Elezioni regionali, Matteo Salvini da lunedì è in Calabria

Lunedì 12 luglio, il leader della LegaMatteo Salvini, arriverà in Calabria per un tour elettorale composta da quattro tappe, in vista delle elezioni regionali.

Salvini arriverà a Lamezia Terme dove, alle 14.30, al Lido “La Marinella”, terrà una conferenza stampa, per poi spostarsi a Gizzeria. Si prosegue, poi, a Cosenza, con l’inaugurazione della sede della Lega in piazza 11 Settembre-Corso Mazzini, alle 16,30. Anche qui il leader della Lega terrà una conferenza stampa ed incontrerà i simpatizzanti in un gazebo allestito in zona.

Subito dopo, l’ex ministro si recherà a Trebisacce dove, alle 18,30, incontrerà ad uno stand realizzato nella cittadina jonica i simpatizzanti. Sempre nella stessa cittadina, alle 19 Salvini parteciperà alla sottoscrizione del protocollo tra il Consorzio e la Sorical e seguirà poi l’incontro stampa al Consorzio di Bonifica Integrale dei Bacini Meridionali dello Jonio Cosentino, Via XXV Aprile S.S. 106. (rrm)

Elezioni regionali, Giovanni Toti (Cambiamo!) domani è in Calabria

Da domani, sabato 10 luglio, il presidente di Cambiamo!Giovanni Toti, sarà in diverse città calabresi per l’avvio della campagna elettorale per le regionali in Calabria, partendo proprio da Reggio Calabria, alle 18.45 all’Hotel Excelsior, per poi proseguire, alle 21.30, il tour a Soverato all’Hotel Villa Ersilia. Domenica 11 luglio, invece, alle ore 11:30 si terrà l’inaugurazione de

La presenza di Toti in Calabria, infatti, per Franco Bevilacqua, coordinatore regionale del partito, «rappresenta un momento importante nel percorso di crescita di Cambiamo! in tutto il nostro territorio. Un’occasione per ascoltare dalla voce dei calabresi la voglia di cambiare e di costruire un movimento politico che possa incidere sulla vita politica regionale dei prossimi anni».

Il nostro – ha dichiarato Franco Sarica, vicecoordinatore Regionale di Cambiamo! per l’area di Reggio C. – è un nuovo movimento politico che vuole intercettare le componenti che non si riconoscono nei partiti tradizionali e hanno voglia di portare un modo nuovo di essere tra la gente per fare politica. Una forza con una visione innovativa votata al futuro e al coinvolgimento di mondi diversi. Siamo una realtà giovane e in crescita che deve mettere tutto l’impegno possibile nel continuare a declinare una proposta coerente e concreta per tutto il tessuto economico e per i cittadini. Per farlo servono le competenze di amministratori e società civile, anche attraverso una formazione mirata e programmata.  È dall’essere in grado di risolvere i problemi concreti, come fanno gli amministratori competenti e coraggiosi dei piccoli Comuni, offrendo una visione per il futuro, che il nostro partito potrà continuare a consolidarsi nel panorama del centrodestra. Un panorama che necessita di essere rinnovato e rafforzato in Calabria».

«Il lavoro del Coordinatore Regionale On. Franco Bevilacqua – ha dichiarato Francesco Meduri, responsabile regionale Organizzazione e Sviluppo Territoriale – inizia a raccogliere i suoi frutti, con adesioni e nuovi comitati in tutte le province. Il Coordinatore Provinciale, Saverio Anghelone, ha segnato l’inizio della presenza in Calabria con la sua elezione al Consiglio comunale di Reggio Calabria, momento politico molto importante per Cambiamo! nella nostra regione. Oggi nuove sfide ci attendono a partire dalle elezioni regionali, senza però, dimenticare città come Siderno e Cosenza con le rispettive amministrative. La presenza nella locride è un’altra sfida importante che non bisogna perdere di vista, in un territorio che ormai appare dimenticato non solo per la sua posizione geografica ma per la sordità di molti amministratori».

«Tanti i cittadini – ha concluso Meduri – in queste ore ci hanno contattato per sostenerci in questo mini tour della Calabria, con messaggi in cui raccontavano le loro problematiche, ormai, inascoltate dalla politica.  Giovanni Toti rappresenta per molti calabresi un nuovo modo di fare politica, semplice, tra la gente, ascoltando e cercando di lavorare alle soluzioni e non alle inutili promesse.  Lavoriamo da giorni per questa visita; un abbraccio virtuale va  a tutti i calabresi. Siamo soddisfatti della fiducia che i Dirigenti nazionale ci hanno accordato».

 

Elezioni regionali, l’11 luglio Giovanni Toti sarà a Lamezia Terme

Domenica 11 luglio, il presidente di Cambiamo!Giovanni Toti, sarà a Lamezia Terme, dove inaugurerà la sede regionale del partito, in Via Marconi. Lo ha reso noto Mariolina Tropea, che da tempo ha aderito al progetto e cura l’organizzazione della tappa lametina del tour calabrese che vedrà protagonista il leader di Cambiamo nel prossimo fine settimana.

Oltre che a Lamezia, Toti sarà anche a Reggio Calabria e a Soverato, per dare l’avvio alla campagna elettorale in vista delle consultazioni regionali a sostengo del candidato presidente del centrodestra, Roberto Occhiuto.

«Sono entusiasta per la visita di domenica prossima del presidente Toti a Lamezia – ha dichiarato Tropea – e voglio  sottolineare la grande  importanza per il nostro  territorio, per la presenza di un uomo politico che il cambiamento non l’ha voluto soltanto nel nome del suo partito ma lo dimostra quotidianamente nei fatti, con l ‘opera non solo nella sua regione ma su tutto il territorio nazionale».

L’inaugurazione della sede da parte del Presidente Giovanni Toti sarà preceduta dall’introduzione della stessa Tropea e di Antonello Cariglino, con lei altra figura di riferimento di “Cambiamo” a Lamezia.

Saranno presenti Francesco De Nisi (vicecoordinatore provinciale), Raffaele Mancini (coordinatore provinciale di Catanzaro), Giovanni Carè (Cambiamo Giovani Calabria), Pino Bicchielli  (coordinatore Esecutivo Nazionale), il senatore Francesco Bevilacqua (coordinatore regionale “Cambiamo la Calabria”) e il senatore Gaetano Quagliariello (Responsabile Enti Locali).

«Ci stiamo radicando sul territorio – ha concluso Tropea – e stiamo raccogliendo le forze migliori. Questa sarà la sede regionale di tutti. È un segnale che diamo a tutta la regione: il popolo smarrito dei moderati cercava una sua casa. Non siamo urlatori della politica, ma concreti come lo è Giovanni Toti nella sua amministrazione.  L’obiettivo è portare nel resto del Paese l’esempio della Liguria». (rcz)

Elezioni regionali, il 10 luglio Giovanni Toti sarà a Reggio per avvio della campagna elettorale

Con l’arrivo di Giovanni Toti, fondatore di Cambiamo!, a Reggio Calabria, in programma il 10 luglio, all’Hotel Excelsior, prende il via la campagna elettorale per le regionali in Calabria.

Alla conferenza stampa, in programma alle 18.45, saranno presenti anche Cetty Scarcella, vicepresidente Nazionale di Cambiamo Giovani, Franco Sarica, vicecoordinatore Regionale, l’on. Franco Bevilacqua, Coordinatore Regionale, Pino Bicchielli, Coordinatore Esecutivo Nazionale ed il Senatore Gaetano Quagliariello

Lo ha reso noto Saverio Anghelone, primo consigliere eletto in Calabria nelle file del movimento politico del Presidente Toti e coordinatore provinciale, che ha ringraziato il presidente Toti «per la sua presenza in riva allo Stretto, che attesta il lavoro proficuo di radicamento del nostro partito, attuato da mesi, nell’area della Città Metropolitana di Reggio Calabria».

«Un territorio dalle grandi e ancora inespresse potenzialità – ha aggiunto Anghelone – che può svolgere un ruolo di primo piano per il rilancio dell’intera Calabria: le bellezze paesaggistiche, i suggestivi borghi, la cultura che affonda le sue radici nella Magna Grecia e l’enogastronomia. La presenza, altresì, del porto di Gioia Tauro, tra i porti transhipment più importanti del Mediterraneo, è sicuramente la migliore occasione e opportunità per costruire un futuro di sviluppo, di crescita economica, facendo leva sulle competenze, l’esperienza, l’entusiasmo di tanti cittadini, donne, giovani, professionisti, imprenditori, che si riconoscono e hanno deciso di entrare nel nostro movimento».

«La migliore capacità che deve avere un Partito – ha sottolineato l’esponente di Cambiamo! – è quella di guardare alle necessità di ogni territorio, costruire quella base su cui fondare una grande e virtuosa ‘federazione’ di idee, di progetti che calati nelle varie realtà locali riescono a creare quel cambiamento radicale della società, sul quale abbiamo fondato la nostra azione, il nostro impegno e le nostre idee». 

«L’appuntamento di Reggio Calabria – ha concluso – offrirà l’occasione per confrontarsi, conoscersi, stringere rapporti, creare amicizie che diano senso e significato ad un percorso che guarda lontano, guarda oltre i limiti sui quali molte altre forze politiche si sono arenate. La politica è l’arte dell’impossibile. Ed è questo il nostro obiettivo, creare quel futuro che molti altri non vedono, ma che noi abbiamo sempre ricercato». 

«“Cambiamo!” – ha dichiarato proprio in questi giorni Giovanni Toti – ha avviato da tempo una capillare attività di radicamento nei territori. È il primo passo del più grande progetto di ‘cambiare il Paese’, cambiare ogni singola Regione, mettendo insieme le migliori idee, competenze, forze presenti sul territorio». (rrc)

Elezioni regionali, Uncem Calabria: presto apposito confronto con i candidati

Con l’assegnazione delle deleghe operative e istituito le proprie commissioni, è stata completata l’organizzazione interna di Uncem Calabria – Unione nazionale comuni, comunità ed enti montani che, in occasione delle elezioni regionali, chiederà a breve un incontro «con i candidati alla presidenza della giunta regionale.

Obiettivo dell’incontro, ha spiegato Vincenzo Mazzei, presidente della delegazione calabrese, è quello «di conoscere i rispettivi impegni per il territorio montano, di sapere come intendano sostenere le aree interne, anche quelle collinari, che hanno bisogno di risposte e rappresentano una grande risorsa per lo sviluppo economico, culturale e sociale dell’intera Calabria».

«Riteniamo – ha spiegato – che Anci, Upi e Uncem siano indispensabili per consolidare il rapporto tra la Regione ed i Comuni.
Abbiamo 120 Comuni associati e due Unioni di Comuni. Pertanto, possiamo dare forza e sostegno ai sindaci, spesso lasciati da soli a svolgere la loro delicata funzione».

Rosaria Succurro, vicepresidente di Uncem Calabria e sindaco di San Giovanni in Fiore, ha sottolineato: «Ci siamo già attivati per creare rete, con l’obiettivo di utilizzare al meglio le risorse disponibili del Pnrr e di favorire a riguardo la
piena convergenza delle rappresentanze istituzionali delle zone montane».

Alla stessa giunta Uncem, oltre a Mazzei e Succurro hanno partecipato i sindaci Antonio De Masi (Nardodipace), Rosario Sergi (Platì), Fabrizio Rizzuti (Cerva) e Luisa Caronte, presidente dell’associazione Rete Montagne Calabria. (rcz)

Lettera aperta al segretario Letta da un elettore calabrese sulle elezioni regionali

di PINO TASSI – Sono un grande sostenitore dell’alleanza tra Pd, M5s, Leu, e metteteci pure verdi e civismo democratico. Ho accolto positivamente l’accordo raggiunto in Calabria. Più volte vi ho sentito sottolineare che l’alleanza tra le forze progressiste  deve avere come fondamento e cemento unitario la buona politica, la trasparenza e l’essere al servizio degli interessi collettivi.

La candidata alla presidenza della giunta regionale, Maria Antonietta Ventura, ha preannunciato che si dimetterà dalla presidenza del Cda della società di famiglia, la Francesco Ventura costruzione srl. La domanda che vi pongo, è se siano sufficienti queste dimissioni per fugare ogni tipo di sospetto di un eventuale conflitto d’interessi.

Nessuno mette in discussione le qualità morali, l’onestà e il rigore personale di Maria Antonietta Ventura. Nessun accostamento c’è nella mia riflessione sulle vicende giuridiche del fratello, le eventuali colpe del fratello non possono ricadere sulla sorella, anche se alcune questioni andrebbero chiarite, come la vociferata interdittiva mafiosa emessa in Puglia verso una società del consorzio di cui fa parte la Ventura Costruzione.

Quello che vi pongo è la questione del conflitto d’interessi. Sappiamo tutti che in Italia c’è una pessima legge in materia, voluta dal centro destra per coprire e permettere l’attività politica di Silvio Berlusconi. Voi, oggi, siete i massimi rappresentanti di quelle forze, Il Pd, il M5s, la sinistra, che hanno denunciato sempre questa carenza e hanno chiesto più volte una legge più rigorosa.

Oggi, siete, quindi, chiamati ad esprimervi se c’è o se si potrebbe manifestare un conflitto d’interesse tra la Ventura, il suo ruolo di presidente o di consigliere regionale e l’attività della Ventura costruzione.

Dal sito della Francesco Ventura costruzione  apprendo che nel corso di questi anni hanno eseguito:

  • la realizzazione dell’Alta Velocità sulla linea Roma-Napoli…
  • La realizzazione del collegamento ferroviario del Porto di Gioia Tauro;
  • L’ammodernamento dell’intera rete a scartamento ridotto non solo delle Ferrovie della Calabria ma anche delle Appulo Lucane…

Nei prossimi mesi, e nei prossimi anni, inizieranno ad arrivare i miliardi del Recovery Plan, al cui centro c’è l’alta velocità ferroviaria, la linea jonica, e tante altre infrastrutture. Per la realizzazione di questi progetti, delle gare relative, un compito importante verrà svolto dalla regione Calabria.

Lo scenario che si preannuncia, è di uno strisciante conflitto di interesse su cui la destra batterà ogni giorno. Se la Francesco Ventura andrà a vincere degli appalti, chi toglierà il venticello malevole che non sia stata aiutata, se perderà che non sia stata penalizzata, se avrà dei subappalti poi il venticello malevole diventerà una tempesta. E, poi, sul ventilato Ponte di Messina qual è l’idea e la posizione che prenderà Maria Antonietta Ventura?

Fare politica e amministrare in Calabria non è facile, qui più che altrove serve che il candidato delle forze progressiste sia come la moglie di Cesare. Cesare disse che sua moglie non doveva essere nemmeno toccata dal sospetto.

Ecco perché vi chiedo un’ulteriore riflessione. Maria Antonietta Ventura può essere una ottima candidata al Parlamento, alle Europee, ma non credo che sia la migliore scelta per la presidenza della Calabria. E, quello che più mi preoccupa, è che in questo modo si forniscono argomenti a iosa ai nemici dell’alleanza tra i vostri partiti e movimenti. Datemi argomenti convincenti per andare a votare e non essere costretto, per la prima volta nella mia vita, ad andare al mare o in montagna. (pt)

Elezioni regionali, l’Associazione Radici Mediterranee: I candidati diano voce al Terzo Settore

È un appello, quello lanciato dall’Associazione di promozione sociale “Radici Mediterranee” ai candidati alla presidenza della Regione Calabria: «dare voce ai soggetti del  cosiddetto Terzo Settore e al territorio di cui essi sono espressione».

«La Calabria – viene spiegato in una nota – ha bisogno di uscire dagli schemi tradizionali di derivazione ideologica, per  intraprendere un cammino di innovazione prima di tutto metodologica nell’analisi dei problemi e  nell’individuazione di strategie di sviluppo.  Per fare questo occorre dare voce a chi ogni giorno opera sul campo nei diversi settori di competenza,  con impegno e dedizione.  Il mondo del volontariato e del terzo settore, rivendica un ruolo attivo e propositivo nel dibattito  politico che si avvierà nei prossimi mesi, dando il proprio contributo di idee e di esperienze che,  certamente, non potranno che arricchire di contenuti le varie proposte che saranno messe in campo  dalle diverse forze politiche». 

«A prescindere dall’appartenenza politica – prosegue la nota – è il civismo quello che si vuole rappresentare, rivendicando  il diritto all’ascolto da parte di tutte le parti politiche in campo. Siamo soggetti che ricevono ogni  giorno le istanze dei cittadini e abbiamo un termometro di quello che vivono le nostre comunità.  Sarebbe importante anche parlare di temi come questo nuovo PNRR che è in arrivo con tantissime  risorse per la nostra regione. Si tratta di un treno che non tornerà mai più e pretendiamo di essere  coinvolti anche in questo». 

«È per questo che, nelle prossime settimane – ha dichiarato il presidente, Antonio Maida — sarà  organizzato dall’Associazione un seminario tecnico scientifico per dibattere su alcuni temi  fondamentali per il rilancio della nostra regione.  Saranno affrontate alcune tematiche di estremo interesse da parte dei cittadini calabresi, alla  presenza di esperti del settore per definire possibili strategie di sviluppo locale, che possano divenire  parte integrante dei programmi elettorali dei candidati». 

«Durante i lavori – conclude la nota – sarà sottoscritto un appello rivolto al modo politico regionale, per il riconoscimento  politico e sociale delle Associazioni (in particolar modo quelle che operano nelle organizzazioni di  volontariato), e per dare vita ad una “rete associativa” che si senta coinvolta e partecipe delle politiche  del territorio». (rcz)

Lettera aperta di Pino Greco ai vertici del centrosinistra e sinistra calabresi

di PINO GRECO* – Carissimi, rimango stupito della proposta del PD di spostare il centro decisionale per le questioni calabresi fuori dalla nostra regione, ma addirittura di indicare chi e come deve rappresentare l’intero Centrosinistra della Calabria al tavolo romano come se non bastasse il commissariamento.

Ancora una volta, i vertici del PD preferiscono una via solitaria e tutta in salita. Evidentemente, non è servita la dura lezione delle elezioni del Gennaio 2020. Non ci si rende conto di come alla nostra gente nulla interessa delle grandi manovre di palazzo. Mentre i vari TanDem si sfaldano con accuse che vanno dall’inaffidabilità a quella di avere nelle liste “indagati”, e per di più “comunista” (a tal proposito rivolgo a Mimmo Lucano la nostra solidarietà), diventa chiaro come la Calabria sia diventata terreno di scontro di battaglie che si svolgono fuori dalle mura della nostra Regione.

Eppure, è bastato che si  avanzasse una possibile candidatura di un illustre calabrese, autenticamente di sinistra, rigoroso, serio, equilibrato, competente, che ha dedicato la sua vita all’impegno totale per l’affermazione dei valori della legalità e della lotta alla mafia senza per questo essere un giustizialista, affinché ritornasse a battere il cuore di molta gente, di tanti militanti, dirigenti di base e non solo, professionisti, per il ritrovato gusto dell’impegno politico, sociale, civile in poche parole la voglia di andare a votare. Mi permetto di dire che occorre ascoltare tutti, confrontarsi Senza Paura.

Avviare, finalmente, il processo di Pacificazione a partire dai gruppi dirigenti sempre più lontani dai territori : unire e non dividere. La Calabria non può più essere sotto protettorato e sorvegliata speciale. Ascoltare la forze sociali è un dovere non un’elargizione. Proporre la via per uscire dai drammatici problemi che la nostra gente vive quotidianamente deve essere la bussola per chi è dirigente del Centrosinistra, della Sinistra nella nostra bellissima, difficile, complicata terra.

Deve essere chiaro che non si è interessati ad avere uno “strapuntino” in questo o quel Consiglio, e per questo allearsi con chiunque a prescindere, nella logica “dell’accattonaggio” del voto. Il candidato alla Presidenza della Regione Calabria, per il Centrosinistra, deve essere il garante di una ritrovata unità, di una coalizione ampia che coinvolga la Sinistra, il Centrosinistra, il Mondo Cattolico, i Movimenti, l’Associazionismo, quelle soggettività politiche che oggi vengono inspiegabilmente escluse da ogni discussione e contributo. Se si prestasse più orecchio alle questioni calabresi scevri da altre dinamiche, forse la soluzione potrebbe essere già a portata di mano.

Si vuole di nuovo consegnare la Calabria alle destre? Distintamente e con immutata passione. (pg)

*Dirigente ArticoloUno

Regionali, Bruno Bossio (PD): Correnti romane non possono impaludare scelte calabresi

La deputata del Partito DemocraticoEnza Bruno Bossio, ha sottolineato come «le dichiarazioni di Nicola Irto impongono una riflessione critica, senza veli, sul modo in cui il PD nazionale ha inteso, finora, affrontare la vicenda elettorale calabrese. Ha ragione Irto: è richiesto un cambio di passo».

«Bisogna uscire dalla palude nella quale è stato condotto lo schieramento calabrese delle forze progressiste – ha evidenziato ancora –. Non è possibile che le dinamiche di potere tra le correnti romane del Nazareno possano impaludare o addirittura, come afferma Irto, mettere in discussione le decisioni prese da molto tempo dal PD calabrese. È stato un grave errore politico aver voluto inseguire Luigi De Magistris e legittimarlo, di fatto, come una parte del campo di centrosinistra».

«Si è disperso così – ha proseguito la deputata dem – il potenziale vantaggio competitivo rispetto ad un centrodestra ancora oggi senza candidato. Invece di investire sul profilo innovativo e riformista della candidatura di Nicola Irto, il gruppo dirigente nazionale ha preferito blandire populismi ed espressioni politiche tanto massimaliste quanto minoritarie. È auspicabile che la reazione di Nicola Irto possa, pertanto, prima di tutto essere utile a rilanciare un progetto di governo capace di competere alle elezioni per vincere e governare bene ma anche per spezzare la spirale di una concezione feudataria che da tempo il PD nazionale va esercitando sulla Calabria e i calabresi».

Stefano Graziano, commissario regionale del Pd in Calabria, ha chiesto a Irto di «rivedere la sua decisione e di continuare a lavorare a quel progetto costruito nei mesi scorsi e che tanta fiducia ha riscosso tra giovani e società civile».

«Il partito regionale è con lui e anche il segretario Letta ha lanciato un messaggio chiaro – ha aggiunto –. Giovedì prossimo, inoltre, sarà in Calabria l’ex ministro ed oggi responsabile nazionale enti locali Francesco Boccia per continuare a lavorare al progetto di rinnovamento e cambiamento della Calabria, definendo la road map da seguire».

«Sono mesi che si parla di candidature, un tempo infinito in cui si sarebbe potuto sostenere e sviluppare un progetto condiviso con Irto candidato, che  invece è rimasto solo, mentre il resto del partito ha continuato nel silenzio, nel distacco, nell’isolamento,  nelle strategie, ancora di più se si tratta delle donne. Il PD deve mettersi in discussione per capire che non basta cambiare segretario se poi le dinamiche restano uguali» ha dichiarato Lucia Anita Nucera, presidente Commissione Pari Opportunità Reggio Calabria.

«La Calabria – ha proseguito la presidente – merita di avere un governatore all’altezza che possa portare avanti gli interessi  e i diritti dei calabresi e tolga dal torpore in cui è finita questa terra. La Calabria non può e non deve essere merce di scambio in attesa di accordi e strategie fatti in altre città d’Italia, ma merita di avere un rappresentante degno del Partito Democratico, ma che deve essere sostenuto da tutti. Bisogna chiedersi quale futuro il Pd voglia costruire in Calabria e a livello nazionale, se perseguire in una situazione di stallo e di frammentazione interna in cui si guarda solo all’interesse della propria corrente o se si vuole davvero operare un cambiamento che deve partire dall’interno con una discussione profonda su quelli che sono i temi che stanno a cuore ai cittadini».

«I calabresi sono stanchi – ha ribadito – hanno bisogno di vedere riconosciuti i loro diritti e di sperare in un futuro migliore per questa terra. Le beghe e le divisioni di partito interessano poco alla gente che è giusto che prenda le distanze dalla politica se questa non dà le giuste risposte con impegno e competenza. Caratteristiche, queste ultime,che riguardano tante donne e uomini all’interno del PD, tra questi di certo Nicola Irto, e che meriterebbero ruoli diversi per dare un segnale di effettivo cambiamento». (rrm)

MINORANZE LINGUISTICHE, VERO TESORO
QUELL’INESTIMABILE VALORE DIMENTICATO

di ANTONIETTA MARIA STRATI – La Calabria ha tra i tanti suoi tesori uno inestimabile, fino ad oggi trascurato e mai adeguatamente valorizzato: si tratta delle tre minoranze linguistiche presenti nel territorio. Nella nostra regione ci sono le comunità  arbëreshë, distribuite nelle province di Cosenza, Crotone e Catanzaro, quella grecanica, nella provincia di Reggio Calabria e l’enclave occitana, a Guardia Piemontese.

Una realtà, quelle delle minoranze linguistiche in Calabria, composta da 47 comuni – 29 comuni dell’area albanese, di cui 21 nella provincia di Cosenza, cinque nella provincia di Catanzaro e tre nella provincia di Crotone, con una popolazione di circa 50.462 abitanti; 15 Comuni dell’Area Grecanica, con una popolazione di circa 48.717 abitanti e un Comune dell’area occitana, con una popolazione di 1.546 abitanti – che deve essere tutelata con ogni mezzo non solo dagli attori politici, ma anche sociali grazie ad iniziative volte a mettere in luce il patrimonio letterario, artistico, storico e culturale di inestimabile valore.

Ed è per questo che le Associazioni di diverse parti d’Italia, appartenenti alle comunità arbëreshë, hanno rivolto un appello a tutte le forze politiche che partecipano alle elezioni regionali in Calabria, chiedendo di farsi carico dell’impegno di portare avanti la tutela delle minoranze linguistiche calabresi, «così come sancito dalla Carta Costituzionale e dalle leggi emanate in sede nazionale che regionale».

«Si tratta di impegni – viene spiegato in una nota – che chiamano in causa interessi di tutti, e che travalicano ogni schieramento politico: il progetto sottostante è di venire incontro alle minoranze linguistiche affinché siano realizzati obiettivi che spettano loro di diritto, ma con piena consapevolezza che, nel contempo, sono del tutto convergenti con gli interessi di tutta la regione, la quale ricaverebbe solo vantaggi dalla tutela e valorizzazione non solo del patrimonio culturale, storico ed artistico di queste preziose presenze nel suo territorio, ma si devono perseguire gli obiettivi, così come riportato negli articoli della Carta Europea, fatti propri dallo Stato Italiano con la Legge di attuazione Costituzionale 482/99».

«Questi obiettivi – prosegue la nota – rappresentano una opportunità ed una risorsa per l’intera regione Calabria, da lungo tempo sottovalutata da una politica che troppo spesso si è persa nei giochi di potere volti alla rincorsa di interessi immediati e di corto respiro, senza alcuna visione di tutela per il futuro di quelle popolazioni appartenenti alle minoranze linguistiche».

«A nome di tutti gli Arbëreshë di Calabria – prosegue ancora la nota – quale che sia la loro appartenenza politica, chiediamo quindi ai massimi rappresentanti di tutti gli schieramenti politici, che stanno per intraprendere la campagna elettorale per la nomina del nuovo Presidente di Regione, di prendere in carico l’impegno di portare avanti la tutela delle minoranze alloglotte calabresi».

«A tal scopo – hanno scritto le Associazioni – proponiamo qui, di seguito, l’articolazione in sei punti del progetto di realizzazione di questi obiettivi, che chiediamo vengano accolti con spirito unitario all’interno dei vari programmi elettorali di ciascun schieramento: Definizione e piena attuazione delle Istituzioni Regionali per le Minoranze Linguistiche, dette ‘Fondazioni’ al fine che divengano organismi operativi per sviluppare progetti concreti volti a valorizzare il patrimonio culturale arbëreshë, Grecanico e Occitano; istituzionalizzare di conseguenza un capitolo di spesa annuale della Regione per le attività delle Fondazioni; si richiede che la Regione Calabria istituisca un Consigliere Regionale rappresentante le minoranze culturali di diretta emanazione della Giunta, con l’autonomia politica e finanziaria sufficiente per operare e coordinarsi con le relative Fondazioni ed il Co.Re.Mi.L., Consigliere che dia voce alle istanze delle tre minoranze linguistiche storiche presenti nella Regione in un percorso che punti alla completa tutela prevista dalle leggi vigenti». 

E ancora, «si richiede la sottoscrizione di una Convenzione tra la Regione e la Rai Calabria per la produzione di programmi (culturali, informativi e di intrattenimento), radiofonici e televisivi a diffusione regionale, ma anche da diffondere sulla rete internet, con proprio e dedicato palinsesto per le minoranze linguistiche storiche. La Convenzione regionale potrebbe avere una durata  breve di un anno o due, per poter così richiedere da subito un ampliamento delle ore di produzione e la copertura dei costi, per sempre, da parte del Governo centrale, come già avviene, da oltre 60 anni per le altre Minoranze Linguistiche come da normative vigenti già applicate in altre regioni italiane, con tutti gli accorgimenti possibili, esempio: sottotitoli in italiano eliminando cosi l’eventuale dubbio di discriminazione della popolazione che parla solo l’italiano». 

«Difesa del bilinguismo – continua la nota –. Si chiede di avviare specifici rapporti con il Ministero dell’Istruzione ed il Miur per la realizzazione di corsi di selezione e formazione per docenti nelle lingue arbëreshë, grecanica ed occitana, in modo da far  inserire nelle materie curriculari delle scuole dell’obbligo dei territori delle minoranze. Ne consegue la predisposizione di adeguati libri di testo e di divulgazione sia in italiano che nelle lingue tutelate; attivare la legge regionale n° 15 del 2003 in tutti i suoi articoli, finanziandola adeguatamente, al fine di salvaguardare il patrimonio storico culturale materiale e immateriale e nel contempo rilanciare le imprese del territorio presenti nelle aree dove insistono le tre minoranze storiche calabresi; formulare e determinare nell’ambito della programmazione dei fondi nazionali ed europei, una progettualità destinata alle minoranze territoriali,  per la conservazione della lingua e per la valorizzazione (manutenzione) dei beni tangibili (previa definizione dei centri storici dei katund della Regione storica arbëreshë calabrese e del suo costruito storico civile e religioso, da concordarsi con la Soprintendenza) e dei beni intangibili (già avviato l’iter per il riconoscimento del patrimonio culturale italo – albanese da parte dell’Unesco), come recita l’art. 2 della L.R. n° 15/2003».

«Siamo certi – hanno proseguito le Associazioni – che l’accoglimento di queste nostre istanze proposte possa rappresentare l’avvio di una stagione di rinnovamento profondo e fecondo per tutti i cittadini calabresi, che trarrebbero grandi vantaggi da un piano capace di valorizzare il territorio sotto il profilo lavorativo con ampliamento della base occupazionale nel settore turistico, ambientale e storico».

«Inoltre – hanno concluso – crediamo che, ancora più vantaggioso per tutte le comunità calabresi, sarebbe sperimentare finalmente che è possibile andare oltre gli schieramenti di parte per saper convergere sul bene comune in una logica di responsabilità e di reciproca solidarietà, in più si darebbe fiducia alla gran parte dell’elettorato che non esercita più il diritto di voto».

Un appello, quello fatto dalle Associazioni, che non solo i candidati, ma tutta la politica calabrese non può ignorare, sopratutto per tenere fede alla legge regionale approvata nel 2003 dalla Regione Calabria, Norme per la tutela e la valorizzazione della lingua e del patrimonio culturale delle minoranze linguistiche e storiche di Calabria, che «riconosce le minoranze linguistiche storiche della Calabria e pone nelle sue finalità quelle di recuperare, qualificare e valorizzare le particolarità etnoantropologiche, linguistiche, culturali e storiche delle comunità costituite dalle minoranze linguistiche grecaniche, albanesi e occitane presenti in Calabria come condizione per il recupero dell’identità e lo sviluppo sostenibile del territorio».

E mentre si aspetta un passo avanti da parte della politica, sono tantissimi gli Enti che, invece, si sono spesi per la valorizzazione delle minoranze linguistiche. Un esempio è l’Università della Calabria, che nel ’75 ha istituto una sezione di Albanologia, grazie al prof, Francesco Solano e oggi diretta dal prof. Francesco Altimari.

E proprio dalla Fondazione Universitaria Unical “Francesco Solano”, con la partecipazione di cinque Atenei italiani (Calabria, Palermo, Salento, Venezia Ca’ Foscari e la Statale di Milano), nel 2020 è stata candidata a patrimonio Unesco, i Moti Madg (Il Tempo Grande) – I riti arbëreshë della primavera.

«La proposta – si legge in una nota di Francesco Altimari – punta a iscrivere nel Registro delle Buone Pratiche della Convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Unesco un insieme di pratiche cerimoniali ed eventi di tipo performativo (musicale, coreutico, teatrale etc.) a cui si accompagnano saperi di stampo tradizionale che rientrano nell’originario ciclo delle feste della primavera e propongono nelle diverse comunità italo-albanesi eventi che attualizzano temi e motivi arcaici di straordinaria suggestione. Queste pratiche sono vive presso gli Arbëreshë (Albanesi d’Italia), comunità linguistica minoritaria di origine albanese storicamente presente da circa sei secoli in 50 comunità in sette regioni (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia) della Penisola italiana, riconosciuta dalla legge quadro nazionale n. 482/1999 “Norme di in materia di tutela delle minoranze linguistiche e storiche”».

O ancora, l’iniziativa dell’Università per Stranieri Dante Alighieri di Reggio Calabria, dove è stata istituita una cattedra di Lingua calabro greca «per salvare una lingua che rischia l’estinzione».

Per il delegato alla Cultura del Comune e della Città Metropolitana di Reggio Calabria Filippo Quartuccio, si tratta di «un atto importantissimo, che serve non solo a preservare il nostro prezioso patrimonio culturale, ma significa anche lavorare attivamente per la sua valorizzazione».

«Bisogna attenzionare e valorizzare le comunità presenti nel nostro territorio, e quella greca è quella più presente con oltre 22 mila persone» ha ribadito Lucia Anita Nucera, presidente della Commissione Pari Opportunità del Comune di Reggio Calabria,  in occasione dell’incontro con il console onorario di Catania Arturo Bizzarro Coutsogeorgou e Vourda Vasiliki, rappresentante legale del Centro di lingua e cultura ellenica “Ellinomatheia”.

L’assessore Nucera, infatti, ha ricordato che nel 2016 è stata assegnata, per la prima volta, la delega alla minoranza linguistica, e che ha avviato una iniziativa ambiziosa: riconoscere la lingua greca come «insegnamento curriculare nelle scuole in cui è presente un’insegnante che lo parli. È un passo importante per tramandare le nostre radici e  tradizioni».

Una iniziativa che ha trovato appoggio da parte della Vasiliki, che ha sottolineato come «il legame tra Calabria e la Grecia è indissolubile ed ha basi umane e culturali».  (ams)