Il nostro tradizionale studio sui flussi di voto offre le prime proiezioni sull’appuntamento elettorale più rilevante della Calabria: attenzione non è un sondaggio sulle intenzioni di voto, bensì l’analisi dei flussi elettorali dei partiti e delle liste fatta attraverso un algoritmo proprietario che ci ha permesso di anticipare, con un elevato margine di esattezza, il risultato delle precedenti consultazioni elettorali. (vedi le regionali del 2022, le politiche e le ultime regionali del 2025: ci siamo andati molto vicini!)
Cosa dovremo, dunque, aspettarci dalla contesa Cannizzaro-Battaglia per la conquista di Palazzo San Giorgio?
E‘ una partita il cui risultato sembra già scritto. L’analisi dei flussi elettorali dei partiti e delle liste– ripetiamo fino alla noia che non si tratta di un sondaggio, ma di uno studio sui dati reali disponibili – non lascia spazio a dubbi ed interpretazioni.
Salvo clamorosi colpi di scena, sempre possibili quando si parla di elezioni, la sfida per la fascia tricolore di Reggio Calabria sembra destinata a chiudersi al primo turno, a favore del candidato del centrodestra Francesco Cannizzaro.
L’analisi è stata condotta per conto di Calabria.Live sulla base dei risultati storici nelle ultime competizioni tenutesi negli scorsi cinque anni, vale a dire le comunali del 2020, le politiche del 2021, le europee del 2024, le più recenti regionali del 2025 e il referendum costituzionale del 2026, comparandoli anche con i sondaggi nazionali sulle principali forze politiche e con il numero e la composizione delle liste.
Mancando ancora tre settimane al voto, il margine di errore è ovviamente ampio, anche se tale metodo utilizzato nelle passate elezioni in Calabria è risultato piuttosto attendibile e vicino agli esiti finali, indicando comunque una tendenza dell’elettorato.
L’affluenza stimata al 60-62%
Cominciamo dal dato dell’affluenza che dovrebbe collocarsi tra il 60 e il 62%, portando al voto poco più di 85.000 elettori su circa 142.000 aventi diritto. Si tratta di una percentuale realistica, inferiore a quella del 2020, quando su un totale di 147.063 aventi diritto votò il 66,86%, poco più di 98.000 elettori. Si consideri che alle regionali del 2025 la percentuale è stata del 52,54% con 74.575 votanti, mentre nel recentissimo referendum costituzionale sulla giustizia è stata del 53,54% con 71.047 votanti. La flessione di 4 punti potrebbe realizzarsi anche per il ridotto numero di liste e di candidati, 10 in meno rispetto alle comunali del settembre 2020, e quindi una minore mobilitazione dell’elettorato.
I numeri delle liste. Netto vantaggio di Cannizzaro sui competitor
Anche il numero delle liste e dei candidati è un elemento molto indicativo in una competizione come quella comunale dove sono proprio le liste e i candidati consigliere a trainare il risultato. Parliamo di elemento puramente indicativo perché non sono rari i casi in cui il candidato sindaco ottiene un numero di voti inferiore o superiore al suo stesso schieramento in virtù del meccanismo del voto disgiunto, al punto da ribaltare i pronostici.
Il candidato del centrodestra Cannizzaro schiera un “esercito” nettamente superiore, quasi preponderante, rispetto ai suoi competitor. A suo sostegno ci sono ben 11 liste (erano 12, ma quella del consigliere regionale Giannetta è stata esclusa), contro le 6 di Domenico Battaglia, le 2 di Eduardo Lamberti Castronuovo e l’unica lista di Pazzano.
Più in dettaglio, i candidati a sostegno di Cannizzaro sono 349, mentre quelli di Battaglia 192, 60 quelli di Lamberti Castronuovo e 32 quelli di Pazzano.
L’analisi dei flussi elettorali.
Centrodestra al 54-60 %, Campo largo ai 30-34%, Terzo Polo di Lamberti 6-8%, La Strada di Pazzano 4-6%.
L’analisi dei flussi sulle coalizioni e sulle singole liste porta a questi risultati. Si ribadisce che si tratta di analisi sui risultati storici e altri elementi statistici e non di un sondaggio. Inoltre, lo studio è condotto rigorosamente sulle coalizioni e sulle liste e non sui candidati sindaco. Ciò perché il sistema del voto disgiunto porterà inevitabilmente ad uno scostamento tra il risultato delle coalizioni e quello dei candidati sindaci. Dipenderà dalla capacità dei candidati sindaco di penetrare nei campi avversi.
CENTRODESTRA 54-60 %
PUNTO DI CADUTA 56%
Forza Italia 16-17 %
Forza Italia, che nelle regionali con le sue tre liste ha ottenuto quasi il 30%, necessariamente spalmerà il suo consenso non solo sulla lista ammiraglia, ma anche su quella del candidato sindaco e su almeno altre due liste civiche. Realisticamente, Forza Italia sarà il primo partito della coalizione, collocandosi sopra l’11,10% delle comunali 2020 e molto vicino al 17,05% delle politiche 2021.
Fratelli d’Italia 10-11%
Fratelli d’Italia, che alle comunali del 2020 aveva realizzato il 7,75%, migliorerà certamente questo risultato, pur lontano dalle percentuali di camera 2021 (22,29%) e regionali 2025 (14,06%).
Reggio Futura 7-8%
Reggio Futura, la lista ispirata dall’ex sindaco ed ex presidente della Regione Giuseppe Scopelliti, parte dai quasi 5mila voti raccolti dal candidato della Lega Sarica alle ultime regionali e potenzialmente può collocarsi come terza forza della coalizione di centrodestra.
Lega 5-6 %
La Lega, che a Reggio Calabria ha un consenso piuttosto modesto (4,69% alle ultime comunali, 3,89% alle politiche, 6,11% alle europee), ha realizzato un solo exploit alle regionali dello scorso ottobre (15,10%) grazie appunto alla performance della candidatura Sarica. È assai verosimile che si collochi su una percentuale leggermente più alta rispetto alle comunali 2020.
Alternativa Popolare 3- 3,5%
Alternativa Popolare appare, per la sua composizione, una delle liste civiche più attrezzate, peraltro testata anche dal recente sondaggio Swg (1,5%). Appare realistico che possa superare la soglia del 3%.
Azione 2-2,5 %
La lista di Calenda ha un consenso storico intorno al 4% (camera 2021, europee 2024) e viene testata da Swg al 2%.
Noi Moderati 1- 1,5%
La lista di Lupi vede un allineamento tra i dati storici (1,7% alle camera, 1,12% alle regionali) e il sondaggio Swg.
Dc-Udc 1- 1,5%
Per la lista Dc-Udc, testata Swg all’1,5%, l’unico dato disponibile è quello delle regionali 2025, l’1,3%.
Altre liste civiche 9%
Le restanti tre liste civiche a sostegno di Cannizzaro possono complessivamente vantare un bacino elettorale stimabile intorno al 9 %.
CAMPO LARGO 30-34%
PUNTO DI CADUTA 32%
Partito Democratico 11-13%
Il PD, sicuramente primo partito del Campo Largo, migliora il risultato delle comunali del 2021 (10,53%), ma cede probabilmente parte del consenso ottenuto alle regionali (18,32%) alle liste civiche ispirate dal candidato sindaco Battaglia e dall’ex sindaco Falcomatà.
AVS 4- 4,5%
La lista AVS, che parte dal 3,25% delle ultime regionali, può realisticamente drenare parte del consenso ottenuto sempre alle regionali dalle liste Cinque Stelle (3,25%) e Tridico Presidente (5,18%), anche se bisognerà capire le indicazioni ufficiali di queste formazioni.
Casa Riformista 2-2,5 %
Stesso discorso per Casa Riformista che, pur partendo dal deludente 0,5% delle regionali, ha le potenzialità per attingere al consenso disperso delle liste non presenti con il loro simbolo. Da Swg viene testata all’1,5%.
Altre liste civiche 12-14%
Le tre liste civiche vantano un bacino piuttosto ampio grazie all’assenza dei simboli e delle liste Cinque Stelle, Tridico Presidente e Democratici &Progressisti, i cui elettori potrebbero convergere su queste proposte localistiche di sinistra.
TERZO POLO LAMBERTI CASTRONUOVO 6-8%
PUNTO DI CADUTA 7%
Cultura e Legalità 3 – 4%
Reggio Normale 3 – 4 %
Le due liste che sostengono il candidato Lamberti Castronuovo, che gode di buona notorietà e grado di fiducia, appaiono attrezzate a contendere il consenso moderato alternativo ai due principali competitor del centrodestra e del Campo largo. La stima è molto approssimativa poiché non esistono particolari raffronti. La coalizione terzo Polo è stimata al 6% da Swg.
LA STRADA – PAZZANO 4 – 6%
PUNTO DI CADUTA 5%
La lista che sostiene Saverio Pazzano gode di un elettorato da “zoccolo duro” stimabile intorno al 4-5% (circa il 5% alle ultime comunali del 2020), ma potrebbe potenzialmente ampliarlo attraendo gli elettori di Cinquestelle, Tridico Presidente e Democratici e Progressisti, non rappresentati direttamente.
CONCLUSIONI
La possibilità di analizzare un dato molto fresco, le regionali del 5 ottobre 2025, quindi appena otto mesi fa, rende molto plausibile i risultati a cui si è giunti. Il centrodestra, in quell’occasione, si attestò al 61,02%, contro il 37,42% del campo largo, con circa 24 punti di distacco. Assai improbabile che in questo breve lasso di tempo ci possa essere uno stravolgimento. Peraltro anche il risultato del referendum sulla giustizia, con una prevalenza del SI in controtendenza con il dato nazionale, attesta una particolare forza del centrodestra nella città dello Stretto.
Naturalmente, essendo la materia elettorale molto delicata e qualche volta imprevedibile, non si può escludere a priori un assottigliamento del distacco calcolato dall’analisi in circa 24 punti percentuali.
Resta interessante capire le dinamiche del voto disgiunto, cioè l’andamento dei quattro candidati rispetto al voto dei rispettivi schieramenti. E questo dipende dall’attrattività, dalla notorietà, dalla capacità comunicativa di ciascun competitore.







