GIZZERIA (CZ) – Al via il Frac Festival

Prende il via oggi, a Gizzeria, alla Torre dei Cavalieri, la sesta edizione del Frac – Festival di Ricerca per le Arti Contemporanee, organizzato dall’Associazione culturale Studio Giallo, con la direzione artistica di Nicoletta Grasso.

L’evento è reso possibile grazie al supporto di alcune tra le aziende storiche del territorio calabrese: Caffè Guglielmo, Cantine Statti e Amarelli.

Il claim di quest’anno è “In Your Eyes” un invito, come sottolinea l’organizzazione, a «guardarsi negli occhi, di nuovo. Per la creatività ci siamo ispirati ad un lavoro di Munari del 1969 “Guardiamoci negli occhi” che non è altro che un gioco legato agli occhi e alle diverse possibilità del vedere. Come sottolineava Munari stesso chi ha una apertura visiva diversa vede il mondo in un altro modo e può dare al prossimo una informazione tale da allargare il suo campo visivo. Così il nostro festival ha l’aspirazione di ampliare la sfera percettiva e quella emotiva di chi vi partecipa».

La lineup del festival punta a “toccare tutti i chakra del corpo”, provocando diversi stati d’animo, spaziando su uno spettro sonoro che dalle 19:00 alle 5:00 del mattino accompagnerà l’ascoltatore in un viaggio unico, tra immersioni uditive e percettive in un contesto naturale carico di suggestione. Tra i protagonisti assoluti di quest’anno spicca sicuramente il nome di Lorenzo Senni, compositore elettronico riconosciuto dalla critica e dal pubblico internazionale come uno dei più importanti sperimentatori nel campo della musica elettronica nell’ultimo decennio.

Nel suo lavoro Senni mette in pratica una straordinaria decostruzione del suono e della cultura rave, attraverso dei live caratterizzati da una forte tensione emotiva ed emozionale. Il suo sound ha stregato una label storica come Warp, e lo ha portato a comporre musica per il cinema e il teatro oltre che a lavorare su progetti espositivi ad hoc per luoghi come Tate Modern, Centre Pompidou, MACBA, etc. Oltre a lui, luci accese anche su una giovane promessa nel campo della sperimentazione elettronica, Marina Herlop, cantante, compositrice e pianista catalana, fresca di uscita del suo nuovo album, pubblicato da PAN: un lavoro ipnotizzante, in cui Herlop esegue acrobazie vocali aliene, traendo ispirazione dalla musica carnatica dell’India meridionale.

Tra ricerca elettronica e forma canzone si muove invece il lavoro di Eva Geist, songwriter e producer italiana, già metà del duo Il Quadro Di Troisi, altra protagonista della lineup; e ancora il produttore Daykoda, la cui musica esplora i campi tra beat, downtempo e nu-jazz; Mai Mai Mai, progetto errante del musicista calabrese, trapiantato a Roma, Toni Cutrone, un percorso culturale e antropologico il suo, che trova forma in un suono gothic-mediterraneo.

E poi Stump Valley, il duo di dj che da Torino è approdato a collaborazioni con label internazionali di assoluto prestigio (Rush Hour, Dekmantel, Soul Clap Records), i cui set rappresentano un viaggio tra passato, presente e futuro della disco; l’elettronica calda, ricca di tonalità soul e romantiche di Inude; l’avant-pop destrutturato e cibernetico di Arssalendo; la commistione tra suoni ambient, rarefatti e sospesi, e il drumming eclettico nel live del batterista Pablo Gaudio.

La danzatrice e coreografa Annamaria Ajmone, già transitata per diversi palcoscenici internazionali, oltre che artista associata per il triennio 2021-2024 di Triennale Milano Teatro, farà il suo debutto a Frac presentando Il Segreto, chronicles from No Rama, un’azione coreografica per una performer e tre Rose Spinner, macchine sonore rotanti immaginate e realizzate con Francesco Cavaliere, elementi che in scena si alternano, si mescolano e si sovrappongono senza escludersi, dando vita a un ecosistema geograficamente prossimo, aperto, terreno, indeterminato, multi-tempo, in cui l’umano diventa multiforme e alieno.

A completare la lineup i dj-set di: Ettore, Paolo Tocci, Asymptote, Francesco Lucia, DJ Kerò e Pazz.

La location di Torre dei Cavalieri, a ridosso sul mare, completamente all’aperto ed immersa tra campi infiniti di ulivi ed eucalipti, sarà anche il contesto in cui si svolgerrano altre attività collaterali, legate alla natura e allo spirito: Yoga Retreat a cura di Marco Migliavacca, e un percorso di trekking guidato da Francesco Bevilacqua. (rcz)

Lunedì a Gizzeria il congresso di Fenealuil Calabria su “Valorizzare il lavoro, riqualificare il futuro”

Lunedì 30 maggio, a Gizzeria, all’Hotel Marechiaro, dalle 9.30, è in programma l’ottavo congresso regionale di Fenealuil Calabria, sul tema Valorizzare il lavoro, riqualificare il futuro.

I lavori congressuali saranno conclusi da Vito Panzarella, Segretario generale della FenealUil Calabria ed è previsto, fra gli altri, l’intervento di Santo Biondo, Segretario generale della Uil Calabria.

L’ottavo congresso regionale della FenealUil Calabria si inserisce nella stagione congressuale della categoria che vivrà il suo momento conclusivo sempre in Calabria, dal 19 al 21 settembre 2022 quando, presso il centro congressi “Tui magic life Calabria” di Pizzo, si terrà il 18esimo congresso della FenealUil.

Hanno risposto, infine, all’invito del Segretario generale della FenealUil Calabria, Maria Elena Senese, anche: Marco Alberto De Benedetto, ricercatore dipartimento Economia statistica e finanza Unical; Marcello Ferraro Restagno, presidente nazionale Federcave; Roberto Cosentino, dirigente generale dipartimento Lavoro e welfare Regione Calabria e Giuseppe Patania, direttore Ispettorato del lavoro di Reggio Calabria e Cosenza. (rcz)

A Gizzeria l’assemblea regionale di Noi con l’Italia

Domani pomeriggio, a Gizzeria, all’Hotel Marechiaro, è in programma l’assemblea regionale di Noi con l’Italia.

Saranno presenti il Presidente Nazionale, Maurizio Lupi, il Responsabile Organizzativo, Alessandro Colucci, il Referente Nazionale, Giuseppe Galati e i Dirigenti Antonino Foti, Michele Ranieli e il Dott. Franco Pichierri.

In collegamento da Beirut, interverranno il Leader dell’Internazionale Democratico Cristiana e di Centro ed ex Presidente della Repubblica Libanese, Amine Gemayel e Vincenzo Speziali(rrm)

 

GIZZERIA (CZ) – Grande successo per il Premio Caposuvero

Si è chiusa, tra encomi e applausi, l’ottava edizione del Premio Caposuvero, ideato e promosso dalla Pro Loco di Gizzeria.

Dal parterre ai presenti gli encomi all’iniziativa sono molteplici. In una veste nuova, rinnovata, intorno a quella che è diventata l’emblema del Premio la Torre dei Cavalieri si sono alternati, tra video di presentazione, interventi e applausi, i premiati di questa edizione. Una serata ricca di contenuti e di messaggi, dalla legalità alla cultura, dal senso di appartenenza ad una terra difficile ma pur bellissima a quella voglia di riscatto che si manifesta nella volontà di estirpare il marcio, decidendo da che parte stare, e seminare il buono, investendo ed esaltando le peculiarità di ogni territorio.

«Un premio che ogni anno riesce a migliorare, rendendolo maggiormente partecipativo e riuscendo soprattutto a scegliere delle personalità che veramente meritano e danno effettivamente alla nostra terra tantissimo quotidianamente», queste le parole dell’onorevole Angela Napoli che ha consegnato, fortemente emozionata, il Premio Legalità al Procuratore Capo di Reggio Calabria Giovanni Bombardieri.

Ad aprire la serata, proprio l’intervento del Procuratore Bombardieri che, soffermandosi su alcune delle inchieste e dei processi più importanti degli ultimi anni, ha sottolineato la capacità espansionistica della ‘Ndrangheta che, oggi, continua a scrivere il destino di molti territori calabresi, la provincia di Reggio Calabria senza dubbio la più colpita, ma prolifera e si duplica da nord a sud d’Italia, così come attestato dall’ultima relazione presentata in Parlamento dalla Direzione Investigativa Antimafia, ma s’impone in Europa e trova forza oltre oceano.

«L‘Ndrangheta non è solo un fenomeno localistico – ha dichiarato Bombardieri – ma a detta di tutti coloro che la studiano e la combattono, è purtroppo oggi il fenomeno criminale più agguerrito, più pervasivo, più proiettato all’estero».

«Non è più quella di 15/20 anni fa – ha spiegato – che guardava, ad esempio, al nord Europa come una terra d’investimento, infiltrata in alcuni settori come la ristorazione, il cemento, ma oggi guarda all’Europa come ad una terra dove operare, dove delocalizzare le proprie attività. Divenendo sempre più difficile operare in questi territori, cerca altre opportunità e si confronta con altri gruppi, albanesi, turchi. Interazioni che a volte sfociano in contrasti che portano ad agguati o a risse “alla maniera ‘ndranghetisa”, che preoccupano e devono preoccupare sempre più gli Stati del nord Europa, con i quali ormai esiste una collaborazione continua. Ecco perché è importante e fondamentale la cooperazione internazionale attraverso le Squadre investigative comuni»

Alla domanda della moderatrice, la giornalista Fabrizia Arcuri, se ancora ci sia una sorta di mistificazione del fenomeno da parte dell’informazione, a volte poco attenta ai risultati di indagini di rilievo, ha risposto: «L’informazione è necessaria. La gente ha diritto di sapere, di conoscere il risultato del lavoro di una Procura per avere la certezza dell’operato e c’è il dovere della Magistratura d’informare».

«Non si vuole mettere il bavaglio alle Procura, come a volte si dice – ha spiegato il procuratore – ma è necessario che ci sia un’informazione corretta e coerente con la realtà. Non bisogna trasferire una comunicazione fuorviante, in fase d’indagine ci sono accertamenti parziali, che non sono ancora dogma della certezza giudiziaria. La comunicazione è un problema che deve investire la società, la stampa e quegli organismi che sono deputati a ciò e va esercitata con scrupolo».

Passaggio di testimone, quindi, al giornalista Pietro Comito, che alla domanda: “Che cosa significa fare giornalismo d’inchiesta oggi in Calabria?” ha affermato: «Una corretta informazione presuppone prima di tutto preparazione. E poi ci vuole impegno, dedizione, ci vuole in parte anche rassegnazione, ci vuole coraggio. Perché farlo sul territorio è qualcosa di diverso, perché si entra necessariamente in contatto con gli stessi imputati di quelle indagini o le loro famiglie».

«I tuoi figli vanno a scuola con i loro figli – ha aggiunto –. E, questo, è un segnale fortissimo di cui il territorio stesso a volte non si rende conto. Così come non ci si è resi conto del grande e minuzioso lavoro che i magistrati, le procure e le forze dell’ordine stanno portando avanti».

Ed ha chiuso il suo intervento riprendendo una frase di Nando della Chiesa: «Voi non avete soltanto un gran dovere di cronaca ma avete un gran dovere di storia. E questo dovere di storia noi lo stiamo esercitando grazie al lavoro che stanno conducendo le nostre procure e i giudici che firmano le sentenze, loro stanno riscrivendo la storia e non soltanto pagine di giustizia. Io spero che il resto della società e quindi anche la comunicazione cominci a cambiare perché esiste un grande difetto su cui bisogna interrogarsi e cioè quanto veloce vanno le procure e quanto velocemente andiamo noi. E noi siamo ancora troppo lenti».

Un premio condiviso con tutti i colleghi e i professionisti che con lui lavorano, consegnato dal criminologo e direttore del Master di Criminologia della Calabria, Sergio Caruso: «La comunicazione non deve essere spettacolarizzazione ma deve prima di tutto poggiarsi come in ogni contesto sull’etica, solo così questa diventa funzionale alla conoscenza e soprattutto alla riflessione. E di riflettere ce n’è sempre bisogno».

Quel lavoro di squadra che ha messo in evidenza anche lo stesso Bombardieri nelle sue dichiarazioni, sottolineando l’impegno profuso da tutti coloro che sono impegnati in prima linea nel contrasto alla criminalità organizzata, come lo Squadrone Eliportato Carabinieri Cacciatori di Calabria. A loro il Premio Speciale 2021, presente il Tenente Zerino che ha tenuto a precisare che lo Squadrone non é soltanto quell’unità speciale che in 30 anni ha contribuito ad assicurare alla giustizia oltre 300 latitanti ‘ndranghetisti ma: “A volte passa inosservata l’attività quotidiana che il reparto fa sul territorio. Giornalmente controlla, monitora e cerca di penetrare nelle dinamiche del fenomeno criminale. La forza dello Squadrone sta proprio in questo, nel saper unire esigenze operative e specializzate, capacità d’intervento ad una conoscenza approfondita del territorio. Siamo memoria storica di quelle realtà».

Ed è proprio dalla memoria che bisogno partire per ricostruire questo Paese. La memoria di quei grandi uomini che hanno sacrificato la loro vita nella lotta contro le mafie e di coloro vittime innocenti che sono cadute per mano della criminalità organizzata. Da Falcone e Borsellino, da Peppino Impastato a Carlo Alberto dalla Chiesa ma anche don Pino Puglisi, Lea Garofalo, Cocò Campilongo, solo alcuni dei protagonisti dell’ultimo libro: Non chiamateli Eroi di Nicola Gratteri, Procuratore Capo di Catanzaro, e Antonio Nicaso, giornalista, esperto di ‘Ndrangheta e docente di Storia sociale della criminalità organizzata alla Queen’s University in Canada. A loro il Premio Cultura.

Assente il procuratore Gratteri, per un sopraggiunto imprevisto, era invece collegato via Skype, il professore Nicaso: «Non è pensabile poter sconfiggere una criminalità mafiosa che è sempre più internazionalizzata soltanto con la repressione delegando ciò esclusivamente alla magistratura e alle forze dell’ordine, è necessario che la lotta sia portata avanti simultaneamente sul terreno della promozione sociale, dell’educazione, della crescita culturale. I libri servono a questo, a stimolare una forte coscienza critica e civile».

«L’alba di un nuovo giorno è possibile se ognuno fa qualcosa, se si fanno delle scelte precise. L’invito è a collaborare: la società civile deve collaborare. Il processo non può essere solo il confronto tra accusa e difesa, chi sa deve parlare solo in questo modo è possibile sovrapporre la verità storica a quella giudiziaria, che non sempre sono le stesse. Altrimenti sarà sempre difficile dimostrare la verità nella sua interezza. Bisogna prendere consapevolezza del proprio ruolo all’interno della società, senza essere magistrati o eroi» questa la sintesi dell’intervento del prof Nicaso.

«Un impegno costante, giornaliero – ha proseguito – eccellenze di Calabria che devono essere sostenuti e difesi nell’esercizio del loro ruolo anche dalla politica, così l’onorevole Wanda Ferro che ha chiuso la prima parte del premio dedicata alla legalità. “Una politica che deve sostenere i tanti magistrati attraverso una rivisitazione degli organici impegnati, soprattutto la dove necessitano come nelle Procure calabresi».

«Ci vorrebbe una difesa maggiore – ha aggiunto – di quelle normative come quella dell’antimafia che come uomini come Falcone e Borsellino hanno voluto. Questo percorso deve servire a sollevare le coscienze partendo dalla scuola ma anche dalle famiglie. La speranza, diceva Sant’Agostino, ha due figli, lo sdegno e il coraggio. La Calabria non è soltanto ‘Ndrangheta ma è fatta di tante brave persone che oggi vogliono occupare quegli spazi strappati alla criminalità. Questo Premio è l’esempio di un Calabria che vuole cambiare, che vuole alzare la testa e questo parterre rappresenta davvero quella Calabria che vogliamo».

Quell’altra parte della medaglia di una terra ricca di opportunità e occasioni da poter sfruttare e su cui investire per creare sviluppo e crescita, per offrire lavoro ma anche visioni da condividere e da far conoscere al resto del mondo. Una Calabria positiva, propositiva e internazionale come quella dei tanti imprenditori che hanno investito nei loro territori e creduto nella bellezza di quei grandi patrimoni che essa possiede. La seconda parte del Premio è dedicata a loro.

Premio Imprenditoria a Luigi Fazio amministratore del Cash and Carry L’Elefante, leader nel proprio settore. Una professionalità che ha saputo costruire sulla qualità dei propri servizi ma anche sul concetto di legalità a cui lui stesso ha fatto riferimento nel suo intervento: «Senza il quale in un contesto difficile come il nostro non puoi resistere ma su cui devi credere e proprio grazie all’esempio di uomini come quelli presenti oggi qui”. Ad insignirlo l’assessora Corica Pasqualina del comune di Gizzeria, che ha patrocinato l’evento: “Un atto dovuto, una collaborazione con il comune che continuerà nel tempo, visto lo spessore e la rilevanza che Caposuvero ha ormai raggiunto»-

Alla stilista Luigia Granata, il Premio Imprenditoria Femminile. A colei che con le sue creazione di alta moda, vere e proprie opere d’arte, riesce ad esprimere la grande bellezza di questa terra. Storia, arte e cultura stampata sulle sue realizzazioni per le quali è conosciuta in tutto il mondo: «Ho ricevuto molti premi anche internazionali ma devo dire che questo mi emoziona e m’inorgoglissi come mai, per i messaggi di cui è fatto e che riesce a veicolare in maniera eccelsa». A consegnare il riconoscimento Manuela Filice, responsabile eventi Unpli Cosenza.

La presidente Fragale ha voluto invece consegnare personalmente il Premio allo Sport riservato a Luca Valentini, beach manager e amministratore della Hang Loose Beach, il parco sportivo balneare dove ogni anno vengono disputati i campionati mondiali di Kite surf, vanto e orgoglio di Gizzeria.

«Ho creduto fortemente nelle potenzialità che offriva questo territorio e ho puntato su quel perfetto binomio che è turismo e sport. Le soddisfazioni sono tante ma si può fare più, continuare ad investire è l’unica arma che abbia anche per sconfiggere l’illegalità. Dobbiamo solo crederci», così Valentini. 

Al professore di Sociologia del Turismo e di Sociologia del Turismo e dei Sistemi Territoriali Locali presso l’Università della Calabria, Tullio Romita, il “Premio Calabresi all’Estero”, per l’impegno profuso negli anni nella conoscenza e nello studio di quel grande patrimonio che sono i nostri corregionali sparsi nel mondo. È Direttore del Master di 1 Livello “Progettazione e gestione dei viaggi delle radici”, promosso dall’Unical e finanziato dal Ministero degli Esteri: «Il master – afferma Romita – ha come finalità quella di preparare esperti che possano rispondere alle esigenze di questi viaggiatori che non sono semplici turisti. L’obiettivo è quello di formare una figura professionale capace di partecipare alla pianificazione e organizzazione di un’offerta turistica studiata ad hoc e che possa essere da supporto soprattutto nei comuni. Una possibilità per tanti di giovani di restare e far crescere così la propria regione».

Antonello Grosso la Valle, consigliere nazionale Unpli, nel conferirgli l’encomio ha ricordato l’impegno profuso dalle Pro Loco nel turismo, come depositari di cultura, conoscenza e tradizioni. Ma ha anche sottolineato come: «Queste oggi siano anche altro, abbiamo aperto interlocuzioni con tutte le parte attive dei territori, con le realtà private e pubbliche, sedendo ai tavoli delle istituzioni più importanti, dai Ministeri alle Associazioni di categoria, alle Università. Diventando così non soltanto un elemento importante nella governare dei territori ma anche portatori di valori e principi, come quello che fa ormai da anni la Pro Loco di Gizzeria con il Caposuvero».

Se l’esaltazione della memoria, dell’identità e della storia, sono stati gli elementi che hanno caratterizzato questa edizione, non poteva mancare la parte dedicata al ricordo di alcune eccellenze.

Il Premio alla Memoria sezione Giornalismo a Elio Fata, consegnato da Pietro Comito. A chi ha fatto del giornalismo non solo una professione ma una missione credendo nelle grandi potenzialità della Calabria, tanto da sceglierla come casa sua. Sue le inchieste e gli articoli più importanti di quegli anni, tra i primi a scrivere di ‘Ndrangheta, promotore d’iniziative d’interesse sociale e politico che solo negli anni se n’è compreso il valore.

Fortemente emozionato il figlio Giancarlo Fata che ha ricordato il padre come: «Un giornalista tutto d’un pezzo, un uomo appassionato, giusto che non si piegava ai poteri forti ma li combatteva, a volte controcorrente è stato un grande visionario e soprattutto una brava personale credeva nel valore e nella funzione del suo lavoro».

E a vent’anni della prematura scomparsa del giovane stilista Giovannino Macrì la Pro Loco ha voluto ricordalo, per l’estro, l’originalità, l’indiscussa fama che aveva raggiunto in poco tempo. Ma anche come ha sottolineato Paolo Mascaro, già sindaco di Lamezia Terme, consegnando la targa alla sorella Isabella: “Ad un giovane talento che incarnava della sua terra i valori più veri e autentici e che avrebbe senz’altro portato ancora più in alto il nome della Calabria”.

Al presidente Confapi Calabria, nonché vice presidente nazionale Francesco Napoli, è spettato invece il ricordo di G. B. Spadafora, il maestro orafo che da San Giovanni in Fiore ha fatto conoscere la sua arte e quell’amore sviscerale per quello che realizzava a tutto il mondo. Nel rendergli omaggio come una delle più grandi eccellenze calabresi anche Napoli ha espresso parole di encomio per la serata dai contenuti chiari e incisi e per un’iniziativa che deve avere un’eco forte.

«A volte gli imprenditori, soprattutto della piccola e media industria che io rappresento – ha dichiarato – si sentono soli, abbandonati dallo Stato soprattutto alle nostre latitudini e in tempi di crisi come questi ma la caparbietà con cui vanno avanti è essa stessa esempio, la determinazione di sapere da che parte stare rappresenta essa stessa lotta alla criminalità e sapere che ci sono uomini di spessore come quelli che abbiamo ascoltato stasera diventa spinta emotiva per andare avanti e non mollare. Il mio plauso quindi all’evento».

La serata ha chiuso i battenti con due Premi Speciali che hanno voluto racchiudere il senso di questa edizione, quella della contaminazione culturale ma anche del valore sociale che manifestazioni come queste rappresenta, segno imprescindibile del lavoro svolto dalle Pro Loco e che vanno sotto i tratti distintivi della: condivisone, solidarietà, unione, conoscenza, inclusione, partecipazione attiva.

Il Premio Medicina alla “Federazione Italiana Medici di Medicina Generale” e al sociale al “Banco delle Opere di Carità”.

A ritirare il primo il dott. Rosalbino Cerra, presidente FIMMG Calabria che ha dedicato un pensiero agli oltre 118 medici di famiglia morti in Italia per covid nell’assistenza ai pazienti: «Ringrazio tutti i medici, gli infermieri e quanti si sono sacrificati in un momento di emergenza ma è giusto ricordare anche chi lavora in silenzio, lontano dai riflettori e contribuisce con il proprio impegno a non far sentire soli quanti in questo periodo hanno avuto bisogno. E hanno trovato nel proprio medico di famiglia un riferimento sicuro e competente, una persona vicina nel momenti di malattia e di solitudine».

Lo stesso ha approfittato dell’occasione anche per lanciare un messaggio sul documento presentato nei giorni scorsi dalle Regioni, in cui sono illustrate le proposte di riforma del ruolo di medici di Medicina generale che vorrebbero cambiare il rapporto tra servizio sanitario pubblico e medici di famiglia facendoli passare alle dipendenze dello Stato. «Il nostro è un No categorico – afferma Cerra –. Non vogliamo rompere quel rapporto fiduciario, di prossimità e territoriale che ci contraddistingue. Ci vogliono burocrati spersonalizzando e rendendo anonimo quel rapporto medico-paziente che nessun altro ha. Chiediamo quindi il sostegno di tutti in questa battaglia, perché a fare le spese siete tutti voi, a cui verrà negato il diritto di scegliere il proprio medico di famiglia»

Il presidente regionale Giovanni Rizzo ha invece messo in evidenza l’impegno del Banco Alimentare nell’opera di supporto alla classi meno abiette presenti nella regione, oggi aumentate ancora di più  a causa della crisi post pandemia. «In Calabria esistono tantissimi poveri di cui 110.000 assistiti dal Banco Alimentare e 158.588, ad oggi arrivati a 230.000, assistiti dal Banco delle Opere di Carità Calabria. Ecco perché è necessaria un’azione corale che riconosca il valore della solidarietà e del volontariato, in una comunione d’intenti e di azione al fine di tamponare un’emergenza che è diventata sempre più grande. Plauso va alle Pro Loco che hanno raccolto da subito questo invito, offrendo il loro supporto al contrasto alla povertà».

Questa edizione si chiude con quel messaggio di speranza e di forza che ci ha consegnato il procurato capo Bombardieri: “La Calabria deve essere una terra su cui costruire, dove bisogna rimanere per riportarla a ciò che merita, in cui ci siano opportunità per i giovani e su cui si possa investire. Senza problemi d’inquinamento dell’economia legale, senza l’oppressione della ’Ndrangheta». (rcz)

GIZZERIA (CZ) – L’ottava edizione del Premio Caposuvero

Domenica 26 settembre, alla Torre dei Cavalieri di Gizzeria, è in programma l’ottava edizione del Premio Caposuvero, ideato e promosso dalla Pro Loco di Gizzeria, nella persona del suo presidente Giuseppina Fragale, e patrocinato dallUnpli regionale e dal Comune di Gizzeria.

Dal parterre, alle presenze, dai contenuti ai messaggi veicolati, è un esempio di quella contaminazione culturale su cui la Calabria e i calabresi devono scommettere per scrivere una storia e un destino diversi. Una narrazione diversa della Calabria che, contro ogni pregiudizio e stereotipo, vuole mostrare le sue bellezze, non chiede ma vuole dare, una terra su cui investire e non da cui fuggire, in nome della legalità e della giustizia. Diversi i nomi e le personalità di spicco premiati nelle scorse edizioni, quelle degli ultimi anni hanno avuto un notevole successo tale da essere menzionato da tutti gli organi di stampa regionali e dallAnsa. Uomini e donne calabresi che si sono contraddistinti per valore e impegno in tali settori e nell’impegno sociale e istituzionale.

Il Premio sezione Legalità, al Procuratore Capo di Reggio Calabria, Giovanni Bombardieri.

Per la sezione Cultura, a ritirare il Premio il Procuratore Capo di Catanzaro, Nicola Gratteri e il giornalista e storico delle organizzazioni criminali, Antonio Nicaso, autori dei più importanti e conosciuti testi sulla criminalità organizzata. E poi il Giornalismo, riconoscimento a Pietro Comito di LacNews24. Al Cash and Carry LElefante Premio Imprenditoria, Imprenditoria femminile alla stilista Luigia Granata; Medicina alla Federazione Italiana Medici di Medicina Generale, lo Sport a Luca Valentini Beach Manager, ideatore e organizzatore dei più grandi eventi di kite e winde surf; al prof. Tullio Romita il Premio dedicato ai Calabresi allEstero.

Diversi anche i Premi alla Memoria di quelle personalità che hanno lasciato un segno indelebile in una terra che ha sempre più bisogno di esempi da seguire; per limprenditoria omaggio allorafo G.B. Spadafora e al giovane lametino scomparso prematuramente Giovannino Macrì e per il giornalismo a Elio Fata.

Il Premio Speciale 2021 va allo Squadrone Eliportato Carabinieri Cacciatori Calabria.

Ad ispirare ledizione del Premio lo scritto di Leonida Repaci: «Per me Calabria significa categoria morale, prima che espressione geografica. Calabrese, nella sua miglior accezione metaforica, vuol dire Rupe, cioè carattere. È la torre che non crolla giammai la cima pel sofiar dei venti» e la Torre di Capo Suvero è emblema e metafora dellevento.

Ma,a caratterizzarlo, anche la famosa frase di Corrado Alvaro: «I Calabresi vogliono essere parlati», e lo facciamo attraverso gli esempi e le azioni di una Calabria positiva e propositiva. Un appuntamento che riconferma il valore del premio, cosı̀ come evidenziato dallencomio delle diverse istituzioni presenti ogni anno, molte le presenze anche per questa edizione.

La serata, con apertura alle 20:00, terminerà con il tradizionale buffet e intrattenimento conviviale. (rcz)

A Gizzeria il Campo Scuola della Fisascat Nazionale

Fino al 25 settembre, a Gizzeria, è in programma il Campo Scuola della Fisascat nazionale, che vede coinvolti 35 giovani in percorsi formativi preziosi per potere operare o continuare ad operare nel mondo sindacale.

La formazione come percorso esperienziale, cognitivo, emotivo e sensoriale è il l’argomento che abbraccia i temi trattati in questa edizione: dall’Intelligenza Emotiva, alla gestione delle emozioni, dal concetto di appartenenza e il ruolo della comunicazione, fino a welfare e benessere e il tema stesso della formazione.

Il tutto proposto da docenti provenienti dalle più qualificate università italiane e segretari generali di tutta la penisola. Importante sarà in particolare l’incontro del 23 settembre, che insisterà su bilateralità e welfare contrattuale con particolare riferimento al Sud Italia. Il webinar prevedrà la modalità di partecipazione mista nell’ambito dello svolgimento del Campo Scuola Fisascat Nazionale.

A chiudere il 25 settembre è previsto un incontro con il segretario Generale di Fisascat Cisl, Davide Guarini, il segretario nazionale della Cisl, Luigi Sbarra, quello della Cisl Calabria, Tonino Russo e quello di Cisl Magra Graecia, Salvatore Mancuso.

Ad aprire il lavori il segretario regionale Fisascat Cisl, Fortunato Lo Papa per i saluti. Il tema sviscerato nella giornata sarà Sociale ed esperienziale: i giovani e la formazione aperti, oltre ai partecipanti del campo scuola, anche ai delegati, Rsa, Rsu, operatori tecnici e politici ed ai dirigenti delle strutture territoriali e regionale della Fisascat Calabria.

L’incontro con i Segretari Generali prevede una breve introduzione del prof. Ambrogio Scognamiglio, docente universitario e formatore esperienziale e sarà moderato dal prof. Marco Lai, che puntualizzerà come le competenze digitali saranno il necessario supporto per comunicare e collaborare con gli altri e come gestire l’interazione sociale e sindacale tramite la tecnologia.

Soddisfatto il padrone di casa, Fortunato Lo Papa, segretario generale Fisascat Cisl: «Siamo lieti di ospitare gli organi nazionali, per noi è un’opportunità per dare ai giovani quelle nozioni che servono per andare avanti in questo percorso. Uno degli obiettivi che il sindacato pone da anni sul tappetto è quello di sensibilizzare la politica a creare percorsi per favore famiglie, lavoratori e giovani oltre che favorire e sviluppare ancora di più la contrattazione di secondo livello per creare l’incontro tra domanda e offerta, scuola e lavoro».

«Chiediamo ai giovani – ha concluso Lo Papa- di non rassegnarsi perché la loro formazione sindacale può aiutarli a dare vita alle loro aspettative». (rcz)

Nubifragio a Falerna e Gizzeria, Fisascat: Un tavolo tecnico per sostenere chi ha subìto danni

Il segretario regionale della Fisascat CislFortunato Lo Papa, in merito al nubifragio a Falerna e a Gizzeria dove imprenditori e commercianti hanno dubìto danni, perso merce, infrastrutture e mobilio, ha chiesto di convocare un tavolo tecnico «che tenga presente le caratteristiche della zona, e punti a renderla più sicura e meno vulnerabile alle calamità naturali ma, allo stesso tempo, predisponga una rete di sicurezza per chi dovesse, invece, essere vittima di danni».

«Ricordo – ha sottolineato il cislino – che tutte le misure prese per arginare fenomeni di questo tipo sono state a spese dei singoli, senza avere alcuno sgravio o sostegno nonostante esercitassero in una zona a grave rischio di erosione costiera. Si deve anche a questi imprenditori, ristoratori, baristi, commercianti e a tutti i lavoratori con loro impiegati, se molti turisti scelgono di trascorrere qui le loro ferie».

«Ecco perché saperli completamente senza aiuti o sostegni è qualcosa che non condivido – ha rimarcato Lo Papa – e sul quale bisognerebbe iniziare a ragionare».

«A chi con sacrificio ha superato questi anni duri, magari scegliendo proprio questa estate per inaugurare nuove attività – ha concluso Lo Papa – va il mio pensiero e la mia vicinanza sperando possa  mettere in moto un nuovo modo di pensare e gestire le attività economiche costiere».  (rcz)

A Gizzeria successo per l’ottava edizione del Premio Caposuvero

Sulla scia di Legalità è cultura, si è chiusa, a Gizzeria, l’ottava edizione del Premio Caposuvero, promosso dalla Pro Loco di Gizzeria e patrocinata dall’Unpli Calabria.

«Un premio che dedichiamo quest’anno a coloro che sono stati schierati in prima linea nell’emergenza pandemia. Questo è il nostro ringraziamento e un omaggio a chi non ce l’ha fatta e poi, come sempre, alle eccellenze di Calabria, con quello spazio, che ha reso noto il premio, dedicato alla legalità, agli uomini e alle donne che combattono o sono vittime della criminalità organizzata, di quella erba cattiva che impedisce a questa terra di esprimersi per quello che è» ha dichiarato Giuseppina Fragale, presidente della Pro Loco, in apertura della kermesse, a cui hanno fatto eco quelle dell’on. Domenico Furgiuele, che ha esaltato il valore di un Premio di qualità e di spessore che in qualche modo indica la strada da percorrere perché questa terra possa riscattarsi da un passato infelice. 

Dopo i saluti di rito e ringraziamenti agli sponsor della serata, Mmt Service, Oreficeria Megna, GB Spadafora, la serata, condotta dalle giornaliste Fabrizia Arcuri e Manuela Iatì (Skytg24), vestite dagli splendidi abiti tessuti a mano della Maison Celestino, ha preso il via con il dibattito, seguito e applaudito dai tanti presenti, tra i premiati sezione legalità.

Il Premio Legalità è stato conferito al Maggiore dei Carabinieri Gerardo Lardieri, responsabile sezione polizia giudiziaria della Procura della Repubblica di Catanzaro; Premio alla Memoria del magistrato Antonino Scopelliti, ucciso dalle mafie nel 1991 a Campo Calabro, alla figlia, on. Rosanna Scopelliti; a Michele Albanese il Premio per il Giornalismo; Premio Cultura e legalità al prof. Giancarlo Costabile, per Pedagogia della R-Esistenza, corso di laurea Unical. Il Premio Medicina al prof. Raffaele Bruno, direttore del Reparto di Malattie Infettive al San Matteo di Pavia e medico che ha curato il “paziente 1” di Codogno, che ha ricordato i circa 36.000 morti di Covid-19, tra cui oltre 200 tra medici e infermieri, e poi con pacata fermezza ha dichiarato: «L’Italia è un Paese dalla memoria corta e che dimentica quasi subito, e se prima eravamo angeli ed eroi oggi arrivano le recriminazioni e fioccano le denunce. Ma in fondo siamo anche quel Paese che freme per riaprire gli stadi ma lascia chiusa e nel caos più totale la scuola».

Premio allo SpettacoloParide Leporace, giornalista e scrittore, già presidente Film Commission Lu.Ca, che ha promosso la Basilicata come terra di cinema contribuendo al successo di Matera 2019 capitale europea della cultura e favorendo la nascita di un distretto di cineturismo studiato da molti esperti di settore.

Riconoscimento di merito all’ing. Demetrio Crucitti, direttore della sede regionale Rai per la Calabria, impegnato da diversi anni in un progetto che prevede la produzione e la diffusione di programmi e servizi giornalistici in italiano e in lingua dedicati alle minoranze linguistiche storiche presenti sul nostro territorio, oggi apprezzato e condiviso anche dalla Regione.

Per lo sport, non potevano mancare i riconoscimenti al Cosenza Calcio e al Football Club Crotone per i risultati raggiunti nello scorso campionato. Menzioni speciali sono andate al direttore tecnico del Crotone Giuseppe Ursino e per il Cosenza al mister Roberto Occhiuzzi, natio di Cetraro, che ha dedicato il premio proprio a quella Calabria bella e che non si piega. 

Riconoscimento all’imprenditoria alla Mmt Service di Montalto Uffugo (Cs) e Vivai Milone di Lamezia Terme, presente Emanuela Milone. A conferirle il premio il consigliere regionale e presidente della Commissione Agricoltura e Turismo Pietro Molinaro, che ha esaltato il lavoro di quel mondo dell’agricoltura e soprattutto di quei giovani imprenditori, molte le donne in campo, che con coraggio e passione investono sullo sviluppo sostenibile del territorio.

Commosso ricordo da parte di Kevin Marulla per il padre Gigi, a cui è stato dedicato il Premio alla Memoria.

Il Premio Calabresi nel Mondo, è stato ritirato da Giuseppe Sommario, fondatore e direttore Festival delle Spartenze, Associazione Assud che si occupa di fenomeni migratori italiani, di storia linguistica del cinema e del teatro, di tradizioni linguistiche e culturali della Calabria e che ha ricordato come anche verso i calabresi all’estero si sia persa la memoria, quella che invece loro, anche se emigrati da tantissimi anni, hanno mantenuto trasmettendola alle nuove generazioni, con le quali è importante rinsaldare quell’antico legame.

Premio Speciale al Corpo Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana della Regione Calabria, impegnate in prima linea nel periodo emergenziale. Presente con una rappresentanza del corpo l’Ispettrice Regionale, Rosanna Sicoli, che ha elogiato il lavoro svolto in questi mesi, che continua ormai ininterrottamente e con la stessa dedizione da 150 anni.

E poi, altro premio speciale all’Anci Calabria, presente il vice presidente regionale Franco Candia che ha voluto rimarcare il lavoro che i sindaci hanno fatto e continuano a fare nel contrasto alla diffusione della pandemia, ma anche in riferimento alla necessità di far ripartire l’economia e soprattutto, oggi, la scuola: «Posizioni, quelle dei sindaci calabresi, impopolari, con provvedimenti contrastati prima, poi imitati e condivisi, attraverso i quali abbiamo mostrato la fermezza delle nostre decisioni e la consapevolezza delle nostre realtà, che hanno bisogno di un’attenzione maggiore ma che sicuramente non si fanno trovare impreparate».

Menzione speciale all’Anci Giovani, con il componente coordinamento Massimo Rotiroti, in un passaggio simbolico di testimone alle nuove generazioni e ad una classe politica più attenta, preparata e che riconosce in quella fascia tricolore una grande missione. 

Ad encomiare i premiati il consigliere regionale Antonio De Caprio, presidente della Commissione Consiliare contro il Fenomeno della ‘Ndrangheta, della corruzione e dell’illegalità diffusa, che nel ringraziare i premiati per essere un esempio da esaltare e di cui parlare, ha posto l’accento su alcuni progetti in itinere che vedrà il coinvolgimento delle scuole e le parti sociali, anche in collaborazione con le Proloco, nella divulgazione della legalità e contro ogni tipo di violenza.

«Apriamo la serata parlando di legalità, perché la nostra meravigliosa Calabria deve purtroppo ancora fare i conti con la criminalità organizzata, la ‘ndrangheta, ma la presenza di questi nomi che, nel loro piccolo, danno ciascuno un contributo fondamentale alla lotta contro il malaffare, crediamo sia il modo migliore per parlarne, in chiave di speranza e positività» ha esordito Manuela Iatì, nel presentare i primi quattro premiati, emblema delle diverse sfaccettature di questa lotta: una figlia di vittima e vittima lei stessa della mafia, un investigatore che la mafia la combatte sul campo, un giornalista che la racconta e la denuncia e un docente che educa i ragazzi a una diversa mentalità.

«Sono nata e cresciuta a Roma, – ha dichiarato Rosanna Scopelliti – ma sono e mi sento calabrese. Ho in più il privilegio di poter guardare alla mia terra con un occhio esterno. Lavoro perché lo Stato sia percepito come più forte della mafia. I calabresi sono innanzitutto le persone oneste che lavorano, lottano, emergono come eccellenze, ma sono anche quelle che si piegano per elemosinare un lavoro e i ragazzi costretti a emigrare. Dobbiamo fare in modo di invertire questa rotta perché abbiamo tutte le capacità e il valore per riuscirci».

«Quanto a mio padre – ha aggiunto – la procura di Reggio sta lavorando bene, le indagini sono aperte e sono stati fatti passi avanti importanti, ma tra un anno ricorre il trentesimo dalla sua uccisione, è comunque troppo tardi per avere giustizia».

Gerardo Lardieri, che in Calabria lavora da un trentennio investigando proprio contro la ‘ndrangheta, è stato accolto da un omaggio video: le immagini a infrarossi dei carabinieri del Ros di Reggio Calabria di cui comandava una sezione, che ritraevano il momento della cattura di Pasquale Condello, “il Supremo”, nel febbraio 2008, uno dei momenti più emozionanti della sua lunga carriera.

Il maggiore ha posto l’accento sul cambiamento positivo della mentalità del popolo calabrese: «Ricordo che i primi tempi, anche solo nel chiedere a qualcuno se una data persona abitasse a un dato indirizzo, nessuno ci rispondeva. Ci si girava dall’altra parte nel silenzio totale, per paura e omertà. Oggi, a Catanzaro, il mio ufficio è pieno, ogni giorno, di persone che vengono a denunciare, a parlare, che dimostrano fiducia nelle Istituzioni. Stiamo lavorando bene, ma chiaramente serve proprio il loro aiuto».

«Chi come noi continua a parlare di ‘ndrangheta viene definito infame! ha tuonato Michele Albanese, giornalista sotto scorta dal 2014 (l’unico in Calabria), nel suo intervento accorato –. Ma di ‘ndrangheta bisogna continuare a parlare, per mostrare cos’è veramente, soprattutto a chi si piega e offre il caffè ai boss, pensando forse di trarne vantaggi. Se la nostra terra non cresce è per la commistione tra ‘ndranghetisti e società civile, imprenditoria, politica, massoneria. La Calabria è terra di eccellenze e di bellezza, pensate a quante sono le eccellenze che non sono potute nemmeno nascere a causa di questo schifoso connubio. Io non vado via perché ad andare via devono essere loro, questi farabutti che hanno sfregiato e avvelenato ogni cosa, loro che vorrebbero distruggere ogni cosa. La ‘ndrangheta è un problema culturale».

E proprio sulla cultura dell’antimafia ha chiuso questo piccolo talk il prof. Giancarlo Costabile: «La Calabria è purtroppo terra in cui si è forti con i deboli e deboli con i forti. Dobbiamo costruire un “noi” collettivo per poter sconfiggere le mafie. Non possiamo farlo individualmente. A partire dal mondo accademico, che dovrebbe scendere dalle cattedre e schierarsi, apertamente, chiaramente, sul campo, offrendo modelli di comportamento e azione, fondamentali per i giovani. E la stampa, la libera informazione, gioca un ruolo fondamentale in questo, gliene sono personalmente grato».

Un appuntamento, dunque, che ha riconfermato il valore del premio, così come evidenziato dall’encomio finale dell’on. Angela Napoli nel suo intervento telefonico, dal parterre, dalle presenze, dai contenuti e i messaggi veicolati, esempi di quella contaminazione culturale su cui la Calabria e i calabresi devono scommettere per scrivere una storia e un destino diversi. (rrm)

GIZZERIA (CZ) – La settima edizione del Premio Caposuvero

Domani sera, a Gizzeria, alle 20.30, alla Torre dei Cavalieri, è in programma la settima edizione del Premio Caposuvero, ideato e promosso dalla Pro Loco di Gizzeria, guidato da Giuseppina Fragale.

Il Premio, che viene assegnato a nomi e personalità di spicco in diversi settori del panorama calabrese e non solo, quest’anno ripartirà da una frase di Nicola Gratteri, Procuratore della Repubblica di Catanzaro, vincitore della scorsa edizione: Questa terra non è omertosa, la gente ha solo bisogno di essere ascoltata.

«Ripartiamo – si legge in una nota – dall’ascolto e dal racconto di una terra che vuole mostrare un volto diverso dagli stereotipi e dai pregiudizi, diventando essa stessa quel cambiamento culturale e sociale che merita».

«Il successo dello scorso anno – ha dichiarato la presidente della Pro Loco Fragale – confermato dal risalto mediatico che ha avuto, ha dato nuova linfa a questo Premio e non potevamo, nonostante le restrizioni e il momento particolare che ci troviamo a vivere, mancare questo appuntamento. Sarà come sempre un’occasione per esaltare le nostre eccellenze, valori e intelligenze di Calabria, ma anche un momento di condivisione e riflessione sui temi della legalità, del sociale e di quello che abbiamo vissuto in questi mesi, dedicando una parte dell’incontro a coloro che sono stati schierati in prima linea nell’emergenza pandemia e un omaggio a chi non ce l’ha fatta».

Il Premio Legalità, sarà conferito al Maggiore Carabinieri Gerardo Lardieri, responsabile sezione della Procura della Repubblica di Catanzaro, Direzione Distrettuale Antimafia; Premio alla Memoria al magistrato Antonino Scopelliti, a ritirare l’omaggio la figlia, l’on. Rosanna Scopelliti; a Michele Albanese il Premio Giornalismo.

Il Premio Cultura e legalità al prof. Giancarlo Costabile, per Pedagogia della R-Esistenza, corso di laurea Università della Calabria. Premio Medicina al prof. Raffaele Bruno, direttore del reparto di malattie infettive del San Matteo di PaviaPremio Spettacolo a Paride Leporace, giornalista e scrittore, già presidente Film Commision Lu.Ca; riconoscimento di merito all’ing. Demetrio Crucitti, direttore sede regionale Rai per la Calabria; Imprenditoria: Mmt Service di Montalto Uffugo (Cs) e Vivai Milone, Lametia Terme.

Per lo Sport, non potevano mancare i riconoscimenti al Cosenza Calcio e al Football Club Crotone. Battesimo per il Premio Calabresi nel Mondo, a ritirare il primo riconoscimento Giuseppe Sommario, fondatore e direttore Festival delle Spartanze, Associazione Assud.

A chiudere la kermesse due Premi Speciali: al Corpo Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana della Regione Calabria e all’Anci Calabria. Nel corso dell’evento le motivazioni dei premi e altre menzioni speciali.

Saranno presenti rappresentanti istituzionali nazionali e regionali e del mondo dell’associazionismo. La serata terminerà con il tradizionale buffet e intrattenimento conviviale. Moderano le giornaliste Fabrizia ArcuriManuela Iatì (SkyTg24). (rcz)

 

Granato (M5S): interrogazione sul capannone dei veleni di Gizzeria

Sulla vicenda del cosiddetto “Capannone dei veleni” a Gizzeria (Catanzaro), la senatrice M5S Bianca Laura Granato, segretaria della commissione Istruzione pubblica e Beni culturali, ha interrogato i ministri dell’Ambiente e della Salute chiedendo «quali notizie abbiano in relazione al caso e quali iniziative di competenza intendano assumere per la tutela dell’ambiente interessato e della salute pubblica».

Ne dà notizia, in una nota, la stessa parlamentare del Movimento 5 Stelle, che osserva: «La comunità locale ha il diritto di sapere in tempi rapidi che tipo di rifiuti siano lì presenti e se esistano rischi e pericoli per l’ambiente e la popolazione interessati. Nel merito le responsabilità investono i vari livelli regionali, che hanno il dovere di attivarsi con la massima attenzione. Per adesso – rimarca la parlamentare – è certo che una massa di rifiuti si trova in una struttura del tutto inadeguata, col tetto in eternit in pessime condizioni, porte e finestre distrutte, altri danni strutturali e il rischio che il residuo dei materiali filtri nella sottostante falda acquifera o che inquini il mare attraverso i vicini canali». «Il Movimento 5 Stelle – conclude Granato – si batte da anni per un’economia circolare sui rifiuti, in una regione che continua a gestirne il ciclo con continue ordinanze in deroga invece che con la dovuta pianificazione. Quest’ultima vicenda ne è l’ennesima riprova». (rp)