A Reggio celebrata la Giornata mondiale dell’Arte

Al Castello Aragonese di Reggio Calabria si è celebrata la Giornata Mondiale dell’Arte con un incontro culturale, promosso da Elena Carbone, opinionista culturale reggina.

Hanno partecipato il dott. Salvatore Timpano, presidente nazionale di AiParC, l’attrice Teresa Timpano e il pittore Natino Chirico, che sono tre grandi protagonisti della seconda edizione della “Primavera della bellezza”, il Festival delle Arti nella stagione del risveglio svoltasi in questi giorni al Castello.

L’avv. Eliana Carbone, introducendo l’incontro, ha detto che questa Giornata che è la Giornata Mondiale dell’Arte è stata proclamata dall’Unesco nel 2019 proprio per stimolare il contributo culturale tramite le forme espressive delle Arti.

«L’Arte – ha detto Carbone – unisce i popoli perché crea uno scambio delle identità culturali e innalza il livello qualitativo dei rapporti fra tutti».

Carbone ha, quindi, chiesto al dott. Salvatore Timpano, organizzatore con l’A.I.Parc.C. della “Primavera della Bellezza”, che è una rassegna artistica in programma fino a oggi al Castello Aragonese e che riguarda la Primavera e la Bellezza della Primavera e l’Arte in tutte le sue forme, qual è il contributo che ritiene di aver dato con questa grandiosa rassegna alla città di Reggio Calabria. Il dott Timpano, prendendo la parola, ha sottolineato come con questo Festival delle Arti nella stagione del risveglio si è voluto dare un grande apporto alla condivisione della cultura a Reggio Calabria attraverso mostre, simposi scultura, pittura, oreficeria, conio di monete cercando di declinare la bellezza secondo tutte le sue forme e l’Arte come rappresentazione che si avvicina quasi al metafisico, perché la bellezza è un ideale che l’uomo può rappresentare attraverso la sua attività.

L’attrice Teresa Timpano è stata la protagonista della performance teatrale  “Persefone”, che è importante dal punto di vista artistico, essendo Persefone anche il mito della rinascita.

L’attrice ha, quindi, spiegato che l’esecuzione teatrale di questa performance artistica “Persefone” è nata in seno ad un grande progetto di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne costruito insieme al centro antiviolenza Angela Morabito di Reggio Calabria e che il messaggio che desidera trasmettere al pubblico in generale ed al nostro territorio è proprio quello antiviolenza.

«Ho immaginato di raccontare il mito di Persefone – ha spiegato Timpano – per esprimere tutte le possibilità che hanno le donne di essere indipendenti, di rinascere continuamente, di resistere in modo positivo, di esprimersi attraverso la propria identità perché Persefone è proprio un simbolo fornitoci dalla mitologia greca».

A conclusione dell’incontro e scambio culturale, c’è stato l’intervento del Maestro Natino Chirico, che ha esposto alcune delle sue opere al Castello Aragonese per la rassegna artistica e che ha evidenziato che lui è nato a Reggio Calabria e, infatti, per questo il titolo della sua mostra, in cui espone circa venti opere che sono un piccolo spaccato del suo lavoro, è “Via Zara, 16 89100 Reggio Calabria”.

E, in risposta alla domanda dell’avv. Carbone su che cosa sia l’Arte per lui e come possa incidere sul sociale, il Maestro Chirico ha spiegato come «senza Arte non c’è vita. Io poi amo l’Arte e la vita e quindi mi sembra una cosa per me molto naturale e sono sicuro che non ci può essere crescita sociale se non c’è Arte, se non c’è cultura».

Grande è stata la soddisfazione dei partecipanti per lo scambio di crescita culturale avvenuto con questo incontro celebrativo della Giornata Mondiale dell’Arte. (rrc)

MESORACA (KR) – L’iniziativa “Made in Italy: Il Cuore della Nostra Cultura”

Questo pomeriggio, a Mesoraca, nella sezione del Liceo “Raffaele Satriani”, si terrà l’iniziativa “Made in Italy: Il Cuore della Nostra Cultura”, promossa dal Coordinamento nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, in occasione della Giornata del Made in Italy.

In questa occasione, gli studenti presenteranno alcune idee imprenditoriali ispirate alle possibilità e risorse territoriali alla presenza di ospiti illustri e rappresentanti delle istituzioni. Un plauso particolare ai giovanissimi “imprenditori” e progettisti che hanno con entusiasmo immaginato un futuro dinamico e luminoso per la loro terra.

Valorizzare il Made in Italy significa investire nel futuro dei nostri giovani e nel futuro dell’Italia. 

Il Made in Italy rappresenta non solo un’eccellenza economica riconosciuta a livello globale, ma anche un patrimonio di valori, competenze, creatività e saperi che affonda le radici nella storia, nell’arte, nella tradizione manifatturiera e nel rispetto dei diritti umani e del lavoro. 

Il Made in Italy continua a rappresentare un pilastro fondamentale dell’economia italiana, con le esportazioni che nel 2024 hanno superato i 550 miliardi di euro, registrando un incremento dell’8% rispetto all’anno precedente. Le previsioni indicano che entro il 2025 le esportazioni potrebbero raggiungere i 679 miliardi di euro, trainate da settori chiave come l’agroalimentare, la moda e la tecnologia. 

I principali comparti del Made in Italy includono la moda (30%), l’alimentare (20%), l’arredamento (15%), l’automobilistico (10%) e la tecnologia e innovazione (25%). In particolare, l’export agroalimentare italiano negli Stati Uniti ha visto una crescita significativa, con aumenti nelle vendite di olio d’oliva (+67%), pasta (+193%) e vino (+63%). 

Le piccole e medie imprese (PMI) e l’artigianato costituiscono il 75% delle realtà identificate con il Made in Italy, evidenziando l’importanza di questi attori nel panorama economico nazionale. Tuttavia, solo il 35% delle medie e grandi aziende italiane utilizza attivamente il marchio Made in Italy nei mercati esteri, indicando un potenziale ancora inespresso. ​ 

Un aspetto rilevante riguarda la proprietà delle imprese: un terzo del fatturato delle aziende italiane è controllato da soggetti stranieri, con una presenza significativa nei settori ad alta tecnologia. Le imprese a controllo estero sviluppano il 61% del loro fatturato in attività ad alta tecnologia, superando il 46,7% delle aziende a proprietà italiana.

Il Liceo del Made in Italy, attraverso un’offerta formativa integrata che valorizza la cultura d’impresa, il diritto, l’etica del lavoro e la cittadinanza attiva, si propone come un laboratorio educativo capace di coniugare sapere e saper fare, innovazione e tradizione.

In un momento storico in cui è fondamentale offrire ai giovani strumenti concreti per affrontare con consapevolezza le sfide globali, questo percorso liceale diventa un’opportunità preziosa per formare cittadini responsabili, creativi e pronti a contribuire allo sviluppo sostenibile del Paese.

Il CNDDU sottolinea inoltre l’importanza di integrare maggiormente nella formazione del Liceo del Made in Italy lo studio dei Diritti civili, per garantire che la promozione del nostro patrimonio produttivo sia sempre accompagnata da un forte senso di responsabilità etica, inclusione e legalità.

Invitiamo pertanto le istituzioni scolastiche, le famiglie e il mondo delle imprese a sostenere e promuovere attivamente tale percorso, che rappresenta una nuova frontiera dell’istruzione italiana, in grado di costruire ponti tra scuola, società e mondo del lavoro. (rkr)

BOVALINO (RC) – Le opere finaliste al Premio Mario La Cava

Sono “Sparring partner” di Andrea Caterini (Editoriale Scientifica), “Il fuoco che ti porti dentro” di Antonio Franchini (Marsilio) e “I giorni di vetro” di Nicoletta Verna (Einaudi) le opere finaliste dell’ottava edizione del Premio “Mario La Cava”,

promosso e organizzato dal Comune di Bovalino, in collaborazione con il Caffè Letterario La Cava e con il patrocinio della Regione Calabria. Il Premio Letterario “Mario La Cava” è realizzato con il contributo della Regione Calabria – Dipartimento Istruzione e Pari Opportunità – Settore Cultura – con risorse PAC 2014/2020 – Az. 6.8.3 – Avviso Attività Culturali 2023, del Comune di Bovalino e della BCC Calabria Ulteriore.

A indicare la terna in finale è stata la giuria composta da Andrea Carraro, scrittore, Arnaldo Colasanti, critico e scrittore, Alessandro Moscè, critico e poeta, Caterina Verbaro, docente di letteratura all’Università Lumsa di Roma, e Pasquale Blefari, assessore alla Cultura del Comune di Bovalino.

La stessa giuria indicherà l’opera vincitrice, che sarà resa nota nella cerimonia di premiazione che si terrà a Bovalino il 10 maggio 2025 nelle sale dell’Istituto di Istruzione superiore “Francesco La Cava”.

Anche quest’anno sarà conferito il “Premio dei lettori”, assegnato dai soci del Caffè Letterario “Mario La Cava”, mentre è alla prima edizione il “Premio Giovani scrittori di La Cava”, destinato agli studenti delle scuole superiori della Locride, per l’anno scolastico 2024/25, che hanno inviato racconti ora in valutazione della giuria composta dai docenti Cristina Briguglio, Francesco Giordano e Giovanna Alma Ripolo.

Il Premio letterario “Mario La Cava” nelle precedenti edizioni ha visto premiati Claudio Magris, Maria Pia Ammirati, Nadia Terranova, Donatella Di Pietrantonio, Alessandro Zaccuri, Gian Marco Griffi e Maria Grazia Calandrone.

Il Premio speciale “La Melagrana”, assegnato dal Comune di Bovalino e dal Caffè Letterario “Mario La Cava” a illustri personalità del mondo culturale che dedicano particolare attenzione ai temi meridionalisti, sarà consegnato quest’anno a Luigi Tassoni, critico, semiologo, e comparatista, autore di oltre 40 volumi e numerosi saggi in varie lingue, uno dei maggiori esperti di letteratura europea contemporanea. Professore emerito dell’Università di Pécs, dove ha diretto per trent’anni il Dipartimento di Italianistica e l’Istituto di Romanistica.

Membro dell’Accademia ungherese delle Scienze, ha insegnato negli USA e in numerose Università in Europa. Noti a livello internazionale i suoi saggi di filologia moderna, sui poeti italiani contemporanei, sul romanzo europeo di oggi, e sulla filosofia, pubblicati in diverse lingue. Da oltre un decennio firma la fortunata trasmissione “Leggìo” a Radio Capodistria.

Nelle precedenti edizioni, il Premio “La Melagrana” è stato assegnato a Raffaele Nigro, Raffaele La Capria, Walter Pedullà, Piero Bevilacqua, Luigi Maria Lombardi Satriani, Massimo Onofri e Salvatore Silvano Nigro(rrc)

CATANZARO – Giovedì la mostra “Es e materia”

Giovedì pomeriggio, a Catanzaro, nelle Gallerie del Complesso Monumentale del San Giovanni, alle 17.30, s’inaugura la mostra “Es e materia” di Maurizio Fulginiti e Rosalba Russo.

L’evento sarà presentato dalla dott.ssa Donatella  Monteverdi,  assessora alla Cultura  del Comune di Catanzaro, e dall’avv. Gianmichele Bosco, presidente del Consiglio Comunale di Catanzaro. Ad introdurre il pubblico verso le opere e gli artisti saranno il prof. Vittorio Politano teorico dell’arte, già direttore dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, e lo storico dott. Nando Castagna.

È con gioia che la Presidenza del Sindacato Libero Scrittori Italiani sezione Calabria, per voce di Luigi Stanizzi, saluta questa nuova mostra, evidenziando come la Calabria pulluli di artisti impegnati, nella pittura, scultura, musica, canto, poesia, letteratura, in ogni espressione dell’arte.

«Se venisse condotta un’indagine statistica – ha precisato Luigi Stanizzi – sono certo che la  popolazione calabrese risulterebbe fra le più creative al mondo. E questo è un primato lusinghiero, perché l’arte in ogni sua forma è nutrimento essenziale dello spirito».

L’artista Maurizio Fulginiti ama definirsi un “espressionista eclettico” che sostanzia la sua ricerca in un rigoroso uso del colore, al quale chiede di emergere prepotentemente dal supporto che lo contiene, mentre  Rosalba Russo non si esprime con un linguaggio univoco in quanto, precisa l’artista, «per me fare arte è una continua ricerca in una costante manifestazione di eterna libertà espressiva».

L’esposizione si può visitare fino al 20 aprile.  (rcz)

CARDINALE (CZ) – Martedì il workshop sulla Tonda di Calabria bio

Martedì 15 aprile, a Cardinale, alle 9, alla Fattoria didattica “Rotiroti”, Località Chiusella, si terrà il workshop “La Tonda di Calabria bio, risorsa di eccellenza per la gastronomia”.

L’evento sarà l’occasione per illustrare le innumerevoli possibilità di declinazioni delle qualità organolettiche della nocciola Tonda di Calabria bio nelle preparazioni salate e dolci, si svolgerà martedì 15 aprile a Cardinale (Cz) un workshop al quale prenderanno parte attiva l’Istituto Professionale di Stato Servizi per l’Enogastronomia e l’Ospitalità Alberghiera (Ipsseoa) di Soverato (CZ) e l’Istituto d’Istruzione superiore “Einaudi”, indirizzo (Ipseoa) di Serra San Bruno (VV).

L’evento-laboratorio sarà preceduto dai saluti dei rappresentanti istituzionali di un ampio territorio, la presenza dei quali è stata voluta proprio per evidenziare il ruolo della nocciola per lo sviluppo locale e l’importanza di un’azione sinergica. Si registreranno anche gli interventi di esperti del settore corilicolo e si parlerà di ricerca scientifica condotta sulla cultivar locale.

Il workshop prevede degli show cooking, duranti i quali docenti e studenti dei due istituti scolastici coinvolti presenteranno due menù: “Mare”, curato dall’Istituto Professionale di Stato Servizi per l’Enogastronomia e l’Ospitalità Alberghiera di Soverato, “Monti”, curato dall’Istituto d’Istruzione Superiore “Einaudi” (Indirizzo Ipseoa) di Serra San Bruno. 

A Paolo Caridi, food innovator, brand ambassador Tonda di Calabria bio, il compito di tenere lo show cooking finale, con le sue proposte di sapori sempre originali.

«L’evento – ha spiegato Giuseppe Rotiroti, presidente dell’Associazione dei Produttori Tonda di Calabria bio e del Consorzio Valorizzazione e Tutela Nocciola di Calabria –avrà anche finalità didattiche e formative, per far conoscere la Tonda calabrese e indirizzare nel suo impiego gli chef di domani».

Con questo evento che è rivolto anche a ristoratori, a consumatori e stampa, intende promuovere l’uso della nocciola Tonda di Calabria bio nella gastronomia regionale e italiana. Si vuole sensibilizzare, inoltre, i ristoratori locali a proporre piatti con l’ingrediente caratteristico, quale tocco distintivo, la nocciola del territorio, in chiave di turismo esperienziale».

Presentata la Primavera dei Teatri di Castrovillari

Dal 26 maggio al 1° giugno si terrà, a Castrovillari, la 25esima edizione di Primavera dei Teatri, il festival dei nuovi linguaggi della scena  contemporanea ideato e diretto da Dario De Luca, Saverio La Ruina, Settimio Pisano.

Un traguardo importante per una manifestazione che in un quarto di secolo ha saputo trasformare  una città del sud Italia in uno dei più vivaci laboratori di sperimentazione teatrale a livello nazionale  e internazionale. Con oltre 35 eventi tra spettacoli teatrali, performance, danza, musica, residenze  artistiche, mostre, workshop e incontri, il festival si conferma come un crocevia di visioni, linguaggi  e creatività con 9 Prime Nazionali, 1 anteprima nazionale e 4 residenze artistiche. 

Nato nel 1999, Primavera dei Teatri è oggi un punto di riferimento nel panorama culturale italiano,  grazie a una programmazione audace e rigorosa che mette al centro l’innovazione artistica e il  rinnovamento generazionale. In una regione spesso esclusa dai circuiti culturali dominanti, il festival  si fa portavoce di una progettualità dal forte impatto sociale e culturale, contribuendo alla crescita  di un pubblico consapevole, curioso e partecipe. 

In un momento storico in cui la cultura è chiamata a rinnovare la propria funzione sociale e politica, Primavera dei Teatri ribadisce la propria missione: promuovere il teatro come strumento di  riflessione critica, contaminazione artistica e sviluppo locale, puntando sui nuovi linguaggi, le  giovani generazioni e la multidisciplinarità. 

La direzione artistica ha saputo costruire, nel tempo, una progettualità culturale articolata e  coerente, capace di innestare nel Sud Italia processi virtuosi di rigenerazione territoriale attraverso  l’arte. La Calabria, grazie a Primavera dei Teatri, si è affermata come crocevia per la nuova  drammaturgia e punto di riferimento per le reti culturali nazionali e internazionali. 

«25 anni di festival sono un piccolo traguardo – hanno dichiarato Dario De Luca, Saverio La Ruina e  Settimio Pisano – 25 anni di festival a Sud, in Calabria, sono un piccolo miracolo. Un percorso fatto  di sogni e visioni, scommesse e lotte, politica e poesia. Un tempo lungo di teatro vissuto, progettato,  attraversato. Di pubblico fedele, di artisti coraggiosi, di comunità costruite giorno dopo giorno. 25  anni di spazi aperti alla città, di formazione e relazioni, di cambiamenti e ritorni». C

«on l’acqua alla gola – ha aggiunto – e le ali di cera, ma con i piedi saldi a terra e lo sguardo rivolto al futuro. 25 anni appassionati,  contraddittori, vitali. Un festival che ha mantenuto il cuore intatto e ha saputo crescere grazie a chi  lo ha abitato, pensato, vissuto. Un festival che ha formato persone, generato traiettorie, lasciato  segni. Senza le tante donne e uomini che lo hanno animato, oggi non saremmo qui. È anche grazie  a loro se Primavera dei Teatri può festeggiare questo compleanno».

Cuore pulsante della manifestazione, le residenze artistiche  rappresentano uno spazio privilegiato per la creazione, il confronto e la crescita delle nuove  generazioni di artisti. Il festival ospita e sostiene giovani compagnie emergenti, offrendo loro la  possibilità di sviluppare progetti in un contesto fertile e multidisciplinare, dove linguaggi diversi  dialogano e si contaminano. Un impegno che si rinnova di anno in anno con l’obiettivo di generare  nuove traiettorie artistiche e favorire la circuitazione delle opere, anche attraverso la collaborazione  con numerosi network nazionali. Primavera dei Teatri 2025 è realizzato con il sostegno di enti  pubblici e partner culturali. 

Il 26 maggio il festival prende il via con una restituzione artistica: Cani Lunari di Francesco Marilungo al  Polifunzionale, seguita dalla performance in prima nazionale Lo Spazio Occupato della Nuova  Compagnia del Balletto di Calabria, con la coreografia di Luca Signoretti, al Teatro Vittoria. La serata  si chiude con Nobody Nobody Nobody. It’s ok not be ok di Daniele Ninarello al Teatro Sybaris. 

Il 27 maggio è prevista la presentazione del libro Altrimenti il carcere resta carcere. Nel corso della giornata, Muna Mussie condivide la restituzione della sua residenza artistica. In  serata si tiene la restituzione di Rise di Daniele Ninarello, seguita da Stuporosa, coreografia intensa  di Francesco Marilungo. La giornata si chiude con Alla ricerca di una rosa ancora rossa una libera  interpretazione di Renata Antonante, del lavoro scritto e messo in scena nel 1998 da Antonello  Antonante e Franco Dionesalvi, sui versi del poeta Franco Costabile.

Il 28 maggio, il Polifunzionale ospita Il grande spavento di Valentina Diana con Principio Attivo  Teatro, mentre a seguire Iaia Forte interpreta Mia nonna e i Borboni, testo di Emanuele Trevi, che  a seguire converserà con il pubblico circa le sue radici calabresi e il suo rapporto con la Calabria. La  serata si conclude con Out of Blue del giovane autore Chicco Dossi. 

Il 29 maggio la scena si apre con Alienate di Francesca Ritrovato, un assolo al femminile della giovane autrice e  attrice calabrese. Segue in prima nazionale Crick, un sentito omaggio a Francesco Silvestri;  Topolino Crick – oggi Crick – visto da Dario De Luca e Saverio La Ruina nell’interpretazione dello  stesso Silvestri negli anni ‘90, viene riproposto per ricordare un drammaturgo tra i più significativi  della nuova scena napoletana di recente prematuramente scomparso. Chiude la programmazione  Polmoni di Duncan MacMillan, prima produzione della giovane compagnia Mar Giomitch di Michele  De Paola, Marisa Grimaldo, Giovanni Malafronte.

La mattina del 30 maggio sarà presentato Autoritratto sentimentale per inviluppo di Claudio Facchinelli, critico  teatrale recentemente scomparso, storico amico del festival. In prima serata va in scena Incontro,  una prima nazionale firmata dal Collettivo lunAzione. A seguire ancora una prima nazionale con Ivan  e i cani per la regia di Federica Rosellini, e La Verma, altro debutto nazionale a firma di Rino Marino  con musiche dei Fratelli Mancuso.  

La giornata del 31 maggio inizia con la presentazione del libro La non scuola di Marco Martinelli di Francesca Saturnino. Cecilia Foti presenta La questione dell’imbuto, esito della sua residenza artistica. In programma in anteprima nazionale Molly, con Letizia Russo diretta da Girolamo  Lucania. Atteso in prima nazionale Danio Manfredini con il suo Cari Spettatori, mentre Rosario  Palazzolo presenta Tiger Dad, interpretato da Salvatore Nocera. 

Il 1° maggio, in prima serata debutta in prima nazionale Io sono verticale di Francesca Astrei. A seguire ancora  una prima nazionale, Emma B. vedova Giocasta, monologo di Alberto Savinio con Marco Sgrosso.  Chiude il festival Goodbye Horses, prima nazionale di Dalila Cozzolino.

Durante tutta la settimana, dal 26 maggio al 1° giugno, si terrà il laboratorio teatrale R.A.C.cordi! cura del collettivo R.A.C., ispirato al film Fitzcarraldo

La giornata conclusiva del festival si apre con il laboratorio di cucina calabrese M’a mpari? T’a  mparu!, condotto da Giulia Secreti. 

Cinque i momenti musicali nelle varie serate con Altea, Daniele Moraca, Fablo Seed, Gianfranco  De Franco con Massimo Russo e gran finale il primo giugno con Sasà Calabrese. (rcs)

 

LAMEZIA – Lunedì incontro con la senatrice a vita Elena Cattaneo

Lunedì, alla Libreria Ubik di Lamezia, sarà presentato il libro “Scienziate. Storie di vita e di ricerca” della senatrice a vita Elena Cattaneo.

L’evento è stato organizzato dalla Ubik, dal Sistema bibliotecario Lametino presieduto da Giacinto Gaetano, dal Soroptimist club di Lamezia Terme guidato da Luigina Pileggi e dal Rotary Club di Rende guidato da Flora Ritacca.

A dialogare con la neuroscienziata sarà Luigina Pileggi, giornalista e presidente del Soroptimist Club, insieme alla ricercatrice lametina Alessandra Mascaro, conosciuta a livello internazionale grazie a una scoperta straordinaria: l’utilizzo di insetti, da parte degli scimpanzè, per curare le ferite, non solo le proprie ma anche quelle dei loro compagni. Mascaro da 5 anni vive in Germania, ma ha vissuto per molto tempo nel Gabon per studiare gli scimpanzé.

Elena Cattaneo è la senatrice più giovane nominata – nel 2013 dal Presidente Giorgio Napolitano – nella storia della Repubblica. È farmacologa e biologa, è Accademica dei Lincei e docente all’Università di Milano, dove dirige il laboratorio di biologia delle cellule staminali e farmacologia delle malattie neurodegenerative. Neuroscienziata di fama internazionale, nota per il suo lavoro pionieristico nella ricerca sulle malattie neurodegenerative, in particolare sulla malattia di Huntington, sulla quale lavora con l’obiettivo di rallentare il decorso o bloccarne l’insorgenza, pubblicando oltre 200 articoli scientifici.

Ma è anche una fervente sostenitrice della valorizzazione del ruolo delle donne nella ricerca e nella scienza: in  un settore tradizionalmente dominato dagli uomini, Elena Cattaneo rappresenta quindi una voce autorevole che invita a riflettere sull’importanza della diversità e dell’inclusione.  (rcz)

CORIGLIANO ROSSANO – Si presenta il progetto Destinazione Sybaris

Domani mattina, a Corigliano Rossano, alle 11, all’Auditorium Alessandro Amarelli, sarà presentato il progetto d’impresa Sibari Turismo dal titolo Destinazione Sybaris, ideato da Michele Abastante, che ne è anche responsabile.

Coordinati dal comunicatore strategico Lenin Montesanto, intervengono l’amministratore delegato di Amarelli e Presidente dell’Unione Imprese Centenarie Italiane, Fortunato Amarelli; l’imprenditore turistico e patron dell’esperienza ‘A Cantina di Cariati, Giovanni Filareti; il dirigente scolastico dell’Istituto d’Istruzione Superiore Majorana (Istituto Professionale Alberghiero, Istituto Tecnico Agrario, Istituto Tecnico Industriale) di Corigliano – Rossano, Saverio Madera; il maestro pizzaiolo di Campana 12, Tre Rotelle Gambero Rosso Daniele Campana; il Sindaco di Pietrapaola Manuela Labonia; il destination manager Daniele Donnici, l’Amministratore Unico di Terme Sibarite Spa Gianpaolo Iacobini, il Presidente del Gal Sibaritide e Primo Cittadino di Vaccarizzo Albanese Antonio Pomillo, Vincenzo Bossio della Fabbrica Tessile Bossio di Calopezzati ed il Sindaco di Corigliano – Rossano Flavio Stasi.

Proposto, come assoluta novità, da un’impresa turistica e pensato come strumento per rafforzare la capacità organizzativa dei territori nell’offerta plurale dei servizi al viaggiatore sempre più esperienziale, il progetto destinato a fare squadra e rete con altre analoghe proposte che stanno animando il territorio, proprio a partire dalla tappa zero di Corigliano-Rossano prevede un percorso itinerante di incontro e di ascolto di tutti gli attori e animatori istituzionali, sociali, economici, culturali e turistici della Sibaritide e dei territori ad essa limitrofa: dal Crotonese alla Valle dell’Esaro e fino al Pollino.

Tanto per i singoli operatori o imprenditori del settore quanto per le comunità locali ed i territori non è e non sarà più possibile anche solo parlare di turismo senza confrontarsi con l’esigenza di costruire destinazioni coerenti, attrattive e competitive per i viaggiatori contemporanei sempre più esperienziali. E non può esserci destinazione turistica vendibile sui mercati se essa non diventa la risultante e la confezione trainante di contenuti identitari e distintivi, di capacità organizzativa e di comunicazione strategica e ovviamente di patrimoni e servizi fruibili e di qualità. Siamo di fronte ad una visione e ad un orizzonte nuovi e di crescita ai quali non possono certamente sottrarsi il pubblico ed il privato nella millenaria terra dell’impero sibarita, tra i Marcatori Identitari Distintivi (MID) della Calabria Straordinaria.

È a partire da questa urgenza che nasce l’idea di costruire una DMC, una Destination Management Company, un’organizzazione che si occupa di gestire, promuovere e coordinare in modo unitario ed inclusivo, le attività turistiche coinvolgendo tutti, dalle istituzioni locali ai partner privati, dagli operatori dell’ospitalità e della ristorazione alle scuole, dai comuni alle proloco, passando dai tour operator.

CATANZARO – S’inaugura la Mensa del Vescovo

Lunedì mattina, alle 11.45, a Catanzaro, alla Chiesa dei Monti, sarà inaugurata la Mensa del Vescovo.

Si tratta di un punto ristoro per persone indigenti e bisognose, frutto della carità del Vescovo, dei contributi della Caritas e del Settore Politiche Sociali del Comune di Catanzaro, che sarà aperta dal lunedì al sabato dalle 12 alle 13 con pasti caldi, per una media di 25 posti al giorno. In orario extra mensa, sarà possibile anche usufruire di un servizio docce secondo necessità.

Parteciperanno all’apertura, guidata da Sua Eccellenza Monsignor Maniago, il Sindaco di Catanzaro, Nicola Fiorita e l’Assessore alle Politiche Sociali, Nunzio Belcaro, oltre che i responsabili della Caritas Diocesana di Catanzaro Squillace e la grande famiglia di Fondazione Città Solidale. L’Ets, rappresentata dal Presidente Padre Piero Puglisi, si occuperà nello specifico della preparazione dei pasti in una cucina specializzata e della loro consegna con un mezzo di trasporto autorizzato. I volontari dell’Associazione Mons. Oscar Romero Odv gestiranno il servizio all’interno della mensa, ristrutturata ed attrezzata ad hoc per questa nuova iniziativa che rende la Diocesi, e la Caritas Diocesana, sempre più al servizio del prossimo, della persona. (rcz)

La solitudine dei giovani online, una sfida urgente: Il convegno a Reggio

Si è affrontato una delle sfide più urgenti della nostra società, ossia la solitudine dei giovani nel contesto digitale, nel corso del convegno promosso e organizzato dalla parrocchia San Nicola di Bari e Santa Maria della Neve di Prumo-Riparo-Cannavò, dall’Associazione Ape Reggina e dall’Ufficio Diocesano di Pastorale Giovanile nella Parrocchia San Nicola di Bari e Santa Maria della Neve di Reggio.

Un evento patrocinato dal Comune di Reggio Calabria, Città Metropolitana, Consiglio Regionale della Calabria e dall’Ipalb Tur “G.Trecroci” di Villa San Giovanni (Reggio Calabria) e che ha visto la partecipazione di numerosi rappresentanti delle istituzioni locali, esperti e professionisti.

L’iniziativa ha rappresentato un primo passo di un cammino che, si spera, coinvolga sempre più persone in un’azione concreta di ascolto, sostegno e solidarietà verso le nuove generazioni.

Il convegno, moderato dal prof. Domenico Morabito, si è aperto con l’intervento di don Giovanni Gattuso, parroco delle comunità di Prumo-Riparo e Cannavò, che ha sottolineato come questo incontro non voglia essere un momento celebrativo, ma piuttosto un primo passo di un cammino di ascolto e attenzione concreta ai giovani.

Don Giovanni ha annunciato che seguiranno altri appuntamenti per approfondire il tema della solitudine giovanile, e per offrire un sostegno più diretto alle nuove generazioni.

Tra le numerose figure istituzionali presenti, hanno partecipato l’Arcivescovo Metropolita Fortunato Morrone, il Prefetto Clara Vaccaro, il Rettore dell’Università prof. Giuseppe Zimbalatti, l’Assessore regionale all’Istruzione Stefania Caracciolo, il Sindaco Giuseppe Falcomatà, il Vice Sindaco Paolo Brunetti, il Consigliere Comunale Francesco Barreca, il Generale Cesario Totaro, comandante provinciale dei Carabinieri, la dirigente scolastica Anna Maria Cama del Polo “Righi-Boccioni-Fermi”, il Garante metropolitano per l’infanzia e l’adolescenza Emanuele Mattia, il Comandante provinciale della Guardia di Finanza Colonello Agostino Tortora e molti altri rappresentanti delle forze dell’ordine e delle istituzioni scolastiche. Presenti anche la dirigente dell’Istituto Alberghiero di Villa San Giovanni “G. Trecroci”, prof.ssa Enza Loiero, con docenti e studenti dell’istituto che hanno partecipato attivamente all’accoglienza e alla preparazione del buffet. Partecipa inoltre il Dirigente del Liceo Statale “Tommaso Gulli”, Prof. Francesco Praticò. Accanto a loro, sono presenti anche numerosi docenti e studenti di diverse scuole del territorio.

Il convegno ha messo in luce un tema centrale: la solitudine dei giovani non è solo un effetto collaterale della connessione digitale, ma una ferita sociale che si nasconde spesso dietro una falsa facciata di interazioni online. Come è emerso dagli interventi, per contrastare l’isolamento è fondamentale l’impegno condiviso di tutti: istituzioni, famiglie e comunità.

Il procuratore del Tribunale per i Minorenni, Roberto Placido Di Palma, ha sottolineato la centralità dei legami umani nel contrastare la solitudine che cresce all’interno di un mondo virtuale. Ha invitato tutti, in particolare le famiglie, ad essere più presenti nella vita dei giovani, offrendo loro un punto di riferimento affettivo e sicuro.

Lo psicoterapeuta dott. Guido De Caro ha approfondito il disagio vissuto da molti ragazzi, un dolore spesso silenzioso che si sviluppa in un contesto di connessioni digitali che non riescono a sostituire le relazioni autentiche. Ha raccontato storie vere che dimostrano come la solitudine stia diventando una ferita sociale sempre più profonda.

Il prof. Vincenzo Malacrinò, docente di biologia ed esperto di comunicazione, ha spiegato come l’isolamento possa influire negativamente sul nostro corpo, generando squilibri e sofferenze psicofisiche. Partendo dalla frase dello scienziato Antonino Zichichi il quale afferma che “lo spirito che non ha materia condiziona la materia” ha evidenziato come il quadro ormonale e dei neurotrasmettitori viene modificato fino al punto di modificare strutture cerebrali nel momento in cui la solitudine persiste per lunghi periodi. 

Suor Giuliana Luongo, direttrice dell’Ufficio Diocesano di Pastorale Giovanile, ha sottolineato l’importanza di costruire un dialogo costruttivo, dove il vero affetto possa contrastare la solitudine.

L’intervento di Mons. Morrone, Arcivescovo di Reggio Calabria-Bova, ha rappresentato un momento di profonda riflessione, accompagnato da un’intensa passione per il futuro delle nuove generazioni. Parlando da pastore, ma anche da uomo che conosce bene le sfide del mondo adulto, l’Arcivescovo ha affrontato il tema dell’isolamento giovanile, un argomento che, secondo lui, deve coinvolgere tutti: le famiglie, le istituzioni educative e la comunità intera.

«Il tema dei giovani e dell’isolamento è estremamente rilevante», ha affermato il Vescovo, riconoscendo la difficoltà che questo tema rappresenta per gli adulti. «È una questione complessa che ci riguarda tutti. Le famiglie e le comunità educanti hanno una responsabilità condivisa», ha aggiunto con forza.

Mons. Morrone ha poi condiviso un aneddoto che ha suscitato riflessione: un padre che, nel tentativo di offrire consigli al figlio, diceva: «Quando ero ragazzo io, alla tua età…». Ma il Vescovo ha immediatamente sottolineato l’importanza di vivere ogni fase della vita all’interno di un contesto preciso e in continua evoluzione.

«Ogni epoca ha le proprie sfide», ha proseguito Morrone, mettendo in evidenza la grande trasformazione che sta vivendo la società moderna. Oggi, ha spiegato, «il virtuale e il reale si intrecciano in maniera indissolubile, tanto che i nostri dispositivi mobili sono diventati, ormai, una vera e propria estensione del nostro corpo».

Un fenomeno che influisce profondamente sulla percezione e sul comportamento dei giovani, rendendo urgente una riflessione collettiva su come affrontare questo cambiamento. Ma non è tutto negativo. Al contrario, l’Arcivescovo ha voluto sottolineare anche le potenzialità di questa nuova epoca: «Offre possibilità strepitose. La comunicazione oggi ci permette di essere più vicini». E ha citato un episodio: una ragazza salvata da un pestaggio grazie a una telefonata fatta col cellulare». (rrc)