REGGIO, FALCOMATÀ SCOMMETTE SUL BIS
E IL CENTRODESTRA AMA PERDERE FACILE

di SANTO STRATI – L’unica cosa certa è la ricandidatura del sindaco uscente, Giuseppe Falcomatà. Poi ci sono ogni giorno candidati che si affacciano, si presentano, cercano spazio nei media. Fino ad oggi siamo già a nove e manca ancora il candidato del centro-destra. Un copione già visto appena cinque mesi fa, in occasione delle elezioni regionali. All’ultimo minuto, vista l’impossibilità di candidare il più quotato rappresentante del centro destra (il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto) per palese antipatia di Matteo Salvini (e per questioni giudiziarie ancora da definire), spuntò il nome della Santelli. Il 55% per voti raccolti è sicuramente frutto della sua esperienza politica, della sua simpatia/antipatia e dell’intelligente schieramento che il centro destra ha saputo raccogliere e coagulare sul nome della dpeutata cosentina.

A Reggio, per una inspiegabile arrendevolezza di Forza Italia (che pure sul territorio vanta/vantava una potenza di fuoco) gli alleati del centro-destra hanno deciso che il sindaco lo dovrà scegliere Salvini. Per un patto, a nostro avviso, scellerato si è accettato di consegnare alla Lega per Salvini la poltrona di sindaco della Città dello Stretto.

Il primo nome indicato da Salvini è quello di un reggino di Melito Porto Salvo trapiantato in Liguria: Antonino Minicuci, degnissima persona, attualmente segretario generale al Comune di Genova, ha competenza e capacità da vendere. Ma a Reggio non lo conosce nessuno e, peggio ancora, appare “imposto” da Salvini, il che equivale a un rifiuto generalizzato dei tantissimi cittadini che mal sopportano Salvini e la sua Lega. Che sono un vero e proprio ossimoro con gli interessi della Calabria e del Mezzogiorno.

Del resto si è visto alle elezioni regionali: la grande macchina da guerra di Salvini ha mostrato tutta la debolezza del territorio che ha provveduto a ridimensionare le mire di colonizzazione del suo segretario. E siccome al centro-destra piace perdere facile, il traccheggio continuo che i vari rappresentanti dei partiti che governano la Regione, a cominciare dall’on. Francesco Cannizzaro, coordinatore provinciale di Forza Italia, stanno portando avanti è garanzia di sconfitta sicura. A poco più di tre mesi dalle elezioni per Comune e Città Metropolitana, di fatto non c’è il candidato ufficiale del centro-destra. Ci sono aspiranti, “martiri” pronti al sacrificio, e mezze cartucce in cerca di mezza popolarità, ma nessun candidato degno di questo nome.

Falcomatà punta alla riconferma e sta mettendo insieme diverse liste di sostegno, convinto di poter raccogliere il consenso della città. Di fatto, quando gli si chiede se è vero che è in rimonta, risponde a calabria.live «rimonta rispetto a cosa o a chi?». Ha ragione, allo stato attuale non c’è storia, Falcomatà “rischia” (se ci permette la battutaccia) di vincere per mancanza di antagonisti. Il che, obiettivamente, non crediamo piacerebbe neanche a lui: la battaglia va combattuta con avversari veri, confrontandosi sul programma (quale?, nessuno ne parla) e sfidando i competitor sul piano dei progetti, delle idee e non soltanto per lo schieramento di appartenenza. Destra, sinistra, liste civiche? Sembra che i partiti di tutti gli schieramenti ce la stanno mettendo tutta per disorientare gli elettori e far venir loro la voglia di disertare le urne.

Falcomatà lavora sottotraccia e sta facendo una buona semina: non è chiaro se la città lo promuoverà per fargli portare a termine i progetti iniziati (un po’ tardi, per la verità), o lo castigherà per le cose non fatte. Di sicuro il problema rifiuti non rema a suo favore e dovrà temere l’immancabile fuoco amico di liste che tolgono voti.

«Ultimamente, – ha dichiarato a calabria.live – durante l’emergenza Covid e anche in queste ultime settimane con la ripartenza, siamo stati parecchio impegnati, concentrati a difendere la salute dei nostri concittadini ed evitare i guai che sono accaduti altrove. E mi pare che la città abbia risposto molto bene. Io ho sempre detto che avrei continuato ad occuparmi della mia città fino all’ultimo istante utile e sinceramente le questioni da campagna elettorale mi interessano poco. Noi lavoriamo ogni giorno per il bene della nostra comunità, non ci lasciamo distrarre da ciò che accade intorno e che, certamente, interessa poco anche a tutti i reggini. Le questioni con le quali confrontarci sono tante e francamente non c’è né il tempo né la voglia di occuparsi di voci e pettegolezzi o del borsino quotidiano dei candidati. Io continuo ad occuparmi dei temi che riguardano la vita quotidiana delle persone, dei tanti progetti che vogliamo completare o che rilanciamo per proseguire l’azione amministrativa nei prossimi cinque anni. E spero che tutti si allineino su questo, sul merito delle questioni. Ecco – afferma Falcomatà – se devo proprio dire qualcosa riguardo la prossima campagna elettorale è che spero che sia una discussione aperta sul merito delle proposte e sull’idea di città che propongono i vari candidati. Penso sia questo il modo giusto di approcciarsi ai prossimi mesi».

Quale idea di Città viene dai tanti candidati che sgomitano in attesa di capire quando sarà il momento di tirarsi indietro, mettendo all’incasso il minimo di popolarità conquistata a poco prezzo. Senza neanche lo sforzo di immaginare o ipotizzare un programma, una progettualità che dia finalmente lo slancio necessario alla non più rinviabile ripartenza. Non dal post-Covid, la malattia di Reggio è molto più antica e richiede una terapia d’urto che avvii la trasformazione possibile.

Che, difficilmente, pare possa venire dalle sbruffonate di Salvini o dalle provocazioni dei Cinque Stelle ormai in caduta libera. Il Pd ha un candidato “forte” ma sconta malumori di varia natura nei confronti di Falcomatà. A creare scompiglio c’è il collettivo di sinistra “La strada” che anziché appoggiare Falcomatà, gli oppone come antagonista Saverio Pazzano. Della stessa parte politica Nino Liotta che ha proposto la sua candidatura con la lista “Nuova Reggio”.

Ultimo arrivato in ordine di tempo, nelle candidature con una lista civica che fa riferimento a “Mezzogiorno in movimento” è  l’ex presidente di Confindustria Reggio, Andrea Cuzzocrea. Lo sostengono lo scrittore Mimmo Gangemi, e altri intellettuali e politici del movimento come Pierpaolo Zavettieri (sindaco di Roghudi), Margherita Tripo, Ilario Ammendolia e Rosario Condarcuri.

I Cinque Stelle, ormai in caduta libera, candidano Fabio Foti, altro illustre sconosciuto ai più. Ma è tutto un fiorire di liste civiche, almeno in questa fase in cui l’importante è dare segno di vita, come Maria Laura Tortorella del laboratorio politico “Patto Civico”  e Fabio Purtortì dell’Unione del Sud  e promotore del Comitato per l’Aeroporto di Reggio.

Mentre, l’unico candidato “ufficiale” del centro-destra, al momento è Enzo Vacalebre, già leader di Alleanza Nazionale. Disponibile, «se utile al bene di Reggio» invece Candeloro Imbalzano, ex consigliere regionale, non eletto con Forza Italia alle elezioni del 26 gennaio.

Poi cè la provocazione di Klaus Davi, il massmediologo svizzero innamorato della Calabria, che mette a disposizione la sua persona per una candidatura di rottura col passato. L’intento è evidentemente di rimestare ulteriormente la confusione creata dall’incapacità della destra di indicare una figura di spicco su cui convogliare l’impegno comune dell’alleanza.

C’è una spiegazione logica a questo gioco alla sconfitta? Probabilmente, c’è il desiderio (represso) di Cannizzaro di poter occupare la poltrona di sindaco metropolitano e nell’obbligata rinuncia a concorrere in prima persona, anche se – obiettivamente . vita la vitalità che ha speso e spende per Reggio non gli verrebbero meno i consensi.

Cannizzaro aveva in mente una donna come primo cittadino. Lo scorso anno, a febbraio, calabria.live aveva anticipato l’ottima potenziale candidatura dell’avvocato Giovanna Cusumano, già paladina della lotta alla violenza di genere, grande personalità, apprezzata professionista della città, apprezzata anche dagli avversrai. Troppo indipendente e probabilmente troppo poco malleabile per soddisfare gli obiettivi della destra. E, tra le tante voci, era apparsa anche la preside del licoe scientifico Leonardo Da Vinci, Giuseppina Princi, ottima persona, con l’insanabile “handicap” di esser cugina di Cannizzaro, come l’assessore regionale alle Infrastrutture Domenica Catalfamo, anche lei cugina dell’onorevole. Troppi parenti, il rischio di contestazioni è forte.

E poi c’è la candidata “naturale” (ma non si capisce di quale fazione) che risponde al nome di Angela Marcianò, ex assessore di Falcomatà, l’unica ad aver già subito una condanna per la vicenda del Miramare (pur avendo lei stessa denunciato l’inghippo). Anche lei ottima persona (è stata anche nella segreteria del Pd, chiamata direttamente da Renzi), ma – al di là delle pendenze giudiziarie legate al caso Miramare – pur piacendo molto a buona parte della città, non mostra di avere organizzato un’adeguata campagna  per conquistare una città difficile come Reggio. C’è chi la considera troppo “a sinistra” per vederla candidata nella destra, e chi l’accusa di avere troppe simpatie a destra per offrire un percorso di autonomia in grado di scaldare i freddi cuori degli elettori reggini. Insomma un’ottima candidata che rischia di perdere il tram per la scarsa chiarezza della sua visione politica. Una sua lista civica su quali sostegni potrebbe contare?

Ma non finisce mica qui. Scalda i muscoli Eduardo Lamberti Castronuovo, medico, direttore a Reggio di uno dei più sofisticati e moderni laboratori d’analisi di tutto il Mezzogiorno, nonché editore di ReggioTv, che in passato è stato alquanto ballerino tra destra e sinistra, senza grandi successi. È consigliere metropolitano, oltre che sindaco di San Procopio. Continua a tirarsi indietro nel confermare la candidatura, salvo che venga obbligato per troppo amore verso la sua città e, previo il supporto garantito del centro-destra. Un ottimo antagonista per Falcomatà, ma dovrebbe correre con una lista civica sostenuta dal centro-destra. Ha grandi capacità imprenditoriali (che per un sindaco servono come il pane) e, soprattutto, ha una visione strategica che piace a molti reggini. Ma piacerà a Cannizzaro?

Già, perché oltre all’impegno (folle) di lasciare alla Lega la scelta del sindaco, c’è anche la non meno difficile questione che il pallino del sindaco di Reggio ce l’ha in mano proprio l’onorevole Cannizzaro che ha fama di gran lavoratore, grande accentratore e accaparratore di antipatie e simpatie, anche trasversali. A Reggio siamo messi che che non piace a Cannizzaro, l’eventuale candidato del centro-destra sarà molto evanescente. Ma cosa aspettano la governatrice Santelli e tutto il centro-destra di Forza Italia a scendere in prima persona in campo e cominciare a battere i pugni – contro qualsiasi pretesa salviniana – e scegliere nella società civile reggina qualcuno disposto a lottare e combattere una battaglia molto complessa e difficile?

La stessa Cusumano, nell’eventuale apprezzabile scelta al femminile per il primo cittadino, sarebbe, una scelta di non poco peso. Ma ci sono  anche tanti altri esponenti della società civile che, peraltro, hanno fatto i portatori d’acqua (ehm, di voti) durante le regionali. Spicca su tutti un altro ex presidente degli industriali reggini, Giuseppe Nucera, grecanico di Gallicianò e imprenditore turistico illuminato che sa come si gestisce un’azienda e come la si porta in attivo.

Nucera, interpellato da calabria.live, ritiene poco probabile che il suo nome possa interessare i signori del voto: troppo indipendente e troppo uomo del fare. Il suo pragmatismo scompagina i dettami della vecchia politica fatta di compromessi e ritardi voluti per sfiancare gli avversari e tenere saldo il potere. Il suo movimento politico non a caso lo ha chiamato “La Calabria che vogliamo”, che non è un progetto ma la sintesi di un sogno che veda scomparire burocrazia, incapacità e incompetenza, le tre disgrazie che affliggono questa terra.

Sia la Cusumano che Nucera, lusingati, si schermiscono e non dicono di no, ma sanno bene che, pur incarnando il prototipo di non-politico di cui Reggio avrebbe bisogno assoluto per la guida del Comune e della Città Metropolitana, sono l’esatto opposto di quello che piace alla vecchia politica.                                                         (s)

Cannizzaro (FI): Conte troppo nervoso, noi contro ogni patrimoniale

Il deputato reggino Francesco Cannizzaro ha stigmatizzato in una nota «l’atteggiamento del premier Conte, che ha attaccato le opposizioni utilizzando la diretta a reti unificate senza consentire un contraddittorio».

«È fuori luogo – ha dichiarato – a prescindere dal merito dei contenuti. Se poi ci mettiamo anche che nel 2012 non c’era alcun governo di centrodestra, è completa la frittata che in nome del Presidente del Consiglio imbarazza tutto il Paese. Ovviamente anche l’opposizione in questo momento deve essere responsabile, e Forza Italia lo sta dimostrando, ma ieri il primo Ministro è sembrato particolarmente nervoso evidentemente per le difficoltà che sta riscontrando in Europa nel difendere gli interessi dell’Italia: dovrebbe spiegarci perché all’ordine del giorno gli Eurobond sono stati stralciati, mentre si sono fatti passi avanti importanti verso il MES come dichiarato dal Ministro dell’Economia Gualtieri (altro che “fake news”). Ed è evidente che per le attuali esigenze dell’Italia il MES è assolutamente inadeguato, mentre bisognerebbe insistere sugli Eurobond per fronteggiare la crisi».

«Noi, in ogni caso, – ha concluso il deputato azzurro – continueremo a lavorare in parlamento con proposte concrete, con la speranza che vengano accolte da quest’esecutivo affinché eviti derive vessatorie nei confronti dei cittadini (l’ipotesi della patrimoniale mette i brividi!) e sostenga in modo particolare le famiglie, le imprese e il mondo del lavoro: ancora nessuno ha ricevuto un centesimo, a fronte di grandi annunci, e siamo già a metà aprile». (rp)

CANNIZZARO (FI): La risposta parziale del Governo su Gioia Tauro

Con una nota, l’on. azzurro Francesco Cannizzaro, dà conto delle risposte parziali del Governo alla sua interpellanza urgente su Gioia Tauro. «Il Governo – dice l’on. Cannizzaro – oggi ha risposto solo parzialmente in Aula alla mia interpellanza sulla paradossale vicenda del Porto di Gioia Tauro. Attraverso il Sottosegretario all’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare, on. Salvatore Micillo, l’esecutivo nazionale ha dichiarato di prestare particolare attenzione alla vicenda e di aver fatto sue, almeno sulla carta, alcune delle rimostranze che nell’istanza parlamentare avevo ben chiarito e che stamane, durante la relazione espositiva, ho avuto modo di ribadire con ferma determinazione. Non si discute che l’intenzione generale è di preservare i livelli occupazionali attraverso un incremento dei volumi di traffico operativi del porto e che, chiaramente, devono essere consequenziali ad investimenti mirati e ad una politica di crescita commerciale lungimirante. Purtroppo, però, già dal tavolo ministeriale della scorsa settimana, l’elemento di maggiore preoccupazione che è emerso è il fattore tempo: non si può dare un solo giorno di più a chi non si presenta neanche ad un incontro fondamentale per la vita di cinquecento famiglie, evitando, di fatto, il confronto diretto e la ricerca di una soluzione.

«La mia interpellanza – si legge nella nota – ha chiaramente fornito un input importante al ministro Danilo Toninelli che, opportunamente, e come confermato in Aula dal on. Micillo, ha avviato nei confronti dei due azionisti del Terminal calabrese per il tramite dell’autorità portuale, il procedimento di decadenza della relativa concessione demaniale delle banchine del porto di Gioia Tauro. Un’azione che ho inteso precisare non sia solo formale, mi auguro, proprio per tutelare i lavoratori ma anche per garantire la continuità operativa della struttura che, per rimanere nella rete “core”, necessita del volume di traffico container previsti dalla normativa europea. Il Sottosegretario però, nella replica garbata e solo per pochi aspetti positiva, non ha chiarito come attivare una gestione strategica maggiormente supportata dal Governo proprio in virtù di quanto ho fatto notare più volte, e cioè che i porti stranieri del Mediterraneo di concorrenza diretta per grandezza e capacità di trasbordo, godono di attenzioni costanti dagli stati di appartenenza. Avevo anche chiesto di manifestare subito le caratteristiche di un eventuale “Piano B”, se la situazione dovesse volgere al peggio, ma anche su questo, tranne espressioni di buona volontà, di concreto nulla. Dunque, il Governo ha ascoltato ma non ha risposto completamente, ed il tempo non è sicuramente nostro alleato. Da parte mia posso solo ribadire quanto in Aula ho espresso, dando seguito alle mie richieste fino a quando non finirà la vergognosa consuetudine di anteporre gli interessi economici di società private alla vita reale dei calabresi». (rp)

Cannizzaro (FI): Affrontare subito la crisi agrumicola

Il deputato di Forza Italia Francesco Cannizzaro ha presentato una interpellanza al ministro Centinaio per chiedere che venga convocato al più presto un tavolo di confronto presso il Ministero, con sindaci, sindacati e operatori di settore, per discutere della grave crisi che sta colpendo gli agrumicoltori della Piana di Rosarno-Gioia Tauro che non riescono più a vendere le loro clementine.

«La crisi – spiega il deputato azzurro – dipende principalmente dalla concorrenza sleale di alcuni paesi dell’Africa settentrionale e della Spagna, che immette sul mercato clementine provenienti dai Paesi del Maghreb a costi stracciati e di bassa qualità. Gli agrumi coltivati in Africa spuntano prezzi di mercato notevolmente più bassi rispetto a quelli calabresi e, in generale, a quelli italiani, anche per via dell’utilizzo di pesticidi illegali in tutta l’UE e grazie al costo di manodopera assolutamente inferiore a quello sostenuto dai nostri agricoltori.   

«Alla luce di questa situazione che sta portando sul lastrico migliaia di famiglie e dopo il grido d’allarme lanciato dai sindaci del territorio e in particolare da quello di Rosarno, Giuseppe Idà, chiediamo che vengano assunte iniziative a difesa del comparto in questione, incrementando le risorse del Fondo Agrumicolo previsto in Legge Stabilità 2018. Chiediamo inoltre che vengano attivate iniziative urgenti per incrementare controlli e indagini capillari al fine di evitare frodi e false denominazioni di provenienza e per testare l’aderenza degli agrumi in ingresso sul territorio nazionale ai criteri di qualità richiesti dall’Unione». (pa)

TRIPODI (FI): A SAN LUCA I CARABINIERI PRESIDIO DI LEGALITÀ

In qualità di capogruppo di Forza Italia in Commissione Difesa di Montecitorio l’on. Maria Tripodi ha fatto visita nel cuore dell’Aspromonte a San Luca, al Presidio anti ‘ndrangheta dei Carabinieri attiguo al Santuario di Polsi, in provincia di Reggio Calabria.
L’on. Tripodi accolta dal Capitano Soriano e dai militari presenti in loco, ha manifestato vivo compiacimento per l’istituzione del Presidio emblema dello Stato e della legalità, e ha espresso rinnovata vicinanza delle Istituzioni all’Arma. La visita si è conclusa con la tappa al santuario della Madonna di Polsi, meta di migliaia di fedeli.
«Credo – ha detto l’on. Tripodi – di ottemperare con la mia costante presenza sul territorio, all’impegno assunto in campagna elettorale con gli elettori che mi hanno scelto quale loro rappresentante. Il legame con la mia terra è solido e sono convinta sia necessario, lavorare, lavorare e ancora lavorare, con grande umiltà, per essere interlocutore credibile dei calabresi. Se vogliamo colmare il gap tra politica e cittadini disgustati dalla cattiva gestione della cosa pubblica dobbiamo essere per primi noi eletti a dare l’esempio. In Calabria ci attendono grandi sfide elettorali. Con i colleghi Cannizzaro e Siclari, siamo in prima linea e continueremo ad esserlo, per ridare una speranza a questa terra vilipesa da gestioni fallimentari. I vertici nazionali del nostro Movimento dal Presidente Berlusconi ad Antonio Tajani hanno già avuto modo di testare il lavoro portato avanti, il coordinamento provinciale reggino, infatti ha da poco registrato sotto la regia del collega Cannizzaro, l’adesione di 150 validi e preparati amministratori locali, che si riconoscono nel nostro di Forza Italia. E’ un risultato che ci spinge a fare sempre meglio, a queste latitudini chiosa il cielo è più che mai azzurro». (rp)

CANNIZZARO (FI): AEROPORTO DI REGGIO, INTERPELLANZA URGENTE

La questione Aeroporto di Reggio è oggetto di una interpellanza urgente presentata dall’on. Francesco Cannizzaro e co-firmata dall’on. Roberto Occhiuto (FI).
«Martedì 31 luglio – ha dichiarato l’on. Cannizzaro – ho depositato alla Camera dei Deputati una interpellanza urgente per il Presidente del Consiglio dei Ministri, il Ministro delle Infrastrutture ed il Ministro dello Sviluppo Economico, che riguarda la drammatica situazione dell’aeroporto “Tito Minniti” di Reggio Calabria. La vicenda che ha ormai assunto i connotati di una sconfitta assoluta per la classe politica alla guida della Città metropolitana prima e della regione Calabria subito dopo, necessita di un intervento immediato ed improcrastinabile da parte del Governo nazionale, e più precisamente del suo ministero competente. Dovranno venire in Aula alla Camera il Premier Conte, il Ministro Toninelli ed il Ministro Di Maio per discutere dello svilimento dell’azione di sviluppo dell’aeroscalo reggino con l’esclusione dal piano nazionale degli aeroporti da parte di Alitalia, e la sempre paventata chiusura a causa del suo ridimensionamento operativo. Saranno “costretti” ad una seria ed approfondita discussione davanti al Parlamento tutti gli organi di Governo pertinenti e, punto su punto, dovranno affrontare e porre soluzioni alle criticità esposte.
«Infatti, l’interpellanza presentata, -dice l’on. Cannizzaro – contestualizza l’attività della Compagnia di bandiera in riva allo stretto, di cui ha sempre avuto un monopolio indiscusso, dimostrandone la comprovata difficoltà a sostenere le necessità dell’enorme bacino di utenza metropolitana, ricordo esserci anche Messina, e l’assoluta incapacità di sopperire alle esigenze giornaliere dei viaggiatori che si vedono obbligati ad una sosta oltre le 24 ore prima di poter fare rientro in città. Il Governo dovrà costringere Alitalia  a tornare sui propri passi e ristabilire i diversi voli di collegamento su Roma e Milano, garantendo il ritorno nella stessa giornata e la presenza di varie fasce orarie di utilizzo. Un intervento concreto per aumentare immediatamente il volume di traffico passeggeri in transito e, in termini occupazionali, ripristinare la forza lavoro degli addetti Alitalia che, ad oggi, ricordo essere stata ridotta del 50%.
«Strategica, inoltre, la ricerca di una sinergia operativa con la nuova società di gestione, la SA.CAL, le cui operazioni di attrazione commerciale per stabilire nuove rotte, potrebbero consentire il reinserimento nei propri ruoli anche di quel personale dipendente ex-Sogas licenziato in passato per vicende legate alla cattiva gestione. Un’interpellanza che non lascia altra soluzione se non un intervento urgente del Governo, ed in Aula non accetterò altre soluzioni, direttamente su Alitalia e sui buoni propositi manifestati dalla SA.CAL, rappresentando questa l’unica strada percorribile per risollevare le sorti del “Tito Minniti.» (rp)

TRIPODI (FI): OLTRE 150 AMMINISTRATORI LOCALI PER FORZA ITALIA IN CALABRIA

La deputata Maria Tripodi (FI) ha sottolineato la nuova ripartenza del partito in Calabria. «Forza Italia in Provincia di Reggio – ha detto – a poco più di due mesi dai nuovi assetti sanciti con la nomina del collega Francesco Cannizzaro, a coordinatore provinciale, è presente, radicata e torna ad essere protagonista, con l’adesione ufficiale di 150 amministratori locali. Linfa di rinnovamento e anticamera di quel radicamento capillare sul territorio, necessario, come più volte ribadito dal Vice Presidente Tajani per il rilancio del nostro movimento. Fondamentale, per consolidare anche il primato reggino conseguito a livello nazionale, già nelle ultime elezioni politiche che hanno visto l’elezione di tre parlamentari rappresentanti del territorio».
«La sinergia creatasi tra la sottoscritta e i colleghi Siclari e Cannizzaro non può che incoraggiare ancor di più il percorso di aggregazione già in atto, che ha il fine di potenziare la struttura e la più ampia partecipazione, soprattutto in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. Forza Italia ha il compito di trovare l’alternativa al disfattismo pentastellato e di porre fine a un governo regionale a trazione pd, che ha spinto la Calabria nel baratro e Reggio fanalino di coda tra le città Italiane. All’appello del nostro unico leader Silvio Berlusconi, che ci invita a tenerci pronti per le sfide future, rispondiamo con i fatti, con dinamismo, con il lavoro concreto e la consueta dedizione quotidiana che è propria di chi ogni giorno è orgoglioso prima di tutto, di militare sotto le insegne azzurre che per 25 anni hanno rappresentato e rappresentano ancora oggi un autentico  baluardo di Libertà, e che mai potranno cedere a sirene populiste».