Il consiglieri Neri (Fdi): Consiglio regionale dà il via a programmazione Fondi Comunitari 21-27

Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Giuseppe Neri, ha reso noto che il «Consiglio regionale dà il via alla Programmazione di fondi comunitari 2021-2027 e, con tale atto, si potranno avviare le attività che dovranno consentire alla Calabria la concretizzazione di un processo di sviluppo».

Il capogruppo di Fdi ha espresso, dunque, soddisfazione per «il raggiungimento di un obiettivo non scontato. C’è stato un grande lavoro da parte della Giunta che, su input del Presidente Roberto Occhiuto e grazie al meticoloso lavoro svolto dalla Commissione Bilancio presieduta egregiamente dal presidente Antonio Montuoro che ha sempre seguito ogni passaggio in itinere, è stata capace di  elaborare un piano di investimenti dei nuovi fondi comunitari».

«È una sfida strategica – ha detto ancora – che il centro destra intende raccogliere per far sì che rispetto a quanto avvenuto in passato, le risorse siano effettivamente spese realizzando progetti utili alla crescita e allo sviluppo delle nostre comunità. Intanto, è da sottolineare il fatto che la dotazione finanziaria disponibile rispetto al passato, si è incrementata di circa 1 miliardo di euro per un totale di 3,170 miliardi di euro».

«È evidente – ha concluso – che da questo momento in avanti, bisognerà lavorare in sinergia con le altre istituzioni locali e vigilare affinché le strutture dipartimentale della Regione che dovranno poi, mettere a terra operativamente, tali risorse, siano capaci di attuare gli indirizzi programmatici che la Giunta e il Consiglio hanno individuato. Da parte del Gruppo di FdI, ci sarà pieno sostegno e collaborazione affinché neanche un euro vada perso». (rrc)

Pd Calabria: Preoccupano dati della Corte dei Conti su utilizzo risorse comunitarie

Il gruppo del PD in Consiglio regionale ha espresso preoccupazione per i dati diffusi dalla Corte dei Conti sull’utilizzo delle risorse comunitarie».

«La relazione annuale della Corte dei Conti – hanno spiegato i consiglieri regionali – in ordine all’utilizzo delle risorse comunitarie dimostra come la Calabria continui ad arrancare sia nella programmazione che nell’effettiva spesa dei fondi a propria disposizione, collocandosi fra le Regioni meno virtuose dell’intero Mezzogiorno».

«Chiediamo da tempo – hanno ricordato i dem – un confronto aperto e ampio sulla programmazione della spesa comunitaria proprio per provare ad invertire una rotta che da troppo tempo relega la Calabria agli ultimi posti per programmazione e spesa. Una modalità di gestione che desta ancora più preoccupazione anche in ordine alla spesa dei fondi del Pnrr, alcuni dei quali sono già stati persi così come è avvenuto per le risorse destinate ai Comuni per la manutenzione delle condotte idriche».

«Per i Fondi Fsc, i principali parametri finanziari al 31 dicembre 2021 – hanno spiegato – presentano una dotazione assegnata e rideterminata pari ad euro 2.260.531.679, con un livello di spesa registrato pari al 48,6% che, considerata la chiusura del programma prevista per il 2023, non può ritenersi un target soddisfacente” scrivono i magistrati contabili nella loro relazione, ma non è il solo dato a preoccupare anche in ordine ai fondi stanziati per far fronte all’emergenza pandemica (500 milioni) soltanto 181 sono stati effettivamente impegnati».

«E sappiamo tutti – hanno aggiunto – come la rete sanitaria calabrese avesse bisogno di sfruttare tutte le risorse prevista non soltanto per far fronte all’emergenza, ma anche per provare a rendere il servizio sanitario meno fragile di come si è dimostrato durante i difficili anni in cui il Covid 19 lo ha messo a dura prova».

«La relazione della Corte dei Conti – prosegue la nota diffusa dal gruppo del Pd a palazzo Campanella – indica anche diverse criticità in ordine ai flussi di fondi gestiti dagli enti strumentali regionali e anche sulla gestione di questi ultimi avevamo chiesto in Consiglio un confronto con il governo regionale. L’attuale fase storica che stiamo vivendo non ci consente di perdere ulteriore tempo, né di continuare a perpetrare prassi amministrative e gestionali che non hanno garantito alla Calabria adeguate prospettive di sviluppo».

«Non è neanche il tempo della caccia ai responsabili – hanno continuato – seppure l’impianto burocratico regionale abbia evidentemente necessità di una completa rivisitazione, ma serve un nuovo senso di responsabilità da parte di tutti. Per questo invitiamo, nuovamente, il presidente Occhiuto a intensificare il confronto con il Consiglio e con tutti i soggetti interessati per avviare un percorso in grado di cambiare il modo di programmare le risorse e riuscire a metterle a terra in modo concreto e conferme a necessità e bisogni dei calabresi».

«La nostra Regione – hanno concluso – non può permettersi di perdere ulteriori occasioni, né sciupare un solo euro della disponibilità prevista dal Pnrr». (rrc)

 

FONDI COVID, REGIONE FALLISCE DI NUOVO
PER AREE INTERNE SALVO 1 PROGETTO SU 4

È un’altro buco nell’acqua, quello che la Regione Calabria ha collezionato sulla gestione dei fondi europei covid. La Giunta regionale, infatti, «ha fallito anche sulla Strategia delle aree interne, quello che era un progetto pilota e di vero rilancio per tutta Italia, in Calabria viene spazzato via quasi completamente». È quanto ha denunciato l’europarlamentare del Movimento 5 StelleLaura Ferrara, che ha una interrogazione alla Commissione europea, sui ritardi nello sviluppo della Strategia aree interne della Calabria.

«A dicembre scorso – ha riferito al Ferrara – la Commissione europea rispondeva ad una mia interrogazione sul tema segnalando che, a causa dei ritardi nell’avvio di tali strategie, la Regione Calabria aveva approvato una modifica del programma operativo del Fse e del Fesr (nel quadro della rimodulazione delle risorse in risposta al coronavirus) in cui permaneva, fra i finanziamenti previsti nell’ambito di questo programma operativo, la sola strategia per l’area Reventino-Savuto».

«Dunque – ha spiegato l’eurodeputata – una sola Strategia delle quattro previste inizialmente restava “operativa”, venivano “sacrificate” invece le strategie relative all’ Area Grecanica, Versante Ionico-Serre, Sila-Presila crotonese e cosentina. L’autorità di gestione comunicava, poi, che gli investimenti per queste tre strategie saranno coperti dai fondi nazionali (Fondo Sociale di Coesione 2014-2020). L’ennesimo spostamento su altre fonti di finanziamento di progetti attesi da anni fermi però all’anno zero. L’unica strategia il cui iter sembra aver fatto qualche timido passo avanti è appunto quella relativa all’area Reventino-Savuto che continuerà a essere finanziata nell’ambito del Por 14-20 con una dotazione finanziaria complessiva di 4 780 000 euro (4 530 000 dal Fondo europeo di sviluppo regionale e 250 000 dal Fondo sociale europeo)».

«Nella mia ultima interrogazione – ha spiegato ancora – chiedo alla Commissione di sapere, da dicembre ad oggi, qual è lo stato dell’arte di tale strategia considerati i forti ritardi che caratterizzano la programmazione e quali sono le aspettative circa la realizzazione dei restanti interventi a valere sul FSC. Riguardo ai fondi rimodulati e, quindi, alle tre strategie cancellate dal Por 14-20 sarebbe interessante sapere se la Regione abbia già proceduto con la spesa e certificazione di tali sostanziali risorse o se, al pari dei 140 milioni rimodulati per le spese sanitarie, siano ancora ferme sullo “zero assoluto”».

«Sono stata la prima a sollecitare la Regione – ha proseguito – appena la Commissione europea ne ha dato l’opportunità, affinché le risorse comunitarie non spese, tantissime purtroppo, fossero rimodulate per fronteggiare l’emergenza sanitaria. La rimodulazione è stata chiesta e ottenuta, ma la risposta dell’amministrazione regionale è stata tutt’altro che tempestiva ed efficace. Si sono sacrificati diversi progetti, la realizzazione della metro leggera Cosenza-Rende –Unical, il cosiddetto ultimo miglio Aeroporto di Lamezia Terme –Catanzaro lido ed ora ben tre, su quattro, strategie per le aree interne».

«Tutti progetti, bisogna dirlo – ha concluso – sui quali pendevano gravissimi ritardi. Nessuna accelerazione vi è stata, finora, nel ricollocare concretamente quei fondi, forse perché la maggioranza è troppo impegnata ad accelerare su altri versanti, quelli delle nomine non dovute per esempio». (rrm)

Finanza agevolata, Ginanneschi: per i calabresi le grandi opportunità dei fondi UE

A margine del convegno “la Calabria che vogliamo” abbiamo parlato con un esperto di fondi europei, il prof. Marco Ginanneschi, docente alla Link Campus University di Roma, economista e profondo conoscitore dei meccanismi dei finanziamenti europei. Nell’intervista video, il prof. Ginanneschi spiega a Calabria.Live perché le regioni meridionali utilizzano poco e male i fondi messi a disposizione dalla Comunità Europea e qual è il percorso ideale per avvicinarsi alle opportunità offerte dalla UE.

L’obiettivo della finanza agevolata è quello di favorire lo sviluppo del tessuto territoriale italiano incrementando la competitività delle imprese esistenti e la nascita di nuove realtà imprenditoriali. Le regioni meridionali sono in fondo alla classifica nell’utilizzo dei fondi europei, ma, in controtendenza, la performance migliore è quella del Por Calabria. I dati del Sole 24 Ore parlano chiaro: la Regione Calabria ha raggiunto e superato i target di spesa del POS FESR FSE e del PSR 2014/2010 previsti dalla UE al 31 dicembre 2018: a fronte di una previsione di 363 milioni di euro, la Regione Calabria  ha già certificato 420 milioni (su un totale di 2,4 miliardi di euro), superando del 16% (57 milioni) l’obiettivo assegnato, addirittura nel PSR (Programma di Sviluppo Rurale) il target raggiunge il 32,2% di spesa certificata. Questo significa che, finalmente, la Regione Calabria ha cominciato a utilizzare i fondi europei, ma c ‘è ancora tanto da fare, soprattutto da parte degli imprenditori che, se adeguatamente supportati da consorzi e università, possono sviluppare piani d’impresa di grande respiro con eccellenti ricadute occupazionali.

Le aree di intervento che la Regione ha ritenuto di individuare per l’utilizzo europeo degli incentivi sono diversi:

  • INTERNAZIONALIZZAZIONE D’IMPRESA;
  • ACQUISTO DEI MACCHINARI;
  • INNOVAZIONE TECNOLOGICA;
  • EFFICIENTAMENTO ENERGETICO PER EDIFICI PUBBLICI;
  • MASTER UNIVERSITARI;
  • INCLUSIONE SOCIALE;
  • AVVIO DI NUOVE ATTIVITA’ CON PARTICOLARE RIFERIMENTO AL SETTORE TURISTICO/RICETTIVO, DELLA RICERCA SICENTIFICA E DELL’AGRICOLTURA;
  • MOBILITA’ SOSTENIBILE.

Quindi, possono (e devono) accedere ai fondi europei non solo amministrazioni pubbliche ed enti, ma anche i privati: la burocrazia, decisamente, non aiuta (sono sempre più gli industriali che rinunciano per stanchezza), però è giunto il momento di invertire la tendenza. Spetta alla Regione – spiega il prof. Ginanneschi – promuovere la conoscenza e l’accesso alle dotazioni europee: sono opportunità imperdibili nel piano sviluppo di una terra che racchiude mille possibilità di crescita. (s)