Coldiretti Calabria: con l’emergenza in corso a forte rischio il settore florovivaistico calabrese

Coldiretti Calabria, attraverso la testimonianza di due imprenditori del settore florovivaistico calabrese della Coldiretti, ha voluto denunciare la sofferenza e il rischio di chiusura che il comparto sta affrontando.

Si tratta di Francesco Iantorno, responsabile amministrativo dell’azienda Florovivaistica Cavalieri &Papajanni srl di Bisignano (CS), 35 ettari in serre/vetro, e Andrea Santacroce, presidente della coop. Florencia di Pizzo Calabro (VV), 36 ettari di cui 20 coperti in serra. Due delle maggiori aziende calabresi strutturate, molto spinte, con produzioni biologiche, che esportano e hanno (meglio dire avevano) un florido mercato nazionale.

«Il settore florovivaistico calabrese – hanno dichiarato Iantorno e Santacroce – è in grande sofferenza e a rischio chiusura; è stato fortemente penalizzato dal lockdown per Covid-19, avvenuto proprio nei mesi primaverili in cui le aziende realizzano la parte più consistente del fatturato, ma nel quale hanno anche  spese notevoli per il riscaldamento delle serre. A distanza di mesi, la perdita secca subita dalle aziende calabresi del comparto è rilevante, sicuramente sopra il 40% e questo a costi invariati».

«Il comparto in Calabria – hanno spiegato – conta su numeri significativi, una forte innovazione, una capacità di penetrazione dei mercati e assicura lavoro a qualche migliaio di lavoratori tra stagionali e fissi, oltre l’indotto. Le aziende nella nostra regione sono oltre 160, tra grandi, medie e piccole e generano un valore alla produzione che nel 2019 si era attestato a circa 73milioni di €uro».

«Nel 2020 il calo – ha confermato Iantorno – è stato fino ad adesso e per quanto ci riguarda di oltre il 20%. Nei tre mesi primaverili – spiega – abbiamo letteralmente buttato fiori per un valore di 1,8milioni di €uro con un’inevitabile contrazione delle giornate lavorative. Ricordo, che diamo lavoro a 200 famiglie».

Andrea Santacroce descrive una situazione ancora più pesante, con una perdita del 50% che ha comportato un taglio per ora sulla  manodopera del 40% sui 120 lavoratori che l’azienda assume.

«Se le cose proseguiranno così – ha spiegato – siamo destinati a chiudere, anche perché siamo nell’incertezza più assoluta e in questo lavoro c’è bisogno di programmare».

«La regione Calabria – ha ricordato Coldiretti – per venire incontro alle aziende florovivaistiche causa emergenza COVID, ha strutturato la Misura 21 del Psr Calabria 2014-2020  che ha concesso premi forfettari alle aziende in crisi di alcuni comparti tra i quali quello florovivaisitico. Hanno avanzato domanda complessivamente 141 aziende (13 non ammesse)».

«Si tratta – ha confermato Iantorno – di 7mila €uro, una cifra insignificante che utilizzeremo per offrire il caffè ai clienti».

Simile è il commento di Santacroce che parla di pannicelli caldi e privi di significato. «E allora cosa bisogna fare? Le indicazioni sono precise: far slittare, ancora per qualche anno, il pagamento dei mutui  bancari e ripianare le passività perché questo genera liquidità. I mutui che abbiamo – aggiungono – servono per coprire le perdite e quindi senza un sostegno immediato non ce la possiamo fare».

«Se non si interviene con un sostegno immediato – ha dichiarato Santacroce – la situazione si aggraverà anche sul fronte dei livelli occupazionali».

A questo proposito, chiedono anche un credito d’imposta sulle perdite. «I nostri competitor olandesi – ha aggiunto Iantorno – sono stati aiutati moltissimo dallo Stato mentre, per quanto ci riguarda, abbiamo avuto dall’Agenzia dell’Entrate 40mila €uro».

«A forte rischio c’è il futuro di un settore chiave e in decisa espansione del Made in Calabria agroalimentare, commenta Franco Aceto, presidente di Coldiretti Calabria –. Il florovivaismo è stato particolarmente colpito dal lockdown, è stato l’unico settore a subire il blocco della commercializzazione e risente ancora delle forti limitazioni per feste e cerimonie. Dovrebbe essere destinatario di maggiore attenzione e aiuti specifici. Per quanto ci riguarda continuerò a battermi per un provvedimento regionale sulla ristrutturazione finanziaria delle imprese con un ammortamento trentennale».

«Questa – ha concluso – è la madre di tutte le nostre battaglie». (mp)

Coldiretti Calabria: arriva il vino novello, ma la produzione in Calabria è diminuita

Nonostante le circa 12mila bottiglie di vino novello che quest’anno sarà prodotto in Calabria, Coldiretti Calabria ha specificato che, purtroppo, sono in diminuzione rispetto all’anno scorso, che aveva registrato una produzione di 18 mila bottiglie.

«Sono ottenute – ha spiegato Coldiretti – dalla vendemmia 2020 che sancisce il primato mondiale italiano e la vittoria nella sfida delle vigne con la Francia, anche se le misure anti pandemia con bar e ristoranti chiusi alle 18 freneranno i brindisi che, però, saranno fatti a casa dai cittadini-consumatori, che accompagneranno il novello con i prodotti dell’autunno, in particolare funghi e castagne, ma che si abbina bene anche a salumi e formaggi».

«Il permesso di stapparlo – ha reso noto Coldiretti – è scattato a livello nazionale da oggi 30 ottobre, in pieno coprifuoco anti coronavirus. Questo è l’introduzione in attesa dei prestigiosi vini calabresi che si stanno affermando sempre di più sul mercato, e che quest’anno registrano un’altra buona annata in qualità».

«Il novello – ha spiegato Coldiretti – è il vino che sancisce da sempre l’avvio delle visite nelle cantine e delle iniziative di promozione del mondo delle vigne e delle bottiglie Made in Italy ma, che quest’anno, rischia di essere pesantemente penalizzato dall’emergenza coronavirus con l’ultimo Dpcm che vieta sagre e fiere, rassegne e incontri e limita l’attività della ristorazione».

«Il déblocage tricolore – ha sottolineato la Coldiretti – arriva in anticipo di tre settimane rispetto al concorrente Beaujolais nouveau francese che si potrà invece assaggiare solo a partire dal 19 novembre 2020. Leggero e con bouquet aromatico, il “vino da bere giovane” deve le sue caratteristiche al metodo di vinificazione fondato sulla fermentazione carbonica di grappoli integri di uve che vengono poi spremute a distanza di una decina di giorni per un vino delicato che di solito si attesta sugli 11 gradi ma che può raggiungere anche i 12. La nostra produzione si basa da sempre su uve di qualità Doc e Igt, registrando negli anni un’espansione per poi ritagliarsi, negli ultimi anni, una stabile nicchia di consumo. Questi vitigni che negli anni passati rappresentavano la base del novello vengono oggi spesso utilizzati per produrre vini ugualmente giovani, ideali per gli aperitivi, ma che non presentano problemi di durata».

«Il novello – ha spiegato ancora Coldiretti – con la tecnica della macerazione carbonica che è più costosa di circa il 20 % rispetto a quelle tradizionali, è un vino dallo stile “spremuto e bevuto” con una limitata conservabilità, che ne consiglia il consumo nell’arco di 6 mesi».

«La tradizione – ha concluso Coldiretti – vuole che l’apertura del novello si festeggi a San Martino, l’11 novembre, giorno in cui da sempre i contadini chiudono la stagione dei raccolti e fanno il bilancio di un anno di lavoro». (rrm)

Coldiretti Calabria: arrivano le prime castagne, in aumento raccolto e qualità

La stagione delle castagne, in Calabria, è lanciata in avanti, grazie anche al clima delle scorse settimane che ha favorito la maturazione.

Una buona soddisfazione ai raccoglitori, che archiviano al passato il ricordo degli “anni bui” del cinipide galligeno, il fitofago che aveva decimato, per anni, la produzione dei frutti resi da quello che Giovanni Pascoli definì “italico albero del pane”. La situazione, quindi, si presenta omogenea e di buona qualità con piante resistenti quasi come in fase pre-cinipide, in tutte le aree della regione, ad eccezione di piccole zone che hanno sofferto siccità e maltempo”.

A renderlo noto sono Maria Antonietta Mascaro castanicoltrice nel Reventino e delegata Regionale di Donne Impresa e Francesco Mancuso, delegato giovani impresa Cosenza dell’azienda Pascuzzo Rosa nella zona del Savuto. Se la produzione nazionale è in crescita e di qualità, superiore ai 35 milioni di chilogrammi, anche la Calabria registra un trend in aumento tra il 20/25% rispetto allo scorso anno che si può dire sia stata l’annata della ripartenza dopo la terribile situazione castanicola calabrese flagellata, a partire dal 2009, dal temibile cinipide galligeno che ne aveva quasi azzerato l’intera produzione regionale, con il rischio di compromettere i maestosi paesaggi collinari e montani oltre che la stessa tenuta idrogeologica dei territori.

«Oggi, lentamente, grazie anche all’azione e l’impegno di valenti agronomi dell’Arsac – ha sottolineato Franco Aceto presidente di Coldiretti Calabria – la situazione è senza dubbio migliorata con una capillare difesa biologica realizzata attraverso la diffusione dell’insetto Torymus sinensis, che è un antagonista naturale del cinipide. Di pari passo alla lotta biologica gli agricoltori, attraverso specifici eventi che abbiamo organizzato, hanno svolto interventi colturali necessari per ridare respiro ad una castanicoltura in crisi, focalizzando l’attenzione sulla tecnica della potatura del castagno e sui principi fisiologici che la governano».

«Ora – ha aggiunto Coldiretti – il problema riguarda gli effetti del coronavirus sul mercato. La chiusura di fiere e sagre colpisce pesantemente un consumo molto emozionale, legato allo stare insieme e alla convivialità all’aria aperta, anche se si registra un aumento dei consumi da parte delle famiglie. La castagna, prevalentemente, è un prodotto da evento e si rischia una guerra dei prezzi, anche alla luce della grande quantità di prodotto presente sul mercato europeo. Il rischio è quello di trovarsi nel piatto, senza saperlo, castagne straniere spesso spacciate per italiane, con forti ripercussioni sui prezzi corrisposti ai produttori. Da qui la richiesta di Coldiretti di assicurare più controlli sull’origine delle castagne messe in vendita in Italia per evitare che diventino tutte, incredibilmente, tricolori».

«Ancora peggiore – ha proseguito Coldiretti – è la situazione dei trasformati, per i quali non vi è l’obbligo di etichettatura di origine e per le farine di castagne che, non avendo un codice doganale specifico, non è neppure dato a sapersi quante ne vengano importate. Comunque la Coldiretti consiglia i consumatori a prestare attenzione alla qualità e suggerisce di ricorrere a un più genuino fai da te casalingo per garantirsi un prodotto fresco, sicuro e a costi accessibili. Meglio allora frequentare i mercati degli agricoltori di Campagna Amica o acquistare direttamente dai nostri produttori per fare acquisti di qualità e apprezzare e riscoprire la biodiversità delle varietà delle castagne calabresi». (rrm)

REGGIO – Coldiretti: Falcomatà ha trascurato settore agricolo e pesca negli incontri istituzionali

Pietro Sirianni, direttore di Coldiretti Calabria, in una lettera ha sottolineato come il sindaco di Reggio, Giuseppe Falcomatà, nel corso dei vari incontri «con le categorie produttive, circa la decisione di eventuali chiusure a causa della pandemia ma ha dimenticato di convocare il settore agricolo e agroalimentare e della pesca».

«Probabilmente una disattenzione che però – ha precisato – fa il paio con quella sugli Stati Generali dove in un generico settore “natura” si voleva forse ricomprendere anche l’agricoltura. I numeri sull’importanza del settore agricolo e della pesca dicono altro riferisce Sirianni: sono oltre 600 le aziende agricole nel comune di Reggio Calabria e quasi 20 le imprese della pesca e dietro ogni impresa ci sono famiglie e lavoratori».

«Non si parla di Reggio Calabria – ha aggiunto – senza annoverare il bergamotto che la rende famosa in tutto il mondo, tanto quanto i bronzi di Riace e ancora, la pesca del pesce spada, l’annona, le arance di San Giuseppe, che danno lustro alla Città di Reggio Calabria che ha imprenditori agricoli ed industrie agroalimentari che per prime hanno prodotto l’aranciata con il 25% di succo d’arancia valorizzando la varietà Belladonna tipica ed esclusiva della nostra città ma anche viticoltura, olivicoltura e orticoltura».

Una categoria professionale – si legge – che lavora e ha lavorato per assicurare il cibo che, spero converrà, meriterebbe una particolare attenzione. Un settore continua la lettera –  che nella “fase uno” della pandemia, è quello che ha continuato a lavorare, portando la spesa dalle campagne direttamente a casa dei consumatori, che non si è dimenticato degli indigenti, che ha dato un contributo decisivo nel far ripartire l’economia. Grazie alle battaglie continue e incessanti di Coldiretti, con l’etichettatura obbligatoria dell’origine dei prodotti, le nostre eccellenze ortofrutticole, i vini, gli oli, i succhi, arrivano sulle tavole dei consumatori e come comune di produzione e di origine, portano il nome di Reggio Calabria».

E poi, ancora rivolgendosi al sindaco, scrive: «ci siamo permessi di ricordare tutto questo, perché vogliamo continuare ad esercitare il ruolo che ci spetta: essere parte attiva della Calabria e delle nostre città. Coldiretti è una forza sociale che difende ogni giorno il Made in Italy, lotta per la tracciabilità dell’origine dei prodotti agroalimentari, denunciando ad esempio nella nostra città, le annone spagnole che vengono vendute per reggine, o gli agrumi extracomunitari che diventano italiani; è quella forza sociale che grazie ai suoi imprenditori interviene sulle zone alluvionate la mattina stessa dell’evento calamitoso per aprire la strada ai mezzi di soccorso, è quella forza sociale che oltre a rappresentare gli agricoltori tutela i cittadini consumatori incontrandoli ogni giorno nelle piazze».

«Coldiretti in questa città è quella forza sociale che pure subendo i disagi e le penalizzazioni sul marketing e sulla promozione delle imprese agricole, dovuti spesso ad una emergenza rifiuti che deprezza le aree periferiche della città prossime alle aziende agricole, ha compreso che si tratta di una emergenza difficile da risolvere e non ha polemizzato o fatto proteste e comunque in grado di fare proposte. Insomma la mancata convocazione– insiste Coldiretti – la consideriamo una dimenticanza per cui questa sollecitazione vuole essere solo un promemoria per ricordare che può disporre del contributo di questa Organizzazione nei modi che riterrà più opportuni e nell’assoluto rispetto dei ruoli di rappresentanza».

«Noi – ha aggiunto nella lettera Sirianni – vogliamo svolgere bene e con responsabilità il nostro ruolo nei momenti di concertazione istituzionale e comunque invitiamo il sindaco a voler dedicare una giornata alle imprese agricole della città. Saremo  – conclude – ben lieti di accompagnarlo nelle aziende e presentare le eccellenze agroalimentari di questa splendida terra e le persone che contribuiscono ad esaltarne il valore». (rrc)

 

SELLIA MARINA (CZ) – L’evento “Calabria e Marocco insieme in cucina”

Questa mattina, a Sellia Marina, alle 10.30, alla Fattoria Didattica “Il Bruco d’Oro”, l’iniziativa Calabria e Marocco insieme in cucina, organizzata da Coldiretti Donna ImpresaCooperativa Donne Oltre l’Occidente.

Le agrichef di Campagna Amica si esibiranno individualmente, nella preparazione di ricette della tradizione calabrese, mentre le donne della comunità magrebina prepareranno pietanze tipiche, come “cous cous” e “tajine”, utilizzando prodotti del mercato di Campagna Amica.

La cucina quindi si apre e diventa un luogo di interscambio di pratiche gastronomiche e culturali, andando a rafforzare l’identità alimentare e a dare forme più definite nel momento in cui un prodotto o una ricetta si confrontano con culture e regimi diversi, condividendo così “gusti” apparentemente lontani e creando elasticità comunicativa e ricchezza nel percorso identitario della vita di ogni individuo.

Nel corso dell’iniziativa, Donne Impresa Coldiretti Calabria con la Responsabile Regionale, Maria Antonietta Mascaro e la Cooperativa Sociale Donne Oltre l’Occidente, rappresentata dal suo Presidente Latifa Azri, sigleranno un protocollo d’intesa per intraprendere un percorso condiviso di integrazione e interscambio culturale, che mira alla buona accoglienza soprattutto in un momento difficile come quello attuale, guardando anche oltre la necessità di assicurare il soddisfacimento dei bisogni primari per riscoprire, nella ricerca delle condizioni una equilibrata inclusione sociale, attraverso la bellezza e la generosità del mondo rurale.

Nel corso dell’iniziativa, sarà garantito il rispetto delle norme in vigore anticontagio. (rcz)

SAN DEMETRIO CORONA (CS) – La Filiera Madeo aderisce a Coldiretti Calabria

La Filiera Madeo di San Demetrio Corona ha aderito a Coldiretti Calabria.

L’adesione è stata formalizzata tra il presidente della Filiera Madeo, Ernesto Madeo insieme al management aziendale e il presidente di Coldiretti Calabria, Franco Aceto e il direttore Francesco Cosentini.

L’azienda Madeo presidia la filiera produttiva dagli allevamenti dalla produzione di salumi fino alla distribuzione del prodotto e costituisce un modello integrato e sostenibile di produzione che impatta sull’ambiente in modo estremamente limitato grazie ai costanti investimenti sugli allevamenti e sugli impianti di trasformazione.

«Abbiamo deciso di aderire a Coldiretti – ha spiegato Madeo – ho trovato piena sintonia per le scelte e le battaglie che ha condotto in questi anni sulla distintività del cibo, del sistema agroalimentare, dei produttori e della trasformazione. Facendo forza sui valori comuni dell’identità territoriale, della trasparenza, dell’origine e della sostenibilità  svilupperemo un polo che punterà sul suino nero e bianco nell’ottica di valorizzare le produzioni perché entrambi abbiamo a cuore la Calabria».

«Siamo enormemente soddisfatti – ha commentato Aceto –per l’adesione dell’azienda Madeo che rappresenta una realtà fondamentale del sistema agroalimentare calabrese poiché interpreta una filiera di grande qualità del territorio e risponde in modo puntuale alle esigenze dei cittadini-consumatori informati e sempre più attenti a provenienza, qualità e genuinità dei prodotti».

«Questa – ha aggiunto – è una “perla”che si aggiunge ad una rete solida ed estesa di soci, a testimonianza che intorno al progetto economico di Coldiretti continuano a stringersi le migliori aziende, dalle più grandi, alle più piccole che lavorano, tutelano e valorizzano il vero Made in Calabria. Con questa ulteriore adesione a Coldiretti Calabria, il cibo calabrese continua a fare squadra».

La Filiera Madeo, industria specializzata nella produzione di Salumi D.O.P. e valorizzazione della razza autoctona di Suino Nero di Calabria, negli anni si è contraddistinta sul mercato con un approccio vincente e innovativo coniugando tracciabilità, salubrità, innovazione e sostenibilità. (rcs)

DECOLLATURA (CZ) – Al “Cava patate day” protagonista la patata viola

A Decollatura, si è svolto il Cava patate day, la prima scavatura delle patate viola in Calabria.

L’evento, gestito dal tecnico ColdirettiLuca Meringolo, ha visto l’azienda Talarico Michelangelo e di suo figlio Giuseppe ricevere, da parte del direttore interprovinciale di Catanzaro, Vibo Valentia e Crotone, Pietro Bozzo e del responsabile regionale di Campagna AmicaMario Ambrogio, il sigillo di campagna amica come custode dell’agro-biodiversità italiana e calabrese, in particolare.

La scavatura è avvenuta grazie anche alla collaborazione di altre aziende Coldiretti del luogo, del giovane Fabio Lucente, seguito e coadiuvato dal papà Angelo. Gli ospiti incuriositi hanno partecipato alla raccolta e sommerso di domande sia Giuseppe che Michelangelo, ma chiedendo anche informazioni specifiche alla dott.ssa Vincenzina Scalzo, divulgatrice Arsac, ente che ha fornito la semente al produttore.

L’azienda del reventino produce diverse e genuine colture locali: fagioli, zucche, mele, grano verna, tutte in pieno campo e realizzate con non poche difficoltà legate a molteplici fattori ambientali. La caratteristica principale di produzione dell’azienda vede la rotazione colturale, la nutrizione del terreno con sostanze biologiche e naturali quindi decisamente sostenibili e con l’uso di acque di irrigazione provenienti da sorgenti incontaminate.

Anche il metodo di raccolta è tradizionale, perché fatto a mano. Presenti inoltre numerose donne, che hanno partecipato al momento della raccolta. Di fronte alla ricca tavola imbandita a cura delle “donne di casa, le sig.re  Ornella e Debora, ci si è lasciati andare e ne è scaturito uno scambio di idee, usi e ricette pensando così nuovi possibili usi in cucina. Si è parlato del fondamentale e significativo ruolo delle donne all’interno dell’azienda con un approfondimento insieme a Maria Antonietta Mascaro, responsabile regionale Coldiretti donne impresa.

Uno degli impegni che è scaturito, da questa giornata, è la valorizzazione della patata viola anche con la creazione di ricette che scaturiranno dalla creatività, passione e innovazione degli agrichef di Terranostra-Campagna Amica, che anno portare in tavola quello che si produce. (rcz)

CORIGLIANO ROSSANO – L’evento “La terra e i suoi doni”

Domani mattina, a Corigliano Rossano, alle 10.00, alla Parrocchia S. Pio X, è in programma l’evento La terra e i suoi doni, la Giornata di benedizione per comprendere il dono e il senso del rapporto con il creato e le buone pratiche da intraprendere.

L’evento, organizzato da Coldiretti Calabria e dalla Diocesi di Rossano-Cariati, Ufficio Diocesano delal Pastorale del Lavoro. in occasione del mese dedicato alla Conferenza Episcopale Italiana alla “Cura, Custodia e Salvaguardia del Creato”, presieduta da Mons. Giuseppe Satriano.

Dopo i saluti del presidente di Coldiretti Calabria Franco Aceto e del vice-sindaco di Corigliano Rossano, Claudio Malavolta, seguirà la Santa Messa e al termine la benedizione dei trattori.

«Questa – riferiscono gli organizzatori – è un primo momento di sensibilizzazione oltreché finalizzato ad accompagnare la disponibilità e la vocazione di quanti vogliono intraprendere la professione agricola. L’Arcidiocesi di Rossano-Cariati e la Coldiretti metteranno a disposizione di quanti vorranno condividere il progetto le loro competenze e risorse». (rcs)

 

Coldiretti Calabria: a rischio l’avvio stagione agrumicola per mancanza di manodopera

La stagione agrumicola sta per partire, ma manca la manodopera, sia straniera che italiana. È questo l’allarme lanciato da Coldiretti Calabria su una situazione che, come ha spiegato il presidente Franco Aceto, costringerà gli agricoltori a lasciare «i frutti nei campi per la mancanza di manodopera in una stagione agrumicola che peraltro si annuncia per qualità e quantità su buoni livelli tendenti all’ottimo».

«Vi è un calo delle posizioni lavorative in agricoltura – ha spiegato il presidente Aceto – che dipende dai vincoli causa Covid-19, posti alle frontiere ai braccianti dall’estero che ogni anno arrivano per un lavoro stagionale per poi tornare nel proprio Paese. Nonostante il lockdown – nelle campagne il lavoro non si è mai fermato ma, a pesare sui raccolti, è, appunto, il mancato arrivo di braccianti che non è stato accompagnato da misure per favorire l’accesso al lavoro degli italiani come l’introduzione di voucher semplificati per consentire anche a percettori di ammortizzatori sociali, studenti e pensionati italiani lo svolgimento dei lavori nelle campagne in un momento in cui tanti lavoratori sono in cassa integrazione e le fasce più deboli della popolazione sono in difficoltà».

«Anche il reddito di cittadinanza – ha aggiunto – cosi come è congegnato non permette ai percettori di svolgere un lavoro, anzi, coloro che ne usufruiscono, preferiscono mantenere questa situazione. Non possiamo permetterci di perdere le grandi opportunità di lavoro che vengono da uno dei settori più dinamici dell’economia poiché, con la carenza di manodopera, il rischio è che ci possa essere sui “banchi dei mercati” una ridotta disponibilità dei nostri agrumi con una perdita di competitività e quote di mercato e un deciso aumento delle importazioni dall’estero da spacciare come Made in Italy».

«Occorre – ha concluso il presidente di Coldiretti Calabria – che su questi aspetti ci sia una attenzione della politica regionale e soprattutto dei parlamentari nazionali  per mettere a punto provvedimenti e strumenti per il settore agili e flessibili, che taglino burocrazia e vincoli e, rispondano soprattutto ad un criterio di tempestiva disponibilità al lavoro e dall’altra generino una preziosa opportunità di integrazione al reddito considerato il periodo di crisi». (rrm)

Oscar Green di Coldiretti Giovani, la Fattoria della Piana di Gioia alla finale nazionale

È Federica Basile, della coop. Fattoria della Piana di Gioia Tauro che rappresenterà la Calabria alla finale nazionale del concorso Oscar Green, il premio che Coldiretti Giovani Impresa mette in palio ogni anno per accendere i riflettori sui giovani impegnati in agricoltura.

La finale regionale, che ha visto premiati tre uomini e tre donne, si è svolta nella suggestiva cornice di Capo Vaticano e, da lì, «è emerso un forte ancoraggio nel presente e competenza e visione del futuro per un’imprenditorialità agricola che crede nel domani e non ha paura delle sfide» ha dichiarato Franco Aceto, presidente di Coldiretti Calabria.

«Un appuntamento – ha aggiunto il presidente Aceto –  sempre importante per tutta la Coldiretti, perché ci dà l’occasione di dare voce ad  esperienze brillanti che emergono dal tessuto imprenditoriale agricolo. Ogni anno la scelta dei vincitori è sempre più difficile perché crescono la qualità e il valore delle iniziative. Tutto questo ci racconta l’effervescenza creativa che nasce nelle campagne dove tanti giovani investono nel loro futuro».

«Sono esempi di storie vincenti sui giovani impegnati in agricoltura e nell’agroalimentare – ha commentato il delegato regionale di Giovani Impresa Coldiretti Enrico Parisi – protagonisti della rivoluzione green e dell’innovazione nei campi. A oggi sono oltre 2500 gli under 35 che hanno deciso di costruire la loro carriera professionale in campagna: il loro impegno va accompagnato da politiche regionali corrette che possano favorire e sviluppare questi percorsi».

Nuove leve dell’agricoltura regionale che, per Massimo Piacentino, dell’esecutivo nazionale, sono giovani capaci, veloci e smart. Sono riusciti a coniugare nuove tecnologie, e nuovi canali di vendita con la tradizione delle nostre campagne. Puntano sulla sicurezza alimentare, sul benessere e sulla trasparenza nei confronti dei consumatori. Un concorso come Oscar Green è molto importante perché consente loro di farsi conoscere, conoscere altre esperienze per prendere spunto o allacciare collaborazioni all’interno della filiera agricola.

Premiati, dunque, per Fare Rete Serena Paese, AnsepaSrls che, valorizzando la patate della Sila Igp, con “Le Montanine”, produce le prime chips made in Sila, unendo l’amore per il territorio e la tradizione di famiglia. Per Impresa 5.Terra, Gabriele Francesco Bafaro e il progetto di archeologia sperimentale Archeo-Vino Acroneo che nasce dalla volontà di ricostruire il processo di vinificazione antico e di sperimentare le tecniche di coltivazione della vite usate nell’antichità conservando il vino in anfore di artigiani calabresi.

Per Sostenibilità Ambientale Federica Basile, della Cooperativa agricola Fattoria della Piana, una cooperativa di allevatori che opera nel settore lattiero caseario calabrese della Piana di Rosarno e che ha realizzato un impianto di produzione biogas che consente di produrre energia in modo totalmente ecosostenibile, con una potenza elettrica di 998 kW.L’impianto utilizza gli scarti della Fattoria e di altre 80 aziende agricole per produrre energia elettrica e termica. Esempio di economia circolare.

Per Campagna Amica, la premiata è Elirosa Blaiotta della Società agricola Terzeria per il progetto “Rete in Rete”, che accoglie e realizza i valori di Campagna Amica. Terzeria, è ubicata nel cuore della Piana di Sibari, produce agrumi, ortaggi, cereali e foraggi, riso, olive e olio d’oliva e molto altro. Ha esperienza nella vendita diretta e on-line con spedizioni in tutta Italia.

Creatività: dopo un lungo lavoro di oltre 12 anni, Giovanni Celeste Benvenuto ha riportato in vita lo “Zibibbo di Pizzo”, vitigno che qui affonda le radici nelle antiche rotte commerciali dei Fenici, ha fatto rivivere le antiche tecniche di vinificazione del posto che si stavano estinguendo.

Per Noi per il Sociale, premiata la Coop. l’Arca di Noè con il progetto di Agricoltura Sociale Salute in Campo, che si colloca nel campo dei servizi alla persona. Il progetto affianca alla tradizionale funzione produttiva dell’agricoltura la funzione “terapeutica”, la capacità di generare benefici per le fasce vulnerabili della popolazione.

Una menzione speciale è andata all’Associazione Koinè di Maria Rosa Papalia, che con il progetto il Viaggio di Koinè promuove, nel cuore dell’Aspromonte, l’educazione ambientale, l’educazione alimentare e la riscoperta dei luoghi storici, con l’organizzazione dei “campi scuola” per bambini e ragazzi anche nei tempi dell’emergenza Covid19.

In un clima di commozione, un riconoscimento è andato alla memoria del giovane agricoltore Francesco Oliverio, recentemente scomparso in un incidente stradale e a cui è stata dedicata questa edizione di Oscar Greeen.

La giornata è stata arricchita dalla relazione del Presidente di Demoskopica Raffaele Rio e dall’intervento del presidente della sesta Commissione Consiliare agricoltura, Pietro Molinaro, che ha incoraggiato i giovani ad essere tenaci e a voler bene alla Calabria. (rrm)