L’OPINIONE / Giuseppe Scopelliti: Su commissariamento sanità la verità inconfutabile è un’altra

di GIUSEPPE SCOPELLITI – In risposta a quanto affermato, qualche giorno fa, dall’ex governatore Agazio Loiero che, affidandosi a incaute (a suo dire) “versioni confuse e contrastanti”, è intervenuto sul tema del commissariamento della Sanità calabrese, prendendo le distanze dagli eventi che lo hanno determinato, mi preme precisare alcune cose.

In particolare, ricordo all’on. Loiero e a chi, distrattamente, ha ascoltato il mio intervento pubblico rimestandolo e snaturandolo oltremodo come sia inconfutabile che la Giunta Loiero e i Ministeri dell’Economia e della Sanità, nel lontano 2009, concordarono un Piano di Rientro dai disavanzi sanitari finalizzato ad abbattere l’abnorme debito prodottosi fino a quel momento attraverso la realizzazione di una serie di azioni correttive tra cui la chiusura e la riconversione di un certo numero di ospedali.

È altrettanto inconfutabile che, con una delibera di Giunta del 2009, l’ex governatore Loiero decise di chiudere gli ospedali con un numero di posti letto inferiore a 120 (che erano almeno 18!!). È, infine, ulteriormente inconfutabile che il mancato rispetto delle condizioni contenute nel Piano di Rientro e l’immobilismo della Regione (che quelle condizioni aveva accettato e sottoscritto), determinarono l’avvio della procedura di Commissariamento della Sanità calabrese, su proposta di ben tre ministri quali quello dell’Economia, della Salute e dei rapporti con le Regioni.

Il tema da me pubblicamente sollevato, dunque, non è se l’on. Loiero si sia opposto al commissariamento (mi sarei sorpreso del contrario, vista la delicatezza dell’incarico e la prospettiva di un’imminente campagna elettorale) ma il suo ruolo attivo nella redazione, contrattazione e sottoscrizione del Piano di rientro, approvato con delibera di Giunta regionale n. 845/2009 a integrazione e modifica del documento adottato in precedenza dalla stessa Regione (con delibere n. 585/2009 e n. 752/2009).

Per completezza di informazione aggiungo che l’iter si definì con un’ulteriore delibera della Giunta regionale n. 908/2009 avente ad oggetto: “Accordo per il piano di rientro del servizio sanitario regionale della Calabria ex art. 1, co. 180, L. 311/2004, sottoscritto tra il Ministro dell’Economia e delle Finanze, il Ministro della Salute ed il Presidente della Regione Calabria il 17 dicembre 2009. Approvazione”. Ciò che ho espressamente sostenuto durante il dibattito che mi ha visto protagonista qualche settimana fa, dunque, è, semplicemente, che la chiusura dei 18 ospedali attribuita alla mia volontà altro non è stata che la conseguenza degli impegni ineludibili presi da Loiero e cristallizzati nel piano di rientro. Tutto qui…

L’on. Loiero ha, dunque, infranto inutilmente il silenzio cui si era saggiamente affidato negli ultimi tempi, tratto in inganno da un improbabile suggeritore e dalla sua ormai depotenziata memoria. (gs)

[Giuseppe Scopelliti è ex presidente della Regione Calabria]

L’OPINIONE / Mons. Claudio Maniago: Carissimi studenti, siete i protagonisti di una storia importante

di MONS. CLAUDIO MANIAGO –Carissimi studenti, mi è caro rivolgere a tutti voi il mio paterno, sentito augurio per il nuovo anno scolastico, per questa nuova affascinante avventura che, come gli anni scorsi è carica di aspettative, di sogni e di aspirazioni.
La Scuola è e resta sempre la sede privilegiata, indispensabile per l’autentico sviluppo della vostra personalità, che fin dalla più tenera età trova in essa le radici della cultura e quindi della civiltà del nostro Paese, unitamente agli stimoli e alle occasioni per conoscere e crescere nella piena coscienza di essere cittadini chiamati ad abitare il mondo con responsabilità e forti dei diritti riconosciuti alla dignità di ogni vita umana.

In un tempo in cui la guerra continua a mietere vittime innocenti in tutto il mondo, la violenza segna tragicamente i nostri giorni, il razzismo sotto varie spoglie crea discriminazioni e spesso odio violento, non potete crescere nell’indifferenza, ma dovete prepararvi a essere protagonisti di un mondo migliore.
Per questo vi auguro che in quest’anno scolastico aumenti la vostra sete: sete di conoscenza, di libertà, di giustizia. Una sete che vi faccia vibrare dentro, che vi scuota, che provochi in voi domande importanti a cui cercare di dare risposte significative con lo studio, la partecipazione, la passione.
Carissimi studenti, dalla scuola dell’infanzia fino ai licei, siete i protagonisti di una storia importante e insieme ai vostri insegnanti costruite il futuro! Per questo spero che il rapporto tra voi e i docenti sia sempre segnato da quella confidenza che si basa sulla fiducia reciproca e da quella “complicità” che è finalizzata a fare qualcosa di importante per il bene comune, per costruire un mondo più solidale e pacifico.

Gesù, amico fedele, non vi farà mancare la sua forza e li suo sostegno in questo cammino affascinante.
Buon anno anche a voi, carissimi Docenti: siete la chiave di volta per innestare li processo di cambiamento e di riscatto; siete i depositari di funzioni essenziali da cui non si può prescindere nell’attuale situazione di emergenza: istruzione, formazione ed educazione. Siete consapevoli che non basta trasmettere i contenuti delle discipline, non basta accertarne l’apprendimento, occorre promuovere ogni azione volta a realizzare l’affinamento delle competenze, e soprattutto svolgere tutte quelle attività finalizzate alla sana crescita ed alla maturazione della personalità.

Gesù, Maestro per eccellenza, vi sarà riferimento e luce per un servizio che accoglie e cura, che ascolta e aiuta.
Infine un pensiero di vicinanza anche a voi cari genitori, insostituibili protagonisti nella crescita dei vostri figli e a tutti voi operatori della comunità scolastica, collaboratori indispensabili nel creare il clima più adatto per una scuola umana e accogliente.
Mi è caro accompagnarvi con la mia benedizione, affidando a Maria Santissima, sede della Sapienza, l’intera Comunità scolastica, perché vi sia vicina, vi protegga e vi conforti. (cm)

[Mons. Claudio Maniago è Arcivescovo Catanzaro-Squillace]

L’OPINIONE / Giacomo Saccomanno: Su linea AV SA-RC tante fake news

di GIACOMO SACCOMANNOÈ seriamente incomprensibile di come si possa dare notizie non veritiere per cercare di disinformare i lettori costringendo ad una rincorsa per tentare di ripristinare la verità, che non sempre, poi, raggiunge tutti coloro che hanno letto fake news. Qui di seguito, pertanto, si forniscono notizie ufficiali di come stiano effettivamente le cose rispetto all’alta velocità. Affermare che non si è fatto nulla vuol dire che i soggetti che hanno declinato ciò non hanno letto nulla oppure tendono, cosa maggiormente credibile, a screditare chi sta cercando di fornire infrastrutture alla Calabria ed al Sud, che la sinistra in 50 anni di gestione ha, totalmente, dimenticato e fortemente danneggiato questi territori.

La nuova linea AV/AC Salerno – Reggio Calabria costituisce la continuità di un itinerario strategico passeggeri e merci per la connessione tra il sud della penisola e il nord attraverso il corridoio dorsale, asse principale del Paese. Il nuovo collegamento consentirà di incrementare i livelli di accessibilità alla rete AV per diverse zone ad elevata valenza territoriale quali il Cilento e il Vallo di Diano, la costa ionica, l’alto e il basso Cosentino, l’area del Porto di Gioia Tauro e il Reggino, oltre che velocizzare anche relazioni di traffico verso Potenza, verso la Sicilia, verso diverse aree della Calabria e, allo stesso tempo, contribuirà in maniera significativa al potenziamento dell’itinerario merci da/per Gioia Tauro.  

L’intero itinerario da Salerno a Reggio Calabria è stato suddiviso in lotti funzionali. Considerando la consistenza e il costo dell’intera opera, lo studio effettuato ha previsto la realizzazione di scenari temporali intermedi, individuando tra i vari lotti quelli prioritari che consentono un maggior ritorno in termini di benefici.

Lotto 1 Battipaglia – Praia e Lotto 1a Battipaglia-Romagnano

La nuova linea AV parte dalla stazione di Battipaglia, si estende per circa 33 km in doppio binario e termina con l’innesto sulla linea storica Battipaglia – Potenza. Il tracciato si sviluppa prevalentemente in galleria/viadotto, ottimizzando l’inserimento dell’opera sul territorio e attraversando i Comuni di Battipaglia, Eboli, Campagna, Contursi Terme, Sicignano degli Alburni e Buccino, in Provincia di Salerno.

Ad oggi, è in corso di corso la fase realizzativa delle opere. 

Lotto 1b e 1c Romagnano-Praia

Il Lotto 1b (Romagnano – Buonabitacolo) realizza una seconda tratta nell’ambito del lotto 1 Battipaglia – Praia. Il tracciato da Romagnano prosegue attraverso il Vallo di Diano, dove è prevista la realizzazione di una nuova stazione. In particolare, a partire dalla zona di interconnessione con la linea Battipaglia-Potenza in prossimità di Romagnano dove è prevista la realizzazione del ramo pari, il tracciato del Lotto 1b prosegue sviluppandosi fino alla nuova stazione nel Vallo di Diano e attraversando i territori di Buccino, Auletta, Caggiano, Polla, Sant’Arsenio, Atena Lucana, Sala Consilina, Padula (Provincia di Salerno), con una lunghezza complessiva di circa 49 km.

Il Lotto 1c (Buonabitacolo – Praia) rappresenta la terza tratta che conclude il Lotto 1 in prossimità di Praia riconnettendo l’itinerario con linea tirrenica esistente a nord di Praia. Il tracciato del Lotto 1c si sviluppa dalla nuova stazione nel Vallo di Diano e si estende fino all’interconnessione di Praia con la linea esistente. Il nuovo tracciato interessa i territori di: Montesano sulla Marcellana, Casalbuono, Casaletto Spartano (Provincia di Salerno), Lagonegro, Rivello, Trecchina, Nemoli e Maratea (Provincia di Potenza), Tortora e Praia a Mare (Provincia di Cosenza), con una lunghezza complessiva di circa 45 km. 

Si prevede di avviare entro l’anno corrente la fase negoziale per il lotto 1b, a seguito del completamento dell’iter autorizzativo ad oggi in corso. A seguire, acquisita la completa copertura finanziaria, potrà essere avviata la fase negoziale anche per il lotto 1c.  A completa realizzazione dell’intero Lotto 1 si avrà un beneficio significativo fino a 30 minuti sui tempi di percorrenza complessivi tra Roma e Reggio Calabria.

Raddoppio Cosenza-Paola/S. Lucido (Galleria Santomarco)

L’intervento realizza una nuova connessione a doppio binario a standard AV fra Paola e Cosenza e si sviluppa per una estensione di circa 22 km, di cui circa 17 km in sotterraneo (galleria Santomarco) mentre i restanti 5 km sono relativi a tratte all’aperto, interessando i Comuni di Paola, San Lucido, Rende, Montalto Uffugo, San Vincenzo la Costa e San Fili, nella Provincia di Cosenza. In prossimità dell’imbocco della galleria lato Cosenza è prevista la nuova fermata, a servizio del territorio e del polo universitario di Rende.

Si prevede di avviare entro l’anno corrente la fase negoziale, a seguito del completamento dell’iter autorizzativo ad oggi in corso. 

Lotto 2 – Praia-Paola

L’intervento presente nel Documento di Fattibilità della Alternative Progettuali (Docfap) ha previsto originariamente un tracciato con uno sviluppo di circa 58 Km con inizio dalla stazione di Praia e termine sulla linea attuale Sibari – Cosenza in prossimità di Tarsia (Itinerario Autostradale). Lo sviluppo del Progetto di Fattibilità Tecnico Economica (Pfte) ha evidenziato significative criticità connesse alla realizzazione delle opere. Pertanto, in relazione al particolare contesto geologico, geomorfologico, idrogeologico e geotecnico, si è reso necessario approfondire anche il corridoio più costiero (cd. itinerario tirrenico), al fine di individuare un tracciato avente una maggiore sostenibilità ambientale e che consenta un miglioramento in termini di: contesto geomorfologico e idrogeologico, possibilità di connessione con la Linea Storica, possibilità di realizzazione dell’intervento per fasi, difficoltà realizzative con minori tempi di realizzazione, tempo di percorrenza fra Praia e Paola dovuto ad una riduzione della lunghezza del tracciato. 

Ad oggi, è in corso di sviluppo il Docfap.

Gli altri Lotti a completamento

Analogamente al lotto 2, in merito agli ulteriori lotti (Lotto 4 Paola-Lamezia Terme, Lotto 5 Lamezia T.-Gioia Tauro, Lotto 6 Gioia Tauro-Villa San Giovanni/Reggio Calabria) per il completamento dell’itinerario Salerno-Reggio Calabria sono in corso le attività di progettazione relative allo sviluppo del Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali che permetteranno di avere un quadro aggiornato del tracciato per il successivo opportuno confronto con gli Enti interessati. (gs)

 

 

L’OPINIONE / Franz Caruso: Sul nuovo Ospedale spero non sia uno dei soliti annunci di Occhiuto

di FRANZ CARUSO – Non vorrei ci si trovasse di fronte ad un ulteriore prova di annuncite. Spero solo che non sia uno dei soliti annunci a cui il presidente della Regione ormai ha abituato i calabresi. Un annuncio di sola propaganda e senza fatti reali. Infatti, cautela e diffidenza sono imposte per le stesse parole con cui Occhiuto ha annunciato stamani l’allocazione e i tempi di avvio dei lavori della nuova opera. E poi, egli stesso ha dichiarato che lo studio di fattibilità tecnico-scientifico è ancora in itinere.

Dopo che la Regione ha speso quasi un milione di euro per due studi di fattibilità, di cui il primo aveva indicato il sito di Vagliolise, è lui a stabilire, senza neanche aspettare l’esito del nuovo studio, che l’ospedale si debba costruire ad Arcavacata. Ma ormai, alla Regione, gli sprechi di risorse pubbliche non rappresentano un problema. Sarebbe pertanto doveroso che venissero illustrate le ragioni di una scelta diversa da quella programmata precedentemente dalla stessa Regione e indicata dal Consiglio comunale di Cosenza.

E comunque, per quanto ci riguarda nonostante il Tribunale Amministrativo Regionale abbia riconosciuto il diritto del Comune di Cosenza a partecipare al processo formativo per l’individuazione di dove far sorgere il nuovo ospedale, che di fatto ci legittima ad impugnare una diversa allocazione dal sito di Vagliolise, ribadiamo che la priorità è la garanzia della certezza che il nuovo ospedale si faccia per davvero. Per noi è necessario prima di tutto garantire ai cittadini un presidio ospedaliero accessibile, sicuro e tecnologicamente avanzato.

Chiediamo tempi certi di realizzazione e poi vogliamo che l’annuncio non sia un modo per distrarre l’attenzione dalla necessità di riqualificare l’Annunziata. Non è più accettabile che i cittadini debbano curarsi in quello che è stato definito l’ospedale peggiore d’Italia. Occhiuto provveda subito affinché si elevino i livelli di sicurezza e di qualità dei servizi ospedalieri all’Annunziata. Si attivino i 300 posti letto aggiuntivi autorizzati da anni e si facciano i concorsi per le centinaia di assunzioni di operatori sanitari che richiede il fabbisogno d’organico.

Non è secondario, inoltre, rilevare che la scelta annunciata oggi di voler costruire il nuovo ospedale nei pressi della università è in netta contraddizione con il definanziamento che Occhiuto ha operato della realizzazione della metropolitana leggera. Mi pare a questo punto inevitabile che si provveda tempestivamente e contestualmente a garantire un investimento finalizzato alla immediata realizzazione di un collegamento stabile veloce tra l’università e il centro storico di Cosenza. (fc)

[Franz Caruso è sindaco di Cosenza]

L’OPINIONE / Agazio Loiero: «La mia battaglia per impedire il commissariamento della sanità»

di AGAZIO LOIEROHo appreso con un po’ di ritardo che l’ex presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti, in giro in Calabria per presentare il suo libro autobiografico, ha fatto tappa verso la fine d’agosto anche dalle mie parti. Qui, nel narrare alcuni episodi della sua vita, avrebbe fatto due considerazioni sulla sanità calabrese che suonerebbero, più o meno così.

Se è vero che porto la responsabilità del commissariamento della sanità decisa dal governo Berlusconi, un certo coinvolgimento ricadrebbe anche su Loiero. Le versioni riportatemi sull’evento, che non ha registrato un pienone, sono contrastanti e confuse. Se diamo per buona la versione di uno spettatore, non si capirebbe, alla luce dei fatti, da quali abissi della memoria possa emergere anche una mia responsabilità in questa spinosa questione. Ricordo infatti che all’epoca del conferimento ufficiale del commissariamento nella figura di Scopelliti, avvenuto nel 2010 con il suo pieno assenso, io non ero più presidente della regione.

E visto anche che nessuno, neanche Scopelliti, contestò all’epoca la versione ufficiale dei fatti. Ormai viviamo un tempo in cui le frasi che si lanciano nei dibattiti politici non rispondono più alla verità ma, grazie all’ausilio di una memoria trasandata, all’utilità che se ne trae. Da molti anni, per mia scelta, non faccio alcuna polemica con l’ex sindaco di Reggio Calabria. Dal momento però che io considero quella battaglia da me sostenuta in Consiglio dei ministri per evitare il commissariamento della sanità regionale, una delle più importanti della mia vita politica, forse è utile riportarla nel segno della verità in superficie.

Esattamente come all’epoca i calabresi l’hanno letta sulla stampa nazionale e regionale. Quindi anche su “Il Quotidiano”. Procediamo con ordine. Verso la fine del 2009, a pochi mesi dalla fine della legislatura, fui invitato dal premier del tempo, Berlusconi, a partecipare al Consiglio dei ministri, dove si sarebbe discusso del piano di rientro dal debito sanitario calabrese e quindi sarebbe stato nominato un commissario esterno. Un provvedimento inedito in cui la regione fungeva, come spesso le capita, da cavia. Naturalmente in Consiglio dei ministri mi ribellai con tutte le mie forze a questa ipotesi del commissario.

Non intendo soffermarmi a lungo sui dettagli di quell’aspro confronto. Ricordo solo che i ministri della Lega e anche il ministro della sanità mi attaccarono senza alcun riguardo non solo nei confronti della regione che rappresentavo ma anche nei riguardi del luogo istituzionale dell’incontro. Il Consiglio dei ministri non è il Parlamento dove le forze politiche si accapigliano senza andare per il sottile. Avevo notato, nella mia passata esperienza di ministro, che l’ospite convocato in quella sala austera veniva sempre, anche in presenza di dissenso, circondato da un grande rispetto formale. Devo dire che Berlusconi mi tutelò. Mi concesse il tempo di ribattere, richiamando alcuni ministri che m’interrompevano con frequenza.

Aggiungo per onestà che non mi difesi male. Me lo confermò lo stesso Berlusconi quando, alla fine del confronto, mi accompagnò all’uscita. Avevo approfondito un piano di rientro dal debito come uno studente all’esame cruciale della sua vita. L’avevamo approntato in ogni dettaglio insieme con alcuni bravi dirigenti dell’assessorato alla sanità e con i tecnici dell’Agenas. Non la faccio lunga. Alla fine di un’accesa discussione la figura del commissario esterno, che avrebbe rappresentato un’onta per me e soprattutto per la Calabria, fu scongiurata. A questo punto Berlusconi m’invitò a farmi direttamente carico del ruolo di commissario. Una proposta inaspettata che non nascondo mi mise in difficoltà. Non potendomi consultare con nessuno, dopo qualche secondo di smarrimento, presi una decisione rischiosa.

Risposi che non me la sentivo di accettare la proposta perché, se è vero che il commissariamento, attraverso un articolo della Finanziaria, mi avrebbe offerto la possibilità di nominare tutti i manager della sanità senza l’obbligo di passare dalla Giunta, è anche vero che lo stesso articolo mi avrebbe imposto il blocco del turnover, delle assunzioni e l’innalzamento delle aliquote fiscali dei calabresi al massimo consentito. Troppo pesante per la mia regione. A questo punto i ministri della Lega mi assalirono di nuovo. Quando mi fu data la possibilità di ribattere, affermai che se il governo avesse insistito su quella posizione io mi sarei dimesso seduta stante. Berlusconi probabilmente non se la sentì di registrare in Consiglio dei ministri un atto politicamente così grave. Storicamente mai avvenuto prima. Il Commissario non fu nominato.

Dopo poco tempo mi presentai alle elezioni regionali per un secondo mandato. Fui sconfitto da Scopelliti. Il quale accettò quasi immediatamente la proposta del governo e diventò commissario. Aggiunse il fardello della sanità a tutte le altre deleghe trattenute saldamente nelle sue mani all’atto della formazione della Giunta. Una breve digressione di costume politico. Bisogna riconoscere che l’abitudine, così ricorrente, di trattenere presso la presidenza tante deleghe che non possono essere seguite con profitto, rappresenta un’esibizione di forza congeniale, più che agli uomini politici del nostro tempo, agli stregoni inclini ad esibire un potere primitivo nei confronti della tribù. Da quel lontano 2010 i calabresi pagano aliquote fiscali altissime.

Lo fanno in silenzio da 14 anni perché ormai il loro sentimento prevalente è la rassegnazione. Con un’aggravante: non riescono più curarsi. Una tragedia a cui l’autonomia differenziata infliggerà il colpo finale. (al)

[Agazio Loiero è ex presidente della Regione Calabria]

L’OPINIONE / Giusi Princi: Ruolo insegnanti fondamentale, porterò a Bruxelles la vostra battaglia

di GIUSI PRINCI – Buon anno scolastico ai tanti studenti calabresi che oggi tornano tra i banchi!

Cari ragazzi, vivete la scuola con la consapevolezza che saranno gli anni nei quali, attraverso il sapere, imparerete l’alto valore della libertà che vi aiuterà a superare le sfide della complessità e ad essere i protagonisti delle vostre scelte. Studiate consci che traccerete oggi la strada del vostro domani.
Un augurio di buon anno scolastico anche ai docenti e a tutto il personale scolastico degli istituti calabresi. Auguro a Voi di avere sempre l’entusiasmo, la motivazione e la determinazione per sostenere e incoraggiare gli studenti nel loro percorso didattico.
Porterò a Bruxelles la vostra battaglia: mi impegnerò perché la retribuzione dei docenti italiani venga finalmente adeguata a quella degli altri paesi europei. Il ruolo degli insegnanti è fondamentale per la formazione delle coscienze e quindi per lo sviluppo di una società migliore. (gp)
[Giusi Princi è europarlamentare]

L’OPINIONE / Giovanni Cuda: L’Università Magna Graecia manterrà la propria presenza nel centro storico

di GIOVANNI CUDANel suo discorso d’insediamento, dopo aver prestato giuramento come 35° Presidente degli Stati Uniti, John Fitzgerald Kennedy, rivolgendosi a tutti i cittadini americani ed agli amministratori della cosa pubblica, proclamò la famosa frase: «Non chiedete cosa può fare il vostro Paese per voi, chiedete piuttosto cosa potete fare voi per il vostro Paese».

Vorrei partire da questa citazione per rispondere con toni pacati – al contrario di quanto mi pare facciano i due consiglieri comunali Corsi e Costanzo – al presunto tradimento perpetrato dal sottoscritto ai danni della città in qualità di Rettore dell’Università Magna Graecia.

Come ho avuto modo di spiegare ai giornalisti da cui sono stato contattato, le ragioni che mi hanno convinto a riportare presso il Campus di Catanzaro il corso di laurea in Sociologia nulla hanno a che fare con improbabili strategie di desertificazione del centro storico, ma sono piuttosto dettate da uno sforzo di razionalizzazione ed ottimizzazione delle strutture didattiche attualmente a disposizione del nostro Ateneo, che vedono diversi corsi “in sofferenza” di aule e che potranno trovare allocazione presso la sede di Via degli Eroi, che ha una capacità di circa 400 posti, ben superiore agli studenti del corso di laurea in Sociologia.

Non comprendo, onestamente, le ragioni sulla base delle quali i due consiglieri sostengono che «Umg vuole arroccarsi al campus e magari guardare verso Lamezia Terme»; nessuna iniziativa in questa direzione è attualmente in corso di programmazione; fra l’altro, come Corsi e Costanzo dovrebbero sapere, è operativo da anni presso l’ospedale di Lamezia il corso di laurea in professioni sanitarie infermieristiche, e non mi pare che per questo si sia gridato allo scandalo. 

Quanto allo “smantellamento” della Facoltà di Medicina, trovo del tutto anacronistici i ragionamenti campanilistici dei nostri disattenti interlocutori: la Scuola di Medicina di Catanzaro è un patrimonio non cittadino, ma di tutta la Calabria, e la possibilità di decentrare il primo triennio del corso di laurea interateneo in Medicina e Chirurgia e Tecnologie Digitali da Arcavacata a Crotone, trasferendo contestualmente la sede amministrativa presso Umg, è un’iniziativa virtuosa perché consentirà ad 84 studenti di frequentare questo corso presso una città, Crotone, che vanta un’antichissima tradizione medica e che ha un estremo bisogno di rivitalizzarsi sotto l’aspetto culturale e sanitario.

Concludo questo mio intervento rassicurando, non Corsi e Costanzo, ma i miei concittadini, che l’Ateneo che ho il privilegio di guidare manterrà e, sperabilmente, potenzierà la propria presenza nel centro storico.

Quanto all’intimidatoria “chiusa” dei nostri interlocutori, ritornando al mio incipit, suggerisco che, piuttosto che “vigilare sull’evolversi della vicenda”, essi dovrebbero domandare a sé stessi non cosa l’Università possa fare per la città, ma cosa loro avrebbero dovuto fare e faranno per la crescita del nostro Ateneo. 

Non mi risulta che i loro sforzi in questa direzione siano stati numerosi ed efficaci. i(gc)

[Giovanni Cuda è Rettore dell’Umg]

L’OPINIONE / Gregorio Corigliano: La Schlein ed il presente

di GREGORIO CORIGLIANONon è semplice per nulla risolvere il problema europeo Fitto-Meloni: ha implicazioni politiche di immensa caratura. C’entra la Meloni, la destra europea, la sinistra ma anche la Schlein ed il Pd.

E questo perché proprio quest’ultimo partito sta vivendo un momento di ripresa superiore ad ogni aspettativa. Non sono solo le difficoltà interne alla maggioranza di governo che portano all’attenzione del Paese la giovane leader del Pd, ma soprattutto le speranze che si colgono a piene mani sul futuro del Nazareno. Diventa ogni giorno che passa una chiara alternativa ad un governo alle prese con guerriglie interne, complotti, problemi giudiziari di non poco conto. E questo perché Elly Schlein ha saputo impostare impegni e programmi che sembrano ave messo fine alle correnti ed ai tronconi in cui il partito lasciato da Renzi, da Zingaretti e da Letta era diviso, compresi i cacicchi di recente memoria. Adesso sembra esser tornati ai tempi in cui Roberto Morrione, storico direttore di Tg Rai, si era preso la briga di coordinare e condurre in porto le battaglie di Prodi e Veltroni o quando Marco Minniti e Franco Marini si incontravano a Piazza del Gesù per dar vita all’attuale creatura politica che, com’era giusto che fosse, non pochi problemi sta creando alla Meloni. Problemi politici perché per quelli di altro genere si sanno organizzare da soli, da Lollobrigida, alla Santanchè, a Fazzolari, a Sangiuliano e compagnia.

C’è voluta la Schlein che Susanna Turco ha appena chiamato “L’imprevista” nella sua ultima fatica letteraria. Ai cosiddetti esterni, I’imprevista davvero sia nella scalata ai vertici, sia nel non consentire di perpetuare antichi rituali. Lo stesso Bonaccini, pur capace e impegnato, adesso coordina politicamente il modo di essere oggi di quell’Ulivo, che aveva portato Prodi e successori a sconfiggere un modo di pensare, figlia di quella ibridazione tra culture diverse. Sembra esserci piena consonanza, ribadisce la giovane leader ( è nata nel 1985!) nel rapporto col pensiero cattolico e democratico, con quanto il Papa ha scritto in “Laudato Sì”.

E cioè dare ascolto ai poveri, ai migranti, ai temi dell’ambiente e così via. Non si è risparmiata un giorno, consapevole della necessità degli sforzi necessari da fare (e fatti) per essere credibile. Ha finito? Certo che no, ma rispetto a quando si è misurata ed ha vinto la sfida con i vecchi cacicchi passi in avanti ne sono stati fatti e parecchi. Deve continuare la battaglia intrapresa, non può interrompere mentre la luce si intravede ed altre sorprese arriveranno, già si profilano all’orizzonte grazie anche alle fatiche iniziate ed avviate e da concretizzare. E’ importante, però, che si proceda con l’intendimento di raggiungerle le mete che dovranno dare alla società ed al Paese le soddisfazioni che fino ad oggi non sono arrivate o, peggio, sono andate deluse.

Anche la stessa “vicenda Fitto” non può filare “liscia e striscia” come fosse una questione che deve affrontare e risolvere solamente il Pd. La Schlein, per questo, vuole giustamente vedere le carte. Non si può sostenere sic et simpliciter che il Pd si deve far carico del ruolo che tocca all’esponente dei Fratelli d’Italia che, dopo ave lasciato il Movimento giovanile della DC, dove avevamo fatto esperienza comune ed aver maturato con successo altre esperienze di grande rilievo, ha scelto la destra per proseguire il suo impegno politico e di governo. Probabilmente la soluzione è quella della rinuncia da parte di Meloni della vicepresidenza esecutiva per Fitto così da tener conto che il Pd è opposizione in Italia e maggioranza in Europa.

Non si può rompere l’unità a sinistra e non ci espone all’accusa di non fare l’interesse del Paese. L’impegno europeista da parte del ministro in carica dovrebbe essere scontato. Lo sarà? (gc)

 

L’OPINIONE / Pasquale Amato: Tre ragioni per dire no all’autonomia

di PASQUALE AMATOHo firmato con assoluta convinzione per il Referendum contro l’Autonomia Differenziata spinto da tre ragioni che ritengo fondamentali: Per impedire che, mediante la “spesa storica”, si renda immodificabile il divario Nord-Sud dell’Italia, vanificando qualsiasi futuro tentativo di rompere la spirale perversa creatasi dopo il 1861 e mai risolta. Si condannerebbe il Sud all’eterna condizione di area marginale, alimentando spinte separatiste che porterebbero alla fine della Repubblica italiana.

Per bloccare l’ipotesi nefasta delle venti repubblichette che renderebbero ancora più evanescente il peso dell’Italia nell’ambito della politica europea. Ambito in cui già sta perdendo terreno nella competizione permanente con gli altri Stati, poco disponibili a privarsi di pezzi di sovranità.

Per non indebolire il cammino già tortuoso dell’Unione Europea. Obiettivo sempre più indispensabile nella società globale in cui dominano gli Stati di grandi dimensioni. Uno scenario in cui l’Europa si muove come un gigante dai piedi di argilla per effetto dell’azione frenante dei sovranismi. Un’Italia ridotta a 20 repubblichette, oltre a un disastroso regresso interno che coinvolgerebbe anche le regioni più ricche, contribuirebbe ad affossare definitivamente la costruzione del sogno di Ventotene degli Stati Uniti d’Europa. (pa)
[Pasquale Amato è storico]

L’OPINIONE / Giacomo Saccomanno: Sul Ponte tante affermazioni senza conoscere il progetto

di GIACOMO SACCOMANNOInterventi senza senso con il solo scopo di tentare di essere protagonisti per un giorno nel sistema dei media! Oramai si legge di tutto e, spesso, notizie inesistenti o ancor più del tutto false. Dal cantante al politico che cercano spazio in settori che non gli appartengono e che non hanno la dignità, prima di parlare, di informarsi correttamente.

È un rincorrersi di “baggianate” che hanno portato la Calabria ad essere una delle ultime regioni d’Italia per mancanza di adeguati impianti. Come può crescere una regione se non ha corrispondenti infrastrutture? Ripetutamente si afferma che, invece, del Ponte sullo Stretto si dovrebbe pensare alle strade, alle ferrovie, alle scuole, ecc. A parte che la spesa del ponte ammonta a circa 8 miliardi e, quindi, poco si potrebbe fare con tale importo, non può non evidenziarsi che in oltre 50 anni, da quando si parla di ponte, non è stato fatto nulla e la Calabria, come la Sicilia, sono rimaste tali e quali ed anzi forse peggiorate. Quindi, appare una evidente “baggianata” dire che, invece, del ponte si dovrebbero fare le infrastrutture. Se queste non sono state realizzate nei decenni passati si vorrebbe comprendere come si potrebbero eseguire oggi e con quali modalità! Ecco, quindi, una grande ed immensa fake news!

A tali assertori di notizie non vere vorrei sono indicare qualche esempio di come un progetto complessivo di infrastrutture non può essere spezzettato, ma deve inserirsi in un percorso sistematico e sostenibile. Cosa si vuol dire? Il ponte sarà un attrattore delle necessarie infrastrutture che sono fondamentali per la crescita della Calabria, della Sicilia e del Sud in generale.

Esempi: 1. Parere positivo per l’alta velocità ferroviaria della Commissione Via del Mase per la realizzazione dell’intervento Rfi su due lotti del progetto, per circa 100 chilometri di opere ed 8 miliardi di euro, che attraverseranno la Campania e la Basilicata per sfociare in Calabria e sino a Praia a Mare, lavori da concludersi entro il 2026; 2. progettazione degli altri lotti sino a Reggio Calabria, i cui lavori dovrebbero concludersi entro il 2030-2032, nello stesso anno indicato dal Governo come data per l’inaugurazione del Ponte sullo Stretto; 3. rafforzamento dei collegamenti ferroviari verso la Sicilia, Potenza, Cosenza e il porto di Gioia Tauro, con la previsione di un hub strategico per il trasporto merci.

Questo solo un piccolo esempio di cosa accadrà con la realizzazione del ponte, senza poi aggiungere l’inizio dei lavori su tratti della SS 106, con progettazione per quelli mancanti, elettrificazione della linea Jonica, completamento delle trasversali, adeguamento autostrada nel tratto di Rogliano, opere complementari per ingresso ponte ed aree limitrofe. Solo alcune indicazioni di un progetto di sviluppo reale della Calabria e della Sicilia ove sono previsti interventi per oltre 50 miliardi.

Ai delatori e impreparati si può solo dire, con serenità, che i protagonisti di questa rivoluzione strutturale sono pronti ad un confronto reale in modo tale che l’informazione sia corretta e non si continui, per posizioni prese e partitiche di chi non è riuscito in oltre 50 anni a fare nulla, a veicolare una informazione deviata. A costoro la scelta del luogo, del giorno e delle modalità per un confronto costruttivo e oggettivo nell’interesse della nostra terra e della crescita di questa, con la creazione di migliaia di posti di lavoro, che hanno obbligato, finora, le risorse migliori a lasciare il Sud. (gs)

[Giacomo Saccomanno è componente del Cda Stretto di Messina]