28 settembre – Oggi, a Mendicino, alle 17.00, presso il Museo Dinamico della Seta, si svolgerà il convegno dal titolo “La seta in Calabria, un possibile tesoro”.
L’evento è stato organizzato da Confederazione delle Imprese del Mediterraneo (CONFIME) in collaborazione con il Comune di Mendicino, Ellebi Galleria d’Arte e dell’Associazione Cultura in Voce.
Relazionano il Maestro Domenico Caruso, Caterina Misasi, che presenterà una serie inedita di bozzetti di abiti di alta moda, Antonio Russo, sindaco di Mirto Crosia, e Marilena Sirangelo, della Galleria Ellebi di Cosenza.
Conclude Giampiero Khaled Paladini, presidente CONFIME, che parlerà del progetto sull’extra-lusso e di Khamgroup, braccio consulenziale e commerciale di CONFIME. Coordina Ermanno Cribari, manager di CONFIME.
«Il convegno – ha dichiarato Ermanno Cribari, manager di CONFIME – rappresenta un primo step di un processo operativo che mira a creare ricchezza in Calabria. Vogliamo inaugurare una stagione di “fatti”, a partire da una delle tante ricchezze della nostra terra, la Seta. Riusciremo a farlo grazie ad una poderosa rete di Relazioni internazionali e di competenze di alto profilo. In particolare abbiamo definito un progetto, che è anche un programma con tempi e azioni ben definiti, finalizzato alla creazione e alla vendita dell’extra-lusso made in Italy in mercati che ne fanno richiesta e che conosciamo molto bene. Creare sviluppo, conclude Cribari, è un processo concettualmente semplice, che ha bisogno però di un network competente e autorevole». (rcs)
ECCELLENZE / LENTO, VITICULTORI DI CALABRIA, DA LAMEZIA AI MERCATI DEL MONDO
di SANTO STRATI
LAMEZIA – Questa distesa di vitigni che si estende per oltre 110 ettari sarebbe piaciuta a Monet. È un’immagine impressionista il primo colpo d’occhio dell’Azienda vinicola Lento, tra Amato e Lamezia, nel cuore della Calabria: un’azienda di antiche origini ma oggi modernissima che produce e fa parlare di sé all’estero. Una delicata immagine “pittorica” che però cede subito il passo a una realtà produttiva di grandissimo respiro. Sembra incredibile trovare in Calabria un’azienda così innovatrice eppure così rispettosa delle tradizioni, nel solco della qualità e del rigore produttivo, seguendo canoni industriali inimmaginabili in questa terra.

Salvatore Lento, il presidente, potrebbe essere scambiato per un classico gentleman inglese per i modi, l’entusiasmo, la passione con cui segue l’azienda, guidata con piglio deciso dalle due figlie Danila e Manuela, e il garbo con cui racconta come, in cinquant’anni, quello che era un piccolo appezzamento agricolo è potuto diventare un’azienda modello.
La storia comincia nel lontano 1963. Salvatore Lento entra nell’azienda familiare dalla porta principale e si rende conto che è ora di cambiare tutto e trasformare l’attività artigianale di quattro generazioni in qualcosa al passo coi tempi, dove la tecnologia si sposi con la competenza, la passione con la capacità, l’orgoglio con il piacere della sfida. Una sfida difficile e molto complessa, soprattutto negli anni Sessanta, quando in Calabria fare l’imprenditore significava affrontare problemi a prima vista irrisolvibili, a causa degli uomini, della terra, delle condizioni sociali.
Intanto, l’intuizione che il microclima unico – tra i due mari, Jonio e Tirreno – che pervade l’area, fosse l’ideale per innestare vitigni autoctoni prestigiosi (Magliocco, Greco, Malvasia) ma anche per favorire la crescita di varietà internazionali (Cabernet Sauvignon, Merlot, Chardonnay) con un sistema di allevamento a cordone speronato. Quindi la scelta di investire in uomini e tecnologia per raggiungere eccellenti risultati sia in termini di produzione che di impronta qualitativa. E la qualità è il segno che più contraddistingue i Lento, che sotto lo stemma di famiglia accanto a un devozionale “Deo Iuvant” aggiungono con orgoglio “Viticoltori in Calabria”.

«Quando ho iniziato – dice Salvatore Lento – non avevo ancora raggiunto la maggiore età. L’azienda di famiglia mostrava grandi prospettive di crescita ma soffriva delle modalità artigianali che impedivano di fare un salto nella produzione, sia per qualità che per quantità”. Mentre dice questo mostra con orgoglio il vecchio torchio del padre tenuto in bella mostra nella splendida sala-cantina dove pochi privilegiati possono organizzare ricevimenti di altissimo livello.
«Quest’azienda – dice ancora Salvatore Lento – è stata sempre espressione di quella parte bella, positiva e propositiva della nostra Calabria, dove fare impresa – diciamo la verità – è spesso molto difficile. La sfida, però, dopo molti sacrifici e anni spesi a inseguire l’eccellenza, si può dire ampiamente superata. La nostra azienda produce due milioni di bottiglie l’anno con una capacità di imbottigliamento pari a 24mila bottiglie al giorno e sono ancora di più orgoglioso di esportare in oltre 25 paesi l’immagine di una Calabria al passo coi tempi, capace di affrontare le sfide che la globalizzazione dei mercati ormai impone».
Sul sito della Tenuta Lento ci sono i princìpi che hanno ispirato il Presidente Lento, nel solco della tradizione di famiglia: Terra, Aria, Fuoco. «La terra è il principio e la fine, e tutto il resto non è che favola». L’Aria: «le illusioni sono per l’anima quello che l’aria è per la terra». Il Fuoco: «la forza sconvolgente del vino penetra l’uomo e nelle vene sparge e distribuisce l’ardore». Sono i tre elementi catalizzatori del successo di quest’impresa ultramoderna, eppure saldamente ancorata ai valori della famiglia, della correttezza e della responsabilità sociale di essere azienda nel rispetto dei dipendenti, dei collaboratori, dei clienti, dei fornitori.
Il nome Lento era inizialmente legato alla Doc Lamezia, poi l’aggregazione di altri appezzamenti alla tenuta originaria ha dato, negli anni 90, lo slancio di modernità e di innovazione che contraddistingue oggi l’azienda. Le Tenute Lento si articolano in due delle aree a maggiore vocazione e tradizione viticola della Calabria. Sono suddivise in tre proprietà distinte tra loro per posizione e varietà delle uve coltivate. La produzione è tenuta volontariamente al di sotto di quanto stabilito dal disciplinare, così da ottenere basse rese per ettaro e garantire il processo di maturazione degli acini il più equilibrato possibile e ottenere una qualità controllata e sempre e solo di altissimo livello.
La caratteristica delle Tenute Lento è l’abbinamento della elevata tecnologia con la manualità della tradizione. La vendemmia si fa ancora a mano, in tempi diversi per ciascun appezzamento e varietà, così come le principali operazioni colturali (potatura, legatura, sfogliatura, diradamento dei grappoli) sono tutte eseguite manualmente: è facile spiegare così la perfetta valorizzazione dei prodotti.
Il nucleo produttivo principale ricade nel territorio di Amato, nell’area Igt Calabria, a pochi chilometri da Lamezia Terme, dove si trova la direzione generale dell’azienda. Un suggestivo complesso di 80 ettari di terreno con un morbido andamento collinare tra i 500 e i 700 metri s.l.m., posizionato tra la costa tirrenica e quella ionica, con un panorama straordinario e davvero spettacolare (è il punto più stretto della regione, con vista sui due mari). I vigneti sono esposti a Sud e godono di un microclima eccezionale oltre che unico, con un’ottimale escursione termica tra giorno e notte, che permette una perfetta maturazione delle uve e quindi la produzione di vini di grande carattere e personalità.
Al centro della Tenuta c’è una bellissima villa dell’800 – raro esempio di architettura neoclassica inserita in un contesto naturale di grande suggestione: la villa, appartenuta al barone Chimirri, ha ospitato nel tempo la Regina Margherita (prima regina d’Italia) nei suoi viaggi in Calabria e moltissime altre personalità. Nei progetti della famiglia Lento dovrebbe diventare un resort di grande prestigio.
L’altro vigneto – Romeo – è in una posizione collinare ed è interamente dedicato al Greco Bianco. Da esso deriva l’unico Greco DOC di Lamezia e della Calabria. Accanto al vigneto si estende un oliveto di 15 ettari, da cui esce un olio pregiatissimo, un extra vergine purissimo, straordinario per finezza e personalità.
Il vigneto storico della famiglia – Caracciolo – ospita le varietà autoctone da cui si ricava il Doc Lamezia Rosso Riserva: i vitigni Magliocco, Greco Nero e Nerello permettono – grazie a una rigorosissima selezione delle uve – un vino Riserva straordinario che custodisce la memoria, la storia e la tradizione di una terra da secoli votata alla viticoltura.

Un cenno a parte, infine, merita la Cantina, realizzata su due livelli interrati, che garantisce una gestione più delicata e rispettosa della vinificazione. Il progetto sfrutta la forza di gravità con il ricevimento delle uve, la pigiatura e la fermentazione dei mosti al piano superiore, che poi per caduta naturale vengono trasferiti al piano inferiore, dalla fase di vinificazione a quella di stoccaggio e affinamento. Una barricaia scavata nelle rocce ospita barriques, botti e bottiglie in affinamento dove il vino trascorre almeno sei mesi prima della vendita. La Cantina si sviluppa per oltre 1200 metri ed è teatro di riservati ricevimenti dove, naturalmente, i veri protagonisti sono i vini Lento.
Una meraviglia di cultura vitivinicola e altissima tecnologia che onora la Calabria – una grande realtà industriale incredibilmente poco conosciuta dagli stessi calabresi – ma apprezzata e richiestissima in tutto il mondo. Protagonisti indiscussi ogni anno a Vinitaly, protagonisti “silenziosi” di grandi soddisfazioni (il vino che beve il Papa a bordo di Alitalia proviene dalle Cantine Lento), orgogliosamente legati alla propria terra, innamoratissimi di una Calabria che ancora fa poco per valorizzare al massimo le sue eccellenze. Le Cantine Lento sono una di queste. (s)
CAMINI (RC): CELEBRATA LA GIORNATA DELLA GIOVENTÚ
22 agosto – Celebrata con successo a Camini (RC) la seconda edizione locale della Giornata internazionale della Gioventù, promossa dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con la Risoluzione A/RES/54/120, in onore delle nuove generazioni da sostenere e valorizzare quali agenti responsabili dello sviluppo globale. Su invito delle Nazioni Unite, l’edizione 2018 è stata dedicata al tema “Safe Spaces for Youth”, declinato attraverso numerose attività rispondenti all’obiettivo di lavorare su diversi livelli per la creazione, a livello globale e locale, di spazi in cui i giovani possano sentirsi più sicuri e liberi di esprimere la propria identità e di partecipare attivamente alla vita comunitaria.
Alla manifestazione, che ha contato oltre duecento partecipanti provenienti da diversi Paesi, hanno aderito associazioni locali e internazionali come Eurocoop Servizi “Jungi Mundu” (Ente Gestore del progetto SPRAR del Comune di Camini), la Pro Loco “Passarelli Rinaldo Sisto” di Camini, il Centro Europe Direct di Reggio Calabria, il Centro EDIC Calabria&Europa Gioiosa Jonica, l’associazione Eurokom Calabria&Europa – sede Europe Direct, l’organizzazione Projects Abroad, l’associazione transmediterranea “Maydan”, l’associazione JIMUEL Onlus – Internet Medics for Life, il magazine online Ciavula e numerosi esperti tra cui architetti dalla penisola iberica, artigiani locali e britannici, ricercatori e docenti universitari dalla Scandinavia, storici, giornalisti, operatori e operatrici di progetti SPRAR (da Camini e dintorni), esperti di politiche giovanili europee, rappresentanti dell’ICE (Iniziativa dei Cittadini Europei) Welcoming Europe, youth workers e artisti internazionali con il patrocinio del Comune di Camini e la presenza del Sindaco, dell’Assessore alla Cultura e delle istituzioni locali. Giovani e giovanissimi hanno avuto l’opportunità di partecipare a laboratori di co-creazione finalizzata alla ricostruzione della città e di presentare i lavori prodotti intorno al tema della “Città ideale a misura di giovani: Camini del futuro” a una giuria di esperti, al Sindaco Giuseppe Alfarano e all’Assessore alla Cultura che hanno organizzato a conclusione del laboratorio una visita guidata all’interno del palazzo comunale. Tra le attività di esplorazione della città e degli spazi di sicurezza, particolarmente rilevante e apprezzata dal pubblico accorso da numerose città e da altri Paesi, si menzionano le visite in modalità “Porte Aperte” ai luoghi del progetto SPRAR di Camini e ai laboratori artigianali in fase di ricostruzione.
Oltre ai laboratori partecipativi sull’autocostruzione sociale e sulle città resilienti e inclusive, i giovani partecipanti sono stati coinvolti nei momenti specifici di approfondimento sulle opportunità europee, in particolare quelle legate alle possibilità di viaggio grazie al programma DiscoverEU per giovani nati nell’anno 2000, e al Servizio europeo di solidarietà e volontariato, la nuova iniziativa dell’Unione europea che offre ai giovani opportunità di lavoro o di volontariato, nel proprio paese o all’estero, nell’ambito di progetti destinati ad aiutare comunità o popolazioni in Europa. Nel corso della giornata la cittadinanza ha avuto, inoltre, l’opportunità di firmare l’Iniziativa dei Cittadini Europei Welcoming Europe” per un’Europa che accoglie e di conoscere meglio il lavoro del Manifesto per la Cittadinanza Mediterranea” a cura dell’Associazione Maydan.
In linea con i temi della Giornata internazionale della Gioventù, la Eurocoop “Jungi Mundu” ha organizzato delle sessioni di formazione per operatori e operatrici SPRAR dei progetti di Camini e di Sant’Ilario dello Jonio, tenute da Anna Lodeserto e dall’Ambasciatrice EPALE Erasmus+ Regione Calabria Savina Moniaci.

Tra gli argomenti affrontati, una panoramica sulle opportunità del programma Erasmus+, in particolare nelle declinazioni sull’imprenditorialità, sull’inclusione lavorativa dei migranti e sull’educazione degli adulti anche grazie agli strumenti offerti tramite la piattaforma EPALE. Sono stati, inoltre, illustrati altri strumenti specifici a livello europeo di particolare utilità per lo Sportello di inclusione lavorativa come lo “EU Skills Profile Tool for Third Country Nationals” – in breve “Skills Profile Tool” – ovvero lo “strumento europeo multilingue di determinazione delle competenze per i cittadini di Paesi terzi” – dedicato all’identificazione delle competenze dei cittadini con background migratorio come strumento di inclusione e proposto dalle istituzioni europee quale supporto tecnico per le organizzazioni impegnate nelle attività volte a favorire dell’integrazione lavorativa delle cittadine e dei cittadini di Paesi terzi e la piattaforma gratuita e interattiva Compass co-finanziata dalla Commissione Europea, nata per supportare i giovani europei nella valutazione e sviluppo delle proprie competenze digitali, in linea con l’attuale digitalizzazione del mondo del lavoro, con contenuti educativi sviluppati a partire dal framework europeo DigComp. (rrc)
AMANTEA: STASERA IN PIAZZA OMBRELLI E LENZUOLI D’ARTISTA
22 agosto – Ombrelli e lenzuoli d’artista nel cielo di Amantea: oggi, dalle 20, performance artistica in piazza a cura dell’Associazione culturale Le Muse di Reggio, diretta da Giuseppe Livoti, in collaborazione con Arte Club Accademia diretta da Marisa Schicchitano.
Nel centro storico di Amantea ed esattamente a Piazza Cappuccini – Corso Vittorio Emanuele nell’ambito degli eventi culturali della cittadina vi sarà l’inserimento di lenzuoli ed ombrelli d’artista. Una perfomance di bambini invece aprirà l’evento, con la decorazione di ombrelli realizzati per l’occasione ed alla fine andranno a completare l’interessante installazione che corpirà i cieli di Amantea. Ogni pittore ha realizzato dipingendo, il proprio messaggio collegato alla natura ed all’ambiente in lenzuoli divenuti per l’occasione, fondali scenografici con rappresentazioni che ricordano la flora ed ombrelli rivitalizzati, sempre con la medesima tematica. Tali oggetti così costituiranno una inedita installazione, attraverso grandi composizioni polimateriche che andranno a costituire delle quinte aeree.

Inoltre insieme a tale momento presso lo spazio scientifico della dott.ssa Valeria Tomaselli, una mostra del mini quadro, 20×30 per piccole tele dove ogni artista ha realizzato una rappresentazione di un particolare erbario, come se fossero pagine estrapolate da un testo, un erbario per ricordare quel libro, ricco di illustrazioni miniate, che descriveva l’aspetto, le proprietà medicinali, la raccolta o la semina delle piante usate in medicina definiti erbari figurati.
Un ritorno al passato dunque, tanto per ricordare il primo erbario conosciuto, quello di Dioscoride, medico di origine greca che nel I secolo d.C. venne a Roma e scrisse il De materia medica, divenuto prototipo di tutti gli erbari successivi.
Per la presidente di Arte Club Marisa Scicchitano un ennesimo momento che promuove quella Sud’arte che da anni caratterizza l’arte calabrese, riunendo non solo giovani generazioni ma anche artisti di chiara fama. D’altra parte l’attività sia de Le Muse che di Arte Club serve per promuovere nelle loro città di appartenenza gruppi di artisti, liberi da individualismi che condividono scelte tematiche, volte anche alla promozione del senso del “bello di natura”.
“Cromie vegetative…tra lenzuoli e ombrelli d’artista” è dunque una collettiva dal sapore ready-made che vuole andare a creare interazione urbana in particolari centri storici: il primo appuntamento si terrà stasera dalle ore 20 con il patrocinio morale dell’amministrazione comunale di Amantea.
Partecipano all’evento: Graziella Colistra, Ornella Cicuto, Pina Calabrò, Antonella Laganà, Lia Antonini, Mirella Bruni, Ileana Mauro, Gabriella Sestito, Mimma Gallelli, Lia Antonini, Pierfilippo Bucca, Francesco Logoteta, Grazia Papalia, Santina Milardi, Marisa Scicchitano, Maria Di Stefano, Gabriele Marsico, Michelle Bellisario, Adele Leanza, Angelo Meduri, Mimma Gorgone, Rossella Marra, Cristina Benedetto. (rcs)
TERRA & COSMO, UN ALTRO MUSEO PER LA PICCOLA SELLIA
21 agosto – Ingegno, consapevolezza, e una nota di follia – positiva – sono gli ingredienti giusti per rendere un borgo, come quello di Sellia, una culla di cultura, in cui prevale la socializzazione e la salute, la riscoperta dei valori e di ciò che ci circonda.
Ciò che rende Sellia un borgo non comune, è di sicuro la presenza di Davide Zicchinella che, attraverso provocazioni intelligenti e fantasiose, è riuscito a far parlare non di sè, ma della sua città, di cui è il primo cittadino.
Prima, l’ordinanza, nel 2015, sull’obbligo di farsi curare, oggi, l’ordinanza volta a contrastare l’abuso dei social network. Ordinanze fuori dall’ordinario, ma che hanno attirato l’attenzione di testate non solo nazionali, ma anche internazionali. Basti pensare all’incontro avvenuto, il 16 agosto, con la corrispondente della principale agenzia di stampa finlandese, che è giunta nel piccolo borgo per conoscerlo e per confrontarsi col sindaco.
Sellia, però, non è solo il paese delle ordinanze fantasiose, è anche il “borgo dei musei”.
La città, infatti, ospita il Museo dei bambini, il Museo del fumetto, l’Ecomuseo all’aperto, quattro opifici storici, due frantoi e due forni. A questi, si va ad aggiungere il Museo della Scienza “Terra&Cosmo”, diventato realtà grazie a una raccolta di fondi avviata su internet dal sindaco Zicchinella e al sostegno dell’Amministrazione Provinciale di Catanzaro.
Il Museo, infatti, ospita una collezione composta da oltre tremila reperti, tra fossili e sabbie, provenienti dalla gran parte dei deserti e degli oceani del mondo, e minerali e meteoriti provenienti dallo spazio.
«Il Museo della Terra e del Cosmo – ha dichiarato l’Assessore Regionale Angela Robbe – è l’esempio di come, anche nella esiguità delle risorse a disposizione delle istituzioni con la collaborazione si possano raggiungere importanti risultati, apprezzabili ancora di più pensando alle condizioni avverse in cui si perseguono. È importante poi non solo dare risorse ma anche garantire il sostegno, com’è avvenuto per questo progetto, nel senso che la presenza della Provincia di Catanzaro ha dimostrato di essere importante perché ha fatto attivare e andare avanti questa iniziativa così interessante. Nello stesso tempo si è riusciti a dimostrare che strumenti messi a disposizione il livello nazionale, come il Servizio civile, sono un modo di dare spazio e opportunità a tanti giovani».
«Per un piccolo centro come il nostro – ha affermato il sindaco Davide Zicchinella – si tratta di sforzi notevoli, ma ci impegniamo ad andare sempre avanti nella consapevolezza che investire in cultura paga». (ams)
FRANCESCO SICARI, LA CALABRIA È TALENTO
13 agosto – È il cantautore vibonese Francesco Sicari, impegnato stasera a Verzino (KR), il protagonista del progetto “La Calabria è talento” ideato e realizzato da Ruggero Pegna per l’ Assessorato al Turismo della Regione Calabria. Un progetto (partito il 1° luglio a Tresilico) che ha il triplice obiettivo – ha spiegato il promoter e scrittore calabrese – di creare momenti di promozione della Calabria, produrre intrattenimento culturale di qualità e, soprattutto, valorizzare talenti regionali nel campo della musica d’autore.
Francesco Sicari, che sarà accompagnato dal vivo da Attilio Costa, chitarra, e Meki Marturano, batteria, con la produzione discografica di Alessandro Luvarà. Sicari con la sua band sarà stasera in Piazza Campo di Verzino, il 18 agosto sul Lungomare Kennedy di Crucoli e il 19 agosto nell’Anfiteatro di San Mando d’Aquino. I concerti, tutti ad ingresso libero, inizieranno alle ore 22.00 e vedono anche la collaborazione dei Comuni ospitanti. In particolare, a Verzino (in provincia di Crotone) l’evento chiuderà la tradizionale “Festa dell’Emigrante”.
“Francesco – afferma Pegna – è una figura di cantautore in linea con la mia visione di migliore musica d’autore, con contenuti importanti nei testi, tessuto musicale originale e di qualità, spessore artistico e culturale, impegno sociale e civile. Mi auguro che riesca a tirare fuori le tante doti che possiede, perché ha tutte le potenzialità per diventare un personaggio di rilievo del panorama musicale calabrese e nazionale! Un grazie – conclude Pegna – va all’Assessorato al Turismo della Regione Calabria che, finanziando questo progetto compie un’opera importantissima per la promozione della Calabria e la valorizzazione dei suoi talenti.”.
Francesco SicariFrancesco Sicari è nato a Vibo valentia il 20 aprile 1993. Il suo primo lavoro discografico, “Spartenza”, frutto di un accurato lavoro di ricerca, è un omaggio all’illustre studioso di folklore calabrese Raffaele Lombardi Satriani, noto in Italia e anche all’estero per la sua imponente ricerca antropologica. Satriani ha edicato la sua vita operosa alla raccolta e alla sistemazione critica delle testimonianze sulle tradizioni della società calabrese, costituendo con intelligenza e amore il più autentico monumento della Calabria contadina e ponendo le basi per una storiografia popolare. Tra passione, fede e peccato, i testi contenuti nell’album affondano, dunque, nelle radici della tradizione popolare.
“Spartenza – afferma Sicari – è una parola non traducibile in Italiano, dispregiativo del dialetto calabrese, che racchiude in sé tutta l’amarezza e la lacerazione di chi è costretto a lasciare la propria terra e i propri affetti per avventurarsi in una vita nuova fatta di incognite”.
Il progetto interamente ideato e realizzato in stretta collaborazione da Francesco Sicari e Alessandro Luvarà, vede la collaborazione di musicisti d’eccellenza: il giovane calabrese Francesco Loccisano, virtuoso della chitarra battente, Prisca Amori, primo violino del Maestro Ennio Morricone, Mimmo Cavallaro, affermato cantautore calabrese, Attilio Costa, Massimo Cusato, Meki Marturano, Silvio Ariotta, Clemente Ferrari, anch’egli affermato musicista calabrese, più volte direttore d’orchestra al Festival di Sanremo che, nell’ultima edizione, l’ha visto vincitore del premio “Miglior arrangiamento” per la canzone “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno”, interpretata da Max Gazzè.
Legato alla tradizione ma proiettato nel futuro, Francesco Sicari sente il desiderio di ricercare un equilibrio tra elementi diversi. I suoni degli strumenti tradizionali, il suono classico dell’orchestra e il suono elettrico si fondono tra loro dando vita ad un sound nuovo, capace di avvicinare culture musicali distinte.
“Spartenza” ha un particolare innesto tra modernità e tradizione. Attraverso quest’operazione, Francesco si rivolge al passato per essere più radicato nel presente e progettare così il futuro.
Nella realizzazione del suo primo lavoro discografico, Sicari è stato fortemente sostenuto dall’antropologo Luigi Maria Lombardi Satriani, il quale, oltre all’interesse dello studioso, ha sempre manifestato nei suoi confronti un sincero legame affettivo. Attraverso questo progetto, Francesco oltre a valorizzare la figura e l’opera di Raffaele Lombardi Satriani preservandone la memoria, vuole sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo al patrimonio culturale calabrese, dimostrando che la Calabria non è soltanto una terra devastata da una serie di fenomeni di violenza e di immagini che ne deturpano il nome, ma è anche poesia e bellezza e la salvezza del mondo non può che venire da un recupero di esse. (rkr)
FIUMARA DI MURO: STASERA L’EVENTO ‘INSIEME PER MINO’
11 agosto – Si svolge stasera, a Fiumara di Muro, alle 20.30, presso Piazza Madonna del Carmine, l’evento “Insieme per Mino”.
L’evento è stato organizzato dall’Associazione Amici di Mino Reitano Onlus con il patrocinio del Comune di Fiumara, il Comitato Festa Madonna del Carmine, il Comitato 7 Dicembre e Miss Confort.
La manifestazione, che rende omaggio all’artista Mino Reitano, vedrà nelle vesti di madrine le figlie Giusy e Grazia Reitano.
La mattina sarà dedicata alla solidarietà con la donazione alla Divisione di Neonatologia Grande Ospedale Metropolitano Bianchi Melacrino Morelli alla presenza delle sorelle Reitano. Prevista anche la visita a Piazza “Mino Reitano” e alla casa di Fiumara che ha visto nascere l’artista.
Alle 20.30, a Piazza Madonna del Carmine, prenderà il via lo spettacolo con il pre-concerto di Katia Amedeo, di Rosella Garreffa con Carmelo Maesano che si esibiranno nelle canzoni di Mino Reitano. A seguire, comincerà il concerto con Sandro Giacobbe, che renderà omaggio all’amico.
Presenti allo spettacolo, condotto da Marco Mauro, Don Pepè Repaci, Angela Marcianò, Giuseppe Agliano, Candeloro e Pasquale Imbalzano, e Vincenzo Pensabene, Sindaco di Fiumara. (rrc),
STORIE / LA DONNA CHE SUSSURRA AI FIORI DI LAVANDA
di Francesco Bevilacqua
Secondo la Svimez la Calabria è morta. Da anni ci ammannisce diagnosi da funerale. Ma noi siamo sempre qui. Malconci, certo, ma vivi. A dispetto di tutti e tutto. Nonostante la politica, le pubbliche amministrazioni, gli scoraggiatori seriali e la ‘ndrangheta (guai a distrarsi da questa parolina magica!), che ci inoculano dosi letali di psicofarmaci, droghe ed altre sostanze venefiche, quotidianamente. Al punto che ci hanno immunizzati: sì, i calabresi siamo diventati immuni al brutto, al cattivo, al peggio… e all’idiozia che dilagano (e non solo in Calabria).
A Campotenese, sull’orlo occidentale del meraviglioso piano che divide il Massiccio del Pollino dai Monti dell’Orsomarso, nel bel mezzo del parco nazionale, c’è una giovane donna che di immunizzazione è specialista. Poteva starsene a Bologna, dove studiava giurisprudenza. Ma le mancava la Calabria, il clima, l’aria, il profumo, il cielo… E allora ha deciso di tornarsene giù. Ha lasciato anche casa dei suoi a Castrovillari. Ed è andata a vivere, in splendido isolamento, proprio a Campotenese, per la precisione in contrada Barbalonga di Morano, a 1100 metri di quota, nella casa per le vacanze della famiglia, con intorno una selvatica tenuta di appena due ettari. L’ha trasformata in un B&B e ha cominciato ad accogliere i visitatori del parco. Le sono tornati subito il buon umore e la lucidità mentale. Al punto che si è sposata e ha messo al mondo due figli.
Un giorno poi, mentre cammina per boschi e prati con la madre, trova uno strano fiore profumato e colorato. Lo raccoglie e lo pianta nel suo giardino, bisognoso di essenze resistenti al freddo. Scopre che è una lavanda endemica del Pollino (i botanici interpellati la battezzeranno come Lavanda pyrenaica; Selene, invece, la chiamerà Lavanda loricanda, in onore al Pino loricato). Comincia a coltivarla e a distillare il prezioso olio essenziale che ha reso ricca la Provenza, nel sud della Francia. In famiglia si conserva una sbiadita foto degli anni 40 del 900 che le rivela come, fra Morano e Viggianello, sino a quell’epoca vi erano addirittura delle distillerie industriali di lavanda del Pollino, il cui olio essenziale veniva venduto alla Carlo Erba. Mette su una distilleria professionale, compra altri tre ettari di terreno, trasforma la tenuta in un “Parco della lavanda” (www.parcodellalavanda.it), produce olio essenziale, sapone, candele, sacchetti di fiori essiccati e tante atre cose. E il Parco è sempre gremito di visitatori e scolaresche, soprattutto in giugno e luglio, quando la tenuta si trasforma in una meravigliosa distesa viola sullo sfondo delle cime del Pollino. Al punto che Selene è costretta a chiudere il B&B e a dedicarsi solo alla sua amata lavanda.

Ecco, la storia di Selene Rocco – così si chiama la donna che sussurra ai fiori di lavanda – è esemplare. L’amore per la sua terra, il desiderio di bellezza e di poesia, la lucidità mentale ritrovata, un po’ di creatività collegata alla vocazione dei luoghi, l’hanno trasformata in una persona nuova. Magari Selene non contribuirà a far aumentare il Prodotto Interno Lordo (PIL) della Calabria – su cui ci informa la solerte Svimez – ma la Felicità Esterna Netta (FEN) quella certamente sì. E per noi avvelenati dai signori di cui sopra, visitare il Parco della lavanda e capire il messaggio di speranza che ci viene dalla storia di Selene, sarà un formidabile contributo a renderci, se possibile, ancor più immuni e resilienti. Grazie Selene!
Le foto sono dell’autore Francesco Bevilacqua.
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TRIPODI (FI): OLTRE 150 AMMINISTRATORI LOCALI PER FORZA ITALIA IN CALABRIA
La deputata Maria Tripodi (FI) ha sottolineato la nuova ripartenza del partito in Calabria. «Forza Italia in Provincia di Reggio – ha detto – a poco più di due mesi dai nuovi assetti sanciti con la nomina del collega Francesco Cannizzaro, a coordinatore provinciale, è presente, radicata e torna ad essere protagonista, con l’adesione ufficiale di 150 amministratori locali. Linfa di rinnovamento e anticamera di quel radicamento capillare sul territorio, necessario, come più volte ribadito dal Vice Presidente Tajani per il rilancio del nostro movimento. Fondamentale, per consolidare anche il primato reggino conseguito a livello nazionale, già nelle ultime elezioni politiche che hanno visto l’elezione di tre parlamentari rappresentanti del territorio».
«La sinergia creatasi tra la sottoscritta e i colleghi Siclari e Cannizzaro non può che incoraggiare ancor di più il percorso di aggregazione già in atto, che ha il fine di potenziare la struttura e la più ampia partecipazione, soprattutto in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. Forza Italia ha il compito di trovare l’alternativa al disfattismo pentastellato e di porre fine a un governo regionale a trazione pd, che ha spinto la Calabria nel baratro e Reggio fanalino di coda tra le città Italiane. All’appello del nostro unico leader Silvio Berlusconi, che ci invita a tenerci pronti per le sfide future, rispondiamo con i fatti, con dinamismo, con il lavoro concreto e la consueta dedizione quotidiana che è propria di chi ogni giorno è orgoglioso prima di tutto, di militare sotto le insegne azzurre che per 25 anni hanno rappresentato e rappresentano ancora oggi un autentico baluardo di Libertà, e che mai potranno cedere a sirene populiste».
SVIMEZ: LA CALABRIA CRESCE PIÚ DI TUTTI NEL MEZZOGIORNO
1° agosto – Le anticipazioni del Rapporto Svimez 2018 forniscono un dato positivo per la Calabria: Nel Mezzogiorno è la regione che nel periodo 2015-2017 ha fatto segnare la più significativa accelerazione della crescita.
«Sono state soprattutto le costruzioni – si legge nelle note della Svimez – a trainare la ripresa (+12% nel triennio), grazie anche alle opere pubbliche realizzate con i fondi europei, seguite dall’agricoltura (+7,9%) e dall’industria in senso stretto (+6,9%). Molto più modesto nell’ultimo triennio l’andamento dei servizi (+2,9%)».
Nelle anticipazioni si afferma, inoltre, che «nel 2017, Calabria, Sardegna e Campania sono state le regioni meridionali che hanno fatto registrare il più alto tasso di sviluppo, rispettivamente +2%, +1,9% e +1,8%. Si tratta, comunque, di variazioni del PIL più contenute rispetto alle regioni del Centro-Nord, se si considera il +2,6% della Valle d’Aosta, il +2,5% del Trentino Alto Adige e il +2,2% della Lombardia».
Secondo quanto dichiara il Presidente Svimez, Adriano Giannola, «Con la frenata seppur ancora lieve dell’economia le prospettive per il Sud peggiorano. Per ora tutto tiene, ma i dati che iniziano a circolare sul rallentamento della crescita preoccupano, anche perché il Mezzogiorno continua a portarsi dietro tutte le sue arretratezze».
«il recupero che c’è stato negli ultimi due anni – dice il Presidente Giannola – rischia di saltare nella ‘stagione dell’incertezza’, come definisce la Svimez gli anni che stiamo vivendo. SI potrebbe addirittura prevedere una “grande frenata” visto che «si rischia un forte rallentamento dell’economia meridionale: la crescita del prodotto sarà pari a +1,2% nel Centro-Nord e +0,7% al Sud»,
«Certo il Mezzogiorno non è tutto uguale – ha detto Giannola – ci sono regioni che hanno fatto meglio, come Campania e Calabria, ma ce ne sono altre, la Sicilia, che sta andando particolarmente male. E se gli investimenti privati sono ripresi nel 2017 (+3,9%) superando anche quelli del Centro Nord anche se di pochissimo, gli investimenti fissi lordi sembrano essersi fermati, mentre la spesa pubblica s’è dimenticata del Mezzogiorno (tra il 2008 e il 2017 è scesa del 7,1% al Sud, mentre è cresciuta dello 0,5% nel resto del Paese)».(rrm)












