LAMEZIA TERME (CZ) – Al via la nuova stagione di Teatro Ragazzi a cura di Teatrop

Teatro Ragazzi, una nuova stagione dedicata espressamente ai più piccoli, strizzando l’occhio anche agli adulti. Il nuovo cartellone ideato e promosso dalla compagnia lametina Teatrop è un chiaro invito alle famiglie ad accompagnare i bambini a teatro per far scoprire loro la meraviglia, lo stupore di favole antiche e storie moderne.

«Narrazioni incentrate su tematiche che riguardano la nostra società, il nostro vivere quotidiano – ha asserito Greta Belometti, attrice della compagnia – in un mondo che va troppo in fretta e non si sofferma abbastanza su idee e piccoli gesti che possono migliorare la qualità dell’esistenza di tutti noi».

«Tra queste buone abitudini – ha sottolineato Belometti – c’è appunto quella di godere di un bello spettacolo a teatro per poi tornare a casa e discutere del messaggio che la rappresentazione ha trasmesso ad ognuno: dall’amicizia alla salvaguardia del pianeta, e tanto altro ancora».

La compagnia, diretta artisticamente da Pierpaolo Bonaccurso, ha presentato la nuova rassegna nel foyer del Teatro Grandinetti; presenti il sindaco Paolo Mascaro, le assessore Giorgia Gargano (Cultura) e Luisa Vaccaro (Promozione del territorio). I promotori della rassegna hanno evidenziato che, anche per quest’anno, il prezzo dei biglietti è più che popolare: tre euro per uno spettacolo che diventano cinque per la prenotazione di due rappresentazioni.

«Una scelta – ha sottolineato Bonaccurso – resa possibile dal fatto che a Lamezia si è creata un’Ati, un sodalizio composto da più realtà che gestiscono il teatro in piena collaborazione con l’amministrazione comunale. Una forma di sinergia che si è rivelata vincente e che sta dando buoni frutti perché consente di vincere e quindi realizzare concretamente progetti complessi e articolati che un solo soggetto avrebbe difficoltà a mettere in campo».

Molto soddisfatti i rappresentanti dell’amministrazione comunale che hanno rimarcato l’impegno profuso da Teatrop, una compagnia di produzione teatrale, già da qualche anno riconosciuta a livello nazionale.
Il sindaco e le assessore hanno messo in risalto la grande preparazione e competenza degli attori e delle maestranze della compagnia che produce lavori di successo e che riesce sempre ad avvicinare il teatro alla comunità di riferimento, grazie ad una mirata ed incisiva visione sociale.

La nuova rassegna del Teatro Ragazzi partirà il 22 al teatro comunale Grandinetti e andrà avanti fino alla primavera del 2024. Si inizia con “Il gatto con gli stivali” della compagnia teatrale “Gran Teatrino di Bari” che andrà anche in pomeridiana al Chiostro Caffè Letterario, il 24 novembre alle 18.

Per il 4 e 5 dicembre prossimi andrà in scena la rappresentazione “Le favole della saggezza” a cura della compagnia teatrale “I Teatrini” che riproporrà le favole di Esopo con la musica dal vivo e l’utilizzo delle maschere. Il 18 e il 19 dicembre sarà la volta de La Mansarda -Teatro dell’Orco che proporrà la pièce “Gennarino nel Paese di Babbo Natale”.

Il 24 e 25 gennaio prossimi il la rassegna del Teatro Ragazzi presenta la compagnia Crest con lo spettacolo “Giovannin senza parole”. In occasione del Carnevale, l’8 e il 9 febbraio sul palcoscenico del Grandinetti si esibirà la compagnia lametina Teatrop con “I musicanti di Brema”, uno spettacolo di narrazione con musica dal vivo e disegni in sand art.

Si prosegue con l’appuntamento del 26 marzo marzo 2024, a deliziare piccoli e grandi sarà “Il gatto e la volpe (aspettando Mangiafuoco)”, a cura della compagnia Teatro del Cerchio; lo spettacolo ha conquistato il Premio “Padova Amici di Emanuele Luzzati” al 40mo Festival nazionale del teatro per ragazzi di Padova. Il Teatro Ragazzi chiuderà i battenti l’11 e il 12 aprile con la Compagnia “MatutaTeatro” che proporrà “Cappuccetto Red”, una fiaba di ieri rivisitata ai giorni nostri grazie anche alla lingua inglese.

La rassegna “Teatro Ragazzi 2023-2024” è co-finanziata con risorse Psc Piano di Sviluppo e Coesione 6.02.02 erogate ad esito dell’Avviso di Programmi di Distribuzione Teatrale e Programmi di Produzione Teatrale della Regione Calabria – Dipartimento Istruzione Formazione e Pari Opportunità – Settore Cultura. L’Ati è composta da Ama Calabria che è capofila e dall’associazione teatrale de I Vacantusi con la partnership di Teatrop. Tutti gli spettacoli avranno inizio alle 10. (rcz)

LAMEZIA TERME (CZ) – Exit denuncia disparità di trattamento fra le aziende ospedaliere

di PAOLO DI MATTEO – Nei giorni scorsi la nostra segreteria regionale è stata contattata da un gruppo di operatori sanitari calabresi in servizio presso l’ospedale Giovanni Paolo II di Lamezia Terme. Abbiamo ascoltato ed appreso della loro testimonianza che alquanto serie visto che mette in serio pericolo la loro prosecuzione lavorativa. Questo gruppo di operatori sanitari denunciano la disparità di trattamento delle varie Aziende Ospedaliere ed Asp calabresi. Assunti a tempo indeterminato in qualità di Oss nel 2016, alcuni di loro avendo già conseguito la laurea in Scienza infermieristica, partecipavano ad un avviso pubblico per emergenza Covid bandito dall’Asp di Catanzaro nel febbraio 2021 nella figura di infermiere, messi in aspettativa per la qualifica di Oss ed assunti a tempo determinato sopperendo a carenze di organico in una delle fasi più acute dell’emergenza Coronavirus, In alcuni reparti tra cui quello di Pneumologia presso il nosocomio di Lamezia Terme.

Raggiunti nel frattempo tutti i requisiti di stabilizzazione al 31/12/2022, l’Asp di Catanzaro escludeva tali operatori sanitari dalla graduatoria degli aventi diritto alla stabilizzazione. A nulla sono valse le richieste di questi lavoratori presso l’ufficio competente del Gru, il quale nella persona della dottoressa Viviana Marasco, provvedeva a comunicare agli stessi l’impossibilità di poter essere assunti e stabilizzati a tempo indeterminato in quanto titolari di un contratto a tempo indeterminato in qualità di O.S.S. Ma la beffa che si consuma sulle spalle di questi infermieri è che nelle altre aziende sanitarie calabresi, tra cui Reggio Calabria, Mater Domini ed Asp di Crotone, attraverso un apposito bando, hanno trovato stabilizzazione altri colleghi titolari dello stesso contratto a tempo indeterminato con la qualifica di Oss, assunti ora a tempo indeterminato quali infermieri professionali.

A questo punto noi di Exit Calabria ci chiediamo perché questa disparità di trattamento? Ci sono forse leggi e regole che valgono per alcune aziende sanitarie in Calabria e per altre no? Questa sorta di muro di gomma che stanno trovando tali operatori sanitari sta mettendo a serio rischio il loro posto di lavoro, visto e considerato che per ora stanno andando avanti a colpi di rinnovo che a quanto pare non saranno più possibili a partire dal 1 gennaio 2014. Ci chiediamo cosa ne sarà di questi infermieri? Che fine ha fatto la grande considerazione che si aveva di essi nel periodo di emergenza sanitaria quando tutti li etichettavano quali eroi? Su tale problematica investiamo direttamente il commissario ad acta Roberto Occhiuto affinché faccia chiarezza su tale situazione che mette a rischio il futuro di un gruppo di operatori sanitari e delle loro rispettive famiglie.

Non possiamo accettare che validi professionisti, in un settore come quello sanitario in Calabria dove mancano negli ospedali personale medico e para-medico, vengano trattati come oggetti usa e getta, utili nel bisogno e poi scaricati nel dimenticatoio nel momento di essere tutelati. Noi di Exit seguiremo da vicino tale situazione mettendo anche a disposizione di questi lavoratori il nostro ufficio legale. Aspettando intanto una risposta celere da parte del commissario Occhiuto non tanto verso di noi ma nei confronti di questi lavoratori che attendono risposte urgenti. (pdm)

(Paolo Di Matteo è Coordinatore regionale Exit-Sovranità per l’Italia)

LAMEZIA TERME (CZ) – La Terza commissione incontra il generale Battistini

La Presidente della III Commissione Sanità, Ambiente e Politiche Sociali del Comune di Lamezia Terme, Antonietta D’Amico, esprime soddisfazione per il costruttivo incontro con il Commissario Straordinario alla Sanità, Gen. Antonio Battistini, tenutosi nella Sala Consiliare Mons. Luisi, nel contesto dei lavori della terza commissione.

L’incontro, frutto di una pianificazione di alcune settimane, vuole segnare l’inizio di una collaborazione proficua tra l’amministrazione comunale ed il nuovo management dell’azienda sanitaria. Diversi temi sono stati affrontati, evidenziando la volontà di risolvere criticità che spaziano dalla politica aziendale alle sfide quotidiane degli operatori e pazienti.

Alla riunione hanno partecipato i membri della commissione sanità e non solo, il Presidente del Consiglio Avv. Giancarlo Nicotera, già Presidente della commissione sanità, il Sindaco Avv. Paolo Mascaro e il Dott. Prof. Gerardo Mancuso che ha accompagnato il Generale Battistini ed ha offerto un approfondimento specifico sulla struttura ospedaliera Giovanni Paolo II.

La Presidente D’Amico ha appezzato l’approccio pragmatico e risolutivo del Commissario Battistini, rilevando le molteplici questioni discusse con i componenti della Commissione Sanità, tra cui il sistema di emergenza 118, l’emodinamica, la criticità nella prenotazione delle visite ambulatoriali e specialistiche, l’incremento dei posti letto, la neuropsichiatria infantile, il consultorio familiare, il pronto soccorso e la terapia intensiva.
Il Commissario ha presentato una serie di investimenti destinati al Nosocomio Lametino ed al suo vastissimo bacino d’utenza.

Questo incontro, promosso insieme all’Assessore alla Sanità e Vicesindaco Avv. Antonello Bevilacqua, rappresenta il primo di una serie di interlocuzioni, segnando un punto di svolta verso una collaborazione più efficace e costruttiva.

La Commissione si è impegnata a mantenere un dialogo aperto con la comunità attraverso ulteriori audizioni del territorio, coinvolgendo sanitari, associazioni e cittadini, garantendo così una rappresentazione completa delle esigenze della popolazione.

Inoltre, la Presidente e la Commissione hanno sottolineato l’importanza di un’informazione trasparente e tempestiva sui progressi delle iniziative intraprese, invitando la cittadinanza a essere parte attiva nella costruzione di un sistema sanitario più robusto ed efficiente, auspicando l’interruzione del trend del continuo avvicendarsi dei ruoli ai vertici Asp, per garantire continuità nelle scelte ed una nuova visione per la sanità Lametina. (rcz)

LAMEZIA TERME (CZ) – Il Lamezia Rosso Riserva 2019 ha conquistato il prestigioso Tastevin

Il Lamezia Rosso Riserva 2019 ha conquistato il prestigioso Tastevindell’Associazione Italiana Sommelier.
L’ambito riconoscimento è stato consegnato questa mattina a Danila e Manuela Lento nel salone dell’ArenaListone Giordano a Milano dove si è svolta la cerimonia di premiazione della Guida “Vitae”, la guida dei vini ufficiale dell’Ais.

Una guida dai grandi numeri: 900 degustatori, 2.354 cantine selezionate e oltre 12.000 vini recensiti, su una selezione di 25.000 bottiglie.

Il Lamezia Rosso Riserva 2019, dopo aver già ricevuto il massimo riconoscimento con le “Quattro Viti”, si è ulteriormente affermato con l’assegnazione del Tastevin, che viene conferito ad un solo vino per regione, quindi 22 in tutt’Italia, con valutazione di eccellenza.

«Si tratta di vini», è stato sottolineato durante la premiazione, «che hanno contribuito a imprimere una svolta produttiva al territorio d’origine, rappresentando modelli di riferimento d’indiscusso valore sul territorio e che hanno riportato all’attenzione del settore vitigni dimenticati».

Alla cerimonia erano presenti i componenti del Consiglio nazionale dell’Associazione Italiana Sommelier e tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione della guida specializzata “Vitae 2024”.
I vertici dell’Ais hanno già preannunciato una serie di iniziative per promuovere la bottiglia vincente prodotta con Magliocco, Greco nero e Nerello.

«Siamo emozionate ed onorate che un vino dalla forte identità regionale, che nella nostra famiglia viene prodotto dal 1984, abbia ricevuto un premio così prestigioso. Oggi, per noi la sfida più grande è quella di valorizzare e far apprezzare le varietà autoctone, guardare con attenzione alla sostenibilità del nostro lavoro sul territorio, nel solco della tradizione e con lo sguardo sempre rivolto al futuro» – affermano Danila e Manuela Lento.

LAMEZIA TERME (CZ) – Il Comune aderisce alla Giornata mondiale del diabete

Su iniziativa dei medici della Soc di Pediatria dell’Ospedale Giovanni Paolo II, l’Amministrazione Comunale di Lamezia Terme aderisce alla “Giornata mondiale del diabete” che si celebra oggi, 14 novembre.

Istituita nel 1991 dall’International Diabetes Federation e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, la Giornata viene organizzata per sensibilizzare e informare l’opinione pubblica sul diabete, sulla sua prevenzione e gestione.

Il 14 novembre del 1891 nasceva proprio Frederick Banting che, con Charles Best, concepì per primo l’idea che portò poi, la scoperta nel 1921, dell’insulina che viene utilizzata appunto, per tenere sotto controllo la glicemia (cioè, il livello di zuccheri – in particolare glucosio – nel sangue) nelle persone affette di diabete.

I temi dell’anno sono quelli legati a “Access to Diabetes Care” , l’accesso alle cure per tutti con una attenzione particolare alla misurazione del rischio individuale di sviluppare la patologia.

Questa sera, simbolicamente, la facciata della Cattedrale di Nicastro – Lamezia Terme sarà illuminata di colore blu, grazie alla costante sinergia tra l’amministrazione comunale e la “City Green Light srl” di Vicenza, ditta appaltatrice per la gestione degli impianti di Pubblica illuminazione e Semaforici.

L’iniziativa rappresenta la più grande campagna di sensibilizzazione al mondo e raggiunge un pubblico globale di oltre un miliardo di persone, in più di 160 Paesi.

Oltre all’aspetto simbolico dell’illuminazione di colore blu, il reparto di pediatria del nosocomio cittadino porterà avanti una serie di iniziative ricolte proprio ai più giovani, da zero a 18 anni, richiamando l’attenzione ad una prevenzione che non guardi all’età anagrafica ma che inizia con l’inizio della vita, il dono più grande da custodire. (rcz)

LAMEZIA TERME (CZ) – Seconda visita pastorale del vescovo nella zona industriale

Promossa da Lameziaeuropa si è svolta la seconda visita pastorale del Vescovo di Lamezia Terme Mons. Serafino Parisi in alcune aziende insediate nell’area industriale Papa Benedetto XVI di Lamezia Terme.

Il Presidente della Lameziaeuropa spa Leopoldo Chieffallo, il Sindaco di Lamezia Terme Paolo Mascaro, il Presidente della Camera di Commercio di Catanzaro – Crotone e Vibo Valentia Pietro Falbo, a conclusione della giornata, hanno ringraziato il Vescovo di Lamezia Terme Mons. Serafino Parisi per la disponibilità e l’entusiasmo dimostrato nell’incontrare gli imprenditori ed i lavoratori delle aziende visitate e nel seguire con grande interesse i processi produttivi e le tecniche di lavorazione illustrati dai responsabili che hanno riguardato i settori agricolo ed agroalimentare, meccanico e veicoli industriali, della lavorazione del legno, plastica ed alluminio. Un ringraziamento particolare anche a Don Fabio Stanizzo Direttore Caritas che insieme al dirigente della Lameziaeuropa spa Tullio Rispoli ha coordinato l’iniziativa che si inserisce nell’ambito del programma “L’Impresa, Il Lavoro e La Carità” che culminerà a dicembre con la Santa Messa di Natale nell’area industriale.

Nel corso della giornata, a cui hanno partecipato per il Comune di Lamezia Terme oltre al Sindaco Paolo Mascaro anche l’assessore urbanistica Francesco Stella, l’assessore al Turismo e Sport Luisa Vaccaro ed il presidente della Commissione Consiliare Sport Maria Grandinetti, ed hanno inviato il loro saluto il Commissario Corap Sergio Riitano ed il dirigente Corap e Zes Calabria Fabrizio D’Agostino, sono state visitate la serra Green sperimentale Agatos, le aziende Silagum caramelle gommose, Ro.Me. lavorazione plastica, Axil Cucine cucine componibili, Fuoco mangimi e prodotti agricoli, Gruppo Mantella allestimento veicoli industriali, T&T porte blindate ed infissi. Una tappa della giornata, nell’ambito dell’evento di promozione sportiva Open day, è stata rappresentata dall’incontro particolarmente emozionante presso il Centro Protesi Inail con i responsabili Inail e gli atleti, accompagnatori e responsabili nazionali e regionali del Comitato Italiano Paralimpico.

Una seconda visita pastorale molto intensa che ha permesso di conoscere altre realtà produttive operative nell’area e di mettere in relazione e fare rete, nella positiva logica della solidarietà e della coesione istituzionale, la Chiesa e la Caritas lametina, le Istituzioni che operano per lo sviluppo del territorio, gli imprenditori ed i lavoratori. (rcz)

LAMEZIA TERME (CZ) – Il 23 novembre inaugura la Cittadella della carità

Sta diventando realtà la “Cittadella della Carità” della Diocesi di Lamezia Terme all’interno del complesso interparrocchiale San Benedetto nell’ambito del progetto “Fratelli Tutti” che la Caritas diocesana sta realizzando sul territorio.

Il 23 novembre prossimo, infatti, alle ore 17.00, in occasione della “VII Giornata mondiale del povero”, alla presenza del direttore nazionale della Caritas, don Marco Pagniello, del vescovo di Lamezia Terme, monsignor Serafino Parisi, e del direttore della Caritas diocesana, don Fabio Stanizzo, saranno inaugurati i locali che ospiteranno un centro diurno dove all’interno saranno collocate la lavanderia solidale, le docce, il centro vestiario ed una sala destinata ai bambini dove i piccoli potranno giocare e consumare i pasti «in un ambiente più accogliente ed a misura di bambino – spiega don Fabio Stanizzo – senza far vivere loro una situazione di imbarazzo o di disagio tra gli adulti». Inoltre, è prevista anche una sala attrezzata per chi deve attendere il proprio turno per sottoporsi a visite o deve accedere agli altri servizi presenti nella Cittadella e faciliterà l’integrazione e la socializzazione.

Si tratta di servizi che vanno ad aggiungersi alle altre attività presenti nel Complesso come il centro distribuzione alimentare per le Caritas delle parrocchie, la mensa e l’ambulatorio solidale rivolte a persone in difficoltà ed in quello che don Fabio Stanizzo definisce «percorso di accompagnamento a 360 gradi, che dura anche diversi anni, fino a permettere a ciascuno di riappropriarsi della propria vita».

Questo, specie in un momento in cui la crisi economica da un lato, le guerre ed il post pandemia dall’altro, hanno contribuito ad aumentare notevolmente le sacche di povertà rispetto alle quali il vescovo, monsignor Serafino Parisi, proprio in occasione della Giornata della povertà dello scorso anno, aveva sollecitato ad assumere uno stile nel servizio del prendersi cura dell’altro e che è quello dell’essere responsabile dell’altro. «Il Vangelo – aveva detto monsignor Parisi – ci dice come comportarci di fronte alle persone povere e quando noi, in prima persona, facciamo l’esperienza di essere esclusi, feriti, emarginati, ultimi, interroghiamoci: che cosa vorrei io? Che cosa vuole l’altro da me? L’altro si aspetta che io mi prenda cura di lui. E il prendersi cura è più che curare, perché non gestisce solo l’emergenza, ma comprende e interviene sulle cause, agisce nel presente, si fa carico del futuro dell’altro».

Parole, quelle dello scorso anno, che oggi sembrano più che mai attuali. Infatti, in questi ultimi anni, sono aumentate e sono in aumento le richieste, soprattutto di persone di nazionalità italiana.

Nel solo mese di ottobre di quest’anno, ad esempio, sono state circa 316 le persone che si sono rivolte per la prima volta allo sportello del Centro di ascolto: di queste 169 sono di nazionalità italiana e 142 di nazionalità straniera. Un’attività, quella del Centro di ascolto, focalizzata principalmente sull’ascolto e la presa in carico delle persone richiedenti aiuto (perché senza reddito o con reddito insufficiente, senza occupazione, che vanno ad aggiungersi a problemi di salute ed abitazioni precarie) e che prevede azioni di sostegno al reddito (pagamento di utenze morose e affitti arretrati), invio all’emporio della solidarietà, orientamento ai servizi del territorio.
«Rispetto alle azioni di sostegno al reddito – spiegano gli operatori – in questi mesi sono state aiutate 18 famiglie. In particolare sono stati realizzati: sei interventi di aiuto per l’affitto; dieci per le bollette; quattro interventi per acquisto di farmaci; due interventi per spese di trasporto. Gli invii presso l’emporio della solidarietà sono stati di circa 144 famiglie per le quali, in alcune situazioni, sono stati avviati anche dei percorsi di sostegno socio-psicologico».

Attività che, però, non si ferma solo a questo aspetto ma va oltre. All’interno del Centro di ascolto, infatti, due giorni al mese, in collaborazione con l’associazione antiviolenza Odv, Calabria, è operativo uno “Sportello rosa”, dedicato all’ascolto di donne e adolescenti vittime di violenza. E dal mese di gennaio al mese di ottobre sono state ascoltate in tutto venti persone di cui tre minori.

Altra attenzione è rivolta alla cosiddetta “povertà educativa”. Al riguardo, proprio attraverso il centro di ascolto, in collaborazione con un partenariato sportivo e alcune parrocchie, sono state realizzate alcune attività di doposcuola e sostegno allo studio (80 bambini) e 20 bambini sono stati orientati a partecipare, gratuitamente, ad attività sportive quali, scherma, minibasket e tennis.

Il Centro di ascolto diocesano, quindi, «è un punto di riferimento non solo per le persone che versano in situazioni di forte disagio socio economico ma anche per le associazioni che si occupano delle povertà educative, ma che hanno difficoltà ad individuare i beneficiari delle azioni progettuali da loro dirette, sia per ragioni di relazioni che di presenza storica sul territorio. Infatti alcune famiglie con importanti problemi economici sono state accompagnate presso altri e per l’acquisto dei libri di testo (quattro famiglie) e altre sostenute dal Centro d’Ascolto per il recupero dei libri usati sono stati generosamente donati». Inoltre, è un punto di riferimento per molti cittadini di etnia rom, che oltre ai beni di prima necessità (emporio, utenze morose spese per viaggi per motivi di salute, farmaci, vestiario, docce etc), chiedono prevalentemente sostegni specifici relativi all’edilizia popolare, e sostegno/consulenze socio sanitario. Al riguardo, dal primo gennaio al trenta ottobre di quest’anno sono state ascoltate e sostenute quaranta famiglie di etnia rom.

Altra attività, presente già all’interno della “Cittadella della Carità” è il servizio mensa, con una media di 90 pasti al giorno, che è passato da 2637 pasti (di cui 763 interni e 1746 esterni e 128 buste d’asporto per i senza dimora) distribuiti nel mese di gennaio a 2424 pasti (di cui 697 interni, 1588 esterni e 139 buste d’asporto per i senza dimora) distribuiti nel mese di ottobre. Infatti, oltre alla possibilità di consumare il pasto in loco, viene data la possibilità di poter usufruire di un servizio d’asporto a pranzo e per chi ha necessità (come ad esempio i senza dimora) di poter portare via un pasto freddo da consumare la sera. Il tutto, ovviamente, avviene cercando di mantenere un clima familiare e di condivisione.

Inoltre, è stato effettuato il servizio di distribuzione di viveri che dal primo gennaio ha visto sostenere 60 famiglie e che oltre alla ricezione dei beni sono state accompagnate in un percorso individualizzato che ha visto il coinvolgimento dei Servizi Sociali del Municipio di Lamezia Terme.

Il 40% dei beneficiari del servizio mensa, rispetto al 90% degli anni passati, ha origini straniere, mentre il 60%, invece, ha origini italiane rispetto al 10% degli anni passati. (rcz)

LAMEZIA TERME (CZ) – A convegno il ruolo delle donne nella storia della Calabria

Nella Sala Sedna di Lamezia Terme, sabato si è tenuto il Convegno “Le donne nella storia della Calabria” organizzato da AIParC Lamezia Ente no profit presieduto da Dora Anna Rocca in collaborazione con AIParC Cosenza presieduto da Tania Frisone e moderato dalla giornalista Saveria Maria Gigliotti, addetto stampa della diocesi di Lamezia Terme.

Dopo i saluti introduttivi della Presidente Rocca che ha salutato tutti i numerosi e qualificati ospiti presenti in serata, sono intervenuti i relatori: il ricercatore di sociologia all’Unical Giorgio Marcello che ha presentato il volume “Le donne nella storia della Calabria”, realizzando collegamenti, connessioni tra vissuti di donne appartenenti ad un ventaglio eterogeneo e dinamico di professioni, con ricadute sul proprio vissuto autobiografico, mostrando così come alcune donne, pur vivendo in periodo e contesti diversi, sono legate tra loro da un filo conduttore sottile, e questo filo conduttore il sociologo ha voluto dispiegare ai presenti.

Don Giacomo Panizza poi attraverso le foto di Emma Leone ha raccontato non solo la storia di questa giovane affetta da distrofia muscolare, come anche altri suoi due fratelli, ma anche della vita della prima comunità di Progetto Sud.

Emma nata il 7 giugno del 1955 unica figlia femmina di 7 fratelli, nel 1976 entrava in comunità, quando don Giacomo Panizza stava ancora studiando per diventare prete (lo diventerà il 19 Dicembre di quell’anno ma era già leader di questa comunità nascente), la sua è la storia di quelle donne che pur consapevoli delle difficoltà a cui dovranno andare incontro, scelgono comunque di entrare in comunità celebrando la vita e intraprendendo la battaglia per la difesa di quei diritti inviolabili che gridano giustizia sempre ed in ogni epoca. Don Giacomo Panizza ripercorrendo la storia di Emma, ha ripercorso un pezzo della sua stessa storia, e nel suo racconto ha coinvolto il pubblico che attraverso le sue parole ha conosciuto il lato umano di vicende di una comunità fatta da persone, ognuna con i propri diritti ed i propri sogni come quello di Emma che come racconta la giornalista Francesca Cugliandro spesso chiude gli occhi e sogna di correre sulla spiaggia, col vento in faccia, i lunghi capelli sciolti, l’odore forte del mare nelle narici.

Spiega don Giacomo Panizza: «Solo un sogno, perché Emma per respirare ha bisogno della maschera che lei chiama Maicol e la situazione per chi è affetto da distrofia muscolare è degenerativa».

La vicepresidente Nella Matta ha portato i saluti della Presidente AiparC Cosenza Frisone ed ha spiegato come siano tante le storie di donne dimenticate per troppo tempo: «Donne che noi abbiamo voluto portare alla luce. Credo che questa sera sia quanto meno opportuno ricordare come Lamezia sia terra di donne eccezionali, tra queste abbiamo voluto ricordare suor Marina Mandrino ed Emma Leone, quest’ultima ci ha ricordato che la disabilità può essere superata, ci ha insegnato la strada dei diritti e della giustizia sociale».

L’editore Giuseppe Trebisacce ha poi spiegato come per un editore la pubblicazione di un libro sia una scelta che lo rende corresponsabile con l’autore e se nella prima parte del secondo volume del libro Le donne nella storia della Calabria si citano ben 58 biografie (nel primo volume se ne consideravano 70) nella seconda parte si considerano alcune tipologie di lavoratrici (raccoglitrici di olive, di gelsomini, tessitrici, etc,) dando ampio spazio anche alle rivendicazioni sindacali e al mondo dell’associazionismo. Così ha commentato a fine serata Nella Matta che con il professor Giuseppe Trebisacce è stata di recente insignita di un importante riconoscimento per meriti culturali dal sindaco della città di Cosenza: «Un pubblico qualificato e attento ha seguito con interesse e partecipazione le relazioni dei relatori che hanno colto lo spirito del libro e ne hanno trasmesso con fine sensibilità motivazioni e suggestioni.

Un vasto mondo di donne in cammino verso i diritti, ignorate dalla storia, ha tenuto la scena catturando la fantasia degli ascoltatori. Come sempre l’Aiparc riesce a penetrare nelle pieghe della storia a coglierne il meglio e comunicarlo. Relatori di straordinaria sensibilità sono stati comunicatori eccellenti del mondo sommerso delle donne, operando un riequilibrio storico e sociale come i tempi richiedono». (rcz)

LAMEZIA TERME (CZ) – Illustrato il progetto “Missione Sanità” a favore dell’ambulatorio solidale Prima gli ultimi

Progetto “Missione Sanità”, dieci mesi di attività che coinvolgono l’ambulatorio solidale “Prima gli ultimi” Odv, attualmente ubicato nei locali del complesso interparrocchiale San Benedetto. La struttura attiva dal 2019 a favore delle persone che vivono nel disagio materiale e spirituale, dal mese di febbraio ad oggi ha accolto 1570 utenti, un numero emblematico che conferma il grande bisogno esistente. “Missione sanità” si prefigge lo scopo precipuo di «ridurre la vulnerabilità delle persone che vivono ai margini della nostra società facilitando appunto l’accesso a servizi di primaria importanza».

L’iter progettuale è stato presentato in conferenza stampa a Lamezia dal presidente della struttura Nicolino Panedigrano, alla presenza degli operatori sanitari che operano all’interno dell’ambulatorio fornendo prestazioni mediche del tutto gratuite. Panedigrano ha ricordato le tante difficoltà che negli anni si sono dovute superare per poter rendere concreta la realtà dell’ambulatorio solidale dove si può curare chi non può accedere ai servizi sanitari, né pubblici e né privati. «Oggi – ha commentato il presidente – possiamo contare sul supporto qualificato di 30 medici, 25 infermieri e su un gruppo di altri operatori, tutti volontari, che accolgono costantemente le persone che richiedono cure fisiche e sostegno psicologico».

«I numeri registrati da “Prima gli ultimi”, finora in Italia non li ha realizzati nessun altro ambulatorio solidale». Lo ha rimarcato Graziella Catozza, presidente del Cda Calabria Odv nonché responsabile del progetto, la quale ha puntualizzato che «il progetto è finalizzato alla riduzione delle disuguaglianze. Il 40 per cento degli utenti che si sono rivolti alle cure dei sanitari dell’ambulatorio hanno evitato di pagare una prestazione medica; il 20 per cento – ha concluso Catozza – ha salvato la vita».

I promotori e gli operatori di “Prima gli ultimi”, in questi anni di attività, sono riusciti a creare anche una rete di collaborazioni e sinergie di grande valenza sociale e culturale.

Tra i partner della struttura c’è anche l’istituto di istruzione superiore “Costanzo” di Decollatura guidato dalla dirigente Maria Francesca Amendola. Nello specifico, gli studenti dell’indirizzo odontotecnico, durante le loro attività laboratoriali realizzeranno delle protesi dentarie destinate proprio agli utenti dell’ambulatorio.

Lo ha annunciato in conferenza stampa la vicepreside Iolanda Pulice che ha evidenziato: «La collaborazione con l’ambulatorio solidale è stata accolta con grande entusiasmo dai ragazzi; per loro un’importante opportunità per comprendere in maniera fattiva e propositiva cosa significhi rendersi utili per gli altri, specialmente per le persone meno fortunate».

L’assessora alle Politiche sociali Teresa Bambara ha plaudito alla capacità relazionale degli operatori sanitari che con grande umanità si approcciano con le persone che si affidano alle loro cure. «Gli operatori pastorali così come i sanitari che offrono gratuitamente il loro servizio devono fungere da “pungolo” e al contempo essere “balsamo”, ovvero devono lenire le ferite spirituali e fisiche. Soprattutto, devono ridare speranza alle persone che hanno perso una seria motivazione per andare avanti, che non hanno più il desiderio di vivere». Così Don Fabio Stanizzo, direttore della Caritas diocesana, sottolineando che l’ambulatorio solidale è ubicato all’interno del complesso interparrocchiale San Benedetto dove sta crescendo sempre più la cosiddetta “cittadella della carità”, voluta dalla Chiesa lametina per le persone che vivono ai margini della nostra società.

Durante l’incontro è stato presentato il calendario 2024 “Portali sconfinanti” realizzato dall’artista irlandese Madeleine O’Neill e raffigurante i portali dei palazzi nobiliari della città. I proventi della vendita del prodotto editoriale sono devoluti in beneficenza all’ambulatorio solidale “Prima gli ultimi” Odv.
La mostra dei dipinti originali è allestita nei locali dell’ex gioielleria Nesci nel centro di Lamezia fino al 19 novembre prossimo. (rcz)

LAMEZIA – Il 23 novembre l’incontro “La donna nella poesia di Franco Costabile, dal dolore al riscatto”

Si intitola La donna nella poesia di Franco Costabile, dal dolore al riscatto l’incontro in programma il 23 novembre, a Lamezia Terme, nella Sala Luisi di Via Perugini.

La manifestazione, patrocinata dal Comune di Lamezia, rientra nel programma di attività del progetto culturale “La rosa nel bicchiere” riconosciuto come marchio d’impresa dal Ministero dello Sviluppo Economico.

Nello specifico si vorrà creare un focus sulla condizione femminile narrata da Costabile rapportata ai giorni nostri in relazione alla pregnante tematica della violenza di genere, un fenomeno sociale purtroppo in aumento e sempre più inquietante.

Hanno confermato la loro partecipazione all’evento la senatrice Ida D’Ippolito, parlamentare decano; la vicepresidente della giunta regionale Giusi Princi; Suor Anna Cerutti per il centro antiviolenza Demetra di Lamezia; Imma Carpiniello, fondatrice cooperativa Le Lazzarelle di Napoli; Teresa Ruberto, delegata regionale Fondazione “Marisa Bellisario”; Graziella Catozza, presidente Cda Calabria odv; Annalisa Spinelli, presidente della commissione Pari Opportunità del Comune di Lamezia. A rappresentare l’amministrazione comunale lametina: il presidente del consiglio comunale Giancarlo Nicotera; il sindaco Paolo Mascaro; le assessore Giorgia Gargano (Cultura) e Luisa Vaccaro (Promozione del territorio). 

 Saranno presenti diverse altre associazioni attive sul territorio, impegnate da anni nella lotta contro la violenza di genere per la difesa dei diritti delle donne.  A declamare i versi del poeta sarà l’attrice di teatro amatoriale Angela Isabella. L’intrattenimento musicale sarà affidato alla violinista Debora Stranges; mentre la veste grafica dell’evento sarà curata da Mayla De Fazio, graphic designer.

Debora e Mayla, sono due giovani professioniste lametine che hanno studiato e sono rimaste in Calabria; sono loro le testimonial della giornata dedicata alle donne del Sud e alla cosiddetta ‘restanza’. Donne di oggi che non vogliono più subire e soffrire in silenzio ma che hanno il coraggio di rivendicare i propri diritti, studiando, formandosi, non solo per se stesse ma anche per la comunità dove sono nate e dove hanno deciso di continuare a vivere, mettendo su famiglia e costruendosi una carriera. (rcz)