L’OPINIONE / Giusy Caminiti: Dove sono i consiglieri di minoranza per le questioni della città?

di GIUSY CAMINITI  – Era il 9 agosto del 2022 quando l’Amministrazione comunale – insediata soltanto il 30 giugno precedente – iniziava la sua attività per attenzionare e cercare soluzioni al problema dell’inquinamento cittadino.

Da allora è stato un continuo di attività poste in essere con il metodo che ha sempre contraddistinto questa squadra di governo: il consiglio comunale di Villa San Giovanni ha votato prima nel 2023 la modifica al regolamento del piano delle antenne e poi, ad ottobre 2024, un nuovo regolamento comunale per contrastare l’inquinamento elettromagnetico.
Una programmazione presente nel bilancio previsionale 2024; un progetto discusso con la città in un incontro pubblico tenutosi presso l’aula magna della scuola elementare Giovanni XXIII; un progetto portato in commissioni consiliari congiunte e poi in consiglio comunale. Peccato che nessuno dei cinque consiglieri di minoranza sia stato presente al partecipato incontro tenutosi con i cittadini, in cui il consigliere delegato nonché capogruppo di maggioranza Enzo Calabrò ha risposto alle domande ed illustrato l’attuale stato di impatto delle antenne su Villa San Giovanni.
Gli stessi consiglieri di minoranza (che sembrano svegliarsi oggi!) non c’erano in commissione per la presentazione e discussione del regolamento, o meglio era presente il solo consigliere de Marco che nel pieno stile della minoranza consiliare, dopo aver animato una polemica sul “metodo“, ha deciso di abbandonare i lavori.
Dove erano i consiglieri di minoranza alla discussione del nuovo regolamento sull’inquinamento elettromagnetico?
Stranamente, erano in aula consiliare ma non hanno inteso intervenire per obiettare, proporre, emendare la proposta arrivata in sala Caracciolo: nessun intervento e silenzio assoluto sul punto all’ordine del giorno!
Del resto stesso atteggiamento lo hanno avuto per il problema dell’inquinamento atmosferico ed acustico: hanno abbandonato i lavori consiliari il 23 ottobre (cosa divenuta ormai usuale!) e, quindi, non sanno che questa maggioranza consiliare ha presentato al Mit una richiesta di finanziamento per 500.000 euro al fine di un costante monitoraggio ambientale della città. Addirittura hanno dimenticato ciò che loro stessi hanno votato: l’8 luglio 2024 nell’approvazione del documento strategico per la città di Villa San Giovanni inviato sempre al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, anche loro hanno votato quale opera preliminare “con prescrizione“ il monitoraggio ambientale per la nostra città.
A seguito di quella votazione in civico consesso, il consigliere delegato Calabró e l’intera maggioranza si sono attivati per la presentazione del progetto portato all’attenzione del consiglio il 23 ottobre 2024 appunto. È alquanto singolare che il capo gruppo di Forza Italia, Marco Santoro, presente quale consigliere ed assessore nel mandato 2010/2015 abbia dimenticato che le centraline installate in città erano di proprietà della Stretto di Messina S.p.A. e che nel 2014 il comune ne aveva fatto richiesta per l’acquisizione gratuita ma che già nell’ultimo sopralluogo di Arpacal nel 2016 la struttura delle stazioni era “gravemente compromessa e vetusta”.
Erano gli anni in cui governava quel centrodestra che oggi alza i toni contro l’Amministrazione Caminiti, dimenticando che la città è stata guidata ma non amministrata dal 2010 al 2022 da forze politiche di cui questi consiglieri comunali sono espressione in assoluta continuità. Ma non sono le polemiche create ad arte dai consiglieri di minoranza a lasciare perplessa questa maggioranza, quanto piuttosto il non voler mai entrare nel merito delle questioni cittadine come dimostrano la mancata frequentazione sistematica da parte di alcuno dei consiglieri di minoranza, l’abbandono dell’aula consiliare (di fronte a tutti i temi di maggiore rilevanza sociale, economica, ambientale), l’utilizzo dei comunicati stampa in luogo delle discussioni consiliari al fine di creare allarme sociale infondato.
Tutto questo dà il senso dell’azione che il gruppo consiliare di Forza Italia sta svolgendo in città.
Duole constatare lo scarso rispetto per il consiglio comunale, unico luogo di confronto tra le forze politiche della città; duole constatare la pochezza delle argomentazioni utilizzate contro le scelte politico-amministrative di questa maggioranza; duole constatare che l’unico tema a cui i consiglieri di Forza Italia sono interessati sia il ponte sullo Stretto. Ed anche su quest’ultimo non tengono la discussione e decidono di abbandonare i lavori consiliari!
Le nostre risposte alla città continueranno ad essere date in sala Caracciolo durante le adunanze del civico concesso parlando ai villesi, con o senza la presenza della minoranza che ha evidentemente scelto la strada della disinformazione amministrativa. (gc)
[Giusy Caminiti è sindaca di Villa San Giovanni]

L’OPINIONE / Franz Caruso: Assessore Caracciolo supporti dichiarazioni con norme e documenti ufficiali

di FRANZ CARUSO – Non abbiamo alcun dubbio sul fatto che l’assessore Regionale ai LLPP, Maria Stefania Caracciolo, abbia interlocuzioni quotidiane con RFI , ma vengono invece  seri dubbi e perplessità sulla proficuità di tali incontri,  visto il perdurante stato di degrado della rete ferroviaria calabrese, ed in particolare della linea ionica, che nonostante i cospicui finanziamenti assegnati dalla ex  Giunta Regionale  di centrosinistra per la elettrificazione della stessa  risente  di ritardi intollerabili ad esclusivo svantaggio per i cittadini.

Nondimeno le rassicurazioni riportate nel suo ultimo intervento sulla sussistenza  dei finanziamenti e sulla volontà di realizzare l’alta velocità ferroviaria Sa-RC per come decisa e finanziata con PNRR e Fondo complementare di cui ad DL 59/21 dal governo Draghi, risultano  assolutamente superficiali e fuorvianti  specie se correlate  al silenzio che sull’argomento contraddistingue  il Governatore Occhiuto.

A noi risultano, al contrario, attualmente in essere il finanziamento Pnrr  del già appaltato lotto 1a Battipaglia –  Romagnano , ed il finanziamento da AdP/ F/C  del raddoppio della Galleria Santomarco.  Per il resto sappiamo invece che nella relazione conclusiva il dibattito pubblico dei lotti 1b e 1c Romagnano – Buonabitacolo e Buonabitacolo – Praja  la  stessa Rfi afferma che non esiste adeguato finanziamento, così come della  tratta Praia – Tarsia – Montalto non c’è più  traccia né si intravvede posta finanziaria alcuna  per la relazione Praja – Paola.

Quindi l’assessore Caracciolo o supporta le sue affermazioni con atti, norme e documenti ufficiali, oppure, invece, di diffondere imprecisioni e cercare di creare confusione, si adoperi perché l’ennesimo scippo ai danni della Calabria e del Mezzogiorno non venga impunemente portato a termine. (fc)
[Franz Caruso è sindaco di Cosenza]

L’OPINIONE / Francesco Saccomano: Av, la verità nascosta tra fake news e progetti concreti

di GIACOMO SACCOMANNOQuando l’informazione si ferma agli slogan per consentire a questo o a quel personaggio di dire tutto e il contrario di tutto, vuol dire che siamo alla deriva. Come ormai siamo abituati, pur di combattere l’avversario politico, non si risparmiano menzogne e fake news. Si tratta di mala informazione che, però, continua a persistere, pur rappresentando un modo evidente per disorientare il povero cittadino.

Un esempio lampante è quello degli interventi sull’Alta Velocità. Si è letto di tutto: dalla riduzione dei fondi, alla penalizzazione per il sud, sino ad affermare che l’opera non si sarebbe realizzata. Tutto falso! La verità è stata declinata in un Convegno organizzato dai Rotary Club dell’area urbana di Cosenza, nella data del 2 dicembre 2024, ove l’Ing. Lucio Menta, dirigente investimenti Rfi, ha relazionato con puntualità e precisione sullo stato dell’arte.

Dati tecnici ed economici che sono stati dimenticati dall’informazione e che, invece, avrebbero potuto fornire notizie corrette sulle effettive condizioni degli interventi. Ma, a volte vi sono, inaspettatamente, giornalisti corretti e professionalmente validi che studiano, si informano e realizzano articoli di grande pregio: Maria Francesca Fortunato, sul Quotidiano, ha dedicato un’intera pagina sulla Salerno-Reggio Calabria, prendendo a base la relazione dell’Ing. Menta, per fornire ai cittadini una situazione reale del problema, pur dinnanzi a tanti personaggi della politica che hanno sempre negato o fornito notizie, ripetesi, fuorvianti e non vere. Grazie, quindi, alla giornalista e al Quotidiano per questa opera di chiarezza e di professionalità giornalistica.

Ma, riassumiamo l’attuale situazione di questa opera strategica e legata alla realizzazione del Ponte sullo Stretto: a) il tratto Battipaglia-Romagnano-Praia è stato definito e verrà realizzato nella zona tirrenica, parte alta, per evitare l’erosione del mare, e vi è la copertura economica; b) il tratto di collegamento Paola-Cosenza, con la realizzazione della Galleria Santomarco, è andato in gara a fine dicembre; c) per il tratto Praia-Paola si è in attesa di reperire i finanziamenti; d) per il tratto Paola-Reggio Calabria si sta procedendo a predisporre il progetto definitivo.

Ebbene, tutte queste opere, di rilevante importanza per la Calabria, dovranno essere realizzate prima del completamento del Ponte sullo Stretto, essendo a questo collegate. Oltre a questi interventi, nella nostra regione, sono previste le seguenti ed ulteriori opere: adeguamento della linea ferroviaria jonica, della Rosarno-San Ferdinando, il potenziamento della Metaponto-Sibari-Bivio Sant’Antonello, interventi di manutenzione e aggiornamento delle stazioni e della rete. In sostanza, interventi di rilevante importanza, con impegno di spesa per oltre 35 miliardi, di cui oltre 13 già finanziati e gli altri in corso di copertura non appena i progetti saranno definiti.

Tutto questo, grazie al Ministro Matteo Salvini che crede nel Sud e sta investendo somme stratosferiche, che mai prima nessuno era riuscito ad impegnare. E, naturalmente, a Rfi, del presidente Dario Lo Bosco, che sta operando nel silenzio, ma concretamente. Tutto il resto è fake news! (gs)

L’OPINIONE / Vincenzo Costantino: Palazzo Fazzari tornerà fruibile

di VINCENZO COSTANTINO – Con il via libera arrivato dalla Regione Calabria per la concessione in comodato d’uso gratuito di Palazzo Vince, l’amministrazione comunale può ora avviare la fase operativa che consentirà di restituire alla città un luogo simbolo del centro storico destinato a scoprire una nuova funzione. Il progetto della giunta Fiorita è, infatti, quello di avvicinare lo storico immobile, che già in passato ha recitato un ruolo importante per la vita culturale, alle nuove generazioni attraverso forme di utilizzo improntate all’innovazione e alla creatività.

Palazzo Fazzari tornerà a svolgere il proprio ruolo di contenitore culturale, ad essere teatro di incontro, ad ospitare e generare progetti, attività e idee Un nuovo tassello di un percorso iniziato con l’inaugurazione di “Spazio 1”, ovvero la prima sala lettura aperta nel quartiere marinaro e pensata appositamente per offrire agli studenti anche un punto di riferimento dove socializzare e condividere momenti culturali.

Palazzo Fazzari vuole essere, quindi, lo Spazio 2 di questo più ampio progetto e che, senza dimenticare la propria vocazione identitaria legata all’arte e alla cultura, vuole proiettarsi verso il futuro guardando anche ai nuovi strumenti digitali e alle nuove esigenze dei giovani studenti e lavoratori. Uno spazio aperto all’incontro e al confronto dove, negli auspici dell’amministrazione, possano nascere idee e progetti a beneficio dell’intera comunità, generando anche occasioni di indotto sociale, turistico ed economico.

L’amministrazione comunale è chiamata a costruire le condizioni abilitanti per far emergere tutte le potenzialità di cui la città è ricca: in tal senso le politiche giovanili rappresentano un settore strategico per la Catanzaro di oggi e del futuro. (vc)
[Vincenzo Costantino è assessore al Turismo, alle Politiche giovanili e alla Transizione digitale]

L’OPINIONE / Mariaelena Senese: Ogni morte sul lavoro è un fallimento

di MARIAELENA SENESE – Ogni morte sul lavoro è un fallimento collettivo della nostra società. Il nostro impegno quotidiano, attraverso campagne come Zero morti sul lavoro, è quello di ribadire con forza che ogni vita persa è una ferita inaccettabile per la dignità del lavoro e per il futuro della nostra regione.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel discorso di fine anno ha sottolineato la necessità di mettere la sicurezza sul lavoro al centro dell’agenda nazionale. Le sue parole devono tradursi in azioni immediate: non possiamo più tollerare ritardi o superficialità. I dati sulle morti bianche, particolarmente in Calabria, parlano di un’emergenza che richiede risposte straordinarie.

La Uil Calabria lancia, quindi, un appello alle istituzioni e al mondo delle imprese per: rafforzare i controlli ispettivi per garantire che le norme di sicurezza vengano rispettate e applicate rigorosamente; investire nella formazione continua sia per i lavoratori che per i datori di lavoro, affinché siano pienamente consapevoli dei rischi e dell’importanza dell’utilizzo corretto di dispositivi di protezione individuale e promuovere una cultura della sicurezza, nella convinzione che la prevenzione deve diventare una priorità condivisa da tutti, attraverso campagne di sensibilizzazione e un dialogo costante tra parti sociali, imprese e istituzioni.

La Uil Calabria ribadisce l’urgenza di aprire un tavolo straordinario con la Regione Calabria per implementare un Piano straordinario per la sicurezza sul lavoro.

Non possiamo più rimandare: ogni lavoratore ha diritto a tornare a casa sano e salvo. Ogni morte evitabile è una responsabilità che dobbiamo assumerci come collettività.

La Uil Calabria continuerà a essere in prima linea in questa battaglia, portando avanti con determinazione la campagna Zero morti sul lavoro, affinché tragedie come quella di Lamezia appartengano al passato e mai più si ripetano. (ms)

[Mariaelena Senese è segretaria generale Uil Calabria]

L’OPINIONE / Giovanni Macrì: Anche Filadelfia non deve essere sciolto

di GIOVANNI MACRÌ – E dopo Nicotera e Mileto, arriva la terza bocciatura per la Commissione di accesso agli atti, guidata anche in questa occasione dal solito Roberto Micucci, già protagonista nelle vicende di Tropea per essere stato prima Presidente della Commissione di Accesso agli atti e poi promosso – su espressa indicazione dell’ora Prefetto di Vibo Valentia, Paolo Giovanni Grieco – a membro della Commissione Straordinaria: il Comune di Filadelfia non deve essere sciolto. Si tratta di una clamorosa sconfessione, un colpo fragoroso, una censura che non poteva essere più sonora di così.

La decisione del Ministero degli Interni, segna una vittoria che ha il sapore di giustizia e il calore della rivalsa per una comunità intera. È una notizia che scuote e illumina, un meraviglioso regalo di fine anno per la comunità di Filadelfia e per il suo sindaco, un riconoscimento che giunge come un faro nella nebbia delle ombre amministrative recenti.

Questa bocciatura supera di gran lunga altre già sonore, lasciandosi alle spalle un’eco che risuona ben oltre i confini di Filadelfia. È una decisione che assume un peso particolare anche per quel caso di cronaca, avvolto dal mistero, che qualcuno aveva, maldestramente e subdolamente, cercato di legare alla vicenda di Tropea. Il riferimento – aggiunge – è alla lettera di minacce che sarebbe stata recapitata personalmente dall’autore in Prefettura durante la riunione del Comitato Provinciale per l’ordine e la sicurezza dedicata a Filadelfia. Roba da Tso e non già da obbligo di dimora!

Un episodio che getta ombre e interrogativi: cosa conteneva quella lettera? Quali dinamiche ha scatenato? E soprattutto, come si collega all’ennesima bocciatura della Commissione? Il Consiglio dei Ministri, con la sua decisione, sembra suggerire che qualcosa di molto grave e irregolare sia avvenuto, qualcosa che non può più essere ignorato. Quella lettera e la notizia trapelata a ridosso della decisione del Consiglio dei Ministri, paradossalmente, hanno avuto un effetto boomerang.

Non è forse il momento, di guardare con maggiore attenzione a questi fatti? Non sarebbe opportuno, mi rivolgo ai politici di Vibo Valentia e della Calabria, portare la questione Vibo in Parlamento con un’interrogazione formale? Le bocciature inanellate dalla Commissione negli ultimi due anni, culminate con questa ultima, pesantissima, chiedono a gran voce indagini più profonde ed analisi dei singoli casi che non lascino nulla al caso.

re bocciature, tutte fragorose, l’ultima delle quali esplosiva per il contesto in cui si inserisce, parlano chiaramente: non sono semplici coincidenze, ma segni di un sistema – prosegue – che mostra crepe profonde. Qualcuno dovrà, prima o poi, raccontare questa storia per quello che è: una moderna riedizione del caso Dreyfus, dove la verità ha bisogno di una voce forte, di un Émile Zola contemporaneo che scuota il sistema fino alle sue fondamenta. E allora?

Possiamo davvero permetterci di far raffreddare il ferro? Sicuramente qualcosa si è mosso, ma non basta. Bisogna insistere, scavare, fare luce là dove l’oscurità sembra regnare sovrana. La comunità di Tropea, e non solo, merita trasparenza e verità. Non è il momento di tacere, ma di agire.

Ogni omissione è una complicità, ogni ritardo un colpo inferto alla giustizia. Il tempo per cambiare le cose è adesso. (gm)

[Giovanni Macrì è già sindaco di Tropea]

L’OPINIONE / Nicola Irto: Legge di Bilancio spinge Sud ai margini del Paese

di NICOLA IRTO – Con la legge di Bilancio 2025, il governo delle destre spinge il Sud ai margini del Paese, comprime lo Stato sociale e dirotta sul miraggio del ponte di Messina parte dei fondi per lo sviluppo e la coesione delle regioni meridionali.

È una legge che non guarda all’innovazione, ai giovani, allo sviluppo economico, alla sostenibilità e alla riduzione dei divari territoriali. C’era invece l’urgenza di misure espansive, di finanziare la rigenerazione urbana, le energie rinnovabili, il Welfare e le assunzioni nella sanità pubblica.

Ancora una volta, Meloni, Salvini e Tajani fanno gli interessi dei ricchi e voltano le spalle al resto dell’Italia. (ni)

[Nicola Irto è senatore del PD]

L’OPINIONE / Giulio Iovine: Piano sul Rischio Alluvioni in Calabria, se ben realizzato, strumento di pianificazione importante

di GIULIO IOVINE – Il Progetto di Piano è comparso all’improvviso, senza alcuna forma di coinvolgimento né informazione da parte dell’Autorità di Distretto nei confronti dei portatori di interesse (gli Ordini professionali sono, insieme ai sindaci, i soggetti maggiormente interessati alle ricadute del Piano).

Ad oggi, molti sindaci non risultano ancora informati sulla novità e, difficilmente, riuscirebbero a formulare le proprie osservazioni al Progetto di Piano entro la scadenza di metà gennaio, prevista in Delibera.

Si tratta di uno strumento di pianificazione di rilevante importanza che, se ben realizzato e attuato, consentirebbe di gestire il territorio in modo da mitigare il rischio legato agli eventi alluvionali. L’aggiornamento di tale strumento, insieme ad altri piani (es. rischio da frana ed erosione costiera) di competenza della stessa Autorità di Distretto che risultano fermi da un quarto di secolo, era stato più volte sollecitato sia dall’Ordine dei Geologi sia dalla Rete delle Professioni Tecniche. Ben venga, quindi, la sua predisposizione.

Purtroppo, a differenza di analoghe esperienze maturate 25 anni or sono, nella fase di aggiornamento è mancato del tutto il coinvolgimento e il confronto con i professionisti esperti delle questioni territoriali trattate nel Piano.

I risultati contenuti nelle cartografie di Pericolosità e Rischio, allegate alla bozza di Piano, appaiono quantomeno bizzarri in molti dei luoghi esaminati. Mancano, in verità, informazioni ed elementi concreti per poter effettuare un’adeguata verifica della cartografia, e restano diversi dubbi sulla procedura seguita per l’approvazione.

Ma la cosa più preoccupante, al momento, è la ricaduta negativa che i vincoli previsti attualmente dalle Norme Tecniche comporterebbero sull’uso del territorio, nonché sull’effettiva protezione di beni e persone. La mancata concertazione e pre-informazione comporta gravi conseguenze per tutti i cantieri pronti a partire con i lavori. Infatti, dal 14.11.2024 (data di pubblicazione in G.U.), scattano misure di salvaguardia che potrebbero avere un impatto sugli interventi già autorizzati e muniti di “permessi a costruire” o altro (inclusi eventuali mutui deliberati). Tali interventi, se ricadono in aree a rischio, risultano di fatto non più realizzabili, in mancanza di un avvio effettivo dei lavori già effettuato.
A seguito delle pressioni esercitate dagli Ordini professionali (coordinatisi in Rete) e da alcuni sindaci, negli ultimi giorni si è registrata una netta presa di posizione anche a livello regionale. In base a quanto appreso dalla stampa, i Dipartimenti Ambiente, Infrastrutture, Forestazione, Protezione Civile, Agricoltura, coordinati dall’assessore all’Ambiente, Giovanni Calabrese, e gli Enti Calabria Verde e Consorzio di Bonifica, avrebbero avuto un serrato confronto con l’Autorità di Distretto per consentire una effettiva ed efficace condivisione del Progetto di Piano con le amministrazioni comunali e con gli Ordini professionali.
Si sarebbe deciso di procedere a una rapida modifica delle Norme Tecniche di Attuazione correlate al Progetto di Piano, affinché le stesse possano essere recepite entro la data di scadenza delle osservazioni (fissata alla metà di Gennaio 2025). Inoltre, si sarebbe chiesta l’estensione del periodo utile alla formulazione di osservazioni, da parte dei soggetti portatori di interesse.
Esprimendo soddisfazione per le novità che sembrano concretizzarsi nel senso di un minore impatto dei vincoli e di una maggiore elasticità per la proposta di osservazioni e modifiche, auspico che tali notizie si concretizzino rapidamente e che ne derivi una riformulazione delle Norme in senso più moderno (per es., considerando concretamente la possibilità di ridurre la vulnerabilità in zone ad elevato rischio geoidrologico e sismico), garantendo un periodo sufficientemente esteso per acquisire i dati, formulare le dovute osservazioni tecniche ed emendare la cartografia
.
Facendo tesoro di questa spiacevole esperienza, il spero per il futuro un concreto coinvolgimento di tutti gli Ordini dell’area tecnica, fin dalle fasi di impostazione per la realizzazione o l’aggiornamento degli strumenti di pianificazione di competenza dell’Autorità, confermando al Segretario Generale, Vera Corbelli, la più ampia disponibilità dei professionisti calabresi. (gi)
[Giulio Iovine è presidente dell’Ordine dei Geologi Calabria]

L’OPINIONE / Giusi Princi: Capodanno Rai 1 a Reggio straordinaria occasione

di GIUSI PRINCI – Le meraviglie di Reggio sotto i potenti riflettori mediatici di Rai 1 con una significativa ricaduta di immagine a livello nazionale ed europeo.

È una straordinaria occasione voluta dalla Regione per valorizzare il patrimonio culturale, artistico, naturalistico, paesaggistico e ambientale della Calabria.
Il Capodanno a Reggio rientra, infatti, nell’accordo che la Regione ha stipulato con RaiCom che ha previsto per 2023 e 2024 la promozione della Calabria in programmi nazionali, culturali e di intrattenimento che hanno contribuito a valorizzare e scoprire i siti culturali e le bellezze della nostra terra.
Molto valorizzata la Città metropolitana in programmazioni di punta prodotte dalla Rai, come Linea verde, Linea blu, Geo. Milioni di spettatori hanno apprezzato le bellissime immagini del Parco Nazionale dell’Aspromonte, della Costa Viola, di Scilla, Seminara, Bagnara, Palmi, Gerace, Caulonia, Condofuri marina, Mammola.
Significativo anche il cammino che ha valorizzato la fiumara Amendolea con il suo oro verde, ovvero il bergamotto di Reggio Calabria.
La politica è visione, lungimiranza e opportunità che devono essere date alla propria terra e ai Calabresi tutti! Grazie presidente Occhiuto! Orgogliosamente calabresi sempre. (gp)
[Giusi Princi è europarlamentare]

L’OPINIONE / Giuseppe Falcomatà: Che fine hanno fatto i 90 milioni del campus Agapi di Saline?

di GIUSEPPE FALCOMATÀ – Va riconosciuto il lavoro svolto per il campus universitario a Reggio Calabria, un progetto del valore di 4 milioni di euro, ma ci si chiede: che fine ha fatto il campus Agapi di Saline Joniche, che avrebbe dovuto includere la residenza universitaria, la mensa, un polo sportivo e attività di formazione?

Il campus Agapi era stato presentato dagli stessi protagonisti di oggi come un’iniziativa destinata a rivoluzionare una parte della città.

Ricordo gli incontri degli anni passati con i rappresentanti dell’Università e dei Ministeri, per presentare un progetto da 90 milioni di euro. Che fine ha fatto? Qual è dunque la verità? Reggio avrà due campus, o il primo progetto è stato messo da parte nel silenzio? E se è così, vorremmo capire il motivo e come si possa passare da un campus da 90 milioni ad uno da 4 milioni. Dove sono finiti i 90 milioni del Pnrr? Realizzare un campus è una cosa, acquistare una struttura per trasformarla in residenza universitaria è un’altra.

Ben vengano i 4 milioni, anzi precisamente 1 più 3, ma vogliamo sapere che fine hanno fatto i 90 milioni. Ho chiesto al presidente del consiglio, Enzo Marra, di convocare una seduta ad hoc sul futuro dell’offerta formativa della città.

Per quanto riguarda la recente classifica sulla vivibilità, se da una parte è stata usata da alcune forze politiche per “bearsi della situazione”, dall’altra ha suscitato una reazione positiva tra i cittadini. «Questa classifica ha fatto scoprire un sentimento di identità spesso sopito – ha osservato il sindaco – Ha fatto dire ai reggini: “Quale classifica, guardiamo agli indicatori reali, non abbiamo bisogno di classifiche”. Va detto che i dati in questione sono quelli del 2021, a livello provinciale, e comprendono comuni che non sono governati esclusivamente dal centrosinistra. Se si isolano i dati di Reggio, i numeri cambiano. È importante avere l’onestà intellettuale di considerare anche le classifiche sulle Regioni. È passato inosservato, per esempio, che la Calabria è ultima nelle classifiche del benessere. Ma non facciamo polemica su questo: le classifiche vanno guardate con spirito sportivo, e chi le commenta non deve attribuire responsabilità politiche, a meno che non si voglia farlo sempre».

Il sindaco ha poi toccato il tema degli impianti di sci a Gambarie, ricordando che sono chiusi ormai da 4 anni. «Non facciamo polemica su questo – ha dichiarato – ma ci mettiamo al fianco dell’Amministrazione di Santo Stefano, perché si tratta di un problema che riguarda tutto il nostro territorio. Non posso essere contento se una cosa va male solo perché faccio parte di uno schieramento diverso rispetto a chi aveva annunciato una soluzione».

Rispondendo alle critiche sull’assenza di interventi economici, ricordo i 20 milioni di euro del Pn Plus destinati al sostegno delle imprese e all’economia, con iniziative per le start-up e la formazione in settori dove la formazione non esisteva prima. Poi, l’opposizione ha detto che è difficile essere bambini a Reggio. Con queste parole non si riconoscono gli spazi per i bambini. Eppure, a Reggio si può essere bambini, non solo nel centro città, ma anche in altre zone, come nella piazza del rione Marconi, dove prima non si poteva neppure giocare. In dieci anni siamo passati da zero a 400 posti negli asili nido.

Sul tema del ponte sullo Stretto, voglio chiarire che il ricorso presentato al Tar insieme a Villa San Giovanni non riguarda il ponte in sé, ma le procedure Via-Vas. Come amministrazioni, con Villa e Messina, avevamo chiesto una riflessione più approfondita, senza volerci sostituire ai tecnici, ma con il rispetto per quanto dichiarato dai ministeri riguardo alla fragilità del progetto e alla non opportunità di avviare un progetto per poi modificarlo durante il suo corso.

Abbiamo chiesto di essere coinvolti nelle procedure, di partecipare ai tavoli e di garantire che i territori fossero protagonisti, ma nessuno ci ha risposto. Forse sono finiti lì i fondi per il campus Agapi, piuttosto che in altri posti, in una manovra da 30 miliardi di euro, dove Reggio ha ricevuto solo 4 milioni, a fronte di oltre un miliardo di euro in questi anni investiti nella città per rigenerazione urbana, servizi, welfare, infrastrutture e lavoro.

Sulla questione del restauro della statua di Rabarama, aspettiamo che scadano i termini di un contratto capestro che ci obbliga a rivolgerci all’artista per una somma di 300mila euro. Una volta scaduti, faremo il restauro a prezzi più accessibili.

Infine, faccio un richiamo sull’attesa delle deleghe della Regione Calabria alla Città Metropolitana, che dovevano essere conferite entro il 31 dicembre di quest’anno, come previsto da un accordo siglato con un cronoprogramma dettagliato.

Ciò che ci ha impedito di affrontare molte necessità, i comuni sono costretti a rivolgersi alla Città Metropolitana, drenando risorse dal bilancio o da altre fonti. Quante cose in più avremmo potuto fare per i 97 comuni se la previsione normativa fosse stata rispettata? Purtroppo, su questa battaglia, sono state poche le note di supporto al territorio. Parliamo di classifiche, ma non di come potrebbe essere la città se avessimo deleghe e funzioni. Infine, chiedo ai miei colleghi cosa pensano dell’autonomia differenziata. Quando parliamo di classifiche, facciamolo con una valutazione complessiva che consideri tutti gli aspetti legati a un determinato tema. (gf)

[Giuseppe Falcomatà è sindaco di Reggio]