Russo (Cisl Calabria): Urge piano per montagna calabrese e consolidamento territorio

Tonino Russo, segretario generale della Cisl Calabria, ha sottolineato come «una delle priorità ineludibili per il prossimo Consiglio e la prossima Giunta regionali deve essere la montagna. Urge, infatti, in Calabria, al di là degli indispensabili interventi immediati per mettere in sicurezza il territorio, un piano per la montagna e per il contenimento e la prevenzione del dissesto».

«Al fine di non incidere negativamente sulla stagione turistica – ha proseguito Russo – abbiamo aspettato gli ultimi giorni di agosto per riproporre un tema che purtroppo bisogna continuamente mettere in primo piano anche a causa delle emergenze ambientali che si ripresentano tragicamente puntuali, come gli incendi che devastano il patrimonio boschivo e la mancata depurazione delle acque. Ed è fin troppo prevedibile – prosegue il Segretario generale della Cisl regionale – che con le piogge autunnali e invernali tutto ciò che è rimasto sul terreno dopo gli incendi scivolerà verso il mare e che le conseguenze di un disastro di proporzioni enormi come le fiamme che spogliano le colline e le montagne della Calabria saranno altrettanto gravi per le coste e in generale per l’equilibrio ambientale».

«Sappiamo bene – ha spiegato – che il problema del consolidamento della montagna e del territorio non è nuovo per la nostra regione. Fu già all’attenzione del Regno d’Italia ai primi del Novecento con la previsione dell’impiego di risorse significative, dirottate però su Reggio e Messina dopo il tragico terremoto del 1908. Fu all’attenzione del Governo della Repubblica nel secondo dopoguerra, con interventi i cui benefici rischiano ora di essere annullati. Oggi è urgentissimo un nuovo piano che preveda l’utilizzo di fondi ordinari (europei, nazionali e regionali) e di quelli straordinari del Pnrr».

«È necessario – ha evidenziato – agire subito per impegnare investimenti, strutture, attrezzature, persone in un’opera tesa a salvaguardare il futuro della Calabria. Qualcuno riscopre oggi l’importanza dell’azione dei forestali e si accorge che il loro lavoro costituisce una risorsa e non un elemento critico: non è mai troppo tardi per prendere atto della realtà. Ma bisogna trarne le conseguenze sostenendo il ricambio generazionale in un comparto che di anno in anno si impoverisce di operatori, favorendo il presidio umano sul territorio e rallentando lo spopolamento».

«La questione ambientale e dello sviluppo sostenibile – ha proseguito – è al centro delle politiche europee e globali. Tra gli obiettivi del programma Onu Agenda 2030 troviamo anche l’attuazione della “gestione integrata delle risorse idriche a tutti i livelli” e il “proteggere e ripristinare gli ecosistemi legati all’acqua, tra cui montagne, foreste, zone umide, fiumi, falde acquifere e laghi”».

«Dunque – ha concluso – il momento di agire è questo e la Cisl rivolge un appello forte e accorato perché i candidati alle prossime elezioni regionali prendano molto sul serio l’esigenza di un piano per la montagna e il consolidamento del territorio, ponendo con immediatezza il tema anche all’attenzione del Governo, in una fase di cambiamenti climatici in cui – conclude il Segretario generale della Cisl regionale, Tonino Russo – alle risorse naturali e all’ambiente sono destinati dal piano Next Generation EU investimenti importanti». (rcz)

Russo (Cisl): Dopo sentenza Corte, urgente mettere mano su criticità del sistema sanitario

Il segretario della Cisl CalabriaTonino Russo, ha ribadito l’urgenza, sopratutto dopo la sentenza della Corte Costituzionale relativa ad alcuni profili di incostituzionalità del “decreto Calabria”, di mettere mano sulle criticità del sistema sanitario calabrese.

«I Commissari per il piano del rientro del deficit della sanità calabrese succedutisi in undici anni – ha spiegato Russo – hanno sicuramente, in ragione del loro compito, la responsabilità del sostanziale fallimento del commissariamento, che non ha raggiunto l’obiettivo prefissato e che ha aggravato la situazione del sistema sanitario regionale con un ulteriore abbassamento dei Livelli Essenziali di Assistenza per i cittadini. È tuttavia chiaro che le responsabilità non sono solo dei Commissari. È importante, perciò, sottolineare alcune questioni da affrontare con urgenza».

«Il Commissario – ha spiegato ancora – scelto per competenza e autorevolezza e non per appartenenza politica, deve essere messo in condizione di operare con un ufficio dotato di personale esperto, proveniente non dagli uffici regionali e non legato in alcun modo alle gestioni precedenti della sanità calabrese. Deve essere affrontato un percorso finalizzato anche a sradicare il malaffare annidatosi dentro il sistema».

«La politica – ha spiegato ancora – deve fare non uno, ma più passi indietro nella gestione della sanità: deve legiferare e dare indirizzi, ma lasciare spazio alla competenza, soprattutto in una fase delicata in cui si va verso le elezioni regionali e, di colpo, molti sembrano svegliarsi e accorgersi del disastro del sistema sanitario. Si dovrebbe chiedere loro dov’erano in tutti questi anni e da che parte stavano. Il debito del sistema sanitario regionale è stato non alleggerito, ma aggravato durante le gestioni commissariali volute e decise dai Governi nazionali: dunque, non può ricadere sulle spalle dei cittadini calabresi, perennemente incatenati a un deficit che non hanno creato e di cui pagano le spese senza che sia loro garantito il diritto alla salute. Il debito deve essere azzerato dal Governo, perché è il Governo che ha nominato i Commissari».

«Bisogna – ha proseguito – rimettere ordine in un sistema sanitario in cui il privato deve integrare e non sostituire il pubblico, nell’ambito della programmazione dei servizi ai cittadini. Se c’era qualcuno che doveva controllare, non ha controllato o non ha controllato bene. Non sono i cittadini a dover pagare anche per questo. Bisogna rivedere il sistema dei controlli e delle verifiche».

«Mettere mano a queste cose – ha sottolineato Russo – non è urgente, è urgentissimo; è la precondizione per assumere nuovo personale sanitario e integrare gli organici, stabilizzare i precari che stanno garantendo molti servizi, riordinare la rete ospedaliera, riorganizzare la medicina territoriale perché ai calabresi sia assicurata la fruizione dei Lea, come avviene nel resto del Paese, e si metta fine ai “viaggi della speranza” in altre regioni, dove tra l’altro vengono spese risorse pubbliche che in un sistema efficiente dovrebbero restare in Calabria».

«Chi opererà in questa direzione – ha concluso – sa che potrà sempre contare sulla collaborazione di un sindacato confederale che da tempo denuncia inefficienze e malaffare e sente il dovere di dare voce a tutti quei cittadini che non hanno voce. La Cisl è pronta ad affrontare questo percorso e a sedere ad ogni tavolo di confronto, perché le questioni sul tappeto siano affrontate e il più presto possibile». (rcz)

Russo (Cisl Calabria): Mare, i candidati si impegnino su investimenti e controllo depurazione

Tonino Russo, segretario generale della Cisl Calabria, in merito alla balneabilità delle acque, ha fatto un appello ai candidati alla Regione, affinché assumano per la prossima legislatura un impegno politico chiaro su due fronti: quello degli investimenti e quello dei controlli».

«Investimenti sulla depurazione – ha aggiunto – per un piano strategico condiviso che coinvolga in ogni territorio i Comuni. Controlli serrati sullo stato della depurazione lungo le coste, individuando le responsabilità esistenti dove gli impianti non funzionano e dove si scarica in mare quel che non si dovrebbe».

«Si può fare – ha proseguito –. Il degrado non è un destino inevitabile. È necessario che i candidati si impegnino a sedere ad uno stesso tavolo insieme a persone di competenza riconosciuta e ad ascoltarle, per poter predisporre e varare un piano di interventi che inverta la tendenza al degrado e migliori la qualità delle acque, creando al tempo stesso opportunità di lavoro. Un piano che in Calabria deve riguardare il mare, ma anche, aggiungiamo, la valorizzazione e l’incremento del patrimonio boschivo, un vero “polmone” per la nostra regione».

«L’Italia – ha detto ancora – è sottoposta a numerose procedure europee di infrazione in materia ambientale (acqua, aria, energia, rifiuti: secondo dati Openpolis del febbraio scorso sono 25 a partire dal 2003), con messa in mora per mancata attuazione di direttive e condanne a sanzioni pecuniarie. In Calabria, circa un terzo dei Comuni è interessato dalle procedure di infrazione (peraltro la banca dati depurazione della Regione non è aggiornata). Il risultato è che i cittadini sono doppiamente penalizzati: pagano sia per servizi che non ricevono (inefficienti o insufficienti), sia per le multe dell’Ue».

«Le risorse per gli interventi in materia ambientale esistono e con il Next Generation Eu saranno incrementate: devono essere utilizzate in maniera strategica e con lo sguardo rivolto in avanti. Il tema della tutela dell’ambiente – ha concluso il segretario generale della Cisl calabrese – è fondamentale per il territorio, per la salute delle persone e per il turismo. Le scelte diranno da che parte starà la classe politica che governerà la Regione Calabria: se da quella delle politiche dell’Unione Europea sulla Green economy e degli obiettivi di sviluppo sostenibile del Programma ONU Agenda 2030, oppure se girerà lo sguardo altrove, nascondendo la testa sotto la sabbia e proponendo letture improbabili di fenomeni di degrado che sono sotto gli occhi di tutti». (rcz)

Precari, Cisl Calabria: Serve subito un tavolo regionale di confronto

Tonino Russo, segretario generale regionale di Cisl Calabria, merito al precariato, nel corso della riunione del Comitato Esecutivo, ha ribadito che «è urgente  istituire un tavolo regionale di confronto, come chiediamo da tempo. Le risorse ci sono, possono essere reperite nel Next Generation Eu, nel Piano per il Sud, attraverso la rimodulazione dei fondi comunitari».

«Il problema del precariato – ha aggiunto – nelle diverse situazioni in cui si presenta – pubblica amministrazione, partecipate, privato, tirocinanti – va risolto adesso, oppure si corre il rischio di non poterlo fare più. Considerato che, da anni, i precari sostengono in gran parte l’attività delle pubbliche amministrazioni in Calabria, immettere stabilmente negli organici queste persone che hanno maturato una grande esperienza sul campo significherebbe anche ridare slancio ad una Pa chiamata a garantire servizi efficienti ai cittadini e soprattutto, nella fase attuale, a rinnovarsi per rendere possibile l’impiego nei tempi giusti delle risorse del Next Generation Eu».

La presenza a Siderno, il 26 luglio, dei Segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Luigi Sbarra e Pierpaolo Bombardieri, ha evidenziato Russo nel corso della sua relazione, sarà «un segnale forte per ribadire al Governo, a tutti i livelli istituzionali, alla politica nazionale e regionale, al mondo imprenditoriale, alle forze vive della società, che tutta l’Italia riparte se riparte il Sud e con il Sud la Calabria».

All’introduzione del Segretario regionale è seguita una discussione molto partecipata con gli interventi delle federazioni di categoria e delle strutture Cisl territoriali, in cui sono stati ripresi e condivisi i contenuti della relazione.

Nel corso del dibattito, è stato espresso unanime apprezzamento per la costituzione di Plurale Ets, Rete Associativa Nazionale del Terzo Settore che comprende le associazioni nate nel solco della Cisl, con un caloroso augurio di buon lavoro ad Annamaria Furlan, Portavoce del nuovo importante soggetto sociale.

L’Esecutivo ha, inoltre, deciso la convocazione del Consiglio generale della Cisl calabrese per il pomeriggio del 26 luglio, a Roccella Jonica, con la presenza del Segretario generale Luigi Sbarra, nello stesso giorno in cui si svolgerà a Siderno, in serata, la manifestazione unitaria che vedrà insieme i tre Segretari generali Landini, Sbarra e Bombardieri(rcz)

Perrone (Cisl RC): Pnrr opportunità per bloccare esodo giovani dal Sud

Per Rosy Perrone, segretaria generale Cisl Reggio Calabria, ha fatto suo l’appello lanciato dal segretario della Cisl, Luigi Sbarra che, nel corso del convegno a cui ha partecipato anche il Ministro del Lavoro Orlando promosso dalla Cisl Calabria, «ha affermato che fermare l’esodo di migliaia di giovani e lavoratori dal sud, deve essere uno degli obiettivi dell’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza».

«Un intervento, quello di Sbarra – ha aggiunto – che ha risposto alla centralità di questioni che la relazione introduttiva del Segretario Generale regionale Tonino Russo ha posto, con specifici quesiti e richieste di impegno per il Governo e per il ministro del Lavoro. Perché è indifferibile costruire un patto sociale con il Governo, con le istituzioni ai vari livelli e le realtà imprenditoriali, condividendo idee e progetti di sviluppo, per creare quelle ricadute occupazionali che arresterebbero l’emorragia».

«La fuga dei giovani è una ferita aperta! Ha ragione Sbarra – ha proseguito Perrone – le grandi battaglie della Cisl sui temi della crescita, del lavoro, dell’istruzione, della legalità, dell’industria, solo per fare alcuni esempi, oggi più che mai, devono trovare terreno fertile da parte del Governo. Un’occasione storica come quella del Recovery non tornerà facilmente. Il contesto storico, dopo una pandemia maledetta che sembra affievolirsi, favorirà un impatto dinamico su sviluppo e nuovi investimenti. Ma dei miliardi che arriveranno anche in Metrocity di Reggio Calabria, è indispensabile una camera di impermeabilizzazione per fronteggiare infiltrazioni della criminalità e soprattutto per ottimizzare i tempi che servono per realizzazione dei progetti previsti.»

«Questo – ha aggiunto – sarebbe un meccanismo virtuoso in grado di generare lavoro. Perché di questo ha bisogno la nostra terra. Il vero nemico del sottosviluppo, della cultura subalterna alla criminalità è il lavoro. Unico strumento per fare sistema con le forze positive della comunità civile, e soprattutto unica soluzione per affrancare le persone da uno stato atavico di bisogno».

«Infine – ha concluso – penso che lenire le disparità sociali e territoriali, attraverso le grandi opere e le infrastrutture materiali strategiche e quelle digitali – indispensabili nell’era post covid – saranno il viatico perfetto per frenare l’inesorabile esodo dei giovani del Sud». (rrc)

Intesa tra Regione e sindacati per l’indennità Covid ai lavoratori del comparto sanitario

Una importantissima intesa è stata siglata, tra il commissario della Sanità, Guido Longo, il dirigente generale del dipartimento Tutela della Salute, Giacomino Brancati, e una delegazione delle organizzazioni sindacali (Cgil, Cisl e Uil) per l’erogazione dell’indennità Covid ai lavoratori del comparto sanitario.

Secondo lo schema concordato con i sindacati, si prende atto che «è stata attivata, ed è tuttora in corso, la verifica puntuale presso ogni azienda sull’effettivo utilizzo delle somme, attività già programmata e che presumibilmente portata a termine entro il 10 luglio 2021, mediante confronto operativo con gli uffici contabili».

«Una volta rese disponibili le risultanze di rendicontazione – si specifica – saranno date indicazioni alle aziende per l’erogazione delle somme stabilite nell’accordo».In merito a questa vertenza, il dg Brancati ha anche evidenziato che «è già presente un preciso riferimento all’accordo sottoscritto in materia il 6 luglio 2020 negli atti regionali».

Durante il confronto, infine, sono stati affrontati anche altri temi del comparto: programmazione sanitaria, piano dei fabbisogni e assunzioni, precariato, sanità privata e accreditamento. (rcz)

Intesa sul lavoro, Russo (Cisl Calabria): Aperta la strada a un patto sociale per la Calabria

Tonino Russo, segretario generale della Cisl Calabria, ha sottolineato come l’intesa sul lavoro, «la sottoscrizione dell’accordo del 29 giugno può essere un ottimo viatico per aprire la strada di un patto sociale per la Calabria. Il sindacato confederale è pronto».

Tale firma «è un passaggio importante che allontana lo spettro dei licenziamenti, apre la strada alla riforma degli ammortizzatori sociali e alle politiche attive in una fase in cui il Paese non ha certo bisogno di bombe sociali» ha detto ancora Russo, sottolineando come «quest’intesa potrà avere conseguenze positive anche in Calabria dove, tra l’altro, esistono gli storici problemi dei precari nella pubblica amministrazione, nelle partecipate e nel privato, e dei tirocinanti. Situazioni diverse e complesse che devono essere affrontate con urgenza per dare finalmente a queste persone e alle loro famiglie la sicurezza di un lavoro dignitoso».

«Le risorse esistono e possono essere reperite nel Next Generation Eu – ha proseguito – nel Patto per il Sud, nella rimodulazione dei fondi comunitari. L’intesa di martedì sera, sottoscritta dal Presidente Draghi, dal Ministro del Lavoro Orlando e dalle parti sociali va nella direzione di realizzare politiche attive del lavoro e processi di formazione permanente e continua che possono svolgere un ruolo decisivo per avviare a soluzione anche i problemi dei tirocinanti».

«Per questo –  ha proseguito il segretario generale di Cisl Calabria – chiediamo un tavolo di confronto che, con il Governo e la Regione Calabria, veda protagonisti tutti i soggetti istituzionali e sociali chiamati a condividere un percorso in questa direzione. È un’esigenza ineludibile che come sindacato sosteniamo e ribadiamo continuamente».

«Il convegno di giovedì 1° luglio a Lamezia, organizzato dalla Cisl calabrese sul tema Lavoro – Sviluppo – Legalità. La sfida del PNRR per i giovani e la Calabria, che vedrà protagonisti, con il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Andrea Orlando e il Segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, il Presidente di Unioncamere Calabria, Klaus Algieri, il Presidente della Conferenza Episcopale Calabria, Mons. Vincenzo Bertolone, l’Assessore regionale alla Tutela dell’ambiente, Sergio De Caprio, il Presidente di Unindustria Calabria, Aldo Ferrara, i giovani, sarà un’occasione importante – conclude il Segretario regionale della Cisl, Tonino Russo – per un dialogo costruttivo». (rcs)

Cgil, Cisl e Uil Calabria: Si trovino soluzioni per precariato sia per il pubblico che per privato

I segretari generali regionali di CgilCislUil CalabriaAngelo SposatoTonino RussoSanto Biondo, hanno sottolineato che «sul precariato la politica smetta di fare populismo: attraverso il lavoro, alle persone sia riconosciuta e restituita dignità. No al tentativo di creare e perpetuare sudditanze. Le persone non possono essere carne da macello elettorale».

«Da troppo tempo – hanno proseguito i tre sindacalisti – stiamo chiedendo un tavolo di confronto per affrontare le complesse problematiche relative alle diverse situazioni del precariato calabrese sedimentatesi nel tempo e per cercare, nel rispetto delle regole e non attraverso scorciatoie pasticciate che aggravano i problemi, le soluzioni più idonee per ognuna di esse. Soluzioni che devono essere trovate per il pubblico e per il privato. La dignità delle persone non può essere calpestata in un rimpallo di responsabilità che ha come unico risultato quello di mantenere i lavoratori nel limbo di una dipendenza alla quale coscienze consapevoli dei diritti non possono che dire basta».

«Siamo, ormai – hanno proseguito Sposato, Russo e Biondo – alla vigilia delle elezioni regionali. Ai candidati designati per la Presidenza della Giunta faremo pervenire il testo della piattaforma da noi diffusa il Primo Maggio scorso, La Calabria si cura con il lavoro, che costituisce per Cgil, Cisl e Uil il punto di partenza per qualsiasi dialogo anche sul precariato. Il problema del precariato si risolve con un piano vero per il lavoro. A partire dall’ambiente, da politiche industriali che includono la Calabria, dalla necessità di promuovere iniziative con investimenti pubblici attraverso le partecipate nazionali e con un ufficio unico del piano che metta insieme Calabria Verde, la Protezione civile, i consorzi riformati, per una grande pianificazione della manutenzione del territorio, della depurazione delle acque e del ciclo integrato dei rifiuti. Utilizzare al meglio i fondi europei, il Pnrr, è la sfida che lanciamo alla politica regionale, se ancora esiste».

«Se si vuole, sul serio – hanno concluso – dare una svolta a questa drammatica vicenda bisogna andare verso scelte perseguibili e risolutive. Il sindacato confederale è da sempre disponibile a un confronto vero e costruttivo per individuare, nel rispetto delle leggi e senza approssimazioni o espedienti populistici, le vie d’uscita verso un lavoro dignitoso e sicuro. Sia chiaro, una volta per tutte, che non si possono più accettare risposte vaghe a chi attende da anni un giusto riconoscimento per il proprio lavoro. Su questi temi non arretreremo di un millimetro, e non faremo sconti a nessuno». (rcz)

Cgil, Cisl e Uil Calabria: Previste tante manifestazioni per vertenze irrisolte

I segretari generali regionali di CgilCislUil CalabriaAngelo SposatoTonino RussoSanto Biondo, hanno reso noto che «gli ultimi giorni del giugno 2021  sono segnati in Calabria da una serie di manifestazioni relative ad alcuni gravi problemi irrisolti e che si aggiungono alla grande mobilitazione nazionale, articolata per territori, del 26 di questo mese».

I sindacati, infatti, hanno spiegato che a Bari, a Firenze e Torino saranno in piazza per «il lavoro, per la proroga del blocco dei licenziamenti, per la giustizia e la coesione sociale, per la salute e la sicurezza, per il confronto con le parti sociali nelle scelte che riguardano il PNRR e la ripartenza del Paese, per la concertazione come metodo che garantisce condivisione. Per Bari dalla nostra regione partiranno 500 persone, in una rappresentanza unitaria delle nostre organizzazioni, necessariamente molto limitata a causa delle precauzioni anti contagio da Covid-19», mentre i Calabria, «nel piazzale della Cittadella della Regione, con i lavoratori per sostenere i loro diritti nelle manifestazioni, assemblee e sit-in organizzati dalle federazioni di categoria: il 22 giugno per il comparto idraulico-forestale, il 23 giugno per la vertenza Corap, il 30 giugno per la sanità e per l’adesione allo sciopero nazionale dei lavoratori del settore elettrico, gas e acqua».

«Si tratta di vertenze, in alcuni casi davvero incancrenite e di grandissima rilevanza – hanno spiegato i sindacalisti – non solo per i lavoratori coinvolti, per la tutela dei loro diritti e per il loro futuro occupazionale, ma anche per tutti i cittadini. Basti pensare, solo per fare qualche esempio, alla tutela del territorio e del bosco, al servizio anti incendio e al gravissimo taglio nelle risorse per la forestazione; alla depurazione, alla sostenibilità ambientale e alla transizione ecologica; al diritto di tutti a fruire dei Livelli Essenziali di assistenza nella sanità in una regione in cui siamo addirittura al di sotto dei livelli minimi e non si investono risorse per riconoscere il lavoro dei medici e degli altri operatori sanitari, per stabilizzare il personale precario e per nuove assunzioni fondamentali alla riorganizzazione dei servizi».

«Saremo in piazza unitariamente, dunque – hanno concluso i segretari generali regionali di Cgil, Cisl e Uil – per difendere e sostenere diritti quotidianamente calpestati, per tutelare i lavoratori, le loro famiglie, tutti i cittadini di questa regione. Non ci rassegneremo mai in Calabria, soprattutto in una fase che deve essere di ripartenza per tutto il Paese, ad una deriva ingiusta e irragionevole alla quale intendiamo opporre la forza e la qualità del confronto vero e costruttivo sui problemi reali». (rcz)

Cgil, Cisl, Uil Calabria e Conferenza Episcopale Calabra: Preoccupazione per problemi della Calabria

I segretari generali di CgilCislUil CalabriaAngelo SposatoTonino RussoSanto Biondo, e la Conferenza Episcopale Calabra, hanno espresso preoccupazione «dal fatto che si stia discutendo poco dei problemi della Calabria e dei programmi utili a rilanciare le speranze produttive ed occupazionali di questa terra, ma soprattutto siamo seriamente preoccupati dal fatto che tutto sia assorbito dal solito tira e molla sulle candidature. Il rischio sotteso a questo stato di cose, poi, è quello di disabituare definitivamente i calabresi al confronto e alla discussione su ciò che gli tocca da vicino: il futuro della Calabria».

Tale preoccupazione è stata espressa nel corso di un incontro, avvenuto a Lamezia Terme, dove i segretari generali hanno presentato alla Cec la Piattaforma Programmatica, «che, lo ribadiamo, rappresenta per noi solo la base di confronto con le forze sane di questa regione, con gli interlocutori pronti a confrontarsi per il futuro di questa terra» hanno spiegato Sposato, Russo e Biondo, aggiungendo  che la «piattaforma infatti, non rappresenta un monolite intangibile ma vuole essere il punto di partenza di una rinnovata azione di dialogo sociale utile a programmare al meglio il domani della Calabria, un domani che – alla luce dei tanti finanziamenti messi a disposizione da un’Europa meno austera – potrebbe cambiare finalmente in meglio il volto di questa terra martoriata».

Insieme ai vescovi calabresi, infatti, «abbiamo affrontato con i Vescovi calabresi le tante problematiche ancora aperte sul territorio, confrontando le nostre idee con quelle di chi rappresenta il clero ed il popolo calabrese. Ricordando che il 22 giugno del 2019 siamo scesi in piazza unitariamente a Reggio Calabria con l’obiettivo di trasformare le tante vertenze calabresi in un’unica vertenza nazionale».

«Riconosciamo, pienamente — hanno spiegato – il ruolo importante che la Chiesa calabrese sta svolgendo in una terra difficile, praticando una pastorale che ha fatto del contrasto alle diseguaglianze, della lotta alla criminalità organizzata e all’illegalità diffusa la stella polare del suo agire, guardando senza timore ai tanti problemi che ne assillano il presente e lavorando senza sosta per stimolare una loro conversione produttiva».

«Sul tavolo della discussione – hanno spiegato – che è stata ampia ed approfondita, abbiamo messo i temi della sanità, del lavoro, della scuola e della formazione delle giovani generazioni, dei trasporti, delle infrastrutture, della lotta alla diseguaglianze e delle povertà educative, trovando nei nostri interlocutori un’attenta e informata partecipazione al dialogo sociale. Dal tavolo della discussione è emersa la corale preoccupazione per la fase delicata che sta attraversando la Calabria. Questa regione, che sta facendo ancora i conti con la violenza pandemica del Covid-19 e si appresta ad aprire una fase politica delicata che la porterà al rinnovo del Consiglio regionale, sta attraversando questo periodo mettendo in evidenza una pericolosa assenza di discussione sui temi che potrebbero rappresentare la chiave di volta economica e sociale per tutti i calabresi».

«Siamo fortemente preoccupati, infatti – hanno detto – dal fatto che si stia discutendo poco dei problemi della Calabria e dei programmi utili a rilanciare le speranze produttive ed occupazionali di questa terra, ma soprattutto siamo seriamente preoccupati dal fatto che tutto sia assorbito dal solito tira e molla sulle candidature. Il rischio sotteso a questo stato di cose, poi, è quello di disabituare definitivamente i calabresi al confronto e alla discussione su ciò che gli tocca da vicino: il futuro della Calabria».

«Quella che si potrebbe aprire, alla luce dell’ingente mole di finanziamenti messi a disposizione dall’Europa – hanno detto ancora i segretari generali – è una stagione nuova per la nostra regione, una stagione importante per costruire la nuova identità della Calabria. Disperdere questa opportunità, per colpa di biechi giochi di potere, sarebbe un peccato mortale che peserebbe sulle spalle della classe dirigente calabrese. Siamo fortemente preoccupati dal dilagare della povertà, dall’allargamento del gap fra la Calabria ed il resto del Paese, ed anche per questo abbiamo auspicato la coagulazione attorno ai temi esposti nella Piattaforma programmatica del Primo maggio di un’alleanza larga e virtuosa che sappia spingere con convinzione sul pedale del cambiamento».

«Anche per questo, infine – hanno concluso – si è convenuto di mantenere con la Cec un appuntamento permanente al fine di affrontare le problematiche ed offrire spunti di orientamento delle scelte politiche locali e, allo stesso tempo, rivendicare più attenzione dal Governo verso le istanze promosse dal territorio». (rcz)