Monitoraggio Corecom sulle emittenti tv calabresi, nessun linguaggio offensivo sulle differenze di genere

Le emittenti televisive calabresi non offendono la differenza di genere e né il pubblico giovanile. A dirlo è il Corecom. «Nessun rilievo è stato sollevato con riferimento all’uso di un linguaggio poco rispettoso delle differenze di genere o che possa turbare un pubblico giovanile». Ѐ questo l’esito del monitoraggio effettuato dal Comitato per le comunicazioni della Calabria per il periodo 18-24 settembre su tre emittenti televisive regionali individuate attraverso il criterio oggettivo del sorteggio. L’iniziativa rientra nelle attività previste nell’ambito dell’attuazione del Protocollo “Pari opportunità e comunicazioni”.

Il protocollo siglato tra consiglio regionale della Calabria, Commissione Pari opportunità, Comitato regionale per le comunicazioni e Ordine dei giornalisti della regione Calabria lo scorso 14 luglio prevede, infatti, attività di sensibilizzazione da affiancare ad azioni di monitoraggio e ricerca volte a individuare criticità e tendenze nelle attività di narrazione (storytelling) del maschile e del femminile, a prescindere dai mezzi e dai generi comunicativi.

L’esito del monitoraggio è stato illustrato nei giorni scorsi nella sede del Corecom alla presenza del presidente Fulvio Scarpino, e componenti Mario Mazza e Pasquale Petrolo, nell’incontro con la presidente della Commissione Pari opportunità del consiglio regionale della Calabria, Anna De Gaio; collegato in remoto il presidente dell’Ordine dei giornalisti, Giuseppe Soluri.

Dopo un’attenta revisione delle trasmissioni, il Comitato ha constatato con soddisfazione che nessuna di esse ha mostrato criticità significative. In particolare, sono stati presi in esame i contenuti riguardanti temi sensibili quali i “femminicidi e le violenze di genere”, sia all’interno dei notiziari sia all’interno delle programmazioni sportiva. L’assenza di segnalazioni o rilievi rilevanti ha sottolineato il rispetto degli standard etici e la sensibilità dimostrata dalle emittenti calabresi nell’affrontare tali tematiche delicate e cruciali.

«Con questa iniziativa abbiamo avviato concretamente il percorso di crescita ed emancipazione necessario per abbattere ogni tipo di discriminazione di genere, a partire da quelle ancora presenti nelle comunicazioni e nei media – ha dichiarato il presidente del Corecom Fulvio Scarpino – Nei prossimi mesi svilupperemo altre attività importanti, puntando l’attenzione alla formazione attraverso master e corsi finalizzati a promuovere il rispetto della differenza di genere, non solo nel linguaggio».

La presidente della Commissione Pari opportunità del consiglio regionale della Calabria, Anna De Gaio, si è detta soddisfatta dell’avvio del percorso collaborativo sancito dal protocollo d’intesa siglato nei mesi scorsi che «si riempie di contenuti. Un percorso per la cui realizzazione assicuriamo la massima collaborazione. E siamo davvero soddisfatti del fatto che in questo primo monitoraggio nessun rilievo è stato sollevato con riferimento all’uso di un linguaggio poco rispettoso delle differenze di genere o che possa turbare un pubblico giovanile».
Apprezzamento tanto per l’iniziativa quanto per l’esito del monitoraggio è stato espresso dal presidente dell’Ordine dei giornalisti, Giuseppe Soluri, che ha sollecitato il Comitato ad estendere il monitoraggio anche alle trasmissioni e alle pubblicazioni diffuse sul web, registrando la disponibilità del presidente Scarpino a procedere in tale direzione. (rcz)

In Consiglio regionale presentato il libro “Calabria, Italia”: Uno spunto per un dibattito sul futuro della regione

La presentazione in Consiglio regionale del saggio di Santo Strati Calabria, Italia con la partecipazione dell’autore insieme con la vicePresidente della Giunta regionale Giusi Princi, l’accademico pontificio prof. Mauro Alvisi, il giornalista-regista Paolo Bolano e il Presidente del Circolo Rhegium Julii, Pino Bova, ha dato spunto a un vivace dibattito sul futuro della Calabria.

La vicepresidente Princi ha voluto sottolineare che molte delle tematiche trattate da Strati nel suo libro costituiscono una importante base per un dibattito a più voci su ciò che non è stato fatto fino ad oggi per questa terra e quale percorso avviare per il rilancio e la crescita. Nel suo intervento, deciso ed efficacemente argomentato, la vicepresidente della Giunta – che ha anche la delega della Cultura – ha concordato con l’autore che la strada maestra rimane quella della cultura, con la valorizzazione delle risorse e la divulgazione non sono del patrimonio materiale testimonianza di millenni di civiltà, ma anche di quello immateriale dei grandi calabresi che nel campo della letteratura, della poesia, della scienza e della cultura.

A questo proposito, Princi ha annunciato la nascita del Parco letterario intitolato a Corrado Alvaro e l’avvio del comitato scientifico per onorare, il prossimo anno, il centenario dello scrittore Saverio Strati. Due figure, tra le tante che vantano i natali in Calabria e alla loro terra hanno portato lustro e attenzione da parte del mondo intero.

C’è, naturalmente – ha messo in evidenza la Princi – un grande lavoro che dovrà coinvolgere le scuole («stiamo lavorando fianco a fianco con l’Usr, l’Ufficio scolastico regionale») e le associazioni culturali che in Calabria svolgono, come il Rhegium Julii, un ruolo determinante e fondamentale per la crescita culturale del territorio e la promozione anche oltre i confini regionale.

Un’idea di Calabria da cambiare, una nuova narrazione – come propone Santo Strati nel suo libro – perché si possa ricostruire la reputazione della regione e creare punti di attrazione culturale e turistica di sicuro beneficio per lo sviluppo e la crescita e l’opportunità di creare nuova occupazione soprattutto giovanile.

Il tema della reputazione è stato affrontato da un super esperto in materia, il prof. Mauro Alvisi, oggi accademico pontificio ma in precedenza docente in numerosi atenei proprio in ambito statistico-reputazionale. Per poter ricostruire la reputazione – ha detto Alvisi – occorre prima fare un’indagine e scoprire al punto (in ribasso) a cui è arrivata: da lì si può partire con le opportune azioni di immagine e promozione.

Il Presidente del Circolo Rhegium Julii Pino Bova, nel ribadire i complimenti a Santo Strati per il Premio Rhegium Julii assegnatogli per il giornalismo e consegnato nella bella cerimonia di sabato sera all’Auditorium Gianni Versace del Cedir, ha fatto una rapida sintesi delle attività culturali dell’associazione e concordato con la vicepresidente Princi sulla necessità di mettersi subito al lavoro per celebrare degnamente il centenario della nascita dello scrittore Saverio Strati.

Infine, il giornalista e regista Paolo Bolano, profondo conoscitore dei temi del Mezzogiorno, è partito dal libro di Santo Strati per tracciare un’idea di sviluppo che si basi sul confronto: questo libro – ha detto – è un serio contributo al dibattito sulla Calabria e le sue chances di crescita. Prendiamo spunto dalle riflessioni di Santo Strati per avviare una serie di incontri a tema e affrontare le varie criticità, dove esistono, evidentemente, soluzioni. Strati è un inguaribile ottimista e lo si legge ogni giorno nelle cronache del giornale che dirige: Calabria.Live dà un’immagine positiva della Calabria e dei suoi figli, dai più illustri a quelli emergenti, a quelli che ce la fanno e quelli che sognano. È un percorso ideale che non è utopia: è la Calabria, quella vera, quella che noi amiamo e che amano gli oltre sei milioni di calabresi sparsi per il mondo. (rrc)

Il presidente Mancuso: Progetto Liberi di Scegliere impegno da assumere a livello nazionale

Per il presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, il progetto Liberi di Scegliere è «un impegno da assumere con fermezza a livello nazionale, quello di accompagnare le repressione dei fenomeni mafiosi  con il potenziamento della scuola, dei servizi sociali e della cultura alla legalità, per garantire ai minori a rischio un percorso di liberazione dalle logiche criminali e il diritto al futuro».

«In tal senso, fa piacere l’apprezzamento del già procuratore nazionale antimafia on. Federico Cafiero de Raho, per il progetto ‘Liberi di scegliere’ avviato in Calabria del giudice Roberto Di Bella, promosso dall’associazione ‘Biesse’ e di recente trasformato in legge dal Consiglio regionale della Calabria – ha aggiunto –. È un progetto che può essere adottato in Campania, soprattutto nelle aree come Caivano, e in quelle in cui la criminalità organizzata specula consenso sul disagio sociale».

«Il progetto ‘Liberi di scegliere’, l’esperienza positiva sul campo e la filosofia e gli intenti solidaristici che lo caratterizzano – ha spiegato –  possono dare, qualora esteso e potenziato, la possibilità a tanti figli di ‘ndrangheta o vincolati ad altre forme di criminalità, di ricostruirsi una vita, partendo dall’importanza dell’educazione dei giovani ai valori di legalità e giustizia, aiutando questi figli o parenti di mafiosi a scegliere liberamente fra la legalità e un destino di mafia, tra legalità e un destino di carcere o morte».

«Come Consiglio regionale, abbiamo condiviso appieno la necessità di attivare un percorso educativo che coinvolga le scuole di ogni ordine e grado – ha concluso – e che ha la finalità di contribuire alla formazione di una cultura della legalità e dell’etica pubblica. Ai i minorenni che hanno commesso dei reati bisogna realisticamente  garantire la possibilità del recupero sociale». (rrc)

Distretto sanitario Corigliano, Straface (Fi): «Passi importanti per Medicina territoriale e Ginecologia»

«Questa mattina ho incontrato la Dott.ssa Filici, Direttore del Distretto Sanitario. È stata l’occasione per fare il punto sulle tante novità relative alla medicina territoriale, in particolar modo per quanto riguarda l’assistenza domiciliare, che si è dotata di due figure di chirurgia e geriatria oltre agli Oss e agli infermieri, e per quanto riguarda il poliambulatorio, che ha incrementato l’offerta dotandosi di specialisti di angiologia, dermatologia, reumatologia, fisiatria, geriatria, neurologia, medicina dello sport, ortopedia, nefrologia, odontoiatria, otorinolaringoiatria, oculistica, endocrinologia, diabetologia e ginecologia. Inoltre tutte le guardie mediche risultano adesso coperte».

Queste le dichiarazioni dell’ on. Pasqualina Straface presidente della Terza Commissione regionale sanità, Attività sociali, culturali e formative.

«Ho avuto poi modo di visitare il Consultorio e di incontrare il Direttore Dott. Visca, con il quale ho condiviso la necessità, dato che ci troviamo nel mese della Prevenzione per la salute della donna, di lanciare una campagna di screening dedicata alla prevenzione delle neoplasie all’utero tramite Pap test grazie all’arrivo nella struttura di una nuova ginecologa specialista. Si è inoltre parlato dei lavori di ristrutturazione del Consultorio, che partiranno a breve, e dell’arrivo entro la fine dell’anno di un nuovo ecografo portatile che permetterà di aumentare il bacino di utenza. Continua senza sosta l’impegno per una sanità migliore e più vicina alle esigenze della cittadinanza, e grazie all’impegno del Presidente Occhiuto riusciremo a rendere il sistema sanitario regionale sempre più di qualità». (rcs)

La consigliera Straface (FI) solidale con gli alunni dell’Ariosto di Corigliano-Rossano

«Questa mattina sono stata invitata da diverse mamme ed ho presenziato insieme aI genitori dei ragazzi che frequentano la scuola Ariosto ad un sit in di protesta per quella che a tutti gli effetti si qualifica come una violazione del diritto allo studio per una consistente parte di studenti coriglianesi».

Così in una nota stampa l’On. Pasqualina Straface Presidente della Terza Commissione Regionale Sanità, Attività Sociali, Culturali e Formative.

«Il plesso scolastico Ariosto è chiuso ormai da quattro anni per lavori che non sono mai partiti e gli studenti sono stati spostati in un palazzo che a sua volta è un cantiere a cielo aperto, senza certezze sulla sicurezza e sui tempi di ritorno alla tanta sospirata normalità. Una struttura sprovvista di uno spazio funzionale a svolgere attività motoria, sprovvista di una tettoia volta a riparare dalla pioggia gli alunni che ogni mattina devono attraversare la lunga gradinata che collega l’atrio scolastico con la strada, nonché la quasi totale assenza di parcheggi. Mi affianco alle preoccupazioni di questi genitori, che rivendicano condizioni dignitose per i loro figli, chiedendo che ci siano tempi certi e azioni concrete per risolvere, dopo quattro lunghi anni, finalmente questa problematica. I nostri giovani hanno il diritto di studiare in condizioni ottimali e sicure e deve essere fatto quanto necessario in tempi brevi per riaprire e restituire il plesso scolastico Ariosto agli studenti e alla comunità scolastica cittadina». (rcs)

Lo Schiavo e Mammoliti: Prosegue iter per modifica della Legge elettorale regionale

I consiglieri regionali Antonio Lo Schiavo e Raffaele Mammoliti hanno reso noto che procede l’iter della Proposta di legge regionale n. 143/12 “Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 7 febbraio 2005, n. 1” che si prefigge di modificare la Legge elettorale che regola le consultazioni per il rinnovo del Consiglio regionale della Calabria.

La proposta normativa è stata esaminata dalla competente commissione Affari istituzionali, Affari generali e normativa elettorale nel corso dell’ultima seduta, unitamente alla Proposta di legge n. 79/12^, di iniziativa del consigliere R. Mammoliti, recante: “Modifiche e integrazioni alla Legge regionale 7 febbraio 2005, n. 1”, nel corso di un ampio e articolato dibattito che ha registrato pareri favorevoli anche da parte dei componenti di maggioranza della I commissione, che hanno manifestato l’interesse ad avviare sul punto un percorso di approfondimento anche attraverso l’istituzione di un gruppo di lavoro ad hoc e avvalendosi del supporto dei competenti uffici del Consiglio regionale (come ha proposto il consigliere Giuseppe Graziano).

I commissari, poi, hanno convenuto che ogni eventuale modifica alla legge elettorale debba avvenire nella giusta tempistica e non a ridosso delle elezioni. Su proposta della presidente di Commissione Luciana De Francesco, si è quindi stabilito un rinvio finalizzato “a un approfondimento in un tavolo di lavoro per giungere all’elaborazione di un testo condiviso”.

La proposta prevede di ripristinare la possibilità, per l’elettore, di esprimere un voto di lista e uno di preferenza anche per una lista non collegata al candidato presidente (cosiddetto voto disgiunto), sancendo così l’autonomia tra l’elezione del presidente della Giunta regionale e il voto per il Consiglio regionale; abbassare la soglia di sbarramento per l’ingresso in Consiglio regionale al 3 per cento sia per le liste che per le coalizioni, superando così il disequilibrio causato dall’attuale normativa che prevede l’assegnazione di seggi alle liste che superino il 4 per cento sul territorio regionale, collegate ad una lista regionale che superi l’8 per cento dei voti.

«In una fase ancora caratterizzata dal qualunquismo e antipolitica, tant’è che oltre il 50 per degli elettori non si reca alle urne – hanno dichiarato congiuntamente Lo Schiavo e Mammoliti –, assistiamo ad una crisi della rappresentanza e della partecipazione democratica senza precedenti. Per tale ragione occorre aprire una vera e propria stagione di riforme per la Regione».

«Condividere le regole della democrazia – hanno continuato – è essenziale per imprimere quel necessario cambiamento dopo 50 anni di regionalismo. Si avvia dunque attraverso questi primi passaggi una vera azione riformatrice per la Calabria, superando definitivamente quella concezione di una vetusta oligarchia politica che intendeva tenere la partecipazione popolare fuori dalle istituzioni, stabilendo una soglia di sbarramento che non esiste in nessun’altra regione (pari all’8 per cento), mentre in Parlamento si entra con il 3 per cento».

«Queste proposte – hanno concluso – rappresentano dunque una vera rivoluzione culturale, istituzionale e democratica per la Calabria e in tale direzione animeremo anche nei territori e con tutte le forze politiche, sociali e produttive, un approfondito confronto». ν

La consigliera Straface: Ospedale della Sibaritide al centro del dibattito della Commissione Sanità

La Terza Commissione Sanità in Consiglio regionale ha audito l’ing. Gidaro, Dirigente del Settore Edilizia sanitaria ed investimenti tecnologici della Regione Calabria, in merito allo stato di avanzamento dei lavori del nuovo ospedale della Sibaritide.

L’ing. Gidaro «ha spiegato come la negoziazione fra Regione e Concessionario stia andando avanti e la perizia di variante sia in fase di istruttoria dopo l’aggiornamento al ribasso delle richieste presentate inizialmente. Dunque il primo obiettivo di questa fase negoziale, quello dell’economicità, è stato raggiunto», ha spiegato la consigliera regionale Pasqualina Straface, presidente della Terza Commissione Regionale Sanità, Attività Sociali, Culturali e Formative.

«La revisione della perizia di variante è attualmente in fase istruttoria da parte degli uffici della Regione – ha detto –. Si tratta della seconda proposta di perizia presentata pochi giorni fa dal Concessionario, dato che sulla prima versione, che ricordiamo è stata dettata dalla necessità di adeguare il progetto datato 2014 sia alle innovazioni dettate dalla normativa sanitaria post covid sia alle esigenze di efficientamento energetico dovuto all’aumento spropositato dei costi energetici, la Regione ha richiesto il contenimento dei costi dell’opera».

«Terminata la fase istruttoria – ha spiegato – si procederà all’approvazione tecnica e poi al riequilibrio del Piano Economico e Finanziario. A tal proposito sono già in corso le interlocuzioni con il Concessionario con il quale andrà raggiunto un accordo su due aspetti negoziali: la quota di partecipazione pubblico/privato, che dovrà per forza di cose aumentare, e le tempistiche, che dal momento della ripresa dei lavori non dovranno eccedere i due anni. Una volta definito il riequilibrio del Piano Economico e Finanziario si dovrà redigere l’atto aggiuntivo che introdurrà nel già esistente contratto di concessione le modifiche economiche e tecniche, ma il Concessionario ha fatto sapere che anche prima della sottoscrizione di questo atto potrà iniziare i lavori per rimettere in moto il cantiere e far ripartire gradualmente i lavori».

«Tutto questo procedimento – ha proseguito – potrebbe vedere il termine entro la fine dell’anno, al massimo all’inizio del 2024, e da lì in poi partirebbe la tempistica dei due anni necessari alla realizzazione richiesti dalla Regione, che il Concessionario dovrà impegnarsi a rispettare garantendo una produttività media di 9 milioni al mese».

«Si aprono, dunque – ha concluso – spiragli più che positivi per l’Ospedale della Sibaritide, progetto la cui ripartenza è stata voluta fortemente dal Presidente Occhiuto e sul quale invito tutti alla coesione e ad evitare speculazioni e polemiche in un momento così delicato. Questo Ospedale è un’infrastruttura di cui questa Regione ha bisogno e pertanto è necessario il supporto di tutti affinché possa diventare realtà». (rrc)

 

Il Consiglio regionale sottoscrive una mozione per fermare la direttiva Ue

Impegnare la Regione Calabria a farsi portavoce al Governo e alle competenti istituzioni comunitarie, affinché vengano apportati i necessari correttivi alla normativa “Fit for 55” che rischia di arrecare danni irreversibili all’economia prodotta dal Porto di Gioia Tauro. È quanto chiede la mozione presentata dal presidente del Consiglio regionale, Filippo Mancuso, e dai capigruppo capigruppo di centrodestra in Consiglio regionale: Michele Comito (FI), Giuseppe Neri (Fd’I), Giuseppe Gelardi (Lega), Giacomo Crinò (Forza Azzurri), Giuseppe Graziano (Unione di Centro)  e Giuseppe De Nisi (Coraggio Italia).

«Il  nuovo regime fiscale che  entrerà in vigore il 1 gennaio 2024 – hanno spiegato – con l’applicazione della direttiva Ue ‘Fit For 55’, se non tempestivamente stoppato, rischia di arrecare danni irreversibili all’economia prodotta dall’infrastruttura portuale principale della Calabria e, più in generale,  a tutte le infrastrutture portuali italiane, oltre che all’economie del sistema sociale di tutti i paesi ospitanti analoghi realtà portuali».

«Rendere più conveniente, per i grandi vettori marittimi – hanno aggiunto – utilizzare porti di transhipment extraeuropei piuttosto che quelli comunitari, significa generare un’inaccettabile e consistente perdita di competitività degli scali europei, incluso il Porto di Gioia Tauro, una vera eccellenza della regione e del Paese».

Nella mozione si ricorda che «la Commissione Europea recentemente ha adottato un pacchetto di misure, denominato “Pronti per il 55 %” (Fit for 55”, in inglese), finalizzate al contenimento dell’inquinamento climatico, che propone una serie di iniziative legislative per raggiungere entro il 2030 gli obiettivi del Green Deal europeo; – in particolare, l’Unione Europea con tale pacchetto si propone di giungere alla riduzione delle emissioni di gas serra del 55 per cento (da qui il nome del pacchetto) rispetto ai livelli del 1990, avendo come obiettivo di arrivare alla “carbon neutrality” per il 2050».

«Tale normativa – viene spiegato – entrerà in vigore il prossimo 1 gennaio 2024 e, nel settore del trasporto marittimo, comporterà l’immediata applicazione di una tassazione aggiuntiva a carico degli armatori proprietari di navi con una stazza superiore alle cinquemila tonnellate; – nello specifico, tale tassazione andrà a colpire le grandi navi portacontainer, utilizzate esclusivamente per le lunghe tratte, in quanto, sfruttando la loro stazza oggi è possibile abbattere i costi di spedizione consentendo di caricare e trasportare molta più merce in un unico viaggio; – nel pacchetto di misure “Fit for 55” è previsto che la nuova tassazione sia calcolata, oltre che in relazione alla tipologia di nave, anche in rapporto alla rotta ed alla distanza da questa percorsa, (infatti, è prevista l’applicazione del 100 % della tassazione se gli scali di partenza o destino sono ubicati in territorio comunitario ovvero, un abbattimento della tassazione del 50% se lo scalo di partenza o destino sono ubicati in territorio extra-Ue)».

Nella mozione, la maggioranza ha rilevato che «l’applicazione del nuovo regime fiscale renderà, con ogni evidenza, più conveniente, per i grandi vettori marittimi, utilizzare porti di transhipment extraeuropei piuttosto che quelli comunitari, avendo come conseguenza una consistente perdita di competitività degli scali di transhipment europei, (a titolo esemplificativo, una nave proveniente da uno scalo extraeuropeo, attraverso il canale di Suez, potrà facilmente aggirare la tassazione al 100% approdando in un porto di trasbordo nordafricano e non più, come accade oggi a Gioia Tauro, prima di arrivare alla sua destinazione finale in Europa ed ancora, una nave di passaggio nel Mediterraneo, per raggiungere l’oceano atlantico o indiano, potrà eludere tale tassazione evitando di toccare i porti Ue)».

Questa direttiva, dunque, se rimanesse così com’è stata concepita, «creerà – si legge nella mozione – uno scenario molto preoccupante poiché nel breve termine comporterà la perdita di competitività e di centralità degli scali italiani a partire da Gioia Tauro, con gravi conseguenze dal punto di vista economico, sociale ed occupazionale per l’intero sistema economico nazionale; – l’applicazione della misura Eu-Ets rischia non solo di penalizzare i porti europei a vocazione transhipment, come il porto di Gioia Tauro, ma creerà una condizione di scarsa competitività per tutti i porti di trasbordo collocati all’intero del territorio comunitario».

«In Italia quasi il 28% di tutti i container movimentati ed il 77% di quelli trasbordati (magari su navi più piccole per raggiungere porti di dimensioni inferiori) passano da Gioia Tauro – viene rilevato – e che l’hub portuale calabrese dà lavoro a quasi seimila lavoratori, 1.600 direttamente e 4.000 indirettamente (secondo i dati dell’Autorità portuale); – il porto di Gioia Tauro è evidentemente, uno tra i principali porti europei in virtù della sua capacità di accomodare le grandi navi portacontainer».

Per la maggioranza di Palazzo Campanella «imporre un tributo così esoso per i mercantili che scelgono di fare scalo nei porti europei del Mediterraneo, prima di approdare in quelli del Nord Europa o americani – viene evidenziato – appare una scelta illogica che riflette la distanza tra la visione burocratica dell’Europa e gli interessi reali dei Paesi aderenti ed al contempo, non garantisce nel complesso alcuna riduzione di gas nocivi per il nostro pianeta».

Da qui la mozione, affinché si intervenga non solo per impedire gravissimi danni al Porto di Gioia Tauro, ma anche «a tutte le infrastrutture portuali italiane oltre che all’economie del sistema sociale di tutti i paesi ospitanti analoghi realtà portuali». (rrc)

L’OPINIONE / Giuseppe Gelardi: Porto di Gioia Tauro a rischio chiusura, urge intervento del Governo

di GIUSEPPE GELARDI – Il primo gennaio 2024 segnerà l’entrata in vigore della direttiva dell’Unione Europea sul sistema di scambio delle quote di emissione (ETS) per il settore marittimo. Secondo questa direttiva, la tassazione sarà calcolata non solo in base al tipo di nave, ma anche in base alla distanza percorsa. In particolare, sarà applicato uno sconto del 50% se lo scalo di partenza o destinazione si trova al di fuori dell’Unione Europea, mentre sarà applicata la tassazione completa se si tratta di porti comunitari. Questa nuova normativa ha già portato a segnali di rilocalizzazione, poiché le compagnie di navigazione stanno già pianificando l’attività di trasbordo container sulla sponda opposta del Mediterraneo, in Nord Africa.

È fondamentale trovare una soluzione per salvare il porto di Gioia Tauro.

Il Governo deve intervenire tempestivamente per evitare il rischio di chiusura di questo importante scalo marittimo.

La situazione attuale richiede un’azione immediata per preservare l’occupazione e l’economia della regione.

Il porto di Gioia Tauro ha un ruolo strategico nel Mediterraneo e la sua chiusura avrebbe conseguenze negative non solo per la Calabria, ma anche per l’intero paese. È necessario adottare misure efficaci per incentivare le compagnie di navigazione a mantenere le loro attività nel porto e per attrarre nuovi investimenti. La salvaguardia di Gioia Tauro richiede un approccio olistico che coinvolga non solo il Governo, ma anche le autorità locali, le associazioni di categoria e gli operatori portuali. È necessario promuovere una strategia di sviluppo a lungo termine che renda il porto più competitivo a livello internazionale, migliorando le infrastrutture, semplificando le procedure burocratiche e promuovendo la formazione e l’innovazione nel settore marittimo. Inoltre, è importante sottolineare l’importanza di una cooperazione internazionale per affrontare le sfide globali legate al cambiamento climatico e alle emissioni di gas serra.

La direttiva ETS per il settore marittimo è un passo importante verso la riduzione delle emissioni, ma è necessario garantire che le misure adottate non penalizzino eccessivamente i porti europei, compromettendo la loro competitività. La situazione attuale richiede un’azione immediata per salvare il porto di Gioia Tauro. Il Governo, insieme alle autorità locali e agli operatori portuali, deve adottare misure efficaci per preservare l’occupazione e l’economia della regione. Allo stesso tempo, è fondamentale promuovere una strategia di sviluppo a lungo termine che renda il porto più competitivo e sostenibile. Solo attraverso una cooperazione internazionale e un impegno comune sarà possibile affrontare le sfide attuali e future legate al settore marittimo. ν

[Giuseppe Gelardi è capogruppo della Lega  in Consiglio regionale]

Consiglio regionale, approvata mozione sull’età del consenso

Il Consiglio regionale della Calabria ha approvato la mozione sull’età del consenso, presentata dal capogruppo di Fdi, Giuseppe Neri, nella seduta del 25 luglio scorso.

Nella sala “Monteleone” di Palazzo Campanella, a sciorinare i punti cardini di tale provvedimento il presidente del Consiglio regionale della Calabria Filippo Mancuso, il consigliere regionale Giuseppe Neri, il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Regione Calabria, Antonio Marziale e l’avvocato Stefania Valente.

«Questa mozione è stata fortemente voluta da me e dal gruppo di Fratelli d’Italia – ha detto il consigliere Neri –. Con il provvedimento, approvato all’unanimità dal Consiglio regionale, tentiamo di evitare che gli adolescenti, i minori vengano bloccati nel loro corretto sviluppo etico. Un modo anche per sensibilizzare il Governo italiano e il Parlamento nazionale ed europeo affinchè l’età del consenso venga innalzata dagli attuali 14 anni a 16 anni».

«L’Italia infatti, è il paese in cui l’età del consenso sessuale tra le più basse d’Europa e, da Reggio Calabria quindi – ha detto ancora – parte un’azione politica concreta che coinvolgerà i Governi. Il compito dello Stato, delle istituzioni non è solo quello di garantire la libertà di autodeterminazione dei minori che quella è già garantita da una serie di norme ma, consentire un sano e corretto sviluppo etico specialmente per quanto riguarda la sfera sessuale».

Lo definisce «un passo di assoluta civiltà» il Garante Marziale «perché abbiamo lottato millenni per raggiungere pienamente i diritti dei minori e non possiamo accettare che uno Stato democratico come quello italiano mantenga la soglia del consenso sessuale a 14 anni che è eccessivamente bassa».

«Facciamo vivere ai minori il diritto all’infanzia, all’adolescenza e anche, uno sviluppo emotivo e psico-sessuale con i tempi giusti – ha aggiunto –. Ringrazio profondamente l’on. Neri che ha sposato questa causa che riguarda tutti i Garanti d’Italia, il Consiglio regionale e il presidente Mancuso. Ogni soggetto in età evolutiva, ha il diritto di vivere pienamente la sua età, la sua maturità, il suo sviluppo».

Pienamente concorde l’avvocato Valente che postilla come «la libertà dei minori non è una libertà in atto ma, si costruisce anno dopo anno» e il presidente Mancuso che dopo essersi congratulato «con tutti i Garanti regionali che stanno svolgendo un lavoro importante in Calabria”, ribadisce che “questa mozione rivolta al Governo, sarà diffusa nei modi e nelle sedi opportune perché è un tema troppo importante. Gli adolescenti non devono crescere prima della loro età e, soprattutto, le decisioni che segneranno la vita, vanno prese consapevolmente».

Ai giornalisti è stata consegnata copia della pubblicazione sulla “Mozione dell’età del consenso” con la disamina sociologica e giuridica che spiega le ragioni alla base dell’atto licenziato dal Consiglio regionale. (rrc)