Coldiretti ha donato 500 piante per ogni neonato in occasione della Giornata mondiale dell’Infanzia e dell’Adolescenza

Coldiretti Calabria, in occasione della Giornata Mondiale dell’Infanzia e dell’Adolescenza, ha donato 500 piante, un albero per ogni neonato, alla Struttura Sacro Cuore di Cosenza.

L’iniziativa è patrocinata, inoltre dall’Associazione di volontariato MammecheMamme, dall’Unicef, dall’Ordine degli Agronomi, dall’Associazione culturale Sguardi Ecologici, dall’Ordine dei Medici Veterinari della provincia di Cosenza, dalla LIPU Onlus e dal gruppo IGreco e dall’Arcalabria di Rende.

Un tema quello dell’ambiente di grande attualità – conclude Coldiretti – che fa il paio con una giornata che serve a stimolare iniziative nei confronti dei bambini su cui non si è investito a sufficienza e che causa la pandemia hanno dovuto fare i conti con le disuguaglianze che hanno creato nuove povertà educative.

«È importante  la sfida già inserita nel Recovery di 50 milioni di piante nelle città metropolitane che – afferma Coldiretti – vanno estese anche alle aree interne. In questo modo potrebbero avere un impatto positivo anche in settori come la zootecnia dando importanti risposte ambientali e territoriali».

«È una grande sfida – precisa Coldiretti – per consegnare il territorio migliore alle nuove generazioni e avere l’ambizione e l’obiettivo che la Calabria diventi una “regione a misura di bambino».

 

Coldiretti Calabria: Pil cala in agricoltura per forti aumenti costi produzione, serve un “effetto filiera”

Il Pil cresce, ma a causa dei forti aumenti dei costi di produzione cala in agricoltura. Per questo, serve un “effetto filiera”, secondo Coldiretti Calabria, cioè «la responsabilità della intera filiera alimentare con accordi tra agricoltura, industria e distribuzione per garantire una più equa ripartizione del valore per salvare aziende agricole e stalle».

«Il balzo dei costi energetici oltre a spingere l’inflazione – ha sottolineato la Coldiretti – si trasferisce a valanga sui costi di produzione e sui bilanci delle imprese. Con l’avvio delle operazioni colturali gli agricoltori – spiega la Coldiretti – sono costretti ad affrontare rincari dei prezzi fino al 50% per il gasolio necessario per le attività che comprendono l’estirpatura, la rullatura, la semina e la concimazione».

«L’aumento dei costi energetici – è stato spiegato – riguarda anche il riscaldamento delle serre per fiori e ortaggi ma ad aumentare sono pure i costi per l’acquisto dei fertilizzanti, per l’essiccazione dei foraggi, delle macchine agricole e dei pezzi di ricambio per i quali si stanno verificando addirittura preoccupanti ritardi nelle consegne».

«Il rincaro dell’energia – ha proseguito la Coldiretti – si abbatte poi sui costi di produzione come quello per gli imballaggi, dalla plastica per i vasetti dei fiori all’acciaio per i barattoli, dal vetro per i vasetti fino al legno per i pallet da trasporti e alla carta per le etichette dei prodotti che incidono su diverse filiere, dalle confezioni di latte, alle bottiglie per olio, succhi e passate, alle retine per gli agrumi ai barattoli smaltati per i legumi».

«Le imprese di allevamento da latte –ha denunciato Coldiretti – subiscono penalizzazioni con compensi da troppo tempo al di sotto dei costi di produzione che sono esplosi per effetto dei rincari nei mangimi». (rrm)

Coldiretti incontra i soci: Parte da Reggio la serie di incontri per il futuro delle imprese

Parte da Reggio Calabria il tour di tre tappe promosso da Coldiretti Calabria, dove incontrerà i soci per approfondire e illustrare le diverse opportunità per le imprese agricole.

Il primo incontro, è a Reggio, alle 16.30, nella sede Provinciale, per poi proseguire con Moltalto Uffugo il 15 novembre nella sede della Delegazione Comunale Taverna di Montalto e il 15 dicembre a Lamezia Terme, nella sede di Coldiretti.

In questi tre appuntamenti, dirigenti, tecnici e responsabili dei servizi saranno presenti per rispondere a domande e richieste degli associati. Come ogni anno, l’obiettivo è individuare le criticità emergenti e rendere gli imprenditori agricoli sempre più protagonisti e parte attiva nella costruzione di percorsi di valore e di crescita imprenditoriale.

Il programma è ricco e stimolante. Dal credito d’imposta ai finanziamenti, passando per la gestione del rischio e le assicurazioni, con un focus sul Piano Nazionale per la Ripresa e la Resilienza, si approfondiranno con i responsabili gli strumenti utili per una corretta conduzione dell’attività imprenditoriale.

I tecnici Coldiretti offriranno agli imprenditori strumenti formativi su tutti gli aspetti operativi e gestionali dell’impresa, con contenuti che spazieranno da quelli più tecnici, fino alle strategie gestionali e di redditività aziendale, con un approfondimento particolare dedicato ai piani e agli obiettivi futuri, affrontando insieme problematiche e possibili risoluzioni.

L’incontro sarà in presenza, ma è prevista anche la diretta streaming online, prenotandosi all’indirizzo: fiscale.calabria@coldiretti.it

Il Presidente di Coldiretti Calabria, Franco Aceto, ha sottolineato così l’importanza degli appuntamenti: «questi sono momenti fondamentali di confronto con i soci, che siamo felici riscontrino un così ampio interesse e una forte collaborazione da parte degli associati; un interesse, conclude Aceto, frutto della fitta rete tessuta negli anni dalla nostra Organizzazione, con l’obiettivo di supportare le imprese e i soci con la massima professionalità, in ogni comparto produttivo della nostra economia agricola e agroalimentare». (rrm)

Coldiretti Calabria: Bene approvazione del Governo direttiva su pratiche sleali su prodotti agricoli

Coldiretti Calabria ha espresso soddisfazione per l’approvazione, da parte del Consiglio dei ministri, della direttiva sulle pratiche commerciali sleali su proposta del Ministro delle Politiche Agricole, Stefano Patuanelli, mettendo lo “stop” a 16 pratiche sleali, ossia dal rispetto dei termini di pagamento al divieto di modifiche unilaterali dei contratti e di aste on line al doppio ribasso, dalle limitazioni delle vendite sottocosto alla fine dei pagamenti non connessi alle vendite fino ai contratti rigorosamente scritti.

«Si realizza così – ha precisato la Coldiretti – un percorso virtuoso che evita distorsioni ed è finalizzato a garantire una equa distribuzione del valore lungo tutta la filiera. Essenziale è l’informazione al consumatore finale. È importante che tutto ciò che riguarda la digitalizzazione dei dati con l’utilizzo della blockchain e QR-Code serva a far conoscere se si sta acquistando un prodotto italiano o qualcosa che non c’entra nulla».

«L’approvazione delle norme contro le pratiche sleali nel commercio alimentare – ha sottolineato la Coldiretti – rappresenta una svolta storica per garantire più qualità ai cittadini-consumatori e un giusto prezzo ad agricoltori ed allevatori in una situazione in cui per ogni euro speso dai consumatori per l’acquisto di alimenti meno di 15 centesimi in Italia vanno a remunerare il prodotto agricolo».

Un intervento normativo fortemente sollecitato da Coldiretti «per rendere più equa la distribuzione del valore lungo la filiera – viene spiegato – ed evitare che il massiccio ricorso attuale alle offerte promozionali non venga scaricato sulle imprese agricole che in controtendenza all’andamento generale, sono le uniche ad avere avuto un calo del valore aggiunto nel terzo trimestre del 2021 per effetto del boom dei costi di produzione». (rcz)

Coldiretti Calabria Bene bonus 80% in Pnrr per gli agriturismi

Coldiretti Calabria ha espresso soddisfazione per il nuovo decreto legge per l’attuazione del Pnrr, in cui è stato inserito un pacchetto di aiuti alle imprese del settore turistico, che comprende gli agriturismi «che, sempre di più dal Pollino allo Stretto, si affermano nella nostra regione e intercettano visitatori da tutto il mondo rafforzando il turismo enogastronomico ed ambientale».

«Di questa attenzione – afferma Coldiretti – va dato merito al presidente del Consiglio Mario Draghi, al ministro del Turismo Massimo Garavaglia e a quello delle Politiche agricole Stefano Patuanelli per aver individuato gli strumenti più adatti da impiegare per il rilancio del settore».

«Quest’anno molti visitatori sono andati in vacanza nei nostri 321 piccoli borghi ma  sono mancati nelle campagne le presenze degli stranieri che in alcune aree rappresentavano la maggioranza degli ospiti negli agriturismi. A garantire l’ospitalità nei piccoli centri è soprattutto – rileva Coldiretti – una rete composta da oltre 300 strutture agrituristiche.

«Sicuramente nella nostra Regione – afferma Franco Aceto, Presidente di Coldiretti Calabria – l’ospitalità in campagna, la ristorazione di qualità e l’accoglienza giocano un ruolo strategico per l’incremento del turismo a livello regionale puntando su un turismo rurale innovativo che il sistema Coldiretti è impegnato sempre di più a consolidare».

«Nel decreto– spiega Coldiretti – è previsto il riconoscimento di un credito di imposta, a favore, degli agriturismi, delle imprese alberghiere, degli stabilimenti termali e balneari, dei porti turistici, dei parchi tematici, delle fiere e dei congressi».

«Il credito – evidenzia Coldiretti – sarà riconosciuto nella misura del 80% delle spese sostenute, in relazione a interventi conclusi entro il 31 dicembre 2024, per lavori finalizzati all’incremento dell’efficienza energetica delle strutture, alla riqualificazione antisismica e all’eliminazione delle barriere architettoniche. Sarà possibile utilizzare il credito d’imposta in compensazione nel Modello F24 per il pagamento di imposte e contributi».

«In alternativa, il contributo potrà essere ceduto a terzi – prosegue Coldiretti –. È inoltre previsto il riconoscimento di un contributo a fondo perduto dell’importo massimo di 40.000 euro, che potrà essere incrementato di ulteriori 30.000 euro qualora gli interventi per la digitalizzazione e l’innovazione tecnologica delle strutture turistiche coprano almeno il 15% dell’investimento complessivo. L’incremento è invece fissato a 20.000 euro per l’imprenditoria femminile e giovanile (under 35) e a 10.000 euro per le imprese operanti nel Mezzogiorno».

«Il Ministero del Turismo ha previsto anche la creazione – evidenzia Coldiretti – di una sezione speciale del Fondo di garanzia PMI appositamente dedicata ad agriturismi e alle altre imprese del settore e di un fondo rotativo per il sostegno alle imprese e agli investimenti di sviluppo. Le risorse destinate alla sezione speciale del Fondo di garanzia PMI saranno riservate: per il 40% alle imprese del Sud; per il 30% alla creazione di nuove attività da donne e giovani under 35».

«Viene poi istituito anche un fondo di rotazione che – conclude la Coldiretti – garantirà il 35% delle spese e dei costi ammissibili nel limite di 40 milioni di euro per il 2022 e il 2023 e di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni successivi, con una riserva del 50% degli interventi a supporto degli investimenti di riqualificazione energetica e innovazione digitale». (rrm)

C’È RISCHIO CRESCITA PER 18MILA AZIENDE
PER AUMENTO COSTI DELLE MATERIE PRIME

dalla REDAZIONE ROMANA – Sono circa 18mila le piccole e medie imprese in Calabria che rischiano di avere serie ripercussioni per l’aumento delle materie prime e la contestuale riduzione di disponibilità delle stesse. È quanto emerge dai dati dell’Osservatorio Mpi di Confartigianato Imprese Calabria, relativi allo studio sul caro-commodities no energy, che prevede costi aggiuntivi per 309 milioni di euro.

«Sulla base di un modello controfattuale – si legge – si stima che in Calabria 18 mila micro e piccole imprese della manifattura e delle costruzioni, che danno lavoro a 47 mila addetti, siano interessate da uno shock sui maggiori costi delle materie prime che su base annua, ceteris paribus, vale 309 milioni di euro, pari allo 0,9% del PIL, inferiore a quello nazionale (2,6%). Valore quest’ultimo che ne misura l’impatto e che posizione la nostra regione in ultima posizione nella classifica nazionale».

«A livello provinciale – si legge nel rapporto – i maggiori costi delle materie prime, su base annua, valgono 115 milioni di euro a Cosenza, interessando 7.017 MPI delle costruzioni e manifatturiere e i loro 17.435 addetti, 65 milioni di euro a Catanzaro, interessando 3.650 MPI e i loro 9.923 addetti, 73 milioni di euro a Reggio di Calabria, interessando 4.528 MPI e i loro 11.033 addetti, 27 milioni di euro a Crotone, interessando 1.600 MPI e i loro 4.178 addetti e 29 milioni di euro a Vibo Valentia, interessando 1.636 MPI e i loro 4.390 addetti».

L’Ente, poi, ha reso noto che in estate si sono registrati «i primi segnali di rallentamento dell’escalation dei prezzi che interessa 11 mila imprese artigiane».

Quello esposto da Confartigianato non è un problema solo calabrese, in quanto «l’Italia è particolarmente esposta all’aumento dei prezzi delle materie prime, essendo la seconda economia dell’UE per produzione manifatturiera, con una alta dipendenza dall’estero di commodities. Inoltre, ai segnali di prezzo si associano quelli di una rarefazione delle materie prime».

«Gli acquisti di materie prime delle micro e piccole imprese della manifattura e delle costruzioni nel 2020 – viene spiegato – sono calcolati pari a 156.096 milioni di euro, costituti per il 75% da acquisti delle MPI manifatturiere e per il rimanente 25% da input acquistati dalle MPI delle costruzioni. In questi due comparti l’incidenza sul fatturato degli acquisti di materie prime è del 42,5%, più elevato nella manifattura (46,6%) rispetto alle costruzioni (33,1%)».

«Il prezzo troppo elevato delle materie prime rappresenta un duro colpo ai bilanci delle aziende che paradossalmente in alcuni dovranno rinunciare a lavorare sia per il prezzo troppo elevato delle materie prime sia per la difficoltà a reperirle sul mercato» hanno dichiarato il presidente e il segretario regionale di Confartigianato Imprese Calabria, Roberto Matragrano e Silvano Barbalace.

«Le nostre aziende – hanno evidenziato – rischiano di rallentare la produzione a causa di materie prime sempre troppo care e introvabili: questa situazione paradossale rappresenta un freno per la produzione e quindi per la ripresa».

«Un aumento persistente del tasso di inflazione – hanno proseguito – potrebbe innescare un cambio di direzione della politica monetaria delle banche centrali, con rialzi dei tassi di interesse che rallenterebbero gli investimenti, ribaltandosi pericolosamente sulle imprese, ancora soggette a tensioni di liquidità, e sui bilanci dei paesi con elevato debito pubblico, come l’Italia, in cui un aumento della spesa pubblica per interessi verrebbe finanziato con incrementi di imposte, generando ulteriori effetti recessivi».

«In tale contesto – hanno concluso Matragrano e Barbalace – per allentare la pressione sui prezzi degli input produttivi, diventano prioritari gli interventi per ridurre il costo del lavoro delle micro e piccole imprese».

Ma non è solo il settore manifatturiero e artigianale ad essere in pericolo: anche Coldiretti Calabria ha lanciato l’allarme in merito, sottolineando come tale aumento dei costi delle materie prime rischia di essere un salasso per agricoltori e allevatori.

«L’emergenza covid ha innescato un cortocircuito sul fronte delle materie prime con rincari insostenibili per l’alimentazione degli animali nelle stalle, dove e necessario adeguare i compensi riconosciuti agli allevatori per il latte e la carne» ha spiegato la Coldiretti, aggiungendo che «le quotazioni dei principali elementi della dieta degli animali, dal mais alla soia, sono schizzati su massimi che non si vedevano da anni con il rischio di perdere capacità produttiva in un Paese come l’Italia che è fortemente deficitaria per i prodotti zootecnici».

Ma non è solo il fronte alimentare a destare preoccupazione: «con l’avvio delle operazioni colturali autunnali gli agricoltori – sottolinea la Coldiretti – sono costretti ad affrontare rincari fino al 50% per il gasolio necessario per le operazioni colturali che comprendono l’estirpatura, la rullatura, la semina e la concimazione».

«Il rincaro dei costi energetici – ribadisce la Coldiretti – riguarda anche il riscaldamento delle serre per fiori e ortaggi ma ad aumentare sono pure i costi per l’acquisto dei fertilizzanti, delle macchine agricole e dei pezzi di ricambio per i quali si stanno verificando addirittura preoccupanti ritardi nelle consegne».

«Senza dimenticare gli imballaggi, dalla plastica all’acciaio, dal vetro fino al legno e alla carta con aumenti dei listini che – continua la Coldiretti – incidono su diverse filiere, dalle confezioni di latte, alle bottiglie per succhi e passate, alle retine per gli agrumi ai barattoli smaltati per i legumi fino ai vasetti per i fiori».

Ovviamente, anche i costi dei trasporti sono lievitati. Su questo scenario pesa sia la lontananza dai mercati che il deficit logistico per la carenza o l’assenza di infrastrutture per il trasporto merci che aumenta il gap che penalizza il sistema economico sia rispetto ad altre regioni che agli altri Paesi dell’Unione Europea

«In gioco c’è il futuro dell’agricoltura», ha spiegato il presidente della Coldiretti Calabria, Franco Aceto, nel sottolineare che l’impennata dei costi si verifica «in una situazione in cui con la pandemia da Covid si è aperto uno scenario di riduzione degli scambi commerciali, accaparramenti, speculazioni e incertezza che spinge la corsa ai beni essenziali per conquistare l’autosufficienza produttiva nei settori strategici per garantire l’alimentazione delle popolazione». (rrm)

Coldiretti Calabria: Con aumento costi materie prime rischio salasso per agricoltori e allevatori

L’aumento dei costi delle materie prime rischia di essere un salasso per agricoltori e allevatori. È l’allarme lanciato da Coldiretti Calabria, sottolineando come «l’emergenza covid ha innescato un cortocircuito sul fronte delle materie prime con rincari insostenibili per l’alimentazione degli animali nelle stalle, dove e necessario adeguare i compensi riconosciuti agli allevatori per il latte e la carne».

«Infatti – spiega la Coldiretti – le quotazioni dei principali elementi della dieta degli animali, dal mais alla soia, sono schizzati su massimi che non si vedevano da anni con il rischio di perdere capacità produttiva in un Paese come l’Italia che è fortemente deficitaria per i prodotti zootecnici».

Ma non è solo il fronte alimentare a destare preoccupazione: «con l’avvio delle operazioni colturali autunnali gli agricoltori – sottolinea la Coldiretti – sono costretti ad affrontare rincari fino al 50% per il gasolio necessario per le operazioni colturali che comprendono l’estirpatura, la rullatura, la semina e la concimazione».

«Il rincaro dei costi energetici – ribadisce la Coldiretti – riguarda anche il riscaldamento delle serre per fiori e ortaggi ma ad aumentare sono pure i costi per l’acquisto dei fertilizzanti, delle macchine agricole e dei pezzi di ricambio per i quali si stanno verificando addirittura preoccupanti ritardi nelle consegne».

«Senza dimenticare gli imballaggi, dalla plastica all’acciaio, dal vetro fino al legno e alla carta con aumenti dei listini che – continua la Coldiretti – incidono su diverse filiere, dalle confezioni di latte, alle bottiglie per succhi e passate, alle retine per gli agrumi ai barattoli smaltati per i legumi fino ai vasetti per i fiori».

Ovviamente, anche i costi dei trasporti sono lievitati. Su questo scenario pesa sia la lontananza dai mercati che il deficit logistico per la carenza o l’assenza di infrastrutture per il trasporto merci che aumenta il gap che penalizza il sistema economico sia rispetto ad altre regioni che agli altri Paesi dell’Unione Europea

«In gioco c’è il futuro dell’agricoltura», ha spiegato il presidente della Coldiretti Calabria, Franco Aceto, nel sottolineare che l’impennata dei costi si verifica «in una situazione in cui con la pandemia da Covid si è aperto uno scenario di riduzione degli scambi commerciali, accaparramenti, speculazioni e incertezza che spinge la corsa ai beni essenziali per conquistare l’autosufficienza produttiva nei settori strategici per garantire l’alimentazione delle popolazione». (rcz)

 

Coldiretti Calabria: I consumi nella regione diminuiti di 3 miliardi di euro

In Calabria i consumi sono diminuiti di 3 miliardi di euro, segnando nel 2020 un crollo dell’11,7% rispetto all’anno precedente  e toccando il minimo dall’ultimo decennio per effetto delle restrizioni adottate per combattere la pandemia. È il quadro preoccupante emerso dall’analisi di Coldiretti su dati Istat, relativi ai consumi delle famiglie a valori concatenati.

«A far registrare il risultato più negativo – ha evidenziato la Coldiretti – sono stati gli alberghi ed i ristoranti con un calo del 40,6% seguiti dai trasporti che si riducono del 24,5% e dalle spese per ricreazione e cultura che scendono del 28,5%. In controtendenza, sono solo i consumi alimentari delle famiglie tra le mura domestiche, che fanno registrare un segno positivo e aumentano complessivamente del 1,9% che, tuttavia, non compensa il crollo della spesa fuori casa».

La chiusura di bar e ristoranti ha travolto, a valanga, interi comparti dell’agroalimentare Made in Calabria, con vino e cibi invenduti per un valore stimato dalla Coldiretti in oltre 400 milioni dopo un anno di aperture a singhiozzo che hanno messo in ginocchio l’intera filiera dei consumo fuori casa che vale quasi 1/3 della spesa alimentare.

«La drastica riduzione dell’attività – ha sostienuto la Coldiretti – ha pesato infatti sulla vendita di molti prodotti agroalimentari, dal vino alle bevande, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura, agli ortaggi dai salumi ai formaggi che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco».

Sui settori maggiormente colpiti, hanno pesato le difficoltà del turismo soprattutto per l’assenza di ospiti stranieri per le mancate spese nell’alloggio, nell’alimentazione, nei trasporti, divertimenti, shopping e souvenir, secondo l’analisi della Coldiretti.

«Turismo e cibo – ha proseguito Coldiretti – rappresentano le principali leve per la ripartenza del Made in Italy sulle quali investire con il Recovery Plan».

Digitalizzazione delle campagne, foreste urbane per mitigare l’inquinamento e smog in città, invasi nelle aree interne per risparmiare l’acqua, chimica verde e bioenergie per contrastare i cambiamenti climatici ed interventi specifici nei settori deficitari ed in difficoltà dai cereali all’allevamento fino all’olio di oliva, sono alcuni dei progetti strategici cantierabili elaborati dalla Coldiretti per il Recovery Plan conclude la Coldiretti, nel sottolineare che «occorre ripartire investendo sui punti di forza del Paese». (rrm)

Elezioni / Coldiretti Calabria incontra la candidata Amalia Bruni

Domani, venerdì 17 settembre, alle 12.30, nella sede di Coldiretti a Lamezia Terme,  Coldiretti Calabria incontra la candidata alla presidenza della Regione Calabria, Amalia Bruni.

Saranno presenti il presidente di Coldiretti CalabriaFranco Aceto, e il direttore Francesco Cosentini.

«Questo – ha dichiarato il presidente Aceto – è il primo incontro con i candidati alla Presidenza della Regione. Nel corso dell’iniziativa, Coldiretti Calabria illustrerà ai candidati un documento con le priorità del settore agricolo ed agroalimentare».

«Sarà – ha proseguito – nello stile di Coldiretti un confronto stringente, autorevole e concreto e per i temi che si tratteranno, sicuramente proficuo anche perché il protagonismo dell’agricoltura è un fatto reale. Sul futuro agroalimentare, tra l’atro, incombono i cambiamenti climatici: il settore subisce gli effetti pur essendo capace di reagire mitigando le conseguenze sulla collettività. In questo senso è determinante la gestione della risorsa idrica e la conservazione del suolo». (rcz)

 

Coldiretti Calabria: +17,4% di ore lavorative in agricoltura, ma in Calabria c’era carenza di lavoratori nelle campagne

Nonostante sia stato rilevato una crescita del 17,4% delle ore lavorate in agricoltura, «c’è grande carenza di lavoratori nelle campagne, e tale riscontro mette a rischio il risultato economico soprattutto delle aziende medio piccole che sono il tessuto produttivo della nostra Regione» ha dichiarato Francesco Cosentini, direttore di Coldiretti Calabria.

Dall’analisi di Coldiretti, sulla base dei dati Istat relativi al mercato del lavoro nel secondo trimestre del 2021, infatti, conferma la dinamicità del settore in grado di offrire opportunità sia per fare una esperienza di lavoro come dipendenti che per esprimere creatività imprenditoriale.

«Un impegno che, in Calabria, riguarda – ha sottolineato la Coldiretti Calabria – circa 70mila lavoratori che nell’anno del Covid non hanno mai smesso di lavorare. Una domanda di lavoro sostenuta – precisa la Coldiretti – con l’avvicinarsi dell’autunno per l’entrata a pieno regime della raccolta degli agrumi e della vendemmia mentre sta per avvicinarsi quella delle olive».

«Da qui la necessità di prorogare – ha continuato la Coldiretti – i permessi di soggiorno ai lavoratori stagionali extracomunitari già presenti in Italia almeno fino al 31 dicembre 2021, onde evitare che molti lavoratori siano costretti a tornare nel loro Paese. Si tratta peraltro di operai agricoli stagionali qualificati che, ormai da anni, hanno la fiducia delle imprese e sono impiegati sul territorio, tanto da essere diventati indispensabili per l’attività di molte aziende nostrane, con cui in molti casi sono nati rapporti anche di amicizia».

«Ma per rassicurare il sistema produttivo – ha proseguito Coldiretti – è importante anche la pubblicazione del decreto flussi per il 2021 che possa consentire la presentazione sia delle istanze per lavoro stagionale che le richieste di conversione dei permessi stagionali».

«Ma per salvare le produzioni Made in Italy occorre anche – ha evidenziato Coldiretti – dare la possibilità a percettori di ammortizzatori sociali, studenti e pensionati italiani di poter lavorare nei campi attraverso una radicale semplificazione del voucher “agricolo” che al momento non è previsto».

«Un provvedimento che interesserebbe centinaia di persone nella nostra regione in un momento in cui tanti lavoratori sono in cassa integrazione e le fasce più deboli della popolazione sono in difficoltà. Anche queste politiche attive – ha concluso Coldiretti Calabria – garantiscono una ripresa dell’economia». (rrm)