La sottosegretaria Nesci: Garantire risorse per il Cinquantenario Bronzi di Riace

La sottosegretaria per il Sud, Dalila Nesci, ha reso noto di aver presentato «al Ministero della Cultura l’istanza, espresse dalla città metropolitana di Reggio Calabria, di poter promuovere eventi di valorizzazione delle opere attraverso risorse adeguate».

«I Bronzi – ha spiegato – sono tra le testimonianze più significative della storia greca e della cultura mediterranea, simboli della Calabria e dell’Italia che da mezzo secolo attirano e affasciano turisti e studiosi. Sono sicura che il ministro Franceschini, riconoscendo l’importanza di questo anniversario, vorrà adoperarsi per consentire al nostro territorio di celebrarlo nel modo migliore». (rrm)

 

Donne di Carta: presentata la kermesse calabro-sicula a Montecitorio

È il festival del genio femminile. Un’idea lanciata lo scorso anno in Sicilia  e mutuata da quest’anno anche in Calabria per dare visibilità e giusta rilevanza alle donne che hanno lasciato il segno nella scrittura, nella letteratura. E su cui, ahimè, incombe spesso lo spetto della cancellazione. Rimuovere questo pregiudizio e recuperare alla memoria delle nuove generazioni la testimonianza di tante donne è l’obiettivo di questa kermesse che si tiene nel mese di marzo a partire da venerdì 11.

La rassegna Donne di carta  è stata presentata a Montecitorio dalla presidente della Commissione Cultura della Camera Vittoria Casa e la partecipazione delle sottosegretarie Dalila Nesci (Sud e Coesione sociale) e Barbara Floridia (Istruzione), delle responsabili della kermesse siciliana Fulvia Toscano e (in streaming) Marinella Fiume e della direttrice dell’edizione calabrese l’archeologa Mariangela Preta. 

«Ho subito pensato – ha detto l’on. Casa – che fosse un’idea potenzialmente contagiosa. Il lato sorprendente è che il successo de “La Sicilia delle Donne” sia maturato nell’anno della pandemia, un periodo nel quale, giocoforza, c’è stata una forte limitazione alla realizzazione di eventi condivisi. Eppure – grazie alla ricchezza delle storie, all’impegno, alla voglia di svelare fatti, opere, vite che non stanno nei libri scolastici di storia – è andata proprio così. Per esperienza so che assistere a qualcosa che cresce dal basso, per iniziativa condivisa, è sempre molto complicato. Anche per questo ho dato il mio completo appoggio. Esistono – ne sono convinta – migliaia e migliaia di storie che non conosciamo e che meritano di essere raccontate: storie spesso finite nell’oblio; storie di donne spesso negate, sminuite, mistificate. L’idea di “Fare la storia rifacendo la Storia” mi affascina e mi emoziona. È importante che questo sia fatto andando oltre il vittimismo, con la passione di chi conosce nel quotidiano il valore delle donne di Sicilia, di Calabria e d’Italia».

E il genio femminile potrebbe trovare altre kermesse in tutt’Italia (è l’auspicio emerso nel corso dell’incontro a Montecitorio) perché – come ha detto Fulcia Toscano «Il nostro festival vuole essere una esortazione alla ricerca dell’altra metà dell’identità, quella che passa attraverso la storia delle donne che hanno fatto la Storia. Da ciò e per ciò la scelta di un coinvolgimento ‘dal basso’: i territori si raccontano, acquistano e restituiscono consapevolezza. La cifra, riteniamo, vincente, del nostro festival è questa ed è un invito al viaggio, tutto un altro viaggio. Queste donne del Sud hanno pazienza e gambe lunghe, hanno saputo attendere, ma ora sono pronte a fare da apripista per tutte le altre di tutte le altre regioni d’Italia».

Non meno convinta la responsabile dell’edizione calabrese, Mariangela Preta: «La Calabria delle donne ha dato una risposta straordinaria, di passione ed entusiasmo, unite a competenza, nella ricerca e scoperta di storie di donne, alcune delle quali sepolte. Grande partecipazione dei territori e anche di singole famiglie che hanno messo a disposizione testi inediti. Una identità ricostruita, per una Calabria diversa da quella proposta dalle consuete narrazioni».

Quello che fa di questa kermesse un evento speciale è il coinvolgimento delle scuole: si pensi che in Sicilia vengono illustrate ben 85 figure femminili e 72 luoghi che culturalmente spingono a un percorso anche turistico davvero straordinario e avvincente. 

In Calabria le figure femminili di cui si occuperà Donne di carta sono 42 a costituire un itinerario turistico-letterario di grande respiro. Si parte dalla poetessa greca Nosside e, attraverso le donne pitagoriche, si arriva a personaggi contemporanei di cui si rischia, appunto, la perdita della memoria. Quando, invece, va recuperata l’identità culturale al femminile con l’obiettivo di coinvolgere e avvincere i ragazzi delle scuole, maschi e femmine, in un comune percorso di crescita che si schiera contro la cultura della cancellazione.

Le due sottosegretarie, in rappresentanza del Governo per le due regioni, hanno unanimemente sottolineato la necessità di un impegno crescente perché non vada smarrita la memoria, valorizzando il territorio e dando il giusto risalto a vite sommerse, spesso invisibili, ma la cui traccia è certamente indelebile. (rrm)

La sottosegretaria per il Sud Dalila Nesci

La direttrice di “Donne di Carta” Mariangela Preta

La sottosegretaria per il Sud Nesci: mille proposte per i Contratti di Sviluppo

Entra nel vivo la selezione delle proposte per i Contratti Istituzionali di Sviluppo, la cui fase finale si concluderà ad aprile. Lo ha comunicato la sottosegretaria per il Sud e la Coesione territoriale Dalila Nesci.

«Con il CIS – ha detto la Nesci – il Governo ha deciso di varare un piano straordinario di investimenti per lo sviluppo della Calabria. La risposta del territorio è stata eccezionale: sono pervenute oltre mille proposte, segno di una grande vitalità della nostra regione. È stato immediatamente avviato l’esame dei progetti da parte di Agenzia per la Coesione e Invitalia e ora la selezione entra nel vivo, con l’obiettivo di passare entro aprile alla fase conclusiva. La Sottosegretaria Nesci, che ha incontrato il direttore generale dell’Agenzia per la Coesione Paolo Esposito e il Presidente di Invitalia Andrea Vieri, si è detta particolarmente soddisfatta del traguardo raggiunto: quasi 1000 domande, di cui circa il 75% risultate idonee a usufruire di questa procedura di finanziamento.
«Grazie al confronto preliminare con tutti i sindaci del territorio, che ho voluto incontrare per illustrare nei dettagli il Contratto Istituzionale di Sviluppo, è stato possibile ottenere non solo una grande quantità di adesioni, ma anche un livello qualitativo elevato: sono infatti risultate idonee ben 884 proposte, ovvero il 75% del totale. Questo risultato – ha aggiunto la Nesci – è il frutto della cooperazione istituzionale che abbiamo voluto promuovere con la consapevolezza che, per il svelare la bellezza della Calabria, serve l’impegno di tutte le istituzioni coinvolte. Ora si procederà alla selezione dei progetti e alla computazione dei finanziamenti con l’obiettivo di valorizzare l’impatto positivo che si potrà generare sulla crescita del territorio, sulla tutela ambientale, sui flussi turistici e sul tessuto sociale e culturale della Calabria. Con il CIS emerge già un dato estremamente importante: la nostra regione si dimostra territorio fertile anche per futuri investimenti e progetti di sviluppo. Il nostro territorio ha l’occasione di ripartire grazie alle risorse naturali e paesaggistiche, al patrimonio artistico e culturale, alla vocazione turistica e alle enormi opportunità di sviluppo che dobbiamo continuare a valorizzare». (rp)

La sottosegretaria Dalila Nesci: Garantire risorse per assistenza disabili

La sottosegretaria per il Sud, Dalila Nesci, ha ribadito la necessità di accogliere l’appello delle Associazione del Terzo settore impegnate nell’assistenza alle famiglie con bambini diversamente abili, «garantendo tutte le risorse disponibili per potenziare la rete socio-sanitaria della Calabria».

«Mi farò portavoce di questa istanza presso la Regione e il ministero della Salute, certa che su un tema così importante vi sarà da parte di tutti il massimo impegno» ha evidenziato Nesci, nel corso dell’incontro, in video collegamento, con con le associazioni del Comitato Articolo 24, rappresentate da Nuccio Vadalà, Giovanni Schipani, Giuliano Quattrone, Giovanni Marino, Mirella Gangeri, Pasquale Casile, Domenico Barresi, Antonio Alvaro, Vito Crea, Maria Franco, Anna Maria Chiaia e Mario Nasone.

«Le associazioni – ha proseguito – che operano nel mondo della disabilità infantile, rappresentano il collante del tessuto sociale e, soprattutto in questa fase di emergenza sanitaria, assicurano un servizio essenziale per la nostra comunità. Quotidianamente supportano le famiglie che devono affrontare le criticità e le carenze del sistema sanitario, sono madri e padri di bambini disabili che hanno il diritto di ricevere i servizi di base sul territorio».

«Le istituzioni – ha sottolineato – hanno il dovere di garantire lo stanziamento dei fondi necessari per finanziare i centri di diagnosi, cura e assistenza che, in particolare nella Provincia di Reggio Calabria, hanno bisogno di essere potenziati. Interpellerò Regione e Ministero con riferimento alle risorse necessarie, ma anche all’abbattimento delle liste d’attesa e all’attivazione dei servizi di neuropsichiatria infantile e dei centri di riabilitazione».

«Ringrazio le tante associazioni che da anni lavorano con grande abnegazione per garantire tutti gli aiuti ai bambini diversamente abili. Lo Stato deve fare la propria parte – ha concluso Nesci – per non lasciare sole le migliaia di famiglie che nel nostro territorio chiedono parità di diritti». (rrm)

Le felicitazioni dei calabresi al presidente Mattarella per la rielezione

Coro quasi unanime di felicitazioni da parte della Calabria e dei calabresi al Presidente Mattarella per la rielezione. Il presidente della Regione Roberto Occhiuto ha inviato un messaggio stringato ma abbastanza eloquente: «Nessun giro di parole: i gruppi dirigenti dei partiti hanno dimostrato tutti i loro limiti, e sono dovuti tornare al punto di partenza. Allo stesso tempo, per fortuna, le Istituzioni sono in buone mani: il presidente Sergio Mattarella è un grande esempio, per senso dello Stato e per equilibrio. Grazie e buon lavoro, presidente».

Un augurio di «sincero buon lavoro al Presidente della Repubblica» è stato indirizzato dal Presidente del Consiglio regionale calabrese Filippo Mancuso. Da lui – ha detto Mancuso – «auspichiamo, in questa fase di crisi ma anche di straordinarie opportunità, una speciale attenzione alle esigenze dei giovani, delle donne e dei cittadini meridionali e, in particolare, la sua autorevole vigilanza sui meccanismi del Pnrr attivati per abbattere gli squilibri territoriali, di genere e generazionali Nord e Sud».

La sottosegretaria per il Sud e la Coesione sociale Dalila Nesci ha sottolineato che «Con un gesto di immensa generosità istituzionale, il Presidente Sergio Mattarella ha accolto l’appello del Parlamento alla sua rielezione: è la soluzione migliore per il Paese, che in questa fase ha bisogno di una guida salda e sicura per proseguire il percorso di ripresa già avviato. L’Italia può continuare a contare sull’autorevolezza, l’equilibrio e la saggezza di Mattarella che, ancora una volta, dimostra di essere un grande statista. Ora spetta alla politica essere alla sua altezza, lavorando unicamente per il bene dei cittadini». Secondo la Nesci «Il larghissimo consenso che Mattarella ha raccolto in Parlamento dimostra quanto il suo ruolo sia stato prezioso e quanto sia ancora indispensabile per il Paese. La sua permanenza al Quirinale è una garanzia per tutti i cittadini, per le istituzioni e per il sistema Paese all’insegna della stabilità. Anche l’azione del Governo Draghi potrà proseguire in un clima più sereno, concentrandosi sul lavoro che abbiamo di fronte per attuare il PNRR e superare la pandemia. Sono stati giorni segnati da continue contrapposizioni e fughe in avanti che rischiavano di bloccare il Paese, per questo siamo ancora più grati al Presidente Mattarella che ha anteposto a tutto gli interessi nazionali. La convergenza delle forze politiche sul suo profilo deve segnare anche una fase di rinnovata responsabilità. Il nostro dovere – conclude Nesci – è quello di lavorare subito ai tanti provvedimenti che il Paese attende, è il modo migliore di ringraziare il Presidente Mattarella».

Il sen. Marco Siclari (FI) ha voluto ringraziare «il Presidente Mattarella per la disponibilità data a ricoprire il secondo mandato presidenziale. L’accordo raggiunto dopo la riunione della maggioranza di governo di ieri sera conclama che Sergio Mattarella ha ottimamente svolto il proprio ruolo e merita la riconferma in questo momento così problematico per il Paese, non ancora fuori dalla crisi pandemica e da quella economica. Forza Italia ha sostenuto Sergio Mattarella per la sua rielezione. Un Presidente che unisce da sette anni gli italiani e le parti politiche,  a cui va la nostra gratitudine per aver accettato di svolgere un secondo mandato».

Il sen. Giuseppe Auddino (M5S) che già lo scorso 13 gennaio aveva auspicato la riconferma a Mattarella ha detto di essere «molto contento che la scelta sia ricaduta sul secondo mandato del Presidente Mattarella, come da me auspicato più di due settimane fa. Prima dell’inizio della settimana delle elezioni avevo infatti sottolineato come la soluzione migliore per tutti sarebbe stata quella di mantenere l’assetto cosi come era con Mattarella al Colle e Draghi a Chigi. Ciò in
ragione di alcune valutazioni sul momento storico che stiamo vivendo. È evidente che non si può affrontare la discussione sull’elezione del Capo dello Stato senza tenere conto di quello che sta succedendo nel Paese. Siamo in un delicatissimo momento di crisi sanitaria e di grave difficoltà economica: quando si è in piena bufera non si cambia il comandante né l’equipaggio. La scelta del Mattarella bis dimostra sicuramente un senso di responsabilità del Parlamento nei confronti dei
cittadini. Qualunque altra scelta avrebbe alterato gli equilibri precari di questo momento. Il Presidente Mattarella è sicuramente la figura migliore per garantire la continuità dell’azione governativa e parlamentare a partire dalla gestione della pandemia e dal Pnrr. Al Presidente Mattarella va un sentito grazie per la sua disponibilità verso gli italiani ed i miei migliori auguri di buon lavoro nell’alto incarico a cui è stato richiamato».

Il segretario regionale PD Nicola Irto in una nota ha affermato che «La conferma di Sergio Mattarella alla presidenza della Repubblica è la migliore soluzione possibile, considerata la difficoltà che la politica e i partiti hanno incontrato nell’individuare una figura in grado di ricoprire il delicato ruolo. L’esperienza e l’equilibrio di Mattarella saranno un punto di riferimento saldo per i prossimi sette anni e consentiranno a Mario Draghi di proseguire nell’azione di governo in una fase in cui l’Italia non poteva permettersi una crisi. Non può, però, essere ignorata la debolezza dell’attuale quadro politico e la cocente sconfitta del centrodestra e dei suoi leader che, a colpi di maggioranza, hanno tenuto ostaggio il Parlamento per questa lunghissima settimana. Un quadro preoccupante che dovrà chiamare tutti ad assumere un diverso senso responsabilità anche in vista di riforme di sistema che, a questo punto, sembrano indispensabili. Il Pd, che con la sua unità e con l’impegno del segretario Letta, ha contribuito a risolvere la crisi, dovrà trainare adesso il confronto politico per evitare che situazioni di questo tipo possano ripetersi».

Il commissario regionale della Lega avv. Giacomo Francesco Saccomanno ha dichiarato che «Dopo giorni di incertezze, finalmente l’Italia ha un “nuovo” presidente della Repubblica di altissimo profilo professionale, etico e morale. Una figura che ha dato tantissimo alla Nazione nella sua attività incessante e che oggi la rappresenterà ulteriormente e degnamente e saprà, certamente, condurla a quella crescita sociale, politica ed economica che potrà, finalmente, creare momenti di importanti sviluppi e di normalità. Tale risultato è stato raggiunto grazie alla determinazione del leader nazionale Matteo Salvini che ha cercato, in tutti i modi, di arrivare ad una elezione condivisa e con l’individuazione di persone di altissimo prestigio, anche internazionale. Ma, tra franchi tiratori o meglio ancora tanti traditori, nessuna indicazione è stata accettata! Una attività lenta, certosina, paziente, aperta, fondamentale, che ha consentito di raggiungere un risultato ragguardevole e che molti pensavano irrealizzabile. Un sentito ringraziamento al Presidente Sergio Mattarella che è riuscito, con calma e senza esasperazioni, a portare l’Italia quasi fuori dal Covid ed ha voluto e sostenuto un Governo con ampia maggioranza, che sta riuscendo a far riprendere alla Nazione un percorso virtuoso. Grandi uomini che, nel momento del bisogno e delle difficoltà immani, sono riusciti ad assumere decisioni fondamentali per la ripresa di una normalità quasi inimmaginabile».

Su Facebook il sen. Ernesto Magorno, sindaco di Diamante, ha scritto che «Sergio Mattarella rappresenta una garanzia assoluta per tutti i cittadini italiani. Con lui Presidente della Repubblica e Draghi Premier, l’Italia potrà affrontare in serenità quest’anno cruciale e proiettarsi con fiducia al futuro».

Di tutt’altro tenore il commento della deputata Wanda Ferro (Fratelli d’Italia): «La rielezione di Mattarella è il fallimento della politica, ma anche l’ennesima prova di un sistema istituzionale inadeguato, non al passo con i tempi, che rende le sorti della Nazione ostaggio dei più piccoli interessi di parte. Il centrodestra – ha detto la Ferro – ha perso la grande occasione di far sentire finalmente rappresentati decine di milioni di italiani, anziché accettare che solo la sinistra possa esprimere personalità degne di ricoprire la massima carica dello Stato. La rielezione di Mattarella rappresenta un’anomalia istituzionale, ed ancor più grave e irriguardoso è stato eleggerlo all’ottavo scrutinio, quasi fosse il frutto di un compromesso al ribasso. Si è scelto di congelare il Paese perché politici che non hanno più il consenso della gente possano continuare a conservare il potere e le poltrone ancora per qualche mese. Milioni di Italiani sono nauseati dai giochi di palazzo a cui abbiamo assistito in questi giorni, e che diventeranno la regola se si realizzeranno le ipotesi di ritorno al passato con il sistema elettorale proporzionale, al quale ci opporremo con forza. Fratelli d’Italia – ha concluso la deputata calabrese – conta di tornare al più presto al voto, perché i cittadini possano finalmente scegliere da chi essere governati e, in futuro, possano eleggere direttamente il Capo dello Stato».  (rp)

La sottosegretaria Nesci: Ruolo degli Istituti Tecnici Superiori cruciale per economia competitiva

La sottosegretaria per il Sud, Dalila Nesci, nel corso dell’inaugurazione dell’anno all’Its Cadmo Academy di Soverato, ha sottolineato come «il ruolo degli Istituti Tecnici Superiori sia cruciale per l’economia competitiva» ed è per questo che «attraverso il Pnrr  abbiamo voluto investire sul sistema degli Istituti tecnici Superiori per allineare l’offerta curricolare degli ITS alla domanda proveniente dal tessuto produttivo».

«Lo sviluppo di un’economia ad alta intensità di conoscenza e competitività – ha spiegato la sottosegretaria – è un obiettivo cruciale del Pnrr, che mira a superare le criticità strutturali del nostro sistema di formazione attraverso riforme e investimenti per 34 miliardi di euro. L’istruzione e la ricerca sono la base di partenza su cui edificare la nostra società e il nostro futuro, rappresentano le fondamenta sulle quali possiamo costruire un Paese sempre più connesso, all’avanguardia e resiliente».

«La nascita dell’ITS Cadmo – ha spiegato – rafforza l’offerta formativa della Calabria ma anche dell’Italia, poiché rientra tra gli undici istituti del Paese nell’area delle Tecnologie dell’informazione e della Comunicazione. La formazione post secondaria – ha aggiunto – è particolarmente importante dal punto di vista dell’inserimento nel mercato occupazionale. In particolar modo l’ambito delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione rappresenta un settore di elezione per la formazione professionale orientata al lavoro».

«Il Pnrr – ha detto ancora – prevede anche l’ampliamento quantitativo dei servizi di istruzione e formazione attraverso il potenziamento del modello organizzativo e didattico e il consolidamento degli Istituti Tecnici Superiori nel sistema ordinamentale dell’istruzione terziaria professionalizzante. A tal fine abbiamo stanziato 1 miliardo e mezzo di euro per la creazione di network con aziende, Università, centri di ricerca e autorità locali al fine di potenziare i laboratori con tecnologie 4.0, fornire una formazione continua ai docenti affinché siano in grandi di adattare i programmi ai fabbisogni delle aziende e sviluppare una piattaforma digitale per le offerte di lavoro».

«Superare il gap tra i territori – ha concluso – sul piano delle infrastrutture immateriali significa non solo promuovere lo sviluppo economico, ma anche favorire l’equità sociale e abbattere i divari di cittadinanza. Rinnovo i miei migliori auguri agli studenti per l’inizio di questo percorso di formazione che li vedrà impegnati in un settore così strategico per l’Italia di domani». (rmm)

La sottosegretaria Nesci: Per ripartire coniugare legalità e sviluppo

«È necessaria la massima sinergia per risolvere le criticità del territorio e valorizzarne le risorse, sia a livello produttivo che turistico-culturale», ha dichiarato la sottosegretaria per il Sud, Dalila Nesci, che ha voluto incontrare una delegazione dei sindaci dell’area del Cirotano e le imprese e le Associazioni di zona per un confronto sulle priorità da affrontare a livello istituzionale, a partire dalla sicurezza e infrastrutture.

«Come Governo metteremo in campo azioni concrete per coniugare legalità e sviluppo, solo così la Calabria potrà ripartire» ha proseguito la Nesci, sottolineando che «i Comuni rappresentano l’avamposto dello Stato e vanno sostenuti».

«Nell’area del Cirotano – ha spiegato – è particolarmente doveroso garantire adeguati presidi di sicurezza e con questo incontro abbiamo avviato una interlocuzione specifica, anche con il Prefetto Carolina Ippolito. Ringrazio, per il tramite del sindaco Sergio Ferrari, tutti i primi cittadini presenti per il confronto costruttivo che proseguirà in futuro».

«Il Contratto Istituzionale di Sviluppo – ha proseguito – per la Calabria sarà una grande opportunità di rilancio per tutti i Comuni, perché oltre a stanziare risorse aggiuntive sono anche previste procedure velocizzate per l’attuazione dei progetti. Particolare attenzione verrà riservata allo sviluppo del tessuto economico, che nel Cirotano è rappresentato egregiamente dalle eccellenze vitivinicole, e dal comparto del turismo culturale».

«Tra gli ambiti del Cis Calabria – ha detto ancora la sottosegretaria – abbiamo voluto inserire anche gli interventi a favore delle minoranze linguistiche e del loro patrimonio storico di tradizioni che, come nel caso del Müze di Pallagorio che la piattaforma Fili Meridiani ha voluto dedicare all’Alberia crotonese, rappresenta un valore aggiunto».

«Grazie al Pnrr – ha spiegato ancora – abbiamo stanziato 2 miliardi di euro nei prossimi anni per dare impulso alla Strategia nazionale per le aree interne e 1 miliardo di euro subito disponibile per il Piano nazionale Borghi. Le infrastrutture rivestono ovviamente un ruolo strategico e per questo, oltre a destinate il 50% dei fondi infrastrutturali del Pnrr al Sud, abbiamo previsto anche un ulteriore Fondo di perequazione che consentirà di ridurre il divario rispetto al Centro-Nord».

«C’è un grande impegno finanziario – ha ricordato – per garantire gli investimenti necessari ma è indispensabile anche l’apporto progettuale: oltre ad un apposito fondo da 123 milioni di euro che consentirà ai Comuni di acquisire idee e proposte stiamo procedendo anche con le assunzioni, tra cui quella recentissima di oltre 2.000 unità destinate al Sud».

«Stiamo lavorando – ha concluso Nesci – per dare ai nostri terrori sia risorse che gli strumenti necessari per far sì che la Calabria partecipi da protagonista al rilancio del Paese». (rkr)

La sottosegretaria Dalila Nesci: vicina la fine del commissariamento Sanità in Calabria

La sottosegretaria per il Sud e la Coesione Territoriale Dalila Nesci ha annunciato prossima la fine del commissariamento della sanità in Calabria.

«È nelle intenzioni del Governo chiudere definitivamente il Commissariamento della sanità Calabrese, per restituire all’autorità politica regionale la gestione ordinaria della sanità. Anche negli ultimi decreti, per la Calabria abbiamo immesso tante risorse. Abbiamo finalmente gli strumenti per le assunzioni di personale, per andare a chiudere i lavori dei nuovi ospedali e l’ammodernamento di quelli attuali. Inoltre, abbiamo dato un vero supporto alla Regione attraverso l’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali per la ricognizione del debito delle Aziende, a partire dall’ Asp di Reggio Calabria. Il Governo – sostiene la Sottosegretaria al Sud Dalila Nesci – non si tirerà indietro se ci dovesse essere bisogno di immettere ulteriori risorse per la chiusura delle passività, ma soprattutto è tempo che, con la nuova governance regionale, a prescindere da chi vincerà le elezioni, la politica si prenda le responsabilità delle decisioni nella sanità.

La Sottosegretaria Nesci è tornata anche sulla recente sentenza della Consulta sul Commissariamento della sanità Calabrese: «Sappiamo che purtroppo il Dipartimento regionale per la salute della Calabria è stato nel corso del tempo smantellato e che non sempre è riuscito a supportare in maniera adeguata l’attività della Struttura Commissariale. Oggi, ci sono le condizioni affinché l’istituto del Piano di rientro e del Commissariamento venga riformato. Era nato per rispondere alle logiche dell’austerity e dei tagli dei posti letto. Ora, con tutte le risorse che stiamo mettendo in campo anche con il PNRR e l’attenzione del Ministro Speranza e di tutto il Governo Draghi, accompagneremo la Calabria all’uscita dal Commissariamento e la nuova Presidenza gestirà la sanità». (rp)

DA DRAGHI I SINDACI DEL RECOVERY SUD
INTOLLERABILE SCIPPO AL MEZZOGIORNO

Quante sono le risorse destinate al Sud dal Recovery Fund? È necessario fare chiarezza ed è quanto chiederanno a gran voce i sindaci del Recovery Sud  che oggi si riuniscono a Roma per incontrare (si spera) il presidente del Consiglio Mario Draghi. I sindaci della Rete Recovery Sud saranno in piazza, a Montecitorio, per chiedere l’equità territoriale tra Nord e Sud. E, a tal proposito, il senatore di Italia VivaErnesto Magorno, che ha confermato la sua partecipazione, ha rivolto un appello «a tutti i Primi Cittadini calabresi e al neo Presidente Anci Calabria, Marcello Manna, affinché la Calabria possa essere presente con il maggior numero di Sindaci possibile. È un momento cruciale e dobbiamo essere uniti. Ora come non mai».

È una questione spinosa, ma soprattutto intollerabile: si profila un ulteriore scippo al Sud che nessuno può permettere. Ricordiamo che la grande dotazione finanziaria destinata all’Italia – la più importante in Europa – è stata “generosa” giusto per garantire azioni destinate a ridurre il divario nord-sud: proprio l’esistenza di una situazione economica e sociale molto precaria nelle regioni meridionali ha giustificato l’incremento degli aiuti. Che, a conti fatti, apparentemente non supereranno neanche i 30 miliardi, altro che quota di riserva del 34% garantita da una legge del Governo Conte per gli investimenti nel Mezzogiorno.

In realtà, la ministra per il Sud, Mara Carfagna, ha ottenuto, grazie a un emendamento al “decreto semplificazioni”, che i bandi del Pnrr siano vincolati a impegnare il 40% delle risorse in progetti legati alle Regioni del Mezzogiorno.

«È un vero e proprio vincolo di destinazione territoriale fissato con una norma. Le risorse ci sono e, oggi, ci sono anche le norme di tutela della loro effettiva destinazione territoriale – ha spiegato la ministra per il Sud, ricordando che  la quota Sud del Piano e del Fondo complementare (“il famoso 40% delle risorse territorializzabili, circa 82 miliardi”) si compone di «interventi infrastrutturali definiti e geograficamente collocati”, ma anche di “misure ad assorbimento, come il Superbonus, per i quali abbiamo usato criteri di riparto molto prudenziali, basati su dati storici».

«L’assegnazione delle risorse – ha aggiunto la ministra per il Sud e la Coesione territoriale – sarà accompagnata da un monitoraggio puntuale dell’effettiva localizzazione degli interventi, svolto al massimo livello dalla Cabina di Regia. In caso di scostamento, è prevista l’adozione di misure compensative e correttive».

La Carfagna, infatti, ha auspicato che «le tante discussioni e polemiche dei mesi e delle settimane scorse, le giuste preoccupazioni ma anche le incomprensibili (per il momento che stiamo vivendo) strumentalizzazioni, lascino ora il passo a un impegno comune e condiviso», quando, in realtà, quello che viene chiesto è soltanto «l’equità territoriale tra Nord e Sud» sulle risorse del Recovery, concetto che sarà ribadito a Roma, in piazza Montecitorio, nella manifestazione dei sindaci della rete del Recovery Sud, composta da circa 600 primi cittadini del Sud». Non ci saranno, ovviamente, tutti, ma sarà una rappresentanza alta, con l’auspicio che non si risolva tutto come nel precedente incontro di Conte con i sindaci calabresi lo scorso novembre che si è fermato a belle dichiarazioni d’intenti e grandi promesse (poi regolarmente disattese, come da copione).

«Una richiesta più che legittima – ha dichiarato la Carfagna –, sopratutto se il Mezzogiorno è stato, nuovamente, protagonista dell’ennesimo scippo: del 70% di 209 miliardi previsti, sono stati ridotti a 82 e, sicuri, ne arriveranno 35, mentre altri «47 saranno messi a gara in ambito nazionale, con bandi che metteranno in competizione le amministrazioni di tutto il paese».

Una gravissima mancanza, che è stata scoperta grazie al docente universitario dell’Università di Bari, Vincenzo Viesti, e che ha innescato una vera e propria indignazione, Davide Carlucci, sindaco di Acquaviva delle Fonti (BA), a nome dei 600 amministratori meridionali, ha presentato alla Commissione Europea una petizione, chiedendo «di modificare il Piano nazionale di ripresa e resilienza presentato dal Governo Italiano, favorendo un’equa suddivisione territoriale dei fondi», che ha ottenuto l’importante risultato che «il Parlamento Europeo vigilerà sull’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, per verificare se sarà rispettato il Mezzogiorno nella distribuzione dei fondi».

«La scelta del Governo italiano – si legge – di destinare al Sud il solo 40% teorico delle risorse del Pnrr, rischia invece di creare i presupposti per un’ulteriore gravissima divaricazione. 80 miliardi di euro (di cui solo 22 certi, come ha dimostrato l’economista Gianfranco Viesti) sembrano una cifra enorme. Non lo sono, se si considera quanto sia cronico e difficile da sradicare il nostro deficit di sviluppo».

«La quota di fondi destinata al Mezzogiorno – ha scritto la rete Recovery Sud – distribuita in Italia in netta difformità rispetto ai criteri europei, che ritenevano più meritevoli di sostegno le regioni ad alto tasso di disoccupazione e a basso Pil procapite, potrebbe ora ridursi al lumicino. La ragione è semplice: i fondi destinati ai territori saranno assegnati attraverso bandi che i Comuni meridionali (decimati nel personale, spesso colpiti dal dissesto e privati di risorse grazie al sistema della spesa storica introdotto dal federalismo fiscale) con difficoltà riusciranno a intercettare».

«La ministra Carfagna  – ha proseguito la Rete – ha annunciato che la quota destinata al Sud sarà blindata con una norma ad hoc, ma al momento è solo un annuncio e abbiamo subito troppi artifici e ritardi sulla nostra pelle (spesa storica, Lep, definanziamento di opere, riproposizione come nuove di altre opere già finanziate, ecc) per poter fidarci anche della più sincera delle promesse. Ecco perché è importante essere presenti dopodomani a Roma. Per evitare che un governo a trazione nordista possa vanificare ciò che chiede l’Unione Europea, ovvero che dalla pandemia si risollevi l’intera Italia, e non solo una parte, e che si riducano drasticamente le condizioni di disuguaglianza in cui versa l’Italia da un secolo e mezzo».

A sottolineare come la quota del 40% al Sud delle risorse del Pnrr «rischia di creare un’ulteriore divaricazione nei livelli di sviluppo a discapito del Sud, e acuire le difficoltà socio-economiche delle aree depresse le cui condizioni si sono vieppiù deteriorate a seguito della Pandemia da Covid 19», è stato Nicolò de Bartolo, responsabile Enti Locali del Coordinamento Cambiamo! della Provincia di Cosenza.

«La spesa nazionale per interventi a favore del Sud – ha sottolineato de Bartolo – è scesa dallo 0,47% del Pil degli anni Novanta allo 0,15% del 2015. I fondi europei hanno sostituito soltanto in minima parte le politiche di riequilibrio. Al Sud e alla Calabria che evidenzia più disparità  delle altre regioni  del Sud, deve essere dato ciò di cui ha effettivamente bisogno: a cominciare dal personale competente necessario ad elaborare progetti di sviluppo , come richiede il Piano nazionale di Ripresa e Resilienza».

Per Francesco Bevilacqua, coordinatore regionale di Cambiamo!, «circa 87 miliardi di euro dovrebbero essere destinati a Regioni, Comuni, Province, città e Metropolitane del Sud, e, sicuramente, i Comuni sono i maggiori investitori pubblici e, dunque, è necessario che sappiano che cosa dovranno fare, con quante risorse e quali sono le regole per amministrarle».

A ribadire la necessità di una forte presa di posizione «per evitare che i fondi del Pnrr, che sono già stati ridotti al Sud, finiscano in prevalenza al Centro-Nord», il sindaco di Marcellinara, Vittorio Scerbo, sottolineando che «bisogna fare il modo che le istanze dei Comuni del Sud siano messe in grande risalto per quanto concerne, in primo luogo, i fondi da destinare alla progettazione e soprattutto all’assunzione di nuove professionalità tecniche da mettere a disposizione degli enti, a partire da quelli piccoli: le gravi criticità emerse per il reclutamento dei 2800 tecnici per gli interventi previsti dalla politica di coesione dell’Unione europea e nazionale per il ciclo di programmazione 2021-2027 hanno dimostrato, per ora, che i Comuni sotto i 3mila abitanti sono stati tagliati fuori dall’assegnazione di tali figure».

«Senza l’azione di coordinamento dell’Anci, e delle Anci meridionali soprattutto – ha concluso il sindaco Scerbo – anche quest’ultima opportunità di ripresa che può derivare dalle risorse del Pnrr rimarrà l’ennesima chimera per il riscatto del Meridione che vedrà drammaticamente aumenterà il divario di cittadinanza con le altre aree del Paese. In Calabria il 95% dei comuni è al di sotto dei 15mila abitanti, ebbene, ad oggi, senza i fondi del Pnrr, non ci sarebbero le risorse per progettare la rigenerazione urbana di questi territori: sarebbe un disastro!».

Anche  il tedesco Peter Jahr, a sostegno dei Popolari, ha ricordato che «l’Unione europea esiste anche per migliorare le condizioni di vita sul piano sociale rendendole uguali per tutti. È necessario ricordare al governo italiano che i fondi devono essere distribuiti con questa filosofia, dobbiamo esortare la commissione perché verifichi cosa si fa con i fondi stanziati».

Il laburista maltese Alfred Sant, invece, ha ricordato che «i piani dovrebbero contribuire al miglioramento della coesione economica e nazionale,  e le regioni meridionali devono recuperare molto terreno rispetto alle regioni del Nord. Tutto questo dovrebbe essere valutato nel contesto degli ultimi dati emergenti che mostrano le diseguaglianze economiche e sociali negli ultimi anni sono addirittura aumentate nell’Unione Europea e le regioni meridionali sono state le più colpite. Chiedo che la petizione resti aperta per un’ulteriore analisi, e vorrei chiedere alla commissione petizioni una lettera alla commissione europea per chiedere chiarimenti e un ulteriore follow up su questa situazione».

Angel Catalina Rubianes, della Dg Recover, ha sottolineato come «abbiamo ricevuto numerose lettere da portatori d’interesse che chiedono più risorse per il Sud.  Il regolamento prevede che le raccomandazioni specifiche per i Paesi siano rispettate e qui c’è una raccomandazione specifica per superare il divario infrastrutturale e per la coesione territoriale. Per il fondo di ripresa e resilienza l’unità di riferimento non sono però le regioni ma lo Stato membro. E molte misure, come la 3 e la 5, prevedono misure dedicate alle regioni del Sud. Inoltre, ci sarà un accordo operativo che sarà negoziato con il governo italiano che fisserà ulteriori dettagli sulla portata geografica di alcune misure contenute nel piano. E sono in corso negoziati per l’accordo di partenariato e i programmi operativi politica di coesione 2021-2027: ci saranno risorse specifiche per le regioni del Sud».

La Rubianes ha ricordato la scarsa capacità delle regioni del Sud ad assorbire le risorse europee, e la necessità di investimenti e risorse per il recupero delle acque reflue, molto importante per le regioni del Sud: «Noi siamo uno dei pochi comuni in Italia che, grazie a un investimento da 4 milioni di euro, già fa affinamento delle acque reflue. Questo dimostra che se siamo messi in condizione di presentare progetti, siamo in grado di intercettare i fondi. Ma non si vuole comprendere la gravità del problema. Nel Pnrr non abbiamo ritrovato progetti fermi dal 1971, come il completamento dell’autostrada Bari-Taranto, che arriva a 30 chilometri dal capoluogo ionico. E non vi è una riga sul grande Parco della transumanza che dovrebbe attraversare tutte le regioni meridionali, proposto da Recovery Sud. Dite al Governo italiano di ascoltare i Comuni meridionali, di dar loro urgentemente i fondi per affidare incarichi oppure si rischierà ancora una volta il flop».

Insomma, è fondamentale preservare e garantire le risorse del Recovery Sud al Mezzogiorno che «rappresenta il potenziale inespresso del nostro Paese» aveva dichiarato la sottosegretaria al Sud, Dalila Nesci che, dopo il nuovo emendamento che vincola i bandi del Pnrr a vincolare il 40% anche ai bandi, ha ribadito la necessità di «mettere gli enti locali nelle condizioni di operare. Poi, dovremo vigilare affinché i soldi siano spesi tutti e al meglio».

«Abbiamo risorse e opportunità – ha concluso – per superare, finalmente, il divario fra il Sud ed il resto del Paese. Il Sud ce la deve fare e ce la farà». (rp)

La sottosegretaria Dalila Nesci: Già erogati 60,5 milioni per sostegno attività aree interne

La sottosegretaria al Sud, Dalila Nesci, ha reso noto che «ad oggi stati erogati circa 60,5 milioni di euro sui 90 totali previsti per la prima annualità del Fondo di sostegno alle attività economiche, artigianali e commerciali nell’ambito della Strategia Nazionale per le Aree Interne, che considero strumento fondamentale nella fase di ripartenza che stiamo affrontando».

«La ripartenza delle attività economiche – ha sottolineato – è in cima alla lista delle priorità del Governo Draghi” sottolinea la Sottosegretaria On. Nesci. “Superate le iniziali difficoltà legate alla novità della procedura abbiamo dato seguito ai pagamenti per tutti i 3.101 beneficiari della misura, 1847 già eseguiti e 1.254 in corso di esecuzione. Nell’ottica di un rafforzamento della SNAI, nel Fondo per il triennio 2020-2022 sono stati stanziati un totale di 210 milioni di euro. Stiamo lavorando a pieno regime per trasferire l’ultima parte di fondi ai Comuni, predisponendo le operazioni previste per le prossime due annualità».

«Proseguiamo – ha concluso – a monitorare l’avanzamento nell’erogazione delle risorse e l’efficacia delle misure». (rrm)