CORIGLIANO-ROSSANO (CS) – Cinque giorni di festeggiamenti per San Nilo

San Nilo di Rossano è uno dei Santi italogreci più rappresentativi, e accoglie in sé le caratteristiche significative del monachesimo bizantino, che si dispiega fra spiritualità e attività della pratica quotidiana. Figura emblematica di un mondo in cui le distinzioni culturali ed etniche non costituivano motivo di diffidenza e di contrasto, ma erano percepite come arricchimento reciproco e fonte di rassicurazione in una realtà dominata dalle incertezze e dall’instabilità. Figura mirabile della Chiesa calabrese e non solo, sarà onorata, ridando alla festa di San Nilo, compatrono di Corigliano-Rossano, una cornice solenne impreziosita da una festa di popolo. Il programma è stato realizzato nell’intento di valorizzare un evento significativo e simbolico per la Chiesa, ma anche per la comunità intera nell’ottica di avviare un nuovo e virtuoso percorso di riscoperta e valorizzazione di un Santo, che con la sua vita ha seminato la Parola di Dio nei cuori degli uomini e portato il nome della sua terra nel mondo.

Cinque giorni di festeggiamenti civili, la parte religiosa sarà a cura dell’Arcidiocesi, si parte sabato 23 settembre, in piazza Steri, con lo spettacolo, a cura della compagnia Codex 8&9, “Dolci note”. Un evento dedicato alla scoperta di giovani talenti locali, con esibizioni di musica, danza, teatro con la direzione artistica di Giampiero Garofalo.

Domenica 24 settembre, sempre in piazza Steri, concerto de “I briganti della Sila”, evento gratuito a partire dalle 21.

Lunedì 25 settembre concerto di Giovanni Candia feat Robyemme e Davide Parini.

Nel giorno del santo, martedì 26 settembre, sacro e civile si incontreranno nella cerimonia di consegna delle chiavi della città da parte del sindaco al simulacro ligneo di San Nilo in piazza Steri al termine della Messa Solenne – con inizio alle ore 18 – e la seguente processione. L’evento solenne sarà accompagnato da una passeggiata – con partenza alle 17 – nel centro storico, sulle orme di Nicola Malena, alla riscoperta dei luoghi di vita del santo. Dalle 18 – in piazza Steri – evento di intrattenimento per bambini e famiglie.

Alle 20.30 sulla Scalinata di Piazza Toscano Mandatoriccio, lo spettacolo “San Nilo un basiliano in cammino” a cura della Compagnia Teatrale – Musicale Artisti Cilentani Associati. Una rievocazione storica sulla vita e il periodo storico in cui visse di San Nilo da Rossano, fondatore del monastero esarchico di Santa Maria di Grottaferrata che nel 940 vestì l’abito monacale a San Nazario, frazione di San Mauro La Bruca nel Cilento. L’Italia meridionale in quel tempo era un palcoscenico dove si confrontavano le più grandi potenze dell’epoca: impero bizantino, il Sacro Romano Impero Germanico e gli arabi che dal IX secolo avevano fondato l’emirato di Sicilia, con capitale Palermo, e da dove organizzavano scorribande nei territori bizantini della Calabria intromettendosi nella vita politica dei piccoli stati del meridione. Nilo dedicò la sua vita alla preghiera, alla scrittura di numerosi codici, alla carità e alla penitenza fondando numerosi monasteri e agendo sempre da intermediario tra la cultura greca e quella latina a chiudere la serata l’Orchestra all’Italiana in concerto con voci e cori appassionati, girandole di assoli strumentali, un’altalena di emozioni sprigionate dalle melodie della musica che evocano albe e tramonti, feste al sole e serenate notturne, gioie e pene d’amore.

A chiudere la cinque giorni in onore del co-patrono, mercoledì 27, a partire della 17, nella sala rossa a palazzo San Bernardino, si terrà il convegno “Il tempo di Nilo”. (rcs)

CORIGLIANO-ROSSANO – Avviso pubblico per la realizzazione di 7 centri di facilitazione digitale

La tecnologia aiuta e semplifica la vita e la transizione digitale permette che il rapporto fra pubblica amministrazione e cittadino sia più diretto e collaborativo, il comune di Corigliano-Rossano, all’avanguardia sul piano informatico e digitale, in quanto comune capofila dell’Ambito Territoriale Sociale, ha pubblicato un avviso per la realizzazione di sette centri di facilitazione digitale, misura contenuta all’interno di progetti previsti dal Pnrr.

L’avviso è rivolto alle organizzazioni di volontariato e alle associazioni di Promozione Sociale. Gli enti del Terzo Settore interessati avranno l’opportunità di candidarsi per gestire questo servizio e implementare le attività formative necessarie. Queste organizzazioni riceveranno il sostegno finanziario necessario per gestire e fornire i servizi previsti dai centri di facilitazione digitale.

I “Centri di facilitazione digitale” sono punti di accesso fisici che forniscono ai cittadini formazione sia di persona che online sulle competenze digitali al fine di supportare efficacemente la loro inclusione digitale.

Il progetto mira, dunque, a favorire l’alfabetizzazione digitale e l’accesso ai servizi offerti dalla Pubblica amministrazione a tutti quei cittadini che, in genere, hanno difficoltà a connettersi alla rete e ad usare ciò che è disponibile online, dalle informazioni alla possibilità di presentare domande e richieste, aiuterà ad accrescere le competenze digitali diffuse, per favorire l’uso autonomo, consapevole e responsabile delle nuove tecnologie, per promuovere il pieno godimento dei diritti di cittadinanza digitale attiva e per incentivare l’uso dei servizi online dei privati e delle amministrazioni pubbliche, semplificando il rapporto tra cittadini e Pubblica amministrazione.

I sette centri attivabili all’interno dell’Ambito Territoriale Sociale di Corigliano Rossano saranno formati circa 5.530 utenti con basse competenze digitali.

I soggetti cui il progetto è rivolto saranno, sulla scorta delle loro specifiche esigenze e competenze di partenza, accompagnati e formati verso il progressivo utilizzo autonomo e consapevole di internet e delle tecnologie digitali, dei principali servizi digitali pubblici resi disponibili online e dei principali servizi digitali privati.

Maggiori informazioni al link https://tinyurl.com/yf8p49h3 (rcs)

Dimensionamento scolastico, Tavernise (M5S): Aggregare scuole di Crosia a distretto di Corigliano Rossano

Il consigliere regionale del M5S, Davide Tavernise, ha scritto una missiva alla Presidente della Provincia di Cosenza, Rosaria Succurro, per chiedere lo spostamento del distretto per le scuole di Crosia da Cariati a Corigliano-Rossano. Nello specifico, si tratta di valutare il distacco delle scuole di Crosia dal Distretto 26 (Cariati) per aggregarle al Distretto 20 (Corigliano Rossano).

«Com’è noto – ha spiegato – per la comunità scolastica di Crosia dipendere da Cariati è penalizzante sotto diversi aspetti. La segreteria e la presidenza sono fuori dalla portata quotidiana e questo porta disagi alle famiglie le quali si trovano costrette a recarsi spesso a Cariati per esigenze didattiche dei figli o per colloqui con il dirigente o per servizi in segreteria. Non c’è mai stato uno scambio di studenti con la città di Cariati, mentre ogni anno si registra un via vai di alunni iscritti in un primo anno nelle scuole di Corigliano-Rossano che rientrano negli anni successivi e così tantissimi alunni che dalle scuole di Crosia si iscrivono nella città più vicina. È uno scambio naturale di studenti, in essere da sempre, dato dalla facilità di spostamento e dalla breve distanza che intercorre tra Crosia e Corigliano-Rossano, che è del tutto inesistente con Cariati». (rrc)

CORIGLIANO ROSSANO – Domani “Il Palio dei giochi senza tempo”

Domani, a Corigliano Rossano, è in programma la prima edizione de Il Palio dei Giochi senza tempo, organizzato dall’Associazione Hydra con Jonica Scacchi.

Si tratta di un pomeriggio dedicato ai giochi di strada, giochi dal sapore antico che aggregano, divertono e fanno stare all’aria aperta.

A partire dalle 16.30 in piazza Steri, sette giochi in legno e materiali di riuso che metteranno alla prova riflessi, mira, la coordinazione e gioco di squadra.

Ci sarà anche l’occasione di avvicinarsi al mondo degli scacchi, con l’Asd Jonica Scacchi.

Alle 19.30 al Museo Diocesano e del Codex, per la rassegna Appuntamenti al Museo, in scena il monologo tragicomico di e con Rossella Pugliese, “Rusina”. Rossella Pugliese è una talentuosa attrice originaria di Mandatoriccio che vanta notevoli collaborazioni teatrali, cinematografiche e televisive, tra le quali quelle con i celebri Ettore Scola, Roberto Herlitzka, Isa Danieli, Lello Arena, Ruggero Cappuccio, Nadia Baldi, Rimas Tuminas e Eros Pagni.

La pièce racconta la toccante storia d’amore tra una nonna e sua nipote, attraverso la quale viene reinterpretata una vicenda autobiografica. Il monologo, narrato dalla voce di Rusina, inizia con il suo decesso nel 2013 all’età di 83 anni, seguito dai rintocchi delle campane e dalla lettura di un testamento. È il racconto della vita di una donna forte, con le sue numerose cadute e le innumerevoli cicatrici. Rusina rappresenta la voce di tutte le persone che si sono sentite inadeguate, è una voce roca e sgrammaticata che, nonostante tutto, è riuscita a farsi capire. È il canto di una donna che ha saputo morire chiedendo un bicchiere di vino rosso, sorridendo e parlando delle persone che ha amato.

In occasione di questo evento, alle 18:30 e subito dopo lo spettacolo, sarà possibile fruire di una speciale visita guidata all’intero Museo al prezzo del biglietto ordinario. (rcs)

CORIGLIANO-ROSSANO (CS) – Pina Amarelli racconta l’azienda su Rai Uno

Da un angolo della penisola calabrese al Museo di Arte Moderna (Museum of Modern Art/MoMA) di New York, passando per Lucio Dalla e Isabella Rossellini. In uno dei tanti e diversi aneddoti narrati stamani in diretta nazionale da Pina Amarelli per confermare la riconoscibilità internazionale della liquirizia calabrese e di quel packaging aziendale che ne ha sancito l’immortalità, risiede forse la fotografia più eloquente del valore culturale, identitario e distintivo e di marketing territoriale che questa esperienza familiare ed imprenditoriale è riuscita a costruire facendolo diventare un modello replicabile.

Ancora una volta attraverso la consapevolezza e la rilettura manageriale della propria identità, anzi di due tra i Marcatori Identitari Distintivi (Mid) della Calabria extra-ordinaria, la liquirizia di questa terra e l’invenzione calabrese dei conci per estrarla, da Corigliano-Rossano Amarelli ha raccontato al mondo quella Calabria unica ed irripetibile e con essa un pezzo inimitabile di Made in Italy.

Come sempre capovolgendo pregiudizi e sollecitando nuove prospettive, Cavaliere del Lavoro ed Alfiere del Made in Italy, ieri (11 settembre) ai microfoni di Rai Uno la professoressa si è raccontata raccontando l’impresa culturale e identitaria: da quando negli anni ’70 giovane donna e imprenditrice di Napoli arrivata a Rossano dopo aver sposato Francesco Amarelli, venne messa dal suocero a capo della storica azienda di famiglia occupandosi della comunicazione.

Intervistata da Daniela Ferolla dagli studi di Uno Mattina in collegamento con Rossano, Madame Liquirizia ha ripercorso tre secoli d’impresa e di vita, di radici e di futuro, attraverso le dodici generazioni giunte ad oggi.

E quelli che, alla fine degli anni settanta, potevano essere considerati due elementi di insuccesso, come essere donna e avere un’azienda in Calabria, si sono dimostrati invece – ha scandito – due motivi di affermazione. Essere a capo di una realtà d’impesa in questa terra fu dirompente. E da questa esperienza, la sua esortazione latina estote parati (siate preparati) rivolto a tutte le donne affinché si facciano trovare sempre pronte e soprattutto competenti.

Oltre a mostrare la bella varietà dei prodotti Amarelli, nel corso della diretta viene presentato un cimelio di famiglia: una scatoletta del 1919 oggi è esposta al MoMA, il museo di arte moderna di New York. Quel packaging – racconta la Professoressa in tv – fu presentato in quello stesso anno da un’altra donna di famiglia, Giuseppina Amarelli. E quella scatoletta, da allora brand aziendale distintivo e icona del Made in Italy, fu ripresa e rilanciata – ricorda la sua iniziativa di marketing – negli anni ’70 in una veste nuova e piacevole da utilizzare e portare sempre con sé ed ecologica, in alluminio riciclabile.

E arriviamo all’aneddoto. Un giorno – racconta la Presidente del Museo Amarelli – Lucio Dalla fu ospite di Isabella Rossellini a New York e la stessa gli chiese la scatoletta di liquirizia Amarelli, che lui portava sempre in tasca e che non volle cedere per nessuna ragione, poiché ne era sprovvisto e non avrebbe potuto viaggiare senza essere – disse Dalla – amarellato. Voilà!

In collegamento dal plurisecolare Concio di Corigliano-Rossano, Fortunato Amarelli, amministratore delegato della storica fabbrica, ha spiegato e mostrato l’emozionante processo di estrazione e produzione della liquirizia, inventato in Calabria e per questo uno dei Mid della Calabria Straordinaria. Dalle lunghe radici spontanee (possono raggiungere i 5 metri sotto terra) che una volta erano ritenute infestanti e perciò venivano estirpate, si estrae il succo che poi, una volta evaporato, diventa pasta essiccata, lavorata quindi in cordoni di liquirizia che incisi daranno il prodotto finale. (rcs)

CORIGLIANO-ROSSANO (CS) – Un successo la tre giorni di One healthone per la prevenzione sanitaria

«Il Villaggio della Salute della fondazione One Healthon ha trasformato per tre giorni Corigliano-Rossano nella capitale della prevenzione medica. Un’iniziativa, organizzata in collaborazione fra Ministero della Salute e Regione Calabria, che ha riscosso un notevole successo e ha contribuito a tenere alta l’attenzione sulla prevenzione sanitaria, che è fondamentale».

Queste le dichiarazioni dell’on. Pasqualina Straface Presidente della Terza Commissione Regionale Sanità, Attività Sociali, Culturali e Formative a margine della tre giorni dedicata allo screening sanitario messa in campo da One Healthon Foundation.

«La prevenzione è uno dei punti cardine del nuovo approccio alla sanità intrapreso dalla Regione Calabria su impulso del presidente Occhiuto. E’ infatti acclarato come una riforma della sanità non passi solo dagli investimenti e dal potenziamento di risorse umane e strutture ma anche da una fitta campagna di prevenzione e di screening che possa essere utile alla cittadinanza e che abbia il compito di avvicinare sanità e popolazione sui territori. In questi tre giorni di Villaggio della Salute sono state oltre 500 le prestazioni gratuite erogate dai professionisti medici ed è stata fatta inoltre una massiccia campagna informativa sull’importanza della medicina preventiva. Ringrazio la dott.ssa Rossana Berardi, presidente di Onehealthon Foundation e Professore Ordinario di Oncologia ma soprattutto figlia di questa terra che ha voluto l’organizzazione di questo evento a Corigliano-Rossano, la dott.ssa Iole Fantozzi, Dirigente Generale del Dipartimento Tutela della Salute della Regione Calabria, l’Asp Cosenza, il Kiwanis, l’Avis, l’Avo, la Fidapa e tutti coloro che hanno lavorato per rendere possibile tutto questo». (rcs)

CORIGLIANO-ROSSANO (CS) – Olivo: «Centro storico vivo grazie alle parrocchie»

È un po’ come il bucato steso ai balconi delle case di un centro storico. Levano l’impressione che ci si trovi in un posto abbandonato e testimoniano, quindi, la presenza di persone che lo abitano. Così come avvertire in lontananza le urla gioiose di bambini, oltre a mettere di buon umore, indica che quel posto è vivo e dinamico. Restituisce speranza.

«Non possiamo che complimentarci – dichiara l’assessore provinciale e consigliere comunale Adele Olivo con gli organizzatori dell’Estate Ragazzi per aver regalato a commercianti e residenti questa vivacità e felicità contagiosa portando in questo mese di agosto appena conclusosi i bambini di tutte le parrocchie del centro storico nel cuore della città alta di Rossano. Vivacità – sottolinea – che forse è un po’ mancata per la carenza di eventi organizzati nei due centri storici».

Olivo coglie l’occasione per ringraziare l’Arcivescovo Mon.Maurizio Aloise, i sacerdoti e gli animatori che gratuitamente e per amore del centro storico e della città hanno preparato, guidato ed intrattenuto i ragazzi.

«Da Villa Labonia, quartier generale delle attività ricreative che ha coinvolto un vero e proprio esercito di bambini di età compresa tra i 5 ed i 12 anni, si potevano sentire le loro voci trovandosi anche a metri di distanza. Iniziative come queste – aggiunge – andrebbero incoraggiate dalle istituzioni locali in tutti i periodi dell’anno, anche in concomitanza con il periodo della scuola e nei mesi invernali, quando le strade del centro storico si vuotano ancora di più. Potrebbe essere un incentivo per le attività commerciali ad investire in nuove attività, a beneficio anche dei turisti ed degli ospiti». (rcs)

CORIGLIANO-ROSSANO (CS) – Torna Lib(e)riamoci in città con Pasquale Guaglianone

Riprendono gli appuntamenti con “Lib(e)riamoci in Città. Letture per crescere insieme”, evento pensato e fortemente voluto dall’assessorato alla Cultura, guidato da Alessia Alboresi. Sabato 9 settembre l’appuntamento è alle 19 – Chiostro di San Bernardino – con la presentazione del Il Naufragio Previsto di Pasquale Guaglianone edito da Editoriale Progetto 2000.

Il libro raccconta la storia romanzata, scritta da Pasquale Guaglianone, già inviato Rai in Sudamerica per molti anni, del tragico episodio, avvenuto nell’ottobre del 1927, con centinaia di vittime, della nave ammiraglia della marina mercantile italiana, Principessa Mafalda. L’opera si colloca a pieno titolo nelle collane di storia dell’emigrazione e della storia della marina mercantile, ma è soprattutto un’opera letteraria di piacevole lettura.

Il libro è stato presentato in molte città italiane ed in Argentina a Buenos Aires e a Mar del Plata.

Una grande storia di emigrazione finita male, per chi cercava una vita migliore e perse anche quella che aveva.

L’autore è regista e filmaker (dal 2014 al 2020) della Radio Televisione Italiana, per Rai Italia (canale per l’estero) in Sudamerica (con sede a Buenos Aires), per il programma Community e successivamente per L’Italia con Voi per il quale realizza servizi in Argentina, Cile, Uruguay, Brasile. Tra i libri scritti e presentati: Cetraresi in cammino; Tante navi tante storie; Tanos. Ha svolto e svolge, conferenze sui temi dell’emigrazione in diverse città del mondo. Ha ricevuto diversi riconoscimenti nazionali ed internazionali fra i quali. È ideatore del Premio Internazionale Cetraro Cinema e Televisione dedicato agli italiani nel mondo. È autore e conduttore su LaC Tv di Meravigliosa Calabria e Storie di vita.

L’evento di sabato 9 sarà introdotto dall’assessore alla Cultura, Alessia Alboresi mentre dialogheranno con l’autore Giovanni Soda, dirigente del dipartimento programmazione e Serafino Caruso, giornalista e funzionario. Concluderà il sindaco Flavio Stasi. (rcs)

CORIGLIANO-ROSSANO (CS) – San Nilo, Olivo: «Dovrebbe essere l’evento della città»

«Mancano appena venti giorni alle festività di San Nilo, co-patrono della città ed incluso tra i Marcatori Identitari Distintivi (Mid) della Regione Calabria. Nessuno, però, ad oggi conosce l’eventuale programmazione delle manifestazioni civili. Ormai è un classico della dottrina Stasi che non solo ha snaturato tutti gli eventi popolari e della tradizione, cancellando secoli di storia sociale della città, ma ora sta per compiere un nuovo ed irrevocabile passo: quello di cancellare definitivamente le radici della memoria delle due comunità di Corigliano e Rossano».

È quanto sostiene l’assessore provinciale al patrimonio e agli affari generali, Adele Olivo, preoccupata del disinteresse che si percepisce per quella che ovunque sarebbe considerata, organizzata e comunicata con largo anticipo come uno degli eventi identitari più attesi ed importanti, prestigiosi ed autorevoli anche alla luce delle diverse connessioni interregionali ed internazionali che la figura di Nilo da Rossano consentirebbe da tutti i punti di vista.

«Vorrei ancora una volta ricordare al primo cittadino – aggiunge la consigliera comunale –che non possono esserci grandi eventi che tengano, se poi dietro non c’è una filosofia di fondo mirata a far sì che la spesa pubblica per un concerto qualsiasi, possa creare un ritorno economico nel tessuto sociale e produttivo della città. In quel caso sono solo soldi che potrebbero essere serenamente annoverati in investimenti sì, ma di campagna elettorale anticipata. Lo ripeto, perché a questa domanda ancora non ho avuto risposte: a cosa serve organizzare un grande concerto o spettacolo se questo non restituisce nulla in termini finanziari alla comunità ed in modo duraturo? Qualcuno misura il ritorno di questo fiume di denaro pubblico o va bene soltanto lo show-business di qualche ora in piazza?».

«Nessuno risponde – continua l’assessore provinciale – perché, come sempre, il primo cittadino dispone dei soldi pubblici per fare quello che vuole, senza criterio ma soprattutto senza programmazione. Quello che dovrebbe essere l’evento di San Nilo è una delle celebrazioni identitarie per antonomasia che racchiude il sentimento popolare attorno alla figura di quel monaco che ebbe un’importanza straordinaria nella storia d’Europa. Dispiace, ad esempio, che il sindaco, dall’alto della sua supponenza, abbia deciso di revocare il finanziamento all’associazione Contatto che da anni proponeva la rievocazione storia della vita di Nicola Malena, proprio nel giorno delle festività patronali. Una bella iniziativa che se fosse stata valorizzata in un contesto più ampio di promozione territoriale avrebbe avuto un respiro culturale di gran lunga maggiore rispetto a quello in cui è stato relegato da questa amministrazione comunale».

«Del resto – incalza – a Stasi piace vincere facile. Sicuramente per il 26 settembre proporrà un bel concerto di piazza, magari da svolgersi al traforo e non più in piazza Steri, come ormai accade da anni per l’altra grande festa identitaria dell’Achiropita, che attirerà qualche migliaio di persone che gli faranno da piazza per il rituale comizio post concerto. Ormai è un pacchetto confezionato e ben rodato, che non costa nulla in termini di impegno, idee e proposta ma che con qualche decina di migliaia di euro di soldi pubblici foraggia il populismo spietato e senza confini del nostro sindaco. Altra cosa – conclude la Olivo – nulla è gratis: quelli che vengono spacciati come concerti gratuiti per tutti, sono comunque pagati con i soldi pubblici, di questa comunità, con i nostri soldi». (rcs)

CORIGLIANO-ROSSANO (CS) – Otto torri sullo Jonio: «Si sprecano risorse nelle programmazioni estive»

«I tempi sono maturi perché venga aperta una riflessione senza peli sulla lingua sullo spreco milionario di risorse pubbliche del quale soprattutto (ma non solo) gli enti locali si rendono protagonisti indisturbati per le loro cosiddette programmazioni estive. Non è più possibile assistere in Calabria al finanziamento pubblico faraonico di concerti ed eventi che non hanno nulla a che vedere con la consapevolezza, la promozione, la valorizzazione e la comunicazione del patrimonio storico, culturale e identitario della terrà che quelle risorse economiche contribuisce a produrre. Non è più tollerabile osservare in silenzio, come se fosse anche questa un’altra pagina di un destino scritto da altri, istituzioni pubbliche, classi politiche (di sinistra, di centro e di destra), società ed opinioni pubbliche supine ed omertose davanti a quello che sembra essere diventato il dogma intoccabile di un turismo che però non c’è e che nessuno osa misurare per paura di essere smentito dai numeri impietosi. I tempi sono maturi perché anche le Corti dei Conti di questo Paese, sicuramente quella calabrese, entrino nel merito di quel vero e proprio falò estivo di ricchezza collettiva, un tesoro locale bruciato solo ed esclusivamente per riempire e drogare per qualche ora piazze e spiagge di una regione che continua a spacciare (ma solo a se stessa perché nel mondo ci ridono in faccia) per Calabria Straordinaria quei fumi e raggi laser che già denunciava oltre 40 anni fa Franco Battiato insieme ad albe e tramonti, mare e montagna ed altre assurde balle autoreferenziali, smontabili con un click».

È quanto ha dichiarato Lenin Montesanto, direttore di Otto Torri sullo Jonio a margine della presentazione del libro Oicofobia – Il ripudio della nazione del professor Spartaco Pupo ospitato nei giorni scorsi nell’Auditorium Alessandro Amarelli nell’ambito dell’ultima tappa della rassegna culturale Estate al museo.

Con l’autore, Spartaco Pupo, professore di Storia delle dottrine politiche all’Università della Calabria si sono confrontati oltre che lo stesso Montesanto anche il direttore de l’Eco dello Jonio Marco Le Fosse e l’Alfiere del Made in Italy e presidente del Museo della Liquirizia Giorgio Amarelli Pina Amarelli che ha sottolineato come questa forma di rigetto delle origini sia assolutamente condannabile in quanto causa dei principali danni di questa terra. D’accordo anche l’amministratore delegato Fortunato Amarelli. «Non si può non guardare alla realtà di questo territorio – ha detto – senza vederne anche il bello. Ecco che chi non è oicofobico riesce a vedere anche questo, riesce a vedere il bello che c’è in questo territorio e quindi lo promuove».

«C’è un pò di paura – ha rimarcato l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo – in tutto ciò che invece non dovrebbe costituire paura per i calabresi che invece dovrebbero lavorare fortemente in un momento di aggregazione cercando di trovare anche nel settore agroalimentare, la ricerca di mercati di riferimento diversi. L’esempio storico forse più eloquente di oicofobia regionale – ha aggiunto – lo abbiamo dimostrato quando in passato abbiamo ripudiato la tradizione e la cultura millenaria dell’ulivo che, da eredi dei magnogreci avremmo dovuto e dovremmo invece venerare e trattare come pianta sacra, per inseguire il posto da bidello, usciere, dipendente comunale o in altre istruzioni nazionali e comunitarie, quando le casse pubbliche erano usate anche per questa che si è dimostrata essere una distorsione. Ma lo facciamo ancora oggi quando ad esempio non ci poniamo la qualità come obiettivo da perseguire per creare reddito e sviluppo con le nostre risorse. Il problema dei problemi della nostra terra non è materiale, non è solo il gap di infrastrutture che c’è e va sanato ma che non può risolvere tutto; il problema dei problemi della Calabria è immateriale, di consapevolezza e di mentalità».

«La vera vergogna di noi stessi, ripudiare la nostra personalità, i nostri legami. Questo universalismo di ritorno – ha commentato Spartaco Pupo definendo l’oicofobia una patologia nazionale – che ha prodotto individui sradicati, alienati, per molti versi drogati e malati dovrebbe far riflettere tutte quelle culture, ideologie, narrazioni che hanno sradicato gli uomini dalla propria appartenenza. La Calabria è uno di quei territori maggiormente a rischio per tante ragioni, perché le istituzioni culturali fanno poco per la valorizzazione del patrimonio di appartenenza e sono affetti da questo complesso di inferiorità nei riguardi delle culture altre». (rcs)