Il ministro del Sud Provenzano a Gioia Tauro garantisce l’impegno sulla Zes

«I giovani che lasciano il Sud e l’impegno del Governo per lanciare, a brevissimo, il piano per il Sud»: con questi due punti chiave il ministro del Sud e la Coesione Territoriale, Giuseppe Provenzano, dopo aver fatto tappa alla Camera di Commercio di Crotone, è stato, nel pomeriggio, al Porto di Gioia Tauro per incontrare Andrea Agostinelli, straordinario dell’Autorità Portuale, il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà, il prefetto Massimo Mariani, i vertici provinciali delle forze dell’ordine, il vicepresidente della Regione Calabria, Francesco Russo, i rappresentanti dei sindacati e delle associazioni di categoria. Il ministro del Sud ha garantito l’impegno del Governo per la Zes (Zona Economica Speciale) di Gioia Tauro.

Il ministro Provenzano alla Camera di Commercio di Crotone

 

La richiesta è una, come spiega il ministro: «mettere Gioia Tauro al centro della priorità della politica nazionale. E questo è un impegno sicuramente che mi sento di assumermi, perché il Sud è in cima alle priorità del governo, e Gioia Tauro rappresenta una delle più grandi opportunità che ha non solo la Calabria, ma tutto il Sud per aprirsi al mondo per avere grandi occasioni di sviluppo».

Sempre il ministro Provenzano ha spiegato che si è parlato delle infrastrutture: «c’è un accordo di programma che va ancora attuato, e su questo ci deve essere il massimo della generazione di investimenti. Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha preso impegni importanti da questo punto di vista, e vanno mantenuti».

«E per quello che mi riguarda – ha proseguito il ministro Provenzano – ho affrontato il tema cruciale a partire dal Porto di Gioia Tauro, ma che riguarda il nostro Porto, riguarda molte aree calabresi del rafforzamento della Zona Economica Speciale. Nei prossimi giorni, con il presidente Conte, individueremo la figura che possa svolgere il ruolo di Commissario straordinario del Governo, proprio per assumerci la responsabilità perché un grande investitore, quando vuole venire a investire, la prima cosa che si chiede è con chi deve parlare».

«Noi, molto spesso, non sappiamo chi fa cosa – ha concluso il ministro Provenzano -. Adesso, come Governo ci assumiamo la responsabilità. È una risposta anche alle richieste che sono arrivate dagli attori locali e dalle Istituzioni. Cioè quella di assumersi la responsabilità politica nazionale su questo Porto, e noi lo faremo».

dd

Proprio sulla Zes, il sindaco Falcomatà ha chiesto «un’accelerata decisiva», ribadendo la necessità d’inserimento del terminalista, MSC, che «ha rilevato e salvato l’hub garantendo la salvaguardia dei posti di lavoro, le assunzioni degli operai licenziati e forti investimenti con l’arrivo di tre delle sei imponenti gru previste nel piano di rilancio». 

Un altro punto decisivo, per l’inquilino di Palazzo Alvaro, riguarda l’intermodalità e, per questo, ha ribadito «l’urgenza di sbloccare i collegamenti ferroviari ed avviare la progettazione che Rfi ancora stenta a far partire».

Al ministro Provenzano, poi, il sindaco Falcomatà ha chiesto «un cambio di passo per la firma dei Contratti Interistituzionali di sviluppo considerato che Prefettura, Città Metropolitana, i 97 Comuni che compongono la Città Metropolitana, l’Università ed i soggetti privati coinvolti hanno da tempo chiuso il quadro dei progetti da attuare». 

«È importante – ha spiegato Falcomatà – sottoscrivere e formalizzare questi accordi che potranno dare slancio e respiro all’economia dell’intero territorio».

 

Fino al 29 febbraio si può visitare la mostra diffusa “Vide – Viaggio dell’Emozione”

Una mostra “dislocata” in tutti i Musei che fanno parte del Polo Museale della Calabria: si tratta della mostra diffusa Vide. Viaggio dell’emozione, che si potrà visitare fino al 29 febbraio 2020.

Sono sedici, infatti, i reperti selezionati per questa esposizione, che verte sul tema del Viaggio: al Museo Archeologico Lametino di Lamezia Terme, si può trovare l’Hydrìa di Cerzo, nota per il suo ricco apparato figurativo che rimanda con forza al tema del mondo femminile greco. A Cosenza, alla Galleria Nazionale, è invece esposta l’opera Riposo durante la fuga in Egitto di Francesco De Rosa detto Pacecco. Qui, il tema del viaggio viene indicato come Salvezza, mentre per l’Hydrìa di Cerzeto, il tema proposto è un viaggio nel mondo femminile tra realtà e mito.

Nell’opera di De Rosa, il tema del viaggio è declinato come “itinerario” indicato da Dio per la salvezza del suo Figlio unigenito: è così che la Sacra Famiglia, in fuga verso la terra straniera d’Egitto, scampa all’atroce strage di innocenti ordinata da Erode e trova un momento di pace. 

Ad Amendolara, il Museo Archeologico Nazionale ospita il reperto Aegyptiaca, dove il tema del viaggio viene indicato come rotte commerciali e scambi culturali nel Mediterraneo. Dalle terre d’Oriente alle coste della Sibaritide, navi mercantili di provenienza greca e fenicia trasportavano amuleti d’imitazione di tipo egizio, oggetti ritenuti magici poiché legati alle credenze della cultura faraonica della tutela, della fecondità femminile e della salute infantile. Tali oggetti erano destinati all’aristocrazia locale e conservati per generazioni come cimeli.

Al Museo e Parco Archeologico Nazionale della Sibaritide di Cassano allo Ionio, si può ammirare il Pettorale in oro e argento, che richiama, per la mostra Vide, il Viaggio degli Achei e la fondazione della colonia di Sibari. Ritrovato nell’area di Stombi, il prezioso oggetto faceva parte di un antico pettorale utilizzato probabilmente come ornamento per una veste rituale.

A Vibo, al Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi”, c’è la Laminetta orfica di Hipponion, che indica il Viaggio nell’oltretomba. Le laminette, databili fra il IV e il III secolo a.C., venivano seppellite insieme al defunto: esse servivano per accompagnare la sua anima verso l’oltretomba. Si tratta di vere e proprie guide sul percorso da intraprendere nel viaggio finale.

A Bova Marina, al Museo e Parco Archeologico “Archeoderi”, si può visitare la Colonna miliaria proveniente dalla località Amigdalà. Il reperto indica le Strade per viaggiare, strade per dominare, in quanto a partire dal II sec. a.C. Roma, che ormai era diventata una grande potenza, aveva il bisogno di costruire strade per agevolare i collegamenti col Sud. Nacque, così, la Via Popilia e sulla costa ionica, l’asse viario che collegava Reggio con Taranto. Lungo queste strade, furono costruite delle stationes, delle stazioni di sosta dove i viaggiatori potevano rifocillarsi e cambiare i cavalli. Uno di questi punti di sosta, denominato Scilleum o Sileum, secondo l’Itinerario Guidonense, era situato nella vallata del S. Pasquale, in località Deri di Bova Marina.

A Gioia Tauro, il Museo Archeologico Metauros, ospita l’Anfora di produzione calcidese. Questa, come come la laminetta orfica di Hipponion, indica il viaggio nell’oltretomba, riferendosi, però, alle necropoli Mètauros, testimonianza di quella che fu l’Antica Mètauros, fondata dagli abitanti di Zancle (Messina). Sull’anfora è raffigurata la scena di auriga su biga, una delle numerose testimonianze di produzione ceramica calcidese rinvenute nel corso delle indagini.

A Locri, ai Musei e Parco Archeologico Nazionale, si possono ammirare i modellini di ninfei dal Santuario di Grotta Caruso che rievocano il viaggio nel territorio ionico: tra elementi naturali e rituali. Per gli antichi, infatti, le risorse naturali e l’acqua occupavano un posto importante anche in occasione di cerimonie sacre in luoghi di culto dedicati a diverse divinità. Con la scoperta di Grotta Caruso, furono trovati modellini di grotte-ninfeo in terracotta, figurine femminili nude sedute, piccoli rilievi (erme) con le teste delle Ninfe.

A Monasterace Marina, al Museo e Parco Archeologico dell’Antica Kaulon, si possono visitare I Kadoi, che indicano il viaggio nell’antica colonia di Kaulonía, tra mare e zona aspromontana. I Kadoi erano particolari contenitori in terracotta utilizzati per la conservazione e per il trasporto della pece.

A Borgia, al Museo e Parco Archeologico Nazionale di Scolacium, si possono visitare i Reperti provenienti dalla Necropoli Sud-Est. Il contesto proposto per rappresentare l’ultimo viaggio proviene dalla necropoli sud-est, che ha restituito sepolture databili tra il I secolo a.C. e il IV secolo d.C.: una tomba ad inumazione in cassone di mattoni e due urne cinerarie (in terracotta e in lamina di piombo) con i loro corredi, manufatti in vetro deposti insieme alla salma e alcuni oggetti rinvenuti fusi all’esterno delle tombe, in relazione ai rituali post mortem.

Il Museo Statale di Mileto ospita, invece, il Turibolo in argento. Proveniente dal Tesoro dell’antica Cattedrale, il turibolo è il vaso metallico utilizzato per bruciare l’incenso e diffonderne il profumo durante le celebrazioni eucaristiche.

Infine, al Museo e Parco Archeologico Nazionale di Capo Colonna, si possono ammirare parti di statue in marmo raffigurati cavalli. Gli elementi equini esposti a Capo Colonna rappresentano parti considerevoli di gruppi statuari raffiguranti presumibilmente i carri delle divinità. (rmm)

Oggi il ministro per il Sud Provenzano in visita al Porto di Gioia Tauro

Domani pomeriggio, il ministro per il Sud e la Coesione Territoriale, Giuseppe Provenzano, si recherà a Gioia Tauro per far visita all’Autorità Portuale.

Il suo arrivo è previsto per le 15.00, e sarà accolto dal commissario straordinario Andrea Agostinelli, dal management dell’Ente, alle Istituzioni locali e ai rappresentanti delle Forze dell’Ordine.

Agostinelli, infatti, illustrerà le attività di rilancio del porto messe in campo per permettere allo scalo calabrese di tornare ad assumere una posizione leader nel Mediterraneo.

La visita, inoltre, sarà l’occasione per soffermarsi sulle infrastrutturazioni in fase di progetto, sulle criticità dell’implementazione della Zona Economica Speciale della Regione Calabria. (rrc)

Al Dipartimento di Agraria il Premio per l’Innovazione allo Smau di Milano

È il progetto Modelli sostenibili e nuove tecnologie per la valorizzazione delle olive e dell’olio extravergine di oliva prodotto in Calabria del Dipartimento di Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria a vincere il prestigioso Premio per l’Innovazione allo SMAU di Milano.

In particolare il gruppo di ricerca, formato esclusivamente da laureati dell’Ateneo reggino, e diretto dal prof. Francesco Barreca, coordinatore del corso di laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari, ha sviluppato un innovativo sistema di controllo della temperatura basato sull’applicazione di un particolare pannello sandwich nel locale di stoccaggio dell’olio extravergine di oliva della cooperativa agricola Delia di Santa Giorgia di Scido, in provincia di Reggio Calabria.

Si tratta di un sistema di controllo della temperatura interna del locale di stoccaggio delle cisterne dell’olio extra vergine di oliva (EVO) del frantoio della cooperativa, basato sull’utilizzo di materiali a cambiamento di fase (PCM) forniti da una giovane startup della Valle d’Aosta, la e-4e Servizi, posizionati sulle partizioni del locale.

L’intervento è basato sull’isolamento, delle pareti del locale e sull’installazione di un controsoffitto con un particolare sandwich a due strati, uno di PCM e l’altro di schiuma di poliuretano rigido con un rivestimento di metallo. Dall’analisi è emerso che tale soluzione consente di ottenere un risparmio energetico di oltre il 30% (in energia elettrica) per il controllo della temperatura nel range ottimale per la conservazione dell’EVO.

Il risultato più importante è stato però una stabilizzazione termica dell’aria interna nel locale di stoccaggio. Questa condizione evita una fluttuazione termica dell’olio di oliva che è la migliore condizione per mantenere inalterate le proprietà organolettiche e soprattutto salutistiche dell’olio extra vergine di oliva. Il progetto è stato illustrato dallo stesso prof. Francesco Barreca durante una partecipata tavola rotonda organizzata all’interno dello SMAU e moderata dalla giornalista Rai Simona Regina.

Nel corso del suo intervento, il prof. Barreca ha sottolineato che, tra gli obiettivi del Dipartimento di Agraria, c’è quello di dare risposte scientifiche concrete al mondo agricolo produttivo della regione. (zc)

Arrivano dalla Calabria le clementine tricolori sostenibili

Una iniziativa che nasce dal protocollo d’intesa tra FederdistribuzioneColdirettiFai – Filiera Agricola Italiana, e che permette la “nascita” delle clementine sostenibili, che rispettano l’ambiente e la biodiversità, combattendo lo sfruttamento e garantendo un equo compenso agli agricoltori.

L’obiettivo dell’iniziativa è quello di valorizzare le clementine tricolori per l’intero periodo di raccolta, che inizia a dicembre e termina a marzo, per dare la possibilità al consumatore di trovare un prodotto nazionale con determinate caratteristiche, caratterizzato da un packaging dedicato, che ne illustrerà le caratteristiche principali.

«L’obiettivo dell’intesa – ha spiegato Ettore Prandini, presidente di Coldiretti – è aprire sbocchi di mercato e promuovere la competitività del prodotto italiano con concrete ricadute economiche sui territorio, ma anche garantire che, dietro gli alimenti, ci sia un analogo percorso di qualità che riguarda l’ambiente, il lavoro e la salute».

«La firma del protocollo con Coldiretti e Filiera Agricola – ha spiegato Claudio Gradara, presidente di Federdistribuzione – ha un duplice valore: da una parte, si ripropone l’importante obiettivo di diffondere i prodotti italiani di qualità e, in particolare, il vero prodotto Made in Italy attraverso la fitta rete distributiva delle imprese associate a Federdistribuzione; dall’altra segna un importante accordo che vede la maggiore associazione della distribuzione moderna organizzata, unire gli sforzi per un lavoro sinergico che intende sempre più migliorare la consapevolezza del consumatore nelle scelte d’acquisto, accompagnando l’azione economica con profili etici e di sostenibilità delle produzioni nazionali, delle eccellenze locali e dei prodotti della tradizione italiana». (pa)

Alla lady chef calabrese Denisia Congi, lo “Chef Awards”

Un anno davvero stellare per gli chef calabresi: alla responsabile dei giovani chef della Calabria per la Federazione Italiana Cuochi, Denisia Congi, è stato consegnato l’ambito Chef Awards.

La consegna del premio è avvenuta nel corso della Celebrity Night ad Assisi, nell’ambito di una tre giorni dedicata all’alta cucina, con molteplici iniziative all’insegna del gusto.

La chef di San Giovanni in Fiore, infatti, è rientrata tra i primi 100 migliori chef italiani, selezionati su 1070 ristoranti che concorrono per il titolo. Insieme alla giovane Denisia e agli altri Best 100 Chefs Restaurants, veri protagonisti della serata e della manifestazione, sono saliti gli esponenti delle più importanti aziende del settore Food e Digitale d’Italia.

«È stata una bellissima notizia – ha dichiarato lo chef Denisia Congi – che giunge dopo tante rinunce e dopo tanti sacrifici in cucina e negli ambiti in cui mi sono formata: sono queste le più grandi soddisfazioni per chi lavora con passione e ama ciò che fa. Momenti di vera gioia, per i quali impiego la maggior parte del mio tempo, della mia forza e della mia energia. Voglio che questo premio serva a dare maggiore impulso al valore del lavoro di tutta la categoria, sempre impegnata nella promozione enogastronomica locale e regionale e verso la forza impareggiabile di un territorio impregnato di storia e tradizioni, soprattutto nell’arte culinaria».

Grande soddisfazione è stata espressa da Carmelo Fabbricatore, presidente dell’Unione Regionale Cuochi Calabria. (pa)

Sono sei i Comuni calabresi che partecipano al Premio “Piccolo Comune Amico”

Al Premio “Piccolo Comune Amico”, lanciato dal Codacons e riservato ai comuni italiani con meno di 5000 abitanti, parteciperanno i Comuni di Celico (CS), Morano Calabro (CS), Paludi (CS), Pentone (CZ), Santa Caterina dello Ionio (CZ) e Pentone (CZ).

L’iniziativa, realizzata in collaborazione con Coldiretti, Symbola, Touring Club Italiano, SisalPay, Intesa SanPaolo e Autostrade per l’Italia, e ha ottenuto il patrocinio di Anci e Uncem, punta a valorizzare le eccellenze enogastronomiche e artigianali del territorio e a diffondere, in tutta Italia, la conoscenza dei prodotti e della cultura locali, pietra miliare delle nostre tradizioni e culla del cibo di alta qualità.

Il premio Piccolo Comune Amico individuerà e premierà 25 Comuni che ospitano le eccellenze del territorio italiano, all’interno di 5 categorie:  Agroalimentare, Artigianato, Innovazione sociale, Cultura, Arte, Storia, Economia Circolare.

È prevista, inoltre, l’elaborazione di una mappa interattiva di queste realtà culturali, con gli eventi e le eccellenze delle varie categorie enogastronomiche selezionate.

Fino al 31 dicembre è possibile candidarsi al Premio. (mp)

Il giovane reggino Lorenzo Festicini è l’uomo dell’anno della Palestina

«Questa onorificenza non è stata assegnata a me, ma a tutta la Calabria e ai calabresi che, quotidianamente e con estremo sacrificio, lottano e lavorano per far emergere il bello della nostra terra» ha dichiarato il giovane reggino Lorenzo Festicini, nominato Uomo dell’anno della Palestina.

Il prestigioso riconoscimento è stato consegnato dal Ministro Dr. Ahmad Mjdalni nell’ambito di un evento svoltosi a Ramallah, in Palestina.

L'immagine può contenere: 5 persone, persone sul palco e persone in piedi

Lorenzo Festicini è il fondatore dell’Istituto Nazionale Azzurro, un’Associazione umanitaria operante in territorio nazionale ed internazionale, che persegue finalità culturali, di studio, di ricerca e solidarietà, favorendo ed incentivando, il dialogo e lo scambio interculturale ed interreligioso tra i popoli; apolitica e apartitica, senza scopo di lucro avente sede in Roma.

«Sono in partenza dall’Italia – ha scritto su Facebook qualche giorno fa Festicini – sempre più convinto che il modello di speranza che stia proponendo con l’Istituto Nazionale Azzurro sia quello vincente. Quotidianamente offriamo concrete opportunità di crescita e sviluppo ai nostri interlocutori». (pa)

In copertina, foto di Shadi Abudiak.

 

Michele Albanese è il nuovo presidente dei cronisti calabresi

È il giornalista Michele Albanese il nuovo presidente dell’Unci Calabria, il gruppo cronisti intitolato a Franco Cipriani, lo storico cronista reggino scomparso nel 1998.

Michele Albanese, consigliere nazionale Fnsi con delega alla legalità è stato eletto, all’unanimità, dal Consiglio Direttivo riunitosi, a Reggio Calabria, alla presenza del segretario generale aggiunto della Fnsi e segretario del sindacato Giornalisti della Calabria, Carlo Parisi, che ha ricostituito il Gruppo Cronisti Calabria nel 2009 per dare «pieno sostegno ai colleghi che hanno il ruolo determinante di informare, ovvero raccontare soprattutto quello che è scomodo, quello che “non si deve dire”».

Carlo Parisi ha, quindi, sottolineato «l’importanza dell’azione sinergica tra il Sindacato ed i cronisti che devono assumere il ruolo di “antenne del territorio” non solo per la raccolta di notizie al servizio dell’informazione professionale di qualità, ma anche nel contrasto alle fake news, nella denuncia di ogni comportamento finalizzato a soffocare o limitare la libertà di stampa, nell’interlocuzione con le istituzioni, la magistratura e le forze dell’ordine, nella formazione e nell’attivazione di tutte le forze di tutela interne ed esterne alla categoria per il pieno rispetto della deontologia professionale ed a garanzia del cittadino».

Sempre all’unanimità, nel delicato compito di tutelare il diritto-dovere di informare, sono stati eletti vicepresidenti Gabriella D’Atri (con delega per Cosenza), Nicola Lopreiato (con delega per Catanzaro e Vibo Valentia) e Giusy Regalino (con delega per Crotone), segretario Pietro Comito e tesoriere Piero Gaeta.

Il Consiglio Direttivo ha, quindi, nominato Orazio Cipriani garante dell’applicazione delle carte deontologiche, Lucio Musolino rappresentante della Calabria nell’Osservatorio nazionale sulla legalità, Maria Teresa Criniti delegata per la Locride, Carmelo Idà delegato per l’Alto Tirreno Cosentino, Mario Meliadò delegato per Reggio Calabria e l’on line e Angela Panzera delegata alla formazione.

Nel corso dell’Assemblea, Michele Albanese ha sottolineato l’esigenza di «ricondurre il lavoro dei cronisti nell’alveo della compostezza di fondo, ricreare una condizione di verità, avviare un serio confronto con le istituzioni per porre fine al dilagante abusivismo e alla concorrenza sleale favorita persino dalle forze dell’ordine con l’indiscriminato invio dei comunicati stampa anche a non iscritti all’Albo professionale».

Tema, questo, approfondito da Orazio Cipriani che ha denunciato «il proliferare di conferenze stampa ridotte a meri incontri con il compare di turno” e la “pericolosa azione di sedicenti giornalisti che fabbricano fake news a getto continuo».

Dei «problemi di comunicazione con le forze dell’ordine che, spesso, costringono i cronisti a mendicare agli avvocati, a volte persino indagati, le ordinanze di custodia cautelare», ha parlato Pietro Comito, il quale ha evidenziato anche la difficoltà di svolgere correttamente la professione, considerato che «sempre più spesso i comunicati stampa delle forze dell’ordine sono privi delle generalità degli arrestati (e le relative foto consegnate con i volti oscurati) e di ogni altro elemento essenziali per “fare cronaca”».

«Persino gli omicidi – ha incalzato, dal canto suo, Piero Gaeta – a volte vengono secretati dalle forze dell’ordine» che – ha aggiunto Lucio Musolino – «aprono, invece, le chat a chiunque ne faccia richiesta, piuttosto che garantirne l’accesso agli addetti ai lavori».
Problemi che Mario Meliadò ha esteso alle conferenze stampa «popolate di abusivi che spesso si dilettano, indisturbati, a fare dirette sui social» e mettendo in cattiva luce i cronisti “colpevoli” di fare domande scomode.

Se il vice segretario del Sindacato Giornalisti della Calabria, Andrea Musmeci, e Orazio Cipriani hanno auspicato «il ritorno ai tempi in cui i giornalisti facevano squadra disertando o abbandonando le conferenze stampa farsa o parata», ricordando che «il mondo è cambiato e la deriva è difficile da arginare», Nicola Lopreiato ha ammonito che «per superare il disagio enorme vissuto quotidianamente dai cronisti è indispensabile recuperare etica, professionalità e deontologia».

«Una preoccupante deriva – ha chiosato Gabriella D’Atri – davanti alla quale i giornalisti devono avere un ruolo essenziale: essere riferimenti certi per l’opinione pubblica». (rrc)

 

La lettera dell’Osservatorio Regionale sulla violenza di genere a Oliverio e al ministro Bonetti

Sbloccare i fondi per i centri antiviolenza. È questo quello che chiede l’Osservatorio Regionale sulla violenza di genere in una lettera aperta al presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio e al ministro per le Pari Opportunità, Elena Bonetti.

«L’Osservatorio regionale sulla violenza di genere – comincia la lettera – nella sua ultima seduta, ha raccolto il grido di allarme lanciato dai Centri anti violenza, che hanno denunciato i ritardi della regione Calabria nell’assegnazione dei fondi erogati dal Ministero».

«Affinché venga scongiurato il rischio concreto che la Regione debba restituire detti fondi ministeriali – prosegue la lettera – Mario Nasone e Giovanna Cusumano, rispettivamente coordinatore e vice coordinatore dell’Osservatorio, chiedono al presidente della Giunta regionale Mario Oliverio ed all’Assessore Angela Robbe, di attivarsi tempestivamente al fine di garantire l’assegnazione dei fondi ,che sono necessari per la “sopravvivenza” dei centri».

«È notorio, infatti – prosegue la lettera di Nasone e Cusumano – che i Centri anti violenza soffrono di una cronica inadeguatezza delle risorse loro assegnate e, pertanto, la perdita dei fondi ministeriali metterebbe a rischio chiusura molti di essi, che non sarebbero più nelle condizioni finanziarie di garantire né la copertura delle spese di gestione, né tantomeno gli adeguamenti strutturali pretesi dall’ente regionale. Segnalano, inoltre, il coordinatore ed il vice coordinatore dell’Osservatorio, la mancata previsione nella programmazione regionale dell’accreditamento di centri anti violenza nella provincia di Reggio Calabria e, precisamente, nella Locride e nella Piana di Gioia Tauro, territori particolarmente complessi, che sono completamente privi di punti di riferimento e di ascolto accreditati per le donne che vivono il dramma della violenza, come è stato puntualmente segnalato anche dalle Forze dell’Ordine».

«Ed ancora – prosegue la lettera – si chiede che si acceleri l’iter per l’approvazione del progetto di legge regionale sulla violenza di genere che ha, tra l’altro, l’obiettivo di adeguare la legislazione regionale, oramai datata, alla normativa nazionale, e che prevede che Centri antiviolenza siano distribuiti in maniera omogenea in tutto il territorio regionale, progetto di legge, a tutt’oggi, incomprensibilmente fermo in terza commissione. Al Ministro per le Pari Opportunità Elena Bonetti, infine, l’Osservatorio chiede maggiore attenzione per la Calabria, regione che soffre di ritardi in ogni settore e, pertanto, necessita di particolare attenzione, affinché il Governo preveda l’impiego di risorse aggiuntive finalizzate a colmare le gravi carenze di strutture adeguate all’accoglienza delle donne vittime di violenza in quei territori che ne sono completamente privi». (rrc)