GIOIA TAURO (RC) – Frachea (FDI): Il Partito ha quadruplicato le proprie preferenze

Francesca Frachea, membro del Coordinamento Provinciale di Fratelli d’Italia, ha ringraziato «tutti coloro che hanno permesso di raggiungere questo incredibile risultato elettorale».

«Basti pensare che alla scorsa tornata elettorale, alla Camera dei Deputati – ha spiegato – Fratelli d’Italia aveva ottenuto solo 346 preferenze. Un risultato che rende merito a tutti coloro che si sono impegnati, soprattutto in considerazione del fatto che Gioia Tauro non aveva alcun candidato diretto in questa tornata elettorale ma, di contro, si scontrava con la candidata gioiese al Senato in quota Forza Italia».

Continua Frachea: «Nonostante tutto questo, Fratelli d’Italia, a Gioia Tauro, ha quadruplicato le proprie preferenze, in considerazione del fatto che per il Senato ha ottenuto 1.431 voti, mentre alla Camera dei Deputati ben 1.600».

«Risultati che parlano da soli, che mi fanno ben sperare per il futuro, soprattutto – ha proseguito – se si considera il risultato ottenuto appena 4 anni fa. Comprensibile il rammarico per la mancata elezione di Giovanna Cusumano al Senato e di Giovanni Calabrese alla Camera dei Deputati, nonostante lo straordinario risultato elettorale. A loro va il mio plauso, conscia che il loro percorso, all’interno del partito, troverà giovamento di questa importante esperienza elettorale».

«In ultimo – ha concluso – un ringraziamento particolare sento di doverlo fare al nostro Commissario provinciale Denis Nesci, che ha saputo spendersi senza risparmiarsi, con abnegazione ed alto senso del dovere, nei confronti del partito e della nostra leader Giorgia Meloni, al fine di poter sostenere al meglio i nostri candidati, ottenendo una vittoria che avrebbe meritato un esito ancora maggiore, ma che ci vede assolutamente soddisfatti per i numeri, in termini di preferenze, che siamo riusciti ad ottenere». (rrc)

L’ammiraglio Agostinelli: non solo Gioia, il futuro nei Porti di Corigliano e Crotone

Voluto espressamente dal ministro Giovannini a Rimini, al panel Mare Nostrum. il Mediterraneo nuovo nodo di connessioni,  l’ammiraglio Andrea Agostinelli ha illustrato non solo i lusinghieri risultati del Porto di Gioia Tauro (crescita + 15% nel transhipment al 31 luglio), ma ha anticipato quella che sarà una vera e propria rivoluzione nel sistema portuale calabrese. L’obiettivo è la valorizzazione, secondo destinazioni legate al territorio e alla sua vocazione industriale o turistica, dei porti di Corigliano, Crotone, Vibo Valentia e Palmi.

Al panel hanno preso parte, oltre al ministro Giovannini e l’ammiraglio Agostinelli, Luigi Lucà, amministratore delegato di Toyota Motor Italia, Giampiero Strisciuglio, amministratore delegato e direttore generale di Mercitalia Logistics, Alberto Viano, amministratore delegato di LeasePlan Italia e nuovo presidente di Aniasa, Associazione nazionale industria dell’autonoleggio, sharing mobility e automotive digital, mentre Marco Piuri, FNM general manager e Trenord CEO ha introdotto i lavori.

Il presidente dell’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, Andrea Agostinelli, ha centrato il proprio intervento sul livello di connettività del porto di Gioia Tauro e dei porti calabresi nel circuito del Mediterraneo. A Gioia Tauro, l’anno in corso è quello che vede cristallizzare il pieno sviluppo dell’intermodalità, grazie ai quotidiani collegamenti con gli hub intermodali di Bari, Nola, Padova e Bologna. Tra gennaio e luglio, il transito in porto ha registrato 423 treni, con una previsione di 900 convogli in un anno. 

«L’Italia, in difformità agli esempi nordeuropei, – ha detto Agostinelli – è da sempre caratterizzata da una “portualità diffusa”, ove porti storici servono un interland limitrofo. Certamente ciò è stato indotto anche dalla orografia della penisola e delle sue isole. La Calabria ha, invece, una portualità atipica. Grandi porti, artificiali e recenti (salvo Crotone nella sua parte vecchia e Vibo Valentia Marina), sorti non per servire un tessuto produttivo diffuso seppur limitrofo ma per alimentare distretti industriali specifici, che, per noti motivi, non si sono mai insediati». 

Parlando di Gioia Tauro, Agostinelli ha illustrato il recente percorso di rilancio dello scalo: «I terminalisti MCT e AUTOMAR lo hanno reso, oggi, un HUB di rilievo regionale mediterraneo che opera nel panorama logistico internazionale. È il primo porto per connettività in Italia,  grazie ai suoi fondali e alla sua capacità di attrarre traffici containerizzati e automobilistici sulle navi più grandi di 401 LFT, poiché nel nostro porto è ubicato il più grande terminal contenitori europeo che si estende su una superficie di 1.700.000 mq. L’AdSP ha curato un’elevata infrastrutturazione: fondali più profondi, banchine perfette e performanti, nessuna necessità impellente di dragaggio, una nuovissima ferrovia portuale di cui evidenzio la realizzazione in un solo biennio. Abbiamo offerto all’Italia il primo porto potenzialmente “NordEuropeo”: grande infrastrutturazione, in una zona non “cittadina”, scarsamente antropizzata, capace di rifornire via “ferro” i distretti industriali del paese. Oggi si tratta di decidere se potenziare la capacità di portare container via ferro da Gioia Tauro al resto d’Italia, realizzando l’alta capacità ferroviaria. Non se ne parlerà prima del 2030, ahimè, ma l’ente portuale ha assolto pienamente la sua funzione!!!»

«Ma torniamo agli altri porti calabresi – ha così proseguito Agostinelli – per programmare un futuro e occasioni di sviluppo per la Calabria, specie occupazionale. E consentitemi la suggestione visionaria. Ritorno alla geografia/orografia, collegando fra loro molte delle missioni del PNRR. Stiamo immaginando per Corigliano Calabro e Crotone due porti che possano diventare degli hub di produzione di parchi eolici off-shore (ce ne sono tre in attesa di autorizzazione in Puglia e Calabria, con possibilità di servirne ulteriori anche all’estero). Strutture avveniristiche e all’avanguardia, installabili anche ad alte profondità poiché dotate di un corpo sommerso che garantisce galleggiamento autonomo. Queste turbine, alte come la Tour Eiffel, sarebbero interamente costruite e assemblate nei porti calabresi e poi traslate via mare nei parchi di produzione. Se Gioia Tauro è l’occasione per immaginare la nostra Rotterdam, che da sud alimenta il nord, l’eolico off-shore di ultima generazione – ha sottolineato Agostinelli – è l’occasione per garantire al sud un vantaggio energetico, creare una nuova filiera industriale, generare quantitativi enormi di energia rinnovabile e dare una opportunità irripetibile ad un territorio, se pensate che Corigliano – per fare un esempio –  è un porto moderno e da sempre abbandonato a sé stesso, una immensa, inutilizzata cattedrale nel deserto. Una scelta strategica, soprattutto in termini occupazionali: questi insediamenti comporterebbero, per singolo parco eolico off-shore, 200 lavoratori diretti nei 5 anni di produzione e 100 lavoratori diretti nei 25 anni successivi di gestione».  (rrm)

L’assessore Minasi: Istituita cabina di regia per il Villaggio eco-solidale per i braccianti di Gioia Tauro

«Il villaggio eco-solidale per i braccianti di Gioia Tauro sarà presto realtà». Lo ha dichiarato l’assessore regionale alle Politiche Sociali, Tilde Minasi, rendendo noto che la Giunta regionale ha approvato la delibera con cui si è avviato l’iter per la bonifica del sito su cui sarà costruita la struttura.

Il Villaggio, infatti, accoglierà i migranti impiegati sui campi della Piana di Gioia, consentendo finalmente di smantellare definitivamente la tendopoli di San Ferdinando e restituendo, alle centinaia di lavoratori che si alternano sul territorio, una dignità abitativa. Dieci milioni di euro i fondi individuati dalla Regione stessa per l’attuazione del progetto, a cui contribuiranno anche i Comuni del territorio, grazie ai fondi del Pnrr destinati proprio al problema abitativo dei braccianti.

«Sono davvero contenta – ha detto Minasi – che il progetto che sostengo con forza dall’inizio del mio mandato stia procedendo in tempi così rapidi, anche grazie al preziosissimo supporto del Presidente Roberto Occhiuto, che ha da subito sposato l’idea e sta supportando ogni attività necessaria e utile. Ci eravamo prefissati questo obiettivo tra le priorità della nostra azione e sono certa che riusciremo a centrarlo molto presto».

«Stiamo lavorando da mesi – ha spiegato l’ssessore – per creare una sinergia tra la Regione, i sindaci di Gioia Tauro, San Ferdinando e Taurianova (Aldo Alessio, Andrea Tripodi e Rocco Biasi) e i commissari di Rosarno. Ho chiesto loro fin dall’inizio di operare insieme, condividendo ogni aspetto dell’iter che consentirà non solo di ridare dignità all’accoglienza, ma anche di garantire la sicurezza delle loro comunità, oltre che la migliore produttività possibile di lavoratori indispensabili al comparto, quindi alla nostra economia».

«Ho registrato da parte loro piena disponibilità e infatti già da settimane abbiamo costituito un tavolo pienamente operativo. Ora – ha proseguito Minasi – registriamo un ulteriore e fondamentale passo avanti, con la delibera di Giunta che ha diviso i compiti tra i vari settori regionali coinvolti e creato una cabina di regia, che darà avvio a breve ai primi interventi sul terreno di proprietà della stessa Regione su cui il villaggio sorgerà».

«Non si tratterà dell’ennesimo ghetto culla di degrado – ha evidenziato l’assessore – ma di un posto in cui creare comunità e vivere dignitosamente. Una svolta storica per un problema di dimensioni enormi, che insiste nella nostra provincia da un ventennio e che, purtroppo, ha causato anche gravi lutti e tragedie, portando peraltro la Calabria più volte sotto la luce dei riflettori con un’immagine inevitabilmente negativa. Il villaggio potrà dunque essere, anche sotto questo aspetto, veicolo per trasformare questa immagine e, finalmente, trasmettere all’Italia il volto positivo che la nostra terra merita».

«Ringrazio, dunque, il  Governatore – ha concluso Minasi – e tutti coloro che stanno dando il loro contributo. Sarà naturalmente indispensabile la collaborazione anche degli imprenditori, con i quali peraltro stiamo già lavorando seriamente a un altro progetto comunitario, il Su.Pr.Eme., per il superamento del caporalato. A breve terremo una conferenza stampa per fornire tutti i dettagli utili, in modo che possano essere comunicati al meglio soprattutto alle comunità direttamente interessate». (rrc)

 

Al Porto di Gioia Tauro la visita dei pellegrini del Cammino di Sant’Antonio di Padova

I pellegrini del Cammino di Sant’Antonio di Padova hanno fatta tappa al Porto di Gioia Tauro, che sono stati accolti dal presidente dell’Ente, Andrea Agostinelli, e da don Gildo Albanese, cappellano del porto, si sono raccolti in preghiera insieme ai dipendenti dell’Ente. 

L’iniziativa è promossa dalla Pontificia Basilica del Santo di Padova, dal ministro provinciale della Provincia Religiosa Italiana di S. Antonio di Padova dei Frati Minori Conventuali e dall’Associazione “Il Cammino di Sant’Antonio di Padova”. 

È un percorso di fede intrapreso dagli 11 pellegrini per diffondere un messaggio di pace e bene, lungo la stessa strada già percorsa dal Santo. 

Nell’attraversare 1800 chilometri i frati portano la Reliquia “ex ossibus” di Sant’Antonio di Padova, al fine di testimoniare e rinnovare la presenza del Santo tra i fedeli.  

Nell’evidenziare l’importanza che il porto di Gioia Tauro ricopre per l’intera Calabria, in quanto offre lavoro a 3000 persone, tra dipendenti diretti e dell’indotto, è stata sottolineata la funzione di legalità svolta dallo scalo portuale che si pone come alternativa occupazionale alla malavita. Di fronte la Reliquia “ex ossibus” di Sant’Antonio di Padova è stato così celebrato un momento di preghiera ed è stata impartita la benedizione al porto e ai suoi lavoratori, affinché regni sempre pace, prosperità e bene. (rrc)

 

 

GIOIA TAURO (RC) – Fa tappa “Il Cammino di Sant’Antonio da Padova”

Giovedì 7 luglio, alle 10.30, fa tappa a Gioia Tauro, di fronte alla sede dell’Autorità di Sistema portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, “Il Cammino di sant’Antonio”, da Capo Milazzo – Messina a Padova (1800 km ) dal 30 giugno al 9 ottobre 2022.

L’iniziativa è promossa dalla Pontificia Basilica del Santo di Padova, dal ministro provinciale della Provincia Religiosa Italiana di S. Antonio di Padova dei Frati Minori Conventuali e dall’Associazione “Il Cammino di Sant’Antonio di Padova”.

Alla presenza degli 11 frati/pellegrini, che stanno attraversando lo stesso percorso del Santo, di fronte la Reliquia “ex ossibus” sarà celebrato un momento di preghiera e sarà impartita la benedizione al porto e ai suoi lavoratori. (rrc)

Rifiuti, Fuda (Metrocity): Non c’è nessuna minaccia nei confronti di Gioia Tauro

Il consigliere metropolitano delegato di Reggio Calabria, Salvatore Fuda, ha precisato, in merito al recente provvedimento assunto dalla Città Metropolitana di Reggio, che «non c’è alcuna minaccia nei confronti di Gioia Tauro, né tantomeno alcuna intenzione, da parte della Città metropolitana, di adottare facili soluzioni ai danni del territorio e men che meno dei suoi cittadini».

«Sul tema rifiuti – ha spiegato – e in particolare sulla gestione complessiva della filiera che interessa questo fondamentale e delicato settore, occorre equilibrio e soprattutto il massimo senso di responsabilità perché si tratta di una questione che tocca da vicino la salute e il benessere dell’intera collettività».

La recente ordinanza dell’Ente di Palazzo Alvaro, infatti, dispone lo stoccaggio temporaneo degli scarti di produzione nelle aree attrezzate degli impianti di Gioia Tauro e Sambatello. Un provvedimento della durata di 180 giorni che ci permetterà, solo in caso di stretta necessità, di aumentare lo stoccaggio e far lavorare in sicurezza gli impianti.

«La Città metropolitana – ha proseguito il delegato Fuda – sta portando avanti un lavoro complesso e faticoso per fronteggiare al meglio la stagione estiva. Il problema centrale resta sempre quello di assicurare l’uscita degli scarti di lavorazione degli impianti che stanno lavorando. Tutto ciò, a dispetto delle recenti dichiarazioni rilasciate dal presidente della Regione, Occhiuto, che ha parlato di situazione in miglioramento grazie all’intervento normativo regionale che consentirebbe ai Comuni di sapere dove portare i rifiuti. La realtà però è ben diversa rispetto a quanto affermato dal governatore e sappiamo tutti, infatti, che tale normativa regionale non è ancora operante e la competenza e le responsabilità restano ancora tutte sulle spalle dei Comuni e dunque dell’Ato della Città metropolitana».
In questo contesto, aggiunge il rappresentante di Palazzo Alvaro, «l’amministrazione metropolitana ha previsto un’ordinanza per aumentare la capacità di trattamento degli impianti. Abbiamo inoltre già avviato una manifestazione d’interesse, alla quale hanno partecipato diverse ditte, proprio per mandare fuori dal territorio metropolitano gli scarti di lavorazione, mancando gli impianti di destinazione finale».
«In tale scenario – ha rimarcato Fuda – ritengo che sia opportuno assumere tutti, ciascuno per il proprio ruolo, un atteggiamento improntato alla serietà e soprattutto alla massima responsabilità istituzionale. Non giova a nessuno cavalcare in modo strumentale e becero un tema così delicato, facendo passare, peraltro, messaggi completamente sbagliati e fuorvianti nei confronti dei cittadini».
La Città metropolitana, ha concluso, Fuda, «sta operando in questo delicatissimo settore con estremo rigore e con la massima attenzione nei confronti di tutti i territori e le comunità coinvolte. Non c’è alcuna improvvisazione o iniziativa estemporanea da parte dell’Ente ma, semmai, l’attuazione di una strategia complessiva ben precisa di cui anche quest’ultima ordinanza fa pienamente parte. Un’azione dunque frutto di una chiara attività di programmazione che guarda anche alla prevenzione dalle emergenze e dunque alla creazione di spazi di stoccaggio che sono momentanei e hanno come obiettivo quello di aumentare la capacità di ricezione degli impianti stessi e consentire un funzionamento più efficace dell’intero sistema di raccolta e gestione dei rifiuti». (rrc)

GIOIA TAURO (RC) – Raccolta rifiuti, “Differenziamo con Gioia” arriva nelle Scuole

Differenziamo con Gioia, il nuovo progetto di raccolta differenziata dei rifiuti porta a porta del Comune di Gioia Tauro è oggetto di una serie di incontri formativi negli istituti scolastici cittadini, che hanno preso il via lo scorso mercoledì. 

A essere coinvolta un’ampia rappresentanza di studenti delle scuole cittadine, degli istituti comprensivi “Pentimalli”, “Paolo VI – Campanella” e dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Severi”, per un totale di circa 1500 allievi tra bambini e ragazzi.

Il percorso di formazione e informazione è teso a illustrare le fasi del progetto, la tipologia dei rifiuti da differenziare – umido, plastica e metalli, carta e cartone, vetro e indifferenziato – e le modalità in cui si espleterà la raccolta che prenderà il via nei prossimi mesi. 

Si tratta di un tassello fondamentale dell’ampio programma avviato, fortemente voluto dal Sindaco Aldo Alessio affinché la cittadinanza sia pienamente coinvolta e informata, proprio a partire dai più piccoli: “Voi dovete essere i nostri migliori alleati per spiegare ai vostri genitori come fare la raccolta differenziata e anche sorvegliare che sia fatta bene – ha detto in tono scherzoso il Sindaco rivolto ai bambini delle quinte dell’Istituto Pentimalli, che ha ospitato il primo incontro. L’Assessore all’Ambiente Sabina Ventini si è detta molto soddisfatta dell’adesione delle scuole e fiduciosa dell’attenzione e partecipazione degli studenti, e ha ringraziato le tre dirigenti, Luisa Ottanà, Anna Rita Galletta, Maria Rosaria Russo, che hanno da subito dato convinta disponibilità alla richiesta dell’Amministrazione.

A sottolineare l’elevata attenzione alla formazione dei più giovani, i bambini sono stati i primi cittadini a ricevere la Guida alla Raccolta differenziata dei rifiuti del Comune di Gioia Tauro, dove si trovano le istruzioni fondamentali per eseguire la raccolta, corredata da una serie di schede sulle singole tipologie di rifiuto da differenziare, e un glossario per conoscere nel dettaglio la destinazione degli oggetti di uso quotidiano.

Questa iniziativa segue gli altri momenti formativi, svoltisi nei mesi precedenti, che hanno coinvolto gli operatori ecologici e i volontari del Servizio Civile comunale; questi ultimi affiancano lo staff organizzativo del progetto negli incontri e nelle altre attività divulgative previste a favore della cittadinanza.

Prosegue intanto il piano delle azioni operative da parte del Settore V Programmazione e gestione del territorio, diretto dall’Ing. Salvatore Orlando, su indirizzo dell’Assessore all’Ambiente Sabina Ventini, che precisa: «Sono stati avviati i lavori della nuova isola ecologica, sulla via Ponte Vecchio, che costituirà il centro di raccolta comunale dove stoccare e smistare i rifiuti, passaggio essenziale per l’avvio del nuovo servizio».

«È in atto – continua l’Assessore Ventini – la fase sperimentale che coinvolge un gruppo di esercenti commerciali per la raccolta di plastica e metalli, carta e cartone e vetro. Mentre nell’Autoparco comunale possono essere conferiti dalla cittadinanza le frazioni di plastica e metalli e vetro. A breve saranno distribuiti i mastelli in dotazione all’Amministrazione ai cittadini che non ne sono già in possesso». (rrc)

Occhiuto: Gioia Tauro decisiva per commercio ed energia

Il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, ha evidenziato come Gioia Tauro può essere decisiva sia per il commercio che per l’energia.

D’altronde, ha ricordato Occhiuto, «abbiamo una grande infrastruttura, a mio avviso la più importante del Mezzogiorno: il porto di Gioia Tauro. E allora da mesi sto lavorando per sviluppare questo porto. Negli ultimi anni, nell’immobilismo della politica, MSC ha investito 200 milioni di euro».

«Noi vogliamo decuplicare gli investimenti nel porto e nella Zona economia speciale – ha spiegato – che insiste in quel territorio. A Gioia Tauro vogliamo realizzare un rigassificatore, potremmo produrre 1/3 del gas che attualmente importiamo dalla Federazione Russa, ne sto parlando con tanti ministri, con in testa il ministro Cingolani».

«I fatti di questi ultimi mesi, la guerra in Ucraina – ha proseguito – stanno cambiando gli equilibri geopolitici mondiali. Il Mediterraneo sarà sempre più centrale e l’Italia deve essere sempre più autonoma dal punto di vista energetico. E Gioia Tauro può essere decisiva per entrambe queste partite».

«Il Sud è una miniera di opportunità – ha concluso –. Noi, ripartendo, vogliamo essere la locomotiva del Paese». (rrm)

Biondo (Uil Calabria): Rigassificatore a Gioia Tauro per sopperire al venir meno del gas dalla Russia

Per il segretario generale di Uil CalabriaSanto Biondo, il rigassificatore di Gioia Tauro potrebbe sopperire al venir meno del gas dalla Russia e attrarre le aziende in fuga da Est.

Per fare ciò, tuttavia, «Gioia Tauro deve essere collocata in un’ottica di sviluppo più complessivo della Calabria e del Mezzogiorno che prenda al volo altre opportunità che lo scenario mondiale sta offrendo», riporta l’Agi, che ha intervistato il segretario della Uil calabrese.

«Il rigassificatore a Gioia Tauro – ha spiegato all’Agi – apre una prospettiva di sviluppo, ma io parto da un  ragionamento più lungo. Si parla di Gioia Tauro alla luce dei riflessi di natura geopolitica derivanti dalla crisi in Ucraina, ma, al di là della retorica di questi anni, può essere realmente centrale, non solo per la Calabria, ma per il Paese. Si può tranquillamente dire che effettivamente Gioia Tauro può rientrare in una visione strategica per l’Italia e può rappresentare una grande opportunità per la Calabria in termini di crescita. Lo ha detto anche il ministro Giovannini. È il ministro dei Trasporti, quindi ha una competenza specifica, però deve dire cosa il Governo vuole fare per Gioia Tauro».

«Il rigassificatore rientra in un’ottica di centralità di quest’area – ha evidenziato –. Alla luce di quello che è venuto fuori con la guerra in Ucraina, l’Italia non è per nulla autonoma dal punto di vista energetico, questo la pone in una condizione di debolezza anche sul piano europeo e internazionale. I rigassificatori sono uno strumento fondamentale per rendere il Paese quanto più possibile autonomo. Dunque in Calabria va fatto nell’ambito di una strategia che vede Gioia Tauro strategico anche sul piano energetico».

«Alla luce delle conflittualità che ci sono nell’Est – ha continuato il segretario della Uil calabrese – il baricentro si sposterà da Nord a Sud attraversando il Mediterraneo. C’è realmente, questa volta, una grande opportunità per Gioia Tauro, sia in termini di traffico commerciale, sia per una strategia di sviluppo produttivo dell’intera area che può fare crescere il porto in  termini di occupazione e sviluppo produttivo».

Nel primo trimestre dell’anno, lo scalo calabrese ha fatto registrare un incremento del 28% dei traffici.

«Se mantiene questo trend – ha spiegato Biondo – arriverà a 3 milioni 600.000 teus (l’unità di misura dei containers trasbordati, ndr), un record. Ma lo fa in assenza di una strategia che invece utilizzi questa grande capacità che Gioia Tauro, da solo, senza l’aiuto di nessuno, sta dimostrando sviluppando traffici. Bisogna a questo riguardo dire che Mct (la società che gestisce il terminal container, ndr) sta investendo senza l’aiuto di nessuno. Questo è il momento, con la centralità del porto dovuta ai riflessi geopolitici nel Mediterraneo, di investire in una strategia più complessiva che vede il rigassificatore, la piastra del freddo, ma pure l’opportunità di far allocare molte realtà produttive».

«Il Governo – ha sostenuto il sindacalista – anche attraverso le Zes, ha l’occasione di dare al Mezzogiorno e alla Calabria una missione produttiva mettendo al bando chi dice che in questo territorio si può fare solo assistenza attraverso la portualità. Dopo gli investimenti fatti negli anni della globalizzazione, le aziende stanno rivedendo i loro programmi. La tendenza è riportare dentro gli investimenti  fatti in paesi che oggi sono soggetti a conflitti. Le aziende hanno bisogno di proteggere i loro investimenti. Gioia Tauro è più sicura dell’est europeo, dove ci sono regimi illiberali, come l’Ungheria, e con la Russia vicina. Gioia Tauro è centralissima rispetto all’Europa dell’est che fino all’altro ieri ci rubava occupazione per un fatto di dumping salariale».

Bisogna, però, che il Governo metta in campo strumenti adeguati. «Se vede Gioia Tauro centrale nell’ambito delle politiche energetiche – ha rilevato Biondo – il Governo deve vederlo centrale nel suo complesso. Il ministro Giovannini non può limitarsi a dire che il porto è strategico, deve dire cosa si fa per mettere, da qui al 2023, ogni  tassello di questa strategia».

Per Biondo «serve una politica di attrattiva di questi investimenti, non solo italiani. Porto come esempio la Silicon Valley. Molti analisti ci dicono sostanzialmente che, finita l’era del petrolio come strumento di geopolitica e del gas importato dalla Russia, il prossimo strumento di geopolitica è il microchip. Con la pandemia l’assenza di questo cervelletto elettronico ha bloccato l’industria manifatturiera, dalle auto ai telefoni».

Il segretario, poi, ha ricordato che l’80% del mercato dei microchip, rileva, «è in Asia, Taiwan, Corea del sud e Cina. L’America ha capito che, date le difficoltà che ci sono in quell’area, se la Cina conquista questi territori metterà sotto scacco il mondo, per questo ha messo in campo 55 miliardi di dollari per aprire stabilimenti in America e nei paesi alleati per produrre microchip. L’Europa mette 45 miliardi di euro per fare la stessa cosa».

«Allora, chiedo – ha detto – è possibile che un governo e una  Regione che dicono che c’è questa strategicità di Gioia Tauro, dove c’è un porto, c’è la Zes che porta vantaggi economici e fiscali per chi investe e c’è un’area industriale vastissima, non candidino il Mezzogiorno a questa ipotesi di sviluppo? Basterebbe dire: cediamo i capannoni a un euro, forniamo forza lavoro, la formiamo. Lo fa il Piemonte, perché –  domanda – non lo può fare la Calabria? Fate una politica incentivante sul costo del lavoro. Anche la Regione, Occhiuto, facciano una proposta di questo tipo».
«Oggi – ha proseguito – è proprio così alla luce dei fenomeni che si stanno muovendo sugli scenari internazionali. C’è un porto che cammina da solo, ha eguagliato quelli del Nord Europa, senza che ci sia una strategia incentivante della Regione e del Governo».

«Se la Zes dev’essere uno strumento intelligente di politica industriale – ha concluso – deve selezionare  i settori da incentivare. La Zes calabrese dev’essere a forte specializzazione, non aperta a tutti. Una componente può venire dall’esterno, come i microchip, l’altra dev’essere rivolta ai marcatori identitari del territorio come l’agroalimentare. Abbiamo prodotti buoni  – dichiara – che non riusciamo a internazionalizzare. La piastra del freddo servirebbe alla conservazione ad alte temperature e alla lavorazione dei prodotti calabresi. Noi dormiamo, mentre gli altri propongono». (rrm)

Il M5S: Il raddoppio inceneritore di Gioia Tauro non è la soluzione per l’emergenza rifiuti

I parlamentari del Movimento 5 Stelle, Auddino, D’Ippolito, Ferrara, Orrico, Tucci, Misiti, Parentela, Melicchio, Barbuto, hanno espresso il loro totale disaccordo «sulla decisione della Regione Calabria di raddoppiare la capacità del termovalorizzatore di Gioia Tauro, confermata dalla recente pubblicazione di un avviso pubblico esplorativo finalizzato ad acquisire proposte di finanza di progetto».

«In altre parole – hanno spiegato – il termovalorizzatore di Gioia Tauro resterebbe l’unico su tutto il territorio regionale, qui verrebbero bruciati i rifiuti di tutta la Calabria che passerebbero dagli attuali 140 mila ad oltre 270 mila tonnellate. Tutto questo a discapito dell’ambiente e della salute dei cittadini della Piana. Aumentare la capacità dell’inceneritore di Gioia Tauro non è assolutamente la strada giusta per risolvere il problema rifiuti in Calabria».

«Nel nuovo Piano regionale dei rifiuti allegato alla delibera della giunta regionale del 21 marzo scorso – hanno proseguito i parlamentari – ci sono alcune linee guida che ci trovano pienamente d’accordo: si parla di aumento della raccolta differenziata, ancora troppo modesta in moltissimi comuni calabresi, oltre che della realizzazione di nuovi impianti di trattamento e di riciclaggio; si parla dell’introduzione del compostaggio domestico e di comunità e di adottare sistemi di tariffazione solo sui rifiuti prodotti secondo il principio “più ricicli meno paghi”».

«Bisogna dare atto al Presidente della Regione Calabria Occhiuto – hanno concluso – che le indicazioni suddette sono altamente condivisibili e che, se realizzate, possono rappresentare un punto di svolta per l’uscita dall’emergenza rifiuti in Calabria. Tuttavia, ci preoccupa la dichiarata intenzione da parte del presidente Occhiuto di puntare su un ampliamento della termovalorizzazione dei rifiuti a Gioia Tauro. I rifiuti sono una risorsa, farli sparire tramite inceneritore non aiuta l’economia, non giova all’ambiente e aumenta le patologie e le spese sanitarie». (rrc)