ISOLA CAPO RIZZUTO – Successo per la campagna di sensibilizzazione per la Ludopatia

Nei giorni scorsi, a Isola Capo Rizzuto, nelle scuole del territorio si è svolta La Salute non è un gioco, la campagna di sensibilizzazione per il contrasto al gioco d’azzardo, promosso dall’Azienda Sanitaria di Crotone, in collaborazione con il Comune di Isola Capo Rizzuto e le comunità terapeutiche della provincia.

L’evento ha toccato i tre istituti del territorio, con un incontro per ogni plesso mirato all’informazione e al contrasto del gioco d’azzardo, un fenomeno purtroppo ancora oggi molto diffuso e difficile da abbattere senza l’aiuto dei professionisti.

Alla manifestazione, incentrata sulla ludopatia, oltre ai tanti professionisti e ai dirigenti scolastici, ha partecipato anche l’Assessore alla Pubblica Istruzione Carlo Cassano, che ha parlato del fenomeno e di come molte volte colpisca anche i giovanissimi.

Un tema delicato quello della Ludopatia, che l’amministrazione vuole affrontare con forza, considerando che già nei giorni scorsi, con le stesse figure professionali e le stesse comunità, un evento analogo si è tenuto anche a Capo Piccolo con la presenza dello stesso Assessore e del vicesindaco Andrea Liò. Un segnale evidente di come l’amministrazione guidata dal sindaco Maria Grazia Vittimberga sia fortemente vicina ai suoi cittadini anche su tematiche cosi difficili che, molte volte, sono causa anche di gravi disagi familiari. (rkr)

Al via “A Carte scoperte”, il progetto di contrasto e prevenzione della ludopatia in Calabria

Ha preso il via, nelle scorse settimane, il progetto A carte scoperte, sostenuto dalla Fondazione con il Sud, che mira al contrasto e alla prevenzione della ludopatia nelle province di Catanzaro, Cosenza, Reggio Calabria e Crotone.

Al percorso lavorerà il Centro Calabrese di Solidarietà in qualità di soggetto capofila, affiancato da una rete di 21 partner tra enti del terzo settore, istituzioni pubbliche e private così composta: la Cooperativa Sociale Agorà Kroton Onlus, l’Associazione Chiron, l’Associazione Milone-InformagiovaniKr, l’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro, l’Azienda Sanitaria Provinciale di Crotone, la Camera di Commercio di Catanzaro, la Caritas Diocesana di Catanzaro-Squillace, il Centro di Accoglienza “L’Ulivo”, il centro di solidarietà “Il Delfino”, il Comune di Castiglione Cosentino, il Comune di Catanzaro, il Comune di Reggio Calabria, il Comune di Tortora, la Cooperativa Sociale “Eureka”, la società European Development Consulting, la cooperativa “Exodus Calabria”, la Cooperativa “La Casa del Sole”, la Cooperativa “La Casa di Miryam”, la Provincia di Cosenza, la Provincia di Crotone e l’Università della Calabria.

A carte scoperte è un progetto della durata di 26 mesi che mira a fornire soluzioni sostenibili per fronteggiare il fenomeno del gioco d’azzardo patologico in Calabria, proponendo un modello di intervento condiviso e innovativo che risponda: alla difficoltà di organizzare forme strutturate di cura; all’assenza di linee di ricerca specifiche nel campo delle dipendenze senza uso di sostanze; alla volontà di usare le potenzialità delle nuove tecnologie a scopo preventivo e di contrasto delle dipendenze comportamentali.

Il fenomeno della ludopatia nella nostra regione è cresciuto molto negli ultimi anni, generando problemi su più fronti: sia economici (nei soli primi sei mesi del 2018 in Calabria si sono persi al gioco oltre 280 milioni di euro) che sociali.  Le regioni del Mezzogiorno, del resto, presentano una più elevata incidenza rispetto alla media nazionale della disoccupazione e della sottooccupazione – oltre che dell’infiltrazione nel tessuto sociale da parte di organizzazioni criminali, le quali prosperano sul gioco d’azzardo e sul connesso fenomeno dell’usura (il 10% dei giocatori patologici è vittima di usura)-  che le rende maggiormente vulnerabili. Un altro dato importante è quello dei familiari danneggiati: il gioco “passivo” coinvolge, per ogni giocatore dipendente, tra le 5 e le 7 persone.

Consapevoli di questi allarmanti dati, i partner che hanno aderito alla rete di A Carte scoperte hanno progettato un percorso che ha alla base un programma di intervento multidimensionale ed integrato. Le azioni del progetto saranno legate, infatti, ad un’ottica globale di intervento, in cui la presa in carico non riguarderà solo i soggetti ludopatici ma anche i nuclei familiari e l’intero sistema sociale in cui vive.

Saranno inaugurati sei centri specializzati nella cura del gioco patologico che avranno sede nelle provincie di Catanzaro, Cosenza, Reggio Calabria e Crotone e si lavorerà sull’ampliamento/attivazione dei numerosi servizi, tra cui l’orientamento professionale del soggetto ludopatico e gli “spazi rosa” dedicati alle donne partner di soggetti con problematiche di dipendenza da gioco e a uomini maltrattanti.

Inoltre: sarà realizzata una piattaforma online di assistenza e sostegno psicologico, con la possibilità di chat  anonime con esperti professionisti; sarà avviato un Tour di sensibilizzazione contro i pericoli del Gioco d’azzardo patologico sull’intero territorio regionale e verrà attuato un percorso di prevenzione dedicato agli adolescenti sull’uso consapevole del denaro.

Verrà, poi, messo a disposizione del progetto e dei suoi beneficiari un immobile confiscato alla criminalità organizzata situato a Catanzaro, all’interno del quale sorgerà un punto antiusura per supportare le famiglie dei ludopatici con piani di risanamento del debito.

A partire dal 12 maggio, infine, il progetto A Carte Scoperte darà avvio ad un percorso di formazione specialistica dedicato agli operatori impegnati nella presa in carico e trattamento di soggetti con problematiche di dipendenza comportamentale, con l’obiettivo di rafforzare e ampliare competenze e ottimizzare gli interventi che saranno realizzati nei due anni di lavoro. (rcz)

QUASI DUE MILIARDI IN FUMO PER IL GIOCO
LUDOPATIA IN CALABRIA NUMERI DA PAURA

Il gioco d’azzardo è tutt’altro che innocuo, provoca molto di frequente una pericola dipendenza che è stata valutata come una vera e propria patologia: “disturbo da gioco d’azzardo”. La ludopatia è quindi una vera e propria malattia in grado di provocare forte disagio psicologico e gravi conseguenze dal punto di vista della salute mentale. La prevenzione e la cura posso contrastare questo fenomeno, limitare, se non bloccare, la dipendenza dal gioco d’azzardo ed è compito delle amministrazioni locali avviare iniziative a questo proposito. La Regione Calabria ha promosos il progetto GAP, attuato dall’Asp di Catanzaro, con un articolato programma di prevenzione e cura, organizzando un lavoro di rete con il servizio pubblico, gli enti locali, le famiglie, la scuola e gli organismi sociali.

Quanto “pesa” il fenomeno nella nostra regione? I calabresi, nel 2019 – riferisce Giulia Audino, referente scientifico del progetto Gap, e direttore f.f. Ser.D. di Catanzaro, prendendo come riferimento i dati emersi dal report dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, aggiornato al 2019, «hanno speso quasi un miliardo e 800 milioni di euro nel gioco d’azzardo legale, distinti per provincia in questo modo: Cosenza, 637 milioni di euro; Reggio Calabria, 577 milioni; Catanzaro, 307 milioni; Vibo Valentia, 146 milioni e Crotone poco più di 120 milioni». Con un’avvertenza:  «Se il volume di denaro giocato in Italia nel 2019 è aumentato del 3,5%, attestandosi sul valore di 110,54 miliardi di euro, durante la pandemia il “gioco fisico” è sceso a 80 miliardi, con un incremento, però, del 12,5% di quello on line. Inoltre, è in aumento la ludopatia tra le donne» ha aggiunto la Audino.

Il progetto GAP è stato presentato nei giorni scorsi a Catanzao. Ad aprire l’incontro, il direttore del Dipartimento di Salute Mentale e delle Dipendenze dell’Asp di Catanzaro, Rossella Manfredi: «In questi ambiti è fondamentale la rete e con questa iniziativa siamo riusciti a realizzarla con ottimi risultati, unendo pubblico e privato. Speriamo che questa progettualità diventi una costante; in questa direzione, abbiamo già inoltrato richiesta alla nostra Azienda Sanitaria, perché supportati possiamo lavorare meglio ed aiutare più persone».

«Si tratta di un’azione mirata, che parte da un piano nazionale, lanciata in linea con tutte le altre regioni italiane – ha detto Giulia Audino – I motivi che spingono una persona a tentare la fortuna col gioco d’azzardo sono svariati: un periodo di difficoltà economica, il bisogno di gratificazione personale o la necessità di trovare una valvola di sfogo e di evasione dalla realtà».

Il giocatore patologico difficilmente riesce a resistere all’impulso che lo spinge a giocare. È una malattia che può essere curata ma dalla quale è difficile uscirne da soli. È importante parlarne con qualcuno e rivolgersi ad uno specialista. I Ser.D a livello ambulatoriale, si occupano della diagnosi, della cura e riabilitazione dalle dipendenze patologiche, all’interno dei quali ricadono anche le problematiche inerenti il gioco d’azzardo.
In relazione al progetto “Gap”, sono stati coinvolti quattro enti del privato accreditati alle dipendenze: tre comunità terapeutiche e una cooperativa sociale molto attive sul territorio della provincia di Catanzaro – Centro Calabrese di Solidarietà, Malgrado Tutto, Progetto Sud e Cooperativa Sociale Zarapoti – che hanno attivato, nel corso degli anni, percorsi e servizi innovativi, in risposta a problemi di emarginazione e isolamento sociale. Le prime tre realtà hanno realizzato il progetto attraverso un percorso residenziale e semiresidenziale in grado di garantire la presa in carico multidisciplinare del giocatore e della sua famiglia, mediante l’impiego di metodologie basate sulle più avanzate evidenze scientifiche.
Attraverso la Cooperativa Zarapoti è stata svolta attività di prevenzione attraverso una campagna informativa e di sensibilizzazione rivolta ai giovani, anche grazie alla presenza di un mezzo mobile itinerante appositamente attrezzato per offrire interventi qualitativamente efficaci di prevenzione per le dipendenze patologiche.
«Tutto parte dalla prevenzione – ha spiegato Ampelio Anfosso della Cooperativa Sociale Zarapoti –. È necessario potenziare l’informazione ai cittadini sulle condizioni di rischio e sulle ripercussioni derivanti dal Gap. Per questo abbiamo realizzato tantissimo materiale divulgativo – brochure, volantini, locandine – con una grafica e un linguaggio accattivante e coinvolgente per far arrivare in modo immediato il messaggio. Abbiamo creato un sito web e abbiamo incontrato i giovani nei luoghi di aggregazione – ha aggiunto – dove, solitamente, si danno appuntamento (ville, lungomare, spiagge, parco giochi, locali). È fondamentale partire con l’attività di sensibilizzazione sin dalle nuove generazioni per evitare l’espandersi del fenomeno. Perché nasce come un gioco ma può sfociare in una malattia autodistruttiva».
«Questo progetto – ha affermato Isolina Mantelli, presidente del Centro Calabrese di Solidarietà – ha un valore aggiunto perché da un lato ha permesso di creare uno straordinario tavolo di lavoro e, poi, ha consentito a tante persone di essere ascoltate e di confrontarsi, in un momento storico nel quale la pandemia ha eliminato ogni occasione di socialità».
«Grazie a questa iniziativa ci sono stati inviati 7 utenti – ha raccontato Chico Piterà del Centro Calabrese di Solidarietà –. Il più giovane di 33 anni, il più anziano di 60. Nei nostri percorsi cerchiamo di facilitare la relazione, di lavorare sulla responsabilità, di aiutarli a gestire le spese quotidiane e il bilancio familiare e di fare anche delle sedute di psicoterapia. Strutturiamo, inoltre, spazi per i giocatori e per i loro familiari con incontri di gruppo per dare un sostegno anche a casa».
«Gli utenti vengono inviati dal Ser.D. e prendono parte al progetto una volta a settimana – ha evidenziato Vittoria Curcio di Progetto Sud –. Abbiamo seguito con questo progetto sette persone. C’è un cammino individualizzato per ognuno e fissiamo gli obiettivi della cura. Gli utenti sono seguiti da educatore, psicologa e psichiatra. C’è anche un consulente legale, se si presentano soggetti con posizioni debitorie particolari».
«Noi offriamo un servizio residenziale – ha sottolineato Giovanna Minieri di Malgrado tutto –. Possiamo ospitare massimo 5 persone. Il programma terapeutico può andare da 3 settimane a 3 mesi. C’è la fase dell’accoglienza dove si raccolgono tutti i dati socio-anagrafici, si effettuano i test della personalità e l’anamnesi fisica e familiare. Segue un intervento intensivo con colloqui psicologici, attività di arte terapia e di condivisione, come l’orto, la falegnameria. Infine vi è la fase dell’accompagnamento e dei richiami che prevede monitoraggio sul reinserimento sociale, familiare e lavorativo».
Sono intervenuti anche i referenti del progetto Gap per il Ser.D: Carla Sorrentino (Catanzaro), Luigi Pullia (Lamezia) e Maria Rita Notaro (Soverato), anche coordinatrice gruppo lavoro e monitoraggio del progetto aziendale Gap.
Tra le linee progettuali è prevista una formazione specifica per le Forze dell’Ordine, i gestori punto gioco e gli operatori impegnati sia dal punto di vista dell’Asp che degli enti privati accreditati. Partner del progetto è Linea Verde Droga. (rcz)

Ludopatia, Adiconsum Calabria chiede confronto con la Regione per attuare il decreto firmato da Speranza

Michele Gigliotti, presidente di Adiconsum Calabria, ha chiestoal presidente f.f. della Regione Calabria. Nino Spirlì, un confronto immediato, con la convocazione del Comitato Regionale Consumatori ed Utenti, al fine di rendere operativo il decreto firmato dal ministro della Salute, Roberto Speranza, che prevede l’adozione di un regolamento nazionale per la prevenzione, la cura e la riabilitazione delle persone affette dal gioco d’azzardo patologico.

Il decreto prevede che le Regioni diano attuazione alle linee di intervento indicate dal testo, favorendo l’integrazione tra servizi pubblici e strutture private accreditate, enti del Terzo settore e associazioni di auto-aiuto della rete territoriale locale.

Per Gigliotti, infatti, si tratta di «un passaggio fondamentale  in una strategia di difesa delle persone, in particolare dei più giovani, dalla ludopatia», sopratutto in una «Regione in cui, secondo l’Agenzia Dogane e Monopoli, i calabresi hanno speso nel 2019 circa 1.800.000.000 nel solo gioco legale».

«Bisogna prevenire – ha evidenziato Gigliotti – le conseguenze devastanti di un fenomeno come il gioco d’azzardo patologico, che coinvolge in Italia oltre cinque milioni di persone, di cui più di un milione considerate patologicamente dipendenti. Adiconsum Calabria è impegnata su questo fronte, soprattutto sul piano educativo, mediante la realizzazione del progetto “Ludopazzia – Insieme per il gioco responsabile”, promosso dalla nostra Associazione e finanziato dalla Regione Calabria con le risorse della L.R. 7/2018 “Progetti in favore dei consumatori». 

«Nell’ambito del progetto, nel giugno scorso, presso il Porto di Tropea, tra le attività previste – ha spiegato – abbiamo realizzato incontri di sensibilizzazione con la cittadinanza e in particolare hanno preso parte al percorso ludico-esperienziale oltre 50 giovani tra i 16 e i 19 anni. Vedere il coinvolgimento motivato dei ragazzi è stato per l’Associazione un segnale ricco di significato, date anche le tematiche trattate. Durante gli incontri, alcuni tra i giovani maggiorenni hanno affermato di giocare spesso al “gratta e vinci”, alle scommesse sportive o alle slot machine. Rilevare questo dato è stato per Adiconsum Calabria la conferma dell’importanza di puntare alla sensibilizzazione dei giovanissimi per evitare che cadano nel circolo vizioso della ludopatia». 

«La dipendenza dal gioco d’azzardo – ha detto ancora – è meno evidente rispetto a quella da sostanze, ma i suoi effetti possono essere altrettanto gravi: sono note, infatti, le terribili conseguenze sulle relazioni familiari e sociali, oltre che sul piano economico, che questa vera e propria forma di patologia produce».

«È, dunque, urgente intervenire in modo coordinato ed efficace e Adiconsum Calabria – ha concluso il presidente Gigliotti – dichiara la sua piena disponibilità». (rcz)

CATANZARO – Il Comune al fianco dell’Iis Petrucci-Ferraris alla lotta contro la ludopatia

Il Comune di Catanzaro al fianco dell’Iis Petrucci-Ferraris per prevenire e contrastare il fenomeno della ludopatia. Lo hanno ribadito l’assessore alla pubblica istruzione, Concetta Carrozza, e il consigliere provinciale con delega al medesimo ramo, Ezio Praticò, che sono intervenuti in occasione dell’evento online Noi contro il gioco d’azzardo e le dipendenze adolescenziali, promosso dall’Iis Petrucci-Ferraris-Maresca di Catanzaro, che ha coinvolto alunni e docenti.

Sono stati illustrati, per l’occasione, i risultati del percorso di ricerca e formazione svolto con la collaborazione del “Centro Calabrese di Solidarietà”, tramite il quale la scuola ha partecipato al concorso nazionale Dalle aule parlamentari alle aule di scuola. Lezioni di Costituzione, bandito dal Quirinale in collaborazione con il Senato della Repubblica.

Carrozza e Praticò hanno portato i saluti del Comune e della Provincia di Catanzaro, rivolgendo il proprio plauso all’istituto per l’attività messa in campo grazie all’impegno della dirigente Elisabetta Zaccone e degli insegnanti del team di educazione civica.

«L’amministrazione comunale – ha detto l’assessore Carrozza – è sempre al fianco delle scuole nella fondamentale sfida della prevenzione che deve essere garantita ai più giovani, a sostegno dei percorsi di educazione e formazione tra i banchi. In questo senso, iniziative del genere rappresentano dei momenti preziosi per sensibilizzare i ragazzi sui rischi delle dipendenze di ogni forma e sull’importanza di un utilizzo consapevole delle tecnologie».

Il consigliere Praticò ha aggiunto che «le istituzioni sono in campo per supportare l’attività della scuola che, attraverso opportunità di scambio e di confronto, costituisce insieme alla famiglia la principale agenzia formativa per la crescita responsabile delle nuove generazioni». (rcz)