COSENZA – Viaggio virtuale nella Galleria Nazionale

La Galleria Nazionale di Cosenza ha organizzato una visita virtuale divisa in sei puntate, alla scoperta di alcune delle opere che la Galleria conserva.

La prima tappa, intitolata Fuga dalle atrocità della guerra, ha preso in esame l’opera Grande maternità di Antonietta Raphael, del 1964.

Galleria nazionale di Cosenza – Viaggio per la Salvezza: TAPPA 1

La Galleria nazionale di Cosenza ha organizzato una #visitavirtuale lunga 6 puntate, alla scoperta di alcune delle oere conservate all'interno delle sue collezioni!Non perdertene nemmeno una!Esplora con noi la Galleria nazionale attraverso il percorso tematico #ViaggioperlaSalvezzaTAPPA 1: Fuga dalle atrocità della guerraOpera in esame: "Grande maternità" di Antonietta Raphael, 1964.#polomusealedellacalabria #iorestoacasa #laculturanonsiferma #ilmuseoacasavostra

Posted by Galleria nazionale di Cosenza on Saturday, 21 March 2020

La seconda tappa, invece, si è incentrata sul Cireneo «e dell’indifferenza degli altri grazie alla lettura dell’opera attribuita a Lazzaro BastianoCristo aiutato da Simone il Cireneo a portare la croce, conservata nella collezione Ubi-Banca della Galleria. (rcs)

Viaggio per la Salvezza: TAPPA 2

Ecco la TAPPA 2 della #visitavirtuale organizzata dalla Galleria nazionale di Cosenza!Oggi parliamo del #Cireneo e dell'indiferrenza degli altri grazie alla lettura dell'opera attribuita a Lazzaro Bastiano "Cristo aiutato da Simone il Cireneo a portare la coce", conservata nella collezione UBI-Banca della Galleria.Ti sei perso la TAPPA 1 di ieri? tranquillo, al #link qui sotto puoi rivederlo comodamente sedutoda casa tua!#TAPPA1https://www.facebook.com/GalleriaCosenza/videos/2265132487124446/#polomusealedellacalabria #iorestoacasa #culturavirus #viaggioversolasalvezza

Posted by Galleria nazionale di Cosenza on Saturday, 21 March 2020

COSENZA – Attivo il Centro Operativo Comunale

A Cosenza, il sindaco Mario Occhiuto ha attivato il Centro Operativo Comunale per programmare le misure organizzative e preventive da adottare per la gestione dell’emergenza sanitaria.

L’ordinanza del sindaco Occhiuto, infatti, è finalizzata ad assicurare, nell’ambito del territorio del Comune di Cosenza, la direzione e il coordinamento dei servizi di soccorso e di assistenza della popolazione, e tiene conto di tutte le misure adottate finora dal governo nazionale e dal Dipartimento della Protezione Civile in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19.

Il Centro, coordinato da Antonella Rino, dirigente del settore Protezione Civile di Palazzo dei Bruzi, è ubicato a via degli Stadi e, come sede distaccata operativa, presso il Comando della Polizia Municipale, in via Bendicenti. Le singole funzioni, nell’ambito, delle proprie competenze, si attiveranno per il coinvolgimento immediato di tutti gli organi preposti interessati, delle forze dell’ordine e delle associazioni di volontariato, previa informativa al sindaco.

Le stesse funzioni, alla luce delle effettive esigenze, potranno essere incrementate di ulteriori risorse umane da reperire all’interno di tutto il personale comunale. Proprio per assicurare un più ampio coinvolgimento, è stata, inoltre, chiesta, all’Unità di crisi della Regione Calabria, l’attivazione delle Associazioni di Volontariato iscritte all’Albo Regionale.

L’attivazione delle Associazioni di Volontariato potrà avvenire a seguito di specifiche richieste da parte dei soggetti bisognevoli di ricevere beni di prima necessità a domicilio che potranno rivolgersi direttamente ai numeri telefonici del COC: 0984 813760 attivo h24, oppure, di mattina, in orario d’ufficio, 0984 813771 – 813793. (rcs)

COSENZA – L’appello dell’Ordine Professioni Infermieristiche

Il presidente dell’Ordine Professioni Infermieristiche, Fausto Sposato, lancia un appetto: «gli infermieri non rilascino dichiarazioni pubbliche se non autorizzati».

«Gli articoli 28 e 29, Capo V – ha proseguito il presidente Sposato – del nuovo Codice deontologico degli infermieri parlano chiaro: l’infermiere nella comunicazione, anche attraverso mezzi informatici e social media, si comporta con decoro, correttezza, rispetto, trasparenza e veridicità; tutela la riservatezza delle persone e degli assistiti ponendo particolare attenzione nel pubblicare dati e immagini che possano ledere i singoli, le istituzioni, il decoro e l’immagine della professione».

«Ed ancora: l’Infermiere – ha proseguito il presidente Sposato – anche attraverso l’utilizzo dei mezzi informatici e dei social media, comunica in modo scientifico ed etico, ricercando il dialogo e il confronto al fine di contribuire a un dibattito costruttivo”. Fausto Sposato, presidente dell’Opi di Cosenza, l’Ordine delle professioni infermieristiche, è costretto ad intervenire, in un periodo drammatico, per invitare colleghi e professionisti a non “rilasciare dichiarazioni pubbliche se non autorizzate».

Per il presidente dell’intera categoria bruzia, «va più che bene l’incoraggiamento al cittadino, l’invito a restare a casa ed il messaggio mediatico di vicinanza in queste ore. Ma al tempo stesso occorre fare molta attenzione poiché il periodo è drammatico e, da professionisti, dobbiamo necessariamente rimanere ancorati ai principi cardini del nuovo codice deontologico».

L’Opi fa presente che «le dichiarazioni inappropriate possono essere oggetto di deferimento e richiami. Devono essere gli organi istituzionali preposti ad esprimersi con cognizione di causa per veicolare un solo ed unico messaggio al paziente ed a chi segue, in quei momenti, notizie sul web».

Infine, un «doveroso ringraziamento alle innumerevoli associazioni dell’intera provincia che stanno offrendo, senza sosta, i dispositivi di protezioni che purtroppo non sono sufficienti ancora. Lo ribadiamo – il concetto di Fausto Sposato – stiamo combattendo una guerra  a mani nude. Occorre disciplina ed un comportamento unitario verso i media. Ponderato, autorizzato e concordato con chi di competenza». (rcs)

COSENZA – Gli imprenditori calabresi insoddisfatti del decreto “Cura Italia”

Per gli imprenditori calabresi, il giudizio sul decreto Cura Italia è negativo. Come rende noto Natale Mazzuca, presidente di Unindustria Calabria, «gli imprenditori hanno bisogno di misure efficaci, con procedure di attivazione chiare, snelle, automatiche ed immediate, evitando le trappole delle lungaggini della macchina burocratica. Il rischio reale è quello di assistere ad un’ecatombe di imprese con conseguenze sociali  devastanti».

«La manovra – ha proseguito il presidente Mazzuca – non mette al centro l’impresa che resta il vero motore del sistema economico ed il principale fattore di crescita anche in termini sociali. Al di là di alcune evidenti contraddizioni come di alcune gravi dimenticanze che, si spera, possano essere corrette e colmate in vista della conversione in aula del testo del cosiddetto Cura Italia, quello che colpisce è l’assoluta esiguità delle risorse messe in campo rispetto alla portata degli effetti dell’emergenza coronavirus, paragonabili solo a quelli di uno stato di guerra».

«Superata in tempi auspicabilmente brevi l’emergenza sanitaria – ha proseguito il presidente Mazzuca – sulla quale opportunamente si stanno concentrando gli sforzi, occorrerà ripartire restituendo slancio e competitività al sistema produttivo ed alle imprese per tentare di recuperare i deficit accumulati in termini di produzione di ricchezza endogena. Come ci insegna la storia, è importante pensarci per tempo. E’ oggi che occorre creare le condizioni perché il Paese non perda la sua capacità realizzativa e le posizioni di leadership economica conquistata sui mercati».

«Servono diversi correttivi da assumere in tempi brevi – ha concluso il presidente Mazzuca – per rendere il decreto Cura Italia realmente efficace rispetto agli obiettivi dichiarati e fronteggiare l’emergenza economica causata dal Covid 19, imprimendo un cambio di passo più che mai necessario ed urgente». (rcs)

COSENZA – Mons. Nunnari festeggia 21 anni di ordinazione episcopale

Era il 20 marzo 1999 quando Padre Salvatore Nunnari, nella Basilica Metropolitana di Maria Santissima Assunta in Cielo di Reggio Calabria, riceveva da Mons. Vittorio Mondello la preghiera consacratoria.

Nel 2004 fu proprio Papa Giovanni Paolo II – che lo elesse vescovo – a promuoverlo alla cattedra metropolitana di Cosenza-Bisignano, succedendo a Giuseppe Agostino, dimessosi per aver raggiunto i limiti di età. Dal 2005, invece, prende possesso dell’Arcidiocesi, nella Cattedrale di Cosenza.

Nella Diocesi bruzia, infatti, Mons. Nunnari ha lasciato un segno ancora oggi vivo, nella ricostruzione ecclesiale e sociale. (rcs)

In copertina, foto di Luigi Salvatore Vadacchino

Accorato appello dei sindaci cosentini al Governo sull’emergenza coronavirus

Un accorato appello al Governo è stato trasmesso da tantissimi sindaci della provincia di Cosenza «affinché la Calabria e i suoi abitanti non siano abbandonati al loro destino».

«Il nostro ruolo – si legge nell’appello che porta la firma di un centinaio di sindaci calabresi – ci impone di invocare – con perentoria fermezza – risposte certe, atti concreti e tempi consoni per scongiurare che l’emergenza del momento domani volga in tragedia. Le notizie che giungono dal territorio, decisamente sconfortanti, non possono essere sottaciute e oggi, ancor più, dovrebbero essere amplificate e portate alla ribalta nazionale: carenza di medici e personale sanitario; inadeguatezza di molte strutture ospedaliere,  insufficienza di posti letto, macchinari e strumentazioni idonee; oltre alla totale mancanza di presidi sanitari di protezione utili al personale per operare in sicurezza.

Il silenzio assordante dei parlamentari calabresi (con limitatissime eccezioni) non trova e non può trovare giustificazione alcuna, così come un Consiglio ed  una Giunta Regionale, nel pieno dei propri poteri e funzioni, diventa non più procrastinabile.

La semplice lettura del “decreto Cura Italia” conclama pienamente le nostre preoccupazioni: l’abbandono al proprio destino del Sud e della Calabria in particolare; in esso, invero, nessuna traccia potrà rinvenirsi di ulteriori fondi e risorse a sostegno dei Comuni impegnati nell’emergenza, ovvero nel doveroso supporto alle popolazioni; ma, ancor più allarmante, nessun impegno preciso, definito e congruo potrà rinvenirsi in merito alle ben note criticità che affliggono la nostra Regione in ambito sanitario.

Appare fin troppo evidente che non possano avvallarsi, né tollerarsi, atti, scelte e decisioni che penalizzino ulteriormente la nostra terra e non diano puntuale riscontro alle legittime aspettative di difesa del bene più prezioso: la salute.

Avvertiamo forte il dovere -rectius- l’obbligo di tutelare le nostre comunità, rilanciandone il grido di allarme e denunciare il grave ritardo degli aiuti necessari. Facciamo appello affinché, con assoluta d’urgenza e senza ulteriori indugi, attesa la gravità della situazione il Governo:

A) invii le necessarie ed indispensabili dotazioni sanitarie per salvaguardare, innanzitutto, gli operatori medici e paramedici;

B) rifornisca e destini agli ospedali calabresi -sin da subito- uomini, mezzi e strumenti idonei, aumentando i risibili e limitati posti di rianimazione attivi, ricorrendo anche ad interventi speciali e straordinari;

C) riapra all’uopo – in via straordinaria – gli ospedali chiusi, le strutture dismesse e quelle inutilmente riconvertite, nell’anno 2010, al fine di aumentare il numero di posti letto in terapia intensiva, potenziando nel complesso la rete ospedaliera anche nelle aree interne;

D) coadiuvi e supporti i Comuni, le Forze dell’Ordine ed i Volontari di Protezione Civile, con nuove risorse, adeguati mezzi e dispositivi di protezione individuale, di cui -ancora oggi- i medesimi risultano totalmente sforniti.-

E) valuti ed accolga – qualora ricorrano i presupposti – la messa a disposizione di strutture, medici e paramedici, così come avanzata ed offerta da imprenditori privati che operano nel campo della sanità calabrese;

Noi, evidentemente, siamo qui, sempre pronti, con grande senso di responsabilità a rispettare gli impegni assunti, al servizio delle nostre comunità; altrettanto ci aspettiamo dai nostri governanti.  La Calabria, attende le dovute risposte; la nostra gente non può essere abbandonata al proprio destino».  (rcs)

COSENZA – L’Associazione Adamo Onlus dona un ventilatore ventilatore all’Ospedale

L’Associazione “Massimiliano Adamo Onlus”, presieduta da Daniela Biondi, ha donato un ventilatore polmonare all’Azienda Ospedaliera di Cosenza.

«Seguendo le indicazioni dei sanitari  – ha dichiarato la presidente Biondi – abbiamo privilegiato l’acquisto di un ventilatore polmonare da offrire in dono all’Azienda Ospedaliera di Cosenza per andare incontro alla necessità di aumentare i posti letto in terapia intensiva e subintensiva che dovessero rendersi necessari in futuro».

«La speranza – ha proseguito la presidente Biondi – è di aver contribuito con questo gesto solidale ad aiutare concretamente, per quanto possibile, medici ed infermieri nel difficile compito di fronteggiare questa terribile pandemia. A loro, ed a quanti sono impegnati per affrontare al meglio l’emergenza, va tutta la nostra gratitudine».

Questa donazione va ad aggiungersi ad altre iniziative di solidarietà portate avanti dalla onlus Adamo nel tempo, in ultimo la donazione di un congelatore per la conservazione di sacche di sangue al Centro Trasfusionale dell’Ospedale di Cosenza. (rcs)

 

 

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COVID-19 – “Chiusi” i comuni di Montebello Jonico (RC) e San Lucido (CS)

La presidente della Regione Calabria Jole Santelli ha disposto con un’ordinanza la “chiusura” dei comun di Montebello Jonico, in provincia di Reggio, e San Lucido, sul tirreno cosentino. Una misura resasi necessaria a seguito dell’elevato numero di positività al conornavirus registrati nei due centri calabresi. A Montebello Jonico, come si ricorderà, c’è stato il decesso di un geometra comunale, l aprima vittima calabrese, ed è risultato positivo il sindaco Ugo Suraci, attualmente ricoverato a Reggio.

L’ordinanza prevede il divieto di allontanamento dal territorio comunale da parte di tutti gli individui presenti, il divieto di accesso nel territorio comunale, la sospensione delle attività degli uffici pubblici. Viene comunque garantita l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità.

Potranno varcare i confini comunali gli operatori sanitari e socio-sanitari, il personale impegnato nelle attività collegate all’emergenza, gli esercenti che hanno attività consentite sul territorio e quelle strettamente strumentali ma tutti avranno l’obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione individuale.

L’ordinanza consente il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. (rrm)

Carlo Lombardo e “Il paese dei campanelli” di Luisa Longobucco

Il libro Carlo Lombardo e Il paese dei campanelli. Breve storia dell’operetta di Luisa Longobucco ed edito da Pellegrini Editore, racconta dell’operetta in tre atti scritta da Carlo Lombardo e musicata da Virgilio Ranzato.

Il paese dei campanelli è composto da 32 scene, mentre la partitura ne contiene 18, ed è «ambientato in un tranquillo paesino tipo olandese».

«Un giorno – si legge nelle note dell’editore – nel borgo approda una nave a causa di un guasto e arrivano in paese dei giovani cadetti di Marina. Appena sbarcati il loro interesse è rivolto alle giovani e belle ragazze del paese, che sembrano ben disposte ad accogliere le loro galanterie: il paese è tanto quieto da diventare monotono e anche i loro anziani mariti non rendono la vita allegra».

«L’arrivo dei marinai – si legge ancora sulle note dell’editore – porta quindi un tono di vitalità e di briosità. Questo paese ha una stranezza, che incuriosisce anche i marinai: ogni casetta di questo luogo ha un piccolo campanile, posto a guardia della fedeltà coniugale. La leggenda dice che i campanelli suoneranno ogni qualvolta una moglie sarà in procinto a violare la fedeltà coniugale». (rcs)

COSENZA – Federanziani Calabria, gli anziani a lavoro per le mascherine

La solidarietà passa attraverso gli anziani: gli uomini e le donne di FederAnziani, guidati da Maria Brunella Stancato, hanno iniziato a realizzare le mascherine.

«Come al solito – ha dichiarato la presidente Stancato – gli anziani che sono i più fragili ed i più vulnerabili non si sono fatti intimorire: dal lavoro laborioso sono venute fuori le mascherine casalinghe fatte con amore, solidarietà e preghiere».

«Le mascherine – ha proseguito la presidente Stancato – sono state realizzate da tutte le donne dei centri di aggregazione aderenti a Senior Italia Federanziani Calabria, tutta la regione è impegnata in questo lavor: da Mormanno, Cetraro, Cenadi, San Mauro Marchesato fino alla provincia di Vibo Valentia».

«Forse non tuteleranno dal Covid 19 – ha proseguito la presidente Stancato – ma sicuramente daranno un poco di sollievo a coloro che per problemi oncologici o immunodepressi possono ripararsi da un pericolo per loro maggiore. La solidarietà passa attraverso anche questi piccoli gesti, pur restando a casa abbiamo trovato il modo per contribuire e per non far sentire soli chi ha più bisogno di noi. Siamo persone anziane, non numeri. Queste le risposte alle nostre sollecitazioni in questi giorni così difficili».

«Noi ci siamo – ha proseguito la presidente Stancato – e vogliamo contribuire anche con piccoli gesti, realizzare le mascherine è stato un gesto spontaneo, visto che non se ne trovano. Tutto ciò ci fa sentire utili».

«Le mascherine realizzate – ha concluso la presidente Stancato – sono state consegnate alle Parafarmacie, alle Farmacie ai soci dei Centri di aggregazione che hanno problemi di salute, agli enti locali per il personale in servizio. Forniteci il materiale idoneo e noi continueremo a cucire e produrre mascherine per tutti. Abbiamo tempo e voglia di collaborare». (rcs)