L’OPINIONE / Mariateresa Fragomeni: Occhiuto e i suoi lavorino per una Calabria ordinaria nel campo sanitario

di MARIATERESA FRAGOMENI – Il 7 febbraio: Roberto Occhiuto annuncia l’imminente fine del commissariamento della Sanità calabrese; 7 marzo, il Consiglio dei Ministri dichiara lo stato di emergenza, per la durata di dodici mesi, in relazione alla situazione di criticità in atto concernente il sistema ospedaliero della Regione Calabria. La distanza tra i proclami trionfalistici di un mese fa e la realtà è tutta in questo giro del mondo (della sanità calabrese) in trenta giorni.

È tutt’altro che sorprendente quanto deciso dal Governo, visto che è sotto gli occhi di tutti la situazione della rete ospedaliera calabrese che oltre all’ormai incancrenita fase di stallo nella realizzazione dei progetti finanziati da decenni, sta pagando i ritardi accumulati nella costruzione degli ospedali di comunità finanziati dalla Missione 6 “Salute” del Pnrr.

È evidente il fallimento del centrodestra regionale che, oggi, chiede la dichiarazione di stato di emergenza così come quindici anni fa invocò il commissariamento. In mezzo ci sono stati tre lustri in cui la gestione della sanità regionale è stata consegnata nelle mani del Governo che ha lasciato ai calabresi disservizi, prestazioni insufficienti e un gigantesco debito.

Si tratta di fatti che spingono, ancora una volta, le forze politiche che hanno realmente a cuore le sorti della sanità calabrese a coinvolgere i cittadini in una mobilitazione permanentea difesa del diritto a ricevere le dovute cure e assistenza sanitaria e il governo regionale ad abbandonare gli annunci roboanti, le passerelle e i tagli del nastro e a operare per il completamento di una rete di sanità ospedaliera e territoriale a tutt’oggi carente»

Occhiuto e ai suoi lavorino concretamente per realizzare, nel campo sanitario, una Calabria ordinaria, capace quindi di colmare il divario col resto del Paese! Magari con uno scatto di orgoglio che permetta alla Calabria (e soprattutto ai calabresi, che non è giusto che siano gli unici a pagare il debito sanitario) di staccare il cordone ombelicale che li lega a un Governo nazionale che ha bocciato la proposta di legge Schlein che si proponeva di risolvere il problema delle risorse per il Servizio Sanitario Nazionale e arrivare nel 2028 a un finanziamento della sanità pari al 7,5% del Pil nazionale.

Questo sì sarebbe un atto d’amore per la nostra terra, invece di mettere le mani avanti fino a richiedere lo stato di emergenza che, oltre a essere un’implicita ammissione del proprio fallimento totale, ricorda tanto quel commissariamento della sanità calabrese invocato dal centrodestra nel 2010 come se fosse la panacea in grado di curare tutti i mali e che da quindici anni lascia la regione in un limbo dal quale non è uscita, coi risultati negativi che sono sotto gli occhi di tutti. (mf)

[Mariateresa Fragomeni è sindaca di Siderno]

L’OPINIONE / Amalia Bruni: Serve una legge forte contro violenza di genere

di AMALIA BRUNI – L’aggiornamento della legge 20/2007 deve essere un punto di svolta concreto e non un semplice adeguamento normativo.

Abbiamo registrato una grande attesa attorno a questa riforma, ma senza risorse adeguate rischiamo di vanificare ogni sforzo. Negli anni, purtroppo, la violenza contro le donne è aumentata, ma è cresciuta anche la consapevolezza sociale grazie all’impegno di associazioni e volontarie. Non possiamo deludere questa attesa.

L’obiettivo, è costruire un testo di legge unificato, che parta dalle proposte in campo e rafforzi gli strumenti di tutela e supporto per le donne vittime di violenza. Un aspetto fondamentale è il riconoscimento della specificità della violenza di genere, che non può essere assimilata ad altre politiche sociali generali.

La mia proposta di legge prevede un fondo unico, non inteso come un solo capitolo di spesa, ma come una missione chiara e strutturata nel bilancio regionale. Serve un impegno duraturo, che garantisca finanziamenti certi e non lasci nell’incertezza i centri antiviolenza e le strutture di supporto.

Non devono esserci bandierine politiche, perché il contrasto alla violenza sulle donne è una battaglia di civiltà. Dobbiamo andare avanti con un approccio innovativo, che superi le criticità strutturali accumulate negli anni.

Non possiamo più permetterci ritardi. La Regione Calabria deve dimostrare di essere all’altezza della sfida e mettere al centro della propria agenda politica il contrasto alla violenza di genere, con strumenti concreti e risorse adeguate. (ab)

[Amalia Bruni è consigliera regionale del PD]

L’OPINIONE / Giacomo Saccomanno: Rigassificatore Gioia Tauro non può essere condizionato dai “no”

di GIACOMO SACCOMANNOLa Calabria ed il Sud non hanno bisogno di continui “no”, ma la inderogabile necessità, invece, di percorrere strade di progresso e di investimenti per sviluppare economia, crescita ed occupazione.

Il rigassificatore, per come progettato, non ha, assolutamente, ragioni di preoccupazione e potrebbe dare una spinta rilevante per creare un polo di sviluppo nell’area portuale. Si legge, inverosimilmente, che “l’autorizzazione alla costruzione a Iren e Sorgenia è del 2012, ma c’erano dubbi già nel 2008, nella prima relazione parlamentare sulla ‘ndrangheta che raccontava «la capacità delle cosche di utilizzare le strutture portuali. Se non si pone rimedio, tale situazione è inevitabilmente destinata ad aggravarsi in relazione agli ingenti investimenti …».

Primo nell’elenco «… l’impianto per la rigassificazione …», cui «… si accompagnerebbe la cosiddetta piastra del freddo …». A testimoniare l’interesse delle cosche sono alcuni fascicoli processuali. In un processo a Locri c’è un verbale di interrogatorio del collaboratore di giustizia Marcello Fondacaro che il 6 dicembre 2018 ai PM fa i nomi di alcuni imprenditori della Piana che «… stavano portando avanti un progetto … di questa cosa all’interno del porto …».

Mi chiedo e chiedo ai tanti giornalisti o politici che scrivono queste cose se stanno in terra o su Marte! È noto, elementare, chiarissimo che dove vi sono dei flussi di denaro, risorse e lavori, la ‘ndrangheta, come tutte le mafie, accendono la lampadina per cercare il guadagno facile e condizionare le imprese ed i lavori. Ma, questo non vuol dire, non può far considerare, non è tollerabile, solo pensare che un’opera di tale rilievo non si debba fare perché ci potrebbe essere l’interessamento della ‘ndrangheta!

Questa è follia pura! Può uno Stato civile e democratico piegarsi a tali logiche perverse? Può rinunciare allo sviluppo di un territorio per paura? Può abbandonare i cittadini perché teme il condizionamento delle mafie? La risposta è una sola e deve essere gridata: no. Lo Stato non si piega e va avanti con coraggio ed assumendo tutte le necessarie contromisure. Seguire una logica indicata dalla sinistra vuol dire lasciare un territorio nell’arretratezza, nella povertà, nella disoccupazione, nel degrado sociale e tecnologico, in sostanza proseguire nel percorso di abbandono che finora il Sud e la Calabria hanno subito.

E, proprio per queste ragioni, il rigassificatore, come tutte le altre opere infrastrutturali, devono essere realizzate al Sud e in Calabria, per dimostrare che lo Stato esiste, che non ha paura di nulla, che tali territori devono essere salvaguardati, tutelati e aiutati a crescere.

La ‘ndrangheta si combatte decisamente, con forza e coraggio, e non si convive supinamente per paura o altro. Bisogna, quindi, andare avanti e continuare a sostenere il coraggioso lavoro del Ministro Salvini e del Presidente Occhiuto che non temono e combattono a viso aperto per sconfiggere il malaffare e per dare al Sud e alla Calabria ed alla Nazione intera quella normalità che è stata negata, finora, dalla sinistra, che vorrebbe lasciare questi territori nel degrado, in povertà e senza alcuna speranza.  (sc)

[Giacomo Saccomanno è avvocato, già Commissario regionale Lega e sindaco del Comune di Rosarno]

L’OPINIONE / Antonio Montuoro: Catanzaro al centro degli investimenti in sanità

di ANTONIO MONTUORO

Riguardo al dibattito scaturito sul presunto depotenziamento di importanti servizi sanitari nella città di Catanzaro, le informazioni ricevute dal Dipartimento Salute della Regione Calabria – con cui sono stato in continuo contatto nelle scorse ore, affiancato dal sottosegretario Wanda Ferro e dal Vicepresidente della Giunta regionale, Filippo Pietropaolo – consentono di smentire le polemiche strumentali sollevate in un periodo, oltretutto, inopportuno.

Il difficile momento personale vissuto dalla famiglia Occhiuto richiedeva di essere rispettato con garbo e sensibilità, piuttosto che alzando polveroni destinati a generare un clima di tensione e di sospetti. La salute dei cittadini non può essere mortificata ed utilizzata come terreno di scontro per scatenare odio sociale e diffondere veleno.

Possiamo ribadire con forza che nessuno ha svenduto la città di Catanzaro in nome di presunti interessi. La linea d’azione del commissario Occhiuto è chiara da tempo: lavorare per ridurre la mobilità sanitaria e potenziare l’offerta assistenziale complessiva della nostra regione. Una strategia che sta producendo molteplici risvolti, dopo decenni di fermo, con l’obiettivo di poter incidere con più efficacia nel tentativo di ribaltare i numeri negativi legati alla migrazione sanitaria.

Catanzaro ha il privilegio di poter contare su un sistema d’eccellenza certificato, in primis, dagli ottimi risultati della Cardiochirurgia dell’Azienda Dulbecco – presidio Mater Domini – riconosciuta tra le prime dieci in Italia nel campo della chirurgia coronarica. Il Capoluogo di Regione, riferimento per tutta l’area centrale della Calabria, è più in generale al centro di un notevoli investimenti che, completato il processo di integrazione delle aziende sanitarie, consentirà di creare il più grande hub del Meridione con 855 posti letto e mettere a terra le ingenti risorse disponibili. L’ex Villa Bianca è interessato da un intervento di rilancio che ha permesso di aprire nella struttura, in collaborazione con il CNR, un nuovo centro specializzato dedicato alla diagnostica e alla riabilitazione neurologica.

Le due strutture di emodinamica del “Pugliese” e del “Mater Domini” continueranno la loro funzione. Sul Sant’Anna Hospital, dopo le note vicende che hanno portato alla chiusura della struttura, c’è un importante investimento del gruppo Citrigno che consente finalmente di ragionare su un futuro di rilancio di uno storico presidio d’eccellenza.

La strada tracciata è quella giusta e la Regione non può che tenere conto delle realtà che possono portare beneficio a tutta la comunità, nella direzione di consolidare e potenziare l’offerta di assistenza. Vigileremo affinché niente si perda per strada, ma si deve ragionare in un’ottica di insieme, mettendo da parte le rivendicazioni localistiche, confidando in nuova governance che, rispetto al passato, potrà consentire ai calabresi di non dover più partire per curarsi altrove.

[Antonio Montuoro è consigliere regionale di Fdi]

L’OPINIONE / Giuseppe Nucera: Non può esistere Reggio città turistica se non si interviene su ricettività

di GIUSEPPE NUCERA – Reggio Calabria ha tanta storia da presentare, cultura ma mancano i posti letto.

Mi domando e chiedo al sindaco Falcomatà: va bene la presentazione della storia e delle eccellenze proposte nell’audizione di mercoledì a Roma in occasione di Reggio Capitale della Cultura 2027, ma dove andrebbero tutti questi turisti che ci si propone di ospitare? Da qui bisogna partire per realizzare una città turistica, altrimenti è tutto inutile.

Un piccolo centro del Tirreno ha più posti letto di Reggio Calabria. Il Miramare è chiuso da anni, una miseria e spreco di possibilità per la nostra città. Al posto dell’ex cinema Orchidea sarebbe ideale un hotel, non l’ennesimo centro culturale. Reggio Calabria così facendo diventa una città di transito, non turistica. Pressappochismo e miopia di questa amministrazione impediscono di avere una visione incentrata sulle reali e necessità del nostro territorio.

Da anni propongo la realizzazione di un grande centro congressi e fiere a Pentimele con annesso hotel. Sarebbe un polo fondamentale di sviluppo della nostra città. Inoltre, la mia proposta di trasferire le scuole dal centro in altre zone per realizzare alberghi non è mai stata concretizzata. Non può esistere Reggio città turistica se non si interviene in modo incisivo sulla ricettività. I B&B realizzati dai volenterosi imprenditori reggini non possono essere sufficienti.

Infine, il Museo del Mare sarà un grande attrattore per la nostra città, le opere dell’archistar Zaha Hadid sono conosciute in tutto il mondo. Se Falcomatà non avesse definanziato l’opera anni fa, forse oggi sarebbe già stata completata. Ma il ravvedimento è stato utile e oggi possiamo parlare dell’avvio del cantiere. (gn)

[Giuseppe Nucera è imprenditore e leader del movimento La Calabria che vogliamo]

L’OPINIONE / Filippo Quartuccio: Reggio Capitale della Cultura è più di un obiettivo politico

di FILIPPO QUARTUCCIO – “Reggio Calabria Capitale della cultura” è più di un obiettivo politico. È un vero e proprio sentimento che prescinde dalle idee, dalle ambizioni, dai traguardi che un amministratore si pone per il bene dei propri cittadini.

È, piuttosto, il midollo che tiene in piedi passato, presente e futuro del territorio, che unisce e regge il corpo stesso di una comunità. Ribadisco l’importanza di un evento che pone Reggio Calabria su un piano ed un livello in grado di cambiare i destini del comprensorio metropolitano.

L’aspetto che, più d’ogni altro, è emerso dalle parole del sindaco Falcomatà è lo straordinario lavoro di cucitura che si è fatto fra le maglie della società reggina partecipe, in ogni sua declinazione, di quello che è già un grande risultato: essere fra le dieci città su cui il Paese può concretamente poggiare i pilastri dello sviluppo culturale e turistico dei prossimi anni.

In questo contesto il Comune e la Città Metropolitana hanno costruito una sinergia vincente che ha visto enti, istituzioni, associazioni, imprese e singoli cittadini proiettati, unanimemente, in uno sforzo visionario e di prospettiva che fa ben sperare per il domani, a prescindere da quello che sarà il risultato finale della selezione.

Per questo l’eventuale riconoscimento per Reggio di Capitale della cultura non può certo essere un punto d’arrivo, ma un motore su cui spingere per realizzare il sogno che ognuno di noi sta inseguendo in questi mesi di duro lavoro. Nelle fasi propedeutiche che ci hanno portato a Roma, infatti, abbiamo sperimentato con gioia, orgoglio e commozione lo spirito di operare e produrre, tutti insieme, verso l’unica direzione possibile.

Da qui in poi non si torna più indietro siano stati messi in campo investimenti, progetti e obiettivi che, in ogni caso, contribuiranno alla crescita sociale, economica, turistica e culturale dei 97 Comuni che compongono la nostra meravigliosa Città Metropolitana.

Questo è il sentimento che deve animare ogni comunità. L’unione, come abbiamo potuto appurare, fa la forza per davvero. All’unisono, dunque, continuiamo a percorrere quel cammino, gli uni al fianco degli altri, che ci condurrà a scrivere pagine memorabili della nostra storia. (fq)

[Filippo Quartuccio è consigliere metropolitano delegato alla Cultura]

 

L’OPINIONE / Giovanni Latella: Centro delle Culture del Mediterraneo uno dei progetti più ambiziosi per il futuro di Reggio

di GIOVANNI LATELLA – L’Amministrazione Falcomatà, portando avanti il proprio programma con determinazione e visione, è riuscita a concretizzare uno dei progetti più ambiziosi per il futuro di Reggio Calabria: la realizzazione del Centro delle Culture del Mediterraneo, un’opera fondamentale per la città e per l’intera area dello Stretto. Questo progetto, che ha ricevuto un finanziamento complessivo di ben 121 milioni di euro, rappresenta una pietra miliare per lo sviluppo culturale, turistico e sociale del territorio.

È vero che si tratta di un progetto originato dalla precedente amministrazione di Giuseppe Scopelliti – ha aggiunto Latella – ma è altrettanto vero che, grazie all’impegno incessante del sindaco Giuseppe Falcomatà, e in particolare dell’Assessore Carmelo Romeo, responsabile della realizzazione della struttura, il Museo del Mare sta finalmente prendendo forma. Un segno tangibile di questo impegno è stata la recente posa della prima pietra, che scandisce un passo decisivo verso la realizzazione di un’opera che avrà un impatto straordinario sulla città.

Pur trattandosi di un progetto avviato da amministrazioni precedenti, l’Amministrazione Falcomatà ha scelto di portarlo avanti con grande determinazione, guardando esclusivamente al bene della città e dei suoi cittadini, senza alcuna preoccupazione per l’origine politica dell’idea. Questo è un progetto che trascende le divisioni politiche, ed è stato realizzato grazie alla lungimiranza dell’Amministrazione e alla capacità di perseguire obiettivi concreti e strategici per il futuro di Reggio. Un risultato che è stato reso possibile anche grazie al sostegno dell’ex ministro Dario Franceschini, che ha compreso l’importanza strategica del Museo, tanto da inserirlo tra i 14 attrattori nazionali.

Non va dimenticato che questo successo è frutto di un lavoro collettivo che ha coinvolto molteplici attori, tra cui la Capitaneria di Porto, il Demanio e altri enti locali e nazionali, il cui contributo è stato fondamentale per giungere all’obiettivo. Dietro a questo risultato c’è un lavoro di squadra che ha richiesto anni di impegno. È quindi del tutto infondata la tesi secondo cui l’Amministrazione Falcomatà non avrebbe voluto quest’opera: si tratta di una falsa affermazione storica che non rispecchia la realtà dei fatti.

Il Centro delle Culture del Mediterraneo, avrà un impatto notevole non solo sulla città di Reggio Calabria, ma sull’intera area dello Stretto, destinata a beneficiare di nuove opportunità sotto il profilo turistico, culturale e artistico. Il museo rappresenta una leva fondamentale per lo sviluppo del turismo e dell’arte nella nostra Regione, ma anche una risorsa per il porto di Reggio, che grazie a questa struttura può evolversi in un importante porto turistico, capace di ospitare anche grandi navi da crociera.

Un’opera futuristica, sostenibile e all’avanguardia, che è uno dei simboli della nostra candidatura, a prescindere dal risultato finale, e che contribuirà a cambiare il volto della città e a garantire prosperità e ricchezza non solo a Reggio Calabria, ma a tutta la Regione Calabria. Un’opera che segna un momento di rinascita per la città, che oggi vive una fase storica di grande trasformazione, con investimenti e riqualificazioni che pongono Reggio al centro della scena culturale e turistica del Mediterraneo. (gl)

[Giovanni Latella è consigliere comunale di Italia Viva con delega a Turismo e Sport]

L’OPINIONE / Roberto Rugna: Intraprendere azioni per rafforzare politiche di rigenerazione urbana

di ROBERTO RUGNA –Da molti anni, i temi legati all’energia, all’ambiente e all’economia circolare sono al centro delle politiche di Ance Calabria, un’associazione che ha sempre cercato di concretizzare questi temi a livello regionale attraverso i contributi proposti in sede istituzionale, partecipando attivamente ai tavoli sui vari piani che li riguardano.

In particolare, il Programma 2021/2027 con la S3 sull’economia circolare e l’edilizia sostenibile, la legge sulla rigenerazione urbana e il Priec (Piano Regionale Integrato sull’Energia) sono stati temi su cui ci siamo impegnati con determinazione, convinti che debbano essere affrontati liberi da ogni condizionamento ideologico.

Su questi temi è fondamentale il dialogo tra tutte le parti coinvolte, perché solo con il coinvolgimento diretto dei soggetti protagonisti della realizzazione concreta degli obiettivi possiamo sperare in un cambiamento reale e tangibile. Per questo motivo, ringrazio per l’invito a questa giornata, che ci offre l’opportunità di approfondire temi strategici per la nostra regione.

L’edilizia, sotto il profilo energetico, ambientale e green, gioca un ruolo decisivo. Non c’è dubbio che il percorso verso una maggiore sostenibilità sia quello giusto, anche in linea con le direttive europee sulle case green. È un percorso che ci vede impegnati non solo a livello locale, ma anche nazionale, nonostante le difficoltà evidenti.

La direttiva europea sulle case Green prevede infatti interventi a livello nazionale che, entro il 2033, coinvolgeranno circa due milioni di edifici, con una media di 250.000 edifici all’anno fino alla scadenza prevista. L’investimento complessivo si stima possa aggirarsi tra i 40 e i 60 miliardi di euro. È evidente che, per accompagnare efficacemente questa trasformazione, è necessario un programma ben definito, supportato da procedure chiare e da un sistema di incentivi, sostenuto sia dall’Unione Europea che dal governo nazionale. A livello regionale, la situazione è altrettanto complessa. In Calabria, infatti, la qualità del nostro patrimonio edilizio lascia molto a desiderare: circa il 75% degli edifici è stato costruito prima delle normative sismiche del 1974 e quelle sull’efficienza energetica del 1976. A ciò si aggiunge una notevole eterogeneità climatica all’interno della stessa regione, che rende difficile applicare un approccio uniforme agli interventi.

È necessario, pertanto, tener conto delle peculiarità locali per attuare interventi mirati, come la rigenerazione urbana, l’efficientamento energetico e, in alcuni casi, la demolizione e ricostruzione.

In conclusione, è indispensabile che, a tutti i livelli, e in particolare considerando le specificità territoriali, si intraprendano azioni mirate per rafforzare le politiche di rigenerazione urbana, l’efficientamento energetico e l’adozione di strumenti normativi, finanziari e fiscali che possano sostenere un processo di transizione ecologica efficace. Come Ance Calabria, siamo pronti a contribuire in prima linea a questo percorso, consapevoli delle sfide che ci attendono, ma anche delle opportunità che una transizione ecologica ben gestita potrà offrire alla nostra regione. (rr)

[Roberto Rugna è presidente di Ance Calabria]

L’OPINIONE / Vincenzo Capellupo: Locazione nuovo Ospedale di CZ, la città è estromessa da decisione

di VINCENZO CAPELLUPO

La realizzazione del nuovo ospedale di Catanzaro è da sempre parte di un ampio piano di riorganizzazione della rete ospedaliera regionale ed una questione fondamentale connessa riguarda la localizzazione della nuova struttura che, secondo quanto emerge dall’accordo di programma tra Regione Calabria e Ministero competente, sarebbe stata definita senza alcun coinvolgimento della città Capoluogo di Regione.

È, però, la città con il suo Consiglio Comunale a dover determinare tale scelta come accaduto per la localizzazione dell’ospedale di Cosenza decisa dal Consiglio comunale della città bruzia. Perché dovrebbe essere diverso per la città di Catanzaro?

A pensar male si fa peccato ma ci si azzecca sempre! Timori fondati se pensiamo a quanto questa Regione abbia violentato la città di Catanzaro sulle questioni sanitarie dalla nascita della facoltà di medicina a Cosenza alla chiusura del S.Anna Hospital.

Anche sulla localizzazione dell’ospedale la Regione Calabria sembra voler estromettere la città di Catanzaro dalla decisione, tracciando una linea su un tema che riguarda da vicino non solo i cittadini, i malati ed i lavoratori, ma anche le necessità territoriali, urbanistiche e infrastrutturali che un simile intervento comportano. Perché?

Non posso che esprimere preoccupazione per questa modalità di gestione e per il rischio che venga messo in secondo piano il parere del Consiglio comunale che, più di chiunque altro, è istituzionalmente deputato a rappresentare le reali esigenze della città.

[Vincenzo Capellupo è consigliere comunale di Catanzaro]

L’OPINIONE /Umberto Mazza: Il nuovo Ospedale della Sibaritide il più grande e innovativo in Europa

di UMBERTO MAZZA – Con una spesa di circa 7 milioni di euro al mese, Tir provenienti da ogni parte d’Europa che ogni giorno, nel piazzale di 200 mila metri quadrati, scaricano materiali e strutture di qualità elevata e di ultimissima generazione e l’accelerata impressionante e senza precedenti con la quale procedono verso la consegna entro l’anno prossimo tutti i lavori per rendere funzionale l’opera, il progetto ed il cantiere del nuovo Ospedale della Sibaritide, rappresenta oggi una delle pagine più importanti della storia regionale che può e dove essere vissuta da tutti, senza distinguo e divisioni, come un oggettivo motivo di orgoglio e fiducia per la Calabria e per la sua possibilità concreta di riscattarsi e di guardare al futuro senza più complessi di inferiorità.

Nei giorni scorsi, insieme all’architetto Francesca Felice, accompagnati dall’Ingegnere Domenico Petrone, Project Manager della D’Agostino Costruzioni Srl, concessionaria dell’opera, ho avuto modo di effettuare un sopralluogo all’interno del cantiere, prendendo atto, a quasi 600 giorni dalla data prevista per il suo completamento, non soltanto del ribadito rispetto del cronoprogramma ma dell’elevato livello tecnologico e degli elevati standard di qualità che potrà offrire quello che è oggi il più grande ed innovativo ospedale in costruzione in Italia e probabilmente in Europa.

Non solo per Corigliano-Rossano che a Contrada Insisti ospiterà questa struttura straordinaria e salvifica per la garanzia del diritto alla salute dei calabresi e dei meridionali ma per tutta la Sibaritide, in particolare per le aree interne del basso e dell’alto jonio, dell’Arberia e della Valle dell’Esaro, questo ospedale, per certi versi anche avveniristico, rappresenterà un riscatto ed un vero e proprio spostamento di baricentro geopolitico, sociale ed economico dai diversi effetti virtuosi in termini di sviluppo locale.

Sta funzionando benissimo sia il management complessivo all’interno dell’enorme cantiere che vede occupate centinaia e centinaia tra maestranze, ditte ed esperti, sia l’innegabile armonia fra la Regione Calabria che è il committente dell’opera ed il concessionario, che hanno portato avanti tutti i processi insieme; un’esperienza pubblico-privato, che dovrà essere considerata un modello replicabile per altre opere pubbliche regionali e per la stessa concezione dell’azione istituzionale e della continuità amministrativa, a tutti i livelli, a servizio dei territori e delle comunità locali e nell’esclusivo interesse pubblico.

Senza cedere a facile quanto inutile retorica né però, allo stesso tempo, a sentimenti ed atteggiamenti opposti, va dato serenamente atto che su questa opera in particolare, mai partita dai primi anni 2000, è stata impressa una velocizzazione oggettiva di tutte le procedure e di tutti i tempi previsti perché possa essere consegnata prima possibile ai calabresi. E da questo punto di vista la sfida epocale che si sta vincendo può essere considerata di tutti noi calabresi.

Oggi c’è, quindi, da essere solo positivamente stupiti e soddisfatti di quello che è già stato realizzato, di quello che io stesso in prima persona ho già potuto constatare, di quanto si sta continuando a realizzare e che non ha eguali nel panorama ospedaliero nazionale per come ho avuto modo di ascoltare dalla preziosa assistenza e collaborazione ricevute dall’Ingegnere Petrone che ringrazio ancora per l’opportunità del sopralluogo. Tutti i sindaci ma anche le scuole del territorio dovrebbero visitare questo cantiere straordinario che restituisce speranza e ottimismo.

E sono convinto che, con la stessa determinazione, rispetto alla quale servirà sicuramente una forte sinergia inter-istituzionale da parte di tutti gli attori coinvolti a qualsiasi titolo in questo progetto storico, incluse le agenzie formative come gli istituti tecnici e professionali del territorio, potrà e dovrà essere affrontata sin da ora la sfida anch’essa politica e manageriale sia dei sotto servizi sia delle risorse umane, necessari ed indispensabili a far partire questo nuovo e grande Ospedale della Sibaritide, dalla Calabria e del Sud. (um)

[Umberto Mazza è sindaco di Caloveto]