Legambiente: Adottare misure adeguate per prevenire gli incendi

«La nostra Associazione ritiene sia indispensabile un cambio di prospettiva rispetto al fenomeno degli incendi, destinato ad aggravarsi nella nostra regione, in connessione alla crisi climatica in corso che reca con sé episodi di siccità prolungata, ondate di calore e rischi di desertificazione per intere aree». È quanto hanno detto  Anna Parretta presidente di Legambiente Calabria ed Antonio Nicoletti, responsabile Aree protette di Legambiente Nazionale, sottolineando come la logica deve essere quella di prevenire gli incendi attraverso la gestione del territorio, l’utilizzo ecologicamente sostenibile delle risorse agro-silvo-pastorali, la promozione dei servizi ecosistemici che vanno remunerati, la rivitalizzazione delle comunità rurali nelle aree interne e montane in una rinnovata funzione di presidio territoriale».

Negli ultimi giorni, infatti, le fiamme hanno gravemente colpito il territorio regionale lasciando cenere e distruzione al posto di alberi e campi coltivati e mietendo vittime – come è accaduto a Cassano, dove un uomo stava cercando di difendere il suo uliveto o a Cirò, nonostante un ingente intervento di uomini e mezzi di soccorso.

Un bilancio molto pesante causato molto spesso dalle azioni di criminali e di piromani, ma anche dalla scarsa o mancata azione di prevenzione e di difesa attiva dai roghi.  Nella nostra regione, infatti, si continua a puntare sulla gestione dell’emergenza, tralasciando l’ottica della prevenzione, l’unica in grado di limitare gli incendi, a partire dagli interventi di buona gestione forestale, dalla manutenzione del territorio e dalla mappatura delle aree percorse dal fuoco per bloccarne le spirali malefiche.

Nonostante le dichiarazioni e gli annunci, pesano ancora i ritardi delle Amministrazioni competenti, la carenza di mezzi e la sovrapposizione di competenze in materia di incendi boschivi.

Per questo per Parretta e Nicoletti è «molto importante una rigorosa applicazione da parte dei comuni, della legge sui vincoli e sul catasto delle aree percorse dal fuoco, le cui misure sono state rinforzate dalla legge n. 353/2000 con l’individuazione dei poteri sostitutivi delle Regioni nel caso di inadempienza. Senza dimenticare che, con grande frequenza, gli incendi sono collegati agli interessi della ‘ndrangheta, che per come posto in luce dalle indagini della Magistratura, controlla intere aree boscate oltre ai pascoli abusivi ed ha forti interessi economici nel business del taglio dei boschi e nella loro gestione illecita».

«L’intero territorio calabrese, a partire da boschi e foreste, dalle aree protette e dai siti della rete Natura 2000 – è stato ribadito – deve essere protetto e tutelato con strumenti e risorse idonee e con capacità di visione perché le temperature sono destinate ad essere ancora più elevate per effetto del riscaldamento complessivo del Pianeta. La Calabria non può e non deve farsi trovare impreparata e deve mettere in campo adeguati ed operativi programmi di adattamento ai cambiamenti climatici che scongiurino i disastri ai quali stiamo assistendo».

«Legambiente chiede, da tempo – viene evidenziato – di mettere in campo alcune misure adeguate, in un’ottica di prevenzione, a fronteggiare efficacemente il fenomeno, contrastando incendi che si ripropongono, puntuali, nel periodo estivo:

Gestione integrata degli incendi: è necessaria un’attività di integrazione/coordinamento, a livello regionale e nazionale, fra i settori dedicati alla previsione, prevenzione, informazione, addestramento, lotta, indagine e ricostituzione post-incendio. È ancora carente l’applicazione della legge quadro sugli incendi boschivi (L. 353/2000) ed insufficienti le modifiche introdotte con la legge 155/2021;

Pianificazione e progettazione del ripristino ecologico e funzionale: i Piani forestali di indirizzo territoriale devono integrare la pianificazione forestale con la prevenzione degli incendi boschivi. Definendo le aree esposte al pericolo ed individuando le aree dove integrare misure di selvicoltura preventiva con altre misure forestali, le misure per l’attività pastorale e agricola, e quelle per la tutela della biodiversità nel Parchi Nazionali, Riserve regionali e siti della Rete Natura 2000.

Interazione con la politica agricola: per un più efficace governo degli incendi è fondamentale una integrazione della politica forestale con quella agricola. Molti incendi, infatti, derivano dall’uso illegale e inesperto del fuoco per fini agro-silvo-pastorali e l’abbandono dell’agricoltura e della pastorizia determinano un aumento del pericolo di incendi per accumulo del combustibile. L’agricoltura, tuttavia, deve essere considerata parte della soluzione: campi coltivati, orti, vigneti, aree pascolate possono ridurre l’infiammabilità a scala di paesaggio; Pascolo prescritto come strumento di prevenzione: il pascolamento con specie domestiche è stato finalmente riconosciuto come tecnica per prevenire il propagarsi degli incendi o evitare che una volta innescati diventino disastrosi. Responsabilizzazione e coinvolgimento dei cittadini: i cittadini possono essere parte attiva, in primo luogo coinvolgendo il volontariato non solo nella lotta ma anche nella prevenzione. Inoltre, i proprietari di fondi devono essere responsabilizzati nella gestione della vegetazione nei loro terreni ed i cittadini devono essere preparati a riconoscere il pericolo incendi ed a rispondere con comportamenti adeguati; Statistiche e castato incendi:l’analisi delle statistiche sugli incendi è essenziale per la comprensione ed il governo del fenomeno».

E, ancora: pianificazione e progettazione del ripristino ecologico e funzionale; pianificazione urbanistica e incendi, in quanto «i piani urbanistici dettano le linee per l’espansione dei centri abitati, in coerenza con le normative e i vincoli regionali e nazionali, ma non tengono in considerazione il rischio legato agli incendi boschivi. Per questa ragione appare auspicabile che nei prossimi anni la pianificazione urbanistica venga informata dai piani forestali di indirizzo territoriale che identificano le aree esposte al pericolo incendi (probabilità di propagazione di grandi incendi). La stessa attenzione deve essere indirizzata alla rete stradale che svolge un ruolo fondamentale nel garantire la sicurezza della logistica dei mezzi di soccorso in caso di incendi di elevata intensità; pene più severe: estendere le pene previste dal Codice Penale per il reato di incendio boschivo a qualunque tipologia di incendio. È indispensabile rendere più severe le pene previste  dall’articolo 423-bis del C.P. a qualunque incendio di e non solo i boschi e i pascoli, per quelli che interessano il patrimonio naturalistico e quelle sottoposte a vincolo paesaggistico. Così come va aggravata la fattispecie colposa per consentire l’arresto in flagranza, oggi non obbligatorio e vanno rafforzate le sanzioni amministrative estendendo ed equiparando le sanzioni più gravi a tutti gli incendi».

Infine, è necessario potenziare i presidi nella lotta agli incendi boschivi. Per questo serve investire «nel potenziamento della flotta aerea pubblica, nella specialità interna al Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco. Alla luce del sempre maggiore utilizzo dei mezzi aerei nella lotta attiva agli incendi boschivi occorre ricostituire una flotta di proprietà pubblica e limitare il ricorso ai mezzi aerei privati». (rcz)

Il Comune di Reggio chiederà lo stato di calamità per i danni prodotti dagli incendi

La Giunta comunale di Reggio Calabria  chiederà al Governo lo stato di calamità naturale per i danni, ingentissimi, causati dagli ultimi incendi che hanno devastato gran parte del territorio collinare cittadino. Lo ha annunciato, in consiglio comunale, il sindaco facente funzioni, Paolo Brunetti, recependo un ordine del giorno della maggioranza, illustrato dal consigliere Antonio Ruvolo, e sottoscritto dall’unanimità dell’aula.

«Sono stati giorni drammatici – ha detto Brunetti – con dieci fronti di fuoco attivi, contemporaneamente, nello stesso momento. Non può essere certo un caso, né un effetto dovuto ad autocombustione. Sorgono molti dubbi sulla natura dei roghi e sono certo che, in questo senso, la magistratura attiverà ogni strumento utile a fare chiarezza sulla situazione e ad individuare eventuali responsabilità».

«In questo momento – ha aggiunto – siamo vicini alla comunità ed al sindaco di Cardeto che, oltre alla devastazione del territorio, ha registrato una vittima. Identica solidarietà va a tutte le frazioni colpite da questa apocalisse. Ne cito alcune per dare contezza del dramma a chi non lo avesse compreso fino in fondo: Mosorrofa, Trunca, Santa Venere, Gallina, Armo, Vinco, Pavigliana, Cannavò, Sambatello, Ortì per arrivare a Gallico, al confine con Catona, Salice. In sostanza, tutta l’area collinare di Reggio Calabria è stata distrutta». Insomma, una vera e propria Via Crucis che «ha intaccato abitazioni civili, terreni agricoli e aziende zootecniche, uliveti. Un bilancio pesantissimo per la città e la provincia». Nel ringraziare quanti, vigili del fuoco, forze dell’ordine e volontari «si sono spesi per attenuare i danni e che hanno contribuito a salvare molte vite umane», il sindaco facente funzioni ha parlato di «panorama infernale», invitando il Governo «a non lasciare sola la Regione Calabria ed i Comuni».

Il consigliere Antonio Ruvolo, nell’illustrare l’ordine del giorno, ha affermato che, da una preliminare ricognizione fatta nei luoghi interessati dalle fiamme, «servono interventi urgenti e straordinari che interessino, prioritariamente, il ripristino del patrimonio arboreo forestale, delle reti stradali ed idriche, il sostegno alle aziende agricole e alle attività agro-pastorali e di conduzione dei fondi agricoli ed ulteriori attività urgenti necessarie a ripristinare la situazione compromessa dall’emergenza».

E’ toccato, quindi, al consigliere Carmelo Versace incalzare il Governo rispetto «al mancato riconoscimento dei ristori per i Comuni ed i privati colpiti dalla medesima emergenza nel 2021».

«Ancora – ha ricordato – abbiamo impressa nella mente la catastrofe di due anni fa, quando il fuoco distrusse l’Aspromonte e causò 13 morti. Il Ministro Matteo Salvini, oltre a parlare di Ponte sullo Stretto, farebbe bene ad attivarsi per il riconoscimento di quanto dovuto ai territori per i tristi fatti del 2021».

Ed alla Regione, il consigliere Versace, ha contestato la proposta di riordino dei Consorzi di bonifica che verranno accorpati in un unico soggetto regionale: «E un settore che va riformato, ma non possono essere cancellate realtà e forze fondamentali in situazioni drammatiche come queste. A breve sarò audito nella VI commissione regionale, insieme ai rappresentanti dei Consorzi e dei sindacati, proprio per riflettere su quest’ennesima mira accentratrice dell’esecutivo Occhiuto».

Nel mentre ha annunciato pieno sostegno da parte della Città Metropolitana alla richiesta del riconoscimento dello stato di calamità naturale per l’area reggina, Carmelo Versace ha chiesto al Governatore «quale fosse il piano antincendio messo in campo per prevenire il drammatico scenario che il tessuto metropolitano ha dovuto subire in questi giorni».

«Se vanno bene otto droni quale deterrente per i piromani – ha spiegato – altrettanto bene andrebbe il rafforzamento delle guardie che conoscono i boschi e possono dare una mano concreta nel sopperire alla clamorosa impreparazione recentemente dimostrata». Il consigliere Franco Barreca, poi, ha invocato «maggiore sostegno ai Vigili del fuoco, alle forze dell’ordine ed ai volontari che hanno preso parte alle operazioni di spegnimento dei roghi».

«I Vigili del fuoco – ha sottolineato – lavorano spesso in condizioni difficili, dovendo fare i conti con un organico al di sotto delle reali necessità».

Approvato l’ordine del giorno presentato da Antonio Ruvolo e sottoscritto da tutte le forze politiche presenti in consiglio, l’aula si è concentrata sui punti in programma per la seduta odierna, caratterizzata da importanti misure in tema tributario. Così, modificato il regolamento che disciplina la Tari, ritenuto obsoleto rispetto alla normativa nazionale ed adeguato alla norma comunitaria, il civico consesso ha dato il via libera allo stralcio delle cartelle fino a mille euro risultanti da ingiunzioni emesse dal Comune dal primo gennaio 2000 al 31 dicembre 2015. Ancora prima, è stato approvato il regolamento che risolve la cosiddetta “rottamazione delle cartelle”, ovvero la definizione agevolata delle somme dovute dai contribuenti al 30 giugno 2022, con sgravio su interessi e sanzioni.

«Sono misure – ha specificato, ancora, Antonio Ruvolo, in qualità di presidente della Commissione Bilancio – che vanno ad aggiungersi alle agevolazioni già previste per le fasce deboli nell’ultimo consiglio comunale, quando abbiamo individuato un milione di euro per individui e famiglie che vivono una particolare condizione di fragilità. Il mio ringraziamento, in questo frangente, non può che andare all’importante azione portata avanti, in un comparto particolarmente delicato, dall’assessore ai Tributi, Francesco Gangemi, dalla dirigente Titti Siciliano e da tutto lo staff di settore». (rrc)

Emergenza incendi, la maggioranza di RC risponde a FI: Le dimissioni dovrebbero chiederle a Occhiuto

I consiglieri di maggioranza di Reggio Calabria rispondono alle affermazioni del consigliere Nino Caridi e degli altri consiglieri di Fi, sottolineando come «hanno evidentemente sbagliato indirizzo».

1Le dimissioni per via della grave emergenza determinata dai roghi che da tante ore stanno flagellando il nostro comprensorio urbano – hanno aggiunto – dovrebbero chiederle ai loro compagni di partito che siedono sugli scranni di Palazzo Campanella, o ancora meglio al Governatore della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, cui spetta l’attività inerente la prevenzione, ma anche gli interventi in emergenza attraverso la Protezione Civile».

«Anche sul tema dell’acqua – prosegue la nota della maggioranza – sarebbe opportuno chiarire che molte delle problematiche che si sono riscontrate in questi giorni sono il frutto dell’emergenza incendi e del caldo anomalo che sta interessando la nostra città, che ha provocato numerosi blackout e rotture elettriche, con conseguenti problemi tecnici alle pompe di sollevamento e all’erogazione dell’acqua. Anche su questo, piuttosto che rivolgersi all’Amministrazione, per la quale va sottolineato il brillante lavoro del Delegato Barreca, sarebbe opportuno citofonare a Sorical, società regionale che ha in capo la gestione delle condotte di portata».

«E ritornando al tema incendi se c’è qualcuno che dovrà rispondere di questa gravissima condizione di emergenza – scrivono ancora i Consiglieri – è proprio il Presidente della Regione Calabria. Quello che pochi giorni fa ha peraltro fatto approvare la norma che centralizza i Consorzi di Bonifica creando un unico carrozzone regionale e togliendo risorse, uomini e mezzi dal territorio – si legge ancora nella nota –. A Caridi ed al Presidente Occhiuto chiederemo presto conto di queste assurde scelte politiche, che sono solo l’ultimo atto di un immobilismo atavico in tema di prevenzione che già due anni fa aveva provocato tante vittime sul nostro territorio e che ancora oggi ha messo in ginocchio la comunità dei cittadini residenti nelle aree collinari della nostra città ed invero di tutta la Calabria colpita dai roghi. Intanto la nostra priorità è che gli incendi vengano domati al più presto».

«La polemica politica non ci interessa – conclude la nota – ma è inaccettabile che qualcuno pensi di lucrare su una tragedia come questa dove una persona ha anche perso la vita». (rrc)

Incendi, alla Calabria in arrivo 2 milioni di euro

Sono due milioni di euro la somma destinata alla Calabria per l’emergenza incendi. Tale somma, fa parte dei 7 milioni stanziati dal Governo, che sono stati distribuiti tra Calabria, Sicilia, Molise e Sardegna.

Anche la popolazione colpita dai danni degli incendi potrà essere considerata in questo fondo straordinario di emergenza, accogliendo le istanze di sostegno per nuclei familiari la cui abitazione è stata compromessa durante i roghi o per gli imprenditori che devono riprendere le attività economiche.

I presidenti delle Regioni, dunque, dovranno comunicare alla Protezione Civile i danni riportati e predisporre un piano degli interventi urgenti da sottoporre all’approvazione del capo del dipartimento della Protezione civile, il quale sulla base delle ricognizioni, effettuerà le istruttorie e predisporrà le proposte di deliberazioni nei limiti della disponibilità finanziaria.

Solo in seguito, quindi, si procederà con l’erogazione a sostegno alle aziende agricole o zootecniche per l’acquisto di foraggio, mangime o altri alimenti per il bestiame; per la riparazione e il ripristino di recinzioni, impianti per l’approvvigionamento idrico e per l’abbeverata degli animali che siano stati distrutti o danneggiati dagli incendi; per fronteggiare le criticità operative derivanti dalla perdita degli alveari da parte degli apicoltori a causa dell’evento calamitoso. (rrm)

 

Incendi, il Consiglio dei ministri ha dichiarato lo stato di emergenza per la Calabria

Per la Calabria, Sicilia, Sardegna e Molise, il Consiglio dei ministri ha deliberato lo stato di emergenza per gli incendi.

«L’estate ha visto molti territori colpiti da incendi, prevalentemente dolosi. E allora il primo provvedimento che abbiamo assunto in Consiglio dei ministri, alla ripresa, è la dichiarazione dello stato di emergenza per Sicilia, Sardegna, Calabria e Molise», ha spiegato Mariastella Gelmini, ministro per gli Affari regionali e le autonomie, in un video postato su facebook al termine del Cdm.

«Questo significa – ha aggiunto – più risorse per i territori colpiti, ma significa soprattutto non lasciare soli quei cittadini che hanno avuto danni ingentissimi: che hanno perso la casa, l’azienda, il bestiame, i sacrifici di una vita. Stiamo lavorando anche all’interno della Conferenza Stato-Regioni per favorire una sinergia e una collaborazione per una prevenzione più forte in vista della prossima stagione. Dobbiamo, evidentemente, prevedere sanzioni più pesanti per i piromani».

«Dobbiamo lavorare, e lo stiamo già facendo – ha concluso – per mettere in sicurezza e per tutelare la nostra bella Italia».

Soddisfazione è stata espressa dal sindaco di Reggio, Giuseppe Falcomatà, che ha sottolineato come «chi ha determinato questo disastro dovrà risponderne ma, intanto, abbiamo già ottenuto importanti risorse per risarcire tutte le imprese e le comunità che hanno subito danni ingentissimi».

«Ora – ha proseguito – subito al lavoro per il piano straordinario di messa in sicurezza del territorio e per il rimboschimento di tutte le aree colpite dagli incendi. Quello che vogliamo è un risarcimento ambientale del territorio, perché i paesaggi anneriti visti nelle zone colpite dai roghi sono un colpo al cuore per chi ama questa terra. Le nostre colline e le nostre montagne devono risorgere». 

Anche Roberto Occhiuto, candidato alla presidenza della Regione Calabria, ha espresso soddisfazione, spiegando che «grazie a questa delibera del Consiglio dei ministri, verranno erogati subito 2 milioni di euro alla nostra Regione, e partirà una puntuale ricognizione dei danni a cose e persone, per valutare l’entità dei ristori».

«Bene, molto bene. Ma non basta – ha aggiunto –. Il problema va risolto aggiornando la legge sugli incendi, con una prevenzione organizzata – a fuoco spento – e con il ricorso alle migliori tecnologie per il controllo costante del territorio. Prevenzione, monitoraggio, localizzazione, intervento. Gli strumenti ci sono. Da presidente della Regione li metterò in campo tutti».

Per Amalia Bruni, candidata alla presidenza della Regione, ha commentato con soddisfazione la decisione del Governo, in quanto «si tratta di un successo di tutta la coalizione di Centrosinistra che lo ha chiesto tempestivamente non appena è stato chiaro che la portata degli incendi non poteva essere gestito localmente»

«Ora – ha evidenziato – vanno previsti ristori per tutti coloro che hanno avuti danni. La Regione si attivi potenziando la prevenzione per difendere tutto il territorio, cosa mai fatta finora». (rrm)

Incendi, il ministro Patuanelli: Il Governo sta facendo e farà la sua parte

Il ministro delle Politiche agricole e forestali, Stefano Patuanelli, nel corso dell’incontro, a Catanzaro, con i sindaci dei Comuni calabresi maggiormente colpiti dagli incendi, ha sottolineato come «il Governo sta facendo e farà, ancora, la sua parte», esprimendo gratitudine nei confronti dei sindaci per il loro impegno.

«Sono consapevole della mancanza di risorse e strumenti per rispondere alle esigenze quotidiane, figuriamoci in uno stato di emergenza come quello che avete vissuto» ha continuato il ministro Patuanelli che, a Catanzaro, era accompagnato dalla sottosegretaria per il Sud, Dalila Nesci, e la viceministra allo Sviluppo Economico, Alessandra Todde, e ha ascoltato, dalla voce dei sindaci, le situazioni drammatiche che si sono vissute in diversi comuni aspromontani martoriati dai roghi come Roccaforte del Greco, Roghudi, Mammola, Cardeto dove si sono contate anche delle vittime.

«Questa è la fase zero – ha sottolineato Patuanelli – e riguarda la gestione del post incendio anche dal lato della messa in sicurezza di tutte le aree danneggiate e rese più fragili in vista delle piogge autunnali. Molti operatori agricoli e zootecnici hanno perso tutto e questo è un elemento che dobbiamo tenere in conto intervenendo subito. Lo Stato deve essere vicino alle aziende agricole, agli imprenditori e alle imprese familiari che hanno avuto un danno, non certamente cercato e dal quale non avranno alcun beneficio. Ritengo, anche, che lo Stato debba esserci attraverso gli enti locali che dovranno essere soggetti centrali nella gestione delle risorse che arriveranno sul territorio».

«Visto che ci sono stati molti eventi in cinque regioni – ha proseguito il ministro – soprattutto in Sardegna, Sicilia e Calabria, dobbiamo analizzare cosa ha funzionato e cosa non ha funzionato nel modo in cui abbiamo affrontato l’incendio boschivo, che non è un incendio di interfaccia ma va gestito nel bosco, nell’ambito in cui nasce” ha aggiunto il ministro per le Politiche agricole e forestali».

«Chiaramente – ha sostenuto Patuanelli – qualche riflessione va fatta, anche per capire se c’è un aggiustamento normativo o di competenze da fare. Stiamo cercando di capire come migliorare l’impianto organizzativo, anche su questo ho avuto un colloqui con il presidente che chiaramente vuole approfondire e conoscere meglio la situazione. Questo è il primo elemento. Il secondo elemento però, è la prevenzione perché purtroppo le condizioni climatiche per lo sviluppo degli incendi e per la loro devastante azione saranno sempre più estreme: estati sempre più calde, inverni sempre più secchi e assenza pioggia».

«Quindi – ha concluso – la prevenzione dev’essere il modo in cui affrontiamo questo problema. Quindi – ha concluso – da un lato come gestire l’incendio quando arriva e soprattutto creare le condizioni affinché, se anche arriva, non si sviluppi con la forza con cui si sono sviluppati in queste settimane». (rcz)

Incendi, Falcomatà consegna al ministro Patuanelli documento per risarcimento danni economici e ambientali

Il sindaco di Reggio, Giuseppe Falcomatà, ha consegnato al ministro delle Politiche Agricole e Forestali, Stefano Patuanelli,  un dettagliato documento alla delegazione ministeriale evidenziando le principali priorità da affrontare, in questa fase, per un’attività di risarcimento economico ed ambientale dei territori colpiti dai roghi durante il periodo estivo.

«I sindaci sono stati spesso lasciati soli, a combattere contro il fuoco quasi a mani nude, senza strumenti e senza risorse. È mancata la prevenzione, la programmazione e la protezione del territorio, è mancata la tempestività e l’efficacia degli interventi, al di là dello straordinario lavoro degli operatori, ciò che serviva era un’organizzazione ed una gestione più efficiente, in grado di arginare i roghi già sul nascere, evitando che bruciassero colline e montagne per giorni interi» ha dichiarato Falcomatà, nel corso di un incontro in Cittadella regionale, alla presenza del ministro Patuanelli, della viceministra allo Sviluppo Economico, Alessandra Todde e la sottosegretaria per il Sud, Dalila Nesci.

«Questa terra, nelle ultime settimane – ha spiegato – ha attraversato un vero e proprio inferno. Oggi piangiamo sei vittime, ettari ed ettari di verde completamente distrutti, decine di aziende in ginocchio e famiglie che hanno perso tutto. Lo Stato ha il dovere di dimostrare la sua presenza, attraverso i ristori economici immediati ai territori colpiti, alle aziende e alle comunità danneggiate, ma anche attraverso un piano straordinario di messa in sicurezza e rimboschimento del territorio».

«Il presidente Mario Draghi ha espresso, prontamente – ha concluso – la sua vicinanza e la disponibilità a sostenere la Calabria, ora ci aspettiamo che il Governo passi dalle parole ai fatti e si arrivi immediatamente sugli obiettivi condivisi». 

La Sottosegretaria Nesci, ha riferito che «abbiamo portato l’impegno del Governo sia sui ristori alle famiglie e alle imprese colpite sia sulle iniziative che prenderemo, di concerto con la Regione, per intensificare e ammodernare le opere di prevenzione perché tragedie come questa, che sono costate anche vite umane, non accadano più».

«Le sorti dei Parchi nazionali, delle foreste Calabresi e della natura Aspromontana – ha evidenziato – non possono essere considerati ‘affare interno’, come fossero una sorta di ‘riserva indiana’ appannaggio dei nativi. Non è possibile infatti che boschi e foreste di riconosciuto valore universale, dichiarate patrimonio Unesco, vengano gestite ancora oggi con logiche arcaiche e sotto il ricatto continuo degli appiccatori di fuochi ‘conto terzi’. Serve un governo integrato del nostro patrimonio boschivo. Ed è proprio per questo che oggi siamo qui, perché è necessario pensare a modelli più moderni di monitoraggio e prevenzione per una valorizzazione dei nostri beni comuni e la salvaguardia delle risorse forestali».

«Per fare questo – ha concluso Dalila Nesci – è necessaria una sinergia tra lo Stato, la Regione e gli enti locali. L’altro passaggio obbligato è una lotta serrata agli interessi criminali che lucrano sugli incendi estivi, anche attraverso una nuova sensibilità ambientale che parta dalle scuole. Boschi e foreste non possono essere più considerati terre rubate ad agricoltura e pastorizia: sono un valore in sé, come dimostra anche il recente riconoscimento dell’Unesco».

Il presidente di Anci Calabria, Marcello Manna, soddisfatto per l’incontro – molto partecipato – con il ministro, il viceministro e il sottosegretario, ha ribadito la necessità di «impegni che vengano mantenuti nel giro di un mese».

«C’è stata grande attenzione da parte del ministro – ha detto Manna – e, a lui va, il nostro ringraziamento. Intere popolazioni sono state interessate dagli incendi, con vittime e danni consistenti, colpite soprattutto aziende agricole e le aziende a conduzione familiare. I sindaci questa mattina hanno rappresentato le esigenze del territorio mettendo in evidenza i danni che gli incendi hanno provocato. Va ricostruito un patrimonio boschivo dell’Aspromonte gravemente danneggiato».

«Come sindaci – ha continuato il presidente dell’Anci Calabria – siamo stati chiamati ad intervenire nelle emergenze. E ci siamo trovati a sostituire anche a chi avrebbe dovuto intervenire in prima battuta. È necessario pensare, oggi, ad una prevenzione concreta. Le comunità colpite hanno necessità di vedere affianco il Governo, il ministro e tutte le forze dello Stato. E devo dire che questa mattina un segnale importante è stato dato con la presenza del ministro».

«Al ministro Patuanelli – ha concluso – abbiamo chiesto un altro incontro operativo nelle prossime settimane per quanto riguarda i ristori da dare alle aziende colpite, anche perché abbiamo bisogno di impegni che vengano mantenuti nel giro di un mese. Non possiamo più aspettare. Il ministro nel suo intervento non solo ha accettato la richiesta di noi sindaci, ma nello stesso tempo ha annunciato che giovedì il Consiglio dei ministri si occuperà dell’emergenza incendi». (rcz)

Dal vertice Curcio-Falcomatà e Prefetto le prime misure contro gli incendi

Dal vertice subito convocato in Prefettura dal capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio che ha visto la partecipazione del sindaco metropolitano Giuseppe Falcomatà e del prefetto Massimo Mariani, sono emerse le prime misure per fronteggiare operativamente il fuoco.

Falcomatà, nel suo intervento, ha voluto «ringraziare il presidente del Consiglio, Mario Draghi, per aver risposto immediatamente all’appello partito da Reggio Calabria e per aver posto l’emergenza in corso in Calabria al centro dell’agenda politica nazionale. Il nostro territorio sta attraversando un momento difficilissimo e i sindaci si sono ritrovati da soli a dover agire davvero a mani nude per far fronte ad una serie di eventi tragici e di straordinaria portata».

«Con il presidente Draghi – ha poi aggiunto il primo cittadino – ho avuto modo di fare un punto generale sulle condizioni di grave emergenza in cui versa il territorio metropolitano di Reggio Calabria, con l’obiettivo di mettere in rilievo le principali esigenze manifestate dalle comunità. A cominciare dalla necessità di predisporre da subito un piano capillare di gestione e monitoraggio dell’emergenza che, è bene ricordarlo, è ancora pienamente in corso sebbene le notizie delle ultime ore provenienti dai vari fronti di fuoco e dalle unità operative impegnate che non finiremo mai di ringraziare, sembrano moderatamente incoraggianti. Nell’immediato il territorio necessita del ripristino del sistema viario, delle reti idrografiche e della sentieristica. Accanto a ciò – ha precisato il Sindaco Falcomatà – occorre continuare a mantenere altissimo il livello di guardia perché ciò che sta accadendo da giorni ha un carattere e una portata mai visti prima. In secondo luogo, crediamo sia fondamentale mettere in atto sin da ora una profonda e attenta azione di ricostruzione che deve abbracciare sia gli aspetti ambientali che quelli di natura economica e sociale. Nelle prossime settimane – ha messo in evidenza il Sindaco metropolitano – avremo a che fare senza dubbio con altre e ugualmente gravi criticità legate alla stagione autunnale e all’arrivo delle prime piogge che troveranno terreni, rilievi collinari e interi versanti montani profondamente indeboliti dai roghi che hanno incenerito intere porzioni di vegetazione, con il rischio concreto che si verifichino eventi legati al dissesto idrogeologico. Pertanto il rimboschimento delle nostre aree interne è già oggi un tema di stringente attualità che non può farci trovare impreparati in futuro. Non ultimo – ha infine puntualizzato Falcomatà – occorre intervenire concretamente e in misura rilevante per risollevare le filiere e le attività produttive danneggiate, o in alcuni casi completamente distrutte dalle fiamme, ma anche per sostenere quei residenti che hanno subito danni alle loro abitazioni».

Al termine del vertice in Prefettura, il Sindaco Falcomatà ha convocato una riunione a Palazzo “Corrado Alvaro” , per svolgere ulteriori approfondimenti, con il supporto di dirigenti e tecnici dell’Ente metropolitano e dei consiglieri metropolitani Carmelo Versace e Salvatore Fuda, circa gli aspetti legati alla organizzazione e pianificazione degli interventi nelle varie aree colpite ma anche per verificare i profili di responsabilità, rispetto alle mancate attività di prevenzione e presidio, legati agli eventi che sono accaduti in questi giorni ai danni del territorio e del patrimonio ambientale.

Sull’altro fronte, quello regionale, il presidente ff Nino Spirlì ha convocato i sindaci calabresi delle aree più colpite. Alla riunione ha preso parte l’ing. Curcio, che non ha dedicato molto tempo alle considerazioni, passando subito alla fase operativa. «Stamattina – ha detto Curcio – abbiamo prima fatto tappa a Reggio Calabria, in un territorio dove si è maggiormente sostanziata questa ondata di incendi che ha investito la Calabria, e poi ho incontrato, con il presidente Spirlì, molti altri sindaci che stanno vivendo lo stesso dramma. Stiamo verificando come chiudere questa fase operativa. Ci sono ancora incendi in Calabria, anche se sembra che adesso ci sia una moderata flessione. Oggi sono venuto a portare supporto operativo, su mandato della presidenza del Consiglio dei ministri e del presidente Draghi, che è vicino a un territorio duramente colpito e in cui ci sono state vittime».

«Per il momento – ha proseguito Curcio –, in Calabria è stato dichiarato lo stato di mobilitazione nazionale. Questo ha consentito al sistema di mobilitare risorse fuori regione e al corpo nazionale, che già aveva raddoppiato i propri turni, di mobilitare ulteriori risorse. Ha consentito inoltre ai sindaci di lavorare sulle somme urgenze. Dal punto di vista operativo, quella dichiarazione di mobilitazione nazionale ha aiutato il territorio a essere più reattivo nella gestione emergenziale».

«Spero – ha concluso il capo della Protezione Civile – che ci sarà anche un momento di riflessione sulla cura del bosco e sulla sua salvaguardia. È un nostro patrimonio e bisognerà intervenire anche sul piano normativo. Su questo darò il mio contributo tecnico. Finiamo la parte incendi e iniziamo quella relativa alle alluvioni, perché gli eventi estremi oramai ci stanno abituando a questo. Non perdiamo il filo che lega queste cose, perché un bosco bruciato significa maggiore velocità di acqua piovana che scende, e noi dobbiamo essere pronti alle situazioni più difficili».

Spirlì ha detto che «Questo è il momento del lavoro. Un lavoro che bisogna condividere tutti insieme. Dopo il confronto con il territorio, nel più breve tempo possibile organizzeremo tutto quello che dovrà essere organizzato a tutela di aziende e privati che hanno subito danni per gli incendi. C’è la massima collaborazione con Protezione civile e Governo».

«È il momento – ha aggiunto Spirlì – di intervenire in modo intelligente. Il fuoco sta interessando non solo la Calabria, ma molte altre regioni italiane, così come altri Paesi del Mediterraneo. Noi abbiamo chiesto subito lo Stato di mobilitazione al presidente Draghi che, nel giro di sei ore, ha firmato il decreto. Subito dopo, la Giunta ha chiesto lo stato di emergenza al Governo».«Sulle fiamme che bruciano in Calabria – ha dichiarato ancora il presidente –, non accetterò nessuna speculazione di tipo elettorale. Stamattina ho incontrato tutti i responsabili regionali, che mi hanno confermato che tutto quello che si poteva fare è stato fatto, ottimizzando azioni che, solo fino a poco tempo fa, non erano così efficienti. Allo stesso tempo, è necessaria una vera progettazione per il rimboschimento, perché la Calabria ha bisogno di ricostruire il suo polmone verde».«Vorrei – ha concluso Spirlì – che si desse fine, in questa fase, alle polemiche e ai processi sommari che appaiono su certa stampa e su certi social. Si facciano subito proposte di legge che aumentino le pene per i piromani: sono convinto che abbiano “pupari”, che ci sia un piromane dei piromani. Non si tratta semplicemente di folli, ma di qualcuno che ha una strategia precisa e cerca di mettere costantemente sotto scacco le istituzioni. Servono indagini e misure importanti». (rrm)

I FORESTALI IN CALABRIA, TANTA INFAMIA
E ORA SI SCOPRE CHE SERVIVANO DAVVERO

di FILIPPO VELTRI – Se Draghi ha mobilitato la protezione civile significa che finalmente da Roma ci si è accorti che la situazione degli incendi nelle tante Calabrie è davvero drammatica. Da nord a sud. E poi c’è  la settimana più calda dell’anno! Ma è lì nell’Aspromonte grecanico che sanguina di più il cuore, con i morti e le distruzioni di patrimoni dell’umanità.

Ora – si dice – non è momento di polemiche. Certo, ma verrà il tempo in cui bisognerà ricordare come la prevenzione ha un senso se si mettono in atto politiche concrete per salvare il territorio come ha saggiamente scritto nei giorni scorsi il prof. Tonino Perna. E bisognerà ricordare anche come a qualcosa servivano forse  anche quei forestali vandalizzati per anni come nullafacenti.

Chi non ricorda le polemiche (queste sì) sui 30-40 mila forestali calabresi additati come lo scandalo dell’Italia tutta, vagabondi e succhiasoldi, poi come i veri autori degli incendi per aumentare le loro giornate lavorative? O addirittura ndranghetisti travestiti da operai, dediti più ai sequestri di persona che ai boschi?

Ricordate queste polemiche? Sembra passata una vita, ma sono solo pochi anni. Il tutto avveniva mentre spezzoni di quello stesso Stato mettevano o facevano mettere (cambia poco) bombe nelle banche, sui treni, nelle stazioni! Tutto serviva però per distrarre l’opinione pubblica e così quei forestali diventati il male assoluto dell’Italia e del mondo intero (ricordo paginate su paginate di grandi giornali inglesi tedeschi americani e reportage della BBC ) sono oggi spariti. Non ci sono praticamente più. Poche migliaia e per giunta quasi tutti in età pensionabile.

Nei boschi e nelle montagne non ci va dunque più nessuno e gli esiti sono quelli che vediamo in queste ore. (fv)

Bruciano l’Aspromonte e la Calabria. Brucia tutto. di Giusy Staropoli Calafati

di GIUSY STAROPOLI CALAFATI – Se è vero che la felicità è un attimo appena, allora in Aspromonte è andata già tutta perduta. Consumata dentro al fuoco. Che se fino a ieri essere stati dichiarati Patrimonio Unesco era stata una festa, oggi la festa è già finita. E quel che patrimonio era, non c’è già più. 

Dieci giorni di fuoco ardente. L’Aspromonte brucia, e chi poteva cambiare le cose non lo ha fatto. 

Le faggete vetuste sono in fiamme, e quel fino a qualche giorno fa, era un sogno che avrebbe permesso a chiunque, di riveder le stelle, oggi non è altro che disperazione e lutto. Le fiamme travolgono gli alberi, i sogni, ma porto via anche gli uomini. Esse non s’alzano per avere pietà di ciò che gli sta intorno, ma circondano tutto quanto hanno vicino. Il fuoco nasce per avanzare, se istigato, anche per uccidere. 

Ma forse dell’Aspromonte non frega niente a nessuno. In fondo questa non è altro che la montagna dei sequestri di persona, dei summit di ‘ndrangheta, e delle decisioni stragiste. La montagna più latitante della terra. Eppure, chi la condanna, non sa che proprio qui, nei secoli passati, popoli e santi hanno trovato rifugio. Proprio qui, ancora oggi batte il cuore di una regione antica, dal sapore a volte aspro altre mielato come quello della Magna Grecia, che tra le fenditure più recondite dei suoi materni seni, custodisce la sua storia. E nelle pieghe della sua bellezza, l’identità. 

La Calabria brucia. 

Bruciano gli ulivi, i lecci, i mirti. 

Brucia il lupo perché qualche disonesto uomo ha profanato illegalmente la sua tana. 

Brucia l’area greca ed il grecanico. 

Bruciano le vette sacerdotali della montagna, la casa dell’uomo e il nido del falco pellegrino.

Bruciano l’identità, la capra, e brucia il pastore. Il musulupu, la ricotta e il formaggio. Il legno intagliato. I racconti, le leggi. Da Reggio Calabria a Polsi, brucia tutto. 

I sentieri, i viottoli, i panorami, le vertigini e le turbolenti fiumare. Brucia e si devasta la magnanimità del Creatore con la Calabria. I resti dei paesi appollaiati e aggrappati alla roccia, in bilico sugli spaventosi dirupi, vanno in fumo. E per colpa del fallimento sociale e politico di una terra in cui gli speculatori avanzano come il fuoco. E i disumani disfattisti accelerano la fine, non sapendo che chi brucia tutto oggi, domani non può  aspettarsi di veder spuntare l’erba verde, ma invece è necessario si prepari a vedere venir fuori dalla cenere i corpi esanimi dei propri figli. Perché in questi roghi, con la montagna, stanno bruciando anche loro. 

L’Aspromonte ha bisogno di aiuto. Chi può porti il mare alla montagna. Da solo il fuoco non si spegne. E diciamocela pure, la Calabria non è più la Fenice che tutti speravano. Dalle sue ceneri rischia di non risorgere. 

Il 3 e il 4 ottobre la Regione Calabria, andrà al voto. A chi in questo momento pensa di voler correre questa gara, oggi, e non domani, corra a gambe levate in Aspromonte, e scriva lì proprio programma. La Calabria è lassù che ha bisogno, ora. Il fuoco va domato e in fretta, oggi. Domani poi, con calma, se Dio vorrà e la vostra coscienza pure, racconterete quel che responsabilmente avete fatto per questa terra. (gsc)