aree di concessione demaniale».

«Si tratta – ha proseguito Nucera – di un atto di coraggio possibile da realizzare, considerato che grazie alla vastità delle nostre coste rimane ugualmente spazio notevole per le spiagge libere. Il mare della Calabria è una meravigliosa bellezza, fonte di benessere fisico e morale che attrae turisti dal resto d’Italia e dall’estero. Soprattutto in un momento così complicato come quello che stiamo vivendo, la prossima estate sarà ancora più impellente la necessità per tutti gli italiani di recarsi al mare».

«Ovviamente – ha concluso Nucera – questo potrà accadere solo nel pieno rispetto delle normative e delle disposizioni che il Governo emanerà per contrastare la diffusione del Covid 19. Intanto però bisogna mettersi a lavoro per non farsi trovare impreparati. Gli stabilimenti balneari rappresentano un importante settore per la rinascita non solo economica ma anche morale dell’Italia e della Calabria in particolare». (rcz)

Il dono di Papa Francesco alla Locride. Il presidente Tallini ringrazia

Sono 4mila le mascherine, 400 le tute e gli occhiali che Papa Francesco ha donato all’Ospedale di Locri per il personale sanitario.

Il materiale è stato inviato tramite l’Elemosiniere card. Konrad Krajewski al vescovo di Locri-Gerace, mons. Francesco Oliva, che, a sua volta, ha fatto sapere che, oltre alle sette scatole di materiale sanitario ricevuto, sono in arrivo anche due respiratori per il reparto di terapia intensiva.

Un gesto, quello del Pontefice, che non è passato inosservato, e che ha raccolto il plauso e tanta riconoscenza di Mimmo Tallini, presidente del Consiglio regionale della Calabria.

«La solidarietà manifestata alla Calabria da Papa Francesco – ha dichiarato il presidente Tallini – donando – attraverso l’Elemosiniere card. Konrad Krajewski ed il vescovo di Locri-Gerace mons. Francesco Oliva – all’Ospedale di Locri 4mila mascherine e 400 tute dotate di occhiali di protezione, mi induce a porgergli i ringraziamenti più sinceri a nome mio personale e del  Consiglio regionale che mi onoro di rappresentare».

«L’attenzione preziosissima che Papa Francesco ha riservato alla Calabria – ha proseguito il presidente Tallini – spinge  tutti noi che rivestiamo cariche pubbliche a prenderci cura della nostra comunità e dei nostri concittadini con ulteriore impegno, dando maggiore impulso al dovere della solidarietà individuale e collettiva verso le fasce sociali più svantaggiate. E insieme a  fare di più e meglio, nell’azione pubblica finalizzata a dare una mano significativa alle famiglie in difficoltà in questo periodo di acuta crisi economica e di paura per il futuro».

«In secondo luogo – ha aggiunto il presidente Tallini – questa donazione riservata ad un Ospedale che insiste in una delle aree più in difficoltà della Calabria e del Mezzogiorno italiano, ci consente di fare una riflessione sull’urgenza che lo Stato italiano raccordi, all’insegna della coesione territoriale Nord-Sud e per un ‘welfare di giustizia’ e di opportunità per tutti (come ha auspicato il vescovo di Cassano alla Jonio mons. Francesco Savino), più coerentemente le politiche pubbliche con i bisogni delle aree storicamente svantaggiate del Paese».

«Mi permetto – ha concluso il presidente Tallini – di sperare che Papa Francesco, compatibilmente con i suoi programmi e una volta cessata la pandemia, possa tornare nella nostra regione, perché i calabresi, disponibili ad andare oltre le legittime rimostranze verso le criticità e a diventare protagonisti del cambiamento, possano, ancora di più, beneficiare dei suoi insegnamenti e della sua parola». (rrc)

FERRO (FDI): Garantire la ripresa dell’attività chirurgica di Soverato

Il deputato di Fratelli d’ItaliaWanda Ferro, lancia un appello: «intervenire al più presto per garantire la ripresa dell’attività chirurgica nell’ospedale di Soverato».

«Pur comprendendo il particolare momento di difficoltà legato all’emergenza coronavirus – ha proseguito il deputato Wanda Ferro – diventa urgente garantire la sostituzione del personale andato in pensione e di quello assente per gravi ragioni di salute, così da non privare l’ospedale soveratese di un importante reparto come quello della Chirurgia, in cui vengono trattate anche le urgenze».

«L’ospedale di Soverato – ha proseguito il deputato Ferro – è un presidio sanitario di vitale importanza per tutto il territorio del basso jonio catanzarese, e va salvaguardato anche per evitare ulteriori pressioni sui nosocomi già impegnati nel trattamento dei pazienti covid». (rp)