L’Asp di CS ha approvato progetto per pronto soccorso all’Ospedale di Trebisacce

La consigliera regionale Pasqualina Straface ha reso noto che «l’Asp di Cosenza ha deliberato l’approvazione del progetto esecutivo e l’indizione della gara di appalto per l’avvio dei lavori di adeguamento funzionale ed impiantistico del Pronto Soccorso di Trebisacce».

«Si tratta – ha evidenziato – di un intervento che avevamo già preannunciato nelle scorse settimane e che si pone nel solco del rilancio degli ospedali territoriali voluto fortemente dal Presidente Occhiuto».

«“L’investimento sul Pronto Soccorso dell’Ospedale Chidichimo – ha spiegato – sarà di 1,3 milioni di euro e sarà un vero e proprio restyling funzionale con impianti e dotazioni di avanguardia».

«Al contempo è in fase di arrivo il progetto di adeguamento del blocco operatorio – ha aggiunto – con copertura finanziaria di circa 2 milioni e mezzo di euro, e il rafforzamento del reparto di Radiologia con l’arrivo di una nuova Tac, di una risonanza, di un mammografo, di una colonna endoscopica, di un ortopantomografo e di un nuovo telecomandato».

«Stiamo mettendo in campo ogni sforzo e ogni risorsa per garantire ai cittadini, nel caso specifico a quelli dell’alto Jonio – ha concluso – quel diritto costituzionale alla salute che per troppo tempo è stato negato». (rcs)

La consigliera Straface: Nei prossimi giorni ripartirà erogazione servizi all’Ospedale di Trebisacce

La consigliera regionale Pasqualina Straface ha assicurato che «nei prossimi giorni l’erogazione delle prestazioni ricomincerà regolarmente» all’ospedale di Trebisacce.

Nel nosocomio, infatti, «si sta procedendo all’installazione di una tac di ultima generazione – ha spiegato – tre volte più potente di quella attualmente in dotazione, ma ovviamente ci sono dei tempi tecnici di disattivazione della vecchia e installazione della nuova che richiedono un breve ma necessario periodo di sospensione del servizio».

«Spiace vedere come si voglia forzatamente sottolineare – ha detto – negatività nel comparto sanitario anche laddove non ce ne siano, anzi in un momento in cui si sta intervenendo in maniera migliorativa. Installare una nuova tac richiede inevitabilmente un breve periodo di sospensione, ma poi il servizio ripartirà meglio di prima anche perché la dotazione della diagnostica dell’Ospedale di Trebisacce oltre all’’arrivo di una nuova Tac prevede l’installazione di una risonanza, di un mammografo, di una colonna endoscopica, di un ortopantomografo e di un nuovo telecomandato».

«A questo vanno aggiunti l’adeguamento del blocco operatorio – ha concluso – e la riqualificazione del Pronto Soccorso grazie ai quali si renderà ancora più qualitativi i servizi erogati dal Chidichimo in modo da garantire il diritto alla salute dei cittadini di Trebisacce e del territorio». (rcs)

La consigliera Straface: Per l’Ospedale di Trebisacce previsto potenziamento pronto soccorso

Per l’Ospedale Chidichimo di Trebisacce è previsto non solo il potenziamento del pronto soccorso, ma anche quello di radiologia. Lo ha reso noto la consigliera regionale Pasqualina Straface, a margine dell’incontro al comune di Trebisacce, con il sindaco Alex Aurelio e i componenti della Giunta Comunale, per fare il punto sulla situazione sanitaria e sugli interventi che interesseranno il presidio.

 «Al sindaco e agli amministratori – ha proseguito – ho confermato che è stato già approvato il progetto di adeguamento del blocco operatorio ed è stata individuata la copertura finanziaria di circa 2 milioni e mezzo di euro. Si sta procedendo con l’assegnazione dell’appalto tramite Invitalia che è stata individuata dal sub commissario come stazione appaltante».

«Su disposizione del Presidente Occhiuto – ha aggiunto – è stato avviato anche il progetto di riqualificazione del Pronto Soccorso per un importo di poco più di 1 milione di euro finanziato dall’ASP Cosenza che andrà in appalto a giorni».

«Si interverrà, inoltre – ha illustrato – sul reparto di Radiologia con l’arrivo di una nuova Tac, di una risonanza, di un mammografo, di una colonna endoscopica, di un ortopantomografo e di un nuovo telecomandato».

«L’investimento caratterizzato da notevoli risorse e strumenti sull’ospedale di Trebisacce – ha concluso – certifica la volontà del Presidente Occhiuto di voler invertire quel processo di depauperamento degli ospedali calabresi e rendere tali strutture presidi sanitari adeguati garantendo al territorio regionale, nel caso specifico quello dell’alto Jonio, quel diritto costituzionale alla salute che per troppo tempo è stato negato».

Il sindaco Aurelio ha espresso soddisfazione per «la risposta tempestiva e rassicurante del consigliere regionale Pasqualina Straface, Presidente della Terza Commissione Sanità, Attività Sociali, Culturali e Formative sulla questione sollevata sul consultorio familiare dell’ospedale di Cariati».

Ringraziamo – sottolinea il Sindaco Cataldo Minò – il Presidente Roberto Occhiuto e la Presidente Straface per l’attenzione continua e costante rispetto alla sanità territoriale che vede il presidio ospedaliero del basso jonio cosentino tra i primi a registrare lavori in fase avanzata per la riqualificazione del pronto soccorso.

«Anche questo – ha aggiunto – è per noi segnale di un impegno che ci auguriamo possa arrivare a rendere presto il Vittorio Cosentino un ospedale funzionante a 360 gradi e capace di dare risposte alle comunità dell’hinterland».

Il sindaco ha, infine, colto l’occasione per invitare la consigliera Straface a Cariati per verificare lo stato dei lavori e confrontarsi anche sulle altre tematiche aperte come quella della carenza di risorse umane. (rcs)

Il presidente Occhiuto: Gli ospedali di Trebisacce, Cariati e Praia saranno riaperti

«Gli Ospedali di Trebisacce, Cariati e Praia a Mare saranno definitivamente riaperti. Furono erroneamente chiusi». È quanto ha annunciato il presidente della Regione e commissario ad acta, Roberto Occhiuto, nel corso del programma Piazza Pulita su La7 condotto da Corrado Formigli.

Nel corso del programma, è stato mandato un servizio in cui, accanto alla Calabria Straordinaria andata in scena a Milano con la suggestiva pista di pattinaggio, si vede il disastro della sanità. Nello specifico, si vede la Casa della Salute di Mesoraca: 5 milioni e mezzo di euro stanziati e già appaltati. Due operai che lavorano in una struttura di quattro piani, da 3 anni, che non è completa anzi, è praticamente ferma alle fondamenta. Pietro Ferrazza, del Comitato Ospedale di Mesoraca, fa vedere alle telecamere di Piazza Pulita strumenti fermi o uno studio odontoiatrico fermo per mancanza di materiale, fermo da novembre.

Poi, c’è una sola ambulanza che copre un bacino di utenza tra dai 30 ai 50 mila pazienti, con 89.213 km fatti in soli 15 mesi. E se qualcuno si sente male, deve andare a Crotone. Le telecamere, poi, passano al Pronto Soccorso dell’Annunziata di Cosenza, dove «si entra come se nulla fosse. Le porte non sono allarmate».

I pazienti attendono, per giorni, prima di essere visitati. Stesso destino per i familiari, tra rassegnazione e rabbia in attesa di sapere dei familiari.

«Ma secondo te, un’azienda come l’Ospedale di Cosenza, come fa ad accollarsi tutta la Provincia se hanno chiuso tutti i presidi ospedalieri che erano in periferia? Un ospedale che porta 300 posti letto, più o meno, adesso sono ridotti a 150. Con due medici e due infermieri, che fai?», chiede una dipendente alle telecamere.

L’ex consigliere regionale, Graziano Di Natale, nel servizio ha denunciato come «arrivano i soldi per i servizi sanitari e non li spendiamo (251 milioni), ma la cosa che fa accapponare la pelle è che tra l’acquisto di una risonanza magnetica e il suo collaudo passano 9 anni».

«Di questa somma, 170 milioni – ha denunciato ancora Di Natale – non è stata ancora trasferita alle Asp e alle Aziende Ospedaliere. Significa che non abbiamo speso i soldi che il Governo che ci ha dato».

Le telecamere, poi, si sono spostate sui medici cubani, chiamati a dare una mano alla disastrata sanità calabrese. E proprio uno di loro dice «mai avremmo pensato che uno dei Paesi più sviluppati del mondo, potesse avere un problema come questo con la sanità pubblica. È la prima volta che prestiamo servizio come medici in Europa».

E alcuni di loro presteranno servizio all’Ospedale di Polistena, dove c’è la più grave carenza di medici. E proprio il Primario, ha raccontato via telefono (ha avuto un malore) che ha cinque medici ammalati, di cui una è stata ricoverata a Reggio Calabria perché a Polistena non c’è l’emodinamica.

Franco Moschella, primario del PS di Polistena, racconta ai microfoni che l’Ospedale funziona, ma che c’è una grave carenza di personale: «io dovrei avere un organico di 15 medici. In questo momento ne ho otto».

Insomma, una regione devastata a livello sanitario, con 18 ospedali che devono essere riaperti. Tra questi, l’Ospedale di Praia a Mare. Lì è tutto ancora imballato.

E, intanto, la Calabria è in sofferenza di posti letto: sono 8,6 contro i 14 ogni 100 mila abitanti come stabilito dalla legge.

«Mi assumo tutte le responsabilità – ha commentato Occhiuto in trasmissione – di quello che ho fatto e eventualmente di quello che non sono riuscito a fare in questo anno di commissariamento sotto la mia gestione. Il servizio che avete mandato in onda descrive un disastro che si è prodotto in 12 anni precedenti di commissariamento, nel quale il Governo ha gestito la sanità della Calabria. E ha mandato commissari, il più delle volte senza capacità di organizzare il sistema sanitario. C’è una sentenza della Corte Costituzionale che dice che a nulla serve il commissariamento della sanità se, poi, il Governo non mette nella condizione i commissari di avere i poteri per risollevare questo sistema».

«In 12 anni di commissariamento, i commissari – ha spiegato – dovevano fare due cose migliorare la qualità delle prestazioni e fare la ricognizione del debito. Non sono riusciti a farlo. Io in un anno soltanto ho riconciliato i conti, ho dimostrato che abbiamo un avanzo di amministrazione, sto facendo l’accertamento, con la Guardia del Finanza, e ho dimostrato che non c’è nemmeno questo debito mostruoso, perché è in linea con la maggior parte del Centro Sud. Non è una buona notizia, perché significa che il motore della sanità è spento».

«In un anno abbiamo assunto 1400 persone a tempo indeterminato – ha ricordato – altre 700 a tempo determinato».

Formigli, poi, parla di un fatto: La Calabria, oggi, è la serie C d’Italia dal punto di vista sanitario. Fatto confermato dal Governatore: «dal punto di vista sanitario è anche peggio della serie C, nonostante o medici straordinari».

Tornando alla questione degli ospedali chiusi (18 da Scopelliti), Occhiuto ha parlato dell’errore di non sostituire gli spedali con presidi di assistenza sanitaria.

Grande soddisfazione è stata espressa dal sindaco di Trebisacce, Alex Aurelio: «Siamo consapevoli che attraverso la visione, la determinazione e l’azione quotidiana dimostrata dal Presidente nella sua difficile e coraggiosa funzione di Commissario alla sanità, il riconoscimento e la fruizione dei diritti fondamentali delle popolazioni, su tutti quello alla salute, potranno essere presto garantiti su tutto il territorio calabrese, frenando lo spreco di risorse pubbliche, arginando l’emigrazione sanitaria e diventando, anzi, regione attrattiva di buona sanità per medici e pazienti». (rrm)

Riapre l’ospedale di Trebisacce, Renne (Idm): Buona notizia, ma attenzione ai proclami

Trebisacce riavrà il suo ospedale. Lo ha reso noto il responsabile di Italia del Meridione, Andrea Renne, spiegando che «la stessa sorte spetterà al nosocomio di Praia a Mare».

«Tuttavia, a questa mia felicità – ha spiegato Renne – che sono sicuro si unirà a tutta quella dei miei conterranei, segue però un invito: attenzione ai proclami, perché parlare di riapertura piace a tutti, ma realizzarla è un altro discorso. La pandemia, sicuramente, avrà fatto da accelleratore nella decisione di riaprire il nosocomio. Bisogna, soprattutto, tenere sotto osservazione quale possa essere la funzione dell’ospedale; mi domando in altri termini se davvero tornerà ad essere un presidio fondamentale al centro dell’alto jonio, oppure diventerà un semplice centro di assistenza per i malati covid».

«Tornerà ad essere un presidio ospedaliero – ha proseguito – capace di far dimenticare anni in cui il diritto alla sanità costituzionalmente garantito é venuto meno, oppure si tratta solo di un annuncio che si tradurrà nella semplice riconversione in un centro Covid?».

«L’invito è, dunque – ha concluso – quello di mantenere un occhio critico verso l’evoluzione della situazione, perché quello di Trebisacce possa, finalmente, tornare ad essere un ospedale capace di offrire un ampio e completo servizio sanitario. Felici, dunque, ma attenti e vigili, perché l’epoca dei proclami é finita». (rcs)

 

L’appello di Rosanna Mazzia: Non cali il silenzio sull’ospedale di Trebisacce

Il sindaco di Roseto Capo Spulico, Rosanna Mazzia, ha ribadito l’importanza che «non cali il silenzio sull’Ospedale “Guido Chidichimo” di Trebisacce.

«In merito al Piano di ammodernamento del Sistema Sanitario calabrese diffuso nella giornata di ieri – ha dichiarato il primo cittadino del Comune Ionico – la cui realizzazione dovrebbe avvenire con i fondi del Pnrr, pare che le stesse facciano riferimento esclusivamente alla Rete d’Emergenza Territoriale, da sempre deficitaria in tutta la nostra Regione. Ben venga quindi ogni intervento finalizzato al suo potenziamento».

«Discorso diverso è, invece – ha proseguito – quello relativo alla Rete Ospedaliera, nella quale rientra senza ombra di dubbio l’Ospedale “Guido Chidichimo” di Trebisacce, la cui riapertura è sempre più paragonabile alle vicende della figura mitologica di Tantalo. Per quanto il territorio della Sibaritide-Alto Ionio sia affamato e assetato di una Sanità degna di questo nome, appare destinato a vedere questo obiettivo sempre vicino, ma mai abbastanza da poterlo cogliere!».

«La preoccupazione della comunità cittadina – ha proseguito – composta dagli abitanti di 17 comuni, a cui vanno aggiunti i notevoli flussi turistici che arrivano sul territorio decuplicandone le presenze, è dovuta al fatto che il Chidichimo sembra essere uscito dalle cronache e dalle iniziative di chi è chiamato a far rispettare due sentenze del Consiglio di Stato che ne ordinano la riapertura».

«Se si sta lavorando – ha detto ancora il primo cittadino – lo si sta facendo troppo in silenzio, generando preoccupazione e una sensazione di abbandono nei cittadini».

«É assolutamente necessario – ha ribadito – da parte delle autorità costituite, e in primo luogo del dott. Andrea Urbani, Commissario ad Acta per l’esecuzione delle sentenze del Consiglio di Stato, incontrare il territorio, i sindaci, i cittadini per spiegare come si sta svolgendo e come si svolgerà il cronoprogramma relativo alla riapertura del presidio ospedaliero, perché da troppo tempo a tal proposito si tace».

«Relativamente al Piano di ammodernamento invece – ha detto Rosanna Mazzia – se da un lato non si può che accogliere con plauso il potenziamento di alcuni presidi legati all’Alto Ionio, resta il dubbio se tali potenziamenti riguardino o meno o in che modo la rete della continuità assistenziale, se c’è o meno una visione sulla forte interazione che intercorre tra Sanità e Turismo, se si è pensato a potenziare o meno il 118, rendendolo funzionale al proprio ruolo di elemento cardine che fa la differenza tra la vita e la morte nei casi di emergenza/urgenza».

«Allo stesso tempo – ha continuato – non è chiaro dove sarà posta la Centrale Operativa Territoriale che coordini nuove e consolidati funzioni legate a questa ristrutturazione. Se, come sembra, tali centrali operative sono legate esclusivamente alla zona di Corigliano-Rossano allora è chiaro che ancora una volta si rischia di perdere un’importante opportunità e si continua a imperversare nell’errore di non considerare il territorio che va da Sibari-Cassano a Rocca Imperiale tale da meritare autonomia e una gestione dedicata».

«Sarebbe, pertanto – ha concluso – fondamentale che una Centrale operativa fosse posta nella città di Trebisacce, che rappresenta una realtà idonea per l’orografia del territorio e per la sua centralità. Ci consola sapere che tale ristrutturazione non ha il marchio della immutabilità, e che ci sono ancora i margini per migliorare tale proposta. Resta certa una semplice verità: il territorio dell’Alto Ionio si sta ponendo molte domande relative alla Sanità che la Regione e lo Stato stanno disegnando per loro. È giunto il tempo di ottenere qualche risposta». (rcs)

Andrea Renne (Idm): Riaprire subito l’Ospedale “Chidichimo” di Trebisacce

Andrea Renne, responsabile Alto Jonio di Italia del Meridione, ha commentato l’annuncio del commissario ad acta Guido Longo, circa la riapertura, in tempi brevi, dell’ospedale “Chidichimo” di Trebisacce, chiedendo: «se non ora, quando?».

«Non c’è più un minuto da perdere – ha evidenziato –. I tempi brevi annunciati, pomposamente, si stanno pericolosamente allungando troppo. Il virus e le sue varianti continuano, purtroppo, a diffondersi pericolosamente. Rocca Imperiale, per fare un esempio, è diventata zona rossa e, mai come adesso, l’Ospedale di Trebisacce poteva essere utile e funzionale ad arginare la diffusione della pandemia e offrire di fatto una soluzione a tanti cittadini, che per patologie diverse dal Covid devono percorre decine se non centinaia di chilometri. IdM è da tempo ormai sul fronte della battaglia per quanto riguarda l’emergenza sanitaria nell’Alto Jonio cosentino e non intende restare alla finestra ad attendere chissà quanto tempo. Il tempo è scaduto!».

«La pandemia non ci aspetta – ha proseguito – e, per quanto ci riguarda, siamo e resteremo vigili, perché ancora l’Ospedale non è aperto, e di parole in questi anni ne abbiamo sentite fin troppe. Questo territorio ha patito in questi lunghi 11 anni di commissariamento della Sanità calabrese l’isolamento e l’indifferenza. La riapertura dell’Ospedale, se riapertura sarà come ci auguriamo, sarà il frutto delle tante e innumerevoli battaglie che questo territorio ha portato avanti. Non sarà certo una gentile concessione di chi oggi ha le redini del comando ad aver determinato gli eventi, tra l’altro con sentenze esecutive cha vanno solamente attuate».

«IdM – ha concluso – è da tempo, ormai, sul fronte della battaglia per quanto riguarda l’emergenza sanitaria nell’Alto Jonio cosentino e non intende restare alla finestra ad attendere chissà quanto tempo. Il tempo è scaduto». (rcs)

 

I sindaci dell’Alto Jonio incontrano il commissario La Regina per contestare accorpamento del Distretto Jonio Nord

Una rappresentanza dei primi cittadini dei Comuni del Distretto Jonio Nord hanno incontrato il commissario dell’Asp, Vincenzo La Regina, per contestare l’illogica decisione di accorpamento del distretto Jonio Nord e Jonio Sud e definire la configurazione dell’ospedale di Trebisacce.

La delegazione, composta dal sindaco di Trebisacce, Franco Mundo, dall’ssessore alla Salute Pino Campanella, dal sindaco di Oriolo, Simona Colotta, e dal vicesindaco di Cerchiara di Calabria, Giuseppe Ramundo, ha consegnato un documento contenente le osservazioni sull’Atto Aziendale n.271 del 08/04/2021, in cui si legge che «premesso che con delibera n. 271 del 08/04/2021 il commissario straordinario ASP Cosenza approvava l’Atto aziendale con il quale accorpava, in via sperimentale, il Distretto Jonio Nord al Distretto Jonio Sud, creando un unico Distretto Sanitario Jonico, si vuole evidenziare come tale accorpamento, anche se in via sperimentale, sia illegittimo, inopportuno e non condivisibile».

«Già i 17 sindaci del Distretto Jonio Nord – si legge ancora – con nota del 06/04/2021 hanno contestato tale illogica decisione evidenziando che: Con l’accorpamento del distretto Ionio Nord e Ionio sud, di fatto si violano le linee guida del Commissario ad Acta per il Piano di Rientro in allegato al DCA n° 33 del 22.02.2021 pag. 33 dove si prevedono sei distretti sanitari programmabili, che inopinatamente diventano cinque eliminando quello Ionio Nord. Peraltro a pag. 32 le linee guida specificano che ‘… il numero di distretti deve essere ricalcolato in decremento rispetto alla situazione attuale…’; i comuni del nuovo distretto sarebbero oltre 40 con più di 170.000 abitanti. Tale territorio sarebbe più grande di tante Asp e, per come si è già avuto occasione di constatare, ingestibile dal punto di vista organizzativo, considerate le tante complessità e le varie esigenze; non si ravvedono i presupposti, anche per eventuali limitazioni nel numero di abitanti, per i quali il distretto può essere istituito anche in deroga. Peraltro, già alla luce dell’attuale gestione accentrata, sono sotto gli occhi di tutti le carenze, disfunzioni e omissioni, dai tamponi alle vaccinazioni, alle condizioni territoriali difficili, ecc…».

E ancora, si legge nel documento che «qualche anno addietro, l’allora dg dr. Scarpelli, convocò tutti i sindaci del Distretto per scegliere la sede. Con voti 17 su 22, venne scelta Trebisacce. Il risultato di tale votazione non fu mai di fatto attuato, violando la volontà dei Comuni; il distretto socio assistenziale deve coincidere con quello sanitario; l’accorpamento viola tale principio alterando i rapporti e l’eventuale integrazione socio sanitaria. Peraltro, i 17 comuni del Distretto sociosanitario di Trebisacce sono situati dieci nelle aree interne e sette lungo la costa. Ciò, in aggiunta agli altri comuni, renderebbe oltremodo difficile l’esercizio delle funzioni e dei servizi, considerato che l’orografia è complessa, e che le strade impervie, a pettine, collegano i centri montani all’ex SS106. Per cui anche dal punto di vista gestionale e dei servizi sarebbe opportuno evitare l’accorpamento, considerato che molti comuni distano oltre un’ora di viaggio da Rossano».

«Gli abitanti, come da atti Asp – si legge ancora nel documento – sono complessivamente 56.271, con possibilità di aggregare altri comuni confinanti assegnati ad altri distretti; il Comune capo ambito, Trebisacce, è sede di Csm, Sert, Consultorio familiare, servizi veterinari e Poliambulatorio medico, oltre che di P.O. che dovrà agire in funzione integrata; nel Comune di Cassano allo Ionio vi sono l’Hospice e il poliambulatorio, prevedendo anche la possibilità di realizzare la Casa della Salute, e in ogni caso soddisfare le esigenze del Comune di Cassano; nel comune di Rocca Imperiale vi è un poliambulatorio e diverse strutture socio assistenziali sono situate in comuni di Oriolo, Cassano, Villapiana, Cerchiara di Calabria, Francavilla e Canna. A Roseto Capo Spulico e Amendolara vi sono due strutture socio sanitarie; gli altri distretti, esclusi Corigliano – Rossano e Cosenza, hanno meno abitanti».

Infine, si rende noto che il documento consegnato al Commissario ad Acta La Regina conteneva anche tutte le richieste relative al potenziamento dell’Ospedale Chidichimo di Trebisacce, oggetto di una costante interlocuzione tra il Sindaco di Trebisacce, l’Asp di Cosenza e il Commissario Urbani. (rcs)