CAMPO CALABRO (RC) РPnrr, il comune ̬ capofila dei progetti di rigenerazione urbana della vallata

Campo Calabro è il Comune capofila dei progetti di rigenerazione urbana della Valla. Infatti, si è riunito il Consiglio comunale che ha approvato la Convenzione per la presentazione di progetti di rigenerazione urbana con interventi di cui alla legge 30 dicembre 2021 n. 234 art. 1 comma 534-542 Comuni di Campo Calabro – Fiumara – San Roberto – Sant’Alessio in Aspromonte – Scilla- Villa San Giovanni.

Voto unanime e favorevole del Consiglio – anche se non erano presenti Miriam Idone (Prima di Tutto Campo Calabro) e Giuseppe Buda (Campo Calabro Unita) – anche  alle numerose esenzioni e riduzioni tariffarie : integrazione Regolamento Tari con esenzione dal pagamento per  le nuove attività commerciali, i nuovi residenti e le nuove coppie ed alla riduzione aliquote IMU per le categorie catastali C1 (negozi e botteghe) anno 2022  e esenzione pagamento dell’occupazione del suolo pubblico – per l’anno 2022. A margine del punto il Sindaco ha preannunciato che a partire dal prossimo anno scolastico il trasporto scolastico sarà gratuito per tutte le famiglie.

Con solo voto contrario dei consiglieri Calandruccio e Scopelliti viene riconosciuto un debito fuori bilancio derivante da sentenza del Tribunale di Reggio Calabria per un contezioso risalente al 2015. Il Consiglio ha poi approvato all’unanimità l’adesione del Comune all’Azienda speciale Consortile “Acque pubbliche della Calabria”. Nel corso della trattazione del punto riguardante i bandi di rigenerazione urbana la consigliera Calandruccio in corso di dichiarazione di voto ha rilevato lo scarso coinvolgimento del Consiglio nelle scelte del PNRR, mentre il consigliere Domenico Idone ha sottolineato l’ampiezza ed il peso della sfida che attende l’amministrazione nei prossimi cinque anni sollecitando la costituzione di un gruppo di lavoro che accompagni l’amministrazione nelle scelte future. Il Sindaco Repaci ha ricordato che il 24 febbraio scorso il Consiglio Comunale è stato convocato proprio per l’esame dello stato dell’arte dei bandi PNRR e che la proficua discussione che ne è scaturita ha registrato il solo contributo del consigliere Domenico Idone, assente il resto delle minoranze.

«Cogliamo – ha dichiarato il sindaco Sandro Repaci – i frutti dell’intenso lavoro di questi anni . Oltre al rispetto delle scadenze dei bandi PNRR sinora individuati come obiettivo già dal DUP e dei quali diffusamente abbiamo ragionato nella passata riunione del Consiglio, non senza fatica e sacrifici approviamo una serie di misure che non vanno più nella direzione di un assistenzialismo miope e necessariamente limitato, ma raccogliamo la sfida dello sviluppo: trasporto scolastico gratuito per tutti, niente Tari per tre anni per i nuovi residenti, i nuovi nuclei familiari, nuove attività commerciali».

«Canone occupazione suolo pubblico abolito per il 2022 – ha spiegato ancora – e Imu ridotta per i proprietari di locali commerciali, sono il frutto di una politica di attenzione ai problemi della gente. Una semina per un futuro di sviluppo e coesione sociale che è stato negli anni il punto di fuoco della visione cui la nostra amministrazione ha lavorato. Aderiamo come atto quasi obbligatorio all’azienda Calabria Acque, nella consapevolezza del rischio della creazione di un ennesimo carrozzone, stante la nebulosità della governance per come indicata nello statuto ed i dubbi sulla capacità di vigilanza di Regione Calabria. C’è insomma ancora molto da fare, e lo faremo come sempre assieme alle migliori energie e risorse della nostra comunità ,nella consapevolezza di essere diventati il punto di riferimento di esperienze politiche e di buone pratiche tecniche ed amministrative nell’intero comprensorio». (rrc)

CAMPO CALABRO (RC) – Al via i lavori di open fiber

Al via, a Campo Calabro, i lavori per la nuova rete pubblica di telecomunicazioni a banda ultralarga, condotti da Open Fiber, nella zona industriale, nella frazione Timpanari dove presto sorgerà il nuovo parco urbano e nelle nuove edificazioni di via Patera, via San Martino e via Campanile.

«Le risorse stanziate – si legge in una nota – non gravano sul bilancio del Comune: l’infrastruttura è infatti finanziata con fondi regionali e statali e resterà di proprietà pubblica. Le attività sono coordinate da Infratel, società “in house” del Ministero dello Sviluppo Economico, con l’attenta supervisione della Regione Calabria. La nuova rete coprirà circa 150 unità immobiliari, raggiunte in modalità FTTH (Fiber-to-the-home, cioè la fibra ottica stesa fino all’interno degli edifici) l’unica in grado di restituire velocità di connessione fino a 1 Gigabit al secondo».

«La disponibilità della banda ultralarga – ha spiegato il sindaco, Rocco Alessandro Repaci – permetterà alla nostra cittadinanza e in particolare alle aziende insediate nella zona industriale di guardare al futuro con maggiore fiducia. La pandemia ci ha del resto costretto a rivedere il nostro stile di vita, imponendo di ricercare nuove soluzioni e nuovi modelli per reggere l’impatto che il Covid ha sull’esistenza di ognuno di noi».

«In questa sfida – ha aggiunto – un ruolo decisivo lo gioca proprio la digitalizzazione: dalle grandi città ai piccoli centri, non devono esserci più differenze nell’accesso ai servizi di rete, l’unica differenza la devono fare le competenze. Questa iniziativa è perfettamente coerente con il percorso verso la smart city che abbiamo perseguito in questi anni, rinnovando le reti degli uffici e promuovendo lo sviluppo della rete civica con il wi fi libero nelle aree pubbliche. Iniziative come quella portata avanti col Piano BUL da Open Fiber, rappresentata dal field manager Giuseppe Crupi, nostro concittadino, che intendo ringraziare per la collaborazione e la disponibilità, contribuiscono perciò a raggiungere obiettivi di sviluppo divenuti ormai imprescindibili»

Una rete a banda ultralarga permette di abilitare del resto quei servizi divenuti ormai indispensabili come lo smart working o la didattica a distanza. Una volta aperti i servizi di connettività, i cittadini e le imprese di Campo Calabro potranno usufruire della nuova rete attraverso gli operatori partner di Open Fiber.

L’azienda infatti realizza l’infrastruttura ma non si rivolge direttamente agli utenti: bisogna innanzitutto verificare sul sito openfiber.it la copertura del proprio indirizzo, scegliere quindi il piano tariffario preferito tra le diverse offerte e contattare uno degli operatori disponibili per poi iniziare a navigare ad alta velocità. I cittadini possono rivolgersi sempre a Open Fiber attraverso la sezione “contatti” all’indirizzo openfiber.it/contattaci/ per eventuali segnalazioni. (rrc)

 

CAMPO CALABRO (RC) – Inaugurata la Biblioteca intitolata a Vincenzo Ranieri

È stata inaugurata, a Campo Calabro, nei locali del Centro Polifunzionale “Scopelliti”, la Biblioteca intitolata a Vincenzo Ranieri.

Presenti, il consigliere metropolitano Giuseppe Giordano, il sindaco di Campo Calabro, Rocco Alessandro Repaci e l’assessore Marianna Malara.

«È una gioia essere qui oggi – ha detto il consigliere metropolitano – perché l’amministrazione comunale è riuscita a gettare le basi per un futuro che deve farci prendere coscienza dell’enorme potenziale che giace all’interno delle nostre comunità. Questi sono passaggi cruciali che arrivano in un frangete storico in cui i valori più importanti vengono pervasi dalla forte volatilità del tempo scandito da una pandemia che ha cambiato le nostre abitudini e sta assegnando nuovi paradigmi alla società».

«Una biblioteca, dunque – ha aggiunto – è luogo di consapevolezza, di crescita, di incontro dove far germogliare una nuova responsabilità sociale che deve essere sempre presente e che non deve essere solo delle istituzioni, ma di tutte le componenti della società affinché responsabilità ed educazione accompagnino soprattutto le più giovani generazioni».

La biblioteca, che porta il nome dell’insigne studioso e uomo di cultura Vincenzo Ranieri, anche grazie all’imponente donazione libraia arrivata dalla famiglia del probo uomo delle istituzioni locali, è impreziosita dagli arredi e dagli strumenti informatici che il Comune di Campo Calabro ha ricevuto dopo aver partecipato ad un bando specifico della Città Metropolitana, «a testimonianza – secondo Giuseppe Giordano – di quanto Palazzo Alvaro sia un’istituzione sempre più vicina ai bisogni ed alle esigenze dei territori».

«È una vicinanza – ha detto – non solo formale e amministrativa, ma costante, che ci accompagnerà in tutti quegli obiettivi proiettati alla costruzione di una cittadinanza metropolitana possibile soltanto se esiste la consapevolezza nelle sue energie positive».

Il consigliere metropolitano, nel corso del suo intervento, ha pure sottolineato l’importanza dell’Archivio storico che «è quanto di più prezioso possa avere una comunità perché è custode delle radici e delle ricchezze di un popolo che ha dato i natali a nobilissime figure, esempio vivo e presente per quanti sono impegnati, quotidianamente, al servizio della cosa pubblica e della comunità». (rrc)

Il ricordo del giudice Scopelliti da parte del sindaco Repaci di Campo Calabro

di SANDRO REPACI – Per chi come me ha avuto una conoscenza diretta e personale di Nino Scopelliti è difficile parlare stasera. Era più o meno quest’ora.La strada è la stessa di trent’anni orsono. Forse il vigneto che la costeggia era meno curato. Uguale il sole, abbaccinate e caldissimo. Uguale il mare ed il cielo. La morte l’ha colto impietosa e crudele in uno dei tornanti più belli della terra che amava, mentre ritornava a casa.

È stato difficile, a tratti anche doloroso separare le radici profonde dell’affetto  quasi ancestrale di una comunità che ha perso improvvisamente il migliore dei suoi figli da quelle dell’esempio e del sacrificio di un servitore dello Stato da trapiantare nella terra della memoria comune e della coscienza civile. Ma è il lavoro che abbiamo fatto in questi anni, contando uno dopo l’altro  i 30 pomeriggi afosi nei quali abbiamo calpestato questi metri d’asfalto . Lo abbiamo fatto assieme alla Signorina Rosetta, e da cinque anni anche assieme a Rosanna Scopelliti ed alla sua Fondazione. Continueremo a farlo, e non solo per chiedere giustizia.

Perché Campo Calabro perdona, ma non dimentica. Lo faremo perché la passione civile della quale Nino Scopelliti ha intriso la sua vita e la sua morte sono diventate l’anima di una impresa umana e culturale al servizio del cambiamento di questa terra. Perché una Calabria che resiste c’è. Dobbiamo avere la forza di andarla a cercare negli angoli più aspri, inaccessibili  e faticosi da raggiungere.  

[Sandro Repaci è Sindaco di Campo Calabro]

30 anni fa l’omicidio del giudice Scopelliti. Falcomatà: «È tempo della verità»

Trent’anni fa l’orribile omicidio del giudice Antonino Scopelliti a Piale, sopra Villa San Giovanni: “un favore della ‘ndrangheta” alla mafia siciliana sulla quale il giudice calabrese aveva istruito il maxiprocesso. Alla commemorazione, a Piale, hanno preso parte oltre alla figlia Rosanna Scopelliti, il sindaco di Reggio Giuseppe Falcomatà, quello di Campo Calabrò Sandro Repaci e numerose personalità.

«Rendiamo omaggio – ha detto Falcomatà – alla memoria di un patrimonio collettivo di questa comunità, un orgoglio reggino e calabrese, ma possiamo dire, di tutto il nostro Paese. Il fulgido esempio del giudice Scopelliti vive sempre insieme a noi, ogni giorno» – ha proseguito Falcomatà al termine della cerimonia che si è svolta dapprima a Piale davanti alla stele che ricorda il luogo in cui è avvenuto l’omicidio e poi nella parrocchia di Campo Calabro per la santa messa concelebrata da don Luigi Ciotti –, «tuttavia a trent’anni dalla sua morte, questa ricorrenza sembra sempre avere qualcosa di sospeso, di non definito. Una ricorrenza che ogni anno è accompagnata dalla presenza e dai messaggi delle più alte cariche dello Stato. Ognuno di loro ha sempre assunto l’impegno a fare piena luce su una vicenda che ancora oggi presenta lati oscuri e grandi zone d’ombra. E siamo sicuri che si stia lavorando proprio in questa direzione. Però dopo trent’anni non possiamo più permetterci che il dolore lasci spazio alla rassegnazione o peggio alla paura che su questa vicenda, sul delitto di Antonino Scopelliti, non si faccia piena luce. E se un significato in più possiamo dare alla ricorrenza del 9 agosto, anche alla luce del percorso di riforma della giustizia in atto, è proprio l’impegno a moltiplicare gli sforzi affinché si scriva presto una parola di verità su quanto accaduto qui trent’anni fa».

Continua ad esserci fiducia nella magistratura, ha detto Rosanna Scopelliti, figlia del compianto magistrato e assessore alla Cultura e Legalità del Comune di Reggio Calabria, «anche se il tempo trascorso è davvero tanto. Montesquieu diceva che una giustizia che arriva in ritardo è una giustizia negata e la speranza oggi è che si possa ripartire da questo trentennale per poter mettere la parola fine al delitto Scopelliti e poter dare, non solo alla famiglia, ma all’intera comunità reggina la verità. Naturalmente continua l’impegno della fondazione che presiedo – ha aggiunto Scopelliti -non solo per la verità e la giustizia ma anche per i giovani, per promuovere le eccellenze di questo territorio e fare in modo che possano restare qui e contribuire al riscatto di questa terra. Riscatto che potrà realizzarsi solo attraverso il protagonismo, le competenze e il merito delle giovani generazioni». (rrc)

Area dello Stretto, l’Associazione dei Comuni incontra la sottosegretaria Nesci

A Campo Calabro, l’Associazione dei Comuni dell’Area dello Stretto ha incontrato la sottosegretaria per il Sud, Dalila Nesci, per discutere delle problematiche sul territorio.

L’incontro, al quale era presente anche la deputata del Movimento 5 Stelle, Federica Dieni, è stato introdotto dal presidente dell’Associazione Sandro Repaci, sindaco di Campo Calabro che, nel tracciare una panoramica delle principali istanze comuni alle amministrazioni dell’area, ha sottolineato fra i principali problemi quelli legati alle grandi infrastrutture di mobilità interna all’area e la mancanza di una politica chiara del Governo circa l’attraversamento stabile dello Stretto, le insufficienti risposte circa le infrastrutture di captazione ed adduzione idrica, il vuoto e l’incertezza determinate dall’assenza di una politica coerente di valorizzazione dei beni culturali con riferimento al Bando regionale per la Valorizzazione dei Borghi della Calabria, la mancata inclusione nella Zona Economica Speciale delle aree industriali di Campo Calabro -Villa- Reggio Calabria.

Una parte dell’intervento del presidente è stata dedicata alla necessità di una sollecita risoluzione delle problematiche relative allo sblocco dei fondi del Bando Periferie, uniche opere già cantierabili dal 2018 nel territorio e che coinvolgono diversi dei Comuni dell’Area.
Sono seguiti gli interventi dei sindaci Vincenzo Bellè di Fiumara, Maria Foti di Montebello Jonico, Maria Grazia Richichi di Villa San Giovanni e dei delegati delle amministrazioni di San Roberto, Sant’Alessio in Aspromonte e Laganadi.

La Sottosegretaria, nel prendere atto di quanto rappresentato peraltro già noto e frutto di decenni di mancata o errata programmazione, ha assunto l’impegno a mantenere con l’Area un dialogo costante, monitorando l’evolversi delle soluzioni prospettate e finanziate. Si è impegnata, anche, ad approfondire e seguire l’iter del bando Periferie intraprendendo le azioni utili al sollecito sblocco dei fondi nei limiti della sua delega. (rrc)

Campo Calabro, quella panchina di fronte a un panorama stupendo… lettera alla Santelli

A Campo Calabro (RC) il grande lavoro coordinato dal sindaco Sandro Repaci per il recupero delle tre antiche fortezze umbertine ha dato già un primo eccellente risultato per Forte Siacci. Ma non basta, serve il sostegno e l’impegno della Regione Calabria perché questo borgo straordinario con le sue bellezze incantevoli (basterebbe la “panchina del tramonto“che si affaccia sullo Stretto a trasformarlo in un luogo del cuore!) possa portare a termine il grande progetto di recupero delle fortezze e di rilancio, in termini turistici e culturali di tutta l’area.

A questo proposito, il sindaco Sandro Repaci ha scritto una garbata lettera alla presidente Jole Santelli, la quale – siamo certi – vorrà interessarsi personalmente delle richieste avanzate. La pubblichiamo integralmente:

«Presidente Gentilissima, non ho mai avuto occasione di incontrarLa, quindi La prego di leggere questa mia come assolutamente priva di ogni pregiudizio personale e politico, ostinandomi ancora a giudicare le persone dalle azioni e dal pensiero e non dalle appartenenze.

Mi rivolgo, nonostante si tratti di tematica specifica, ne agli uffici, dei quali tutti conosciamo capacità e difficoltà, ne all’Assessore competente, perché ritengo che un approccio strategico al problema non possa che passare dalla Presidenza. Come dire che non è un problema della governance, ma della politica.

Premetto che abbiamo profondamente creduto nel sistema dei bandi e delle politiche comunitarie che li finanziano, tanto da istituire un assessorato ad hoc che segue queste problematiche.

Nel campo dei beni culturali, il Comune che ho il privilegio di amministrare assieme ad una infaticabile squadra di governo, da anni persegue l’obiettivo della valorizzazione del Sistema delle Fortezze Umbertine (tre manufatti costruiti nel territorio di Campo Calabro alla fine dell’800, fra i 20 eretti fra Sicilia e Calabria a guardia dello Stretto). Con alterne fortune, fra cambi di interlocutori , brusche accelerazioni, improvvise frenate, stalli, cartolarizzazioni improvvide, nel novembre del 2019 il Comune ha sottoscritto l’atto di trasferimento al demanio comunale del Forte Batteria Siacci, a conclusione di un percorso cui non è stata estranea Regione Calabria, che ha assegnato al bene con delibera GR n. 121 del 2 aprile 2019 un finanziamento di un milione di euro per il quale rimaniamo a distanza di 14 mesi in attesa della emissione del decreto e della stipula della convenzione .

Abbiamo altresì iniziato il doveroso percorso di valorizzazione previsto dall’Accordo con MiBac e Demanio partecipando all’Avviso pubblico per la selezione e il finanziamento di interventi per la valorizzazione del sistema dei beni culturali annualità 2018 e rinnovando, nella prospettiva della storicizzazione dell’evento, l’istanza per l’annualità 19, dal finanziamento della quale siamo stati a nostro parere ingiustamente ed inspiegabilmente esclusi nonostante una forse fin troppo minuziosa istanza di riesame.

A questo quadro di faticosa emersione del nostro Comune e del suo territorio, abbiamo aggiunto la partecipazione al Bando per la valorizzazione dei Borghi, per il quale abbiamo sottoscritto nel novembre 2019 un verbale di intesa relativo alla assegnazione di un finanziamento di 300 mila euro, e del quale abbiamo perso le tracce.

Già a questo punto, ove Ella decidesse di passare ai suoi collaboratori questo testo rubricandolo ad ennesima lamentela di un Sindaco frettolosamente classificato  “di parte avversa” verrebbe loro facilissimo ottenere dagli uffici competenti una forbitissima nota piena di riferimenti legislativi, estratti dei bandi, punteggi e quant’altro. Vale a dire le cose stanno così, ci spiace e molti cordiali saluti. Una delle tante noiose incombenze quotidiane del Capo di Gabinetto.

Ma La prego di andare oltre, gentilissima Presidente. Vorrei condividere con Lei una serie di domande, ovviamente retoriche, per sollecitare una conseguente comune riflessione non  dei  partiti o degli schieramenti, ma della politica. Cioè di quella benemerita attività che si preoccupa di tutti e di tutto.

Perché un piccolo Comune come il nostro (e come tanti altri comuni in Calabria) le cui amministrazioni si sono lodevolmente impegnate in una attività di recupero e valorizzazione di manufatti dichiarati Beni Culturali che potrebbero cambiarne il destino economico e sociale deve attendere 14 mesi per avere emesso un decreto per un finanziamento già assegnato?

Perché la mancata emissione di quel decreto con il quale avremmo dovuto finanziare la progettazione del recupero del bene deve penalizzarci nella ricerca di nuove risorse essendo stati costretti ad inserire un livello di progettazione non definitivo nell’avviso pubblico relativo alla selezione di interventi finalizzati alla riqualificazione e valorizzazione turistico culturale dei comuni delle regioni meridionali finanziato dal Programma di Azione e coesione complementare al PON e Sviluppo (Fers) 2014-2020?

Quando mai riusciremo ad uscire dalla palude dell’abbandono o attrarre quelli che vengono nei bandi definiti “flussi di visitatori” se le premialità ci dicono che dobbiamo essere inseriti in un parco, o essere bandiera arancione, o se abbiamo un bene culturale? E se lo abbiamo, (è il nostro caso) perché il nostro tentativo di ridare decoro, dignità, prospettive al territorio deve essere frustrato da cervellotiche disposizioni dell’Avviso pubblico per la selezione e il finanziamento di interventi per  la promozione e la produzione culturale pubblicato di recente secondo il  quale “bisogna avervi organizzato 7 eventi negli ultimi 10 anni”?

Come mai gli stessi funzionari che negli anni precedenti hanno riconosciuto il valore di un progetto l’anno dopo sui medesimi criteri soggettivi cambiano improvvisamente idea? Perché dobbiamo essere convocati, firmare atti di rinuncia a ricorsi, annunciare in Consiglio un finanziamento sul Bando Borghi e poi perderne le tracce?

Perché l’Atlante dei Beni Culturali della Calabria dopo più di un anno non riesce ad inserire un bene culturale sul suo sito internet dopo innumerevoli solleciti mentre il FAI lo fa in dieci minuti?

Con quali risorse, attraverso quali attività, con quali politiche Comuni delle nostre dimensioni possono contribuire alla costruzione della Calabria accogliente della quale tutti parlano? Quali sono le politiche per fare diventare siti sconosciuti ma di incomparabile bellezza “acceleratori culturali”?

Che senso ha lavorare per tenere pulite le strade, far funzionare acquedotti e fogne, fare le manutenzioni stradali, curare il decoro urbano se poi molti degli eventi magari si svolgono, benché finanziati lautamente, fra i rifiuti e le erbacce?

Perché dunque in buona sostanza nella nostra regione è praticamente impossibile perseguire una strategia unitaria su turismo e beni culturali mettendo in fila una o due azioni veramente coerenti fra di loro e delle quali la seconda sia conseguenza logica della prima?

Se avessimo voluto solo far prevalere diritti che crediamo ci siano stati negati, saremmo ricorsi alla giustizia amministrativa ove ne avessimo avuto le risorse. Ma non le abbiamo. Non possiamo spender soldi in avvocati per difendere il nostro diritto a sognare un futuro migliore: abbiamo le fogne da far funzionare, l’acqua è sempre poca, Sorical se la fa pagare salata, ed il costo di una tonnellata di indifferenziato è  triplicato in sei anni.

So bene Presidente che l’altra risposta da pilota automatico di un amministratore è dire che “abbiamo trovato il caos e stiamo mettendo ordine, siamo arrivati da poco”.

Io personalmente non l’ho mai presa come scusa. Mi sono fatto ugualmente carico del buono e del cattivo ed ho lavorato per migliorare il primo e rendere buono il secondo. E spero che nemmeno Lei si farà scudo delle miserevoli scuse che fanno da paravento a governanti ed amministratori non incapaci, ma semplicemente uguali ai loro predecessori.

C’è un luogo, che certamente Le è sconosciuto, lontano dai clamori della stampa e dagli intrighi della Cittadella che forse sarà propizio ad un suo ancor più sereno ed equilibrato giudizio sulle cose.

È la panchina restaurata da due volontari  e issata sul punto più alto dei terrazzi di Forte Siacci. La chiamiamo “la panchina del tramonto”. A strapiombo sullo Stretto, di fronte ad un panorama mozzafiato, unico al mondo.

Quando i visitatori arrivano lassù, chiedono  sempre: “perché  non  lo  restaurate?” (la risposta è ” …aspettiamo il decreto.’) oppure ” perché non  ci fate i concerti  dell’alba?” (la risposta è “...non abbiamo realizzato qua 7 eventi negli ultimi 10 anni e quindi non possiamo accedere ai finanziamenti.”).

Venga a Siacci, che solenne, imponente, come tanti altri monumenti della Calabria attende paziente il riconoscimento della terra della quale è stato muta sentinella per 130 anni. Sono certo che le domande che Le ho fatto verranno in mente anche a Lei, gentile Presidente, e nella Sua sicura intelligenza, forse potrà trovare anche qualche risposta.

Non per Campo Calabro, ma per la nostra terra. Perchè non si sia costretti ad aggiungere anche la politica all’elenco delle calamità che nel breve racconto di Leonida Repaci “Quando venne il giorno della Calabria” il diavolo assegnò alla nostra terra.

E La prego di scusarmi se queste righe Le giungono a cavallo del confronto avviato attraverso i tavoli partenariali sulla programmazione comunitaria. Quindi perdoni, La prego, lo sfogo di un Sindaco di campagna, che cerca di tenere i suoi concittadini abbarbicati a questo estremo lembo della nostra terra, e stia sicura comunque che non ci arrenderemo, anche a costo di vangarla con le  nostre mani, ed irrigarla con il nostro sudore».  (rrc)

CAMPO CALABRO (RC) – Si festeggiano 70 anni dell’autonomia comunale

Quest’anno, Campo Calabro festeggia il 70esimo anniversario dell’autonomia comunale. Per celebrare questa ricorrenza, sono state organizzate dall’Amministrazione Comunale, guidata da Rocco Alessandro Repaci, una serie di manifestazioni, che prenderanno il via sabato 8 febbraio.

Sabato, infatti, al Municipio,  alle 10.00, s’inaugura la mostra documentale e fotografica Paese natale, città sognata. Le radici della speranza. Campo Calabro 1950-2020 l’autonomia ritrovata.

Domenica 9 febbraio, alle 17.30, all’Auditorium del Centro Polifunzionale Comunale “Prof. G. Scopelliti”, il concerto del settantesimo dell’Orchestra Corde Libere e la presentazione del documentario Campo… scuola in… una clip! a cura degli alunni dell’Istituto Comprensivo Statale di Campo Calabro.

Martedì 11 febbraio, alle 18.30, nella sala Adunanze di Palazzo Municipale, la scopertura della targa in ricordo dei sindaci del Comune; giovedì 13 febbraio, alle 9.30, la visita ai Forti Umbertini degli allievi del Liceo Scientifico Statale “Leonardo Da Vinci” di Reggio Calabria nell’ambito della Settimana dello Studente.

Sabato 15 febbraio, alle 19.00, a Piazza Martiri di Nassiriya, la festa popolare con la partecipazione di artisti campesi, e la posa della capsula del tempo.

Venerdì 21 febbraio, alle 9.30, al Palazzo Municipale, la visita al Palazzo Municipale e agli uffici comunale degli allievi dell’Istituto Comprensivo Statale “Campo Calabro-San Roberto”, mentre sabato 29 febbraio, alle 17.30, all’Auditorium del Centro Polifunzionale Comunale, la presentazione del libro I Sindaci e gli Amministratori di Campo Calabro 1952-2020 e la consegna dei riconoscimenti agli Amministratori 1952-2017. (rrc)

 

CAMPO CALABRO – Sabato apre Batteria Siacci, il forte che non ha mai sparato un colpo

È un gigantesco tassello di memoria che verrà restituito sabato ai campesi e a tutta la popolazione: oltre 10mila metri quadrati su un’estensione di 6 ettari: il Forte Batteria Siacci, nelle colline di Campo Calabro, sarà parzialmente aperto al pubblico per una settimana, fino all’8 settembre. L’obiettivo è quello di creare attenzione e interesse al grande impegno del Comune di Campo Calabro che, dopo un abbandono durato più di trent’anni, punta a restituire al territorio il Forte Batteria Siacci, struttura umbertina tra le più grandi ed estese del Meridione. Una fortezza che non ha mai esploso un colpo.

Forte Batteria Siacci

Nel pomeriggio di sabato, inoltre, sarà inaugurata la mostra “Esclusivo | Inclusivo” da parte della scrittrice e attrice Chiara Francini, che leggerà passi da Il deserto dei tartari di Dino Buzzati. Dall’1° all’8 settembre il Forte sarà quindi aperto per la fruizione della mostra e per visite guidate delle zone visitabili del sito.

Con la sottoscrizione dell’Accordo di valorizzazione della fortificazione  da parte del Comune, del Mibac  e dell’Agenzia del Demanio, avvenuta il 18 giugno ha preso avvio la fase operativa che, grazie ad un immediato intervento di ripristino dell’accessibilità al sito già posto in essere in queste settimane dal comune, ha permesso l’apertura del Forte e l’organizzazione della mostra evento Esclusivo-Inclusivo, anch’essa finanziata dalla Regione Calabria. Ulteriori interventi mirati, ottimizzeranno l’utilizzo di questo bene e lo renderanno fruibile a cittadini e turisti grazie ad un primo finanziamento accordato alcuni mesi da Regione Calabria e ammontante ad 1 milione di euro. È straordinaria la rapidità con cui il Comune di Campo Calabro, guidato dal sindaco Sandro Repaci, sia riuscito ad attivare l’operatività dell’intervento. «A tempo di record, – cosa pressocchè impossibile in una amministrazione pubblica – ha sottolineato il Sindaco – in soli 70 giorni dalla firma dell’accordo di valorizzazione, siamo riusciti ad allineare e fare progredire gli atti e le procedure necessari a cominciare il percorso che porterà Forte Batteria Siacci ad emergere dal silenzio della storia, e diventare attrattore culturale senza eguali nel panorama delle opere fortificate della Calabria. Questa è una impresa sociale, umana, economica ed amministrativa della quale lacomunità di Campo Calabro si è fatta carico. Entrare in possesso di un bene di tali dimensioni ed impegnarsi in un programma per il suo riuso, rifunzionalizzarione, recupero conservativo, è per il Comune di Campo Calabro una sfidacui saremo in grado di fare fronte!.

Il compendio immobiliare di cui si tratta è stato dichiarato di interesse storico-artistico con Decreto n° 54/2016 del MIBACT e si estende, in località Matiniti, su una superficie edificata di circa 10 mila mq su 144 mila complessivi. Costruito nel 1880 assieme alle altre fortificazioni umbertine della costa siciliana e calabrese, rappresenta il manufatto più importante per collocazione, estensione, significato strategico e per il collegamento ad altre due opere minori, Batteria Matiniti Inferiore e Forte Pignatelli, quest’ultimo già di proprietà del Comune ed oggetto, dal 2014, di un intervento di recupero e rifunzionalizzazione. I lavori di ripristino dell’accessibilità hanno permesso di mettere in luce in tutta la sua imponenza l’architettura del Forte,emerso in perfetto stato di conservazione con il suo terrazzo, le opere, i magazzini e le sale interne, i sotterranei già adibiti a polveriera .

Il Sindaco Sandro Repaci, gli architetti Veronica Calveri e Valeria Giunta, il dott. Petrolino titolare di Bstar società partner del comune nel progetto di comunicazione “Conoscere Siacci , luogo del tempo e della memoria” hanno illustrato le caratteristiche del sito e la dimensione culturale e comunicativa  l’evento che vedrà il Forte aperto dal 31 agosto all’8 settembre prossimo. (rrc)

 

A Campo Calabro la valorizzazione delle fortezze umbertine: apre il Forte Siacci

Per l’apertura del Forte Batteria Siacci, a Campo Calabro, il primo delle Fortezze umbertine che un ambizioso e apprezzabilissimo progetto del Comune vuole trasformare in centri di cultura, in programma la mostra evento Inclusivo/Esclusivo che avrà come madrina Chiara Francini, attrice e scrittrice. L’inaugurazione è prevista il 31 agosto alle 16.30 con la partecipazione di numerose autorità, uomini di cultura, personaggi del mondo dell’arte e dello spettacolo, che saranno accolti dal sindaco di Campo Calabro Rocco Alessandro Repaci.

Apertura Forte Batteria Siacci

Il Forte Batteria Siacci e la fortificazione umbertina più grande dello Stretto di Messina, sia per dimensioni che per valore architettonico. Fu tra i primi forti ad essere realizzati e fu costruito in soli 4 anni: i lavori iniziarono infatti nel 1884 e finirono nel 1888. Per la sua costruzione furono spesi complessivamente, tra costo dei lavori e costo per gli espropri, circa 1.900.000 delle Lire dell’epoca.
Disponeva di un notevole armamento: 10 obici da 280 mm GRC a retrocarica, probabilmente prodotti in quegli anni dalla Ansaldo, 2 cannoni da 12 cm GRC ret, 4 cannoni da 9 cm BR ret e 2 mortai da 15 Krupp ed aveva un ricettività di un migliaio di uomini di truppa.
Ha una forma quadrangolare con il lato sinistro non allineato, una sorta di trapezio rettangolo. Sul fronte principale presenta una figura triangolare ed è completamente circondato da un profondo fossato.
A difesa e protezione del fossato ci sono due caponiere, una di forma tradizionale a protezione del braccio nord, l’altra a forma di lunetta curvilinea posta a protezione contemporaneamente dei fronti ovest e sud.
Le postazioni di tiro dovevano coprire un settore di 120° sullo Stretto di Messina, corrispondente al territorio che va da Villa San Giovanni a Torre Cavallo.
Quasi tutti gli ambienti interni avevano un alto livello di finitura, che, nonostante l’incuria e lo stato di abbandono in cui versava la struttura, sono ancora in larga parte leggibili.

Il progetto di valorizzazione dell’antica fortezza è stato cofinanziato con fondi della Regione Calabria. Il programma di valorizzazione è stato illustrato nelle sue linee principali in Consiglio Comunale nell’ottobre 2017 ed approvato dalla Giunta Municipale il 29 novembre 2018 con Delibera n. 124. L’obiettivo è di attivare un processo di crescita del sito che possa portare a attrarre occasioni di sviluppo durevole sull’area, intercettare risorse, generare nuove attività. Il Programma costituisce una parte del più grande disegno della valorizzazione del sistema delle Fortezze umbertine presenti nel territorio di Campo Calabro (Forte Pignatelli, Forte Siacci, ex Deposito Munizioni Matiniti Inferiore).

Gli elementi chiave alla base del progetto sono: rispettare il patrimonio storico architettonico del sito, creare un nuovo polo che sia occasione di crescita culturale, garantire la fruizione dell’area da parte della collettività, conseguire la sostenibilità economica, creare un grande parco pubblico. La finalità di questo progetto, che necessariamente dovrà passare attraverso un accurato intervento di recupero e di rifunzionalizzazione del manufatto, è la restituzione del bene alla collettività, prevedendo quindi una serie di funzioni correlate con la natura stessa del Forte.

Le fasi successive prevedono la costituzione di strumenti di governance per la gestione delle attività (visite, attività artistiche, escursionistico–sportive, culturali, storiche, ricreative, ambientalistiche) e la loro messa a regime. La gestione del progetto e del bene si prevede in capo al Comune di Campo Calabro. Sulla base di questo programma di valorizzazione approvato dai soggetti coinvolti, il 18 giugno 2019 il Comune di Campo Calabro, l’Agenzia del Demanio e MiBac hanno sottoscritto l’accordo di valorizzazione. (zc)