Lettera aperta al vescovo Mons. Angelo Raffaele Panzetta

di CATERINA VILLIRILLO – Caro Vescovo, concordo pienamente col suo pensiero. Li perdoni tutti…

Il rumore impietoso e doloroso della pistola lo conosco molto bene, mi ha resa sorda per 2 mesi, e mi perseguita ancora.
I miei figli avevano un sussulto inconscio solo a sentire un piccolo fruscio.
E questo per sei lunghi e difficilissimi mesi. Benedetta per un anno e mezzo ha persino avuto paura di camminare da sola, si sentiva perseguitata, perché aveva il timore di essere aggredita.
Capisco cosa provano gli ucraini che hanno vissuto le assurde atrocità della guerra.
Per tali motivi penso sia giusto rinunciare ai fuochi d’artificio, per un sentimento di rispetto e di vicinanza a chi ha subito e sofferto.
Caro Vescovo, concordo pienamente con il suo pensiero inerente ai botti della festa della Madonna, e obbediente alla Chiesa e a Maria, penso che la nostra comunità debba crescere e smetterla di contraddire sempre tutto e tutti.
Siamo arrivati pure al nostro Vescovo che rappresenta tutta la Santa Chiesa. Perdoni tutti, la comunità che sta soffrendo afflitta da mille problematiche, e che non riesce a trovare la strada giusta verso il cambiamento sociale, culturale e soprattutto spirituale.
Il 7 maggio a Crotone ci sarà un evento, “il Premio Razionale” che verterà su tematiche sociali molto importanti quali sono la violenza di genere e l’omofobia.
Ebbene, anche in questo caso sto assistendo a tanta ed inspiegabile violenza verbale sui social, nello specifico tra l’avvocato Cerrelli ed il presidente dell’associazione Piero Pili.  Scusatemi, ma io la violenza di genere, con tutte le sue facce e sfaccettature la conosco veramente, la combatto ogni giorno, e tutto questo, lasciatemelo dire, mi sembra un ridicolo reality show.
Io mi faccio da parte, non intendo prestarmi a simili atteggiamenti che poco o nulla hanno a che vedere con il mondo del sociale.  Non social, ho detto sociale. Universo umano per il quale mi spendo da sempre, e ormai per sempre.
Se avrò fatto bene lo saprò più in là, ma per ora credo sia la cosa più giusta e sana da fare. (cv)

Lettera aperta dalle domande inconsuete a Putin

di GIUSY STAROPOLI CALAFATICaro Presidente Putin, o semplicemente, caro Vladimir e basta, se proprio ci tieni a essere, a tutti i costi tu, l’uomo “follemente geniale” di questo gioco bastardo e irregolare che è la “nuova” guerra del XXI secolo, ti scrivo guidata dalla parola di Dio, Padre mio e Padre tuo, e per formularti, in nome dell’umanità, una serie di domande inconsuete.

Potrebbe, caro Vladimir Putin, uno zoppo guidare un altro zoppo, o un cieco condurre un altro cieco? Essi cadrebbero tutti nello stesso fosso. 

Così sta accadendo a Mosca e a Kiev. In Russia e in Ucraina. E senza che né lo zoppo né il cieco abbiano in tasca anche solo alcuni dei pochi semi di girasole consegnategli, alla nascita, dalle loro madri, da poterli fare germogliare e fiorire nella terra in cui, vestiti da soldati, essi verranno uccisi e ivi sepolti. A loro memoria.

Tu conosci il tuo nemico, Putin. I tuoi soldati no. Essi combattono per obbedire a un ordine, da sconosciuti, e si uccidono senza mai sapere se l’altro gli sarebbe potuto essere compagno. Che folle gesta fai compiere tu, presidente!

Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? Come puoi dire al tuo fratello: ‹Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio›, mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello.

Ricorda, caro Putin, che non vi saranno mai abbastanza drappi sulla terra per coprire gli uomini morti in una guerra. E semmai bastassero, rimarrebbe nuda ogni Nazione. Perché non si raccolgono mai fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo.

Perché nulla ti dice più il tuo Tolstoj? Perché non ti parla, e niente più ti suggerisce il suo pensiero?

La cultura etica è la sola verità profonda che si raggiunge attraverso intense e lunghe riflessioni. Egli ispirò la condotta della nonviolenza dei tolstoiani. E tu?

Cosa intende ispirare al mondo la tua spietata Russia?

Pace, Putin. Per la tua anima e quella della tua Nazione. Per lUcraina e il mondo intero. 

Pace, Putin. Per non incorrere più negli errori commessi dalluomo nelle diverse stagioni della storia. 

Pace, Putin. Nel nome di Mia, la piccina senza colpa nata nei sotterranei della metropolitana dellUcraina, nonostante la tua guerra. 

Nessuno, neppure la follia, fermerà mai la vita. Essa sboccia come il giorno dopo la notte di Kiev. (gsc)

CARO CANDIDATO PRESIDENTE OCCHIUTO
LA SANITÀ DIMENTICATA GRIDA GIUSTIZIA

di FRANCESCO RAO – Appresa la Sua recente dichiarazione, inerente alla questione “sanità in Calabria”, prima di accendere il mio computer e scrivere la presente riflessione, ho scelto di riflettere qualche ora. Vede, quando Lei afferma che i calabresi vorrebbero avere una sanità dignitosa, il suo ragionamento non fa una piega. Identica circostanza vale quanto puntualizza la durata del commissariamento della sanità calabrese.

Le confesso che, spesso, rifletto sulle lungaggini che avvolgono le ali dello sviluppo della nostra Calabria; sinceramente, pensando ai 12 anni intercorsi, penso a quante persone umili sono state costrette a compiere viaggi della speranza, perché puntualmente qualcosa nella nostra sanità pubblica non funzionava. Penso allo stato d’animo del personale medico e paramedico, spesso costretto ad imitare i criceti quando invece avrebbe voluto esprimere tutta la professionalità e tutto l’impegno per curare bene i propri conterranei, mettendo a frutto la bellezza di una professione che in molti hanno scelto come missione di vita.

Penso ad una sanità privata, che nel massimo rispetto delle norme costituzionali, ha gradualmente superato la percentuale di erogazione di servizi drenando a sé i fondi di una sanità pubblica che giorno dopo giorno non poteva erogare servizi per i motivi che Lei conosce molto meglio di me, in quanto l’azione ispettiva di un deputato della Repubblica non è uguale a quella esercitabile da un comune Cittadino a tutti i livelli istituzionali.

Penso al crescente divario tra Nord e Sud, nel quale anche la nostra Calabria ha impegnato ingenti somme per coprire le spese sanitarie convenzionate dei nostri calabresi “costretti” a richiedere ed ottenere prestazioni fuori Regione. Penso alle migliaia di persone anziane calabresi, che per difficoltà economica e per penuria di un servizio odontoiatrico erogato dal Sistema sanitario Nazionale, hanno i lineamenti del viso deformati e ormai oltre a limitarsi a praticare una corretta masticazione dei cibi non esprimono più nemmeno un sorriso, perché nella loro umiltà soffrono a vedersi senza denti.

Penso a migliaia di bambini e adolescenti, figli di nuclei familiari che non riescono a raggiungere la fine del mese in piena serenità, perché i pochi soldi guadagnati a volte non bastano per far fronte al minimo indispensabile e si trascurano per necessità tanto le cure odontoiatriche quanto la famosa indicazione dei medici riferita alla prevenzione. Potrei portare alla Sua cordiale attenzione molte altre circostanze che, probabilmente, farebbero arrossire più Lei che noi calabresi, costretti ad un prendere o lasciare, posto sull’unico piatto a nostra disposizione da un sistema politico-istituzionale ormai concentrato più alle proiezioni delle percentuali che ai problemi reali.

So perfettamente che un deputato, nell’esercizio della propria funzione, secondo quanto stabilito dall’art. 68 della Costituzione, gode della massima autonomia nell’esprimere opinioni. Questo principio costituzione, con deferente rispetto, durante i miei studi lo avevo inteso come un’azione ampliativa resa dal Costituente al Parlamentare, affinché il proprio dire divenisse particolarmente ampio e profondo da consentire la piena percezione di quanto affrontato nelle fasi delle proposte, del confronto e durante le discussioni parlamentari. Con una certa amarezza, sono a confidarLe che nella classe politica odierna, non intravedo quell’azione educativa e quel forte sentimento che i rappresentanti delle Istituzioni dovrebbero trasmettere ai Cittadini come una vera e propria azione pedagogica tesa a rendere la virtù un modello edificante e affrancando la propagazione della mediocrità e della violenza.

Lei, oggi, oltre ad essere un deputato della Repubblica, è il candidato in pectore alla carica di presidente della Regione Calabria. Comprendo benissimo che vuole farsi conoscere ed apprezzare dai calabresi. Comprendo anche i modelli di comunicazione pervasiva, impostati con un timer che intravede nella frase ad effetto una maggiore permeabilità del pensiero manifestato. Vede, io non sono un deputato. Non potrò mai esserlo. Se avessi avuto tale privilegio, non avrei fatto dormire i dirigenti nazionali, regionali, provinciali e locali della sanità calabrese.

Il loro telefono e le loro caselle di posta elettronica le avrei invase di richieste e sulla scorta delle vigenti leggi avrei preteso entro i termini indicati dalla legge risposte certe, nelle quali, oltre ai dati avrei preteso nomi e cognomi dei responsabili unitamente ai nomi e cognomi di chi ha nominato quelle persone e ricoprire specifici ruoli. Potrà considerarmi un populista, ma posso garantirLe che non sono tale perché la mia formazione personale è stata imbastita su quel principio di meritocrazia che intravede nella bandiera tricolore e nelle Istituzioni la bellezza della nostra Repubblica Italiana, retta da una Costituzione che ancora oggi è tra le più lungimiranti ed attuali al mondo.

Come anticipatoLe in premessa, prima di scriverLe questa lettera aperta ho riflettuto a lungo soprattutto su come Lei ha definito i vari commissari giunti in Calabria, su mandato del Governo, per governare la Sanità. Vede, definire gli appartenenti alle forze di Polizia (Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia di Stato) “cani da guardia”, è lesivo dell’immagine e del prestigio delle Istituzioni. Avrà sicuramente diritto ed occasione per entrare nel merito delle attività svolte dai vari Commissari straordinari incaricati a gestire l’emergenza sanitaria in Calabria, utilizzando gli strumenti che la Costituzione assegna ai Parlamentari ossi sottoponendo al ministro competente interrogazioni o interpellanze e, qualora Lei ritenesse il compito svolto non in linea alle indicazioni del governo, e soprattutto utile a garantire cure e prestazioni mediche ai calabresi, la denuncia alle Autorità competenti non dovrà essere un’idea da scartare, ma un’azione da praticare chiedendo il supporto dei Calabresi a sottoscrivere denunce alla Procura di Catanzaro e invitando i 404 sindaci della Calabria a costituirsi parte civile.

Prima di inviarLe i miei più cordiali saluti, Le chiedo scusa per aver dato forma e carattere ai miei sentimenti, alle mie emozioni ed il mio malessere, scrivendoLe questa lettera. Vede, chi ha giurato davanti alla bandiera ed alla presenza del Comandante di un Reparto, scegliendo di servire la patria, mettendo la propria vita e quella dei propri familiari in pericolo a seguito di quanto può accadere nell’esercizio della funzione svolta, non può essere additato come un “cane da guardia” ma sino a prova contraria e solo a seguito di una Sentenza della Suprema Corte di Cassazione, passata in giudicato, è un rappresentante delle Istituzioni che merita rispetto e stima. (fr)

Lettera aperta al segretario Letta da un elettore calabrese sulle elezioni regionali

di PINO TASSI – Sono un grande sostenitore dell’alleanza tra Pd, M5s, Leu, e metteteci pure verdi e civismo democratico. Ho accolto positivamente l’accordo raggiunto in Calabria. Più volte vi ho sentito sottolineare che l’alleanza tra le forze progressiste  deve avere come fondamento e cemento unitario la buona politica, la trasparenza e l’essere al servizio degli interessi collettivi.

La candidata alla presidenza della giunta regionale, Maria Antonietta Ventura, ha preannunciato che si dimetterà dalla presidenza del Cda della società di famiglia, la Francesco Ventura costruzione srl. La domanda che vi pongo, è se siano sufficienti queste dimissioni per fugare ogni tipo di sospetto di un eventuale conflitto d’interessi.

Nessuno mette in discussione le qualità morali, l’onestà e il rigore personale di Maria Antonietta Ventura. Nessun accostamento c’è nella mia riflessione sulle vicende giuridiche del fratello, le eventuali colpe del fratello non possono ricadere sulla sorella, anche se alcune questioni andrebbero chiarite, come la vociferata interdittiva mafiosa emessa in Puglia verso una società del consorzio di cui fa parte la Ventura Costruzione.

Quello che vi pongo è la questione del conflitto d’interessi. Sappiamo tutti che in Italia c’è una pessima legge in materia, voluta dal centro destra per coprire e permettere l’attività politica di Silvio Berlusconi. Voi, oggi, siete i massimi rappresentanti di quelle forze, Il Pd, il M5s, la sinistra, che hanno denunciato sempre questa carenza e hanno chiesto più volte una legge più rigorosa.

Oggi, siete, quindi, chiamati ad esprimervi se c’è o se si potrebbe manifestare un conflitto d’interesse tra la Ventura, il suo ruolo di presidente o di consigliere regionale e l’attività della Ventura costruzione.

Dal sito della Francesco Ventura costruzione  apprendo che nel corso di questi anni hanno eseguito:

  • la realizzazione dell’Alta Velocità sulla linea Roma-Napoli…
  • La realizzazione del collegamento ferroviario del Porto di Gioia Tauro;
  • L’ammodernamento dell’intera rete a scartamento ridotto non solo delle Ferrovie della Calabria ma anche delle Appulo Lucane…

Nei prossimi mesi, e nei prossimi anni, inizieranno ad arrivare i miliardi del Recovery Plan, al cui centro c’è l’alta velocità ferroviaria, la linea jonica, e tante altre infrastrutture. Per la realizzazione di questi progetti, delle gare relative, un compito importante verrà svolto dalla regione Calabria.

Lo scenario che si preannuncia, è di uno strisciante conflitto di interesse su cui la destra batterà ogni giorno. Se la Francesco Ventura andrà a vincere degli appalti, chi toglierà il venticello malevole che non sia stata aiutata, se perderà che non sia stata penalizzata, se avrà dei subappalti poi il venticello malevole diventerà una tempesta. E, poi, sul ventilato Ponte di Messina qual è l’idea e la posizione che prenderà Maria Antonietta Ventura?

Fare politica e amministrare in Calabria non è facile, qui più che altrove serve che il candidato delle forze progressiste sia come la moglie di Cesare. Cesare disse che sua moglie non doveva essere nemmeno toccata dal sospetto.

Ecco perché vi chiedo un’ulteriore riflessione. Maria Antonietta Ventura può essere una ottima candidata al Parlamento, alle Europee, ma non credo che sia la migliore scelta per la presidenza della Calabria. E, quello che più mi preoccupa, è che in questo modo si forniscono argomenti a iosa ai nemici dell’alleanza tra i vostri partiti e movimenti. Datemi argomenti convincenti per andare a votare e non essere costretto, per la prima volta nella mia vita, ad andare al mare o in montagna. (pt)