A Catanzaro si è parlato della rinegoziazione dei mutui con Anci Calabria e Cassa Depositi e Prestiti

Si è svolta, nella Sala Verde della Cittadella regionale, l’incontro Il nuovo modello di finanziamento d’impatto, il Prestito green e la Rinegoziazione dei mutui CDP, organizzato da Anci CalabriaCassa Depositi e Prestiti.

«Un’occasione di rilancio per le nostre municipalità – ha spiegato il presidente di Anci Calabria, Marcello Manna – che pagano a caro prezzo gli effetti di guerra e pandemia. I nostri comuni non sono affatto tutelati e questa azione apre uno spiraglio di speranza per le amministrazioni comunali, martoriate, la maggior parte, da regimi di dissesto e pre-dissesto. I comuni devono avere la propria autonomia finanziaria per garantire i servizi essenziali alle comunità».

«In tale direzione è fondamentale non perdere la battaglia sull’autonomia: non è più pensabile essere ancor di più penalizzati e non riequilibrare, invece, il divario tra Nord e Sud», ha sottolineato il presidente Marcello Manna.

Il piano di rinegoziazione dei mutui, lanciato da Cassa Depositi e Prestiti (CDP), interesserà più di seimila enti locali: «per la prima volta l’iter di adesione sarà interamente digitale, dalla fase istruttoria a quella contrattuale che consentirà così di velocizzare e semplificare sensibilmente l’intero processo. L’iniziativa permette di rimodulare il profilo di rimborso di 130.000 prestiti, per un debito residuo di 24 miliardi», ha concluso Manna. (rcz)

A Badolato la Via Crucis più lunga del mondo

di DOMENICO LANCIANO – Si pensa risalga al 1600 il rito della Settimana Santa di Badolato (borgo sull’amena costa jonica calabrese, in provincia di Catanzaro) così come si svolge adesso, sicuramente una delle più intense ed interessanti tra le celebrazioni pasquali che si hanno nel contesto cattolico nei vari continenti. Intanto, esprime la “Via Crucis vivente” più lunga del mondo, nel pomeriggio del Sabato Santo dalle ore 13 alle 20 (spesso fino alle 21). Quindi una Via Crucis lunga anche in termini di tempo (dalle sette alle otto ore).

Si svolge per un percorso misto di circa dieci chilometri, per vie tortuose e scoscese, dal borgo alla valle sottostante e nelle campagne circostanti, fino a salire al Convento francescano degli Angeli, sito sulla collina prospicente. A causa di tale lunghezza e tortuosità, viene cambiato ben tre volte il devoto che impersona il Cristo scalzo sotto la croce. Numerosissimi gli attori e le comparse, che possono raggiungere persino le quattrocento unità tra soldati romani, giudei, flagellanti, addoloratine, appartenenti alle congreghe e gli alabardieri. Dalla Pasqua 1988, su mio input, su queste ultime figure si sta concentrando l’attenzione di alcuni studiosi poiché esse sembrano rappresentare il simbolo dell’androgino, come ho scritto in un primo articolo pubblicato dal settimanale “Il piccolissimo” diretto da Moisé Asta e Vincenzo De Virgilio ed edito da Rubbettino di Soveria Mannelli (Cz).

Infatti, il ruolo degli alabardieri dovrebbe essere riservato unicamente ai fanciulli impuberi. Per tale motivo si pensa che i bambini-alabardieri possano simboleggiare la purezza dell’anima. Pure perché il loro è un abbigliamento misto, femminile e maschile insieme. Vestono sottane, mutandoni lunghi, calze colorate, nastri, pizzi, merletti, guanti bianchi ed hanno al polso il fazzolettino tipico dei cicisbei del Settecento. Il loro elmo è ornato di fiori colorati e non dall’ispido cimiero. Però indossano pure la corazza, il mantello rosso e recano una lancia alabardata come quelle delle guardie svizzere vaticane. La loro presenza sembra essere un’anomalia o una originalità simbolica. I bambini-alabardieri scortano le statue della Madonna addolorata e quella del Cristo morto, mentre i veri e virili soldati romani si occupano del Cristo sotto la croce e dei due ladroni in movimento. Da qualche anno a questa parte, forse per carenza di bambini disposti a fare tanti chilometri per così molte ore, tale ruolo viene assunto ma impropriamente da alcuni adolescenti.
Il percorso (dal borgo al convento francescano sulla collina degli Angeli e ritorno) viene effettuato pure nella processione penitenziale del Venerdì Santo e nella Domenica di Pasqua quando gli stendardi corrono in lungo e in largo per annunciare la Resurrezione del Cristo il quale, a mezzogiorno esatto, in piazza al borgo si incontra con la Madonna che lo cercava per tutto il paese vestita di nero.

Il momento dell’incontro è fortemente emozionante, specialmente quando la statua della Madonna cambia magicamente in festa l’abito alla vista del Cristo. Quindi, le due statue vengono collocate nella vicina chiesa di San Domenico, una delle più grandi della Calabria. Questo incontro qui si chiama “Cunfrunta” o “Cumprunta” mentre in altri paesi calabresi “Affruntata” o in altri modi. A Badolato, per l’esultanza della Resurrezione e dell’Incontro si svolge immediatamente il ballo degli stendardi sui denti dei confratelli più audaci. Altra caratteristica di questa Domenica di Pasqua è la sfida a distanza tra un tamburo e uno stendardo lungo i tanti chilometri del percorso borgo-valle-collina degli Angeli. Se lo stendardo riesce a toccare il tamburo in corsa, gli può rompere la pelle e issarlo in cima allo stendardo come trofeo. Personalmente ho assistito a questa sfida nella Pasqua del 2010 quando il tamburo è stato raggiunto e distrutto proprio davanti ai miei occhi.

Ritengo che le autorità preposte (ma anche i fedeli, la società civile e gli imprenditori locali) dovrebbero impegnarsi di più a propagandare culturalmente e turisticamente la Settima Santa in Calabria e in tutto il Sud Italia, specialmente dove trova massima espressione. Pure i badolatesi dovrebbero impegnarsi di più, dal momento che hanno una Settimana Santa tra le più belle, scenografiche e interessanti al mondo. In particolare, andrebbe studiata meglio la figura dei bambini-alabardieri anche come simbolo dell’androgino, poiché potrebbe essere un raro residuato mitico-filosofico e antropologico della Magna Grecia che qui è stata presente per ben sei secoli, fino a quando la conquista romana (nel 202 a. C.) ha attenuato quella civiltà, poi comunque ripresa nel periodo bizantino per numerosi altri secoli ancora. (dl)

Il Comando Militare Esercito Calabria accoglie i minori ospiti di Fondazione Città Solidale

Nei giorni scorsi, i minori ospiti di Fondazione Città Solidale sono stati in visita presso il Comando Militare Esercito Calabria, a Catanzaro.

Un’accoglienza inaspettata ed emozionante con i ragazzi e gli accompagnatori coinvolti nel rito dell’alza bandiera e ad intonare l’inno di un’Italia che se non li ha visti nascere li ha accolti comunque come figli. Proprio il Comandante, Colonnello Giovambattista Frisone, nel suo discorso di benvenuto ha sottolineato come il terzo settore e l’esercito siano accomunati dalla mission di aiutare il prossimo, l’ultimo e di come momenti come questi servano proprio a valorizzare la persona e a renderla protagonista del proprio percorso di vita.

A seguire, i giovani ospiti, accompagnati dal personale militare, hanno potuto partecipare ad un momento di formazione sulla storia dell’Esercito Italiano e visionare un video informativo sulle varie specializzazioni previste e sulle attività espletate in Italia e all’estero. È stato il Team della Sezione Pubblica Informazione dell’ufficio Reclutamento e Comunicazione del Comando, a precisare che l’Esercito ha come obiettivo la pace e che molte imprese realizzate all’estero servono per formare la popolazione autoctona al mantenimento di quanto costruito e seminato durante i periodi di missione.

La visita è proseguita poi con la scoperta delle bellezze storiche e culturali che la Caserma Pepe Bettoja ha al suo interno: un vasto archivio che dal 1800 ad oggi conserva documenti di valore inestimabile; il piccolo museo militare con all’interno cimeli importanti che fanno risaltare le differenze che esistevano e che esistono ancora oggi tra gli eserciti stranieri e il nostro Esercito Italiano; la biblioteca, con volumi di diverso genere letterario, e la bellissima cappella di Santa Maria degli Angeli fatta risalire all’ordine dei Cappuccini che giunsero in Città nel 1534. Una mattinata organizzata nei minimi particolari per accogliere al meglio giovani che stanno cercando di costruire un percorso di vita, nonostante le difficoltà, e che quest’anno hanno voluto dedicare un po’ del loro tempo per formarsi sul tema della legalità e della cittadinanza attiva.

«Un momento di profonda cultura che ha permesso – si legge in una nota – grazie alla disponibilità del Comando Militare Esercito Calabria, di far conoscere ai giovani ospiti un volto nuovo dell’Esercito, quello lontano dagli stereotipi, ma soprattutto di visitare uno dei posti più belli della Città che li accoglie, luoghi che per la loro valenza sono inseriti nel Fai. Questa è la Città Solidale che ci piace, quella che fa rete per dare opportunità ai giovani di oggi e agli uomini del futuro». (rcz)

 

LAMEZIA – L’incontro “Viaggio nell’arte: gli anni ’50”

Domani pomeriggio, al Chiostro Caffè Letterario di Lamezia Terme, alle 18, prende il via il ciclo di incontri Viaggio nell’arte, curato da Giuseppe Bagnato, giovane critico d’arte, laureato in Pedagogia e Didattica dell’Arte presso l’Accademia
di Belle Arti di Catanzaro.

Il primo appuntamento sarà dedicato agli anni ’50. Al centro delle indagini ci saranno le due correnti artistiche dell’Informale e dell’Espressionismo Astratto, rispettivamente nate in Europa e in America. In quest’occasione si cercherà di andare oltre la tela, attraverso i tagli di Lucio Fontana, fino all’esplorazione dell’animo più nascosto dell’uomo con Francis Bacon. Infine si passerà al New Dada e al fenomeno dell’Happining, che preannunciano l’inizio della supremazia americana.

Lo scopo principale degli incontri è la ricerca della contaminazione tra antico e moderno, tra arte e società, come già Giuseppe Antonio Bagnato sta tentando di fare attraverso la creazione del canale Instagram “il.criticodarte”, in cui recensisce opere di artisti locali, e
attraverso la collaborazione con il profilo YouTube dell’Accademia “arTVisti” con la rubrica “Artualità’”, nel complicato tentativo di
instaurare un’attrazione verso il mondo dell’arte nel pubblico dei più giovani. (rcz)

CATANZARO – È ripartito Neshimu

Neshimu, l’iniziativa dell’Associazione Food Centro Storico, è ripartito giovedì. Si tratta di un progetto che punta a  far conoscere e vivere i tanti locali distribuiti sul Corso Mazzini di Catanzaro e nelle vie adiacenti, e per pubblicizzare la raccolta punti legata all’iniziativa.

La scorsa sera, infatti, è scattata una vera e propria caccia al bollino, consegnato per ogni 5 euro di spesa per tutte le consumazioni effettuate non solo il giovedì ma durante tutta la settimana.
Chi avrà raccolto almeno 25 bollini, dal 10 giugno al 10 luglio 2023 potrà recarsi negli uffici di Zero x Centro, siti a Catanzaro in Piazzetta della Libertà n. 2, e ritirare il biglietto della lotteria al costo di € 2 cadauno.
In palio una Seat Ibiza, modello Reference 1.0 evo 59 kw (80 Cv), colore Bianco Candy, offerta dalla concessionaria AutoSala e da FCS e molti altri premi messi a disposizione dagli associati.
L’estrazione finale sarà giorno 15 luglio a Villa Margherita, alle ore 20.00. (rcz)

CATANZARO – Mobilità sostenibile, la vicesindaco Iemma chiama Ferrovie della Calabria

Integrazione dei sistemi di trasporto nell’ottica di una migliore sostenibilità e per favorire il decongestionamento del traffico che impatta sulla qualità urbanistica. Di questo e altro si è discusso in occasione di un incontro che la vicesindaco Giusy Iemma ha tenuto con l’amministratore unico di Ferrovie della Calabria, Ernesto Ferraro.

«Il confronto è stato utile per fare il punto sulla complessiva offerta di servizi legati alla mobilità a Catanzaro e sulle possibili soluzioni per ridurre il trasporto su gomma, in particolare dei mezzi pesanti extraurbani, che influiscono notevolmente sulla circolazione in città», spiega Iemma.

«L’obiettivo da portare avanti – ha evidenziato – deve essere quello di promuovere una offerta integrata del trasporto pubblico-privato che sia rispondente ai bisogni degli utenti e, al contempo, favorire uno sviluppo urbanistico più armonico. Le opportunità offerte dai collegamenti intermodali e dalla nuova metropolitana di superficie, in grado di ricucire le distanze tra i quartieri, possono rappresentare le giuste frontiere a cui guardare per favorire la mobilità, l’accesso e l’uscita dalla città, attraverso logiche di sostenibilità».

«Il dialogo aperto dall’amministrazione comunale con Ferrovie della Calabria – ha concluso – sono certa che potrà essere foriero di proposte e suggerimenti in grado di incidere su questo fronte, apportando soluzioni innovative in grado di migliorare la qualità dei servizi e incentivare l’utilizzo del trasporto pubblico». (rcz)

CATANZARO – Riapre dopo tre anni il Centro polivalente di via Fontana vecchia

Il Centro Polivalente “Maurizio Rossi” di via Fontana Vecchia, nel cuore del centro storico di Catanzaro, torna “battere” di attività, occasioni di socialità e incontri, rinasce come luogo di aggregazione aperto alla città e per la città, con una attenzione particolare rivolta ai giovani e alle famiglie.

Una attesa lunga circa tre anni, conclusa con la firma della convenzione tra Comune di Catanzaro e Centro Calabrese di Solidarietà, l’ente del terzo settore a cui è stata affidata la gestione a seguito di una manifestazione di interesse, secondo quanto indicato nel Programma Operativo, nel Documento Strategico Agenda Urbana di Catanzaro, e nella Scheda di selezione e ammissibilità dell’Azione 9.6.6.

Il Centro Calabrese di solidarietà, infatti, è stato selezionato tra i soggetti del Terzo settore che hanno presentato progetti per la gestione sostenibile di immobili comunali attraverso piani di gestione e progetti di inclusione sociale della durata di 5 anni, nell’Ambito del Programma “Agenda Urbana” – Por Calabria Fers/Fse 2014/2020 “Strategia per lo sviluppo urbano sostenibile”.

Attraverso questo programma il Comune si propone di cambiare e migliorare i contesti urbani del centro storico cittadino, caratterizzati da elevato disagio sociale, degrado ambientale e spesso da alti tassi di dispersione scolastica e formativa, tramite il recupero e la riqualificazione di immobili con un focus specifico sui beni confiscati alle organizzazioni criminali, e tramite la promozione contestuale di progetti di inclusione sociale.

Gli interventi promossi intendono quindi sostenere la realizzazione di progetti di inclusione sociale da parte di Organismi non-profit che prevedano l’utilizzo di immobili pubblici degradati nel centro storico, individuati dal Comune, che attraverso l’Azione 9.6.6. sono sostenuti con il recupero, l’adeguamento e la rifunzionalizzazione di immobili (spazi ed edifici), con particolare riferimento ai beni sottratti alla criminalità organizzata, da destinare all’erogazione di progetti e attività sociali e/o con funzioni di animazione socio-culturale e sportiva.

A firmare la convenzione, il sindaco di Catanzaro Nicola Fiorita e la presidente del Centro Calabrese di Solidarietà, Isolina Mantelli, affiancata dai componenti del Direttivo e dagli operatori, in particolare del Settore Prevenzione e Famiglie. Presenti il coordinatore dell’Unità di Progetto Autorità Urbana Tonino De Marco, e il vicesindaco Giusy Iemma.

«Sono davvero felice di poter dire che consegniamo questa importante struttura al Centro calabrese di solidarietà ma, soprattutto, lo restituiamo alla città di Catanzaro – ha affermato il sindaco Fiorita –. Questo è stato ed è un luogo importante per l’aggregazione giovanile e per la nascita e lo sviluppo di un fermento nel centro della città. Una struttura che è rimasta chiusa per alcuni anni e che la precedente Amministrazione comunale aveva inserito in Agenda urbana».

«Questa Amministrazione, lo dico con orgoglio – ha aggiunto – ha fatto tutto quello che poteva e doveva fare per rispettare i tempi di consegna del Centro anche prima dei tempi previsti da Agenda urbana che sono indicati al 31 dicembre prossimo. Come Amministrazione comunale consideriamo molto importante la riqualificazione delle strutture ed il sostegno al terzo settore. Pensiamo altresì che tutti gli interventi debbano essere sempre accompagnati dalla loro sostenibilità. Con le risorse del Fondo sociale, abbiamo assegnato i fondi necessari affinché il Centro calabrese possa organizzare attività che mirino all’inclusione. Organizzazione che il Centro, forte della sua esperienza e della sua competenza, sono certo che svilupperà nel migliore dei modi».

Una grande gioia, quella della famiglia del Centro Calabrese di solidarietà espressa dalla presidente Mantelli.

«Questa struttura ha sempre svolto attività di aggregazione giovanile e di contrasto alle dipendenze. Un luogo in cui i giovani della città si sono ritrovati, hanno costruito culture. È esattamente quello che vogliamo riproporre – ha spiegato ancora –. Vogliamo che i giovani abbiano un luogo da dove partire per costruire una cultura di cui solo loro possono essere gli artefici. Ci prendiamo questo luogo con grande voglia e con grande forza. Un riferimento che è mancato alla città e dove abbiamo ipotizzato di attivare lavoratori e momenti aggregative coinvolgendo anche altre strutture del territorio».

«Ci piace pensare ad un Centro polivalente con il quale fare rete e che contribuisca alla crescita del territorio. Un Centro – conclude Isa Mantelli – che dovrà avere il merito di avvicinare le periferie al centro della città».

«Abbiamo iniziato a lavorare già da qualche settimana – sottolinea Claudio Falbo, responsabile del Settore prevenzione del Centro Calabrese -. Una parte del finanziamento che rientra nell’Ambito di Agenda Urbana è dedicato proprio alle attività di inclusione, nello specifico in favore di famiglie e minori a cui ci dedichiamo attraverso gli altri partner del progetto che sono la Fondazione Albero della Vita e la Cooperativa Zarapoti, progetti di welfare in accompagnamento ai progetti che stanno realizzando i Servizi sociali del Comune». (rcz)

Al Politeama di Catanzaro un aprile ricco di spettacoli teatrali

Un ricco mese di aprile al Teatro Politeama di Catanzaro con il Progetto pro. sa. professionisti spettacolo associati, promosso nell’ambito deip di distribuzione teatrale, rete di teatri, sostenuti dalla Regione Calabria.

Il Politeama è partner principale di una programmazione condivisa con Dracma teatro di Polistena e Teatro del grillo di Soverato che vede, nell’ottica principale della formazione di nuovo pubblico critico e consapevole, la proposta di un cartellone multidisciplinare che spazia dal teatro, alla danza, alla musica con tematiche, forme e linguaggi contemporanei. Grande spazio verrà dedicato anche alle compagnie calabresi attraverso un cartellone “diffuso” ideato con l’obiettivo di valorizzare e alimentare le realtà attive sul territorio e, creare, al contempo nuove opportunità formative. Per l’occasione, la Fondazione Politeama propone biglietti di ingresso a prezzi agevolati per favorire la più ampia partecipazione.

Si partirà giovedì 13 aprile con Lamagara, produzione di Confine incerto, monologo teatrale di e con Emanuela Bianchi, premio della critica Gaiaitalia al RomaFringeFestival 2014.

Siamo nella Calabria del 1769, Cecilia Faragò è l’ultima fattucchiera processata per stregoneria nel Regno di Napoli. Con lei muoiono i segreti della terra in un luogo del mondo in cui la terra è potere. Chi è la magàra Cecilia? Fata o strega, lucifera, portatrice del sole o della luna, donna infine e prima di tutto. Un lavoro che mette in scena i luoghi eterni della generazione e dell’eros, dove il corpo è utilizzato come strumento della narrazione che coinvolge lo spettatore in una esperienza sensoriale potente e poetica.

Venerdì 14 aprile sarà la volta di Via del popolo, l’ultimo monologo di Saverio La Ruina, attore, drammaturgo e regista con una lunga carriera tra cinema e teatro. Più volte vincitore del Premio Ubu, il riconoscimento più importante di teatro in Italia, porterà in scena il suo ultimo lavoro, a tratti autobiografico, prodotto da Scena verticale, la compagnia di La Ruina, Dario De Luca e Settimio Pisano, arrivata a 30 anni di attività. “Via del popolo” è un tratto di strada di Castrovillari, il paese d’origine dell’attore: un ritorno alla terra natìa, per raccontare una piccola città del sud cambiata dalla società globalizzata.

Particolarmente rivolto al pubblico delle scuole, sarà invece l’appuntamento previsto per martedì 18 aprile, alle ore 10. Una matineè dedicata a Se dicessimo la verità. Ultimo capitolo, promosso da Cco – Crisi come opportunità come parte integrante del progetto Il palcoscenico della legalità. Da dieci anni l’opera-dibattito sulla legalità di Giulia Minoli e Emanuela Giordano attraversa l’Italia raccontando storie di resistenza e lotta alla criminalità organizzata. Un testo vivo, che si rinnova e si nutre delle tante vicende e persone che a ogni passaggio ne arricchiscono i contenuti e la drammaturgia. Dopo lo spettacolo, sul palco del Politeama salirà il procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, per un dibattito che si preannuncia ricco di contenuti.

A concludere il calendario venerdì 21 aprile sarà Mohican, l’ultima opera di Carlo Tedeschi, noto autore e regista italiano, che ha firmato in 40 anni di carriera, 25 spettacoli teatrali, riscuotendo ampio consenso di pubblico in Italia e all’estero. Uno spettacolo, a cura della Compagnia ragazzi del lago con in scena più di 40 artisti, ispirata alla storia vera, di circa 120 anni fa, tra Inghilterra e Stati Uniti, un racconto d’amore, di sopraffazione, di lotta e di ricerca della verità, alla scoperta della spiritualità degli Indiani d’America, ma anche un grande omaggio alla figura femminile.

Il programma è co-finanziato con risorse Psc Piano di sviluppo e coesione 6.02.02 erogate ad esito dell’avviso “Programmi di distribuzione teatrale” della Regione Calabria – Dipartimento istruzione formazione e pari opportunità – Settore cultura. Per informazioni e prevendite è possibile consultare il portale www.politeamacatanzaro.net oppure contattare il botteghino del teatro al numero 0961-501818. (rcz)

CATANZARO – Ok da Comune per nuovo impianto sportivo nel quartiere Corvo

Il Comune di Catanzaro, guidato dal sindaco Nicola Fiorita, ha approvato il progetto per realizzare un nuovo impianto sportivo nel quartiere di Corvo. L’impianto sportivo sarà destinato ad attività à non agonistiche di basket, pallavolo, padel e arti marziali e consentirà, a centinaia di atleti, di praticare discipline molto popolari e diffuse, costerà un milione 497mila euro, somma che sarà recuperata all’interno dei fondi del Pnrr. L’area su cui sorgerà il polivalente, attualmente abbandonata e degradata, sarà interamente riqualificata grazie a questo intervento.

L’approvazione è avvenuta su proposta degli assessori ai Lavori pubblici e allo Sport, Raffaele Scalise e Nino Cosentino.

«L’obiettivo dell’Amministrazione Comunale – hanno spiegato i due assessori – è quello di valorizzare l’identità sportiva di Corvo, caratterizzando sempre di più la vocazione del quartiere con impianti, attività e tutti i comfort necessari per consentire la crescita, lo sviluppo e la formazione di migliaia di atleti catanzaresi. La struttura, infatti, nasce per coltivare l’interesse che da sempre la città esprime nei confronti degli sport cosiddetti “minori” e che nella popolazione riscuotono grande consenso, partecipazione ed entusiasmo e che, molto spesso, si traducono con risultati e meriti di livello nazionale».
Si pensi, a tal proposito, alla possibilità che sarà offerta a giovani e meno giovani di praticare anche il padel, disciplina che in tutte le città italiane sta conoscendo una tumultuosa crescita, divenendo un vero e proprio fenomeno sociale (si è passati in Italia in appena tre anni da 500 a 5000 impianti e i praticanti sfiorano il milione).
Il potenziamento dell’impiantistica sportiva a Corvo si inserisce nella linea del sindaco Fiorita che punta a contrastare i fenomeni di degrado nei quartieri a rischio anche e soprattutto con le armi della cultura, del sapere, dell’inclusione sociale, della pratica sportiva. PalaGallo e il nuovo Polivalente formeranno assieme un importante polo sportivo al servizio non solo del quartiere, ma dell’intera città. (rcz)

L’ABA di Catanzaro dona opere al museo diffuso di Badolato

Tra passato recente e futuro prossimo, l’Accademia di Belle Arti di Catanzaro è tornata a Badolato per donare ufficialmente al Comune le opere realizzate nel corso della summer school del progetto “Ceilings” tenutasi nel paese lo scorso luglio.

Per farlo ha promosso un’intera giornata nel borgo, tra animazione per grandi e piccini e momenti di approfondimento storico e artistico legati, anche, al lavoro condotto durante la summer school da diversi tra studenti e artisti.

Un dipinto, quello di Francesco Sena, un video, quello di Luca Sivelli, e stampe digitali su tela, quelle di Andrea Grosso Ciponte, sono quindi entrate a far parte ufficialmente del museo diffuso cittadino di Badolato. A queste opere, il cui tema principale sono le reti di comunità, lo spopolamento e l’abbandono dei paesi, la “restanza”, si uniscono anche gli output comunicativi realizzati dall’Accademia come la guida turistica illustrata che racconta al pubblico dei giovanissimi Badolato, la sua storia e le sue peculiarità.

Le opere sono state donate al termine di un incontro pubblico al quale hanno partecipato i docenti Aba Simona Caramia, Maria Saveria Ruga, Elena Di Fede, Andrea Grosso Ciponte, Simona Gavioli, Sonia Golemme, Luca Sivelli, Francesco Cuteri, Francesca Giordano. Assieme a loro, Guerino Nisticò, operatore turistico-culturale, Pia Russo, assessora alle Politiche sociali del Comune di Badolato, e Antonella Gioli, docente dell’Università di Pisa, che ha partecipato con un gruppo di suoi studenti alla summer school.

«La nostra vocazione è territoriale, ma vogliamo parlare al territorio cercando di coniugare particolare e universale – ha detto Simona Caramia, curatrice di “Ceilings” -. La sperimentazione che abbiamo portato avanti a Badolato è andata proprio in questa direzione: assieme agli studenti che hanno partecipato alla summer school e agli artisti che hanno realizzato le opere ci siamo interrogati su come l’arte e la sua promozione possano essere un veicolo di valorizzazione del territorio e delle sue caratteristiche. Siamo felici di averlo portato avanti assieme all’Università di Pisa perché ci ha permesso di lavorare fruendo anche di una prospettiva del territorio che fosse nuova, diversa: da questa collaborazione nasceranno quindi un archivio digitale condiviso e un percorso di valorizzazione delle “Pietre parlanti”, il progetto che alcuni artisti badolatesi hanno avviato nel paese nel corso della pandemia e che ha suscitato forte interesse».

L’amministrazione comunale badolatese, nelle parole dell’assessora Russo, si è detta «orgogliosa di questa collaborazione con l’Accademia. Abbiamo iniziato questo percorso comune nel 2022 e siamo lieti di ricevere le meravigliose opere realizzate che per noi sono uno strumento importante per la valorizzazione e la promozione del nostro paese. La sua storia è l’anima di Badolato, la cosa a cui teniamo di più e che vogliamo tramandare: grazie a queste opere possiamo farlo anche attraverso l’arte».

 

Infine, uno sguardo alle prossime iniziative della quinta edizione di “Ceilings”: «Finora, la quinta edizione si è concretizzata nelle mostre partite a novembre scorso al Bocs Museum di Cosenza. Ce ne saranno altre due nei prossimi mesi, mentre il cuore dell’edizione sarà la summer school che si terrà in estate a Stilo. Da febbraio siamo al lavoro con l’amministrazione comunale su un tema legato al futuro tra natura e intelligenza artificiale che saranno legate, chiaramente, dall’arte», ha concluso Caramia.