COSENZA – Unindustria Calabria: la crisi epidemiologica in Calabria rischia di aggravarsi con quella ecologica

Il presidente di Unindustria CalabriaNatale Mazzuca, ha espresso la propria preoccupazione di una possibile crisi delle aziende attive nella raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti alla presidente della Regione Calabria Jole Santelli, su sollecitazione del Consiglio direttivo della sezione Energia, Chimica e Ambiente della stessa Associazione, presieduta da Crescenzo Pellegrino.

«La Calabria – ha detto il presidente Mazzuca – è chiamata a fronteggiare con tutti i mezzi l’emergenza sanitaria in atto per la quale la presidente sta assumendo iniziative rigorose. Il rischio reale è che il quadro possa aggravarsi ulteriormente con l’aggiunta di una crisi ecologica che renderebbe il tutto drammatico, con una drastica riduzione, se non addirittura il blocco completo della raccolta dei rifiuti. Un comparto che, come risulta di immediata evidenza, non può concedersi soste, tentennamenti organizzativi o interruzioni di sorta dal momento che fornisce un servizio pubblico essenziale per i cittadini».

«Le aziende sono ormai giunte al collasso – ha proseguito il presidente Mazzuca – a causa degli enormi ritardi nei pagamenti dei ratei dovuti da parte dei Comuni che usufruiscono del servizio e che ormai superano l’anno. Tale situazione impedisce alle imprese, che hanno dato fondo ad ogni autonoma disponibilità, di poter adempiere, a loro volta, con puntualità al pagamento delle spettanze dovute ai lavoratori».

«In questa situazione – ha evidenziato il presidente Mazzuca – si registrano già numerose defezioni di dipendenti che si rifiutano di operare senza aver percepito il corrispettivo loro dovuto, anche in ragione della delicatezza del compito svolto e delle condizioni difficili nelle quali sono costretti a operare per la natura stessa del servizio: ambienti poco salubri e senza la possibilità di poter rispettare, in alcuni casi, le distanze minime disposte dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, pur con gli sforzi tecnici ed organizzativi messi in atto e volti ad assicurare la massima sicurezza».

Da qui la richiesta alla presidente della Regione Jole Santelli di un intervento risolutivo  volto ad «intervenire con immediatezza affinché i Comuni o, in via surrogatoria la Regione o il Governo possano provvedere al pagamento delle somme dovute per consentire alle aziende di poter far fronte al giusto pagamento dei lavoratori per scongiurare una situazione che rischia di diventare ingovernabile con riflessi pesantissimi per la sicurezza igienico sanitaria del territorio e dei cittadini». (rcs)

TREBISACCE – Il sindaco Mundo invia la sua protesta alla Presidente Santelli

Il sindaco di Trebisacce, Franco Mundo, ha inviato una dura lettera di protesta al presidente della Regione Calabria, Jole Santelli, in merito ai criteri di individuazione degli ospedali per fronteggiare l’emergenza coronavirus.

«La regione ha sbagliato due volte – ha dichiarato il primo cittadino di Trebisacce in merito al contenuto della missiva del 12 marzo 2020 – nelle scelte fatte. Il primo errore si riscontra nei criteri di scelta nell’individuazione degli ospedali COVID, nei quali, ancora una volta, non si è tenuto conto delle esigenze territoriali periferiche, che come al solito vengono disattese quasi come se i territori periferici o interni fossero terra di nessuno.

«Un atteggiamento che mortifica le speranze dei cittadini che vivono ai margini dei servizi e delle realtà urbane, così come di quelli che abitano le aree interne e montane. Il secondo errore è di non aver tenuto conto degli ospedali parzialmente attivi, peraltro dotati delle idonee attrezzature e servizi di diagnostica con PS e anestesisti, siti proprio nelle zone periferiche, come quello di Cariati, e di confine, come le strutture di Praia a Mare e Trebisacce, e di montagna come Acri e San Giovanni. L’attivazione in toto di tale strutture non solo permetterebbe di poter fronteggiare la migrazione sanitaria, ma anche di garantire servizi di assistenza e ospedalizzazione necessari, soprattutto nella disperata e denegata ipotesi in cui dovessero verificarsi casi di contagio nelle zone predette.

«Si tratta, inoltre, di un grave e reiterato errore politico, considerato che si sta perpetuando sin dal 2010, momento dell’adozione del decreto 18/2010 ad opera della giunta Scopelliti, e che si continuano a produrre una serie di tagli e di spoliazione di servizi a danno sempre degli stessi comprensori e comuni. Scelte queste tali da rendere sempre più difficoltoso e diffidente il rapporto con le stesse istituzioni, proprio per la mancanza dei servizi essenziali, primo tra tutti il diritto alla salute. In tale contesto chiedo che il piano sanitario sia rivisto con urgenza e quindi di individuare quali ospedali COVID-19, per ricovero e osservazione in terapia intensiva o sub intensiva con possibilità di rendere cure urgenti, l’ospedale di Trebisacce, nonché altri presidi che possano alleviare le difficoltà e garantire cure in emergenza.

«E tanto non solo per soddisfare legittime aspettative delle comunità locali, quanto per garantire un servizio efficace e per far fronte all’espansione del coronavirus, che causerebbe un contagio illimitato di persone, arrecando danni veramente incalcolabili». (rcs)

COSENZA – Mancano dispositivi di protezione per gli infermieri negli ospedali

Il presidente dell’ordine professioni infermieristiche di Cosenza Fausto Sposato ha lanciato un allarme sulla grave difficoltà in cui si trovano gli infermieri in ospedale che stanno letteralmente «combattendo una guerra a mani  nude. Mancano i dispositivi di protezione individuale, ma soprattutto una organizzazione capace di dare direttive chiare ed appropriate. La confusione che si sta generando anche sulla questione della riapertura degli ospedali dismessi non aiuta il confronto e non contribuisce a trovare le soluzioni necessarie ad arginare il Covid-19».

«Gli infermieri – afferma Sposato – stanno mettendo in campo tutta la loro professionalità e competenza, stanno dimostrando che senza il loro supporto tutto sarebbe crollato. Non ci dispiace che si parli di altre professioni semmai ci dispiace sentire parlare degli infermieri come se fossero un elemento secondario nell’affrontare il problema. Ragioni per cui chiediamo a tutti gli organi istituzionali massimo rispetto nelle dichiarazioni. Vorremmo ricordare che gli infermieri sono professionisti autonomi nella gestione dell’assistenza diretta al paziente e ne sono responsabili. Da troppo tempo le istituzioni regionali hanno dimenticato, volutamente, di coinvolgere la professione infermieristica nelle scelte e nella gestione della sanità regionale considerando questi professionisti come un “accessorio” al sistema e questo non è più tollerabile. I processi assistenziali vanno governati da chi ha le competenze per farlo pertanto è bene che invece di assumere figure discutibili e poco utili a migliorare i Lea si assumano dirigenti delle professioni sanitarie che hanno le competenze e le capacità di gestire processi assistenziali meglio di altri».

«Oggi i Sitros (la struttura infermieristica) non ce la fanno a gestire l’emergenza da soli, hanno bisogno di più figure dirigenziali e vanno ringraziati per il contributo che stanno dando. Il fenomeno Covid-19  sta mostrando tutta la fragilità del SSR e l’incapacità di programmazione dei manager nominati fino ad oggi che hanno pensato solo a soddisfare le “richieste” dei politici di turno a loro volta responsabili di avere ridotto la sanità regionale ad essere la peggiore del paese. È da tempo che sosteniamo che ci vogliono più infermieri proprio perché le competenze fanno in modo di erogare prestazioni di qualità e danno risposte ai cittadini. L’improvvisazione non è più accettabile soprattutto in questo momento storico e critico. È non è una questione di commissariamento ( forse troppo assecondato e per troppo tempo immeritato) ma è una questione di mettere i professionisti giusti e competenti nei posti giusti. È questo che deve fare la politica e chi governa questa regione. La tutela degli operatori, la loro sicurezza devono essere una priorità per ogni azienda perché un azienda che non tutela i propri dipendenti è un azienda destinata a fallire. È la tutela dei dipendenti equivale alla sicurezza dei pazienti e dei cittadini. Abbiamo firmato un protocollo di intesa con i tribunali di Cosenza e di Paola per istituire l’albo dei club/ctp per cui i colleghi che hanno i requisiti previsti dalla convenzione possono iscriversi ed iniziare un nuovo percorso professionale. Il futuro va costruito nel modo migliore e con chi vive sulla propria pelle i bisogni dei pazienti e non è pensabile che a farlo siano altri professionisti che non siano infermieri».

«Noi – conclude il presidente Sposato – siamo disponibili ad un confronto sereno ed alla pari perché vogliamo dare il nostro contributo sperando che non ci si ricordi degli infermieri solo nelle emergenze e quando tutto è già definito, non lo tollereremo più. La politica faccia il suo ma lo faccia con serenità ed imparzialità pensando al bene collettivo e non alla spartizione di posti da assegnare. Non è questo il futuro che vogliamo. E non mi dispiacerebbe vedere a capo di una azienda o di un dipartimento un infermiere, sono convinto che saprebbe gestire meglio di altri suoi predecessori. È questa la sfida che lanciamo alla politica ed a chi gestisce la sanità. La professione è cambiata, i professionisti sono cambiati, gli infermieri sono cresciuti ed è tempo che qualcuno se ne accorga. Per quanto riguarda la formazione i nostri giovani ritengo meritino di più. Sono ragazzi che credono nella professione e voglio dare  il loro contributo ma, purtroppo, subiscono scelte discutibili sia sul piano formativo che gestionale. L’unica università che  è dotata di Med/45 continua nella politica, poco lungimirante, di accontentare i “fedelissimi” bandendo insegnamenti ad hoc  per i soliti “amici ed amiche” a discapito della meritocrazia e della qualità della formazione. Ma su questo ci ritorneremo quanto prima». Fausto Sposato ha voluto inoltre «ringraziare tutti i colleghi che in questi giorni non si stanno risparmiando affatto e con professionalità lavorano intensamente per tutti». (rcs)

COSENZA – Marilena Cerzoso nel Consiglio di Icom Italia

La dott.ssa Marilena Cerzoso, direttore del Museo dei Brettii e degli Enotri di Cosenza, è stata eletta consigliere di Icom Italia, il Consiglio internazionale dei Musei.

Le nomine si sono svolte nell’ambito delle elezioni per il rinnovo delle cariche direttive del coordinamento regionale di Basilicata e Calabria avvenute al Museo Archeologico nazionale della Siritide di Policoro.

Riconfermato nella sua carica di coordinatore il dott. Luigi Zotta, insieme a Marilena Cerzoso compongono la squadra di consiglieri Tiziana Battafarano, Anna CipparroneSilvio FaraoneFiorella FioreClaudia Ventura.

«La sfida che ci attende – ha dichiarato Luigi Zotta – è quella di proseguire le progettualità avviate negli anni scorsi e di intensificare le sinergie con le realtà museali presenti sui territori, facilitando la creazione ed il consolidamento di una rete virtuosa che animi un dibattito sempre più necessario alla luce dei cambiamenti in atto».

«Sono certo – ha concluso Luigi Zotta – che riusciremo in questo intento grazie al lavoro dei consiglieri e dei soci, a cui va il mio personale ringraziamento per aver sostenuto la nostra riconferma». (rcs)

COSENZA – Nasce la task force di Confindustria

Insieme per supportare, adeguatamente, aziende e istituzioni. È per questo che Natale Mazzuca, presidente di Unindustria Calabria, insieme a presidenti delle sedi territoriali Fortunato Amarelli (Confindustria Cosenza), Rocco Colacchio (Confindustria Vibo Valentia), Aldo Ferrara (Confindustria Catanzaro), Mario Spanò (Confindustria Crotone), Domenico Vecchio (Confindustria Reggio Calabria), di Ance Calabria Giovan Battista Perciaccante e dei Giovani Imprenditori Marella Burza si è dato vita ad un coordinamento locale in stretto collegamento con quello realizzato a livello nazionale che si interfaccia costantemente con i rappresentanti del Governo.

«L’evolversi tumultuoso e non facilmente prevedibile – ha dichiarato il presidente Mazzuca – dell’emergenza legata al diffondersi del coronavirus, impone a tutti una convinta presa di coscienza ed una assunzione di responsabilità assolutamente adeguata al momento. Occorre fare quadrato senza alcun tipo di anacronistici distinguo, perché è l’intero Paese ad essere interessato dall’epidemia, senza alcuna distinzione sociale, geografica od economica».

«Occorre – ha proseguito il presidente Mazzuca – seguire alla lettera le direttive ricevute dal Governo e dalle istituzioni territoriali, messe a punto con la comunità scientifica e la protezione civile, adoperandosi con il più alto senso di responsabilità nell’esercizio delle proprie attività. Il carattere umanitario dell’epidemia da Covid-19 risulta essere, con evidenza, quello di maggiore impatto ed il più urgente da trattare dal punto di vista socio sanitario. Bene ha fatto il Governo a dichiarare zona protetta tutta l’Italia e ad emanare il DPCM cosiddetto Io resto a casa».

«Con analoga decisione – ha aggiunto il presidente Mazzuca – va affrontata l’emergenza economica che sta aggredendo tutti i territori con una diffusione rapidissima che al momento appare inarrestabile. Se sottovalutata, rischia di assumere aspetti pesantissimi per il Paese con contraccolpi devastanti in tutti i territori, con maggiore accentuazione in quelli storicamente più deboli».

«Con la Task Force di Confindustria – ha proseguito il presidente Mazzuca – siamo in prima linea per supportare adeguatamente aziende ed istituzioni. È il momento di garantire: liquidità alle imprese a partire dal potenziamento del Fondo di Garanzia per le PMI (attenzionando soprattutto la revisione  delle classi di merito creditizio), incentivi per le attività che stanno avendo grandi difficoltà con perdite di fatturato importanti, cassa integrazione in deroga anche per le piccolissime aziende, proroga della durata dei progetti di investimento finanziati con i fondi europei, sblocco immediato di tutti i pagamenti della PA».

«Abbiamo chiesto – ha proseguito il presidente Mazzuca – la sospensione dei pagamenti fiscali e contributivi, di prevedere ammortizzatori sociali per sostenere l’occupazione e tutelare i lavoratori. Stiamo lavorando con il sistema bancario italiano e sabato scorso abbiamo firmato con Abi un accordo che consente di sospendere i pagamenti delle rate dei mutui, evitando così di drenare liquidità alle imprese. Occorre sospendere e differire i termini  di versamenti e adempimenti di natura tributaria ed amministrativa, compresi quelli relativi alle imposte locali. Siamo in attesa di conoscere nel dettaglio le misure economiche decise dal Governo per l’Italia che verranno presentate il prossimo venerdì, per come preannunciato poco fa dal ministro per l’Economia Gualtieri».

Alla Presidente della Regione Calabria onorevole Santelli – dice ancora Mazzuca – insieme alle Organizzazioni Sindacali ed a tutte le Associazioni di categoria presenti sul territorio regionale, abbiamo proposto l’istituzione urgente di una task force per l’economia dove far convergere le migliori energie e le maggiori sensibilità per mettere in atto un vero e proprio programma di interventi aggiuntivi rispetto a quelli predisposti dal Governo per scongiurare il prevedibile tracollo economico del territorio dai costi sociali difficilmente sopportabili”.

«Con le aziende di sanità privata aderenti ad Unindustria Calabria – ha proseguito il presidente Mazzuca – abbiamo offerto alla presidente Santelli la disponibilità piena delle strutture e delle competenze disponibili fornendo pratiche indicazioni di protocollo sanitario per rendere possibile il tutto in tempi rapidi ed in maniera efficace ed efficiente».

Gli imprenditori registrano sofferenze in tutti i settori, prevalentemente nelle filiere del turismo, logistica e trasporti, turistica, cultura e spettacolo. Seguono poi difficoltà di ordine più pratico e quotidiano che riguardano gli aspetti logistici, l’impossibilità di incontrare clienti e fornitori, e per quanto riguarda la gestione quotidiana di tutte le imprese, la scarsissima disponibilità di dispositivi di protezione da mettere a disposizione del proprio personale. (rcs)

COSENZA – Unidustria Calabria si propone alla Regione per sgravare le strutture sanitarie pubbliche

Il presidente di Unindustria CalabriaNatale Mazzuca, ha scritto una lettera alla presidente Jole Santelli in cui comunica la disponibilità delle strutture di sanità privata accreditate a rendersi disponibili ed essere parte integrante del piano di intervento predisposto dalla stessa Regione per il contenimento del diffondersi del COVID-19 e per la gestione delle fasi di emergenza.

«Tutto ciò – ha precisato il presidente Mazzuca – al fine di realizzare, in sinergia, uno sgravio di incombenze sulle strutture sanitarie pubbliche demandate a rilevare e contenere il diffondersi del Covid-19 e ad evitare il prevedibile intasamento dei luoghi deputati al ricevimento di pazienti. Le strutture sanitarie private aderenti ad Unindustria Calabria propongono di attivarsi per i pazienti che dalle strutture pubbliche dovessero essere trasferiti presso altre strutture ai fini della continuazione del percorso assistenziale, ad esempio riabilitazione, identificando procedure e protocolli specifici atti ad evitare il diffondersi del contagio».

«Le strutture private –  ha proseguito il presidente Mazzuca – si rendono disponibili, dietro fornitura dei KIT per i tamponi, ad eseguirli da parte del personale medico direttamente nelle strutture destinatarie, sui pazienti ricoverati e che manifestino i sintomi di cui al Covid-19. Risulta evidente che i pazienti che verranno sottoposti a tampone dovranno essere posti in isolamento rispetto agli altri pazienti presenti in struttura. A tutti è chiesto un impegno straordinario – conclude Natale Mazzuca, ringraziando i colleghi della Sezione Sanità che comprendono cliniche e laboratori – in termini di assunzioni di responsabilità per tentare di ridurre al minimo i possibili impatti che si stanno prefigurando come molto gravi». (rcs)

 

COSENZA – L’appello di FederAnziani Calabria: «Le amministrazioni locali devono aiutare gli over»

La presidente di FederAnziani CalabriaMaria Brunella Stancato, lancia un gridod’allarme: «tutte le amministrazioni locali devono aiutare gli over».

«È una amara verità – ha spiegato la presidente Stancato – da circa venti giorni il Covid 19  si sta estendendo in tutta la nazione in modo esponenziale. Sicuramente nei prossimi giorni il numero dei contagiati tenderà ad aumentare. Il Governo ha adottato una decisione difficile ed unica a memoria anche dei più anziani; solo durante la guerra ci sono state queste restrizioni, ma allora c’era un nemico visibile adesso si combatte contro un nemico invisibile che attacca i più deboli e vulnerabili sia dal punto di vista delle patologie ma anche dal punto di vista dell’età. Quasi sicuramente ai più queste misure sembreranno  durissime ma forse rappresentano l’unica via da percorrere per uscirne fuori vincenti».

«Si chiede a tutti – ha proseguito la presidente Stancato – di assumere atteggiamenti consapevoli. Non uscire di casa se non per motivi strettamente indispensabili per affrontare un rischio così grande. Basti  pensare  alle persone che sono rientrate nei luoghi di residenza in modo sconsiderato,  che sono andate in vacanza ,che sono andate a sciare, oppure ai giovani che ancora continuano ad uscire in gruppo per prendere l’aperitivo in luoghi pubblici, purtroppo nemmeno la fascia della terza età fino ad oggi ha rispettato le direttive del Governo e/o quelle rilasciate dalle varie associazioni di categoria che invitavano appunto di muoversi con cautela e di non frequentare i luoghi dove vi sono grandi riunioni di  persone. Molto probabilmente il messaggio non è stato chiaro oppure non ha raggiunto la maggior parte degli over».

«Da questa riflessione – ha proseguito la presidente Stancato -parte l’invito verso tutti gli amministratori locali a soffermarsi nel valutare la creazione di luoghi di aggregazione “Senior” dove le persone possono avere occasione di fare attività fisica, attività culturali, attività sociali. Le Associazioni affiliate a “Senior Italia Federcentri” sono tutte monitorare e seguite attraverso la presenza sul territorio ed attraverso la conoscenza diretta degli iscritti i quali risultano sui libri sociali con tutte le generalità e con tutti i numeri telefonici e quindi facilmente raggiungibili anche attraverso una semplice, ma importante, telefonata di conforto».

«Il lavoro di organizzazione di iscrizione e fidelizzazione – ha proseguito la presidente Stancato – fatto in questi anni nei centri anziani si è rivelato in questa occasione un toccasana, una buona prassi, possiamo far arrivare messaggi direttamente a casa degli anziani e raccogliere le loro istanze, richieste, dare loro conforto anche telefonico e, perché no, condividere foto e momenti di quotidianità forzata a casa».

«I corsi di formazione sulle nuove tecnologie – ha concluso la presidente Stancato – portati avanti negli anni 2013 2014 2015 ci stanno ritornando utilissimi, auspichiamo che anche nelle città più grandi come Rende, Catanzaro, Lamezia Terme, Soverato, Reggio Calabria, senza dimenticare tutti gli altri comuni dove non esistono luoghi di aggregazione culturali Senior, si possano realizzare queste strutture e renderle sin da subito operative». (rcs)

COSENZA – La Camera di commercio non chiude alle imprese

La Camera di Commercio di Cosenza ha attivato, oggi, sul proprio sito web, un canale di ascolto web diretto alle imprese per avere informazioni sulle misure di risposta all’emergenza del Coronavirus e per comunicare bisogni e proposte, che possano rappresentare un contributo partecipato nell’individuazione di soluzioni da sottoporre alle Istituzioni per il contenimento e il superamento degli impatti negativi sull’economia.

«L’emergenza Coronavirus sta imponendo enormi sacrifici alle imprese a alle famiglie – ha dichiarato il presidente Klaus Algieri –. Le apprensioni sul futuro creano un clima di incertezza che disorienta i cittadini e gli operatori economici. In momenti come questi, pensiamo sia fondamentale non chiudere le porte agli imprenditori e alle loro preoccupazioni».

«È per questo motivo – ha proseguito il presidente Algieri – che, nel totale rispetto delle misure di contenimento dettate a livello nazionale, abbiamo pensato di non limitarci a riorganizzare le modalità di accesso fisico all’Ente, che pur continua a fornire i servizi necessari garantendo la sicurezza di utenti e dipendenti, ma di attivare anche questa nuova forma di contatto web per essere più vicini alle imprese e alle loro richieste di ascolto e di sostegno, in questo periodo di emergenza». (rcs)

COSENZA – La giornalista Giulia Fresca vicepresidente Vicario dell’Accademia Internazionale “Zaleuco”

L’ingegnere e giornalista cosentina Giulia Fresca, è stata nominata vicepresidente Vicario dell’Accademia Internazionale di Alti Studi Storici e Politici Zaleuco.

La nomina è stata voluta da Renato Mollica, presidente dell’Accademia, che ha ritenuto Giulia Fresca «una figura di rilievo per la comunità culturale, avendo costruito, in modo determinato e deciso, nel corso del tempo, una prestigiosa carriera segnata da tappe importanti e incisive».

«Distintasi per i suoi trascorsi culturali – ha proseguito il presidente Mollica – ha ricoperto ruoli istituzionali significativi per il mantenimento salutare di una comunità: ingegnere di professione, ha contribuito alla realizzazione di progetti e opere notevoli; impegnandosi nel sociale, ha fatto dell’aiuto, della collaborazione e dell’esempio armi vitali. Attraverso la scrittura giornalistica ha sviluppato l’arte della parola che denuncia e salva».

«Mentre attraverso la passione per la fotografia, per il viaggio, per la scoperta – ha proseguito il presidente Mollica – ha presentato la bellezza in ogni sua forma, colorando i momenti di freschezza, che sembra già richiamare il suo nome, e di luce sempre nuova. Organizzatrice di eventi, manifestazioni, convegni ha provato a divulgare la conoscenza il più possibile».

«In linea con i valori e gli obiettivi dell’Accademia – ha continuato il presidente Mollica – lei, donna moderna di altri tempi, come ama definirsi, potrà, grazie alla sua storia, alla sua forte personalità e alla sua attività, arricchire i lavori della stessa Accademia, oltre a essere un braccio solido e fondamentale in scelte e impegni».

Giulia Fresca, già componente di altre importanti istituzioni Accademiche e Medaglia al Merito del Senato della Repubblica, ha commentato commossa: «È per me un grande onore poter rappresentare la Nobile Accademia “Zaleuco” improntata sul rispetto dei Valori e sempre rivolta alla Bellezza del Bene».

«Ringrazio – ha proseguito Giulia Fresca – il presidente Renato Mollica per la fiducia riposta nella mia persona e per le parole di stima che mi ha riservate e ringrazio i Dignitari dell’Alto Magistero. Opererò con la gioia che ci offre la scoperta della Conoscenza che nasce dal confronto e dal superamento delle barriere mentali affinché la nostra comunità possa riconoscere Storie e Valori ad oggi dimenticati o spesso sconosciuti». (rcs)

 

 

COSENZA – La residenza artistica di Musica contro le Mafie

A Cosenza, al via il progetto Sound Bocs, la prima Residenza Artistica a sfondo civile promossa da Musica contro le Mafie, in programma dal 18 al 31 maggio nei BoCS Art.

Il progetto, supportato da Perchicrea del MibactSiae, vedrà dieci artisti impegnati nella creazione di brani inediti ispirati alle tematiche e ai valori di “Musica contro le mafie”: impegno sociale, lotta alle mafie, cittadinanza attiva, critica e consapevole da contrapporre alla globalizzazione delle cattive idee.

Una nuova frontiera, quindi, per un’associazione che ha sempre avuto come scopo la diffusione di buone pratiche e che ora punta a coltivarle.

Gli artisti potranno inviare la propria candidatura a questo indirizzo, esaranno, poi, selezionati dalla direzione artistica e dal comitato scientifico di Musica contro le mafie.

Inoltre, avranno a disposizione 4 coach che li sosterranno in tutte le fasi: da quella creativa della scrittura, al supporto nello studio di registrazione: Cecilia Cesario, Vladmir Costabile, Stefano Amato e Gennaro de Rosa.

La vita nei Bocs, infine, sarà scandita da momenti di creazione e condivisione, pensieri ed emozioni, che confluiranno in un progetto editoriale cartaceo e online dal titolo: Sound bocs diary che conterrà anche i brani, figli di questa esperienza formativa, riproducibili con il metodo del qr code già consolidato nel libro Change your step.100 artisti le parole del cambiamento.

Ad arricchire il percorso formativo degli artisti residenti, Massimo Bonelli, direttore artistico del Primo Maggio Roma e fondatore di ICompany, Marcello Ravveduto, saggista, docente universitario di  Digital Public History, Nicolò Zaganelli, esperto di web e social media marketing, fondatore di Exploding Bands, il rapper Kiave, uno degli Mc più tecnici della vecchia scuola tra i maggiori esponenti del freestyle, Maurizio Capone “Bungt Bangt”, trai pionieri della Eco Music mondiale, Vincenzo Russolillo, patron di Casa Sanremo e presidente di Gruppo Eventi, Daniela Serra, amministratrice di Exit Communication, Annalisa Insardà, attrice e autrice teatrale e Pino Gagliardi Media Director di Artmediamix e Direttore Editoriale di TIMMUSIC. (rcs)