Coldiretti Calabria: Al via la ‘Spesa Sospesa del contadino’ a Cosenza, Reggio e Catanzaro Lido

Questo weekend, nei mercati coperti di Campagna Amica di Cosenza, Catanzaro Lido e Reggio Calabria, prende il via la spesa sospesa del contadino, una iniziativa degli agricoltori di Campagna Amica – Coldiretti volta ad aiutare a «combattere la nuova povertà, affrontare la crescente emergenza alimentare e contribuire ad offrire ai più bisognosi un Natale sereno».

Lo ha reso noto Coldiretti Calabria, nel sottolineare che questa iniziativa di solidarietà è prevista nei mercati coperti  di Campagna Amica di  Cosenza (Piazza Matteotti), Catanzaro Lido (Via Nazionale) e  Reggio Calabria (Via Sbarre Centrali) dove saranno presenti i volontari della Caritas.

Tutti i cittadini che fanno la spesa nei mercati di Campagna Amica possono decidere di donare cibo In questo caso si tratta  prevalentemente di frutta, verdura, formaggi, salumi, olio o altri generi alimentari Made Calabria  di qualità e a km zero.

«Si tratta – ha spiegato Coldiretti – di una azione di grande responsabilità dei nostri agricoltori  che si mettono a disposizione  in una situazione difficile, dove c’è stata anche la perdita di opportunità di lavoro, anche occasionale con un aumento vertiginoso del  numero di persone che sono costrette a chiedere aiuto per il cibo o andare nelle mense caritatevoli».

«Ad essere in difficoltà – ha concluso Coldiretti – secondo i dati è il 14% della popolazione calabrese e, tra le categorie più deboli, ci sono i senza fissa dimora, anziani sopra i 70 anni, e anche bambini». (rrm)

Coldiretti Calabria: Al via le domande di aiuti per agrumeti, buona occasione

Coldiretti Calabria ha reso noto che dal 3 dicembre «c’è il via libera alla presentazione delle domande di sostegno per il reimpianto degli agrumeti», stabilito dall’Agenzia per l’Erogazione in Agricoltura con una circolare pubblicata il 27 novembre e secondo quanto previsto dal decreto Mipaaf del 10 agosto 2020.

«Il Piano nazionale per la filiera agrumicola – ha informato Coldiretti – prevede infatti uno stanziamento di 8 milioni di euro per il 2020 destinato al reimpianto degli agrumeti colpiti in misura non inferiore al 30% delle piante dal virus della tristeza e dal mal secco, utilizzando portinnesti che inducono tolleranza nei confronti dei sintomi causati dalle infezioni. Possono richiedere l’aiuto i produttori agrumicoli che alla data del 30 settembre 2019 risultano associati a organizzazioni di produttori ortofrutticole riconosciute».

«Per beneficiare del sostegno – ha spiegato Coldiretti – le imprese devono procedere all’espianto di agrumeti esistenti colpiti dal virus della tristeza e dal mal secco e al reimpianto, nella stessa superficie, con portainnesti che producono effetti di tolleranza al Citrus Tristeza Virus (Ctv) con le varietà previste dai disciplinari Dop e Igp. La superficie minima sulla quale eseguire le operazioni colturali è di 2 ettari. L’agricoltore inoltre deve impegnarsi a mantenere l’investimento per un periodo di almeno cinque anni a decorrere dalla data di erogazione del saldo del contributo».

Gli importi massimi ammessi (euro per ettaro) per le operazioni sono di 2.427,6 euro per le spese di espianto, di 2.650 per quelle di impianto, di 3.000 per la messa in opera degli astoni e 4.200 per il materiale vivaistico.

Il contributo per ciascuna domanda ritenuta ammissibile è calcolato nella misura massima dell’80% delle voci di spesa per un totale a ettaro di 14.085 euro. (rrm)

ATTRAE I GIOVANI IL RITORNO ALLA TERRA
IN CRESCITA L’AGRICOLTURA IN CALABRIA

di ANTONIETTA MARIA STRATI – Se si dovesse definire l’agricoltura in Calabria, probabilmente la si dovrebbe indicare come il bene più prezioso della nostra terra. Il settore agricolo, infatti, è un vero e proprio orgoglio e un’eccellenza, capace di offrire prodotti unici che il mondo ci invidia – vedi, ad esempio, il Bergamotto di Reggio Calabria, le annone, le clementine e le arance – e che, finalmente, si sta allontanando dalla visione di ultima spiaggia per chi non ha un’istruzione, diventando, invece, motivo di investimento e di ritorno alla propria terra per tanti giovani che sono dovuti andare via.

Grazie a questa ‘emigrazione al contrario’, è avvenuto un piccolo miracolo: rispetto a cinque anni fa, è aumentato, nel 2020, di oltre il 6% il numero di giovani imprenditori insediati in agricoltura. È ciò che è emerso dal una analisi della Coldiretti sulla base delle iscrizioni al registro delle Imprese di Unioncamere relative al settembre 2020, che evidenziano un grande ritorno di interesse alla terra degli under 40 che abbandonano invece le altre attività produttive, dall’industria al commercio.

«Nelle campagne calabresi, si sta assistendo ad un progressivo svecchiamento dei titolari delle aziende agricole – ha sottolineato Francesco Cosentini, direttore di Coldiretti Calabria – che diventerà ancora più consistente con la pubblicazione della graduatoria definitiva del secondo bando di insediamento dei giovani in agricoltura che potrà vedere alla guida delle aziende agricole  altri giovani».

«È in atto – ha spiegato Coldiretti – un cambiamento epocale con il mestiere della terra, che non è più considerato l’ultima spiaggia di chi non ha un’istruzione e ha paura di aprirsi al mondo ma è, invece, la nuova strada del futuro per le giovani generazioni istruite».

«Questo fenomeno – ha commentato Cosentini – si può ulteriormente consolidare nei prossimi anni quando con la nuova programmazione comunitaria, orientata ad aumentare gli aiuti per l’insediamento, ci potrà essere un decisivo incremento dei giovani. Questo significherà proseguire nella rivitalizzazione delle aree interne e a mettere un sigillo significativo nel prossimo futuro nel garantire il ricambio generazionale e assicurare una spinta verso l’innovazione tecnologica e nuovi e moderni modelli di impresa agricola».

«La presenza dei giovani – ha riferito la Coldiretti – ha, di fatto, rivoluzionato il lavoro della terra; le imprese under 40 operano in attività che vanno dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta, dalle fattorie didattiche agli agriasilo, ma anche alle attività ricreative, l’agricoltura sociale la sistemazione di parchi, giardini, strade, l’agribenessere e la cura del paesaggio o la produzione di energie rinnovabili. La rinnovata attrattività della campagna per i giovani, si riflette nella convinzione comune che l’agricoltura sia diventata un settore capace di offrire e creare opportunità occupazionali e di crescita professionale, peraltro destinate ad aumentare nel tempo».

«La capacità di innovazione e di crescita multifunzionale – ha continuato la Coldiretti – porta le aziende agricole dei giovani ad avere una superficie superiore alla media, un fatturato più elevato e più occupati per azienda. E, se tra questi giovani guerrieri e innovatori, c’è chi ha scelto di raccogliere il testimone dai genitori, la vera novità rispetto al passato sono gli under 40 arrivati da altri settori o da diverse esperienze familiari che hanno deciso di scommettere sulla campagna con estro, passione, innovazione e professionalità, i cosiddetti agricoltori di prima generazione».

«Con questi giovani e le prospettive – ha confermato Cosentini – è necessario continuare ad investire sull’agricoltura che è un settore strategico per far ripartire la Calabria e occorre sostenere il sogno imprenditoriale di una parte importante delle giovani generazioni che, mai come adesso, vogliono impegnare il proprio futuro nelle campagne e perciò, vanno liberati dal peso della burocrazia che deve favorire il pieno utilizzo delle risorse comunitarie». (ams)

CASABONA (KR) – Coldiretti Calabria: strada comunale ‘Acqua-Lavinia’ impercorribile, fare subito qualcosa

Coldiretti Calabria ha denunciato lo stato di pericolosità della strada comunale “Acqua-Lavinia” del Comune di Casabona, impedendo agli agricoltori di raggiungere le proprie aziende, rendendo impossibili le lavorazioni e la raccolta delle produzioni.

A denunciare la situazione, Fabio Borrello, presidente Interprovinciale Coldiretti Kr-Cz-Vv, spiegando che si tratta di una situazione «che, se rimane, si traduce in una perdita per le imprese agricole e per la stessa occupazione» e chiedendo «un intervento tempestivo, da parte della Commissione Prefettizia del Comune di Casabona, affinché proceda velocemente per garantire il diritto alla mobilità sul territorio e ripristini le condizioni quo ante».

«Restiamo disponibili – ha aggiunto – per qualsiasi forma di confronto e collaborazione con le istituzioni, consci che sapranno rispondere in maniera positiva. Lavorare non può diventare un’impresa epica.La nostra preoccupazione è anche per i prossimi mesi, quando con i lavori agricoli da effettuare cominceranno a circolare su strada più mezzi».

La rete infrastrutturale – ha concluso il presidente Borrello – è indispensabile per contenere le spese, sostenere i nostri agricoltori, le loro imprese e, con essi, l’economia locale». (rkr)

Coldiretti Calabria illustra le opportunità fiscali di fine anno per le imprese agricole

Attilio Salerno, responsabile del Servizio Fiscale-tributario di Coldiretti Calabria, ha illustrato le opportunità fiscali di fine anno per le imprese agricole calabresi.

Tali opportunità, consistono, in sintesi, nell’ottenere risparmi fiscali, soprattutto in questo periodo, per gli imprenditori agricoli è importante. Il mese di dicembre rappresenta un momento fondamentale, in quanto sono chiamati a valutare le diverse opportunità che la normativa mette loro a disposizione.

«L’imprenditore agricolo – ha spiegato – che svolge attività ai sensi dell’art 2135 del Codice Civile può optare per gli appositi regimi fiscali previsti per il settore. Nel caso delle imposte dirette, il reddito agrario (criterio catastale) configura il  regime naturale per ditte individuali e società semplici, mentre può essere un regime opzionale per le società agricole. Per le imposte indirette e più precisamente per ciò che concerne il regime Iva, le aziende agricole, ai sensi dell’art- 34 del Dpr n. 633/72,   possono usufruire del regime Iva speciale, oltre che di quello ordinario e di di esonero».

«L’ applicazione del regime Iva  speciale agricolo – ha chiarto – prevede la detrazione a forfait in base a determinate aliquote, denominate “percentuali di compensazione’’. Date, pertanto, le diverse opzioni normative messe a disposizione, invitiamo gli agricoltori, a recarsi negli uffici della Coldiretti presenti in ogni provincia affinché, con il supporto dei fiscalisti, possano valutare la convenienza dell’applicazione del regime Iva speciale, ovvero l’opzione al regime ordinario  verificando se sussista o meno la cosiddetta rendita Iva. La rendita Iva è la differenza positiva tra l’imposta detratta in base alle percentuali di compensazione e quella effettivamente assolta sugli acquisti».

«Da non sottovalutare – ha detto ancora Salerno – nel cambio del regime Iva è il fattore temporale, in quanto bisogna considerare sia il passato che il futuro dell’azienda agricola. Difatti, da un lato bisogna considerare quanto riguarda acquisti e vendite previsionali nonché il vincolo triennale di permanenza al nuovo regime, dall’altro lato invece il passato è fondamentale, in quanto è necessario effettuare la rettifica Iva’, ovvero la detrazione dell’Iva operata in passato per determinati beni con utilità pluriennale. Il regime Iva speciale risulta conveniente tanto più sono alte le aliquote di compensazione, in quanto sarà maggiore il recupero dell’imposta, invece il regime Iva ordinario è conveniente quando le aliquote di compensazione sono basse  e l’azienda agricola effettua investimenti».

«In riferimento agli investimenti – ha aggiunto – si ricorda che anche le aziende agricole possono approfittare dell’opportunità di affacciarsi al futuro tecnologico, usufruendo del cosiddetto credito di imposta 4.0, fino ad un massimo del 40%, per investimenti in beni strumentali e delle misure attuate dai piani di sviluppo rurale. Un aspetto fondamentale del credito di imposta 4.0 è la sua cumulabilità con altre agevolazioni, che abbiano ad oggetto i medesimi costi, a condizione che tale cumulo, tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito e della base imponibile dell’Irap, non porti al superamento del costo sostenuto».

«A tal proposito – ha concluso Salerno – per rimanere agganciati alla realtà calabrese, è utile ricordare la misura 04 – Intervento 4.1.1. Investimenti nelle aziende agricole -Annualità 2020 del Psr, che prevede un contributo a fondo perduto per beni che possono usufruire anche del credito di imposta 4.0, in quanto le due agevolazioni sono cumulabili». (rrm)

L’allarme di Coldiretti Calabria: Nella Sibaritide crisi profonda per le clementine Igp

Piogge alluvionali e prezzi stracciati alla produzione hanno messo in crisi la Sibaritide per le clementine Igp. È l’allarme lanciato da Coldiretti Calabria, che ha evidenziato come la campagna agrumicola 2020/2021, iniziata ad ottobre, ha prezzi alla produzione bassissimi, con un outlook negativo per le clementine IGP Calabria che realizzano in campagna un prezzo che non copre nemmeno i costi di produzione e poi le forti piogge di questi giorni che hanno determinato danni consistenti.

«Per coprire i costi di produzione e raccolta  ha dichiarato – Franco Aceto, Presidente di Coldiretti Calabria – ci vogliono almeno 35/40 cent. a kg! È un conto economico per gli agricoltori che è drammatico, denuncia».

«La crisi causata dal Covid – hanno spiegato i tecnici di Coldiretti – i limiti alla movimentazione delle merci e delle persone, la chiusura dei ristoranti, le temperature più alte della media stagionale che hanno accorciato i tempi di maturazione e poi con le piogge alluvionali degli ultimi giorni, che hanno determinato la cascola del frutto in una percentuale fra il 30 e il 40% la situazione e il reddito degli agricoltori è fortemente compromesso».

«Il territorio della Sibaritide – ha aggiunto Aceto – che impernia la sua economia proprio sulle clementine è soggetto ad un crac senza precedenti. I prezzi non sono assolutamente remunerativi. Si profila un’annata da dimenticare, un trend drammatico che per le imprese agricole ha effetti pesanti oltre che sul piano economico anche occupazionale, nonché dal punto di vista ambientale. Quest’anno, a tutto questo micidiale mix, si è aggiunta la crisi di mercato dovuta al Covid e, al solito, l’atteggiamento della Gdo che non riconosce agli agricoltori prezzi remunerativi. La Coldiretti continuerà un impegno su diversi fronti! Innanzitutto verso cittadini-consumatori e soprattutto degli operatori economici, di aderire con atti concreti alla campagna di mobilitazione #MangiaItaliano, privilegiando negli approvvigionamenti arance e clementine made in Calabria al 100%, come per tutti gli altri prodotti agroalimentari del territorio».

«E poi, ancora – ha detto ancora Aceto – un patto etico di filiera tra il mondo della produzione e della distribuzione per garantire almeno i costi di produzione e di raccolta. Abbiamo, altresì, chiesto al Dipartimento Agricoltura l’esigenza di predisporre un Piano Agrumi regionale e di attivare misure specifiche per contrastare la crisi quali ritiro di prodotto, insieme al Mipaaf, da destinare alla distribuzione gratuita e agli indigenti. L’ipotesi dei ritiri potrebbe configurarsi oltre che per il prodotto fresco anche per il succo che renderebbe più gestibile la particolare emergenza».

«Infatti – ha detto ancora – dovrebbe essere imminente la pubblicazione di un bando per ritiri di generici “succhi di frutta” che, se opportunamente utilizzato, potrebbe, seppur parzialmente, ristorare il settore. Una situazione che stiamo seguendo da vicino in continuo contatto anche  con le Organizzazioni dei Produttori». (rrm)

Giornata Mondiale degli Ulivi, Coldiretti Calabria: olivicoltura un tesoro di biodiversità in Calabria

In Calabria ci sono 25 milioni di piante, oltre il 10% dei 250 milioni in Italia. Lo riferisce Coldiretti Calabria in occasione della Giornata Mondiale degli Ulivi, proclamata dall’Unesco che si celebra il 26 novembre.

«L’olivicoltura,  nella nostra regione – ha evidenziato Coldiretti – si sviluppa sul 24% della superficie agricola utilizzata, con oltre 84mila aziende ad indirizzo olivicolo, una superficie investita in olivo di oltre 189mila ettari, oltre 100 varietà di olive, un tesoro di biodiversità, con quasi il 50% biologico, tre Dop e una Igp, un forte impiego di manodopera, nella intera filiera. La filiera coinvolge, inoltre, in Calabria 692 frantoi il 15% del totale italiano».

« Già questi numeri – ha aggiunto Coldiretti – sottolineano il ruolo economico, ambientale, culturale e salutistico della produzione dell’olio di oliva, colonna della dieta mediterranea. Ad incidere negativamente sulle imprese olivicole è  la chiusura di ristoranti e agriturismi dove le vendite si sono praticamente dimezzate. È un patrimonio minacciato dai cambiamenti climatici, delle oscillazioni produttive che quest’anno ha detto addio a quasi una bottiglia di olio extravergine Made in Calabria  su tre».

«La raccolta 2020 nella nostra regione – ha proseguito Coldiretti – registra, in base ai dati previsionali Ismea Unaprol un -40% rispetto al 2019, che fa diventare la Calabria la terza regione italiana produttrice di olio. A pesare, quindi, è anche la chiusura dei ristoranti che, in Italia e nel mondo, rappresentano un importante mercato di sbocco soprattutto per le produzioni di qualità Made in Italy anche se con la svolta salutista degli italiani a tavola spinta dall’emergenza Covid sono cresciuti in Italia del 9,5% i consumi familiari di extravergine di oliva, anche per effetto del maggior tempo trascorso in casa a cucinare».

«Bisogna dire – ha aggiunto Coldiretti – che sul fronte del mercato, la minor produzione 2020 e la domanda delle famiglie sta spingendo in alto i listini con aumenti che riguardano anche gli oli Dop/Igp. L’andamento dei prossimi mesi dipenderà come di consueto dalla situazione internazionale con la produzione mondiale stimata in linea a quella dello scorso anno ed i prezzi in Spagna, Grecia e Tunisi che mostrano tendenze al rialzo. La Spagna è di gran lunga il principale produttore mondiale seguito dall’Italia mentre sul podio al terzo posto si trova la Grecia».

«L’82% degli italiani – ha detto ancora Coldiretti – con l’emergenza coronavirus sugli scaffali cerca prodotti Made in Italy per sostenere l’economia ed il lavoro del territorio, il consiglio della Coldiretti è quello di diffidare dei prezzi troppo bassi, guardare con più attenzione le etichette e acquistare extravergini a denominazione di origine Dop e Igp, quelli in cui è esplicitamente indicato che sono stati ottenuti al 100 per 100 da olive italiane, o di acquistare direttamente dai produttori olivicoli, nei frantoi o nei nostri mercati di Campagna Amica dove  è possibile assaggiare l’olio evo prima di comprarlo e riconoscerne le caratteristiche positive». (rrm)

Svolta per il settore agrituristico calabrese: annullata tassa di concessione regionale e disciplinato subentro nell’attività

È soddisfatta Coldiretti Calabria, per il grande risultato che si è raggiunto nel corso dell’ultima seduta del Consiglio regionale della Calabria, con la modifica della legge regionale che disciplina l’esercizio dell’attività agrituristica.

La norma, così come è stata modificata, disciplina, ora, il subentro e le sue modalità, anche in caso di attività svolta in forma societaria, consentendo comunque al subentrante l’iscrizione nell’elenco degli operatori agrituristici, pur non in possesso dell’attestazione al corso formativo, a patto di impegnarsi a conseguirla entro 6 mesi dalla domanda.

Un importante traguardo reso possibile grazie all’assessore all’agricoltura Gianluca Gallo, ai consiglieri proponenti e alla disponibilità del presidente del Consiglio Regionale, Domenico Tallini, che ha dato risposta a quelle famiglie di agricoltori che rischiavano di non poter proseguire nella loro attività» ha dichiarato Coldiretti, spiegando che «la previgente normativa, infatti, non prevedeva  la possibilità di effettuare il subentro nella titolarità dell’azienda agricola da parte di coloro che hanno diritto di continuarla».

«Questa soluzione è dirimente – ha aggiunto Coldiretti – per esempio, in tutte quelle ipotesi di prematura scomparsa del titolare dell’attività, che altrimenti non avrebbe permesso la continuità aziendale. Per di più, è stato inserito all’interno dell’art. 2 della L. n. 14 del 2009, un comma ad hoc, che chiarisce definitivamente l’impossibilità di applicare agli agriturismi del territorio regionale, la tassa di concessione regionale sull’autorizzazione igienico-sanitaria per l’apertura e la vidimazione delle attività ricomprese nelle tabelle allegate al DLgs n. 230 del 1991».

«Con questa modifica – ha proseguito Coldiretti Calabria – termina definitivamente una “querelle” durata alcuni anni, che si è trascinata in alcuni casi sino alle aule giudiziarie e che vedeva la Calabria unica Regione d’Italia a dare applicazione all’illegittima interpretazione estensiva di tassare anche gli agriturismi. Una battaglia che ha visto impegnato in prima fila il presidente Interprovinciale della Coldiretti di Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia, l’avv. Fabio Borrello, nell’ottica di superare l’errata interpretazione tramite argomentazioni giuridiche inconfutabili».

«Questi interventi normativi, contribuiscono – ha concluso Coldiretti – a salvaguardare e sostenere le realtà imprenditoriali agricole, la valorizzazione il patrimonio rurale in zone agricole svantaggiate, nonché di contenere il tasso di spopolamento rurale e di garantire i livelli occupazionali». (rrm)

Coldiretti Calabria: Bonus ‘Salva Made in Italy’ occasione per ristorazione calabrese

Secondo Coldiretti Calabria, il bonus Salva Made in Italy, che mette sul piatto 600 milioni di euro per la filiera della ristorazione, potrebbe essere una buona occasione per la ristorazione calabrese pesantemente colpita, soprattutto in questo periodo di zona rossa.

«Un risultato ottenuto – ha sottolineato Coldiretti –  nell’ambito della nostra campagna di mobilitazione #mangiaitaliano per sostenere l’intero sistema agroalimentare nazionale che oggi con 3,6 milioni di lavoratori è diventato la prima realtà economica del Paese con la responsabilità di garantire un adeguato approvvigionamento alimentare all’intera popolazione di fronte alla pandemia»  e nell’invitare i cittadini «a privilegiare l’acquisto di prodotti alimentari Made in Italy per aiutare l’occupazione e l’ economia del proprio territorio».

«Al Fondo per la filiera della ristorazione per il 2020 – ha spiegato Coldiretti – sono stati stanziati 600 milioni finalizzati alla erogazione di un contributo a fondo perduto per l’acquisto, effettuato dopo il 14 agosto 2020, di prodotti di filiere agricole e alimentari, inclusi quelli vitivinicoli, anche Dop e Igp,  valorizzando la materia prima di territorio anche attraverso l’acquisto di prodotti in vendita diretta dalle aziende agricole. Il beneficiario è tenuto ad acquistare almeno tre differenti tipologie di prodotti agricoli e alimentari, e il prodotto principale non può superare il 50% spesa totale sostenuta mentre il contributo non può mai essere superiore  all’ammontare complessivo degli acquisti che non può essere inferiore ai 1.000  euro ne superiore a 10.000 euro (esclusa Iva)».

«Del bonus – ha detto ancora Coldiretti – potranno beneficiare non solo i ristoranti, le mense e chi svolge attività di catering su base continuativa (ossia coloro che forniscono pasti presso ospedali, scuole, industrie), ma anche gli agriturismi, le attività di catering e banqueting per eventi e gli alberghi che somministrano cibo. Considerando che l’oggetto del bonus riguarda il prodotto agricolo Italiano che produciamo, tale bonus incentiva la vendita diretta del nostri prodotti agricoli e pertanto è un’occasione da non perdere.   Nella lista dei prodotti sono compresi diversi prodotti agroalimentari calabresi».

«Latte 100% italiano, salumi vari da suino Dop e  Igp – ha concluso Coldiretti – da animali  nati  allevati  e macellati in Italia, salumi non  da carne suina  da animali nati, allevati e macellati in Italia, formaggi Dop o da latte 100% italiano, olio extra vergine di oliva 100% da olive italiane e/o Dop, carne bianca da animali nati allevati e macellati in Italia, carne bovina, suina, ovicaprina, cunicola  da animali  nati allevati e macellati in Italia, zuppe di cerali con verdure filiera e materia prima italiana, minestrone con verdure filiera e materia prima italiana, pasta secca con grano 100% italiano, riso da risotto con riso 100% italiano, preparati per  risotti  da materia prima italiana, passata, polpa e pelati di pomodoro 100% italiano, sughi pronti da materia prima italiana, verdure fresche o conservate in scatola o in  vetro  filiera  e materia prima italiana, verdure conservate in scatola filiera e materia prima  italiana formato per mense, legumi in scatola (fagioli, lenticchie) filiera e materia prima italiana, macedonia di frutta o frutta  sciroppata o frutta fresca da filiera e materia prima italiana, succo di frutta , crackers, pane e prodotti da forno da grano 100% italiano, vini Dop e Igp». (rrm)

Coldiretti Calabria chiede a Governo e Giunta regionale ‘due misure a presa rapida’ per le imprese agricole

Proroga immediata della moratoria dei debiti bancari che scade 31 gennaio 2021, almeno sino al 31 gennaio 2022 e l’ attivazione di un fondo di garanzia per permettere la ristrutturazione finanziaria delle imprese agricole con un ammortamento trentennale e un preammortamento di cinque anni.

Sono queste le due misure «a presa rapida – ha spiegato il presidente Aceto – e non tardive briciole di aiuti che sono lontanissime dal soddisfare i fabbisogni dell’economia già ampiamente compromessa» richieste da Franco Aceto, presidente di Coldiretti Calabria, la prima al Governo Conte, mentre la seconda alla Giunta regionale, guidata dal presidente f.f. Nino Spirlì.

«A nulla – ha commentato Aceto – sono valsi i sacrifici che le imprese e i cittadini calabresi che con responsabilità e senso del dovere hanno fatto in questi mesi per evitare il diffondersi del contagio da Covid-19. Con una decisione, le cui reali motivazioni non riusciamo a comprendere, la Calabria è stata inserita in “zona rossa”, potremmo dire nel girone dell’inferno».

«Le imprese e i cittadini – ha aggiunto – in modo mirato e intelligente hanno svolto un ruolo essenziale di sorveglianza attiva, dimostrato dall’evidenza che la Calabria è tra le Regioni con minor percentuale di positività sul numero di tamponi effettuati. Evidentemente questo non è stato fatto da altri che avevano il compito di monitorare e intervenire, non mettendo le toppe, bensì con interventi strutturali e duraturi soprattutto in ambito sanitario. La nostra concretezza di imprenditori, però, è concentrata su quello che bisogna fare subito! Adesso vogliamo guardare al presente e al futuro senza pregiudizi e sterili polemiche e proteste, arriverà – annota – anche il tempo di capire cosa non è andato e quindi diremo la nostra attribuendo le responsabilità sia alla gestione commissariale della sanità che alle decisioni o meglio le incertezze decisionali della politica».

« Gli effetti di questa ulteriore chiusura delle attività di ristorazione – ha proseguito il presidente Aceto – si faranno sentire a cascata sull’intera filiera agroalimentare con disdette di ordini per le forniture di molti prodotti agroalimentari, e le aziende come le innumerevoli testimonianze che ogni giorno raccogliamo, sono davvero in grande difficoltà con perdite economiche notevoli, svantaggio competitivo e difficoltà a programmare l’attività».

Da qui, la richiesta di azioni immediate al Governo e alla Regione Calabria da parte di Coldiretti che, tuttavia, lancia una sfida: «un impegno straordinario per fare uscire entro le due settimane previste la nostra regione dalla zona rossa. Questo va fatto al di la delle divisioni politiche, con ragionevolezza e determinazione, per salvaguardare le basi economiche della Calabria. Staremo a vedere! Una cosa è certa: l’agricoltura non si ferma e  le imprese agroalimentari continueranno a fare la loro parte». (rrm)